11.05.07
I fatti di Rignano Flaminio / Un intervento di Guglielmo Gulotta
di Guglielmo Gulotta
[altri articoli in vibrisse sullo stesso argomento]
[Guglielmo Gulotta è avvocato, psicologo, psicoterapeuta, professore ordinario di Psicologia Giuridica presso l’Università degli Studi di Torino, presidente dell'Associazione italiana di psicologia giuridica (Aipg), direttore della rivista in rete Psicologia e giustizia]
In relazione ai molteplici dibattiti e discussioni radiotelevisivi suscitati dall'interesse esploso intorno alla vicenda di Rignano Flaminio, con la quasi totale assenza di accademici esperti della materia nonché dei firmatari della Carta di Noto - riconosciuta come il documento guida nei casi di sospetto abuso sessuale - esprimo alcune considerazioni, innanzitutto nella mia veste di psicologo, psicoterapeuta e Professore ordinario di Psicologia Giuridica - unica cattedra del Paese - e di avvocato che si è occupato, in qualità di difensore, di ben quattro casi di pretesi asili a luci rosse; due di questi si sono conclusi con l'assoluzione di tutti gli imputati, uno è ancora in fase di indagine e il quarto, per cui siamo inattesa della Cassazione, con l'assoluzione di 4 imputati e la condanna di un bidello. Oggi apprendiamo che a Rignano Flaminio il Tribunale del Riesame ha annullato le ordinanze di custodia cautelare in carcere di 5 indagati rimettendoli in libertà. Ritengo doveroso mettere al corrente il pubblico del come e del perché, nonostante i media diano ampio rilievo a dichiarazioni dei bambini e delle madri che di per sé sono inconciliabili con l'assoluzione degli imputati e con la loro scarcerazione, praticamente la totalità di questi processi si concludano con l'accertamento da parte della magistratura dell'innocenza degli stessi e con una conseguente sentenza assolutoria. [...]
Leggi tutto l'intervento di Guglielmo Gulotta nel sito Falsi abusi sui minori.
[Per approfondire il punto di vista di Gulotta, può servire ascoltare la sua lezione sul tema La diagnosi abusante. Le domande che non sono domande]
Posted by giuliomozzi at 09:01 | Comments (31)
I fatti di Rignano Flaminio / Scarcercati in 5 su 6
[Questo articolo è apparso ieri, 10 maggio 2007, nell'edizione in rete del quotidiano La Repubblica. gm] [altri articoli in vibrisse sullo stesso argomento]
ROMA - Il Tribunale del Riesame di Roma ha deciso la scarcerazione di cinque delle sei persone arrestate per la vicenda dei presunti abusi su almeno 16 bimbi della scuola materna di Rignano Flaminio: sono la maestra Patrizia Del Meglio, suo marito, l'autore televisivo Gianfranco Scancarello, le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e il benzinaio cingalese Kelum Da Silva. Motivo della decisione: secondo i magistrati, non ci sarebbero "gravi indizi" a loro carico. La posizione della sesta arrestata, la bidella Cristina Lunerdi sarà esaminata dalla stesso tribunale il 15 maggio prossimo. [...]
[leggi tutto l'articolo] [la stessa notizia nel Corriere.it]
Posted by giuliomozzi at 00:30 | Comments (8)
05.05.07
I fatti di Rignano Flaminio / "Video-choc dei bambini: 'Fai vedere il gioco della scuola' "
di Carlo Bonini
[Questo articolo è apparso oggi 5 maggio 2007 in Repubblica.it. gm] [altri articoli in vibrisse sullo stesso argomento]
ROMA - Un tinello, un divano, il lettone di mamma e papà, un tappeto di morbida moquette ingombro di giochi. Due bimbe che sorridono, scherzano, giocano con la telecamera che sanno le sta riprendendo. La storia nera della "Olga Rovere" comincia da qui. Dalle immagini e le confidenze domestiche raccolte, nel luglio-agosto del 2006, in due dvd (ora agli atti dell'istruttoria), dai genitori di due dei bambini che si vogliono abusati. Per il gip Elvira Tamburelli, "la prova" incontrovertibile della verità sconvolgente di quei racconti, "grazie all'apprezzabile sforzo dei genitori nell'astenersi da domande suggestive o "risposte messe in bocca". Per Franco Coppi, difensore di due degli arrestati, "la prova di come le affermazioni dei magistrati vengano smentite dagli stessi atti che ne dovrebbero essere fondamento. Perché in quelle immagini è evidente e sconcertante tanto la violazione delle norme più elementari dell'approccio ai racconti di un bambino quanto la manipolazione dei suoi ricordi.
