29.02.08

L'organigramma di Andrea Comotti diventa un libro da ascoltare (e qui potete ascoltarne un pezzetto)

Andrea Comotti, L'organigrammaIl 16 novembre del 2006 vibrisselibri iniziava la sua vita pubblica dando alla luce due libri: il saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata e la prima parte del romanzo di Andrea Comotti L'organigramma, intitolata El largo adiós. Seguiranno, appena le nostre forze ce lo permetteranno, la seconda e la terza parte. Ma se avete fretta, tra poco potrete approfittare di un'occasione senza pari. L'organigramma, infatti, sta per diventare un libro da ascoltare: con parole, musica, suoni e tutto il resto. Se ne volete ascoltare un assaggio in Mp3, vi basta cliccare qui.

Tra l'altro, il numero uscito proprio in questi giorni della rivista Nuovi argomenti ospita un estratto dalla prima parte de L'organigramma. Il che non può che farci piacere.

Se vi siete incuriositi: con un semplice clic potete scaricare gratuitamente L'organigramma. (Ah: anche la copertina).

Faq. Ma che storia racconta, L'organigramma? Eh, una bella storia. Nicotrain è uno scrittore di gialli milanese. Nei suoi romanzi inventa soluzioni reali a casi polizieschi e giudiziari non ancora risolti. Ha successo, guadagna un bel po’ di soldi, e realizza il suo sogno: si compra una casa sul lago. Durante i lavori di ristrutturazione si accorge che dietro una falsa parete c’è uno scatolone di fotografie. Guarda. Riconosce. Il luogo, l’occasione, persino alcune facce: Piazza Fontana. Quel 12 dicembre. Nicotrain ricorda: c’era anche lui, quel giorno, arrivato sul posto subito dopo l’esplosione, richiamato dalle voci che già correvano. Di bocca in bocca. Di sirena in sirena, per le vie di Milano... E chi è l'autore? Andrea Comotti è nato nel 1947. Ha lavorato nell'editoria. Nel decennale della morte di C. E. Gadda ha curato una mostra biobibliografica a lui dedicata e un’antologia, La Milano dispersa di C. E. Gadda, di brani gaddiani sposati a immagini coeve della città di Milano. E chi è l'editore? E' GoodMood. E che differenza c'è tra il libro scritto e quello da ascoltare? Il libro da ascoltare è un adattamento, realizzato da Lucio Angelini. Tanto per dare un'idea: se il libro scritto consiste di circa 800 cartelle, il testo dell'adattamento è di circa 150 cartelle.

Posted by giuliomozzi at 22:44 | Comments (0)

28.01.08

La terza vita di Una tragedia negata / 2

Su vibrisselibri, continuo a pubblicare i materiali aggiuntivi di Una tragedia negata. Questa settimana a parlare è Toni Capuozzo, insieme discutiamo del suo libro Adios (Mondadori). Ecco uno stralcio dell'intervista: "Quando vedo in giro certi ex terroristi, pentiti o meno, certi cattivi maestri, che continuano a esercitare il loro ruolo, latitanti che sono diventati scrittori, mi riesce difficile pensare che chi li veda possa avere un'idea degli anni Settanta. Se ne fa, al massimo, un'idea immiserita; la figura di Elio mette chi legge in guardia dal fatto che degli ideali generosi e belli possono condurti in un burrone. Elio [il personaggio del libro NdA] resta comunque una bella figura, una figura pulita.
Questo non vuol dire che io ne condivida le scelte...
".
*

Intanto Una tragedia negata verrà presentata lunedì 4 febbraio a Torino, presso la Feltrinelli (via Roma 255) alle ore 18, interverranno Giorgio Vasta, Giulio Mozzi e Luca Rastello.
*

Leggi Una tragedia negata: materiali aggiuntivi / 2.
Leggi Tutti i "materiali aggiuntivi" a Una tragedia negata.

Posted by Demetrio Paolin at 14:57

21.01.08

La terza vita di Una tragedia negata

Demetrio PaolinIl saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana, pubblicato in rete nel 2006 da vibrisselibri, sarà a giorni in libreria, pubblicato in carta da Il Maestrale.
Ma non è finita qui.
A partire da oggi, con cadenza settimanale, in vibrisselibri saranno pubblicati nuovi materiali relativi alla materia trattata trattata dal saggio e che, per ragioni di quantità, non potevano essere inclusi nell'edizione in carta prodotta da Il Maestrale.

"Mentre riscrivevo il saggio", spiega Demetrio Paolin, "ho sentito il bisogno di confrontarmi con alcuni degli scrittori che citavo nel libro. Nello stesso tempo Una tragedia negata mi ha fatto incontrare persone con le quali ho intrecciato conversazioni via mail o di persona.
"Nell’edizione cartacea questa massa di appunti per ragioni di coerenza del saggio e di spazio è divenuta una appendice, dove ho mixato le varie interviste e i vari colloqui. L’operazione che faccio ora è invece di mettere in rete tutte le interviste, perché mi pare che i colloqui con gli autori esigano uno spazio più ampio, perché i temi trattati travalicano il testo e le sue tesi".

La prima intervista non ha, in realtà, la forma usuale di un’intervista: si tratta piuttosto di un racconto. "Solo a tali condizioni il mio interlocutore ha accettato di entrare nel libro", spiega Paolin.

Leggi Chi racconterà la mia di storia?, primo materiale aggiuntivo al saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata.

Posted by giuliomozzi at 15:57

14.12.07

Una tragedia negata

Il saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana è pubblicato da vibrisselibri (scaricalo gratuitamente). Una seconda edizione riveduta e aumentata sarà pubblicata dalle edizioni Il Maestrale (in libreria a gennaio 2008). .

Il booktrailer è scritto e prodotto da Grenar per vibrisselibri.

Posted by giuliomozzi at 17:20 | Comments (1)

11.12.07

Novità in vibrisselibri

Clicca qui per andare in vibrisselibriIn vibrisselibri, un'intervista di Grenar ai Bonsaininja, autori di alcuni splendidi booktrailer (leggi); una breve illustrazione, a cura di Ezio Tarantino, dei dati Istat sulla lettura e sul mercato librario in Italia, recentemente presentati alla fiera Più Libri Più Liberi a Roma (leggi); tutto quello che si può sapere sul prossimo libro che vibrisselibri pubblicherà (leggi).

Posted by giuliomozzi at 11:56

09.12.07

I tulipani di Eugenio De Medio

I tulipani di Eugenio De Medio

Eugenio De Medio, autore del romanzo Nenio pubblicato da vibrisselibri, è architetto, pittore e scultore.

Posted by giuliomozzi at 12:15 | Comments (2)

05.12.07

Che cosa fanno le editor quando non fanno discussioni politiche?

Che cosa fanno le editor quando non fanno discussioni politiche?Giulia Tancredi, redattrice di vibrisselibri, e Gaja Cenciarelli, caporedattrice di vibrisselibri, qualche giorno fa hanno preso l'aereo e sono volate in Olanda. Scopo del viaggio: incontrare una persona il cui romanzo (titolo: Tutto deve crollare) sarà pubblicato da vibrisselibri all'inizio del 2008.

Ora: se qualcuno volesse sapere che cosa fanno le editor quando non fanno discussioni politiche (ovvero: quando lavorano), clicchi sul cartello qui a fianco.

[Mille grazie a Marina Warners, che ha ospitato Giulia e Gaja. Se capitate ad Amsterdam, non mancate di fare un salto alla sua libreria, la Libreria Bonardi], a due passi dal centro della città, tra lo zoo (Artis) e il Museo marittimo (Scheepvaartmuseum). La sua scelta di narrativa italiana contemporanea è la migliore che abbia mai vista].

Il sangue degli altri

Posted by giuliomozzi at 07:30

04.12.07

Anticipazione di una Tragedia

tragedia02.jpgIl saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana, già pubblicato in rete da vibrisselibri, sarà pubblicato anche in carta nel gennaio 2008, in una versione riveduta e aumentata, dall'editore Il Maestrale. In quell'edizione il saggio sarà corredato da interviste a diversi romanzieri: Gian Mario Villalta, Toni Capuozzo, Valerio Lucarelli, Giorgio Vasta, Luca Rastello, Andrea Comotti, Duccio Cimatti, Roberta Sala e Giacomo Sartori. Dell’intervista a quest’ultimo è pubblicato oggi in Nazione indiana un breve estratto.

Sartori a Paolin: [...] Tu sembri quasi chiedere ai testi letterari che hanno a che fare con il terrorismo una equanimità, una obiettività storica, un rispetto nei confronti delle vittime. Ma sai meglio di me che la letteratura non è né equanime né obiettiva né rispettosa. Può appunto essere eccessiva, o paradossale, e lo stesso inchiodarci alla pagina, commuoverci, insegnarci qualcosa. Quindi il problema non mi sembra legato alla rappresentazione o meno del nemico, ma piuttosto alla posizione dell’autore nei confronti di quell’epoca. [...]

Leggi tutto l'estratto d'intervista in Nazione indiana.

Posted by giuliomozzi at 09:44 | Comments (1)

26.11.07

Volete diventare lettori di vibrisselibri?

di giuliomozzi

Come avrete ormai capito, vibrisselibri ha compiuto un anno. A dire il vero, ha compiuto quasi un anno e mezzo: perché le pubblicazioni iniziarono il 16 novembre 2006, ma l'idea fu lanciata il 15 giugno 2006, e si cominciò a lavorare da subito (la lista di discussione attraverso la quale si fa gran parte del lavoro fu avviata il 27 giugno 2006).
Giunti a questo punto, vorrei fare un appello. Il cuore del cuore di vibrisselibri è l'attività di lettura. E l'attività di lettura è, purtroppo: faticosa, bisognosa di tempo. Per di più, si legge molto per pubblicare poco: e questo può essere frustrante. E come se non bastasse, l'attività di lettura è, tutto sommato, quella più oscura e sepolta (appunto: nel cuore del cuore della casa editrice). Quindi, la cosa di cui vibrisselibri ha più bisogno (ora come sempre) è: persone disponibili a leggere. Ecco dunque l'appello.

Vi piace leggere? Volete dare una mano al Comitato di lettura di vibrisselibri?
Scrivete al Comitato di lettura, indicando quale potrebbe essere, in linea di massima, la vostra disponibilità (ovvero quanti dattiloscritti pensate che potreste realisticamente leggere: uno alla settimana, quattro all'anno, tre al mese ecc.). Tenete conto che la lettura di un dattiloscritto comporta anche la redazione di una breve scheda.
Nella lettera vi chiediamo anche di dirci chi siete, e di aggiungere tutte quelle altre informazioni che ritenete possano servire (ad esempio: se avete esperienza editoriale, se avete gusti di lettura specifici, se avete particolari competenze, se avete una formazione letteraria, se leggete in cucina o al pub, eccetera).
Spedita la lettera, riceverete subito una breve risposta automatica (se non la ricevete, vuol dire che qualcosa è andato storto nella spedizione della vostra lettera). Successivamente il Comitato (nella persona del Decone Lucio Angelini o di uno dei suoi vice, Luca Tassinari e Giuseppe Mauro) si farà vivo con voi. E a quel punto cominceranno i dolori.
Riceverete via email un dattiloscritto. Vi sarà chiesto di leggerlo e di redigere una scheda di lettura. La scheda sarà valutata dal Comitato, che deciderà se accettarvi o no come Lettori di vibrisselibri.
Se sarete accettati, auguri e buon lavoro. Se non sarete accettati, grazie mille per la disponibilità e scusate per il disturbo.

