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05.07.08

[2] Dato il magnaccia, indovinate la puttana

di giuliomozzi

[seconda parte] [leggi la prima]

E già che ci siamo, notiamo con quanta finezza Dario Cresto-Dina, nell'articolo in questione, allude verso metà articolo alle

telefonate imbarazzanti nelle quali il Cavaliere parlerebbe delle particolari qualità di alcune sue ministre,

mentre alla fine ricorda

la lettera inviata [da Veronica Lario] a Repubblica dopo gli apprezzamenti rivolti dal marito a Mara Carfagna durante la cena di gala dei Telegatti: "Se non fossi già sposato, la sposerei subito". Era il gennaio del 2007".

Provo a tradurre il tutto in lingua esplicita:

Silvio Berlusconi e Mara Carfagna hanno avuto (e/o forse hanno ancora) una storia di sesso. Berlusconi, non si sa bene se per premiare Mara Carfagna o per comperarne il silenzio, l'ha fatta ministra. Di questo, nelle famose intercettazioni napoletane, ci sono importanti indizi o addirittura le prove.

Carlo Cresto-Dina non scrive letteralmente questo. Lo dà a intendere. Facciamo un po' di casi:

1. le telefonate "nelle quali il Cavaliere parlerebbe delle particolari qualità di alcune sue ministre" in realtà non esistono.
2. le telefonate esistono, ma il gruppo Repubblica/L'Espresso non le ha ancora nella sua disponibilità.
3. le telefonate non esistono, ma colui che ha fornito al gruppo Repubblica/L'Espresso le prime trascrizioni assicura che esistono.
4. le telefonate non esistono, e la loro esistenza è un'invenzione del gruppo Repubblica/L'Espresso.
5. le telefonate esistono e sono nella disponibilità del gruppo Repubblica/L'Espresso, che sta valutando l'opportunità di pubblicarle dal punto di vista della deontologia professionale e dei rischi legali.
6. le telefonate esistono e sono nella disponibilità del gruppo Repubblica/L'Espresso, che ha proposto a Silvio Berlusconi un affare: noi non le pubblichiamo, e tu in cambio ci dài questo e quest'altro (lo scambio potrebbe essere economico, politico, o - per coerenza - magari anche sessuale).
7. le telefonate non esistono (nel senso che non ne esistono le registrazioni) ma la storia è vera, e i giornalisti del gruppo Repubblica/L'Espresso sanno che nessuno può essere certo di non aver detta al telefono, magari tre anni prima, una parola o una mezza parola; perciò si divertono a tenere sulla graticola Silvio Berlusconi.
8. le telefonate non esistono (nel senso che proprio non esistono) e la storia non è vera ma è credibile e non smentibile (difficile immaginare che Silvio Berlusconi e Mara Carfagna, a reti unificate, dichiarino: "Non abbiamo mai fatto sesso"): perciò i giornalisti del gruppo Repubblica/L'Espresso si divertono a tenere sulla graticola Sivio Berlusconi.
Ci sono altri casi ipotizzabili, probabilmente.

(Un lettore: "Ma a noi che ce ne importa se Silvio Berlusconi e Mara Carfagna hanno avuta una storia di sesso?". Risposta: "Niente. Ci importa vedere come funziona Repubblica.it, e qual è la sua moralità").

Infine:

Antonio Di Pietro ha dato del "magnaccia" a Silvio Berlusconi. Se c'è un "magnaccia", c'è almeno una "puttana". Se prendiamo per buono ciò che dà a intendere Repubblica.it, la "puttana" è Mara Carfagna.

Ho sentito voci levarsi indignate per l'epiteto gettato su Silvio Berlusconi. Non ho sentito voci levarsi indignate per l'epiteto implicito gettato su Mara Carfagna.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 05.07.08 12:41

Interventi

Adoro il pettegolezzo. Quindi amo le forzature, le interpretazioni personali e fuorvianti, gli orpelli e le insinuazioni, le pugnalate alla schiena. Odio, viceversa, la fredda cronca, soprattutto quella che si attiene ai fatti. Quest'ultima è povera di verità.

Pubblicato da: rodolfo - 05.07.08 15:59

[Ho cancellato un commento insultante. giuliomozzi]

Pubblicato da: valentino - 05.07.08 17:12

Mah, quello che mi da fastidio della ex calendarista carfagna è l' aria da madonnina infilzata che ostenta in qualunque foto ministeriale ( oltre che il perbenismo e il moralismo di molte sue prese di posizione politiche)
Che la Carfagna e il padrone dell' italia siano andati assieme sono fatti loro... ma se la carfagna è diventata ministro, stpendiata con i soldi MIEI di contribuente... e c' è una qualche relazione fra questo fatto e il suo "affaire" con il padrone d' italia.. la cosa mi indigna e parecchio!!