Continua a leggere l'articolo in Repubblica.it.
Posted by giuliomozzi at 18:56 | Comments (4)
01.05.07
I fatti di Rignano Flaminio / "Al di qua della siepe"
di Caracaterina
[Nel nuovo sito di Caracaterina, Vaghe stelle dell'orsa, trovo una interessante critica al mio intervento sui fatti di Rignano Flaminio. Qui sotto riporto quello che mi sembra il passaggio cruciale. gm] [altri articoli in vibrisse sullo stesso argomento]
[...] Quando si dichiara di avere paura del potere distruttivo dell’opinione pubblica si fa un’operazione implicitamente ambivalente e obiettivamente conservatrice: si dichiara la propria sfiducia nella capacità popolare di discernimento (capacità che invece è invocata ogni volta che ci siano da mostrare le credenziali della democrazia), si dichiara la debolezza delle istituzioni cardinali della democrazia, come l’indipendenza della magistratura da ogni tipo di potere, non solo politico, ideologico, ma anche sociale e, soprattutto, mediatico. Si mette in campo l’esperienza comune della malattia sociale ovvero dell’irrazionalità e della fragilità degli umani in ambito sociale (non parliamo di quello individuale o, addirittura, intimo), come ammonizione, come memento i quali, allo stesso modo di un’operazione chirurgica che richiede annullamento dello stato di veglia e intervento distruttivo, espongono al rischio della morte dell’operando. [...]
Leggi tutto l'articolo di Cararcaterina in Vaghe stelle dell'orsa.
Posted by giuliomozzi at 18:08
29.04.07
I fatti di Rignano Flaminio / Altri articoli
Segnalo alcuni articoli disponibili in rete, nei quali si dichiarano sui fatti di Rignano Flaminio perplessità simili a quelle che io stesso ho dichiarate in un articolo di un paio di giorni fa. [altri articoli in vibrisse sullo stesso argomento]
Caccia alle streghe a Rignano Flaminio?, di Giuseppe Regalzi.
Un vago sentore di fuffa, di Matteo Bordone.
Orrore a Rignano Flaminio... o no?, nel sito Contaminazioni.
Io, pedofilo (memoriale del processo), di Marco Rovelli.
Inquietudini, di Loredana Lipperini.
Un articolo apertamente innocentista (l'unico che abbia trovato):
Quella villa accanto all'asilo, di Marco Dimitri.
Un interessante confronto:
Pedofilia di Massimiliano Frassi, "il blog più letto nel campo della lotta alla pedofilia" (ipse dixit).
Centro di documentazione Falsi abusi sui minori, "per un'autentica tutela dei bambini e una corretta informazione" (ipsi dixerunt).
[01.05.07. aggiungo:]
Io-non-so-nulla, di Leonardo.
In Carmilla, alcuni estratti dal libro di Luther Blissett Lasciate che i bimbi, con un po' di informazioni sui pretesi "abusi rituali satanici" e sui casi di "sindrome del falso ricordo" (negli Stati uniti d'America).
"La vera storia dei pedofili di Rignano Flaminio" (titolo notevolmente autolesionista), nel sito Il giustiziere: la fabbrica dei mostri di Stefano Zanetti, in varie puntate: [1], [2], [3], [4], [5]
Rignano Salem, provincia di Roma, nel sito Dago Red.
Posted by giuliomozzi at 15:00 | Comments (9)
26.04.07
Pedofilia / Un "copione di effetti speciali sensazionali"?