Fatto l'appello, procedo con le domande e le obiezioni.

[a] "Diventare Lettori di vibrisselibri, comporta necessariamente l'entrare a far parte dell'associazione vibrisselibri?". No. Potrete partecipare alla lista di discussione, attraverso la quale osserverete la vita dell'associazione (e potrete partecipare alle discussioni: ma, non essendo soci, non parteciperete alle decisioni). Se guardate qui, potete notare che ci sono i "soci" di vibrisselibri e gli "amici" di vibrisselibri.

[b] "Quali altri oneri comporta, l'essere Lettori di vibrisselibri, a parte leggere i dattiloscritti e redigere le schede di lettura?". Se vorrete limitarvi a questo, non avrete alcun altro onere. E non riceverete in lettura più dattiloscritti di quelli che vorrete ricevere.

[c] "Ma: chi sono io per giudicare un testo?". A questa domanda non c'è risposta, secondo me. Posso dire: se ci facciamo paralizzare da questa domanda, siamo fregati. In fondo, nella vita emettiamo continuamente dei giudizi: se non lo facessimo, non faremmo nulla. In vibrisselibri, peraltro, non si decide mai da soli (il vostro giudizio di lettura sarà affiancato a quello di altri Lettori) e non si decide mai senza una discussione (anche vivace). (Se vi interessa, in vibrissebollettino c'è stata recentemente una discussione su questo argomento).

[d] "Però una selezione, tra i Candidati Lettori, voi la fate. In base a cosa?". In base a criteri molto semplici: alla capacità del Lettore di scrivere una scheda di lettura chiara e comprensibile, di esprimere un giudizio del quale si capiscano le ragioni, di rispettare i tempi ai quali si è impegnato (tempi che, ovviamente, possono esser cambiati adattati ecc.).

[e] "Ma come dev'essere un Lettore, per essere un Buon Lettore? Qual è il vostro Candidato Ideale?". Il Lettore ideale è una persona dotata di un minimo di tempo, di un po' di pazienza, di molta curiosità.

[f] "Come dev'essere fatta una scheda di lettura?". Immaginate che un amico o un'amica vengano a trovarvi a casa. Vedono sul tavolino del salotto un libro: Le storie delle protesi, di Alex Fringberger. "Ah", vi dice l'amico o amica, "ne ho sentito parlare, sono anche incuriosito, ma non ho capito che roba è". Allora voi cominciate a dire che cosa vi pare di quel libro: raccontate per sommi capi la storia, dite se vi è piaciuto o no, dite perché e per cosa vi è o non vi è piaciuto, alla fine tentate uno straniamento e provate a immaginare se a qualche lettore diverso da voi (il vostro amico o la vostra amica, ad esempio; o, al limite, vostra cognata) potrebbe piacere. Se càpita, mentre dite queste cose al vostro amico o alla vostra amica, sfogliate il libro, e ne leggete qualche frase qua e là.
Ecco: una scheda di lettura è fatta così. Una breve descrizione di che cosa è il libro, le ragioni del vostro piacere o dispiacere, un tentativo di giudizio che prescinda dal vostro gusto personale e - se serve - qualche citazione dal testo. (E se non siete il primo a leggere il testo, potrete saltare la descrizione preliminare e, se vi va, discutere le opinioni di chi vi ha preceduto nella lettura).

[g] "Leggere è un lavoro noioso?". Sì, può esserlo. Se ti càpitano in lettura due, quattro, sei, otto testi di fila che non ti piacciono, o addirittura ti sembrano non valere nulla, puoi anche dirti: "Chi me la fa fare?". La risposta è: "La perla nascosta, quella che da qualche parte c'è, te lo fa fare". Io leggo dattiloscritti, tutti i giorni, da anni.

[h] "Il giudizio sul testo deve seguire un particolare criterio, rifarsi a una certa scuola critica, tener conto di aspetti commerciali, essere formulato in un particolare linguaggio?". No. Se volete seguire un particolare criterio, nessuno ve lo impedirà. Se vorrete rifarvi a una certa scuola critica, nessuno ve lo impedirà. Se vorrete esprimervi in un particolare linguaggio, nessuno ve lo impedirà. Se vorrete far riferimento a eventuali chances commerciali del testo, nessuno ve lo impedirà. Basta che si capisca che cosa è quel testo e qual è il vostro giudizio.

[i] "L'autore del testo leggerà la mia scheda di lettura?". No. L'autore il cui testo non sarà accettato non vedrà mai la tua scheda di lettura (e comunque, a nessuno verrebbe in mente di farla circolare senza il tuo consenso). La tua scheda di lettura, se il testo sarà accettato per la pubblicazione, potrà tornare utile al redattore che lavorerà con l'autore all'edizione del testo.

[l] "Ma quanti sono, tra i testi che vi arrivano, quelli che pubblicate?". Uno su centinaia.

[m] "Ma quanti sono, tra i testi che vi arrivano, quelli che vengono effettivamente letti approfonditamente, magari da più Lettori, e poi discussi eccetera?". Diciamo una decina ogni cento, centoncinquanta testi.

[n] "Ma, insomma, quanti testi vi sono arrivati? Quanti ve ne arrivano al mese?". Eh, centinaia. Diciamo che ne arrivano due, tre, quattro al giorno, secondo i giorni.

[o] "Ho letto fin qui, di leggere i testi altrui non m'importa, voglio proporvi il mio: come devo fare?". Visita il sito di vibrisselibri e, in particolare, la pagina intitolata Per gli autori.

[p] "Ma si guadagna qualcosa, ad essere Lettori di vibrisselibri?". Se per te non hanno valore la soddisfazione di aver fatta una cosa buona, l'ottima compagnia, le cene sociali, le discussioni all'ultimo sangue, l'eccitazione per la pubblicazione del testo che hai tanto amato e difeso, la sensazione di essere parte di una cellula libera dentro un mondo editoriale sempre più prigioniero, eccetera (ovvero le cose delle quali hanno scritto nei giorni scorsi, qui in vibrissebollettino, Mauro Mirci, Gaja Cenciarelli, Maura Gancitano, Toni La Malfa, Ramona Corrado): allora sì, certo, ad essere un Lettore di vibrisselibri non si guadagna proprio niente. E' una gran rottura di scatole.

[q] "Ma il progetto vibrisselibri, alla fin fine, funziona?". Vedi tu. Pubblicati in rete abbiamo sette libri: né troppi né troppo pochi, in un anno. Due di questi (né troppi, né troppo pochi) hanno trovato un editore convenzionale, e saranno in libreria entro un paio di mesi. Di vibrisselibri si parla in giro parecchio (non troppo, non troppo poco). Alcuni del gruppo iniziale hanno lasciato, altri sono entrati nel gruppo durante l'anno (e questo mi pare naturale). Gli editori convenzionali ci considerano ormai degli interlocutori interessanti. Ciascuno dei libri da noi pubblicati, a parte le circa cinquecento copie che ne vengono prelevate nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione, viene prelevato ogni giorno, anche a distanza di sei mesi o un anno dalla pubblicazione, in due, tre, quattro copie.

[r] "Ci sono altre cose che dovrei sapere?". Probabilmente sì, ma sui due piedi non mi vengono in mente. Usa lo spazio dei commenti, qui sotto.

Posted by giuliomozzi at 09:40 | Comments (78)

19.11.07

"Un furto che può essere un dono"

di Mauro Mirci

C'è un racconto di Giulio Mozzi che fa parte di quello che a me pare il suo libro più bello: Questo è il giardino. Di Questo è il giardino è - assieme a un altro racconto il cui protagonista è un giudice sotto scorta - il racconto che preferisco. L'immagine dell'apprendista di Mozzi m'è tornata in mente giorni fa, nell'imminenza del compleanno di vibrisselibri. Vibrisselibri è l'officina, l'apprendista sono io.
Ecco, se dovessi spiegare cos'è stata - cos'è - vibrisselibri per me, direi che è un Non Luogo dove si fanno libri. E libri veri e tangibili nonostante la loro natura virtuale. Lo direi con la supponenza tipica degli apprendisti, con il tono di superiorità che deriva dal senso di appartenenza a un'officina importante.
Vibrisselibri è una colonia, un'aggregazione di esseri simbionti, un multiorganismo, un "vascello portoghese" letterario. Un desiderio che ha saputo realizzarsi. Lavorarci, mettersi lì a imparare, a vedere da vicino "come si fa un libro", è stato stimolante. No, molto di più: è stato bello.
L'apprendista osserva il maestro, ogni tanto fa una domanda, cerca di rubargli il mestiere. Si può dire che cerchi di compensare col furto ciò che è mancato alla sua formazione precedente. Mentre ruba si vergogna un po'. Non gli pare giusto appropriarsi - rubandolo - di ciò che ad altri deve essere costato fatica. Si rincuora pensando che anche i derubati sono stati apprendisti (magari lo sono ancora, lontano dai suoi occhi, in altri settori, in altri impegni, chi lo sa?), e forse hanno rubato anche loro.
Poi lo coglie il dubbio, anzi, la consolazione, che ciò che gli appare un furto possa, in fin dei conti, essere un dono.

Posted by giuliomozzi at 10:10 | Comments (5)

18.11.07

"vibrisselibri mi ha stupita"

di Maura Gancitano

Poco più di un anno fa ho chiesto di partecipare a vibrisselibri non sapendo (come nessun altro, del resto) se "l'idea bombetta" avrebbe portato da qualche parte oppure no. Quello che sapevo era che mi piaceva e che mi andava di dare una mano, di leggere qualche manoscritto e di esprimere il mio parere. A un anno di distanza posso dire che vibrisselibri mi ha stupita, che mi ha dato più di quanto mi sarei mai aspettata. Vivere quest'esperienza insieme a tutti voi, quotidianamente, mi arricchisce sia dal punto di vista umano sia da quello formativo, anche se il tempo che le dedico è sempre minore di quello che vorrei.

Posted by giuliomozzi at 09:28 | Comments (0)

17.11.07

Gratis

[Questo articolo di Toni è stato parzialmente illeggibile per qualche ora. Chiedo scusa a lui e ai lettori. gm]

di Toni La Malfa

Sono contento di essere dentro vibrisselibri.
Forse vibrisselibri, se potesse parlare, direbbe che non è contento/a di me. ("Non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi, ma che cosa voi potete fare per il vostro paese": John F. Kennedy). Ne avrebbe motivo. Ho letto qualche libro, scritta qualche recensione, partecipato a una riunione a Roma e a qualche discussione della lista interna.
Non è gran che.
Insomma, potrei anche dire: mi impegnerò di più in futuro. E questo ce l'ho in testa, ma troppe notti mi sono trovato con la luce accesa, i fogli per terra, gli occhi chiusi e un filo di saliva sul cuscino, per non pensare che ciò non possa accadere anche domani.
E' un problema ancora irrisolto.
Mentre cerco di risolverlo - grossa crisi - posso dirvi perché sono
contento di essere dentro vibrisselibri.

