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14.02.08

Carlo non sa leggere

di Carlo Dalcielo

Giovane donna che legge, di Pablo PicassoCarlo, che sono io, non sa leggere. Legge moltissimi libri. Dei libri che ha letti, Carlo non ricorda una sola parola. Tutto ciò che Carlo ricorda dei libri che ha letti, sono le cose che ha viste. Mentre legge, spesso Carlo chiude gli occhi. A volte si addormenta. Mentre dorme, Carlo vede le cose. Quando si sveglia, riprende a leggere. Non sempre riprende dallo stesso punto, perché non si ricorda il punto preciso nel quale si è addormentato. A volte, mentre Carlo dorme, il libro si chiude, o si sfoglia, o cade dal bracciolo della poltrona o dal letto. Ci sono dei libri dei quali Carlo ha lette neanche metà delle pagine; altri libri dei quali ha lette più e più volte sempre le stesse pagine. Quando legge una pagina che ha già letta, magari più e più volte, Carlo non riconosce le parole. Carlo non riconosce le parole perché non le vede. Se nella pagina c’è la parola «porta», Carlo non vede la parola «porta»: vede una porta. Se nella pagina c’è la parola «azzurro», Carlo non vede la parola «azzurro»: vede che le cose che sta vedendo si colorano di azzurro. Ogni volta che Carlo rilegge la pagina in cui c’è la parola «porta», la porta che appare alla vista di Carlo è una nuova porta. Ogni volta che Carlo rilegge la pagina in cui c’è la parola «azzurro», le cose che vede si colorano di un azzurro diverso. È solo quando nella pagina compaiono dei nomi propri di persona, come ad esempio «Mario», «Raymond», «Liz», «Evelyn» o «Alioša», che Carlo non vede nulla. Non vede le parole «Mario», «Raymond», «Liz», «Evelyn» o «Alioša», e non vede nemmeno dei corpi che possano corrispondere alle parole «Mario», «Raymond», «Liz», «Evelyn» o «Alioša» allo stesso modo in cui una porta – una qualunque porta – può corrispondere alla parola «porta». Così, ogniqualvolta in un libro compare, ad esempio, la parola «Raymond», Carlo non riconosce – poiché non la vede – quella parola, e vede che nella scena vengono compiute delle azioni, e non vede chi le compia, e non sa – non può saperlo – che a compiere quelle azioni è lo stesso Raymond che compariva – segnalato dalla parola «Raymond» – in altre scene: e quindi l’unica cosa che sa fare, Carlo, è immaginare che lui stesso, Carlo, in quella scena compia quelle azioni. Più precisamente...

Leggi tutto il racconto di Carlo Dalcielo in Il pittore e il pesce.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 14.02.08 12:54

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