28.03.08
Una tragedia negata a Perugia e poi a Genova
Lunedì 31 marzo Demetrio Paolin sarà a Perugia, presso l'Università degli Stranieri, a tenere una lezione/presentazione su Una tragedia negata, che svolgerà nell'aula L, primo piano Palazzina Valitutti, nel parco di Santa Margherita, ingresso da via XIV Settembre. (Inizio ore 9)
Il 2 di aprile si terrà la presentazione a Genova con Sabina Rossa, presso la Libreria Finisterre in piazza Trougoli di Santa Brigida. (Inizio ore 18)
Posted by Demetrio Paolin at 09:06
19.03.08
Una tragedia negata su La compagnia del libro
Questa sera alle ore 23.25 su Sat2000 (canale 801 di Sky) all'interno della trasmissione La compagnia del libro, andrà in onda una intervista a Demetrio Paolin autore de Una tragedia negata.
Una tragedia negata, scrive Saverio Simonelli, non è "una tassonomia magari suddivisa per argomenti o annate. Demetrio è andato a caccia del senso (o del non senso) di queste operazioni narrative cercando e trovando invarianti riuscite o mancate".
[Guarda l'anteprima dell'intervista].
[Ascolta le interviste al Gr2 e a Fahrenheit]
[Leggi tutti i "materiali aggiuntivi" a Una tragedia negata]
Posted by Demetrio Paolin at 17:10
14.03.08
Una tragedia negata a Fahrenheit
Oggi pomeriggio (alle 15.30) Fahrenheit, la trasmissione culturale di approfondimento di Radio 3, a pochi giorni dall'anniversario del rapimento Moro e della strage della sua scorta, parlerà del libro di Demetrio Paolin Una tragedia Negata (Il Maestrale).
[Leggi tutti i materiali aggiuntivi a Una tragedia negata]
[Giorgio Boatti parla di Una tragedia negata su Tutto Libri]
Posted by Demetrio Paolin at 10:56 | Comments (0)
21.02.08
Una tragedia negata a Senigallia
Nell'ambito dell'iniziativa dell’istituto Panzini di Senigallia “Lo scrittore della porta accanto”, coordinato da Isabella Balducci, Gianna Cataffo e Giuseppe D’Emilio, venerdì 22 febbraio alle ore 11.30 Demetrio Paolin (autore del saggio Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana, ed. Il Maestrale) parteciperà, insieme a Stefano Tassinari, ad una tavola rotonda sugli anni '70, che si terrà presso lo stesso Istituto. Interverranno anche Alfonso Benvenuto e Fabrizio Marcantoni
[Leggi tutti i "materiali aggiuntivi" a Una tragedia negata]
Posted by Demetrio Paolin at 10:12 | Comments (3)
07.09.07
Link
Un po' di stanca post-agostana, nella Bottega di lettura. Sul banco ci sono solo due libri:
- Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani di Fabio Geda, letto da Paolo Cacciolati;
- Gita al faro di Virginia Woolf, letto da Bartolomeo Di Monaco.
In vibrisselibri abbiamo l'ennesima recensione al romanzo Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola; l'annuncio di una mostra di Eugenio De Medio, autore del romanzo Nenio; e un articoletto sull'incontro Quelli del '77 e quelli del '77!, al quale ha partecipato Demetrio Paolin autore del saggio Una tragedia negata.
Chi avesse seguite le polemiche campiellesche di questi giorni, poi, può trovarne traccia nel mio diario.