1) C'è Giulio Mozzi.
Lui porta con sé alcune idee rivoluzionarie, innovative. Se non alcune, almeno una, un'idea bomba, anzi bombetta. La follia di cercare di tirar su un gruppo di persone intorno al suo concetto di letteratura.
La letteratura per lui è un fatto relazionale(lo disse in un'intervista). Un confronto continuo, uno scambio di informazioni tra persone che hanno in comune il piacere di leggere, e anche di scrivere(più o meno bene).
Pensate all'archetipo dell'artista che se ne sta solo nel suo eremo, circondato - possibilmente - da alte ed impervie montagne, che pensa con disprezzo al volgo che non capisce - e non capirà, si capisce - la profondità delle sue opere. In questa casa, invece, entra ed esce un sacco di gente. Le porte e le finestre sono aperte, si respira aria fresca, c'è stima e rispetto reciproco.
Ha vinto una scommessa, in molti lo avrebbero dato perdente. Due libri del catalogo saranno pubblicati in carta da veri editori. Comunque andrà a finire, questo è già un grande risultato.

2) C'è gente che lavora sodo - non sto parlando di me - con il sorriso sulla bocca. Gratis. Gratis, ripeto. Io spero che in futuro queste persone, almeno quelle più oberate di lavoro, potranno ottenere almeno un rimborso spese, se entrerà qualche soldo come agenzia. C'è competenza in questo gruppo: ci sono scrittori, giornalisti, editor, traduttori, esperti di grafica, avvocati, lettori forti(fuori catalogo ci sono io, una sorta di mutazione).

3)C'è la gente che manda i dattiloscritti. Manda i dattiloscritti a noi. Noi li leggiamo, e ne scegliamo qualcuno. In questa operazione si può dare una voce a chi non ce l'ha, a chi trova costantemente porte chiuse in editoria, immeritatamente. Valorizzare, amplificare, scoprire.
Un'operazione di responsabilità.
Accanto alle logiche delle grosse case editrici, si può affiancare un criterio di selezione che non guardi costantemente al profitto, ma ad altro. Altro che può essere classificato nel mostruoso (mi vien da pensare a Fiona che decide di rimanere accanto a Shrek come orca - una bellissima orca - in un periodo in cui tutti stanno attenti all'immagine), nel bello da farti rizzare i capelli, o in qualcosa che possa durare più di un trimestre, che potrebbe essere diverso per ciascuno dei componenti di vibrisselibri; qualcosa che faccia sussultare il lettore, che lo faccia tremare, qualcosa che possa in lui ricreare un mondo .
Chissà.
Ogni lettore di vibrisselibri è libero di pensarla come vuole, non deve ingraziarsi nessuno, non è licenziabile perché non è mai stato assunto, non vuole aumenti di stipendio, non deve favori a colleghi di ufficio. La scelta segue un percorso virtuoso, non potrebbe essere altrimenti.

4) Ci sono amici, vecchi amici conosciuti in corsi di scrittura ed altro, nuovi amici contattati per mail, telefono, riunioni, o attraverso la lista interna di discussioni.
Spero di conoscerli tutti, di persona, prima o poi.
Una bella cena a Roma, che ne dite?

Sono contento di essere dentro vibrisselibri - per concludere alla "Quèlo"(Corrado Guzzanti) - per questo, questo e quest'altro motivo.
C'è grossa crisi, ma c'è vita nell'universo.

Posted by giuliomozzi at 07:55 | Comments (0)

15.11.07

Buon compleanno, vibrisselibri!

Clicca qui per andare alla scheda del libro
vibrisselibri compie un anno, e per il compleanno si regala un nuovo libro. Si tratta di Canti emiliani dei morti, di Giuseppe Caliceti: un poema che è un emozionante e commovente viaggio nella memoria - ma anche un racconto delle avanguardie poetiche negli anni Settanta e Ottanta, attraversate dal giovane Caliceti con ingenuità, libertà e passione.

Per la torta di compleanno, continuate a leggere.

Buon compleanno, vibrisselibri!

Questo invece è il manifesto di buon compleanno, con i nomi di tutto il gruppo:

Manifesto di buon compleanno

[La torta è di Tonino Pintacuda, il manifesto è di Alessandro Simonato].

Posted by giuliomozzi at 16:35 | Comments (23)

- 1

di Ramona Corrado

[Manca 1 giorno al primo compleanno di vibrisselibri].

Clicca qui per andare in vibrisselibriIl ricordo di quel 16 novembre è vivissimo. Momenti fatti di abbracci e baci, di: ma tu sei?... ehi, io sono.... Associare un nome a un volto, a una voce. Un'emozione grandissima. Travolti dal momento, tutta quella rappresentanza di media, tutta quella gente, io che dovevo distribuire le cartelline con i comunicati e invece sono andata nel pallone, non ci capivo più niente... ero solo enormemente felice. Per la prima volta in vita mia facevo parte di un gruppo. Un gruppo con degli obiettivi precisi da raggiungere, lavorando insieme e con entusiasmo. Mettendo da parte le priorità di ognuno, agendo per un bene comune, in modo assolutamente disinteressato.

Il bilancio di questo anno è decisamente in attivo su tutti i fronti, per quel che riguarda vibrisselibri.

Ho conosciuto persone incredibili che sono veri e propri personaggi. Ho cercato di imparare da loro il più possibile.

Ho trovato degli amici.

Ho toccato con mano il potere della parola, che tutti i componenti del gruppo destreggiano in modo incredibile. Ho conosciuto la loro bravura, i loro successi, le loro forti personalità. E il loro altruismo.

Ho gioito per il successo dei singoli e per quello di squadra.
Ho imparato, almeno un po', cosa c'è dietro la nascita di un libro, cosa vuol dire il lavoro di redazione su un testo. Nenio, la creatura che mi appartiene in minima parte, perché la mia prima esperienza come apprendista redattrice, rimarrà uno dei miei ricordi più belli, con le discussioni, i piccoli litigi su una parola, un'espressione, il mio parere alla pari degli altri (io, digiuna di tutto!), tutto per amore del libro, per far risplendere al meglio una storia difficile.

Ho anche imparato a leggere con criterio, per valutare i manoscritti e andare a caccia del mostro.

Ho visto il grande lavoro preparatorio al lancio, l'entusiasmo e la passione dell'ufficio stampa, la ricerca della comunicazione di massa.

A dire il vero la passione è il filo conduttore di vibrisselibri. E non è mai venuta meno, in quest'anno. È questo il segreto del nostro successo.

Ed è questa passione, questa unità d'intenti, queste simpatie istintive fra persone che ancora nemmeno si conoscono tutte, che mi ha legato, e mi lega, a questa esperienza.

E la cosa bella è che non ho ancora finito di imparare, non ho ancora perso la voglia di esserci. Voglio ancora vedere dove va a finire questo bastimento carico di novità, sperimentazione, belle persone, mezzi geniacci, iniziative, divertimento e allegria.

Buon compleanno, vibrisselibri!!

Posted by giuliomozzi at 10:09 | Comments (2)

14.11.07

- 2

Clicca qui per andare in vibrisselibriMancano 2 giorni al primo compleanno di vibrisselibri. Che cosa accadrà il 16 novembre? Niente di particolare. Pubblicheremo, questo sì, un libro nuovo, come al solito liberamente scaricabile. E ci metteremo subito a caccia di un editore disponibile a stamparlo su carta. Perché noi, che pubblichiamo, in rete, alla carta ci teniamo. [gm]

Posted by giuliomozzi at 07:23 | Comments (15)

13.11.07

- 3

Clicca qui per andare in vibrisselibriMancano 3 giorni al primo compleanno di vibrisselibri. In realtà tutto era cominciato un po' prima del 16 novembre 200: tutto era cominciato il 15 giugno 2006, con un articolo intitolato La cosa che volevo fare, veramente: nel quale proponevo la cosa in 7 sintetici punti, e la confrontavo con 19 sintetiche possibili obiezioni. Seguirono 68 interventi. E la disponibilità di molte splendide persone. [gm]

Posted by giuliomozzi at 08:38 | Comments (1)

12.11.07

- 4

Clicca qui per andare in vibrisselibriMancano 4 giorni al primo compleanno di vibrisselibri, la cui prime pubblicazioni furono messe in rete il 16 novembre 2006. La microcronaca della giornata inaugurale - un incontro con la stampa al Caffè Fandango, Roma - è in un articoletto appunto d'un anno fa, che s'intitola Chi ben comincia è al cominciamento. [gm]

Posted by giuliomozzi at 11:32 | Comments (0)

02.10.07

Novità in vibrisselibri

Clicca qui per andare alla scheda del libro

Riccardo Ferrazzi, I nomi sacri (romanzo). Scaricabile gratuitamente.

Posted by giuliomozzi at 09:47

30.08.07

"Un lettore è felice quando vive nel tempo del libro"

linkrece.jpg

Una videorecensione di Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, romanzo di Monica Viola pubblicato da vibrisselibri.

Posted by giuliomozzi at 09:08 | Comments (18)

09.05.07

Ascolta, ancora

Ascolta Maura Gancitano che legge Eugenio De MedioTocca questo orecchio per ascoltare Maura Gancitano che legge un brano del romanzo Nenio di Eugenio De Medio, pubblicato da vibrisselibri (si tratta di un file in formato Mp3; la lettura dura curca 5 minuti).

[La scheda del libro di Eugenio De Medio] [Il sito personale di Eugenio De Medio] [La casa di Nenio] [Un'altra lettura di Maura Gancitano]

Posted by giuliomozzi at 00:16 | Comments (0)

06.05.07

Alessio Paša, Appuntamento con il notaio / Paura della notte

Appuntamento con il notaio / Paura della notte. Racconti in versi di Alessio PašaScorre le pagine con accurata lentezza,
sottolinea le imprecisioni,
che chiama errori di battitura.
I capelli grigi, le spalle larghe,
serra forte nella mano la biro blu,
cerchia un intero paragrafo,
soffia, un alito spesso, appena trattenuto.
Falconi, c’è ancora molto da fare,
dovevamo consegnare ieri,
cerchiamo di chiudere per questo pomeriggio.


L’amministratore delegato, Rudi Tos,
accentratore, memoria prodigiosa,
fissa l’interlocutore, lo ascolta, non più di quanto serve,
lo interrompe, garbato, la voce ferma, le parole giuste, non sbaglia mai,
una congiunzione impropria, un prezzo d’acquisto non negoziato,
un progetto debole, l’ora di permesso non dovuta.
È l’acqua del lago fuori dagli argini, è ovunque,
lo avvertiamo accanto a noi, chino sulle scrivanie,
discreto controllore delle nostre anime difettose. [...]