Pubblicato da: padroncino - 05.07.08 20:02

Prima di indignarsi, aspetterei che la "relazione" tra i due fatti venga provata.
Dare a intendere che la "relazione" vi sia, senza essere in grado di provarla, non è un comportamento accettabile (secondo me).
Diverso è se uno dice esplicitamente: non ne ho le prove, ma stando agli indizi (che ci sono, sia chiaro) dichiaro che ne sono convinto. In questo caso il comportamento mi sembra accettabile (in quanto c'è un'assunzione di responsabilità).

Pubblicato da: giuliomozzi - 06.07.08 14:30

A proposito di "moralità" dei giornali, riporto il modo in cui è stata trattata "fotograficamente" la notizia, qui in provincia di Frosinone, della morte, nella notte tra venerdì e sabato, dopo 43 giorni di coma, di un noto macellaio del capoluogo ciociaro.
Salvatore Francone un mese e mezzo fa ha avuto un incidente stradale di ritorno dal mare: si è scontrato con una mucca che attraversava la strada, ha sbandato, ha perso il controllo della vettura ed è uscito fuori strada.
Ora, a parte le locandine, sulle quali per decenza sorvolerei - giocate sul binomio macellaio/mucca - Ciociaria Oggi e La Provincia hanno messo accanto alla foto della vittima, quella della mucca morta.
E già questo abbinamento a me pare di cattivo gusto.
Però, Il Tempo di Frosinone si è superato: evidentemente in mancanza di altre foto, nell'articolo che occupa mezza pagina, hanno inserito quella di un paesaggio, che pare alpino, con due mucche in primo piano.
è mai possibile, mi chiedo io?
Far diventare grottesca e ridicola una tragedia, non è immorale?

Pubblicato da: Gianluca Minotti - 06.07.08 15:58

Che Mara Carfagna sia ministro è di certo preoccupante, se i suoi meriti sono quelli che il gossip le attribuisce. Ma non è meno triste sapere che nel precedente governo erano ministre Barbara Pollastrini, moglie di Pietro Modiano, direttore generale di Intesa-San Paolo nonché banchiere multato dall'ABI per i propri disinvolti comportamenti (e se perfino l'ABI arriva a multarlo c'è da pensar male), e Linda Lanzillotta, consulente della Morgan Stanley, una delle banche responsabili del fallimento (avvenuto o prossimo) di molti enti locali con i cosiddetti "contratti derivati". E il precedente governo non ha fatto alcunché per limitare lo strapotere delle banche e della finanza. Sarà un mio chiodo fisso (cosa vuoi, uno dei comuni falliti proprio grazie ai contratti derivati è il mio, Taranto), ma se Carfagna manca(va) di gusto ad ostentare la propria anatomia, altre più eleganti e vestite ministre hanno scheletri ben più fetenti nell'armadio, proprio o del marito. In un paese che non sa più praticare l'arte del sospetto e si ferma alle apparenze patinate, la colpa di Mara Carfagna rischia di essere proprio quella di aver mostrato se stessa in copertina, invece di nascondersi nelle pagine interne della sezione "economia e finanza", dove nessuno va a cercare.
Scusa l'amarezza, ne approfitto per augurarti buone vacanze.

Pubblicato da: girolamo - 06.07.08 17:23

Quando è stata nominata ministro, di Barbara Pollastrini conoscevo l'impegno pluriennale (discutibile? non discutibile?) in una serie di campagne sociale e culturali (come quella sul referendum sulle staminali); quando è stata nominata ministro Linda Lanzillotta ho pensato a) al di lei marito (Bassanini), b) rimproverandomi di aver pensato a lei come "moglie di" ho pensato ai numerosi anni in cui ha rivestito la carica di assessore alla programmazione finanziaria del Comune di Roma (qualcuno sogghignerà e dirà: e infatti guarda com'è finito, dando ragione ad Alemanno, quando la sua reputazione era, invece, sempre stata altissima).
Quando è stata nominata minsitro la Carfagna ho pensato a quello che faceva la Carfagna.

