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15.07.08

Migliore di me

di giuliomozzi

Alexander Stille, in un articolo apparso in Repubblica ieri 14 luglio 2008 e intitolato L'ossessione di Luigi XIV, scrive a un certo punto:

Candidare al Parlamento e assegnare un ministero ad una trentaduenne ex pin-up la cui principale qualifica è chiaramente l’attrazione sessuale del premier nei suoi confronti significa farsi beffe del concetto di governo rappresentativo.

Un dubbio. Non è che, se il governo deve "rappresentare" il popolo italiano (ossia "esprimerlo nei tratti peculiari, incarnarlo", secondo il solito De Mauro), la cosa giusta da fare è appunto candidare al Parlamento e assegnare un ministero ad una trentaduenne ex pin-up la cui principale qualifica è chiaramente l’attrazione sessuale del premier nei suoi confronti? *

Io però non voglio che chi governa sia "come me". Voglio che sia "migliore di me".

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* Esprimo questo dubbio a prescindere dal fatto che
- non mi pare un problema essere trentaduenni (se Zapatero è diventato capo del governo a quarantaquattro, si potrà ben essere ministri a trentadue),
- non mi pare un problema essere state pin-up (e se lo è, facciamo una legge che imponga di prendere le impronte digitali alle pin-up, in modo da impedire loro l'accesso al governo),
- mi pare tutto da dimostrare (se ne chiacchiera molto, da settimane, ma la prova non viene esibita: il che mi fa pensare che non ci sia) che la "attrazione sessuale del premier nei confronti" della "trentaduenne ex pin-up" esista davvero e sia la ragione dell'innalzamento della suddetta alla carica di ministro.

Lettura consigliata: Vanni Codeluppi, La vetrinizzazione sociale, Bollati Boringhieri.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 15.07.08 09:49

Interventi

bravo giulio.
questo è uno dei tuoi migliori interventi. mi piace sopratutto il voglio che chi governa sia migliore di me.
ecco, sì, mi piace tutto tranne l'ultimo punto del post scriptum
:-)
antonio

Pubblicato da: antonio - 15.07.08 10:55

Credo che l'affermazione di Alexander Stille prenda le mosse dalla concezione di "rappresentatività" che viene dal modello di matrice protestante (cfr. Max Weber): per cui l'uomo politico deve essere "rappresentativo" nel senso di "farsi interprete delle esigenze dei cittadini che rappresenta"; e tuttavia, allo stesso tempo deve essere (o sembrare) un cittadino modello. Quindi deve fare tanta beneficenza (es.: Clinton), deve essere un eroe di guerra (es.: Kennedy, McCain...), deve essere inattaccabile sul fronte dell'onestà e della morale (ecco perché Bill Clinton e Richard Nixon hanno passato dei guai). Eccetera eccetera.

Pubblicato da: davide l. malesi - 15.07.08 11:08

(Mi sono fatto questa idea della mentalità di Stille sulla base di quanto ho letto in alcuni suoi articoli e in un suo eccellente libro, "Nella terra degli infedeli")

Pubblicato da: davide l. malesi - 15.07.08 11:13

Antonio, cosa c'è che non va nell'ultimo punto del post scriptum? Ritieni che ciò che io credo sia tutto da dimostrare sia stato dimostrato? Se è così, dove sono le prove?

Pubblicato da: giuliomozzi - 15.07.08 11:27

il guaio è che quelli che governano adesso sono sicuramente meglio di quelli che li hanno votati.
Roberto calderoli compreso...
di cui vorrei ricordare qusta frase illuminante che andrebbe scolpita a caratteri cubitali sopra Palazzo Chigi, specie durante la visita del forse presidente Barack Obama:

"Dare il voto agli extracomunitari, non mi sembra il caso, un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi, dai »

Pubblicato da: catalin - 15.07.08 13:40

No, dissento. Perché "Migliore"? migliore in cosa? Più capace a legiferare e ad amministrare, forse. Migliore è generico.

