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<title>vibrisse, bollettino</title>
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<modified>2008-05-15T14:32:35Z</modified>
<tagline>di letture e scritture, a cura di giulio mozzi.
Il nome vibrisse è stato trovato da Mauro Mongarli.</tagline>
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<copyright>Copyright (c) 2008, vibrisse</copyright>
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<title>mi è d’avanzo un travaglio: la viltà e la professione</title>
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<issued>2008-05-15T14:29:53Z</issued>
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<summary type="text/plain">di Federica Sgaggio [...] Un giornale dovrebbe essere il risultato della corretta e laboriosa applicazione collettiva dei giornalisti, e il lavoro di tutti dovrebbe essere concordemente orientato a un unico scopo: rendere le informazioni patrimonio dei cittadini. Non c’è notizia...</summary>
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<name>vibrisse</name>

<email>giuliomozzi@gmail.com</email>
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<![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.federicasgaggio.it">Federica Sgaggio</a></strong></p>

<p>[...] <font color="#114477">Un giornale dovrebbe essere il risultato della corretta e laboriosa applicazione collettiva dei giornalisti, e il lavoro di tutti dovrebbe essere concordemente orientato a un unico scopo: rendere le informazioni patrimonio dei cittadini.<br />
Non c’è notizia che possa mai andare nascosta o sottaciuta.<br />
Non c’è interesse da tutelare che possa essere diverso da quello del lettore: non quello di un potere qualunque, interno o esterno ai giornali; non quello delle proprie convenienze economiche o di carriera; non quello dei propri conoscenti; e nemmeno quello del puro e limpido giovamento alla propria causa ideale, sia pure senza alcun tornaconto economico.</font></p>

<p><font color="#114477">Non è che vivo su Marte: so che tutto questo è la teoria, e che in realtà le cose sono diverse.</font> [...]</p>

<p><a href="http://www.federicasgaggio.it/2008/05/263/">Leggi tutto l'articolo nel sito di Federica Sgaggio</a>.</p>]]>

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<title>L&apos;organigramma di Andrea Comotti: 4&apos; 27&quot; da ascoltare</title>
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<modified>2008-05-15T11:14:18Z</modified>
<issued>2008-05-15T11:06:34Z</issued>
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<summary type="text/plain"> Clicca sull&apos;immagine qui sopra e ascolta il &quot;trailer&quot; del romanzo di Andrea Comotti L&apos;organigramma, pubblicato da Good Mood nella collana Libro in Auto. Quattro minuti e ventisette secondi di ascolto. Il file è in formato mp3 e pesa cinque...</summary>
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<email>giuliomozzi@gmail.com</email>
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<dc:subject>Organigramma</dc:subject>
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<![CDATA[<p><a href="http://www.vibrisselibri.net/wp-content/uploads/2008/05/organigramma_trailer.mp3"><img alt="Ascolta quattro minuti e ventisette secondi de L'organigramma di Andrea Comotti" src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/quattrominutiventisette.jpg" width="400" height="280" border="0"></a></p>

<p>Clicca sull'immagine qui sopra e ascolta il "trailer" del romanzo di Andrea Comotti <a href="http://www.goodmood.it/libri-in-auto/catalog/show/75">L'organigramma</a>,  pubblicato da <a href="http://www.goodmood.it">Good Mood</a> nella collana <a href="http://www.goodmood.it/libri-in-auto/catalog">Libro in Auto</a>. Quattro minuti e ventisette secondi di ascolto. Il file è in formato mp3 e pesa cinque mega.</p>

<p>[<a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/organigramma/index.html">altri articoli su questo libro</a>]</p>]]>

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<title>La registrazione de L&apos;organigramma di Andrea Comotti</title>
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<modified>2008-05-15T11:19:03Z</modified>
<issued>2008-05-14T14:34:12Z</issued>
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<summary type="text/plain">di Nicotrain [Due mesi di lavoro in studio di registrazione, ci son voluti, per trasformare in voci suoni e musiche il romanzo L&apos;Organigramma di Andrea Comotti. Ecco il racconto dell&apos;avventura, scritto di proprio pugno da Nino Rota detto Nicotrain, protagonista...</summary>
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<email>giuliomozzi@gmail.com</email>
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<dc:subject>Organigramma</dc:subject>
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<![CDATA[<p>di <strong>Nicotrain</strong></p>

<p>[Due mesi di lavoro in studio di registrazione, ci son voluti, per <a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/good_mood_edizi_1.html">trasformare in voci suoni e musiche</a> il romanzo <strong>L'Organigramma</strong> di Andrea Comotti. Ecco il racconto dell'avventura, scritto di proprio pugno da Nino Rota detto Nicotrain, protagonista del romanzo. <a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/organigramma/index.html">Altri articoli su questo libro</a>. gm]</p>

<p><a href="http://www.goodmood.it/libri-in-auto/catalog/show/75"><img alt="Leggi la scheda de L'organigramma e ascolta un campione del libro" src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/comotti_goodmood_cop02.jpg" width="138" height="175" hspace=4 vspace=4 align=left border=0></a><font color="#114477">Stamattina mi son svegliato... mi viene voglia chissàpperché di fischiettare... e sì che il caffè non l’ho ancora preso e nemmeno imboccata la prima siga...  Sarà il sole... non vedere più sto cielo nivolo che smilana milano più quel che già l’odi-et-amo da qualche annetto in qua...</font></p>

<p><font color="#114477">Telefonata del Giulio... mattiniera... quel benedetto santuomo lì... giulio mozzi for president... ah già... lo è già... sempre sulla corda... sempre i piedoni buoni in cento scarpe altrettanto buone... difficile che siano scompagnate... vanno tutte a battere sullo stesso tappeto rosso... la letteratura über alles.. la letteratura degli unter alles... degli illustri sconosciuti... come quello lì... quel tanghero canchero lì che si è messo a sbrodolare la rava e la fava dei miei trascorsi pre e post bellici... il bellum poenicum LXVIII... a squatare i miei altarini... a chiamarmi addirittura mica per nome/cognome come tutti i cristiani ammodo ma per nickname... Nicotrain mica Nino Rota... che suona meglio... e come casso lo fa lui a sapere che gli amici mi chiamavano così... mi chiamavano... perché quei tempi lì son stagionati come le stagioni d’una volta... di quando Berta filava... mo adesso se l’è filata... di brutto...</font></p>

<p><a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/la_registrazione.pdf">Leggi tutto il racconto <strong>La registrazione</strong> (è un piccolo pdf)</a>.</p>

