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05.02.08

La terza vita di Una tragedia negata / 3

Questa volta nei materiali aggiuntivi a Una tragedia negata è il turno di Luca Rastello, autore di Piove all'insù (Bollati Boringhieri). Ne lascio qui uno stralcio: "In realtà c'è un elemento che corrobora la tua tesi: in quel tempo non si aveva la percezione di quanto il parricidio, che si manifestava nel rifiuto del lavoro e nel rifiuto della presa del potere, fosse articolato. Queste due caratteristiche hanno avuto una portata che abbiamo potuto misurare solo decenni dopo. Cosa significava rifiutare il lavoro come "destino"? Da un lato significava vedere lucidamente il mondo di adesso, il mondo precarizzato di oggi, il mondo della comunicazione e della frammentarietà (non è un caso che i migliori copy siano i "sopravvissuti" di quel periodo); ma dall'altro il rifiutare il lavoro come destino e il potere come obiettivo erano due scelte enormi rispetto ai modelli precedenti, anche rispetto all'organizzazione morale. Non a caso la forma immediata e superficiale della ribellione fu l'immoralità, la contiguità con la criminalità comune, l'ambiguità nei rapporti sessuali. C'era un cambiamento antropologico che, in qualche modo, sovvertiva le gerarchie e i valori. C'era un depotenziamento della responsabilità".

Leggi Una tragedia negata: materiali aggiuntivi /3.
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Pubblicato da Demetrio Paolin, il giorno e l'ora: 05.02.08 13:19