di giuliomozzi
[Nota: le citazioni da Corriere e Repubblica sono riferite alle edizioni in rete. gm] [altri articoli in vibrisse sullo stesso argomento]
Questo articolo è lungo, pieno di citazioni e un po' confuso. Scrivo peraltro di una storia della quale non so quasi niente, in quanto so ciò che ne hanno scritto alcuni giornali. A Rignano Flaminio, un paese di settemila abitanti a quaranta chilometri da Roma, sei persone sono indagate (se non ho capito male, sono ora tutte in carcere) per atti di pedofilia compiuti su almeno sedici bambini (ma i bambini toccati dalle indagini sono una cinquantina). La ricostruzione dei fatti che fanno i giornali è piena di particolari: i bambini venivano portati via dalla scuola materna durante le ore di lezione, condotti in case private, e qui spogliati e obbligati ad atti sessuali, nonché a partecipare a oscene mascherate: "C'era una cucina grande, con un tavolo lungo e un letto su cui i bambini nudi (quattro) fingevano di essere i figli, mentre [la maestra] Marisa cucinava fingendo di essere la madre", si legge nell'ordinanza del gip (secondo quanto riportato da La Repubblica). "Nella villa c'era pure un signore che si tagliava sul braccio con il coltello. Lo faceva per fare uscire il sangue. Poi metteva le gocce di sangue nel bicchiere insieme a qualcos'altro. E ci diceva di bere..." (dal Corriere).
Ora, questa storia a me ne fa venire in mente altre.
Un copione già scritto?
Ad esempio, la storia dei "pedofili della bassa modenese", sulla quale invito a leggere quanto ne scrisse Gad Lerner in Repubblica (il 9 giugno del 2000): tenendo presente che nei gradi di giudizio successivi (Lerner scriveva dopo un primo grado) quasi tutti gli imputati furono mandati assolti. Anche l'onorevole Giovanardi, in questi giorni, ha rievocato quel caso, dichiarando:
"E' inquietante che i bambini di Roma dicono o gli vengono fatti dire gli stessi racconti dei bambini di Modena e di Brescia, con evidenti forzature che rendono il tutto chiaramente inverosimile. Il pericolo vero è che se qualche violenza è stata consumata, questa venga annegata in un copione di effetti speciali sensazionali che facciano perdere di vista la realtà dei fatti".
E infatti, leggendo gli articoli sui fatti di Rignano Flaminio, ho avuta subito la sensazioen di assistere alla ripetizione di un copione già scritto: nel quale si mescolano pedofilia e satanismo, e nel quale l'orrore dei racconti forniti dai bambini (do per scontato che carte processuali e giornali li riportino fedelmente) è pari solo alla loro incredibilità. (Nel caso dei "pedofili della bassa modenese" si arrivava all'estremo: alcuni bambini avevano dichiarato che alcuni loro coetanei erano stati uccisi nel corso dei riti pedofilo-satanici; e il fatto che questi coetanei risultassero ben vivi non fece venire a nessuno il dubbio nelle dichiarazioni dei bambini qualcosa non funzionasse: veniva preso per vero tutto ciò che non era semplicemente impossibile).
"Molto è scritto"
Il trattamento della storia nei giornali è esemplare. L'Ansa scrive:
Anche se gli investigatori per ora negano l'esistenza di foto e materiale video, la presenza di istantanee e filmati, di cui parlano i bambini, viene citata a più riprese nelle 59 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Tivoli nei confronti dei sei presunti responsabili di violenze sessuali a danno dei bimbi della 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio. "Gli indagati - si legge nell'ordinanza - facevano fotografie e riprese dei 'giochi' dei bambini".
Dove quantomeno si capisce che i bambini hanno parlato di foto e video, e che il magistrato dice che foto e video non ci sono (magari li stanno cercando, come è giusto che facciano, ma per il momento non risultano). Il Corriere scrive invece:
Bambini narcotizzati, drogati. Bambini usati per festini hard e filmini porno. Difficile andare avanti. Difficile crederci. Difficile tutto. Eppure molto è scritto nell'ordinanza d'arresto.
Dove la formula: "Molto è scritto" (ben diversa da un: "Tutto è scritto") è di un ambiguo che mi toglie il fiato.
La Carta di Treviso
Varrebbe la pena di ricordare quanto è scritto nella Carta di Treviso, cioè il protocollo d'intesa stipulato tra Fnsi, Telefono Azzurro e Ordine dei Giornalisti "ai fini di sviluppare un'informazione sui minori più funzionale alla crescita di una cultura dell'infanzia e dell'adolescenza nel nostro paese" (i corsivi sono miei):
a) il rispetto per la Persona del minore, sia come soggetto agente, sia come vittima di un reato, richiede il mantenimento dell'anonimato nei suoi confronti, il che implica la rinuncia a pubblicare elementi che anche indirettamente possano comunque portare alla sua identificazione; b) la tutela della personalità del minore si estende anche - tenuta in prudente considerazione la qualità della notizia e delle sue componenti - a fatti che non siano specificamente reati (suicidio di minori, questioni relative ad adozione e affidamento, figli di genitori carcerati, etc.) in modo che sia tutelata la specificità del minore come persona in divenire, prevalendo su tutto il suo interesse ad un regolare processo di maturazione che potrebbe essere profondamente disturbato o deviato da spettacolarizzazioni del suo caso di vita, da clamorosi protagonismi o da fittizie identificazioni; c) particolare attenzione andrà posta per evitare possibili strumentalizzazioni da parte degli adulti portati a rappresentare e a far prevalere esclusivamente il proprio interesse; d) per i casi ove manchi una univoca disciplina giuridica, i mezzi di informazione devono farsi carico della responsabilità di valutare se quanto vanno proponendo sia davvero nell'interesse del minore.