Posted by giuliomozzi at 21:35
17.05.07
Sabato 19 Maggio 0re 18.00 presentazione ufficiale di La mania per l'alfabeto al Centro Commerciale Oasi di Tortona
Sabato 19 Maggio alle ore 18.00 al Centro Commerciale Oasi di Tortona si terrà la presentazione ufficiale di La mania per l'alfabeto, e dopo aver chiesto a Tiziano Scarpa, che sta a Venezia, e non può, a Matteo B. Bianchi, che, in quei giorni, è a Berlino, e non può, a Alessandro Cattelan, il vj di Mtv, e inviato delle Iene, e lui, ha detto, è in Sicilia con Total Request Live, e non può, dopo aver chiesto a Giulio Mozzi, che sta a Belluno, e non può, dopo aver chiesto a Franz Krauspenhaar, che non può, sta scrivendo un romanzo, dopo aver chiesto a Gianni Biondillo, che non può, perché in quel momento sta in Puglia - peccato, ma: Biondillo ancora non sa che verso la fine di La mania per l'alfabeto si fa riferimento a un suo scritto, e nemmeno Paolo Papotti lo sa -, dopo aver chiesto a Francesca Genti, che, sostiene, deve fare una lettura, e non può, e dopo aver chiesto [...] [continua]
[...] al Papa, alla Madonna e a tutti Gli Angeli In Colonna, e dopo aver chiesto a Maurizio Torchio, a Davide Bregola, a Marco Peano, a Demetrio Paolin, e dopo aver chiesto a mio cugino Alberto, mi son fatto forza e mi son detto: "Ma, diamine, Marco, fai come hai fatto sempre! Chi fa da sé fa per tre!", e allora salirà sul gran palco nella piazzetta del Centro Commerciale (a destra il Ristò, a sinistra il Punto Pizza) qualche buona persona che mi vuol bene, Emma Locatelli, Giacomo Prati, Suor Valentina, Monica Winters, e saremo in questo Centro Commerciale, che è una cosa proprio sproporzionata (acc!, non ho chiesto ad Antonio Moresco; magari lui può), quelli del Centro Commerciale han fatto delle cose che imbarazzerebbero Totti o Vergassola, ci son questi cartelloni (-oni -oni) con il mio nome grosso (-osso -osso), e la faccia, e il libro, inficcati dentro a degli espositori che pendono dal soffitto, ma son proprio grossi (roba che va bene per Tullio Avoledo, e non per uno scrittoretto appena sfasciato come il sottoscritto), e... ma io non so cosa è venuto alla mente del direttore del centro commerciale!, e però, bene, cosa devo fare? far togliere tutto? fossi fesso! c'è il nome SIRONI che brilla e risplende per tutto il centro commerciale, e in particolare nella libreria Giunti al punto che ha fatto una piramide di libri miei (e non ha venduta una copia una, però), e insomma, io volevo fare una cosa tranquilla nelle librerie tranquille sotto la tranquilla casa mia, e mi ritrovo proiettato in questo mondo-giocattolo a luci stroboscopiche che è il Centro Commerciale Oasi, una cosa che Aldo Nove (potrei provare a chiamarlo) ci farebbe otto trasmissioni per Funari, Pippo Baudo, Pippo Caruso, Pippo, Pluto e Clarabella, e se venisse Andrea Barbieri, se Andrew Barbers rintignasse un alluce nel Centro Commerciale, e vedesse quel po' po' di effettacci speciali, correrebbe al primo punto Internet, per rincagnare al mondo che ai tempi suoi sì che c'erano i poeti, e gli scrittori, e queste baracconate, sì, lui di queste baracconate, uno si sarebbe rifiutato, e allora, io penso, faccio questa mossa: state a casa, dico, non ci venite, dico, alla mia presentazione, dico, perché è roba da impallidire, e da star male, da affermare: "Ma non c'è più una religione!", e io voglio piacere, non voglio essere inviso all'establishment , io voglio piacere all'establishment e vola basso ché se voli alto quelli dell'establishment poi li senti, sì, ma io che colpa ci ho, se quelli del Centro Commerciale, sapendo che son di Tortona, han preparato una cosa improntata al gigantismo?, e lo devo nascondere?, e non lo devo dire?, e si sappia, comunque, che ho trovato il modo di avviare un ciclo di presentazioni al Centro Commerciale, che comincia già, magari, dal mese prossimo, una volta al mese. Dopo la presentazione seguirà rinfresco.
Posted by Marco Candida at 06:52 | Comments (16)
04.05.07
Fino al 17 maggio, e poi ci si rivede
Come già annunciato, tra un po' (e per un po') vibrisse chiuderà. La data fissata è il 17 maggio. [gm]
Posted by giuliomozzi at 12:57 | Comments (15)
26.04.07
Calcio e letteratura 2
Ecco la seconda puntata della mappa del calcio scritto a cura di Saverio Simonelli.
Leggi, se vuoi, anche la prima puntata.
Posted by Leonardo Colombati at 09:42 | Comments (0)
11.04.07
Il poeta scende in campo
In un articolo apparso ieri su Repubblica il poeta Andrea Zanzotto denuncia un progetto che prevede la costruzione di un palazzetto dello sport nell'ultimo spazio verde rimasto a Pieve di Soligo. L'attenzione per l'ambiente, il paesaggio e la natura, sempre presenti nell'opera dello scrittore veneto, si coniuga con l'impegno dell'intellettuale nella societa`. Ne ha parlato a Fahrenheit lo stesso Andrea Zanzotto insieme al sottoscritto.