D'accordo sul fatto che una ex pinup possa, se capace, fare il ministro. Meno sicuro che lo possa fare una pinup nel pieno esercizio delle sue funzioni, e che non abbia dato pubblica prova di poter fare altro, nella fattispecie il ministro della repubblica.
Questi discorsi sono un po' stucchevoli. Una società, che so, scandinava, non ha bisogno di mettere nero su bianco che una soubrette possa o non possa fare il ministro. Non lo fa e basta. A meno che non abbia dato prova di poterlo fare. Quindi la domanda è: la Carfagna ha dato, precedentemente alla sua nomina, pubblica prova di poter fare il minsitro? (e la Gelmini? neanche, se per questo).
E cosi' veniamo all'ultimo punto, il più controverso: nessuno pensa lo possa dimostrare. Tuttavia se non si ha dato pubblica prova di capacità di poter fare il ministro, lo sarà diventata per qualche ragione. E perché mai sarebbe improprio pensare a quel motivo lì? Non è umano? Sarebbe la prima volta?
Ezio

Pubblicato da: Ezio - 15.07.08 15:02

Giulio,
penso che non ci si debba interrogare su Mara Carfagna Ministro che rappresenterebbe gli italiani, ma sul metodo usato dal Premier per scegliere i Ministri e sul fatto che si circondi di figure senza spessore (foto?!?) che siano manovrabili a bacchetta: non è che, se il governo deve "rappresentare" gli italiani, la cosa giusta da fare è appunto eleggere un premier che così operi?

Saluti

Pubblicato da: vella - 15.07.08 15:04

Migliore: che è più ricco di qualità positive e doti morali (De Mauro).
Ho amici e amiche omosessuali, alcuni addirittura - scusate il termine - conviventi, i quali in aperto contrasto con le dichiarazioni della Carfagna ("per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare") si ostinano a fingere di essere innamorati. Io, complice, li sostengo. Chi è più ricco di doti morali, io o il ministro? Dal momento che quella dichiarazione è stata rilasciata un anno prima delle elezioni (la Carfagna l'ha data, la prova di poter fare il ministro), deduco che la maggioranza degli italiani attraverso il voto abbia risposto che sono più ricchi lei e Berlusconi. Secondo la maggioranza degli italiani chi governa è migliore di me. Io mi sarei accontentato di qualcuno come me. Chi ha ragione?
P.s.: sono pure fidanzato con un'extracomunitaria, il peggio del peggio.

Pubblicato da: Giuseppe Sforza - 15.07.08 16:08

Io non mi interrogo su Mara Carfagna ministro. Mi interrogo su ciò che scrive Alexander Stille.

Un attore è stato presidente degli Usa, e un altro governa oggi la California.

Il vero problema di Mara Carfagna è che una donna. Sandro Bondi è enormemente servile e vanesio e leccalecca nei confronti dell'attuale presidente del Consiglio dei ministri. Ma siccome è un maschio, nessuno ipotizza che sia diventato ministro perché ha fatto pompini a Berlusconi.

Ezio, quali prove deve fornire una persona perché si possa dire che ha data pubblica prova di poter fare il ministro della Repubblica?

Pubblicato da: giuliomozzi - 15.07.08 16:12

Un Premier che telefona al direttore di Rai Fiction per raccomandare delle ragazzotte piacenti è un magnaccia. Mi dispiace, ma, purtroppo, ha ragione Di Pietro. Non conosco ancora le doti politiche della Carfagna, ma se il metodo di reclutamento dei ministri è uguale a quello delle attrici, stiamo freschi!
Io non ce lo vedo Gordon Brown telefonare al direttore della BBC per raccomandare qualche smandrappata...

Pubblicato da: fabiobussotti - 15.07.08 16:34

Secondo me però rispetto a Bondi, nel caso Carfagna si fa un passo più in là, perché almeno Bondi una storia politica alle spalle ce l'aveva. La nomina di C. da il 'la' al pensiero che un ministro della repubblica può benissimo non possedere né esperienza specifica, né vagamente attinente, né generica (perché comunque ha 32 anni).
Un ministero si può attribuire da oggi con un atto di volontà affrancato da ogni ragionevolezza: 'libito fé licito in sua legge'.
In più questo metodo di scelta è servito non per attribuire un ministero qualsiasi, bensì quello delle pari opportunità, cioè il ministero che dovrebbe difendere la capacità e la competenza sopra tutte le altre determinazioni di un individuo.
Diciamolo, Berlusconi sta costruendo un percorso sociale per niente occulto di accettazione dell'inaccettabile. Mentre quelli prima di lui facevano tutto di nascosto (e direi con mete meno ambiziose).

Pubblicato da: andrea barbieri - 15.07.08 17:21

Giulio, tu avresti polemizzato anche con chi giudicava stravagante l'idea di fare senatore un cavallo. Perché no, in fondo? C'è scritto da qualche parte che non lo può fare?

