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29.02.08

L'organigramma di Andrea Comotti diventa un libro da ascoltare (e qui potete ascoltarne un pezzetto)

Andrea Comotti, L'organigrammaIl 16 novembre del 2006 vibrisselibri iniziava la sua vita pubblica dando alla luce due libri: il saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata e la prima parte del romanzo di Andrea Comotti L'organigramma, intitolata El largo adiós. Seguiranno, appena le nostre forze ce lo permetteranno, la seconda e la terza parte. Ma se avete fretta, tra poco potrete approfittare di un'occasione senza pari. L'organigramma, infatti, sta per diventare un libro da ascoltare: con parole, musica, suoni e tutto il resto. Se ne volete ascoltare un assaggio in Mp3, vi basta cliccare qui.

Tra l'altro, il numero uscito proprio in questi giorni della rivista Nuovi argomenti ospita un estratto dalla prima parte de L'organigramma. Il che non può che farci piacere.

Se vi siete incuriositi: con un semplice clic potete scaricare gratuitamente L'organigramma. (Ah: anche la copertina).

Faq. Ma che storia racconta, L'organigramma? Eh, una bella storia. Nicotrain è uno scrittore di gialli milanese. Nei suoi romanzi inventa soluzioni reali a casi polizieschi e giudiziari non ancora risolti. Ha successo, guadagna un bel po’ di soldi, e realizza il suo sogno: si compra una casa sul lago. Durante i lavori di ristrutturazione si accorge che dietro una falsa parete c’è uno scatolone di fotografie. Guarda. Riconosce. Il luogo, l’occasione, persino alcune facce: Piazza Fontana. Quel 12 dicembre. Nicotrain ricorda: c’era anche lui, quel giorno, arrivato sul posto subito dopo l’esplosione, richiamato dalle voci che già correvano. Di bocca in bocca. Di sirena in sirena, per le vie di Milano... E chi è l'autore? Andrea Comotti è nato nel 1947. Ha lavorato nell'editoria. Nel decennale della morte di C. E. Gadda ha curato una mostra biobibliografica a lui dedicata e un’antologia, La Milano dispersa di C. E. Gadda, di brani gaddiani sposati a immagini coeve della città di Milano. E chi è l'editore? E' GoodMood. E che differenza c'è tra il libro scritto e quello da ascoltare? Il libro da ascoltare è un adattamento, realizzato da Lucio Angelini. Tanto per dare un'idea: se il libro scritto consiste di circa 800 cartelle, il testo dell'adattamento è di circa 150 cartelle.

Posted by giuliomozzi at 22:44 | Comments (0)

27.02.08

Testamento biologico

di giuliomozzi

Altri articoli in vibrisse sullo stesso argomento.

Ho quarantott'anni e, sinceramente, spero di arrivare alla morte in condizioni decenti. Il dizionario di Tullio De Mauro, alla voce "decenza", dice: "Convenienza, decoro, pudore rispetto alle esigenze etiche della collettività". Quando penso alla decenza, invece, io penso alle "esigenze etiche" mie proprie. Quali siano queste mie "esigenze etiche", io solo lo so: e non lo so ora per allora (un "allora" futuro), ma lo so in ciascun momento per quel momento. E' possibile, peraltro, che io mi possa trovare, in un certo momento della mia vita, nell'incapacità di stabilire quali siano le mie "esigenze etiche" in quel preciso momento. Perciò - è questo il testamento - dico e dichiaro, qui e pubblicamente, che desidero che in quel certo momento possano decidere, abbiano il diritto e il dovere di decidere, in mio nome, quali siano le mie "esigenze etiche", le persone che mi amano.