[Questo è l'incipit di Appuntamento con il notaio di Alessio Paša. Scarica e leggi gratuitamente tutto il libro in vibrisselibri] [E, in questi giorni, attenti alle novità in vibrisselibri. gm]

Posted by giuliomozzi at 23:51 | Comments (1)

13.04.07

La casa di Nenio è aperta

Bussa qui per entrare nella casa di Nenio

[il libro] [il sito dedicato] [il trailer]

Posted by giuliomozzi at 08:05 | Comments (3)

24.03.07

Blu

di Monica Viola

[Nazione indiana ha pubblicato Blu, un racconto di Monica Viola. Il romanzo di Monica Viola Tana per la bambina con i capelli a ombrellone è pubblicato da vibrisselibri. gm]

Leggi tutto il racconto BluLe mani con le dita aperte a corolla, le punte ricurve, appoggiate alla porta; il collo avvitato nelle spalle incassate. Un altro giro di chiave per essere sicura che non sarebbe entrato.
Mezz’ora prima qualcuno aveva aperto la porta blindata lasciando che sbattesse contro il telaio: doveva essere tornato a casa. Era rimasta in attesa, chiusa a chiave nella sua stanza, con lo straccetto dell’argenteria appallottolato tra le mani, in attesa di suoni sgradevoli. Urla, vetri spaccati, tonfi, unghie rotte. I primi minuti era stata tra il letto e l’armadio, in piedi in uno spazio piccolo e basso come lei; nascosta inutilmente, la porta tanto era chiusa a chiave.
Poi l’assenza di suoni si era fatta fredda, stanandola, e lei si era appoggiata alla porta, per ascoltare.
La Signora era tornata alle sette e un quarto, come al solito. [continua a leggere questo racconto in Nazione indiana]

Posted by giuliomozzi at 10:37

19.03.07

"Una bambina violata resta tale in ogni momento della narrazione"

di Girolamo De Michele

[Questo articolo di Girolamo De Michele e' apparso ieri 18 marzo nel quotidiano Liberazione e - in una forma leggermente piu' lunga - in Carmilla. gm]

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, romanzo di Monica Viola. Clicca qui per leggere la scheda e scaricare gratuitamente il libro«Eravamo troppi. Otto figli, madre, padre, suocera, più vari animali domestici». Si presenta così la voce narrante di Monica Viola, protagonista di Tana per la bambina con i capelli a ombrellone: una voce che inanellerà storie, brevi schegge narrative legate dal filo di un'autobiografia in costruzione. Perché Monica l'identità non l'ha: subisce quella assegnatale. Monica è la bambina fratta, violata nella sua infanzia all'interno della propria famiglia: non la sola, ma di questo e di altro non bisogna parlare, perché «il verbo fatto carne aveva tolto i peccati dal mondo, non bisognava rimetterceli».
Monica resterà per tutta la narrazione la bambina violata, anche quando, crescendo, attraverserà la Roma del Piper e quella sfiorata dal conflitto politico, passerà dalle elementari al liceo con la sua aria da cane bastonato, chiederà affetto o consolazione, cercherà conferme a un io che non ha ancora trovato usando il sesso come strumento per piacere o per affermarsi, per sfidare le amiche o per illudersi. Una bambina violata resta tale in ogni momento della narrazione: in questa contraddizione fra la vita reale e la vita ricordata sta una prima chiave di lettura di questa narrazione.
[continua a leggere l'articolo in Carmilla]

Posted by giuliomozzi at 09:57 | Comments (1)

15.03.07

Il sito di Monica Viola

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, romanzo di Monica Viola. Clicca qui per leggere la scheda e scaricare gratuitamente il libroE' on line il sito personale di Monica Viola (www.monicaviola.it), l'autrice di Tana per la bambina con i capelli a ombrellone (pubblicato da vibrisselibri). Ci trovate dentro le recensioni al libro, la soundtrack e gli audioclip, e svariate altre cose (compresa la possibilità di comunicare direttamente con l'autrice).

La piccola educazione sentimentale di una bambina sincera e scostumata. Un’apologia del disagio giovanile come solo e insostituibile motore per una formazione decente. Epica frammentaria di pigrizie e crudeltà, alla ricerca di un po’ d’amore, anche poco, anche usato, anche effimero. Un bel personaggio, la Bambina con i Capelli a Ombrellone, tana per lei, fra Flaubert e Woody Allen. [Lidia Ravera]

Posted by giuliomozzi at 19:33

02.03.07

Dear Good Vibrations (una lettera di Monica Viola)

di Monica Viola

[Dopo la pubblicazione in vibrisselibri del suo romanzo, Monica Viola ci ha scritta questa lettera. Lucio Angelini - Decano del Comitato di lettura di vibrisselibri - l'ha pubblicata con il consenso di Monica, e io qui la riprendo. gm]

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, romanzo di Monica Viola. Clicca qui per leggere la scheda e scaricare gratuitamente il libroCare Vibrisse, sono le cinque e mezza del mattino del primo marzo e sono sveglia da un paio d’ore. Prima di accendere il pc per scrivervi queste righe ho cercato conferma sul dizionario etimologico del fatto che la parola vibrissa sia un derivato del vibrare, e infatti lo è. Per cui ricomincio da capo:

Dear Good Vibrations, da poche ore Tana per la bambina con i capelli a ombrellone è sul sito di VL e sento una grande urgenza di comunicare coralmente con voi. Per prima cosa la mia gratitudine. Ho ricevuto moltissimo da VL. Non mi riferisco solo alla pubblicazione, ma soprattutto al vostro apprezzamento e calore, che mi è arrivato sia direttamente da alcuni di voi che indirettamente tramite l’immensa Gaja, che senza fare né nomi né citazioni mi ha saputo trasmettere le vostre buone vibrazioni. Tana era stato già letto da un centinaio di persone prima di arrivare a VL, prevalentemente gente che mi conosceva personalmente e che aveva affetto e/o curiosità verso la mia storia, e le risposte che avevo avuto erano state molto positive, in generale, soprattutto dalle lettrici donne. Molti uomini invece erano rimasti spiazzati... [leggi tutta la lettera]

Posted by giuliomozzi at 12:37 | Comments (3)

28.02.07

vibrisselibri / Due novità

Clicca qui per leggere la scheda del libro Clicca qui per leggere la scheda del libro

[Cliccare sulle immagini per leggere le schede dei libri]

Seconda accoppiata di uscite per vibrisselibri, il progetto editoriale “anfibio" nato da una proposta del giugno 2006 e presentato al pubblico nel successivo novembre. Dopo la pubblicazione del saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata e del romanzo di Andrea Comotti L’organigramma - due sguardi da due diversi punti vista sugli anni di piombo - ecco Nenio di Eugenio De Medio, e Tana per la bambina coi capelli a ombrellone, di Monica Viola. Entrambi rientrano nella collana di narrativa Sans papier.
Anche in questo caso la scelta editoriale è stata quella di affrontare un tema utilizzando la doppia visione. Argomenti crudi e delicati, sensibili e nello stesso tempo coriacei, quali la difficile età dell’adolescenza e le sue violazioni, la necessità di essere amati e l’amore che diventa molesto, il passaggio alla maturità e l’umana necessità di ricostruirsi, perché la vita deve andare avanti. Storie di eroi della sopravvivenza, costretti a reinventarsi per ritrovarsi.
Il tema unico e la duplice declinazione permette una riflessione approfondita su contenuti in qualche modo “fuori norma", così come “fuori norma" è la collocazione di vibrisselibri, in un’area intermedia tra l’editoria “industriale" e gli editori medio-piccoli, utilizzando il web per dare voce a testi di valore, pur nella ferma convizione che i “veri" libri sono quelli cartacei.

[da parte mia, un pubblico ringraziamento alla pattuglia di generosi che ha resa possibile la realizzazione di vibrisselibri. gm]

Posted by giuliomozzi at 15:23 | Comments (19)

18.02.07

Una tragedia negata / Radio Popolare intervista Demetrio Paolin

Clicca qui per ascoltare l'intervistaDemetrio Paolin, autore del saggio Una tragedia negata pubblicato da vibrisselibri (e gratuitamente scaricabile dal sito di vibrisselibri) è stato intervistato da Radio Popolare. Cliccando sulla radiolina qui a fianco potete ascoltare l'intervista (in .mp3). L'intervista dura qualcosa meno di tredici minuti. [gm]

Posted by giuliomozzi at 09:04 | Comments (1)

05.02.07

vibrisselibri a Torino, mercoledì 7 febbraio 2007

Clicca qui per entrare nel sito del Circolo dei lettori di Torino[comunicato stampa] Produrre libri e li metterli in rete, a disposizione di chiunque voglia scaricarli – gratuitamente - in attesa che un editore “tradizionale" decida di pubblicarli in versione cartacea. Questa la linea del progetto vibrisselibri, una realtà “anfibia" - insieme casa editrice on line e agenzia letteraria - che punta ad accreditarsi come il terzo riferimento editoriale italiano pubblicando on line, sul sito www.vibrisselibri.net, testi selezionati, completi di editing, grafica e promozione di un ufficio stampa.L'intero progetto nasce da un'intuizione dello scrittore Giulio Mozzi e dall'adesione di altre cinquanta persone. I primi libri pubblicati da Vibrisselibri sono la prima parte del romanzo L'organigramma di Andrea Comotti e il saggio Una tragedia negata di Demetrio Paolin.
Entrambi saranno presentati al Circolo dei Lettori di Torino il mercoledì 7 febbraio prossimo, alle ore 18.30, alla presenza di Giulio Mozzi e di Demetrio Paolin. Interverrà Marco Revelli, professore di scienza della politica all’Università del Piemonte Orientale, sociologo ed economista.

Per informazioni: Circolo dei lettori, via Bogino 9, 10123, 011 43 26 820, info[chiocciola]circololettori.it

Posted by giuliomozzi at 12:36

01.02.07

Una sola parola d'ordine: rimozione / 3

di Anna Astrella

[terzo di tre articoli] [il primo] [il secondo]

Geraldina Colotti“Parlare degli Anni di piombo fa paura – chiarisce immediatamente Geraldina Colotti, ex brigatista rossa e giornalista del Manifesto –. Fa paura perché la borghesia ha vinto dappertutto e non è il caso, quindi, di tirare in ballo il “dannato Novecento" in cui la classe media ha tremato davvero per 70 anni".
Erri De Luca
Di diversa opinione, invece, lo scrittore Erri De Luca, altro ex militante: “Escludo che qualcuno abbia paura degli Anni di piombo – commenta –. E’ solo che per tanto tempo non se ne è parlato per niente e oggi è utile la numerosa letteratura perché serve a quanti l’epoca non l’hanno vissuta e vogliono conoscerla". E in effetti è nutrita la narrativa ispirata alle vicende degli anni Settanta anche se, spesso, racconta solo le vicende, le emozioni dei militanti, tralasciando il punto di vista di quelli verso i quali la loro lotta era rivolta. Questa almeno è la tesi di Demetrio Paolin nel libro Una tragedia negata.

Filippo La Porta
Il fatto che questo saggio non trovi spazio nell’editoria tradizionale fa sorgere qualche sospetto sulla scomodità delle sue tesi. Ma a spazzare via ogni dubbio Filippo La Porta che del libro di Paolin ha firmato la presentazione: “Io non ho una mentalità complottista – spiega il critico –, non penso a una congiura, a un libro scomodo per le sue tesi. Penso, invece, che la saggistica è meno appetibile per l’editoria perché vende poco, tutto qui".

Dello stesso avviso Luca Telese: “Non credo – aggiunge il giornalista – che il problema della pubblicazione dipenda da una scelta politica delle case editrici. Più semplicemente c’è una fisiologica diffidenza da parte del potere editoriale verso qualunque cosa vagamente innovativa".

Infine più accademica la spiegazione di Luigi Compagna, giornalista e docente di storia delle dottrine politiche alla Luiss: “Oggi – chiarisce il professore – si può serenamente storicizzare quel periodo e credo sia in qualche misura inevitabile che nella letteratura sugli Anni di piombo il raggio mediatico del punto di vista delle vittime (la moglie di un maresciallo ucciso, ad esempio) sia più limitato e soprattutto abbia tempi molto contingentati".

Posted by giuliomozzi at 09:14 | Comments (0)

Una sola parola d'ordine: rimozione / 2

Stefania Nardini intervista Demetrio Paolin

[secondo di tre articoli] [il primo] [il terzo]

Una tragedia negata. Clicca qui per leggere la scheda e scaricare gratuitamente il libroUna tragedia negata, Un saggio sugli Anni di Piombo. Anzi sulla letteratura ispirata da quel pezzo di storia. Come le è venuta l’idea?