In certi casi non è la legge, ma la società civile a produrre le proprie norme. E la società civile ha una sua coscienza se qualcuno contribuisce a formarla, per esempio con l'indignazione.
Se Totti (per me immenso giocatore) fosse nominato ministro dello sport non sarebbe legittimo indignarsi senza spiegarne per filo e per segno la ragione? Si può avere un legittimo pre-giudizio basato su dati oggettivi (chi ha fatto cosa fino ad oggi per meritare di essere nominato ad una alta carica dello stato)?
Se una società accetta che Carfagna possa fare il minsitro delle pari opportunità e Totti possa fare il ministro dello sport (perché in fondo, ma sì, vediamo cosa combina, magari sarà pure meglio di altri apparentemente più titolati di lui - magari il cavallo senatore avrebbe fatto meno danni di tanti senatori uomini) è chiaro che "possono farlo".
Non penso si debba produrre un curriculum vitae: la loro stessa vita parla per loro, o no?

(poi mi chiedo: quanto a Bondi che differenza c'è? Bondi effettivamente ha fatto pompini - ancorché metaforici - a Berlusconi. La mia idea personalissima è che Carfagna puo' non aver fatto nulla a B. ma le ragioni per cui occupa quel posto sono le stesse: la sostanza non cambia. L'indignazione resta la stessa. La offendo di meno se le concedo di non essersi "abbassata" a tanto? forse sì. Per gli interessi generali della società cambia qualcosa? direi di no).
poi c'è chi, come Girolamo Di Michele sostiene che erano peggio Pollastrini & Lanzillotta. E io ne posso convenire (i suoi ragionamenti mi hanno abbastanza convinto), e potrei dire che alla fine della legislatura avrà fatto più danni il titolato Brunetta che non la non titolata Carfagna. Ma questo non sposta di niente il mio sconforto.
Ciao
ezio

Pubblicato da: Ezio - 15.07.08 17:23

Quello sopra è un pensierino sul paragone Carfagna Bondi di Giulio.
Poi che Stille pensando di dare una stoccata a Berlusconi, dica qualcosa che invece per lui è origine di vanto, non vedo come potrebbe essere messo in discussione. Sembra davvero che per fronteggiare Berlusconi non si riescano a trovare risorse intellettuali, nemmeno in giornali importanti come Repubblica.

Pubblicato da: andrea barbieri - 15.07.08 17:31

Ezio, ma non è mica un problema di cosa combinano i ministri di Berlusconi, il problema è il tipo di parole che viene opposta all'operato di questi ministri.
Il tipo di parole è inconsistente!

Pubblicato da: andrea barbieri - 15.07.08 17:35

Non abbiamo una classe dirigente. Questo è sicuro. I motivi sono tanti e non è il caso di elencarli. Ci ritroviamo tra i piedi personaggi che dire mediocri è un complimento. Tuttavia, in mezzo al mucchio, qualcuno, per miracolo, si salva sempre. Anche la Carfagna o Bondi, perché no. Tutto può accadere. Il nostro è il Paese di padre Pio, facciamocene una ragione. Ora, però, non mi importa che la Carfagna abbia avuto un passato di pin-up o un fugace rapporto con il Premier. Non me ne importa niente e chi l'attacca su quel piano compie una vigliaccata e si macchia di moralismo. Il problema è la credibilità di chi ti nomina a ricoprire quel ruolo. Se diventi ministro di un governo Berlusconi, parti con un handicap grave rappresentato appunto dalla non credibilità del nominatore. La gente non saprà mai se sei su quella sedia perché preparato e competente o perché sei amico di..., cugino di..., perché sei un leccaculo o perché hai delle belle tette. Questo è il dramma, non possiamo mai sapere di chi fidarci...

Pubblicato da: fabiobussotti - 15.07.08 18:12

Appunto, "il problema" è che "il tipo di parole che viene opposto all'operato di questi ministri" è "inconsistente".

Carfagna ha meno storia politica alle spalle, rispetto a Bondi, perché è più giovane (diciassette anni di meno). Peraltro ha una storia più coerente.

Io non mi scandalizzerei se Francesco Totti fosse nominato ministro dello sport.

Pubblicato da: giuliomozzi - 16.07.08 08:40

A proposito dell'attrazione di Berlusconi per M. Carfagna, Veronica Lario scrisse una lettera a Repubblica. Forse bisognerebbe chiedere a lei.

Poi, non capisco perche' limitare Totti al ministero dello sport. Perche' non agli Esteri, o all'Economia.

Pubblicato da: k. - 16.07.08 09:31

Ecco dove sta il problema, l'anomalia italiana: non scandalizzarsi se Totti (o la Carfagna) dovesse fare il ministro.