Sospetto che "le persone che mi amano" non sia una definizione precisa - dal punto di vista giuridico. Credo che questa difficoltà sia inevitabile. Credo che la legge possa dire solo cose del tipo: che decida in mio nome la persona a me unita in matrimonio (o in altro tipo di unione), il parente più stretto, eccetera. Non mi dispiacerebbe però se, piuttosto che la legge, la consuetudine o la giurisprudenza conducessero a individuare la persona, o le persone, che possa o possano decidere, in quel certo momento, quali siano le mie "esigenze etiche". Peraltro, sarei portato a pensare che il diritto e il dovere di decidere quali siano le mie "esigenze etiche" spetti semplicemente a chi scelga di prendersi la responsabilità di decidere quali siano le mie "esigenze etiche". Credo che il fatto stesso che una persona sia disponibile ad addossarsi tale responsabilità (con tutti i rischi legali, sociali, morali eccetera che ciò comporta) basti a identificare questa persona come persona che mi ama.

Non sono sicuro di tutto questo, e non sono sicuro di averlo detto bene. Prendete le parole del secondo capoverso come un tentativo provvisorio. Se qualcuno vuole e può aiutarmi a formulare con più giustizia e più precisione, lo ringrazio.

Ho detto prima che quando penso alla "decenza" penso alle "esigenze etiche" mie proprie. Difatto, per ora, è così. Ho il sospetto, tuttavia, che se penso solo alle "esigenze etiche" mie proprie forse penso solo a metà. Non sono solo al mondo. Tutta la mia vita è intrecciata a tante altre vite. Mi domando: le "esigenze etiche" mie, e quelle delle persone alla cui vita è intrecciata la mia vita, in che maniera si intrecciano? In che modo diventano "esigenze etiche" condivise?

La parola "esigenze", poi, mi convince poco: come se l'etica fosse un fatto di esigenze ("esigenza": "ciò che si richiede a tutela di un diritto o di un interesse o per propria convenienza" - sempre il De Mauro), e non invece (o almeno: anche; e piuttosto: soprattutto) un fatto di desideri ("desiderio": "intenso moto dell’animo che spinge a voler ottenere o realizzare qualcosa che si considera un bene").
Mi piacerebbe, ecco, morire in modo da ottenere o realizzare un bene. E se in quel momento io fossi incapace di agire, decidere o parlare, mi piacerebbe se, nell'accompagnarmi alla morte, le persone che mi amano fossero guidate dal desiderio di ottenere o realizzare un bene.

Vorrei morire come una creatura.

(E se spettasse a me, di prendermi la responsabilità di decidere sulla decenza del morire - ossia sul desiderio etico nel momento del morire - di una persona che amo? E se spettasse a voi?).

Il mio testamento è questo: credo che chiunque deciderà per me, deciderà per amore; e sarà responsabile della sua decisione. ("Decidere per amore" e "essere responsabili": due modi, mi pare, di dire la stessa cosa).

Posted by giuliomozzi at 23:51 | Comments (26)

25.02.08

Domenica 9 marzo, ore 17, Piacenza

Il pittore e il pesce. Una poesia di Raymond Carver, un'opera di Carlo Dalcielo

Inaugurazione: domenica 9 marzo alle 17, a Piacenza presso la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi, (come arrivarci).

Chi è Raymond Carver lo sanno tutti. Per sapere chi è Carlo Dalcielo, cliccare qui. Per sapere tutto sulla faccenda, cliccare sulla copertina qui sopra.

Posted by giuliomozzi at 10:10 | Comments (1)

22.02.08

Marco Candida, Il diario dei sogni

di giuliomozzi

Il diario dei sogni di Marco Candida, edizioni Las VegasPer me è sempre difficile parlare dell'opera letteraria di Marco Candida. Non perché susciti in me impressioni, sentimenti o giudizi contraddittori: tutt'altro. Io ammiro Marco Candida, trovo che tutto ciò che scrive sia molto bello, molto importante, molto memorabile (nel senso che: non riesco a dimenticarlo), molto istruttivo. E dico "tutto ciò che scrive" per intendere i libri e i racconti, sì, certo, ma anche le email che ci scambiamo o gli articoli scritti magari al volo nel suo sito.
Marco Candida mi sembra una persona per la quale queste cose così ordinarie e alla portata di tutti - il parlare, lo scrivere - sono infinitamente problematiche. Non perché Marco Candida non riesca o non sia capace di parlare o di scrivere (tutt'altro), ma perché ogniqualvolta ascolto Marco Candida o leggo qualcosa che Marco Candida ha scritto, ho una visione.