Se vuoi ascoltare, clicca qui.
Posted by Leonardo Colombati at 16:33 | Comments (4)
03.04.07
Calcio e letteratura
Saverio Simonelli ha redatto una mappa (parzialissima) del calcio scritto.
Posted by Leonardo Colombati at 17:40
30.03.07
Cuore a nudo
E' in tutti i negozi di dischi dal 23 marzo Cuore a nudo, il primo disco solista di Mauro Ermanno Giovanardi (voce dei La Crus).
Registrato nel Teatro Dimora - L'arboreto di Mondaino (RN) nell’aprile del 2006, il disco è un mix tra poesia, teatro e musica d’autore; un immaginario “cabaret del cuore" dove le parole si rincorrono, ora cantate ora recitate, confondendosi una dentro l’altra. Da Shakespeare a Tenco, da Penna a De Andrè, da Fossati a Lodoli e poi ancora Tonino Guerra, Mariangela Gualtieri e Pier Vittorio Tondelli. Il tutto arricchito da struggenti pezzi inediti, impreziositi dalle orchestrazioni di Davide Rossi.
Posted by Leonardo Colombati at 17:23
01.12.06
Indymedia chiude per ricominciare
[testo tratto dalla homepage di indymedia. Se non conoscete questo sito, con i suoi pregi e difetti, dateci un'occhiata. E magari estendete la curiosità alle edizioni straniere: non si hanno mai abbastanza occhi. mm]
Indymedia-Italia a 6 anni dalla sua nascita ha bisogno di ripensare il suo modo di essere media, e per farlo ha bisogno di silenzio, di tacere, ha bisogno di ripartire senza rete e di allargare la discussione a 360 gradi.
Indymedia è nata dalle strade e dalle piazze, luoghi che hanno trovato spazio sulle diverse parti del sito: il newswire, la colonna centrale, le categorie tematiche, i dossier. Ma anche il forum e le mailing-list.
Tutto ciò Indymedia lo ha fatto mantenendo sempre il suo essere network locale/globale che torna nelle strade e nelle piazze a chiudere il cerchio.
Col passare degli anni persone e strumenti sono entrati in conflitto, e il caso più emblematico è proprio il newswire, l'area a pubblicazione libera, diretta e senza filtri (concetti alla base dell'open publishing), intorno a cui si assiste a costanti polemiche su cosa viene nascosto e perché, sulla pubblicazione di foto e filmati che mostrano i visi delle persone, o dei loro dati personali.
Anche le mailing-list sono entrate in crisi, fra scarsa partecipazione e/o difficoltà nelle discussioni, e la ricerca del consenso, ovvero l'armonizzazione delle diverse posizioni e sfumature, è diventata sempre più difficile.
Tutto questo è oggetto di riflessione continua perché il senso critico impone di (ri)mettersi in discussione, sempre, ma il rumore di fondo è assordante e c'è bisogno di silenzio. In modo da poter ascoltare, osservare, valutare e concentrare le proprie energie sulle idee che altrimenti rischierebbero di restare sommerse. Il silenzio serve a questo, e di energie e idee, parliamone insieme, ripartendo da zero.
Indymedia-Italia chiude per ricominciare.
Posted by Mauro Mongarli at 11:41 | Comments (47)
21.07.06
Thomas Pynchon strikes back!
Posted by at 14:55
28.06.06
Marco Candida: Post it
Marco Candida ha firmato qualche ora fa un contratto con l'editore Sironi per un romanzo il cui titolo di lavoro è Post it. La pubblicazione è prevista per la primavera del 2007. (gm)
Posted by giuliomozzi at 15:26 | Comments (20)
16.06.06
I diritti umani degli scrittori
[prendo questa notizia da Il primo amore. gm] Sabato 17 giugno 2006, a Milano, si terrà la seconda "Cattedra dei diritti umani dello Scrittore", dal titolo "Libertà di Espressione, Potere e Terrorismo".
Fondata nel 2005 sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana e in collaborazione con UNESCO, la "Cattedra" è un appuntamento internazionale con cadenza annuale che ha lo scopo di fare il punto della situazione sulla libertà di espressione degli scrittori e dei giornalisti di tutto il mondo e di dare impulso ai canali dell'informazione e della diplomazia perché contribuiscano a salvaguardarne i diritti umani.