Io mi scandalizzerei: il ministro dovrebbe farlo una persona capace, con esperienza, competenza e possibilimente acculturato (passatemi quest'ultima espressione). E tutto quello scritto da Devide Malesi più sopra.

Giulio, purtroppo non hai commentato il mio post precedente, mi sarebbe interessato (in sostanza, il punto non è la Carfagna in sè, e nemmeno in quanto donna).

Ultima cosa: appunto perchè è più giovane di Bondi, appunto perchè non ha storia politica, non dovrebbe fare il ministro.
Con tutta la gente che invece quelle cose le ha!!!!.

Saluti

Pubblicato da: vella - 16.07.08 09:47

Credo che Mara Carfagna stia per presentare un suo progetto di legge. Non sarebbe il caso di giudicarla su quello?

Pubblicato da: riccardo ferrazzi - 16.07.08 10:31

Sì.

Pubblicato da: fabio bussotti - 16.07.08 11:07

Cioè Riccardo (Ferrazzi), vuoi dire che ora non è il caso di approfondire lo stile argomentativo degli editorialisti di Repubblica, perché domani - forse - ci sarà ben altro di cui occuparsi?

Pubblicato da: andrea barbieri - 16.07.08 11:45

No. Giudicare Carfagna dai progetti di legge che firmerà (non siamo così ingenui da pensare che li scriverà anche) è già legittimarla.

Ma... anche XY i progetti di legge non li pensa, non li scrive, ma li firma soltanto. Ma XY, se è persona seria, ci mette un timbro politico. Io, XY, che faccio politica a Cernusco Lombardone, incapace di leggere e di scrivere, di quello che mi ha scritto il mio assistente mi prendo la responsabilità che il mio ruolo, e il mio noto generoso e ruspante impegno garantisce.
Carfagna sul suo progetto di legge ci mette il suo nome, la polemica sul suo nome. Nulla.

Insomma, teniamoci sta Carfagna e non ne parliamo più.
Ezio

Pubblicato da: Ezio - 17.07.08 09:08

...buffo nessuno ha speso due parole su colui a cui si deve, in ultima istanza, la ratifica della nomina a ministro

Pubblicato da: cletus - 17.07.08 23:35

Come sarebbe che nessuno ha speso...? E io che ho detto?

Pubblicato da: fabio bussotti - 18.07.08 10:10

@Celtus
Anch'io ho speso, anzi, ho detto che si sarebbe dovuto spendere proprio lì e non altrove

Pubblicato da: vella - 18.07.08 12:54

Mah Cletus, più o meno era quello il senso anche di quello che ho detto io. La poveretta colpa non ha.
Ezio

Pubblicato da: Ezio - 18.07.08 13:04

qualcuno ricorda, ai sensi della Costituzione, chi è che accoglie nelle sue mani il giuramento dei ministri ?

Pubblicato da: cletus - 18.07.08 13:44

@ cletus
tu ricordi, ai sensi della Costituzione, come possa opporsi il Presidente della Repubblica alla nomina e al giuramento dei ministri?

Pubblicato da: Carlo Cannella - 18.07.08 13:55

TITOLO III

IL GOVERNO


Sezione I

Il Consiglio dei ministri.



IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
I PRESIDENTI

LA COSTITUZIONE

ATTIVITA' DEL CAPO DELLO STATO

GLI UFFICI

LE ONORIFICENZE



Art. 92.
Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.


Pubblicato da: cletus - 18.07.08 19:59

Resta il fatto che la nomina del Presidente del Consiglio è per il Presidente della Repubblica un atto puramente formale. Nella realtà viene "nominato" dagli elettori. Anche la proposta dei ministri è di fatto un "atto di cortesia", in quanto la Costituzione non dà al Presidente della Repubblica la facoltà di rifiutare il consiglio del premier.

Pubblicato da: Carlo Cannella - 18.07.08 20:14

Oggi arrivare sul raccordo è stata un’impresa.
Infatti ci ho rinunciato:
Sono tornato indietro e sono passato dalla litoranea.
Fa stare meglio, si scorre, la velocità non sarà folle, c’è la concreta possibilità di rimirare dei bei fondoschienai, e se proprio vuoi strafare, tenendo giù i finestrini, arriva una gradevole brezza dal mare.