[continua a leggere nella Bottega di lettura]

Posted by giuliomozzi at 21:59

21.02.08

Una tragedia negata a Senigallia


Nell'ambito dell'iniziativa dell’istituto Panzini di Senigallia “Lo scrittore della porta accanto”, coordinato da Isabella Balducci, Gianna Cataffo e Giuseppe D’Emilio, venerdì 22 febbraio alle ore 11.30 Demetrio Paolin (autore del saggio Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana, ed. Il Maestrale) parteciperà, insieme a Stefano Tassinari, ad una tavola rotonda sugli anni '70, che si terrà presso lo stesso Istituto. Interverranno anche Alfonso Benvenuto e Fabrizio Marcantoni

[Leggi tutti i "materiali aggiuntivi" a Una tragedia negata]

Posted by Demetrio Paolin at 10:12 | Comments (3)

19.02.08

Se volete leggere, sottoscrivete


Posted by giuliomozzi at 15:44 | Comments (1)

18.02.08

La terza vita di Una tragedia negata /5

[Leggi tutti i "materiali aggiuntivi" a Una tragedia negata]


Nella quinta puntata dei materiali aggiuntivi ad Una tragedia negata ho incontrato Giorgio Vasta con lui abbiamo discusso di narrazioni, di possibilità di raccontare e di scrivere sugli anni '70, avendo come punto di partenza il mio saggio e il suo romanzo di prossima pubblicazione.

***

Anni Settanta: un’esperienza “interminabile”
(materiali aggiuntivi a Una tragedia negata/5)
di Demetrio Paolin

Nell’itinerario di Una tragedia negata uno dei miei interlocutori più attenti e preziosi è stato Giorgio Vasta. Con lui spesso ci siamo intrattenuti a discutere di due progetti che andavano di pari passo. Da una parte il mio saggio, che a mano a mano prendeva consistenza, e dall’altra il suo romanzo, che dovrebbe uscire entro fine anno e che ha per tema appunto gli anni Settanta e il terrorismo. Le analisi di Giorgio mi hanno sempre aiutato a mettere nella giusta luce ciò che andavo via via scrivendo.
In un pomeriggio di settembre ci siamo incontrati in un bar di piazzetta Bodoni nel cuore di Torino. Io avevo appena concluso il capitolo finale della nuova versione del saggio e lui era reduce da un tour de force, che gli aveva permesso di completare la prima stesura del suo romanzo. L’intervista è da leggersi con adeguato sottofondo di acciottolio di tazzine da caffè, rumori metallici di cucchiaini, macchine che passano e schiamazzi vari.

Continua a leggere su vibrisselibri.

Posted by Demetrio Paolin at 14:21 | Comments (0)

16.02.08

Pubblicità

La Libreria degli inediti: "...In un teatro di corte del centro storico di Napoli, ricavato da un'antica rimessa di carrozze del '500, nasce la prima libreria italiana interamente dedicata agli autori inediti. 280 metri quadrati di libertà contro le logiche malate delle grandi case editrici, delle grandi distribuzioni, delle librerie supermercato..." (leggi tutto).

L'Outlet del libro. "...Dietro la pista hanno lasciato la vetrata finto liberty con i ballerini piroettanti, e gli specchi all'ingresso. Un vezzo, ma anche il rispetto del luogo. 'Credo sia il primo caso in cui una discoteca diventa libreria e non viceversa'. Claudio Maria Messina, editore, è l'inventore dell'Outlet del libro...". (leggi tutto)

Posted by giuliomozzi at 15:53 | Comments (1)

15.02.08

Urania e la fantascienza

di Iguana Jo

[Ho letto - grazie a una segnalazione di Gattostanco - questo interessante articolo in Iguana Blog]

[...] Perché nel resto del mondo occidentale si pubblica e si legge quella fantascienza più ricca e difficile che qui [in Italia] invece non trova lettori? Le risposte standard sono sempre le stesse: la cultura scientifica in Italia è sempre stata deficitaria; già ci son pochi lettori figurati quelli di sf; la fantascienza è quella roba coi razzoni, i robot e magari gli ufo, roba da ragazzini coi brufoli insomma.
E certo sono tutte risposte che hanno una loro forza, sono credibili e seppur poco consolanti danno qualche spiegazione.
Ma io ho un'altra idea.
Io credo che la responsabilità della mancanza di evoluzione dei lettori italiani di fantascienza sia anche, se non soprattutto, di Urania.
Sì. Proprio Urania. La rivista che all'inizio della sua storia ha senz'altro contribuito alla diffusione della fantascienza in Italia, ma che ormai è una delle principali cause del suo appiattimento, almeno secondo il mio modesto parere. [...]