L'iniziativa, come spiega il Presidente del P.E.N. Italiano Lucio Lami (Responsabile della "Cattedra"), intende in particolare "tenere viva l'attenzione sul fatto che molti dei Paesi che siedono negli organismi dell'ONU per la salvaguardia dei diritti umani violano apertamente – di fatto – questi diritti.
Da poco è stato istituito il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Questo organismo, tra i suoi 47 membri, comprende tuttavia un ampio gruppo di Stati colpevole di perseguitare regolarmente i dissidenti, soprattutto gli intellettuali, e tra questi moltissimi sono scrittori.
Siamo di fronte a un'enorme ipocrisia, che copre silenzi e connivenze. E' nostro dovere fare del nostro meglio per far sì che nell'opinione pubblica non vengano istillati i germi dell'indifferenza e della rassegnazione su questi problemi."
Nell'edizione di quest'anno interverranno i rappresentanti di 30 Paesi (tra cui Cecenia, Cina, Cuba, Bangladesh, Tibet, Iran, India, Turchia). Si tratta di scrittori che intervengono a rendere pubblico il loro rapporto sulla situazione delle persecuzioni dei diritti umani nel Paese di appartenenza.
Durante la manifestazione verrà presentato inoltre il bilancio sugli atti di repressione perpetrati nel mondo, stilato sulla scorta della Caselist, un elenco di casi compilato annualmente dal Writers in Prison Commettee, sezione del P.E.N. International.
Alla conferenza, aperta alla stampa e al pubblico, saranno presenti anche alcuni scrittori perseguitati nei Paesi d'origine per "reati d'opinione" che renderanno la loro personale testimonianza.
I testimoni presenti in questa edizione provengono da: Cecenia, Cina, Cuba, Turchia, Zimbabwe.
Ad alcuni di loro, la decisione di intervenire personalmente per raccontare il proprio caso e le proprie vicende giudiziarie e umane potrebbe costare l'incarcerazione al ritorno in patria.
SECONDA "CATTEDRA DEI DIRITTI UMANI DELLO SCRITTORE"
"Libertà di Espressione, Potere e Terrorismo"
CON IL PATROCINIO DELLA PROVINCIA DI MILANO E DELLA FONDAZIONE CARIPLO
SABATO 17 GIUGNO 2006
CENTRO CONGRESSI "PALAZZO DELLE STELLINE"
CORSO MAGENTA 61
MILANO
Posted by giuliomozzi at 16:25 | Comments (0)
26.05.06
I migliori romanzi americani di tutti i tempi - Rush finale
Posted by at 17:17
24.05.06
Aspettando la misteriosa varechina è arrivata lei
Posted by Tonino Pintacuda at 07:59 | Comments (2)
22.05.06
Chi vuole pubblicare questo libro?
di giuliomozzi
Una atleta muore, in casa propria, per un aneurisma cerebrale. Il suo fidanzato (che non abita con lei) anch'egli atleta, viene accusato, sei mesi dopo, di averle somministrato sostanze proibite e di averne così causata o favorita la morte. Le indagini sono affidate ai carabinieri, i quali procedono con gran dispiegamento di intercettazioni telefoniche, pedinamenti e perquisizioni. La tesi è: che il nostro uomo appartenga a un "giro" di atleti che, sfruttando il loro vagabondare per il mondo di manifestazione in manifestazione, importino in Italia grandi quantità di sostanze dopanti. Le accuse dunque sono diventate due: l'avere in qualche modo provocata o favorita la morte della ragazza, e il traffico di sostanze proibite.
Il libro, scritto dall'atleta in questione, non fa altro che raccontare, sulla base della memoria e di tutta la documentazione in possesso della difesa, queste indagini. Dalle quali risultano cose pazzesche: ad esempio, che una certa persona viene "identificata" dai carabinieri ("identificare" significa: incontrare personalmente, chiedere i documenti ecc.) in compagnia del nostro atleta, quando in realtà si trovava dall'altra parte del pianeta; che il nostro uomo è accusato del possesso e del traffico di sostanze i cui nomi non corrispondono a nulla; che l'accusa di avere importato in Italia anabolizzanti dagli Usa è sorretta dalla pacifica convinzione che negli Usa gli anabolizzanti si comprino dal fruttivendolo o dal tabaccaio (in realtà lì c'è una legislazione ancora più severa della nostra); e altre chicche.
Cose che sarebbero addirittura divertenti, se non ci andasse di mezzo la vita di un uomo.