Ce la caviamo dicendo che il mio atteggiamento è certamente ingenuo e quello di G.DiMichele è certamente scaltro e avveduto?
Ezio

Pubblicato da: Ezio - 07.07.08 11:05

Io, come enzo, ho lo spesso atteggiamento (ingenuo?)
Eppoi, mettiamo che la possibilità numero 1 ipotizzata da Mozzi sia quella vera (che nella sostanza è equivalente alle ipotesi 2,3,4).
Rimane il fatto che nella sua campagna pro-casta anti intercattazioni, il Presidente del Consiglio abbia lui stesso alluso al fatto che a Napoli ci siano intercettazioni calde calde (e non pertinenti a procedimenti penali).
Allora il cortocircuito: per montare il polverone e far passare la legge ci vuole un al lupo al lupo, poi Repubblica gli fa il pruriginoso eco.
Di quà e di là, messi malissimo siamo.

Pubblicato da: vella - 07.07.08 12:50

Io, come enzo, ho lo spesso atteggiamento (ingenuo?)
Eppoi, mettiamo che la possibilità numero 1 ipotizzata da Mozzi sia quella vera (che nella sostanza è equivalente alle ipotesi 2,3,4).
Rimane il fatto che nella sua campagna pro-casta anti intercattazioni, il Presidente del Consiglio abbia lui stesso alluso al fatto che a Napoli ci siano intercettazioni calde calde (e non pertinenti a procedimenti penali).
Allora il cortocircuito: per montare il polverone e far passare la legge ci vuole un al lupo al lupo, poi Repubblica gli fa il pruriginoso eco.
Giornali e politica, messi malissimo siamo.

Pubblicato da: vella - 07.07.08 12:50

L'episodio della tragedia del macellaio di Frosinone se non fosse vero sarebbe sublime. Degno di "è la stampa, bellezza". Io ho smesso da tempo di associare "stampa" a "moralità". Peraltro non trovo banale ne' scontata la conclusione.
Il dramma del macellaio è un doloroso fatto privato dei suoi familiari. Il giornale lo fa diventare un "racconto", dai tratti intrinsecamente ironici, e lo tratta con lo stesso cinismo che - mi sia concesso - chiunque avrebbe usato nel raccontarlo al bar.

Ora, un giornale nel raccontare una storia di questo tipo puo' permettersi di utilizzare lo stesso cinismo di una conversazione privata? E la conversazione privata, nel caso in cui alle nostre spalle, in quel bar, si fosse trovata a passare una sorella/figlia/moglie della vittima sarebbe stata meno volgare?
E ancora: l'episodio del macellaio di Frosinone è davvero una "tragedia" o solo uno sfortunatissimo incidente dalle crudeli conseguenze? O diventa una "tragedia" nel momento in cui viene raccontato dal giornale? E ci sarebbe stato giornale al mondo che avrebbe trattato la notizia in modo più "rispettoso"? E anche quando il giornale non avesse fatto commenti (né con le parole né con le immagini a corredo) non avrebbe comunque inflitto una violenza ai familiari (lasciando trapelare, fra le righe, un'autentica macabra ironia nel fatto)? E onestamente: quanti giornali locali al mondo avrebbero omesso di dare la notizia (l'unico modo che mi viene in mente per rispettare davvero il dolore dei parenti della vittima)?
C'è una inevitabile discrasia fra pubblico e privato. O no?
Ezio

Pubblicato da: Ezio - 07.07.08 13:57

Ezio, quello che volevo dire è che nel precedente governo le due ministre di cui sopra hanno attivamente cooperato ad una politica attivamente "esposta" verso gli interessi dei grandi gruppi finanziari e bancari, cosa della quale in molti non si sono accorti. Che abbiano meriti politici pregressi (in altro momento te lo contesterei, ma facciamo conto che sia così) aggrava, e non sminuisce, il loro ruolo. Quello che intendevo dire è che ci sono livelli di compromissione che vanno oltre la copertina patinata dei nudi di Mara Carfagna, ai quali facciamo meno attenzione. Ma se i lavoratori del comune di Taranto non sanno (e andrà avanti così per anni) se a fine mese saranno o meno pagati, dal momento che il comune è stato messo in mora, la colpa è dei contratti derivati, e dei banchieri che ci hanno speculato sopra, e dei/delle loro referenti in politica, non dei capezzoli al vento di Mara Carfagna. Che probabilmente, per le conoscenze che ha, quando sentirà parlare di queste cose in consiglio dei ministri poco ci capirà, e alzerà la mano per votare come dice il capo. Ma Pollastrini e Lanzillotta capivano benissimo.

Pubblicato da: girolamo - 07.07.08 15:44

L'argomento del mio articoletto è il modo in cui un quotidiano di importanza non trascurabile tratta una certa notizia.