Il libro ha un’origine doppia che in un certo senso ne ha influenzato la struttura. Da un lato nasce da un sentimento di ‘panico’ vissuto nei giorni successivi all’omicidio di Marco Biagi. Per motivi di lavoro mi sono trovato a condividere i ricordi di molte storie legate agli anni ’70. In quel momento ho avuto l’impressione che il tempo si fosse azzerato. Mi sono detto, con stupore: siamo ancora negli ’70. Non ne siamo usciti. Quella è la data, per usare le parole di Garboli, che sancisce la nascita del mio male, al quale però non ero mai riuscito a dare una forma scritta. Questo fino a quando non ho incominciato a notare come molti libri che andavo leggendo fossero tutti romanzi legati al quel periodo storico. E mi sono ritrovato prima fare dei ragionamenti trame e me, poi a prendere appunti e infine a scrivere una ricognizione letteraria di quegli anni.

Ci parli della sua ricerca: hanno scritto di più le vittime o gli “eroi" di quel periodo?

Detta in questo modo la domanda potrebbe sembrare fuorviante. Il problema è più complesso e riguarda l’organizzazione dei racconti e delle narrazioni: io nel mio saggio ho parlato di una serie di divieti e di permessi. Gli scrittori dei romanzi che sono andato leggendo sembravano provare un certo imbarazzo quando si trattava di rappresentare le vittime di un attentato terroristico o di dare una forza ‘narrativa’ a personaggi come il poliziotto. Questo modo di fare mi ha fatto parlare di “Eclissi del nemico", in cui la figura dell’antagonista viene isterilita e resa innocua. Questo neutralizza i racconti e le storie narrate sulle pagine, dove la tragedia di quegli anni viene anestetizzata in un racconto consolatorio. Ad esempio a me colpisce
come questi romanzi indugino molto sulla violenza subita,mentre quando bisogna rappresentare la violenza del terrorismo verso i diversi “cuori dello stato" la narrazione si sfilacci e diventi più reticente.

Perché ilmondo editoriale ha cavalcato l’idea di raccogliere testimonianze che vanno solo in un senso?

Potrei cavarmela con una battuta e dire che sono più interessanti Iago e Macbeth che Otello e Malcom. Cioè che il cattivo e la sua storia hanno una presa su lettore che una vittima non ha, paradossalmente pensiamo che il cattivo possa dirci qualcosa su di noi e sulla nostra parte più remota e oscura; la vittima di solito è solo compianta e presto dimenticata. In realtà quello che a me ha interessato è stato il fenomeno: perché tutti questi romanzi sono usciti nel giro di poco tempo? Una vera e propria risposta non c’è, ma se proprio debbo azzardare un’ipotesi allora credo che questi romanzi nascano da quello stesso panico che io ho provato nel 2002 in piazza. Forse lamia severità nel giudicare la mancata riuscita di questi libri nasce da qui. Io avevo bisogno di avere tra le mani qualcosa che leggesse questo grumo nero di storia patria e non ho trovato niente che, secondo me, fosse all’altezza o che almeno lo fosse sempre. Ci sono alcuni romanzi, infatti, che io reputo più riusciti: Tuo figlio di Villalta, Piove all’insù di Rastello sono due ottimi libri. Ci sono poi alcuni libri belli, quelli di De Luca ad esempio, ma falsi, perché falsificano la realtà di quegli anni.

Paolin, lei è un trentenne, quegli anni non li ha vissuti, tuffandosi in questo lavoro che opinione si è fatto?

Prima di tutto questa è una materia incandescente. Io ho scritto un semplice saggio di letteratura italiana,ma ben presto mi sono reso conto che stavo maneggiando qualcosa di molto più vivo e ulcerante. Io ho cercato, spero di esserci riuscito, di essere il più corretto possibile nella mia ricerca. Ho dato giudizio e fornito ipotesi certamente discutibili, ma sempre nella convinzione e nel rispetto di chi quegli anni li ha vissuti e patiti sulla propria pelle. Il mio se si vuole è proprio un invito a raccontare quegli anni, a provarci con più convinzione...

Perché secondo lei un lavoro del genere, di rilettura attraverso la testimonianza letteraria, non l’ha fatto un cinquantenne? Forse c’è la paura di essere tacciati per fascisti? Se non sbaglio lei non lo è...

Intendiamoci. Non che se uno rilegge il passato e porta nuove tesi al confronto è de facto un revisionista o un fascista. Bisognerebbe anche uscire da questo strano cortocircuito semantico in cui revisionista equivale a fascista. Io ho soltanto letto alcuni libri, in cui si narravano accadimenti degli anni ’70, in cui si raccontava la storia di gruppi terroristici di destra e di sinistra, e ho tratto alcune conclusioni. La mia non è una lettura ideologica di quel periodo, ma politica sì. Se per politica si intende la possibilità di dire qualcosa su di noi, su come noi – l’Italia e la società – abbiamo vissuto e esperito quegli anni...

Lei ha pubblicato il suo saggio per una casa editrice on line, che propone testi all’editoria tradizionale, Vibrisselibri, diretta dallo scrittore Giulio Mozzi. Una scelta?

Il mio saggio è nato in rete, le bozze dei primi tre capitoli sono stati pubblicati su vibrissebollettino. E’ stato Mozzi a propormi di uscire in questo formato, visto che l’altra pubblicazione di Vibrisselibri sarebbe stato un romanzo su Piazza Fontana, L’organigramma di Andrea Comotti; un libro che io consiglio e che a me è piaciuto molto: e non lo dico per dovere di scuderia. Nello stesso tempo so che un saggio su questo argomento se da un lato può essere interessante dall’altro può apparire “mostruoso" e quindi una casa editrice che decide di dare voce a libri mostruosi non poteva che essere la soluzione prediletta.

Oggi il suo saggio è tra quelli che possiamo collocare nella rosa dei testi su cui la stampa scrive di più. Il Corriere della Sera, il Riformista, Il Giornale e tanti altri. Si è fatto vivo un Mondatori per pubblicarlo nella collana di saggistica?

No. Per ora nessun editore ha bussato alla porta,ma so che sono interessati. Il saggio, come genere e come diffusione, è un oggetto complesso e non è così facile da piazzare. Io intanto sono felice che Una tragedia negata faccia parlare di sé, susciti dibattiti e discussioni, punti di vista differenti e ripensamenti. Mi sembra che questo di per sé sia già un successo; l’idea di vederlo pubblicato sarebbe solo una conferma in più è della bontà dell’iniziativa di Mozzi e della bontà della mia scrittura e delle ipotesi che sviluppo.

E perché? Un caso o una scelta?

Sinceramente io non so come funzionano le regole del mondo dell’editoria. A questa domanda quindi non so cosa rispondere.

Erri De Luca, Battisti raccontano quegli anni. Lei si sente uno scrittore fuori dal coro?

Io mi posso definire scrittore solo perché ho scritto un libro e non ho idea di cosa sia stare dentro o fuori un coro. A me sembra che la ragione più profonda del mio saggio stia nella ricognizione letteraria rispetto a testi che hanno narrato un certo periodo. E’ ovvio che - a meno che non si veda la letteratura come qualcosa di ab soluto dal resto della vita – la mia analisi è andata a toccare uno dei nervi scoperti del nostro passato prossimo. Io sono solo uno che ha letto alcuni testi e ha detto quello che pensava. Se questo è essere fuori dal coro...

Posted by giuliomozzi at 08:48 | Comments (0)

Una sola parola d'ordine: rimozione / 1

di Stefania Nardini

[Questo articolo e i due successivi sono apparsi nel quindicinale La Tribuna del 31 gennaio 2007. gm] [il secondo articolo] [il terzo]

Aldo MoroAnni di piombo. Era il titolo del celebre film della regista tedesca Margarethe Von Trotta, ispirato alla banda Baader–Meinhof. Un film forte. In cui la tragedia personale inevitabilmente fa i conti con una tragedia collettiva, con una Germania che nell’azione terroristica intendeva sbattere in faccia ai padri le colpe. La Colpa.
Da noi la tragedia aveva connotazioni diverse. I nostri padri avevano fatto la resistenza, e ciò che veniva loro contestato era il principio della mediazione, inevitabile, in una democrazia e in una società come quella italiana che uscì fuori dalle macerie dei bombardamenti con l’anestetico del boom economico. Quegli anni li ho vissuti. Ricordo le sedi dei collettivi dove gli occhi si tingevano di rosso per le nuvole di fumo delle sigarette. E si tingevano di rosso per i lacrimogeni durante i cortei. Molti si limitarono a sognare, altri fecero sul serio imboccando la strada della lotta armata, altri ancora scelsero spazi politici meno estremi,molti la via di Damasco, altri ancora la via della depressione. Altri fuggirono. Quando il “sogno" della P38 prese una brutta piega con il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro.

“Né con lo Stato né con le Brigate Rosse!". Questo era lo slogan del Partito Comunista quando Moro venne sequestrato. Sequestro in cui le fragilità e le negligenze dei nostri apparati di difesa diedero il “meglio". Come diede il suo “meglio" il Pci con una parola d’ordine ambigua, “Né con lo Stato né con le Brigate Rosse!", che a ripensarci oggi sa di grottesco.

E il “sogno" di quel brandello di generazione tanto estrema finì . Alcuni si pentirono. Molti sono ancora esuli in Francia, altri come Scalzone, hanno ottenuto la prescrizione, altri hanno anche pagato ingiustamente. E la sinistra italiana? Ha mai fatto i conti con quella vicenda?

“Né con lo Stato né con le Brigate Rosse!". All’epoca Craxi apparve come un reazionario quando propose la linea umanitaria. Forse l’unica strada per far sì che il “cadavere" non finisse nell’ armadio. Ma Craxi è morto. E’ morto in esilio. E non c’è più neanche quella diccì. Pure Berlinguer è morto. Quella storia fastidiosa è morta.

Sopravvive nel ricordo dei parenti delle vittime. E’ stata ricacciata nella sfera “ privata". E il compito di parlare degli “Anni di piombo" se lo sono guadagnato soprattutto i protagonisti, gli “eroi" di quella stagione, indipendentemente dalla collocazione destra- sinistra... Ha scritto recentemente Sergio Luzzato sul Corriere della Sera:

Per rendersene conto basta aprire i giornali, o accendere la televisione, o entrare in libreria. I nostri terroristi sono personaggi da talk-show. Hai visto l’ultimo libro di memorie del mitico “comandante Sirio", (disgustosamente) intitolato Una vita in Prima Linea? Guarda quel bravo deputato di Montecitorio, e pensare che ha fatto fuori un agente di polizia! Adesso che non deve più dormire in carcere, chissà se la bella brigatista di via Fani scriverà un nuovo romanzo?

Ecco: Una tragedia negata, il saggio di Demetrio Paolin (di cui riportiamo l’intervista) ha assunto il ruolo “scomodo" di avventurarsi proprio in questo tipo di analisi. E mentre con il rientro in Italia di Oreste Scalzone ci si attendeva una maggiore attenzione dei media nel riaprire una riflessione storica, sulla vicenda è calato il sipario. E viene da chiedersi se questo atteggiamento derivi da una mancanza di serenità o dalla volontà politica di rimuovere. Forse in una coalizione di sinistra dove oggi compaiono ex comunisti ed ex democristiani dell’epoca è imbarazzante? Ma allora questa sinistra da dove viene, da quale storia è stata partorita? Voltare pagina è giusto. Ma per farlo è necessario chiarire, anche attraverso il perdono. Non può permettersi un Luciano Violante atteggiamenti da forcaiolo contro la legge Mitterand che non consentiva l’estradizione di Cesare Battisti.