Qualcuno è interessato a pubblicare il libro di questo atleta? Visitate il suo sito personale, dove trovate anche la sua email.
[Risposta preventiva a due domande prevedibili. Sì, ho letto il dattiloscritto e l'autore ne ha fatta una revisione seguendo alcune mie indicazioni. No, non intendo proporre questo libro all'editore per il quale lavoro perché si tratta di un memoriale, e non di un'opera letteraria.]
Posted by giuliomozzi at 11:23 | Comments (14)
10.05.06
I migliori romanzi americani di tutti i tempi
Continua il concorso I migliori romanzi americani di tutti i tempi.
Da una lista (pdf) di 175 romanzi, potete scegliere i vostri 10 preferiti.
Per ora, al comando rimane saldamente il signor Melville con Moby Dick, seguito dal signor Fitzgerald con Il grande Gatsby. Ottimi risultati riportano pure i signori Nabokov, DeLillo, Roth, Pynchon e Bellow. Non manca - ovviamente - Il giovane Holden, mentre il vecchio Hemingway fatica un po'. Risale Truman Capote con il suo A sangue freddo (sarà merito del film?), mentre ben piazzato nella Top 10 resta il signor Faulkner con L'urlo e il furore. La "vecchia guardia" tiene con il signor James, mentre i signori Hawthorne, Poe e London sono (per ora) fuori dai giochi.
Ecco la classifica provvisoria, aggiornata al 10 maggio 2006.
Votate (c'è tempo fino al 31 maggio).
Posted by at 11:06
13.03.06
La "Bottega di lettura" è aperta
Ecco. La Bottega di lettura, già misteriosamente annunciata, è aperta. La merce non è ancora tanta (e non è neanche tutta fresca); le pareti sono ancora da imbiancare; gli scaffali sono sbilenchi; ma, in somma, la Bottega è aperta; e quando sarà tutto a posto (garantisce errore404) sarà anche bella da vedere. Si comincia, per ora, col discorso inaugurale, seguito da letture di Francesco Permunian e di Beppe Fenoglio. [gm]
Posted by giuliomozzi at 13:03 | Comments (4)
09.02.06
Miracoli, misfatti, opere e opinioni, lettere e sentenze di Aldo Busi
di Flavio Marcolini
Esce oggi per le edizioni Il Saggiatore il volume Busi in corpo 11. Miracoli e misfatti, opere e opinioni, lettere e sentenze, dedicato dal critico Marco Cavalli allo sterminato corpus letterario di questo scrittore (pp. 528, € 22).
Il 37enne studioso vicentino, che si occupa all’analisi dei testi di Aldo Busi da oltre vent’anni, dimostra in questo libro di possedere una solida metodologia esegetica, assolutamente autonoma e priva quindi di inutili appigli referenziali, con un approccio rigoroso ma libero dalle pastoie accademiche che ingabbiano tanta parte dei lavori di questo tipo.
E questo per diverse ragioni.
Intanto perché quella di Cavalli è una scrittura sorvegliata, scorrevole e coinvolgente (si sente la forma mentis analitica, propria del traduttore dal francese di autori quali Valéry o Sade), che incolla il lettore alla pagina portandolo in un mondo già straordinario di per sé, al quale sa tuttavia aggiungere il fascino e il gusto della ricerca e del ragionamento. E poi perché questa è la prima monografia sul più noto, seducente e prolifico autore italiano contemporaneo, che non solo ha alle spalle ben trentacinque libri ma partecipa da decenni con voce assolutamente originale al dibattito culturale e civile nel nostro paese, senza risparmiare pulci nelle orecchie ai potenti di turno, i quali non hanno potuto far altro che erigergli attorno un cordone sanitario per arginarne la profetica, prorompente e indefessa volontà di pensare e far pensare.