Pubblicato da: giuliomozzi - 07.07.08 18:54

Girolamo, così a prima vista come non essere d'accordo? E tuttavia: per la Pollastrini - verso cui peraltro non nutro alcuna simpatia politica - si tratta di addebitarle colpe non sue ma del marito e non mi sembra carino (la sua responsabilità nella conoscenza dei meccanismi e nei rischi dei contratti derivati non penso sia più grave di quella dei ministri competenti solo perché moglie di).
Secondo: non per difendere la banche (per l'amor del cielo!) ma in generale i responsabili dei contratti derivati sedevano/siedono nelle amministrazioni comunali. A Taranto quanto a Milano quanto a Roma.
E le responsabilità mi sembrano davvero innumerevoli (dalla Banca d'Italia in giù).

Ezio

Pubblicato da: Ezio - 07.07.08 19:03

Ezio, se ci fosse una legge che consentisse di vendere pistole cariche a chiunque ne faccia richiesta, minorenni compresi, te la sentiresti di dire che la responsabilità dei morti per gli scontri tra street-gangs sarebbe solo di chi spara? E se in presenza di tale legge un governo nulla facesse per abolirla, te la sentiresti di assolverlo dalle colpe? E se ministre di tale governo degli ignavi sbandierassero la loro condizione di "quota rosa" e la propria femminilità (più o meno come altre sbandierano le proprie tette) in progetti fittizi (poniamo i Dico) per i quali minimamente si sognano di mettere sul tavolo le proprie dimissioni al primo intoppo, ed anzi dessero ampie prove di accondiscendenza (ops!: leggi "realismo politico"), ed in compenso omettessero di usare le proprie intelligenze e conoscenze nel settore armi?
(Poi ci sarebbe anche quella storia della moglie di Cesare che dev'essere al di sopra di ogni sospetto perché Cesare governi, ma è roba da Sandro Pertini, cosa vuoi che sappiano nel PCI-PDS-DS-PD della moglie di Cesare...)

Pubblicato da: girolamo - 08.07.08 01:26

Ma l' ipotesi che queste telefonate siano solo piene di fantasie erotiche di patetici uomini anzianotti...? Perchè la storia o le storie si danno per già consumate? Propendo per l' ipotesi dell' invenzione pura, ma della realtà delle telefonate.

Pubblicato da: marila - 09.07.08 09:25

dici che non hai sentito voci indignate alzarsi contro l'epiteto implicito a Mara Carfagna, però anche tu, due volte, dici che l'Espresso/Rep si diverte a tenere sulla graticola Berlsuconi. e Mara Carfagna non è su una graticola?

Pubblicato da: puntino - 09.07.08 12:35

dici che non hai sentito voci indignate alzarsi contro l'epiteto implicito a Mara Carfagna, però anche tu, due volte, dici che l'Espresso/Rep si diverte a tenere sulla graticola Berlsuconi. e Mara Carfagna non è su una graticola?

Pubblicato da: puntino - 09.07.08 12:35

"però anche tu" mi è sfuggito. volevo solo dire che ho notato quel che ti ho scritto di aver notato. non volevo intendere che è hai fatta una cosa simile a non alzare una voce indignata.
forse, mi è sembrata una mancanza di considerazione (in quanto tale, simile).

Pubblicato da: puntino - 09.07.08 12:38

Puntino, non ho capito quello che hai scritto.

Pubblicato da: giuliomozzi - 09.07.08 16:13

giulio, già.

rifaccio:

Al punto sette, scrivi "... i giornalisti del gruppo Repubblica/L'Espresso ... si divertono a tenere sulla graticola Silvio Berlusconi" e al punto otto, scrivi "... i giornalisti del gruppo Repubblica/L'Espresso si divertono a tenere sulla graticola Sivio Berlusconi".
Ho notato, e volevo far notare anche a te, che in entrambi i casi non scrivi "...si divertono a tenere sulla graticola Silvio Berlusconi e Mara Carfagna".
Ho pensato, sbagliando, che l'avessi omessa perché consideri che solo o principalmente lui possa esser tenuto sulla graticola dai giornalisti.
invece penso adesso che l'hai omessa perché presumi che i giornalisti si divertono a tenere sulla graticola lui, non lei.

mi ero confusa. ho commesso un errore di lettura e un errore di pensiero.


Pubblicato da: puntino - 09.07.08 17:39

Capito. Ho scritto come ho scritto perché, secondo me, a quei giornalisti nulla importa di Mara Carfagna. Non è lei l'obiettivo.

Pubblicato da: giuliomozzi - 10.07.08 11:46

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