<p><a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/lorganigramma_d_1.html">Ascolta un estratto dal libro</a>.</p>]]>

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<title>Good Mood Edizioni sonore pubblica L&apos;organigramma di Andrea Comotti</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/good_mood_edizi_1.html" />
<modified>2008-05-15T11:20:22Z</modified>
<issued>2008-05-14T13:51:25Z</issued>
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<created>2008-05-14T13:51:25Z</created>
<summary type="text/plain"> Come da tempo annunciato (ne parlò anche il Corriere), presso le Edizioni Sonore Good Mood, inserito nella collana Libri in Auto, è finalmente disponibile il romanzo di Andrea Comotti L&apos;organigramma, originariamente pubblicato da vibrisselibri. L&apos;adattamento del testo per l&apos;edizione...</summary>
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<name>giuliomozzi</name>
<url>http://www.vibrissebollettino.net/giuliomozzi/</url>
<email>giuliomozzi@gmail.com</email>
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<dc:subject>Organigramma</dc:subject>
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<![CDATA[<p><a href="http://www.goodmood.it/libri-in-auto/catalog"><img alt="Good Mood, edizioni sonore" src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/logo_goodmood.jpg" width="120" height="91" border=0 hspace=4 vspace=4 align=left></a> <a href="http://www.goodmood.it/libri-in-auto/goodmood"><img alt="Libri in Auto" src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/logo_libri.png" width="120" height="91" hspace=4 vspace=4 border=0 align=left></a>Come da tempo <a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/04/la_strana_stori.html">annunciato</a> (ne parlò anche il <a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/04/libri_sonori_co.html">Corriere</a>), presso le Edizioni Sonore <a href="http://www.goodmood.it"><strong>Good Mood</strong></a>, inserito nella collana <a href="http://www.goodmood.it/libri-in-auto/catalog"><strong>Libri in Auto</strong></a>, è finalmente disponibile il romanzo di Andrea Comotti <a href="http://www.goodmood.it/libri-in-auto/catalog/show/75"><strong>L'organigramma</strong></a>, originariamente pubblicato da <a href="http://www.vibrisselibri.net/?p=362">vibrisselibri</a>. L'adattamento del testo per l'edizione sonora è stato curato da <a href="http://lucioangelini.splinder.com">Lucio Angelini</a>. La produzione è stata curata da <a href="http://zonasansiro.blogspot.com/">Giacomo Brunoro</a>. L'autore ha ha dialogato con Angelini durante il lavoro di adattamento e ha partecipato attivamente alle sessioni di registrazione.</p>

<p><a href="http://www.goodmood.it/libri-in-auto/catalog/show/75">Vedi la scheda de <em>L'organigramma</em> nel sito di Good Mod</a>. <a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/lorganigramma_d_1.html">Ascolta un estratto del romanzo</a>. <a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/organigramma/index.html">Leggi altri articoli su questo libro</a>.</p>

<p>La collana di libri da ascoltare <a href="http://www.goodmood.it/libri-in-auto/catalog">Libri in Auto</a> è stata presentata giovedì 8 maggio alla Fiera del Libro, presso il Caffè Pedrocchi di cartapesta. Presentatore d'eccezione, Patrizio Roversi.</p>

<p><img alt="Marcello Pozza e Patrizio Roversi" src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/pozza_roversi_02.jpg" width="400" height="317" ><br />
Marcello Pozza, patron di Good Mood, e Patrizio Roversi.</p>]]>
<![CDATA[<p><br />
<img alt="Giacomo Brunoro e Patrizio Roversi" src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/brunoro_roversi_01.jpg" width="400" height="274" ><br />
Giacomo Brunoro e Patrizio Roversi.</p>

<p><img alt="Lo stand di Good Mood alla Fiera del Libro" src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/goodmood_stand.jpg" width="400" height="300" ><br />
Lo stand di Good Mood alla Fiera del Libro.</p>

<p><img alt="I libri" src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/goodmood_esposizione.jpg" width="400" height="300" ><br />
I libri di Good Mood. Sono ancora pochi, ma presto diventeranno molti.</p>

<p>[le fotografie seconda, terza e quarta vengono da <a href="http://zonasansiro.blogspot.com/">qui</a>]</p>

<p><strong>Videocronaca dallo stand Good Mood</strong>.</p>

<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=YzIfvlMcXUw"><img alt="Fiera del libro 2008" src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/video_goodmood.jpg" width="400" height="333" border=0></a></p>

<p><strong><br />
Il booktrailer di L'organigramma. Una produzione GrenarLabs.</strong></p>

<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=kKYAkxed4e8"><img alt="L'organigramma, romanzo di Andrea Comotti: il booktrailer di Grenar" src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/organigramma_booktrailer.jpg" width="400" height="326" border="0"></a></p>

<p><br />
</p>]]>
</content>
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<title>La buona educazione</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/la_buona_educaz.html" />
<modified>2008-05-14T06:41:48Z</modified>
<issued>2008-05-14T06:39:32Z</issued>
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<created>2008-05-14T06:39:32Z</created>
<summary type="text/plain">...non sopporto più questa cosa che i sindaci vogliono insegnarmi la buona educazione, come se non avessi mai avuto un padre e una madre... Leggi l&apos;articolo nel sito di Federica Sgaggio....</summary>
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<name>vibrisse</name>

<email>giuliomozzi@gmail.com</email>
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<![CDATA[<p><font color="#114477">...non sopporto più questa cosa che i sindaci vogliono insegnarmi la buona educazione, come se non avessi mai avuto un padre e una madre...</font></p>

<p><a href="http://www.federicasgaggio.it/2008/05/fatti-piu-in-la-e-sparisci-grazie/">Leggi l'articolo nel sito di Federica Sgaggio</a>.</p>]]>

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<title>&quot;Il pittore e il pesce&quot; a Padova, 22 maggio</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/il_pittore_e_il_12.html" />
<modified>2008-05-14T06:39:00Z</modified>
<issued>2008-05-14T06:35:43Z</issued>
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<summary type="text/plain">Giovedì 22 maggio 2008, alle 18, presso la Libreria Feltrinelli di Padova, presentazione del libro Il pittore e il pesce. Una poesia di Raymond Carver, un’opera di Carlo Dalcielo. Sarà presente Bruno Lorini, curatore del libro. Introduce lo scrittore Marco...</summary>
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<![CDATA[<p>Giovedì 22 maggio 2008, alle 18, presso la Libreria Feltrinelli di Padova, presentazione del libro <strong>Il pittore e il pesce. Una poesia di Raymond Carver, un’opera di Carlo Dalcielo</strong>. Sarà presente <a href="http://ilpittoreeilpesce.wordpress.com/files/2008/01/bruno_lorini.jpg">Bruno Lorini</a>, curatore del libro. Introduce lo scrittore <a href="http://www.marsilioeditori.it/schedalibro.htm?codice7=3179457">Marco Bellotto</a>.</p>