Mi domando quanto questo protocollo viene rispettato nella narrazione giornalistica di questa vicenda. A prima vista direi: per niente.
I dubbi di Ernesto Caffo
Torniamo ai fatti. Sui fatti avanza seri dubbi anche Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, il quale ha dichiarato all'Ansa:
"Esistono elementi di dubbio. [...] L'impressione che accolgo, da quello che so, è che qui ci sono stati spezzoni di informazioni che non hanno portato ad un' analisi approfondita dei fatti. E' una storia, come spesso accade, che ha elementi di dubbio. [...] Esistono elementi di dubbio. E' uno scenario confuso che a volte può inquinare la realtà. Qui, fra l'altro, c'é un contesto deteriorato dal tempo: qualcosa non ha funzionato, sia nella presa in carico delle testimonianze dei bambini, sia nella rete di intervento". Se si perde tempo, "si perdono i contorni precisi dei fatti, a volte il reale si confonde, è confuso. Come sempre in questi casi, perciò anche in questo, serve prudenza". Sono poi necessari "professionisti, in grado di valutare l'ipotesi di abuso e questo va fatto immediatamente. [...] Qualcosa nella rete dei servizi qui non ha funzionato. E' mancata una regia di intervento. [...] Il bambino non ha una memoria che si fissa. La sua mente può essere condizionata da parole, racconti, condivisioni di altri bambini ed adulti. La dimensione reale può essere confusa. In questo caso, c'é addirittura una comunità ed una sofferenza della comunità. Ecco perché le prime testimonianze sono le più concrete ed affidabili. [...] Vanno evitati i processi senza elementi in mano. E gli elementi vanno raccolti all'inizio del percorso. Spesso storie insignificanti nascondono drammi mentre altre apparentemente più importanti si rivelano non reali".
Certo, per valutare certe cose ci sono i periti. I quali esaminano i bambini e dicono se su di essi vi sono segni fisici o psicologici "compatibili" con i fatti narrati. Va chiarito però che trovare nel bambino un segno "compatibile" con le violenze delle quali sono accusati gli adulti, non significa avere in mano una prova.
Indagini e perizia
Ma dove sono, dunque, le prove di questi fatti? E le prove? Il Corriere va molto per le spicce: "I carabinieri di Bracciano sono arrivati a scoprire tutto", scrive Fabrizio Caccia. Hanno scoperto tutto, i Carabinieri. Punto e basta. Il caso è chiuso.
Carlo Bonini, molto prudentemente, nel suo articolo in Repubblica, lascia parlare a lungo la difesa ed esprime perplessità assai serie:
A Tivoli, il pm Marco Mansi, lavora sui casi di luglio. Come? Il professor Franco Coppi, avvocato difensore di Gianfranco Scancarello, la racconta così: "Cinque dei sei referti medici sui bambini presunte vittime degli abusi sono negativi. Non è stata riscontrata alcuna traccia di violenze anche pregresse. E allora mi chiedo: se è vero che in queste spaventose sedute di violenza di gruppo venivano usati su bimbi di tre anni oggetti profondamente invadenti, come è possibile che non sia rimasta neppure una cicatrice? Che i loro genitori non abbiano notato subito lesioni che nessun bimbo può nascondere? Il sesto caso, poi, certifica una cicatrice interna che non si esclude possa essere congenita". Nessun riscontro medico oggettivo, insomma. Ma, anche, nessuna voce diretta dei bambini. Non li ha sentiti il magistrato. Non li hanno sentiti i carabinieri. Li ha sentiti la dottoressa Marcella Battisti Fraschetti, consulente del pm. Ma - a quanto riferisce Coppi - non ha registrato nessuna delle sue sedute. "Abbiamo solo le sue relazioni scritte. E le parole dei genitori. Pensa che bastino, non dico per una condanna, ma per autorizzare un linciaggio pubblico?". "Certo - conviene il professore - qualcosa in quel paese e in quella scuola deve essere accaduto. Ma cosa è accaduto? E chi sono le vittime e chi i carnefici?".