Leggi tutto l'articolo in Iguana Blog.

Posted by giuliomozzi at 23:37 | Comments (16)

14.02.08

Carlo non sa leggere

di Carlo Dalcielo

Giovane donna che legge, di Pablo PicassoCarlo, che sono io, non sa leggere. Legge moltissimi libri. Dei libri che ha letti, Carlo non ricorda una sola parola. Tutto ciò che Carlo ricorda dei libri che ha letti, sono le cose che ha viste. Mentre legge, spesso Carlo chiude gli occhi. A volte si addormenta. Mentre dorme, Carlo vede le cose. Quando si sveglia, riprende a leggere. Non sempre riprende dallo stesso punto, perché non si ricorda il punto preciso nel quale si è addormentato. A volte, mentre Carlo dorme, il libro si chiude, o si sfoglia, o cade dal bracciolo della poltrona o dal letto. Ci sono dei libri dei quali Carlo ha lette neanche metà delle pagine; altri libri dei quali ha lette più e più volte sempre le stesse pagine. Quando legge una pagina che ha già letta, magari più e più volte, Carlo non riconosce le parole. Carlo non riconosce le parole perché non le vede. Se nella pagina c’è la parola «porta», Carlo non vede la parola «porta»: vede una porta. Se nella pagina c’è la parola «azzurro», Carlo non vede la parola «azzurro»: vede che le cose che sta vedendo si colorano di azzurro. Ogni volta che Carlo rilegge la pagina in cui c’è la parola «porta», la porta che appare alla vista di Carlo è una nuova porta. Ogni volta che Carlo rilegge la pagina in cui c’è la parola «azzurro», le cose che vede si colorano di un azzurro diverso. È solo quando nella pagina compaiono dei nomi propri di persona, come ad esempio «Mario», «Raymond», «Liz», «Evelyn» o «Alioša», che Carlo non vede nulla. Non vede le parole «Mario», «Raymond», «Liz», «Evelyn» o «Alioša», e non vede nemmeno dei corpi che possano corrispondere alle parole «Mario», «Raymond», «Liz», «Evelyn» o «Alioša» allo stesso modo in cui una porta – una qualunque porta – può corrispondere alla parola «porta». Così, ogniqualvolta in un libro compare, ad esempio, la parola «Raymond», Carlo non riconosce – poiché non la vede – quella parola, e vede che nella scena vengono compiute delle azioni, e non vede chi le compia, e non sa – non può saperlo – che a compiere quelle azioni è lo stesso Raymond che compariva – segnalato dalla parola «Raymond» – in altre scene: e quindi l’unica cosa che sa fare, Carlo, è immaginare che lui stesso, Carlo, in quella scena compia quelle azioni. Più precisamente...

Leggi tutto il racconto di Carlo Dalcielo in Il pittore e il pesce.

Posted by giuliomozzi at 12:54 | Comments (0)

Il Diario delle belle donne

Diario delle belle donne

...sulla prima pagina mettereremo la data e poi scriveremo una pagina di diario, in seguito il diario verrà inviato a chi ne farà richiesta, la ricevente a sua volta scriverà un’altra pagina del diario e poi lo spedirà ad un’altra donna, e così via fino a quando il diario sarà completo.
Il diario collettivo cartaceo avrà per titolo il “Diario delle belle donne”. Quando le donne avranno scritto tutte le pagine, dovesse passare anche un anno, il quaderno verrà spedito all’archivio diari. Sarà il diario delle donne vissute nell’anno 2008, racconterà chi siamo, cosa facciamo, cosa mangiamo, come vestiamo, come viviamo...