<p>[<a href="http://minimumfax.it/libro.asp?libroID=413">il libro</a>] [<a href="http://ilpittoreeilpesce.wordpress.com">il sito</a>] [<a href="http://ilpittoreeilpesce.wordpress.com/000-il-pittore-e-il-pesce-tutta-lopera/">l'opera</a>]</p>]]>

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<title>I miei amici, di Luisito Bianchi</title>
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<modified>2008-05-13T14:20:37Z</modified>
<issued>2008-05-13T13:37:56Z</issued>
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<name>giuliomozzi</name>
<url>http://www.vibrissebollettino.net/giuliomozzi/</url>
<email>giuliomozzi@gmail.com</email>
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<![CDATA[<p><img src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/luisito_bianchi_009.jpg" width="400" height="599" ><br />
</p>]]>
<![CDATA[<p><strong>Fulvio Panzeri</strong> intervista don <strong>Luisito Bianchi</strong></p>

<p><a href="http://www.stpauls.it/jesus06/0504je/0504je59.htm"><img src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/luisito_bianchi.JPG" hspace=4 vspace=4 align=right border=0></a><font color="#114477">"Nel febbraio del 1968 entravo in fabbrica. Avevo solo due moventi: quello dell'onestà di fronte alla mia coscienza, e l'altro di avere una retribuzione per il mio sostentamento". Così Luisito Bianchi riassume la sua esperienza di sacerdote che sceglie di fare anche l'operaio. Una scelta che risale esattamente a quarant'ahnni fa e porta don Luisito alla consapevolezza che è necessario approfondire il tema della <em>gratuità</em> nella storia del ministero, a partire dall'esempio di san Paolo, scoprendo quanto questa tensione sia stata sempre presente nella Chiesa "almeno come tensione e ideale". Tanto che don Luisito azzarda: "E' troppo impegnativo e azzardato affermare che tale tensione, coi suoi tentativi di prendere corpo, nella Tradizione della chiesa? Io ne sono convinto, ben sapendo che il mio convincimento è come una rondine: non fa primavera".</font></p>

<p><font color="#114477">Ora, per scoprire il percorso, segnato da domande, interrogazioni, riflessioni, disaccordi, che ha portato don Luisito a questo suo convincimento e alla necessità di credere totalmente nel senso profondo della <em>gratuità</em>, abbiamo a disposizione un documento eccezionale, un libro, <a href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_libro=978-88-518-0100-7">I miei amici</a> (pagine 910, euro 18), edito in questi giorni da Sironi, che ci presenta i "diari", tenuti, giorno per giorno, dal 1968 al 1970, ovvero del periodo della vita in fabbrica. Anche se strutturate in forma diaristica, l'unità espressiva che tiene unite queste pagine le configura come <strong>un grande romanzo in presa diretta</strong>, dove già emerge il respiro di scrittore di don Luisito, confermato poi nel suo libro più noto, <a href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_collana=ip&ID_libro=978-88-518-0024-6">La messa dell'uomo disarmato</a>.</font></p>

<p><a href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_libro=978-88-518-0100-7"><img alt="Clicca qui per leggere la scheda del libro" src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/luisito_bianchi_amici_98.jpg" width="200" height="267" hspace=4 vspace=4 align=left border=0></a><font color="#114477">All'inizio si trattava di cinque grosse agende "riempite, in fretta e senza pentimenti di scrittura, tra un turno e l'altro", che poi sono state trascritte a computer da Pier Carlo Rizzi, "con appassionata e gratuita amicizia": ora è un ponderoso volume che attraversa <strong>tre anni cruciali della storia italiana</strong>, con sullo sfondo gli anni caldi del movimento operaio, quelli carichi di speranza, ma anche difficili del post-Concilio, i cambiamenti del Sessantotto.</font></p>

<p><font color="#114477">Don Luisito s'interroga sulla sua condizione, sulle proprie scelte, sulla necessità di essere fedele a una radicalità del cristianesimo e di seguire l'esempio di Cristo: "E senza Cristo che senso ha la Chiesa? Come conciliare la fedeltà a Cristo con la fedeltà a 'questa' Chiesa nella quale credo, che amo al punto da mettere in rischio la mia sicurezza, che voglio che non ponga ostacoli alla manifestazione di Cristo? E' la mia sofferenza più grande". Gli interessa, però, soprattutto l'avventura umana della fabbrica, il rapporto con gli altri operai, gli amici citati dal titolo. Tant'è che nella lunga dedica che apre il libro e funge da introduzione troviamo: "Dedico questi 'diari' ai compagni di fabbrica, i cui nomi intessono d'amicizia ogni pagina, in modo particolare lo dedico al mio fraterno sodale Giovanni Carpenè con cui condivisi per tre anni non solo l'abitazione ma soprattutto le speranze, le gioie, le difficoltà e il senso liberante ed evangelico della scelta di lavorare con le nostre mani".</font></p>

<p><font color="#114477">Un lavorare che è intriso del senso della <em>gratuità</em> per don Luisito, che s'intuisce in sottofondo alla risposta, nel gennaio 1968, rivolta all'ingegnere che gli chiede perché voglia entrare in azienda: "Rispondo con semplicità: è un atto di onestà di fronte a me stesso e agli altri, dopo tanti anni in cui ho parlato di lavoro e di spiritualità nel mondo del lavoro". Ha quarant'anni don Luisito quando varca la soglia dell'azienda, spinto da una esigenza di fedeltà: "<strong>Ho scelto la fedeltà al mondo per un'esigenza di fedeltà alla Chiesa</strong>, nella ricerca dell'unica fedeltà allo Spirito. Ma dove potrò trovare, in pratica, la saldatura fra la duplice fedeltà?".</font></p>

