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18.03.08
"Una legge che permetta l'accesso a internet solo grazie a una licenza"
(ANSA) - ROMA, 12 MAR - Anoressia, bulimia, reati a sfondo sessuale, pedopornografia e adescamento online. Sono solo alcuni dei rischi in cui possono imbattersi i minori navigando in rete. Al tema della prevenzione e della repressione dei reati è stato dedicato oggi a Roma il convegno ”Dignità e diritti dei minori: rischi e abusi su internet”. Unanime la proposta richiesta alla prossima legislatura: una legge che permetta l’accesso ad internet solo grazie ad una licenza. ”Non basta l’intervento della comunita’ serve anche l’intervento delle autorita”’. E’ quanto sostiene l’avvocato Gianmarco Cesari, presidente dell’Osservatorio Vittime Lidu, lega italiana dei diritti dell’uomo e organizzatore dell’evento. Al centro del dibattito la voglia di combattere la violazione della dignità umana dei minori attraverso azioni concrete. Sono blog, chat line e siti internet i veri luoghi di incontro dei ragazzi, ma troppi sono i pericoli che si nascondono dietro l’angolo. I dati parlano chiaro: ogni giorno, ad esempio, si contano ben 450.000 accessi a blog che incitano i giovani all’anoressia e alla bulimia. E’ contro ”la seconda vita virtuale”, quella che vivono gli adolescenti della ”generazione digitale”, che si sono mobilitate molte Associazioni, come quella di Psicologia, clinica e giuridica, Telefono Azzurro, ma anche università.
Il commento di Massimo Mantellini in Punto Informatico. Ho trovato il testo dell'Ansa qui.
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 18.03.08 10:57
Interventi
Capisco le motivazioni di base ma, credo che questa legge sia sbagliata. E' come proporre di bruciare tutti i libri che parlano dell'olocausto per evitare che le giovani generazioni possano ispirarsi ai principi nazisti! Assurdo...
Pubblicato da: gloutchov - 18.03.08 12:05
Mi sembra una proposta assurda. Di questo passo servirà una licenza per vivere dato che, tutte queste cose, si verificano ANCHE in internet, ma purtroppo fanno parte integrante della vita. E sottoscrivo in pieno quanto scritto da gloutchov.
Pubblicato da: Giacomo Brunoro - 18.03.08 12:36
Se mettessero a livello EU una tassa d'accesso a internet, magari a chi gestisce un sito e differente per settore e dimensione (che so, per le aziende: svago, 1000 euro l'anno, cultura: 200 euro l'anno, sport: 500 euro l'anno; per i privati: svago 100 euro l'anno, cultura 20 euro l'anno), non mi dispiacerebbe. Oramai la rete sta diventando una cloaca a cielo aperto: cazzeggio therapy. Bene, paghiamo dunque la banda, l'attenzione e la fiducia che chiediamo, io ci sto. Sono disposto a pagare fino a 200 euro l'anno per tenere aperto il mio sito.
Pubblicato da: GiusCo - 18.03.08 15:11
sì, facciamo dei corsi per il patentino di uso di internet! Faciamoli europei!
Affidiamoli alla Microsoft, che li trasformerà in corsi di Explorer (esiste ancora InternetExplorer?)
e poi facciamogli un processo per "abuso di posizione dominante" nel mercato.
E se poi i ragazzini diventano emo a causa del corso di Explorer, vai con una nuova azione legale contro BG!
Pubblicato da: Paolo S - 18.03.08 16:28
No, vi prego, l'ultima cosa immensamente gratuita che è rimasta. Lasciamola così com'è, grazie. Piuttosto, esistono, nei più comuni pacchetti applicativi, dispositivi che impediscono o limitano l'uso del pc da parte di chi non dovrebbe. Che i genitori dei minori a "rischio" li usino e li facciano funzionare.
Quantificare, poi, fino a che cifra si è disposti a pagare per poter gestire il proprio sito, mi sembra ancora più assurdo.
Pubblicato da: Plessus - 18.03.08 21:05
E' come il rogo dei libri. La stessissima cosa. Ed una possibile pratica paventata da chi veramente capisce nulla di internet, perché proprio tecnicamente, a livello di programmazione, sarebbe un lavoro immane e tranquillamente hakerizzabile. Come è già stato detto, esistono software per impedire l'accesso a determinati siti. Ma poi, il problema è sempre lo stesso: se io ho un figlio di dieci anni, e lo lascio da solo connesso, è come se lo lasciassi in piazza: può trovare di tutto. La bagascia e la santa, la camomilla e il wiski. Bisogna capire che non è internet, il male. Il male è questo mondo, nel senso che questo mando è pieno di male. Del Male, in una altra ottica. Se ci fosse una licenza per affrancarsi dal Nemico del genere umano, cercherei sicuramente di acquisirla.
Pubblicato da: emanuele t - 18.03.08 21:26
A proposito di Tasse, in Italia pare si dovrà avere la partita Iva per avere un sito internet (anche un blog):
http://www.articolo21.info/notizia.php?id=6367
Pubblicato da: Giacomo Brunoro - 19.03.08 09:08
Ma, Giacomo: l'articolo che citi dice che "se un soggetto Iva utilizza un sito web per divulgare informazioni relative all'attività esercitata anche solo a scopo pubblicitario, deve indicare nel proprio spazio web il numero di partita Iva". Non mi sembra che ciò significhi che "si dovrà avere la partita Iva per avere un sito internet (anche un blog)", come tu scrivi. O ho capito male?
Pubblicato da: giuliomozzi - 19.03.08 10:26
Ha ragione Giulio. La legge dice che chi ha la partita iva e usa il sito a scopi commerciali deve indicare la P.I. nel sito (roba vecchissima).
Pubblicato da: Edo - 19.03.08 19:16