Il direttore di LeMonde , Edwy Plenel, disse: “è sbagliato accanirsi su un mondo di vinti". Come è sbagliato trasformare i vinti in eroi. E’ una questione di scelte e di coerenza. Questo trascinarsi nel guado, il non voler discutere sul passato, dal terrorismo al crollo del muro di Berlino, riporta ancora all’ambiguità di quel vecchio slogan del PCI. “Ne con lo Stato né con le Brigate Rosse!". Come dire? Meglio non parlarne.

Posted by giuliomozzi at 08:04 | Comments (52)

05.01.07

Anni di piombo / Quando il romanzo è più della cronaca

di Luca Telese

[Questo articolo di Luca Telese è apparso oggi nel quotidiano Il Giornale. Del saggio di Paolin ha parlato anche il Corriere della sera. gm]

Clicca qui se vuoi leggere il libro di cui qui si parlaPrescriptum: la prima cosa da dire del libro di cui stiamo per parlarvi è che è un libro che nessuno può comprare ma che chiunque può avere a patto che possieda un computer. Di più, forse è il primo di una nuova generazione di libri scritti, editati e confezionati e messi in rete via Internet a disposizione di chiunque. E dunque la prima cosa che dovete sapere è che quest’idea un po’ pazza che finora non era riuscita a nessuno, quella di trasformare i libri in un patrimonio digitale e internautico, è stata messa in atto da Giulio Mozzi e il suo sito vibrisselibri.net. Il primo di questi libri un po’ strani, un po’ transgenici si intitola Una tragedia negata e lo ha scritto Demetrio Paolin. È un saggio in attesa di lettori, ma anche di editori.

Finite le dovute precisazioni, si può parlare di questo libro che poi è un saggio letterario tutto particolare sugli Anni di piombo visti dall’unica prospettiva da cui ancora non erano stati osservati: quella della critica letteraria sulla narrativa.

Il libro di Paolin, insomma, è una sorta di ipertesto, un’ispezione ai raggi X che prova a raccontare la lotta armata e la violenza degli anni Settanta sbirciando dal buco della serratura di chi ha già scritto scandagliando romanzi, saggi, reportage, inchieste, autobiografie e testimonianze come un motore di ricerca. Una tragedia negata è insomma allo stesso tempo la forma di scrittura più antica e più moderna per indagare una delle pagine più controverse della nostra storia: da un lato ha il passo lento e metodico della filologia, dall’altro il principio base della rete, quella che l’interconnessione dei reperti produce conoscenza. Scrive Paolin nel sottotitolo: «Il racconto degli Anni di piombo nella narrativa italiana». E poi aggiunge in ex ergo una frasetta del Dialogo di Tristano e di un amico di Giacomo Leopardi: «Perché in sostanza il genere umano crede sempre, non il vero, ma quello che è, o pare che sia, più a proposito suo».

E dunque, in questa confezione così raffinata, così paleomoderna, con i crediti degli editors subito dopo i titoli, Paolin infila una tesi netta, forte che qualcuno potrà anche contestare, ma che sicuramente è ben documentata e non meno interessante. Secondo il giovane critico, infatti, i libri e i romanzi ci dicono più della cronaca, raccontano più delle sentenze, spiegano più delle verità provvisorie e fragili che ci sono state consegnate dal nostro passato prossimo. E ci dicono ad esempio che le scritture degli ultimi due decenni - tutte - non hanno fatto altro che edulcorare, sdrammatizzare, rimuovere. Edulcorare la violenza, sdrammatizzare la realtà, rimuovere la memoria.

Certo, qualcuno dirà che il campione non è completo (molti libri sono usciti dopo la scrittura del saggio), qualcun altro aggiungerà che non è omogeneo, che somma cose diverse, pere e mele, che mette sullo stesso piano autori contemporanei e giovanissimi, che unisce le biografie e le scritture fantastiche in un unico oggetto di indagine. È vero. Però, l’idea forza del libro è potente e anche la capacità di cogliere il dettaglio. Ad esempio la notazione che in un libro forte come L’Italia nichilista di Corrado Stajano (Einaudi) il dramma del terrorismo è trasfigurato in un «dramma borghese». Ed aggiunge infatti Paolin: «I fondali non sono la piazza, l’università occupata, la sede dei gruppi extraparlamentari, il covo di qualche cellula terroristica, ma le carte da parati costose, il parquet di legno pregiato, i mobili, i tappeti». E aggiunge: «Gli attori che vi partecipano non hanno passamontagna calati sul viso, non alzano la mano mimando il simbolo della P38, ma indossano vestaglie di lusso, sono in pantofole e parlano all’amico del figlio».

Per chi non lo ricordasse, il libro di Stajano racconta la storia di Marco Donat Cattin, terrorista di Prima Linea, ex militante di Lotta Continua, ma soprattutto figlio di uno dei più importanti leader democristiani. E ha ragione Paolin, il leader in vestaglia è davvero il simbolo di un minimalismo che allontana sempre il peso della tragedia dalla narrazione degli Anni di piombo.

La vestaglia di Donat Cattin è il simbolo della grande rimozione, di ciò che non si vuol dire, così come lo sono nel film di Bellocchio Buongiorno notte i canarini accuditi amorevolmente da Prospero Gallinari nel covo delle Brigate Rosse o i panni stesi e le faccende domestiche di Anna Laura Brachetti. E si potrebbe continuare con Il passato davanti a noi di Bruno Arpaia (Guanda) in cui i due protagonisti, quando parlano della lotta armata, affollano la loro conversazione di eufemismi in cui la scelta della clandestinità viene sostituita dal giro di parole «pochi, pochissimi, hanno deciso di fare come Angelo». Ed ancora: «Ma di che cosa parla?». E la risposta: «Di quando papà e mamma erano giovani».

Uno, due, tre, dieci esempi citati da Paolin funzionano come la raccolta degli indizi sulla scena del crimine. Le pagine dei nostri narratori e soprattutto le testimonianze degli ex protagonisti (in particolar modo gli ex terroristi) appaiono all’esame del critico letterario come una scena del delitto «ripulita» dalle prove all’ispettore di polizia. Paolin insegue i dettagli e ovviamente rimane colpito da Terroristi brava gente di Sergio Lambiase, che quando parla di un covo sembra che descriva il calore di una camera da letto: «Cercò anche da qualche parte le sue ciabatte e non trovandole, quella sua sensazione piacevole e tattile, che conosceva bene delle mattonelle calpestate a piedi nudi, come in una casa estiva, seguendo la danza del sole sul pavimento».

È davvero curioso che un critico letterario debba scoprire ciò che il nostro Paese ancora non riesce a capire. E cioè che quei dettagli scomparsi dalla scena del delitto sono esattamente la sostanza della nostra rimozione collettiva. Mancano le pistole, manca la polvere da sparo, manca il sangue, le morti sono sempre velate, le vittime trasfigurate, i cadaveri cancellati dalle dissolvenze e gli spari, le coltellate, l’armamentario dell’assassinio e dell’omicidio, eclissati nelle paroline di scorta.

Alla cruda verità, si preferisce la scrittura delle emozioni.

Ed ecco perché allora, appena finito di leggere questo articolo potete fare una cosa molto semplice. Andare sul sito di Mozzi, scaricare il libro di Paolin, entrare in rete e magari scoprire una piccola grande verità. Certo, di questi tempi non è poco.

Posted by giuliomozzi at 10:36 | Comments (11)

22.12.06

Oggi non è il 1° aprile

Il personaggio dell'annoLa notizia di cui alla foto qui accanto viene da una fonte sicura. Peraltro è stato divertente, lo ammetto, in questi giorni, veder spuntare vibrisselibri in ogni dove. Me lo sono trovato a bordo dell'aereo per Palermo: nel numero di dicembre di TopFly, la rivista aziendale della compagnia AirOne (a pagina 13). O in Glamour , "la rivista femminile che parla alle donne più attente al nuovo" (lo dicono loro), segnalato al quatro posto (a pari merito, ahimè, di Lulu) nella speciale classifica "Top Trend", ovvero "le cinquanta cose che ci faranno impazzire durante il 2007"(sempre numero di dicembre, pp. 132-137). Perfino il nostro valentissimo ufficio stampa a un certo punto ha esclamato: "Questo è troppo". Mah. Comunque, in vibrisselibri ho messa un po' a posto la rassegna stampa, se a qualcuno interessasse. [gm]

Posted by giuliomozzi at 15:26 | Comments (1)

13.12.06

12 dicembre 2006: vibrisselibri a Milano

La dolce stregaIeri Milano mi è piaciuta. Sono arrivato di mattina intorno alle 10 e ho passeggiato per le sue strade con mia moglie, mia cognata Adriana e mio fratello Mario, al quale devo se ho potuto partecipare agli incontri di vibrisselibri tanto a Roma, quanto qui a Milano. Corso Vittorio Emanuele II con le sue bancarelle di dolciumi mi ha davvero preso alla gola! Poi Via dei Mercanti con la mostra delle foto aeree scattate sui paesaggi più belli del nostro Paese.

Andavo verso il Castello Sforzesco (altra immagine suggestiva) e mi guardavo quelle foto stupende che ricordano quanto sia bella l'Italia. Lamentavo che non ci fosse un'immagine che ritraesse la mia città di Lucca, quando proprio al suo termine, ecco che riconosco l'Anfiteatro lucchese. Allora la mostra è diventata ancora più bella. Che dire della celebre Galleria che ha il suo sbocco principale su Piazza Duomo. Mi sembrava di essere dentro una fiaba. Siamo saliti sul Duomo, in mezzo alle guglie. Quante volte avevo raccontato a mia moglie che, avendo fatto una parte del mio servizio militare a Legnano, avevo l'impressione di essere stato lassù, ma non riuscivo a distinguere, a distanza di anni, tra la realtà e il sogno. Ieri ad un tratto ho visto tradotta nella realtà l'immagine che mi ha accompagnato in tutti questi anni. Era proprio la stessa dei miei sogni.

Dopo essere andato a Roma il 16 novembre, sono voluto venire anche a Milano perché sapevo di incontrare altre persone che conoscevo solo di nome o di nick. E' stato così. La saletta della Libreria Feltrinelli era stracolma. C'erano tanti giovani, tanta bella gioventù. Certe ragazze mi facevano dimenticare la mia età. Mi sembrava di essere un loro coetaneo. Ma mia moglie come mi guardava, come stava attenta alle mie parole!

Devo chiedere scusa per la mia irruenza. Ho nelle vene sangue meridionale e mi sono formato in mezzo ai toscani, che in quanto a vivacità non hanno niente da imparare, e quindi in me c'è una miscela perniciosa, esplosiva. Io conosco questo aspetto del mio carattere. Qualche volta riesco a controllarlo. Altre volte no. Ciò succede, com'è successo ieri a Milano, nei momenti in cui la gioia mi pervade, allora mi mostro nudo, non ho maschere e mi conoscete per quello che sono.