Dopo una cavalcata esilarante di oltre cento pagine attraverso il vissuto esistenziale dello scrittore monteclarense, dall’emblematico titolo “Una diga in piena", il libro si articola in due sezioni, dedicate rispettivamente all'opera letteraria e al Busi privato. Nella prima scorrono i capitoli dedicati ai singoli testi via via pubblicati, nei quali Cavalli classifica, descrive e analizza uno a uno i romanzi, i libri di viaggio, i manuali per una perfetta umanità, la sceneggiatura e tutti i restanti volumi che rivelano una sorprendente varietà e originalità. Nella seconda viene proposto un dossier ricco di documenti inediti dello stesso autore (fax, lettere private, testi giornalistici) e di materiale storicamente rilevante. Qui il lettore potrà godersi, tra le altre cose, un autoritratto esilarante e la ricostruzione di alcune clamorose vicende giudiziarie (tra cui il famoso processo per oscenità subito a Trento nel 1989), le quali in futuro probabilmente saranno lette con la stessa ironia con cui oggi riconsideriamo i processi per oscenità intentati a Flaubert, Baudelaire e Lawrence. Inoltre potrà conoscere alcuni interventi di Busi su argomenti di attualità politica e di costume e, soprattutto, un buon numero di lettere da lui indirizzate a personalità pubbliche, amici e conoscenti, tutti documenti rigorosamente inediti. A chiudere il libro una chicca: due racconti (anche questi mai pubblicati) risalenti al biennio 1973-1974, in cui già sono già presenti la verve stilistica e i temi civili che caratterizzeranno poi le altre opere dell’autore di “Seminario sulla gioventù".
Posted by giuliomozzi at 15:42 | Comments (5)
08.02.06
"La città difficile. Venti racconti da e per Napoli"
L'antologia "La città difficile. Venti racconti da e per Napoli" (Ippogrifo Editore)è la raccolta del Laboratorio di Scrittura Lalineascritta diretto da Antonella Cilento a Napoli.
Dall'8 gennaio 2006 è in libreria "La città difficile. Venti racconti da e per Napoli" antologia degli allievi del Laboratorio di Scrittura Lalineascritta edita da Ippogrifo! I diciassette autori sono stati pubblicati nel corso del 2005 su L'Articolo, supplemento campano de L'Unità, a cura di Massimiliano Amato e Antonella Cilento.
Mercoledì 8 febbraio h 18 alla Feltrinelli Libri&Musica di Napoli (Piazza dei Martiri) presentazione dell'antologia "La città difficile. Venti racconti da e per Napoli" (Ippogrifo Editore), raccolta del Laboratorio di Scrittura Lalineascritta.
e Mercoledì 9 marzo alla Fnac di Napoli Via Luca Giordano 39
Ne discuteranno Marco De Marco, direttore del Corriere del Mezzogiorno, Maurizio Braucci, scrittore, e i curatori Massimiliano Amato, giornalista de L'Unità, e Antonella Cilento, scrittrice e ideatrice e conduttrice del Laboratorio Lalineascritta.
Saranno presenti gli autori.
“Erano molti anni che Lalineascritta, pur "producendo" scrittori giunti a serio esordio come Antonella Del Giudice ("L'ultima papessa", Avagliano, 2005) e Rossella Milone (in uscita per Avagliano, "Prendetevi cura delle bambine") entrambe finaliste segnalate del Premio Calvino, non pubblicava un'antologia dei suoi giovani (e non più giovani) partecipanti.
E' quindi con vero piacere che si presenterà questa selezione di scritti orientati intorno al tema di Napoli e del Sud come luogo difficile da raccontare, sfondo, luogo della storia e nucleo problematico.
I racconti di Marco Alfano, Fosco D’Amelio, Antonella Del Giudice, Umberto De Marco, Michele Di Palma, Aureliana Donadio, Francesca Ferrara, Giusi Marchetta, Rossella Milone, Francesca Picone, Giuliana Riccio, Gaia Rispoli, Viola Rispoli, Edoardo Savarese, Roberta Scotto Galletta, Vera Tummillo, Massimiliano Virgilio saranno presentati l'8 Febbraio alla Feltrinelli Libri&Musica di Napoli a Piazza dei Martiri alle 18:00, il 24 Febbraio a Mondo Libri di Salerno alle 19:30 in via Papio, il 9 marzo alle 18 alla Fnac di Napoli in via Luca Giordano".