Attenzione. La Carta di Noto (un documento che raccoglie le linee guida per l’indagine e l’esame psicologico del minore, nato dalla collaborazione interdisciplinare di magistrati, avvocati, psicologi, psichiatri, neuropsichiatri infantili, criminologi e medici legali nel corso del convegno su Abuso sessuale di minore: ruoli e responsabilità tenutosi a Noto nel 1996) dice al punto 2: "All’esperto non deve essere sottoposto un quesito volto all’accertamento della verità sotto il profilo giudiziario"; e al punto 4: "L’esperto deve in ogni caso ricorrere alla videoregistrazione o, quanto meno, all’audioregistrazione delle attività svolte, consistenti nell’acquisizione delle dichiarazioni o delle manifestazioni comportamentali".
La pipì a letto
Ma che cosa ha scritto nella sua perizia il consulente del Tribunale di Tivoli? Naturalmente non lo so, come non lo sa qualunque lettore di giornali. L'Ansa scrive:
L'elenco dei danni che i 16 bimbi avrebbero subito viene fatto nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Elvira Tamburelli. Il consulente della procura ha esaminato ciascuno dei bambini e il lavoro viene definito "particolarmente significativo". Per un bimbo di tre anni e mezzo il consulente scrive che "la reazione di shock traumatica subita ha fortemente inciso sulle sue possibilità di sviluppo, manifesta una forte difficoltà di relazione con il mondo esterno che gli procura uno stato di angoscia molto forte per la sua impossibilità di elaborare i suoi vissuti emotivi e incanalare le sue pulsioni istintuali". Per una bambina di due anni e tre mesi la relazione recita così: "Si è in presenza di un meccanismo perverso legato allo sviluppo della sessualità la cui intensità ha individuato esiti dannosi. Incubi sono presenti ancora oggi anche se in maniera ridotta; ancora oggi un rimprovero suscita nella bambina una crisi con 'enuresi notturna' (la pipì a letto), dolori gastrointestinali e le esperienze vissute hanno alterato la sua percezione del reale e bloccato la possibilità di esperienze infantili legate alla sua età cronologica".
Dove la mia impressione (ma l'Ansa riporta solo alcune righe, presumo da paragrafi conclusivi che riassumono brevemente quanto dettagliatamene esposto nel corpo del documento) è che vengano evidenziati fatti anche molto generici: se un bambino di cinque anni ha incubi e fa la pipì a letto, questi non sono esattamente dei segnali specifici.
"Il mostro nell'armadio c'è sempre"
Mi sembra piuttosto impressionante, tra gli articoli di commento pubblicati dai vari quotidiani, un pezzo di Mariuccia Ciotta uscito nel manifesto (resterà disponibile in rete per una settimana).
Decine di genitori, allertati dagli incubi e dalle ferite dei loro bimbi, hanno a lungo chiesto aiuto, si sono appellati alle istituzioni e invano hanno preteso la sospensione cautelare dei sospetti. Le autorità, però, hanno risposto con sorprendente lentezza. Incredule. In gioco, infatti, c'era l'entità fondante la società, quella "famiglia ideale" che ha vinto contro la materialità dei corpi, la relazione d'amore, la realtà. Due delle maestre arrestate facevano le catechiste in parrocchia, e il parroco ha subito gridato alle "malelingue". Un altro indagato è un personaggio noto, intrattenitore tv di buone domeniche e di zecchini d'oro, che lavoro a un'emittente della Cei [Sat2000] e insegna alla Cattolica. Forse sono tutti innocenti, ma certo rappresentano il luogo intoccabile della retorica familiare, sono loro il "feudo", immaginario, dei valori ai quali molti politici fanno appello. Rignano Flaminio ha dovuto aspettare che l'incantesimo si dissolvesse per essere ascoltato. La complicità, che ha permesso di coprire per tanto tempo gli orrendi crimini, non è fatta solo di notabili o di una rete di fiancheggiatori, ma di un sistema mentale che salda scuola, famiglia e chiesa, e ne fa baluardi contro il male. Il mostro nell'armadio c'era davvero, c'è sempre, e sarebbe bastato aprire quella porta per scoprirlo.
