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18.04.08

Voglio che si vedano

di giuliomozzi

Vedo oggi che una persona ha inserito in calce a uno dei Prossimamente che vado inserendo qui in vibrisse un paio di commenti osceni. Sono stati inseriti ieri sera, li ho visti stamattina. Mi sono detto: "Adesso li cancello". Poi mi sono detto: "Eh no, non li cancello proprio. Voglio che si vedano. Non vedo perché dovrei tutelare un deficiente risparmiandogli di apparire in pubblico per quello che è: un deficiente".

E voglio che si vedano, in particolare, perché sono oscenità rivolte a una donna. Voglio che si vedano perché da quando mi trovo in mezzo al magico mondo delle lettere italiane sento tirare un'aria di razzismo sessuale che fa paura. Mi è successo decine di volte, qui in vibrisse, di pubblicare articoli (miei o d'altri) nei quali si parlava di opere letterarie scritte da donne: e veder spuntare subito il commento osceno. Se poi pubblichi una foto - come mi sono permesso di fare in questi giorni - hai proprio la garanzia che un deficiente si presenterà, a esibire la sua deficienza.

Alla persona ritratta nella foto che sto lentamente svelando, auguro solo di non avere alcun successo. Perché, se avrà successo, su di lei e sul suo corpo i deficienti si accaniranno. Delle donne che hanno avuto un qualche successo in letteratura, in questi ultimi dieci o quindici anni, ho sentito dire di tutto. Pettegolezzi. Allusioni. Discorsi espliciti. Esimi scrittori maschi, esimi critici maschi, quando si parla di libri scritti da donne, velocissimamente arrivano al corpo e alla sessualità: "E' una figa", "E' lesbica", "E' una puttana", e via dicendo: e nessuna di queste affermazioni è un complimento (al modo maschile, suppongo: se la disprezzo in quanto figa lesbica e puttana, vorrà dire che non voglio altro che farmela), tutte sostituiscono un giudizio sull'opera. Ci sono scrittori maschi, a bizzeffe, in Italia, e non mi è mai capitato, dacché vivo in questo magico mondo, di sentir liquidare le loro opere con battute simili a quelle che sento dire sulle scrittrici donne: non ci sono neanche le parole, nella nostra lingua, per fare battute simili.

Li lascio al loro posto, quei commenti osceni. Non farò all'ignoto autore la grazia di proteggerlo. D'altra parte lui è tremebondo, uno dei canti tremebondi che, chissà, si sentono pure forti e potenti perché vanno in giro per la rete a depositare anonimamente in tutte le sedi le prove provate della loro deficienza.

("Ehi", dice uno, "ma non è anonima anche la donna della fotografia?". "Sì, certo", rispondo. "Ma solo per qualche giorno ancora. Dovete avere un po' di pazienza").

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 18.04.08 08:28

Interventi

grazie da una donna

Pubblicato da: ilse - 18.04.08 17:36

è proprio così, proprio come dici tu: "perché da quando mi trovo in mezzo al magico mondo delle lettere italiane sento tirare un'aria di razzismo sessuale che fa paura". fa veramente paura, ed è verissimo. sperimentato sulla mia pelle.
mi associo a Ilse. Grazie da una donna.

Pubblicato da: Gaja - 18.04.08 18:03

Prima scena: un occhio tagliato da una lama (é Bunuel, scusate ma non trovo la tilde).
Domanda: ma perchè proprio l'occhio?
Risposta: perché l'occhio simbolicamente rappresenta l'organo genitale femminile.
C'è chi sfregia con arte e chi sfregia e basta.
Grazie da una donna

Pubblicato da: adrianaiacono - 18.04.08 18:39

Sì, è una cosa infame. Grazie anche da parte mia! Anna L.B.

Pubblicato da: lambertibocconi - 18.04.08 20:48

Allora, signor Mozzi:
Chi ha scritto il post che ha scatenato questa incontenibile furia, è una donna (ha la fica in mezzo alle gambe). Tutto è partito da una battuta: c'era chi commentava la bellezza dell'occhio di sinistra, chi quello di destra. Quindi ho scritto "facci vedere la fica che facciamo prima". Se fosse stato un uomo avrei scritto "facci vedere il cazzo che facciamo prima", mi sembra ovvio. Io volevo solo dire di smetterla con queste menate del "prossimamente", e mi perdoni se ho osato toccare la fica, per raggiungere il mio scopo. Questa è casa sua, e lei è liberissimo di mandare affanculo chi la disturba. Ma scatenare tutto questo, addirittura un post in rosso, per una battuta che niente aveva a che vedere col razzismo sessuale, mi sembra da deficienti (si interroghi lei, quindi, su chi è il\la vero\vera deficiente, qui). Nelle poche righe firmate "pagliccio", non c'era nessun giudizio sull'opera che il pagliaccio femmina nemmeno sapeva essere un'opera (perché quel "prossimamente" reiterato, è un espediente da scemetti, semplicemente fastidioso). Le consiglio il Tavor. Può cominciare con mezza pasticca da un milligrammo. E si vergogni. Veramente si vergogni per questo post in rosso nel quale ha fatto confluire i suoi problemi, non quelli di fantomatici razzisti sessuali.

Pubblicato da: pagliaccio - 18.04.08 23:27

Questa/o donna/uomo (uomo, comunque, credo) non sta bene. Giulio, cancella, cosa stai a ciarlare con 'sta gente?

Pubblicato da: Livio Romano - 19.04.08 00:54

smascherare insane abitudini - perchè poi ci si abitua e non ci si fa più caso- mi sembra un buon esercizio.
e se lo dici tu che le patrie lettere le frequenti da molto, non stento a crederti.
pur essendo uomo, condivido e solidarizzo.
quanto agli auguri di successo, visto che si scrive per farsi leggere, se la signora se lo merita, che ne abbia, e molto.
leggeremo

Pubblicato da: cristiano prakash dorigo - 19.04.08 07:47

Per sostenere la causa sollevata da Mozzi.
Sul sito di Bartolomeo Di monaco, nell'incipit, viene segnalato un romanzo scritto da una donna, Ada Zapperi Zucker, intitolato La scuola delle catacombe, ediz. Il Filo. L'ho chiesto all'editore grazie alla segnalazione e l'ho letto. E' un gran bel libro. Lo consiglio ai palati fini, a quanti credono che i romanzi non necessariamente devono essere infarciti di "schifezze."

Pubblicato da: Felice Muolo - 19.04.08 10:30

In realtà, si tratta di racconti. Ma non guasta.

Pubblicato da: Felice Muolo - 19.04.08 10:48

Pagliaccio/a, secondo me hai prodotto tre volgarità imperdonabili. Hai trattato assurdamente Mozzi da detentore del potere dimostrando l'intelligenza di un lombrico che ingoia una zolla di terra. Ti sei servita di parole che possono offendere quella donna solo per sbeffeggiare Mozzi, l'hai utilizzata insomma come mezzo. Infine hai fatto tutto questo agitando la bandiera della purezza antipubblicitaria.
Tre stronzate al prezzo di tre, assai simile allo stile (stile?) di Letteratura universale.

Pubblicato da: andrea barbieri - 19.04.08 12:08

Ma perche' vi fate tanti problemi? Querelatelo, cosi' va a sproloquiare davanti ad un giudice.

Pubblicato da: GiusCo - 19.04.08 12:19

E' possibile inoltre aggiungere... che il raffinato autore del post, ha sbagliato in pieno il genere di sito e di interlocutori?

Pubblicato da: AT - 19.04.08 16:41

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