<p><font color="#114477">E' sempre presnete nel libro l'interrogazione sulla necessità della scelta, anche in relazione al tema del prete-operaio. Lui così s'interroga: "Dobbiamo gettarci allora nella lotta per una Chiesa fedele all'Evangelo o per la promozione della classe operaia?". Nel primo caso, quello che ha motivato don Luisito Bianchi, "ogni mio gesto e ogni mia reazione hanno una dimensione ecclesiale". Nel secondo invece la scelta potrebbe essere di natura strettamente personale e individuale. Per lui vale una convinzione: "La Parola di Dio attende la mia risposta perché non può ritornare senza effetto". Nel 1970 ribadisce: "L'esperirenza di fabbrica è formidabile, di una ricchezza enorme ma non può essere rinchiusa in se stessa bensì deve essere proiettata sul terreno del <em>ministerium</em>".</font></p>

<p>[articolo apparso nel quotidiano <em>Avvenire</em> del 25 aprile 2008. Nel primo capoverso c'è una frase che non torna: è così nell'articolo originale. <strong>Fotografie</strong> di Matilde Gattoni. gm]</p>

<p>Altri libri di Luisito Bianchi:<br />
- <strong>La messa dell'uomo disarmato</strong>, <a href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_collana=ip&ID_libro=978-88-518-0024-6">scheda</a>, <a href="http://www.sironieditore.it/sezioni/archarticolo.php?ID_libro=978-88-518-0024-6&ID_collana=X">rassegna stampa</a>, <a href="http://www.railibro.rai.it/interviste.asp?id=127">intervista</a>.<br />
- <strong>Come un atomo sulla bilancia</strong>, <a href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_collana=ip&ID_libro=978-88-518-0057-4">scheda</a>,  <a href="http://www.sironieditore.it/sezioni/archarticolo.php?ID_libro=978-88-518-0057-4&ID_collana=X">rassegna stampa</a>.<br />
- <strong>Monologo partigiano sulla gratuità</strong>, <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788871152486/bianchi-luisito/monologo-partigiano-sulla.html">in Ibs</a>.</p>

<p><a href="http://storieinout.splinder.com/post/13147607">Un bell'articolo su Luisito Bianchi nella rivista InOut</a>.</p>]]>
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<title>La parte abitata della rete: numeri</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/la_parte_abitat.html" />
<modified>2008-05-13T07:36:46Z</modified>
<issued>2008-05-13T07:18:33Z</issued>
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<created>2008-05-13T07:18:33Z</created>
<summary type="text/plain">di Massimo Mantellini [Questo articolo è apparso il 12 maggio 2008 in Punto Informatico]. Roma - Girano molti numeri nelle ultime settimane sulla parte abitata della rete italiana. Nei giorni scorsi Fabio Giglietto dell&apos;Università di Urbino mi ha gentilmente segnalato...</summary>
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<name>giuliomozzi</name>
<url>http://www.vibrissebollettino.net/giuliomozzi/</url>
<email>giuliomozzi@gmail.com</email>
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<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.vibrissebollettino.net/">
<![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.mantellini.it">Massimo Mantellini</a></strong></p>

<p>[<a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2281267">Questo articolo</a> è apparso il 12 maggio 2008 in <a href="http://punto-informatico.it/">Punto Informatico</a>].</p>

<p><a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/?p=39"><img src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/torta_ooo.jpg" width="200" height="150" hspace=4 vspace=4 align=left border=0></a>Roma - Girano molti numeri nelle ultime settimane sulla <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788848119726/maistrello-sergio/parte-abitata-della.html">parte abitata della rete</a> italiana. Nei giorni scorsi Fabio Giglietto dell'Università di Urbino mi ha gentilmente segnalato la <a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/?p=39">ricerca</a> che il LaRiCA ha appena pubblicato sui Social Media in Italia, vale a dire sulla penetrazione e diffusione fra la popolazione di blog e siti di social network come MySpace, Facebook o Flickr. Nelle scorse settimane sia Forrester che Universal McCann avevano presentato ricerche analoghe, centrate sulla popolazione europea ma contenenti anche numeri riferiti ai singoli paesi come l'Italia.</p>]]>
<![CDATA[<p>Pur all'interno di studi completamente differenti per metodo e finalità, alcuni aspetti sembrerebbero avvicinare queste recenti analisi fra loro ed il principale di questi è l'ampiezza del fenomeno descritto. Gli italiani che scrivono e leggono blog, che mantengono rapporti di rete attraverso MySpace o altri siti personali dotati di strumenti di connessione con altri utenti sarebbero un numero molto elevato, oltre 10 milioni secondo il LaRiCA, circa <a href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2008/05/10-milioni-su-b.html#comments">10 milioni secondo Forrester</a>, mentre secondo il <a href="http://www.universalmccann.com/Assets/wave_3_20080403093750.pdf">Social Media Tracker</a> di McCann, 8 milioni di italiani <a href="http://video.punto-informatico.it/b.aspx?v=mw3LbVCcqJk=">leggono i blog</a> e oltre 3 milioni ne mantengono uno, mentre altri 4 milioni utilizzano un social network.</p>

<p>Ho già manifestato qualche perplessità nei confronti di simili numeri e non ho difficoltà ad ammettere come in parte questo sia dovuto ad alcuni miei preconcetti verso le ricerche di mercato, dove la parte debole della frase è proprio "mercato", vale a dire numeri pesati e rappresentati in nome di un qualche interesse commerciale. Se ciò ovviamente non vale per l'Università di Urbino, molto spesso le fonti di simili importanti statistiche sono soggetti che hanno, a qualche titolo, interesse a raccontare un mondo migliore di quello che è: lo scopo, ovviamente, orientare gli investimenti dentro i media sociali o rappresentare se stessi come autorevoli mediatori fra le aziende ed il pubblico degli utenti di simili servizi.<br />
E tuttavia il processo alle intenzioni sarebbe sempre meglio non farlo, segnalo quindi la non completa neutralità di alcuni fra i "maghi dei numeri" (manca moltissimo in Italia un grande laboratorio di ricerca indipendente come è Pew Research in USA, per esempio) e provo ad approfondire un paio di elementi che mi paiono importanti.</p>

<p>Intanto se davvero ci interessa raccontare "la parte abitata della rete" allora abbiamo bisogno di occuparci solo di quella. Quasi tutte le ricerche includono nei propri risultati un numero molto alto di utenti che non vivono la rete. Non è interessante sapere quanti fra gli utenti di internet hanno letto un blog almeno una volta negli ultimi 6 mesi, si tratta di un dato discretamente inutile ed è difficile non pensare che non sia stato messo lì ad arte. Non possiamo insomma prendere un respiro ogni 6 mesi per dichiararci vivi: raccontare una evoluzione della rete che fa della frequenza e presenza online la sua caratteristica principale in questa maniera è semplicemente irrealistico.</p>