Dove stento a capire come si possa dire: "Forse sono tutti innocenti" (una corretta, seppure a denti stretti, presunzione d'innocenza) e, qualche riga dopo, dare per senza dubbio esistenti gli "orrendi crimini". Ma tant'è: "Il mostro nell'armadio c'era davvero, c'è sempre". Mi vien da dire: non serve nemmeno fare le indagini, basta constatare l'esistenza di un "sistema mentale che salda scuola, famiglia e chiesa". Come possono non essere colpevoli, quelle maestre, se avevano introiettato quel "sistema" al punto di insegnare catechismo?
Dichiarazioni a reticolo
Ma è possibile, ci si può domandare giustamente, che nulla o quasi nulla di reale vi sia dietro queste dichiarazioni dei bambini, queste indagini dei carabinieri, queste perizie, queste decisioni della magistratura? Purtroppo è possibile (non sto dicendo che è così: sto dicendo che è possibile). Parlando del caso dei "pedofili della bassa modenese la psicologa Morena Tartari ricorda il modello delle "dichiarazioni a reticolo" proposto come interpretazione dell'accaduto da diversi periti della difesa:
Il termine “dichiarazioni a reticolo" si riferisce a quei casi in cui vi sono diverse presunte vittime e vari sospetti abusatori; ogni minore denuncia solo una parte dei presunti abusatori e tali denunce si sovrappongono solo parzialmente fra loro; i bambini e i sospetti provengono da un contesto comune e comunque sono legati tra loro (una stessa scuola, uno stesso centro diurno, ecc.); i bambini sono stati intervistati più volte e con metodologie spesso non corrette (domande suggestive); sovente i mass-media sono pesantemente coinvolti; così le dichiarazioni tendono a crescere in numero e in gravità col passare del tempo, coinvolgendo sempre più persone, fino a raggiungere limiti quasi fantastici (mostri, omicidi di massa, cannibalismo, riti satanici, abuso rituale). Si tratta in genere di casi che portano a investigazioni che non giungono ad alcuna soluzione definita. Si ritiene che tali “dichiarazioni a reticolo" partano da una denuncia reale e fondata, ma poi si perdano in un complesso di contagi reciproci, prodotti - come la ricerca ha messo in risalto - soprattutto da ripetute interviste, mal condotte.
Da quello che leggo nei giornali, la mia impressione è che stia avvenendo proprio questo.
Paura
E io ho semplicemente paura. Ho paura della paura e della popolarità della paura. Ho paura della facilità con cui in base a dichiarazioni (non registrate) rese (non a un magistrato) da bambini di quattro-cinque anni, e a dichiarazioni rese dai loro genitori (i quali, a loro volta, hanno sempre i bambini come fonte) si sbattono in galera sei persone, si interviene in questo modo nella vita dei bambini, e si accende l'esca di un cancan mediatico di queste proporzioni.
Una volta si diceva: caccia alle streghe. Oggi la pedofilia è una strega da cacciare. E' una retorica alla quale non si può resistere: sarai mica solidale o garantista con un pedofilo, neh?
[aggiornato il 27.04.07 alle 08.45]
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Articoli e altri documenti che ho consultati:
Ansa. In ordinanza Gip cita foto e video su bambini di Rignano Flaminio.
Ansa. Caffo: esistono elementi di dubbio.
Repubblica. Orrori, veleni, sospetti. La strana storia dell'asilo, di Carlo Bonini.
Corriere. L'asilo degli orrori. Il gip: "Bambini credibili".
Corriere. Il racconto delle piccole vittime: "Dovevamo bere il sangue e fare massaggi alle maestre".
Emilianet. Giovanardi: sulle accuse di pedofilia occorre cautela.
il manifesto. Il lungo silenzio nel paese dei "mostri", di Mariuccia Ciotta.
Sul caso di Modena:
Repubblica. Diavoli pedofili o innocenti? Viaggio nella Bassa spaccata, di Gad Lerner.
Pedofilia e satanismo. L'occhio della stampa locale e nazionale sul caso di Modena, di Morena Tartari.
Carta di Noto.
Carta di Treviso.
Posted by giuliomozzi at 23:54 | Comments (119)