Leggi tutto l'articolo in Via delle belle donne, scopri come si partecipa.

Posted by giuliomozzi at 12:00 | Comments (1)

11.02.08

"A questa giornata è mancato qualcosa"

[...] Però a questa giornata è mancato qualcosa. E secondo me è mancata la politica o il senso sociale. I letterati hanno scelto di parlare di politica da letterati, senza sporcarsi le mani. Voglio dire, a me sembrava chiaro che se stai lì a leggere pro o contro qualcosa e ti schieri con o contro qualcos'altro vuol dire che fai politica, vuol dire che vuoi occuparti del tuo mondo e di quello degli altri uscendo fuori tra e con gli altri e non dalla tua stanzetta chiusa. Allora lo fai fino in fondo, si parla, ci si confronta, si fa un dibattito, si fanno domande, si creano risposte forse, certo dubbi. Tutti insieme. Loro, gli scrittori, stavano dando un messaggio a e per "gli altri", ma "gli altri" non c'erano, non erano lì. Non hanno sentito un bel niente. Ora, io non so chi doveva portarceli, o se ci si dovevano portare da soli, o se si doveva fare una cosa più estesa e diversa e come. Ma penso che comunque sia stata una cosa fatta a metà. [...]

Così - commentando i fatti di treviso del 26 gennaio - scrive nel blog Lanternati, in un articolo intitolato Poesia & Politica, a proposito dei fatti una persona che si firma "birbolina". Leggi tutto il suo articolo.

Posted by giuliomozzi at 11:21 | Comments (0)

La terza vita di Una tragedia negata / 4

[Tutti i "materiali aggiuntivi" a Una tragedia negata]

La quarta puntata dei materiali aggiuntivi a Una tragedia negata, il saggio di Demetrio Paolin su come la narrativa italiana ha raccontato gli anni di piombo, è una lunga intervista a Giacomo Sartori (una parte della quale già pubblicata qualche settimana fa in Nazione Indiana), che ragiona soprattutto intorno al tema della lingua e di quale lingua sia necessaria per scrivere un romanzo sugli anni Settanta.

* * *

Una lingua per aderire alla realtà
(Materiali aggiuntivi a Una tragedia negata / 4)
di Demetrio Paolin

Anatomia della battaglia di Giacomo Sartori è certamente uno dei romanzi più interessanti che siano stati scritti sugli anni di piombo. Una storia che non lascia spazio a illusioni, scritta in modo asciutto. Una lingua che taglia come un bisturi quegli anni e li mette sul tavolo autoptico. Proprio sulla questione della lingua più volte Sartori è ritornato con alcuni interventi molto lucidi pubblicati su "Nazione Indiana". Una delle domande che si poneva era appunto perché la letteratura italiana non avesse prodotto opere sul terrorismo; un interrogativo che scopre una letteratura incapace, alcune volte, di aderire alla realtà che vive e che dovrebbe raccontare.

Continua a leggere in vibrisselibri.

Posted by giuliomozzi at 10:49 | Comments (0)

Il pittore e il pesce. Trailer

Posted by giuliomozzi at 10:23 | Comments (0)

07.02.08

Il pittore e il pesce. Una poesia di Raymond Carver, un'opera di Carlo Dalcielo. A Piacenza dal 9 marzo

Raymond Carver, Il pittore e il pesce, The Painter and the Fish

Carlo Dalcielo, artista creato da Giulio Mozzi e Bruno Lorini, ha coinvolto 54 artisti in questa opera. Nel sito dedicato potete trovare il progetto dell'opera, la poesia di Raymond Carver, il racconto di Carlo Dalcielo, la presentazione dell'opera scritta da Stefano Fugazza e Gabriele Dadati, lo storyboard dell'opera, il trailer dell'opera. L'opera sarà inaugurata domenica 9 marzo alle 17 a Piacenza, presso la Galleria Ricci Oddi. La tappa successiva sarà a Venezia, presso la Fondazione Bevilacqua La Masa. Catalogo minimum fax. Disponibile un sito in inglese.