<p>Secondo McCann il 79% degli italiani leggerebbe un blog, secondo lo stesso studio solo circa il 50% di questi lo farebbe con frequenza superiore ad una volta al mese. Secondo la ricerca del LaRiCA invece almeno il 20% degli italiani (oltre dieci milioni di persone) avrebbe letto un blog "almeno una volta", secondo Forrester in Italia ci sarebbero circa 10 milioni di "Spectators" vale a dire di lettori di blog e social network.</p>

<p>Numeri simili, come si vede, raccolti con modalità diverse e su popolazioni non sovrapponibili ma tutti viziati da questo limite della scarsa descrivibilità del contesto: a cosa mi serve, se mi riferisco alla parte abitata della rete, sapere quanti marziani l'hanno visitata almeno una volta? Io sono interessato al numero di abitanti effettivi perché quel numero descrive la portata sociale e culturale del fenomeno, la sua capacità di incidere sulle dinamiche informative: sapere quanti utenti hanno letto un blog per sbaglio una volta nella loro vita o quanti aprono beppegrillo.com una volta ogni 3 mesi mi pare -mi sbaglierò - perfettamente inutile.</p>

<p>Si discute molto da anni sulla capacità da parte dei media sociali di mutare il panorama informativo: quanti cittadini usano la rete per informarsi ed esprimere giudizi sullo stato delle cose, per confrontarsi su tematiche politiche o culturali, per discutere e raccogliere informazioni su prodotti e servizi in una modalità differente da quelle fino a ieri disponibili?</p>

<p>È evidente che simili numeri sono (sarebbero) oggi molto importanti poiché aiutano a descrivere i contorni di una rivoluzione informativa che può essere modesta o gigantesca, a seconda non solo dei contenuti che è in grado di produrre ma anche del numero di persone che è capace di coinvolgere.</p>

<p>Ed anche in questo senso i numeri citati da questi studi mi paiono piuttosto nebulosi. Quale è l'entità di produzione di contenuti in rete in Italia? In senso lato, quanti utenti della rete Italiana mantengono un blog e lo aggiornano partecipando alla immensa caotica produzione del live web?</p>

<p>Secondo Forrester 3 milioni di italiani, i cosiddetti Creators, producono contenuti sociali, cioè gestiscono un blog o caricano in rete contenuti sui social network, secondo McCann sono 3,4 milioni i blogger italiani, secondo LaRiCA i blog "attivi" in Italia sarebbero 2,9 milioni.</p>

<p>Ancora una volta è sull'aggettivo "attivi" che si gioca la partita. LaRiCA dichiara che oltre il 50% dei blogger intervistati aggiorna le proprie pagine almeno una volta alla settimana e proprio sul numero degli "active user" si concentrano dubbi e difficoltà di interpretazione. Nessuno sa oggi quanti blog siano stati aperti in Italia: ogni società di social network, ogni piattaforma gratuita per blog, da Splinder a Kataweb, da Blogspot a Wordpress, dichiara milioni di blog aperti senza mai raccontarci quanti siano invece i blog attivi, vale a dire quelli aggiornati con una qualche frequenza inferiore a quella di 6 mesi che Technorati utilizza per definire un blog attivo rispetto ad un blog morto.</p>

<p>Mentre le società di ricerca stimano sul 50% circa il numero dei blog o dei social network aggiornati con una qualche frequenza, chiunque abbia potuto dare una occhiata ai numeri dei grandi fornitori di servizi di social network sa che il rapporto fra blog aperti e blog attivi è molto differente: meno di un blog ogni 10 aperti è solitamente attivo. Se davvero in Italia il numero di creatori di contenuti supera i 3 milioni allora sarebbe necessario immaginare che siano stati attivati nel nostro paese oltre 30 milioni di blog o pagine su Facebook o MySpace o Flickr.</p>

<p>Si tratta di una cifra del tutto irrealistica, molto più probabile che la parte abitata della rete sia di dimensioni più contenute di quella che certe cifre lasciano immaginare, anche se non per questo meno importante.</p>

<p>[La ricerca del LaRiCa: <a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/wp-content/uploads/2008/05/press-report.pdf">il report per la stampa</a>, i <a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/wp-content/uploads/2008/05/blogesocialnetworkinitalia.pdf">grafici</a>]</p>

<p>[<a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/nextmedia/2008/05/11/i-marziani-scoprono-la-parte-abitata-della-rete/?disqus_reply=445617#comment-445617">Una discussione su questo articolo</a>]</p>]]>
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<title>Trinità di Carlo Dalcielo</title>
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<modified>2008-05-11T22:42:52Z</modified>
<issued>2008-05-11T22:40:50Z</issued>
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<summary type="text/plain">di giuliomozzi [Questo articolo è apparso nella free press culturale No tag, distribuita presso la Fiera del Libro di Torino. gnm]. L’inizio di Città di vetro, il primo dei tre romanzi che compongono la Trilogia di New York di Paul...</summary>
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<email>giuliomozzi@gmail.com</email>
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<![CDATA[<p>di <strong>giuliomozzi</strong></p>

<p>[Questo articolo è apparso nella free press culturale <a href="http://www.notag.it">No tag</a>, distribuita presso la Fiera del Libro di Torino. gnm].</p>

<p><a href="http://www.notag.it"><img src="http://ilpittoreeilpesce.wordpress.com/files/2008/05/tagno.jpg" width="85" height="209" hspace="4" vspace="4" align="right" border="0"></a>L’inizio di <em>Città di vetro</em>, il primo dei tre romanzi che compongono la <a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880614131&amp;ed=87">Trilogia di New York</a> di Paul Auster, è esemplare.</p>

<p>Vi si racconta di Quinn, uomo che vive solo a New York, che è stato sposato ma la cui moglie è morta – e il bambino con lei – ; che è stato uno scrittore di poesie, drammi e saggi critici; e che ormai da diversi anni campa scrivendo romanzi gialli con lo pseudonimo di William Wilson. «Una parte di lui era morta, spiegava [Quinn] agli amici, e non voleva che tornasse a tormentarlo. Era stato allora che aveva scelto il nome di William Wilson. Quinn non era più la parte di sé capace di scrivere libri, e anche se sotto molti aspetti continuava a esistere, Quinn esisteva solo per se stesso. Aveva continuato a scrivere perché sentiva che non avrebbe potuto fare altro. I romanzi gialli gli erano parsi una soluzione ragionevole». E fin qui, tutto è quasi normale.</p>