Tanti di voi non li rivedrò più. Che la serenità e la fortuna vi accompagnino.
Dico questo perché ieri sera sulla metropolitana che mi riconduceva al parcheggio di San Donato, stracolma, ero in piedi, come erano in piedi mia moglie, mia cognata e mio fratello, tutti attaccati al maniglione per non essere sballonzolati di qua e di là, quando un signore sulla trentina che stava seduto davanti a me, accenna ad alzarsi e mi chiede se voglia sedermi al suo posto. Mia moglie non riesce a trattenersi dal ridere, e così mia cognata e mio fratello, sebbene più trattenuti. Ma mia moglie no, se la godeva la scena, quella strega! Aveva avuto l'occasione della sua vita! Naturalmente ho rifiutato, ringraziando il signore per la sua cortesia, ma oggi mi aspetto, quando sarò a tavola con i miei figli (oggi li ho tutti e tre con me) e con il mio nipotino Lorenzo, che mia moglie se ne esca con questa storia e che tutti si mettano a sfottermi: Nonno sei proprio diventato un vecchietto!

Posted by Bartolomeo Di Monaco at 11:05 | Comments (6)

12 dicembre 2006: vibrisselibri a Milano

Foto storica

Questa foto è storica: non domandatemi perché.

Posted by Bartolomeo Di Monaco at 09:45 | Comments (8)

12 dicembre 2006: vibrisselibri a Milano

Emma Locatelli

Non ci sono parole!

Posted by Bartolomeo Di Monaco at 09:41 | Comments (10)

12 dicembre 2006: vibrisselibri a Milano

Il Grande Timoniere

Un altro passo avanti: Giulio continua a pensarci, ma è contento.

Posted by Bartolomeo Di Monaco at 09:35 | Comments (3)

08.12.06

Vibrisselibri: anche l'America e il Sudamerica sono avvisati!

Qui scorrendo alle pagine culturali curate da Stefania Nardini è possibile leggere un articolo su Vibrisselibri e un'intervista al suo azzurro ideatore. Il giornale si chiama La gente d'Italia , e sfruttando le più moderne tecnologie questo giornale viene distribuito in America e in Sudamerica in numero di trentacinquemila copie!

Posted by Marco Candida at 11:46 | Comments (12)

28.11.06

Il Corriere della Sera per Vibrisselibri

di Vibrisselibri

Vibrisselibri è stato segnalato qui da Wuz Cultura&Spettacolo ed è stato segnalato dal Corriere della Sera oggi a pagina 36 con un articolo che analizza Una tragedia negata, il saggio di Demetrio Paolin scaricabile qui . Qui è possibile vedere la foto dell'articolo.

[Aggiunta: Qui una segnalazione anche dai nostri "padri" Wu Ming]

Posted by Marco Candida at 18:35 | Comments (3)

25.11.06

Su Baricco barbarica contesa - una segnalazione di Vibrisselibri su Tuttolibri

di Vibrisselibri [articolo redatto da Marco Candida]

Su Tuttolibri di questa settimana - che presenta una impaginazione nuova, più fruibile e più elegante - a pagina 2 è possibile leggere un articolo dal titolo Su Baricco barbarica contesa a firma di Mirella Appiotti. Cliccando qui l'articolo, che contiene un'ampia segnalazione di Vibrisselibri, si può leggere in rete. Inoltre Gaja Cenciarelli ha presenziato su RaiUtile per spiegare il nostro progetto "anfibio" e RaiSat ha passato la notizia (intevistando l'ideatore della faccenda, e Demetrio Paolin l'autore del saggio Una tragedia negata) della conferenza di presentazione a Roma avvenuta il 16 Novembre. Il 12 Dicembre a Milano è prevista la presentazione dei nostri due primi titoli: il romanzo L'organigramma di Andrea Comotti e il saggio di Paolin. Più avanti organizzeremo un post di segnalazione e ringraziamento della massa di articoli (di giornali, siti, blog) che si sono occupati del battesimo di Vibrisselibri.

[Il giorno 25 Novembre, l'ora 15.00. Aggiunta: Su segnalazione di Georgia è possibile leggere qui un articolo su Liberazione firmato da Valerio Mattioli e pubblicato ieri Venerdì 24 Novembre]

Posted by Marco Candida at 10:14 | Comments (29)

23.11.06

Si parla tanto di vibrisselibri

di giuliomozzi

Si parla parecchio, in giro, di vibrisselibri: il che non può che farci piacere. Per il momento mi limito a segnalare la veritiera cronaca dell'incontro romano del 16 scorso pubblicata da Ozarzand, e un'intervista apparsa in Mente Locale. Nonché la discussione in corso in Nazione indiana.

Posted by giuliomozzi at 10:34

20.11.06

Nunzio Vobis

di Fabio Fracas

Finalmente, grazie all'opera e alla pazienza di Tonino e di Cristiano, il sito vibrisselibri dovrebbe visualizzarsi correttamente con i diversi browser. Fatemi sapere se ci sono ulteriori problemi.

Posted by Fabio Fracas at 15:45 | Comments (9)

Alla cieca

di giuliomozzi

Clicca qui per andare in vibrisselibriIn tre giorni sono arrivate al Comitato di lettura di vibrisselibri una settantina di proposte. Romanzi, raccolte di racconti o di poesie, pezzi per teatro.
La cosa non dovrebbe stupirmi. Invece, ancora, mi stupisce. Non la quantità, ma la prontezza.
Alla ciecaDubito assai che (e dico: "dubito assai che" solo per estrema prudenza; mi verrebbe invece da dire: "sono certo che") le persone che ci hanno inviati i loro testi abbiano letti i due libri che abbiamo già pubblicati. Non ne hanno avuto il tempo materiale. Per molte di loro, inoltre, mi par di capire che vibrisse & compagnia briscola siano emeriti sconosciuti (nel che non c'è niente di male).
Il mio stupore sta tutto qui: io non capisco come si possa proporre un proprio testo a un emerito sconosciuto, a un editore del quale non si sono letti i libri pubblicati.

Anche in Sironi arrivano parecchi dattiloscritti di persone che dicono esplicitamente di conoscere la casa editrice solo perché ne hanno spulciato il catalogo in rete.

Non so. Io non farei mai niente del genere.

E non venitemi a dire: "Sì, ma tu, giulio, ormai sei un autore pubblicato e strapubblicato", eccetera. Quando spedii in giro il mio primo raccontino, nel dicembre del 1991, lo spedii non a editori, ma a tre scrittori dei quali avevo letti tutti i libri: Marco Lodoli, Giuseppe Pontiggia, Pier Vittorio Tondelli. Lessi nel giornale della morte di Tondelli il giorno dopo avere spedita la mia lettera. Pontiggia mi scrisse una breve lettera critica e incoraggiante (cosa che, mi si disse poi, faceva raramente). Lodoli trovò due editori disposti a pubblicarmi.

Non avevo sparato alla cieca, in somma. Avevo scelti con cura i miei bersagli. Anche per questo, forse, colpii un centro.

Posted by giuliomozzi at 09:52 | Comments (45)

17.11.06

Vibrisselibri: un eccesso di successo

di giuliomozzi

Clicca qui per andare in vibrisselibriL'iniziativa vibrisselibri è stata segnalata da Repubblica.it: Nasce la casa editrice sul web e i romanzi sono in Rete gratis. Nel momento in cui scrivo la notizia è addirittura in prima pagina (in fondo alla prima pagina). Naturalmente, la magica paroletta gratis ha fatto il suo effetto: e le visite al sito di vibrisselibri sono state così tante, che il sito è saltato. Ma niente paura: stiamo lavorando per voi (e ci stiamo preparando a tirare fuori qualche soldino per avere più banda...).

Posted by giuliomozzi at 15:13 | Comments (11)

C'è sempre un motivo...

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Come disse il sommo:
"Se penso se dico c'è sempre un motivo
se a volte mi estraneo è perchè non approvo
e cerco parole che diano più senso
aspetta un momento adesso ci penso
ecco ci sono c'è sempre un motivo
a volte nascosto a volte intuitivo
dipende dal caso oppure è già scritto"

Anche noi di Vibrisselibri ne abbiamo uno. Ecco a voi la sfilza del "Faccio vibrisselibri perché...". Inizia, ovviamente, l'artefice dell'idea bombetta:

Giulio Mozzi scrittore,“faccio vibrisselibri perché o lo faccio adesso o mai più"

Bartolomeo Di Monaco pensionato,“faccio vibrisselibri perché si sta in compagnia e si scoprono nuovi talenti. Vi pare poco?"

Lucio Angelini scrittore/traduttore,“faccio vibrisselibri perché dopo aver fondato le ormai defunte edizioni Libri Molto Speciali, non ho resistito all'idea di occuparmi di nuovo di LIBRI MOLTO SPECIALI"

Luca Tassinari lettore lento, “faccio vibrisselibri perché i libri, come i dispetti, è meglio farli che subirli".

Stefania Nardini giornalista-scrittrice, “faccio vibrisselibri perché vorrei evitare di emigrare"

Annamaria Manna insegnante di tedesco e guida internet, “faccio vibrisselibri perché mi piace navigare e pescare buoni libri"

Mauro Mongarli copywriter, “faccio vibrisselibri perché odio la polvere sui/dei/nei libri"

Mauro Mirci impiegato comunale,“faccio vibrisselibri perché trovare buoni libri non è un lavoro per gente qualunque"

Rossano Astremo giornalista e scrittore, “faccio vibrisselibri perché m'allettano le sfide editoriali impossibili..."

Tonino Pintacuda & Maria Renda giornalista praticante & latinista, “facciamo vibrisselibri perché qualcuno doveva farlo pure in Sicilia"

Maura Gancitano studentessa universitaria, “faccio vibrisselibri perché è un progetto nuovo e leggere è una delle cose che mi piace di più al mondo"

M. Cristina Di Luca studentessa,“faccio vibrisselibri perché il gruppo lavora con il sorriso"

Fabio Fracas autore, editor, compositore, docente universitario e analista di sistemi, “Faccio vibrisselibri perché non sapevo come occupare il tempo libero"

Anna Bonfiglio pubblicista e scrittrice,"faccio vibrisselibri perché non ho nessun motivo per non farlo"

Federico Miozzi laureando in Medicina e Chirurgia e allenatore di pallavolo,"faccio vibrisselibri perché amo le imprese"

Demetrio Paolin artigiano del sostantivo e del predicato,“Faccio vibrisselibri perché alla fine rimane la letteratura, almeno un po'"

Marco Candida scrittore, “faccio vibrisselibri perché lo fa anche Enrica Brambilla"

Ezio Tarantino bibliotecario, “Faccio vibrisselibri per non lamentarmi più dello stato dell'editoria"

Giorgio Morale insegnante e scrittore, “faccio vibrisselibri perché mi piacciono i libri"

Giulia Tancredi traduttrice e interprete, "faccio vibrisselibri perché è un'idea innovativa e romantica insieme"

Ramona Corrado infermiera,“faccio vibrisselibri perché magari imparo un mestiere diverso. E perché intanto... impara l'arte e mettila da parte"

Stefano Mazzoni archivista “faccio vibrisselibri perché ad un certo punto bisognerà pur iniziare a fare qualcosa di buono"

Francesca Dello Strologo avvocato, “faccio vibrisselibri perché: non vorrei finire come Don Ferrante"

Valeria Cappelli redattore, “faccio vibrisselibri perché...sto dalla parte di tutte le parole che diventano storie"

Gualtiero Bertoldi anglista,“faccio vibrisselibri perché così posso mettere mano e occhio nel magma vivo della scrittura italiana"

Antonio Brancaccio coordinatore di redazione, “faccio vibrisselibri perché... scriverlo sarebbe troppo facile"

Giuseppe D’Emilio docente,“faccio vibrisselibri perché... voglio scovare i classici del XXII secolo"

Gianluigi Bodi studente, “faccio vibrisselibri perchè Fight Club è a numero chiuso"

Cristina Coppellotti responsabile risorse umane, “faccio vibrisselibri perché c'era una parte di me che non aspettava altro"

Margherita Trotta redattrice, “faccio vibrisselibri perché esserci è più divertente che stare a guardare".