Posted by giuliomozzi at 11:39 | Comments (11)

05.02.08

La terza vita di Una tragedia negata / 3

Questa volta nei materiali aggiuntivi a Una tragedia negata è il turno di Luca Rastello, autore di Piove all'insù (Bollati Boringhieri). Ne lascio qui uno stralcio: "In realtà c'è un elemento che corrobora la tua tesi: in quel tempo non si aveva la percezione di quanto il parricidio, che si manifestava nel rifiuto del lavoro e nel rifiuto della presa del potere, fosse articolato. Queste due caratteristiche hanno avuto una portata che abbiamo potuto misurare solo decenni dopo. Cosa significava rifiutare il lavoro come "destino"? Da un lato significava vedere lucidamente il mondo di adesso, il mondo precarizzato di oggi, il mondo della comunicazione e della frammentarietà (non è un caso che i migliori copy siano i "sopravvissuti" di quel periodo); ma dall'altro il rifiutare il lavoro come destino e il potere come obiettivo erano due scelte enormi rispetto ai modelli precedenti, anche rispetto all'organizzazione morale. Non a caso la forma immediata e superficiale della ribellione fu l'immoralità, la contiguità con la criminalità comune, l'ambiguità nei rapporti sessuali. C'era un cambiamento antropologico che, in qualche modo, sovvertiva le gerarchie e i valori. C'era un depotenziamento della responsabilità".

Leggi Una tragedia negata: materiali aggiuntivi /3.
Leggi Tutti i materiali aggiuntivi a Una tragedia negata.

Posted by Demetrio Paolin at 13:19

02.02.08

Una tragedia negata: Torino (4 febbraio), Napoli e Capua (7 febbraio)

Demetrio Paolin, autore del saggio Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana (il Maestrale), inizia in questi giorni un lungo giro di incontri e presentazioni.

Lunedì 4 febbraio alle 18 sarà a Torino, alla Feltrinelli di di Piazza Cln. Saranno con lui Giorgio Vasta, Giulio Mozzi e Luca Rastello.

Giovedì 7 febbraio alle 18 sarà a Napoli alla Fnac (via Luca Giordano 59) con Valerio Lucarelli e Sergio Lambiase.

Sempre giovedì 7 febbraio, alle 21, sarà a Capua alla Libreria Giuda (c.so Gran Priorato di Malta, 25), ancora in compagnia di Valerio Lucarelli.

La scheda del libro presso le edizioni Il Maestrale. La prima edizione (del 2006) in vibrisselibri. I materiali aggiuntivi online: le interviste agli autori.

Posted by giuliomozzi at 08:36

Il catalogo non è questo: l'invisibile violenza

di Giuseppe Genna

[Questo articolo di Giuseppe Genna è apparso ieri, 1° febbraio 2008, in Carmilla. gm]

[...] Cosa sta succedendo? Che è arrivato, rombando, il gigantismo delle tirature e la richiesta di aumentare la liquidità, cioè il saldo, nelle maggiori case editrici. Si dichiarano vendite stratosferiche false - ma ora non basta più. Bisogna fare soldi, non basta più aumentare il giro di soldi e fare budget, è necessario invece che lo sviluppo sia convertibile all'istante in tassi di guadagno. Gli editori non lo dicono, piangono sulla sorte maledetta che sembra farli operare nelle ristrettezze mercantili del giro editoriale espresso dal Botswana (nazione che tra l'altro, in termini di PIL, ci ha scavalcato nella classifica mondiale).

Si tratta di una menzogna.

In realtà, quello italiano è il sesto mercato al mondo. Mentre rischiamo di scivolare fuori dal G8 (e sarebbe
l'ora, sia perché non siamo tra le otto nazioni che devono decidere le sorti economiche del pianeta, sia perché si tratta di un'associazione criminale interstatale), siamo abbondamente nel G8 della lettura. O, perlomeno, della vendita dei libri. Ma agli editori non basta. Si richiede più sviluppo. [...]

Leggi in Carmilla tutto l'articolo di Giuseppe Genna.

Posted by giuliomozzi at 08:10 | Comments (9)