<p><a href="http://ilpittoreeilpesce.wordpress.com/2008/05/10/trinita-di-carlo-dalcielo/">Continua a leggere in <strong>Il pittore e il pesce</strong></a>.</p>]]>

</content>
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<title>&quot;Il pittore e il pesce&quot; alla Fiera di Torino</title>
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<modified>2008-05-10T06:19:44Z</modified>
<issued>2008-05-10T06:10:16Z</issued>
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<summary type="text/plain">Tra oggi, sabato 10 maggio, e domani, domenica 11 maggio, a Torino, davanti al Lingotto - dove si svolge la Fiera del Libro -, saranno distribuite 10.000 copie di No tag, nuova &quot;freepress culturale&quot;. All&apos;interno, tra le altre cose, un...</summary>
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<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.vibrissebollettino.net/">
<![CDATA[<p>Tra oggi, sabato 10 maggio, e domani, domenica 11 maggio, a Torino, davanti al Lingotto - dove si svolge la Fiera del Libro -, saranno distribuite 10.000 copie di <a href="http://www.notag.itù">No tag</a>, nuova "freepress culturale". All'interno, tra le altre cose, un articolo nel quale si spiegano le somiglianze tra <a href="http://ilpittoreeilpesce.wordpress.com/000-il-pittore-e-il-pesce-tutta-lopera/">Il pittore e il pesce</a> di Carlo Dalcielo e <a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880614131&ed=87">Trilogia di New York</a> di Paul Auster. </p>

<p><a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/notag-copertina.html" onclick="window.open('http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/notag-copertina.html','popup','width=400,height=597,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false">Guarda la parima pagina di No Tag</a>.</p>]]>

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<title>Basterebbero gli uffici stampa!</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/basterebbero_gl.html" />
<modified>2008-05-13T14:11:14Z</modified>
<issued>2008-05-10T05:57:07Z</issued>
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<created>2008-05-10T05:57:07Z</created>
<summary type="text/plain">di Federica Sgaggio [...] Mi ha colpito molto la Sciarelli che lunedì sera, intervistando il sindaco di questa città [Verona], faceva precedere tutte le domande dalle sue scuse: «Mi scusi, ma sa», diceva. «Io devo chiederle se è vero che...</summary>
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<![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.federicasgaggio.it">Federica Sgaggio</a></strong></p>

<p><font color="#114477">[...] Mi ha colpito molto la Sciarelli che lunedì sera, intervistando il sindaco di questa città [Verona], faceva precedere tutte le domande dalle sue scuse: «Mi scusi, ma sa», diceva. «Io devo chiederle se è vero che lei ha marciato in testa a una manifestazione di naziskin. Mi scusi, glielo chiedo anche per dare a lei la possibilità di spiegare». Ma davvero, durante un’intervista a cui l’intervistato abbia liberamente deciso di partecipare, un giornalista deve chiedere il permesso di fare le domande? Ma se le domande dovessero essere sempre vellutate, a cosa servirebbe mai il giornalismo? Basterebbero gli uffici stampa! [...] </font></p>

<p><a href="http://www.federicasgaggio.it/2008/05/candide-vittime-di-vili-attacchi"><br />
Leggi tutto l'articolo di Federica Sgaggio in <strong>Due colonne, taglio basso</strong></a>.</p>]]>

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<title>L&apos;infinita inumazione</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/linfinita_inuma.html" />
<modified>2008-05-09T18:15:53Z</modified>
<issued>2008-05-09T08:07:32Z</issued>
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<summary type="text/plain">di Demetrio Paolin [trent&apos;anni fa, oggi 9 maggio, il corpo di Aldo Moro veniva ritrovato cadavere nel bagagliaio di una R4. Ho pensato di pubblicare di seguito le pagine finali di Una tragedia negata, che riguardano proprio questo giorno. dp]...</summary>
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<name>Demetrio Paolin</name>
<url>http://disturbopostraumaticoamaro.blog.tiscali.it/</url>
<email>demetriopaolin@hotmail.com</email>
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<dc:subject>Anticipazioni ed estratti</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.vibrissebollettino.net/">
<![CDATA[<p>di <strong>Demetrio Paolin</strong></p>

<p>[trent'anni fa, oggi 9 maggio, il corpo di Aldo Moro veniva ritrovato cadavere nel bagagliaio di una R4. Ho pensato di pubblicare di seguito le pagine finali di <em>Una tragedia negata</em>, che riguardano proprio questo giorno. dp]</p>

<p><img alt="Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse" src="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/immagini/aldo_moro.JPG" width="106" height="137" hspace=4 vspace=4 align=left>Una donna cammina tre le rovine di un campo di battaglia, tra i corpi riconosce il padre. L’uomo è un fagotto posato per terra, rannicchiato nei suoi abiti ormai vecchi. La donna lo vede e incomincia a coprirlo con un pugno di sabbia. La sabbia passa tra le dita, mentre il braccio, che tiene teso sopra il corpo, corre dai piedi fino alla testa e all’inverso. <br />
l gesto avviene nel silenzio irreale. <br />
L’uomo è Aldo Moro, veste i medesimi panni che aveva il giorno in cui è morto, la donna che pietosamente gli dona questa infinita e lentissima sepoltura, è sua figlia. <br />
Compie un gesto antico.</p>]]>
<![CDATA[<p>Il gesto avviene nel silenzio irreale. <br />
L’uomo è Aldo Moro, veste i medesimi panni che aveva il giorno in cui è morto, la donna che pietosamente gli dona questa infinita e lentissima sepoltura, è sua figlia. <br />
Compie un gesto antico.<br />
Mentre la terra cade, arrivano gli uomini del commando delle Brigate Rosse. Stanno di fronte alla donna e al fagotto che hanno visto molte volte nei loro pensieri. <br />
Rimangono stupefatti nel silenzio, vedono il gesto della donna. <br />
Sanno che la sepoltura li riguarda. Li chiama in causa. <br />
Sono turbati, ma ad inquietarli non è la donna: gli uomini delle Brigate Rosse sono abituati a vedere i parenti delle vittime, li conoscono, ne riconoscono una componente umana, che, invece, non hanno mai riconosciuto ai loro familiari. <br />
Loro sono disposti, davanti a questa lunga inumazione, a riconoscere alla figlia il fatto che lei sia una donna e un essere umano. Il loro è uno stupore denso. Non è difficile immaginarla sulle spalle del padre, vederla giocare: non hanno difficoltà gli uomini delle Brigate Rosse a farsi un’immagine di questo. Lei non era un obiettivo, non era stata oggetto di un’inchiesta che poco per volta aveva spersonalizzato l’uomo a target da colpire.<br />
La sabbia corre lungo il cadavere di Aldo Moro, che sembra un lunghissimo infinito piano; ogni manciata compre una parte del corpo dello statista e richiama i brigatisti ad una verità che non riescono ad accettare: Aldo Moro non è la Democrazia Cristiana, ma un uomo. <br />
S’erano illusi loro, portandosi un’intera generazione appresso, che lui fosse fuggito dalla prigionia, e che il bagagliaio della R4 fosse vuoto.  <br />
S’erano illusi di aver sparato una raffica ad un’icona.<br />
La sabbia, invece, si ferma, non lo trapassa da parte a parte, trova nella carne un ostacolo: è reale. Hanno tenuto prigioniero e ucciso un uomo, che aveva figli. Uno di essi, una donna, come Antigone, lo seppellisce. <br />
Ora si presentano uno per volta davanti e dicono.<br />
Io ho rapito suo padre, Aldo Moro.<br />
Io ho tenuto prigioniero suo padre, Aldo Moro.<br />
Io ho interrogato suo padre, Aldo Moro<br />
Io ho sparato a suo padre, Aldo Moro, uccidendolo.<br />
Io ho guidato la macchina e l’ho parcheggiata, e dentro c’era il cadavere di suo padre Aldo Moro.<br />
Dopo queste parole la terra ha coperto interamente il corpo. E forse qualcuno potrà trovare il coraggio di scrivere la parola F I N E.</p>

