15.07.08
Maestri dell’altro mondo, 10 / Sergej Aksakov, Cronaca di famiglia

di Giorgio Morale
Al cuore del realismo
“Ah, i russi!...”. L’esclamazione fa sospirare tanti lettori italiani.
Ebbene, questa non è una recensione, è un appello: occorre salvare da un temporaneo oblio, liberare dal silenzio che l’ha avvolto, un grande scrittore, uno dei più grandi scrittori “russi”. Da quando l’ho letto, all’inizio degli anni 90, non ho ancora incontrato qualcuno che lo conosca o che ne parli, su carta o in rete.
Si chiama Sergej Aksakov ed è vissuto dal 1791 al 1859. È nato a Ufa, nella Russia che guarda all’Asia, ma è stato gran tempo a Mosca, dove persone come Turgenev e Gogol, ammirati dei suoi racconti e dei suoi ricordi, l’hanno incoraggiato a scrivere: “scrittore per istigazione” l’ha definito infatti Serena Vitale.
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Pubblicato da Giorgio Morale alle 00:04
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14.07.08
La ragazza di Vajont, di Tullio Avoledo
di giuliomozzi
La prima cosa che mi vien da dire è che, per quanto mi riguarda, adesso Tullio Avoledo potrebbe anche smettere di scrivere romanzi. La ragazza di Vajont (che mi pare essere una sorta di seguito ideale dello Stato dell'unione, anche se narrativamente non c'entra nulla) è un libro definitivo e finale.
La seconda cosa che mi vien da dire è che il titolo La ragazza di Vajont non mi convince, mentre mi pare che il titolo vero del romanzo sia a pagina 15: La volpe della memoria e quella vera.
La terza cosa che mi vien da dire è che in Einaudi qualcuno deve aver deciso che i libri di Avoledo devono avere in copertina una figura di spalle. Così fu per Tre sono le cose misteriose, così fu per Breve storia di lunghi tradimenti (con un'impressionante somiglianza tra l'uomo in copertina e Avoledo stesso), e così è per La ragazza di Vajont.
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Pubblicato da giuliomozzi alle 15:47
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Il mestiere di scrivere, di Raymond Carver
di giuliomozzi
[Questo libretto uscì presso Einaudi qualche anno fa. Vedo che ora è stasto ristampato. Riporto pari pari la recensione che scrissi all'epoca per il quotidiano Il Messaggero. gm]
Il mestiere di scrivere di Raymond Carver (Einaudi Stile Libero, pp. 172, L. 13.000 [oggi 9,8 euro]; titolo non troppo originale con sottotitolo Esercizi, lezioni, saggi di scrittura creativa, a cura di W. L. Stull e R. Duranti) è un libro imperdibile. E’ una raccolta di saggi sullo scrivere molto belli e interessanti, e in più contiene la sbobinatura di un’autentica lezione di scrittura tenuta nel 1983 da Carver all’università dello Iowa (pp. 99-130). Carver è probabilmente lo scrittore americano che ha più (direttamente, indirettamente) influenzato i nuovi narratori italiani (senza contare gli sceneggiatori); per molti di essi è, per così dire, «difficile non dirsi carveriani». La pubblicazione o ripubblicazione di testi nei quali Carver racconta (senza mai «teorizzare») il suo modo di fare, le catene di avvenimenti o pensieri che lo hanno condotto a fare la tale o la talaltra scelta, il modo in cui la vita d’ogni giorno si è incastrata con l’ambizione di dedicarsi totalmente alla scrittura — è quindi cosa buona e opportuna.
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Pubblicato da giuliomozzi alle 10:36
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03.07.08
Enzo Siciliano: La principessa e l’antiquario (1980)
di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Quando il 9 giugno del 2006 fu annunciata la morte di Enzo Siciliano, la mia memoria rievocò, ancora una volta meccanicamente allorché sento pronunciare il suo nome, le immagini care che ho conservate di lui. Non è possibile per me ricordarlo diversamente. Erano gli anni in cui alla televisione andava in onda, curato da Leone Piccioni, un programma culturale straordinario, che si chiamava "L'Approdo", una testata che disponeva di un comitato direttivo di prim'ordine, tra cui spiccavano artisti del calibro di Riccardo Bacchelli, Carlo Bo, Roberto Longhi, Giuseppe Ungaretti. Avevo 21 anni allorché nel febbraio del 1963 iniziò il lungo ciclo di trasmissioni destinato a durare fino al dicembre del 1972.
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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 00:00
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