Lorenzo Ireni programmatore,“faccio vibrisselibri perché amo i fuori programma"

Gaja Cenciarelli scrittrice e traduttrice, “faccio vibrisselibri perché resisto a tutto tranne che alle tentazioni...letterarie!"

Claudio Ambrosi bibliotecario, “faccio vibrisselibri perché voglio prestarmi ai libri"

Monica Golfari redattrice, “faccio vibrisselibri perché lavorare con e per i libri mi dà soddisfazione"

Pamela Canali impiegata statale, “faccio vibrisselibri perché la carta è passata di moda, quest'anno si porta il web"

Toni La Malfa dentista, “faccio vibrisselibri perché lo farebbe anche Woody Allen"

Massimo Adinolfi filosofo, “faccio vibrisselibri perché, a quel che so, la rosa fiorisce senza perché, e credo che vibrisselibri possa fare altrettanto"

Gianfranco Recchia informatico,“faccio vibrisselibri perché le parole sono amanti e i libri sono i figli della colpa. "

Manuela Perrone giornalista, “faccio vibrisselibri perché aspettavo Godot"

Giuseppe Mauro impiegato-scrittore,“faccio vibrisselibri perché è cosa buona e giusta".

Posted by Tonino Pintacuda at 11:15 | Comments (3)

16.11.06

vibrisselibri: Chiamiamo tutti Marisa!

Clicca qui per vedere meglio Marisa

Marisa non arriva.

Posted by Bartolomeo Di Monaco at 23:45 | Comments (0)

vibrisselibri: Inchiniamoci al Decone

Clicca qui per ingrandire l'immagine

E' il momento del Decone.

Posted by Bartolomeo Di Monaco at 23:41 | Comments (1)

vibrisselibri: Continua l'avventura

Clicca qui per ingrandire l'immagine

Tocca a Gaja. Dietro: Stefania e Ramona.

Posted by Bartolomeo Di Monaco at 23:41 | Comments (0)

vibrisselibri: Avanti ancora

Clicca qui per ingrandire l'immagine

Demetrio segue a ruota.

Posted by Bartolomeo Di Monaco at 23:41 | Comments (3)

vibrisselibri: L'avventura comincia

Clicca qui per ingrandire l'immagine

16 novembre 2006, ore 12 circa: Il Capo dà il via. L'avventura comincia.

Posted by Bartolomeo Di Monaco at 23:35 | Comments (3)

vibrisselibri al via!

di Fabio Fracas

La grande avventura di vibrisselibri è cominciata. Ho appena inserito sul sito le due prime opere pubblicate: il romanzo L'organigramma di Andrea Comotti e il saggio Una tragedia negata di Demetrio Paolin.

Potete liberamente scaricarle entrambe.

Posted by Fabio Fracas at 12:32 | Comments (18)

15.11.06

Ecco la Marisa!

Clicca qui per sapere tutto sulla Marisa

Posted by giuliomozzi at 00:24 | Comments (44)

14.11.06

Che relazione c'è tra vibrisselibri e Marisa?

La carta non èQuesta è la vera domanda. Perché una relazione, sapete, c'è: tra vibrisselibri e Marisa. Una relazione forte. Duratura. Profonda. Indissolubile. [gm]

Posted by giuliomozzi at 10:52

Classici e puttanate (con l'aiuto di Zio Fester, o chi per lui)

di giuliomozzi

[una mia meditazione di qualche tempo fa, circolata nella lista di discussione interna di vibrisselibri, è stata oggi pubblicata da Lucio Angelini nel suo blog. gm]

[...] Non sto scherzando. Noi [di vibrisselibri] non siamo "fuori" dal mondo editoriale. Siamo "dentro". Ci sono gli editori industriali, o Grandi Editori, che fanno quel che fanno: campano di Classici e di Puttanate (pensateci un momento: il Più Grande Editore, cioè Mondadori, campa di Classici - gli Oscar - e di Puttanate). Ci sono gli editori di ricerca, che fanno il lavoro di portare alla luce qualcosa che gli editori industriali (troppo impegnati a mungere le due vacche dei Classici e delle Puttanate) non possono vedere, ma che una volta che sia loro mostrato, possa apparire ai loro occhi come Potenziale Classico o Potenziale Puttanata: quindi qualcosa da investirci su. Questo sistema binario, cioè questo tran-tran, ha funzionato [fino a] qualche anno fa. Adesso non funziona più. Perché? [...]

Se vuoi sapere perché, leggi tutto il testo nel blog di Lucio Angelini.

Posted by giuliomozzi at 10:39 | Comments (30)

13.11.06

vibrisselibri

Clicca qui per andare in vibrisselibri

Il 16 novembre 2006, alle ore 11.30, a Roma presso il Caffè Fandango (Piazza di Pietra 32/33), si svolgerà la conferenza stampa di presentazione di vibrisselibri. Partecipano: Lucio Angelini, responsabile del Comitato di lettura; Gaja Cenciarelli, responsabile della redazione; Giulio Mozzi, ideatore di vibrisselibri; Demetrio Paolin, autore del saggio Una tragedia negata pubblicato da vibrisselibri; Filippo La Porta, critico letterario.

Così si legge in www.vibrisselibri.net.

Tutti gli articoli su vibrisselibri.

Vedi anche: Lucio Angelini, Untitled Editori, Vertigine, Fondo Paolin, Maura, BloGodot, Annamaria Manna.

Posted by giuliomozzi at 13:03 | Comments (69)

"Marisa!" [ora anche per WindowsMediaPlayer]

di giuliomozzi

formaggio VezzenaChe cosa sta succedendo? Chi è Marisa? Chi chiama Marisa? Che cosa ha fatto (o non ha fatto, o ha fatto in un certo modo) Marisa? Che cosa vuole che Marisa faccia (o non faccia, o faccia in un certo modo) l'uomo che chiama Marisa? Quali sentimenti rivela la voce di quest'uomo? E' passione? E' stizza? E' gelosia? E' preoccupazione? E' ansia? E' felicità? E' paura? E' gioia intensa? E' qualcosa di differente da tutto questo? E quei rumori che sentiamo in sottofondo? Che sta succedendo? C'è qualcosa che cade? C'è qualcosa che sale? Ci sono oggetti che vengono manipolati? Ci sono oggetti che manipolano altri oggetti? E questa Marisa, di nuovo, chi sarà mai? Chi è lei per l'uomo che la chiama? E chi è per noi Marisa?

Ascoltate: Marisa! per QuickTime (80 K).

Ascoltate: Marisa! per WindowsMediaPlayer (120 K).

Il premio è nella foto: mezzo chilo di formaggio Vezzena. Chi indovina che cosa sta succedendo a Marisa e all'uomo che la chiama, lo riceverà a casa. Martedì 14 pubblico il video.

Dimenticavo: la lista di domande di cui sopra è deliberatamente fuorviante.

Posted by giuliomozzi at 11:02 | Comments (16)

30.07.06

Vibrisselibri / Le voci corrono

di Davide Bacca

[Questo articolo di Davide Bacca è apparso oggi, con il titolo Alla ricerca di un editore, nel quotidiano Il Padova. gm] [tutti gli articoli su vibrisselibri]

Clicca qui per vedere la pagina del quotidiano Il PadovaGiulio Mozzi sorseggia il suo caffè shackerato, si accende una sigaretta e parte deciso: «Ogni tanto vengo preso da attacchi di disperazione, perché ci sono ormai parecchi libri che non riesco a far pubblicare benché mi sembrino importanti». Così, lo scrittore padovano (ma anche consulente editoriale per la milanese Sironi e organizzatore di attività che ruotano attorno al libro), ha deciso di lanciare la sua sfida. «Se non una bomba, una bombetta», si schernisce. Attorno al suo bollettino online di letture e scritture, vibrisse sta infatti nascendo il progetto vibrisselibri. Ovvero un sito internet dove pubblicare alcuni testi, scaricabili gratuitamente, con la speranza che qualcuno li noti e decida di pubblicarli perché, come spiega Mozzi, «la vera esistenza dell'oggetto libro, è quella cartacea».

Testi su cui verrebbe fatto il normale lavoro editoriale, compresa la presentazione del volume. «Dovremo inventarci qualcosa perché paradossalmente presenteremo libri che ancora non esistono. Ma sfrutteremo la cosa per le sue potenzialità», continua Mozzi. Eppure è proprio questo il cuore del progetto: dare visibilità a testi rimasti chiusi per troppo tempo in qualche cassetto, con un massiccio lavoro di comunicazione, contattando critici e giornalisti a cui spedire alcune copie stampate appositamente.

«L'obbiettivo è di ottenere recensioni o segnalazioni sui media. Io vorrei che il critico del Corriere o de Il Padova, recensisse un nostro testo come se fosse un libro vero. Sarebbe un cambiamento radicale per la critica letteraria, chiamata a una maggiore responsabilità». Se grazie a queste segnalazioni un editore si interessasse al testo, si aprirebbe la partita vera e propria. In questo caso vibrisselibri si trasformerebbe in agente letterario, trattando con l'editore le condizioni di pubblicazione e incassando una piccola percentuale sui diritti versati all'autore.

Rimangono da definire molte questioni. Per esempio, far stampare accanto al logo dell'editore, quello di vibrisse come riconoscimento del lavoro svolto. Pubblicare in Copyleft, lasciando la versione online a disposizione gratuitamente. Per ora, a un mese dal lancio del progetto, già una cinquantina di volontari hanno risposto da tutta Italia. La presentazione ufficiale è prevista per l'autunno, probabilmente metà ottobre.

«Partiremo in grande stile, con due conferenze stampa in contemporanea a Milano e Roma. Magari in sedi prestigiose, come quella della stampa estera. Nell'occasione presenteremo anche i primi due titoli, su cui stiamo già discutendo».

Nessuna logica da collana per quel che riguarda temi e argomenti. «Pubblicheremo romanzi, poesia, teatro, magari saggistica. Anche opere bizzarre, quasi "impubblicabili", ma come in fondo lo era l'Ulisse di Joyce». Se la cosa andrà in porto, Mozzi ha già pronta la prossima sfida: vibrisserivista per l'editore Coniglio. «Quando avremo messo in piedi vibrisselibri, vuol dire che avremo un gruppo di persone in grado di fare qalunque cosa!».

Il progetto assumerà la forma giuridica di associazione in base all'assetto che si produrrà nel gruppo. Previsto un comitato di lettura, "l'esercito" del progetto, col compito di scremare i manoscritti e farne schede di lettura, coordinato da Lucio Angelini, traduttore e autore di letteratura per ragazzi. Un ufficio comunicazione, guidato da Mauro Mongarli e Roberto Tossani per il lavoro attorno al marchio, alla grafica dei libri e del sito. Un ufficio stampa, guidato da Stefania Nardini, per i contatti con i media e la redazione, un nucleo di 5-6 persone per il lavoro sui libri.

Posted by giuliomozzi at 08:34 | Comments (7)

26.07.06

A che punto sta vibrisselibri

di giuliomozzi

[tutti gli articoli su questo argomento]