<p><em>Post scriptum</p>

<p><br />
</em>Nel momento stesso in cui scrivo queste parole, mi rendo conto pienamente che l’immagine non regge. Capisco che anche questo paragrafo, ma l’intero capitolo, non concluda ma anzi lasci intatti tutto gli interrogativi.. All’operaio metalmeccanico, cui quest’ultimo capitolo è dedicato, spero di poter dare, prima o poi, una risposta più certa.<br />
</p>]]>
</content>
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<title>Sei o sette Fiere</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/sei_o_sette_fie.html" />
<modified>2008-05-09T00:23:06Z</modified>
<issued>2008-05-09T00:16:21Z</issued>
<id>tag:www.vibrissebollettino.net,2008://1.4889</id>
<created>2008-05-09T00:16:21Z</created>
<summary type="text/plain">di giuliomozzi [Questo articolo è apparso l&apos;8 maggio 2008 nei quotidiani Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, La Tribuna di Treviso. gm] Oggi a Torino non si apre una sola Fiera del Libro. Se ne aprono almeno sei o...</summary>
<author>
<name>giuliomozzi</name>
<url>http://www.vibrissebollettino.net/giuliomozzi/</url>
<email>giuliomozzi@gmail.com</email>
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<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.vibrissebollettino.net/">
<![CDATA[<p>di <strong>giuliomozzi</strong></p>

<p>[Questo articolo è apparso l'8 maggio 2008 nei quotidiani <em>Il Mattino di Padova</em>, <em>La Nuova Venezia</em>, <em>La Tribuna di Treviso</em>. gm]</p>

<p>Oggi a Torino non si apre una sola Fiera del Libro. Se ne aprono almeno sei o sette.<br />
C’è la Fiera della Fiera: una macchina che si alimenta di grandi numeri. Ogni anno più espositori, più visitatori, più ospiti illustri, più eventi speciali, più libri esposti e venduti, più panini muffin hot dog bottiglie d’acqua caffè distribuiti nei bar, più padiglioni, prezzi più alti per gli stand e così via.</p>]]>
<![CDATA[<p>C’è la Fiera dei grandi editori: poco importante, credo, dal punto di vista economico – non penso che i libri venduti alla Fiera incidano sul bilancio di Mondadori Rizzoli Longanesi Feltrinelli & C. – ma utile mediaticamente per esibire i propri gioielli, ovvero gli autori nazionali e internazionali di maggior fatturato.<br />
C’è la Fiera delle scolaresche, portate in visita coatta in questo strano posto dove si trovano in numero sbalorditivo quelle cose bizzarre e costose che sono i libri: e però si trovano anche gadget, adesivi, gomme da cancellare profumate, Pinocchi di legno, magliette stampate, e tutto ciò che serve davvero nella vita.<br />
C’è la Fiera degli editori indipendenti – non necessariamente piccoli – che non sanno mai se alla fine della Fiera, tra spese per lo stand il mangiare il dormire lo spostarsi, e vendita dei libri, riusciranno almeno a pareggiare il conto; ma avranno la felicità di incontrare i propri lettori: stringendo mani, facendo due chiacchiere, sentendosi ringraziare per aver pubblicato il tale o talaltro libro, o rimproverare per il talaltro ancora; e – questo è un «genere letterario» tipico della Fiera – sentendosi raccontare che i loro libri in libreria non si trovano, che bisogna ordinarli, che ci mettono settimane ad arrivare e poi non arrivano, e: «Perché non vi unite tra voi piccoli e belli? Perché non vi inventate un consorzio di librerie indipendenti?», eccetera.<br />
E c’è, poi, appunto, la Fiera dei lettori: i lettori-massa, che andranno a vedere e sentire la star di turno più o meno come si andrebbe a vedere un tronista con la camicia aperta sul petto o un cavallo che sa far di conto; i lettori comuni, che si aggireranno sperduti tra tanto bendidio cercando di capire com’è, che in libreria par loro di trovare sempre quegli stessi tre o quattro libri, e invece ce ne sono tanti al mondo, e apparentemente tutti belli e istruttivi; e i lettori specialisti, che catalogo alla mano visiteranno, uno per uno, tutti i microeditori più astrusi e metafisici: da quello che pubblica solo autori coreani e vietnamici (si chiama «o/o», ossia «Oriente / Occidente», ed è bravissimo) a quello che vende libri sott’olio (non sto inventando), da quello che confeziona raffinatissime plaquette di poesia in ventiquattro copie a quello che i libri non li stampa neanche, ma cerca di venderli come testi prelevabili dalla grande rete o come file sonori su iTunes.<br />
Eccetera.<br />
Alla domanda che farà da fil rouge alle centinaia di «eventi» che costellano la Fiera – «Ci salverà la bellezza?» – io proprio non so rispondere. Spero solo che ci salvi dalla Fiera.<br />
</p>]]>
</content>
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<entry>
<title>&quot;Del resto, questo non è ciò che si è sempre chiesto alla letteratura?&quot;</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/del_resto_quest.html" />
<modified>2008-05-07T13:20:08Z</modified>
<issued>2008-05-07T09:25:30Z</issued>
<id>tag:www.vibrissebollettino.net,2008://1.4888</id>
<created>2008-05-07T09:25:30Z</created>
<summary type="text/plain">di Valentina Martemucci [Ho ricevuta questa lettera e con il permesso dell&apos;autrice la pubblico. gm] Ho visto che su vibrisse è scoppiata una polemica attorno al libro di Covacich. Ovviamente ognuno può leggerlo e apprezzarlo o meno - a me...</summary>
<author>
<name>giuliomozzi</name>
<url>http://www.vibrissebollettino.net/giuliomozzi/</url>
<email>giuliomozzi@gmail.com</email>
</author>
<dc:subject>Prima di sparire</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.vibrissebollettino.net/">
<![CDATA[<p>di <strong>Valentina Martemucci</strong></p>