I semafori sono andati in tilt perché non presidiati dai vigili urbani, ovvero l’elemento umano che corregge anni di allegre dimenticanze delle varie giunte (tutte) che si sono succedute sugli scranni del Campidoglio.[*]

Sul motivo della loro assenza, a lungo, gli automobilisti graziosamente sequestrati nelle loro scatolette di latta, molte delle quali da finire di pagare (compresa la mia), immagino si saranno soffermati a lungo, dato il tempo avuto a disposizione.

Una delle tesi più bizzarre è che la colpa sia delle dichiarazioni attribuite ieri sera, da più o meno tutti i titoli di testa dei TG nazionali, al ministro Brunetta, facenti perno sulla possibilità di licenziare i dipendenti pubblici “pizzicati” a fare il secondo lavoro, spesso in nero (non si intende con quest’espressione che facciano i croupiè ai casinò, ma che percepiscano reddito non dichiarato e pertanto non assoggettabile fiscalmente.

Ora, posto che la belligerante iniziativa abbia davvero luce, potremo dormire sereni (un 3% di approvazione giusto nel caso in cui, il dipendente risulti assente per svolgere una seconda attività. magari contando sulla complicità di un collega “pianista” (nel senso di Montecitorio, non Jazz).
Ma per tutti coloro che lo fanno dopo il canonico orario di lavoro, quindi senza frodare il datore di lavoro Stato (cieè noi) finalmente il Sol dell’Avvenir, potrà, con forza, bucare la coltre di melassa buonista fin qui lievitata, e la sana rabbia popolare (fa niente se per ora di una singola “casta”) potrà, tosta, venir fuori.

Quando ho ascoltato le notizie, da radiouno, in particolare da Zapping, non volevo credere alle mie orecchie. In studio, o in collegamento con, poco importa qui, c’era il ministro in parola.
Nessuno degli ascoltatori (almeno di quelli che hanno avuto la possibilità di parlare, cioà vado a braccio, circa uno solo…) ha avuta la capacità di formulare la seguente domanda al ministro.
Scusi, ma Lei dove vive ?
Ha idea in cosa si sostanzi l’ammontare di uno stipendio pubblico ? In che cosa riposa la sua idea che possa essere bastevole ad affrontare un costo della vita che non ha eguali, nella nostra tormentata storia repubblicana ? Mai letto il Sole24ore ? E dato un’occhiata ai costi, galoppanti, di mutui, interessi sugli stessi, abitazioni, viveri, generi d’abbigliamento, e se un figlio si rompe un dentino giocando nel cortile della scuola con gli amichetti, ha idea di cosa è in grado di chiedere un comune dentista ?

Ecco, credo che lo zelo del ministro, nella sua crociata contro i fannulloni, rappresenti poco più che un esercizio di stile. Lasciando sostanzialmente le cose immutate. Gongoleranno i datori di lavoro in nero (mica pochi…a giudicare da quanto costa mettere in regola un cristiano), e le paghe, giocoforza, saranno ancora più risibili….sa c’e’ il rischio che ci pizzichino….c’ho n’attività…devo sta attento…pe fa nfavore a lei mica me posso trovà co le pezze…

Pertanto, dietro questo fantasioso “return to alcatraz”, leggo tutta l’indifferenza verso le condizioni che costoro, per primi, hanno contribuito a creare. A partire da colui che ha sentenziato il cambio dell’euro a 1936.27 (quando, vado a braccio, la moneta forte europea e’ semrpe stata ritenuta dai mercati delle valute, il marco tedesco e che questo mai abbia superato la soglia di cambio a 1050 lire). Poi con tutta la pletora di asini che gli e’ andata dietro, evitando il periodo di transizione del doppio prezzo indicato sulle merci, e infine, altra vera e propria perla della BCE, la mancanza dell’Euro di carta. A Roma, quello in moneto, lo chiamiamo “Piotta” proprio come la cara vecchia moneta da 100 lire (e ho detto tutto).

. Intanto volendo stimare il costo delle migliaia di motori accesi e incolonnate, ferme (fa caldo e il condizionatore lo montano anche le Panda), il carburante consumato grazie alla graziosa assenza dei vigili, compete, per entità, col PIL di qualche paesino emergente del continente sub asiatico.

La rivoluzione pertanto Dobbiamo gioire, a breve l’incazzatura sociale arriverà a toccare valori che nemmeno i rigori falliti con la Spagna saranno in grado di eguagliare. E. in fondo, la brezza marina non è poi neanche male.

Perché non ci va più spesso anche lei, signor Ministro ?


[*} per i non romani: I vigili consentono alle auto di passare anche quando il semaforo indica il rosso, decongestionando in modo importante il traffico.

Pubblicato da: cletus - 18.07.08 20:50

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