L’eresia creativa
Postfazione di Massimiliano Amato
(…) raccontare “la città difficile" implica un ardimento che sfiora l’incoscienza. Non è un caso, forse, che l’opera di scavo sotto la pelle di Napoli sia diventata, negli ultimi tempi, un’attività sempre più residuale. E la trasfigurazione letteraria del malessere cosmico nel quale è immerso l’inferno metropolitano (il doppio omaggio al clichè è voluto) un esercizio retorico, se non ripetitivo, fine a se stesso. D’altronde, un posto in cui la realtà si preoccupa ogni giorno di superare la fantasia è materia, da un lato, per sociologi e cronisti d’assalto; dall’altro, per sfiatati propagandisti di un potere sempre più autoreferenziale. Certamente, è terreno infido per i narratori. Non so (e la cosa, sinceramente, non mi interessa troppo) se gli autori formati da Antonella Cilento nel suo laboratorio sono riusciti a dribblare tutti i luoghi comuni: sia di quelli più direttamente riconducibili alla oleografia antica e recente, sia di quelli generati dagli illusori miti con cui la città cerca di stordirsi da più di un decennio a questa parte, talvolta riuscendovi persino. So però che hanno messo in campo un approccio – narrativo, ma anche oserei antropologico, culturale in senso lato – così originale da capovolgere completamente la lettura dominante della fatica di vivere Napoli, ricacciando oltre i confini della città che ci ostiniamo a immaginare (forse per la prima volta dopo molti anni) il pensiero unico neodeterminista.
E, quindi, eccola, la Napoli neoverista che s’affaccia qua e là nei racconti che sono raccolti in questo libro: né immotivatamente euforica, né astrattamente depressa. Tenacemente aggrappata a una speranza di normalità. Ambizione che di solito naufraga nei guai del quotidiano, quando non viene uccisa dall’overdose di ottimismo indotto e subdolo delle troppe parole d’ordine che inquinano la corretta rappresentazione del reale.
(…)Il respiro affannoso della città è un filo sottile che lega tutti i racconti. Si vede, mi sia consentito, la mano della “maestra". E’ evidente che Antonella è riuscita a trasferire ai suoi allievi la tensione che attraversa le sue opere. Ciascuno, poi, ha rielaborato in modo originale la “lezione". E l’affresco, molto realistico, che emerge è quello di un non-luogo, ossia la risultante, più o meno attendibile, della somma (azzardata) dei tanti luoghi - diversi, conflittuali e non comunicanti tra loro - di cui risulta composta la metropoli. Dal corpo di Napoli, simbolo unitario non più rintracciabile nella realtà, fino alla decomposizione dell’identità cittadina, persa in un labirinto di finzioni. Cercare di coglierne i singoli frammenti attivando la catena di montaggio della fantasia è un bell’atto di coraggio, che approfondisce la linea di demarcazione già tracciata tra il “vecchio" e il “nuovo" modo di rappresentare la città.
L’elastico dell’anima
Introduzione di Antonella Cilento
E’ raro, ma non impossibile, stringere autentiche forme di collaborazione in ambito culturale a Napoli e nel Sud Italia: il libro che avete fra le mani è frutto di autentica passione e di una di queste rarissime e preziose congiunzioni che producono frutti letterari.
Con Massimiliano Amato, che per tutta la breve ma gloriosa vita de L’Articolo, supplemento campano de L’Unità, è stato redattore, curatore e inventore delle pagine culturali del giornale, l’incontro è stato davvero felice: infatti i diciassette autori dei venti racconti che state per leggere sono stati, o sono ancora, partecipanti del Laboratorio di Scrittura Lalineascritta, che da tredici anni tengo a Napoli e da alcuni anni in tutt’Italia, ma sono anche stati – o stavano per essere, quando L’Articolo cessò di vivere – pubblicati sulle pagine curate da Massimiliano Amato per alcuni mesi del 2005.
(…)
Raccontare storie ambientate a Napoli e che trattano la sua difficoltà nei suoi vari aspetti è certo in questi anni una delle sfide più complesse. Perché le scritture non tengono, perché si cade nell’oleografia, perché il peso della quotidianità è insostenibile e lo si traduce male nella scrittura.
I ragazzi e le ragazze del Laboratorio Lalineascritta hanno raccolto la sfida e sono stati capaci di non perdersi, di non mentire pur conservando la fiducia dei lettori, operazione che richiede sempre l’esercizio della menzogna letteraria e alla quale sono stati lungamente allenati. La forma del racconto, specie se breve e costretto dallo spazio giornalistico, può essere una prova importante per la scrittura: costrizioni, paletti, indicazioni, come sapevano bene gli oùlipiennes, sono pane quotidiano per chi scrive.
(…)Questa è la prima raccolta del Laboratorio Lalineascritta da molti anni a questa parte: giunge a proposito, visto che alcune voci iniziano a distinguersi con successo, e di quest’opportunità ringrazio di vero cuore anche l’Editore.