<p>[Ho ricevuta questa lettera e con il permesso dell'autrice la pubblico. gm]</p>

<p><img src="http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/primadisparire.jpg" width="95" height="150" hspace=4 vspace=4 align=left>Ho visto che su vibrisse è scoppiata una polemica attorno al <a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/prima_di_sparire/index.html">libro di Covacich</a>. Ovviamente ognuno può leggerlo e apprezzarlo o meno - a me è piaciuto tantissimo. Ma piuttosto che discutere sul fatto se sia bello o meno, penso che il libro meriti attenzione per altri motivi: Covacich ha deciso di mettere in scena se stesso. Ok. Ma per quale motivo ha compiuto tale operazione?<br />
Certo la sua non è una scelta narcisistica, non è una scelta dettata dalla volontà di raccontare che ha tradito la moglie. E' piuttosto un'esigenza, una voglia di capire, di approfondire e, magari di superare il dramma vissuto.<br />
Sono d'accordo con te nel criticare la frase che compare sulla seconda di copertina del romanzo, poiché in questo caso sono state profondamente confuse vita e letteratura. </p>]]>
<![CDATA[<p>Sin dagli albori, infatti, la letteratura è sempre stata foriera di verità più profonde rispetto a quelle che si possono trovare nel corso di una vita. Il suo valore analitico e catartico è la conseguenza della necessità di riversare sulle pagine il disagio interiore provato dallo scrittore, tanto che si può affermare che la letteratura si sia imposta sulla vita accorrendo in suo soccorso. Poi non importa se ciò che ci viene raccontato è verità pura al cento per cento o se, in qualche caso, l'autore bara. </p>

<p>Parlo di <em>barare</em> perchè credo che anche <em>Prima di sparire</em> appartenga al genere autofittivo, il quale prevede che in un romanzo autore personaggio e narratore condividano la stessa identità senza che però i fatti narrati siano strettamente reali. Quindi, se l’<em>autofiction</em> non mira a raccontare la verità, ma punta alla ricerca della realtà, lo scrittore che - forse inconsapevolmente - si inserisce in questo filone, non può non mandare in giro per il mondo il protagonista che si chiamava come lui, al fine di scandagliare, sondare, per poi comprendere, ciò che gli accade intorno.</p>

<p>Anche in questo caso - negli ultimi anni sono molti gli scrittori che compiono tale operazione - Covacich ha usato il proprio io come una cavia da laboratorio, come soggetto per un esperimento. Quindi, non è strano che abbia scelto l’<em>autofiction</em> come genere che, a differenza dell’autobiografia, è meno impegnata a dire la verità sull’io, mentre è più impegnata ad usare l’io come specchietto per osservare il mondo.</p>

<p>Se poi si vuol accusare il libro di far male, si è liberi di farlo. E, in effetti, <em>Prima di sparire</em> colpisce non solo l'autore e coloro che sono coinvolti nelle vicende, ma anche il lettore che ne esce con un senso profondo di nausea. Ma, del resto, questo non è ciò che si è sempre chiesto alla letteratura? </p>

<p>[<a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/prima_di_sparire/index.html">altri articoli su questo stesso libro</a>]</p>]]>
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<title>Il curatore di vibrisse a Torino</title>
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<modified>2008-05-06T06:40:17Z</modified>
<issued>2008-05-06T06:02:34Z</issued>
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<summary type="text/plain">Il curatore di vibrisse sarà alla Fiera del Libro di Torino dal mattino di giovedì 8 al pomeriggio di domenica 12. Giovedì 8 alle 12 circa sarà presso lo stand di Good Mood Edizioni Sonore (R52 S51, padiglione 3), l&apos;editore...</summary>
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<email>giuliomozzi@gmail.com</email>
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<![CDATA[<p>Il curatore di vibrisse sarà alla Fiera del Libro di Torino dal mattino  di giovedì 8 al pomeriggio di domenica 12. Giovedì 8 alle 12 circa sarà presso lo stand di <a href="http://www.goodmood.it">Good Mood Edizioni Sonore</a> (R52 S51, padiglione 3), l'editore del "<a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/04/libri_sonori_co.html">Libro in Auto</a>" <a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/04/la_strana_stori.html">tratto</a>  dal romanzo di Andrea Comotti (adattamento di Lucio Angelini), edito originariamente da <a href="http://www.vibrisselibri.net/?p=362">L'organigramma</a> (vibrisselibri). Sabato 10 alle 14.30 sarà al Caffè Pedrocchi per la presentazion del libro di Elisabetta Rasy <a href="http://www.vibrissebollettino.net/giuliomozzi/archives/2007/12/siamo_la_prima.html">L'estranea</a>. Domenica alle 11.30 sarà nella Sala Blu per "Pennellate di parole", il premio di scrittura per studenti promosso dall'editore Zanichelli. Sempre domenica 11 alle 14 sarà presso lo stand dell'editore <a href="http://www.excogita.it/">Excogita</a> (L142 M141, padiglione 2) per presentare il libro <em>Quasi nessuna idea sull'amore</em> di Maria Luisa Bompani. Per il resto, il curatore di vibrisse sarà in giro (soprattutto per conto di <a href="http://www.vibrisselibri.it)">vibrisselibri</a>), non avendo quest'anno uno stand nel quale abitare. Per trovarsi, la cosa più semplice è usare il telefono.</p>]]>

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