Antonella Cilento
Posted by at 17:39 | Comments (2)
27.10.05
Come accalappiare un uomo, come tenerselo stretto e come scaricarlo
di Flavio Marcolini
Come accalappiare un uomo, come tenerselo stretto e come scaricarlo (pag. 158, euro 13) è la personalissima traduzione che Aldo Busi ha realizzato di un celebre manuale di Zsa Zsa Gabor, cult book americano che fece epoca negli anni '70.
A pubblicarla sono le giovani ma agguerrite edizioni Alet di Padova (pacsatesi a fine estate con la concittadina Meridiano Zero), che puntano con questa uscita a raggiungere definitivamente il grande pubblico che ha da anni decretato il successo di Busi come scrittore imprescindibile per la letteratura contemporanea.
"Scritto con la mano sinistra e con la testa vuota", come Busi stesso ama ripetere ostentando nonchalance, questo libro pirotecnico contiene qua e là piccole e grandi interpolazioni che moltiplicano l'effetto dissacratorio già abbondantemente presente nelle pagine al vetriolo della diva ungherese regina del glamour, scrupolosa impresaria dei propri sentimenti fino a divenire un'oculata collezionista di mariti facoltosi, dal talamo al tribunale.
Lo scrittore monteclarense, in verità, ci mette molto di suo: più che tradurre, rivede e reinventa completamente il vulcanico trittico "in un'atmosfera da vaudeville, con la penna intinta in Kierkegaard" - sono sempre parole di Busi - con l'intento di prodigare alle aspiranti mogli e future divorziate preziosi consigli di ordine pratico, sentimentale, logistico, immobiliare, economico, alimentare, finanziario, razziale, giuridico e legale.
La messa in scena dell'astuto ed elegante gioco estetico della seduttrice che conquista la sua preda cuocendola a fuoco lento con le armi dell'intelligenza e della sagacia, ben celata sotto una apparente frivolezza, richiama davvero qua e là la lezione del filosofo danese. Più finta svampita che reale vamp, la Zsa Zsa Gabor di Busi ci appare quasi una figura demoniaca che passando da un motto di spirito all'altro arriva a possedere tutto degli uomini che si interessano a lei, prima rapiti progressivamente dalla musica ammaliante delle sue multiformi e cangianti svenevolezze, poi presto abbandonati in una logorante disperazione.
e questo comportamento le viene assolutamente naturale, nel suo fluire spontaneo e inarrestabile, capovolgendo con leggerezza il senso dell'innamoramento nella strategia e nel calcolo, nell'interesse e nel puntuale ripensamento. Lungi dal volere possedere fisicamente gli uomini che attraversa, ne desidera il possesso psichico e, ancor più, economico, entrambi gestiti all'insegna della caducità dei sentimenti e della durevolezza dei patrimoni.
Per conseguire il suo obiettivo è disposta a tutto: ora distaccata ora premurosa, ora iraconda ora affettuosa, non mira a nient'altro che rendersi interessante, ben sapendo che può esserlo solo se perennemente appesa all'architrave dell'indeterminatezza. Al contrario per lei, una volta contratti i matrimoni, sono i mariti a perdere presto di interesse e allora la farfalla Zsa Zsa trova ogni mezzo per mollare la preda.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da Seminario sulla gioventù, ma il suo autore conserva tutta intera anche in questa sua trentaduesima opera - che più d'uno sprovveduto potrebbe giudicare minore - la propria impareggiabile maestria, trasformando un breve manuale utilitaristico di "vita sentimentale" e di "economia domestica" che avrebbe potuto anche sembrare datato a 35 anni dalla sua pubblicazione, in una sfavillante passerella di invenzioni lessicali e calembour, all'insegna di un'ironia fulminante e sfacciata.
Basterebbe scorrere l'indice del volume per rendersi conto degli acuminati guizzi di parossismo con le quali Busi pungola anche i lettori più avveduti, costringendoli a rifondare il proprio modo di pensare e vivere il senso dei rapporti fra i sessi.
Le confidenze intriganti, i suggerimenti maliziosi, le mille informazioni necessarie e fondamentali per conquistare un uomo, farlo innamorare e poi, inesorabilmente, lasciarselo alle spalle ricavandone i migliori benefici: tutto ciò diventa, in questa lunga cavalcata attraverso le visceralità dei sentimenti, materia incandescente per ogni cuore e portafogli, in un vero e proprio tripudio della lingua italiana, bulinata da Busi in un serrato corpo a corpo che finisce per dilatare l'area semantica di ogni costrutto sintattico, di ogni morfema, di ogni singolo vocabolo.
Posted by giuliomozzi at 11:21 | Comments (12)




