« Le biblioteche degli italiani, 9 | Main | In vibrisselibri »

31.08.07

Il ritorno del Grande Artista Sconosciuto, 8

di giuliomozzi


grande_artista_sconosciuto.jpg
"E alla fine", dice il Grande Artista Sconosciuto, "mi rendo conto di essere solo un pòro can".
Siamo nel suo studio-soggiorno-cucina. Alla Madonna con ramarro alla quale sta lavorando da mesi è successo qualcosa, ma non saprei dire che cosa. La guancia e l'occhio destri (per chi guarda) sono diventati ancora più luminosi. La guancia e l'occhio sinistri sono ancora più sprofondati nell'oscurità. O forse è solo che oggi c'è poca luce fuori, pioviggina, e il Grande Artista Sconosciuto ha accesa la lampada da tavolo.
"Perché un pòro can?", dico io.
"Guàrdami", dice lui. "Guàrdati attorno".

Un bilocale da single, un tasso di ordine e pulizia veramente maschile, avanzi di un po' di tutto sparsi un po' dappertutto, un vecchio Mac chiazzato di caffè birra e chissàchealtro sul tavolo ingombro di carte, schizzi, pennelli, fotocopie di pubblicazioni matematiche. Piatti di carta con colori mescolati. Libri d'arte sfasciati a forza d'essere sfogliati, guardati, studiati. Nel lavello: pentole, bottiglie, boccette di colore, piatti di ceramica, posate.
"Che vita vorresti?", dico.
"Be'", dice il Grande Artista Sconosciuto, sorridendo meravigliosamente, "io vorrei vivere in albergo"."In albergo?", dico.
"Sì", prosegue lui, serissimo. "In albergo, senza preoccupazioni. E poi naturalmente mi servirebbe uno studio".
"Che dovrebbe essere come?", interrogo.
"Intanto", dice il Grande Artista Sconosciuto, "non troppo distante dall'albergo. Poi, in un bel palazzo. Possibilmente a un piano alto, e con grandi vetrate, per avere luce".
"Bene", dico. "Almeno questo è un obiettivo".
"Un obiettivo?", dice.
"Sì", dico. "Un risultato che puoi perseguire".
Mi guarda, e ancora sorride.
"Non hai capito", dice. "Tutte queste cose, mi dovrebbero essere donate".
"E da chi?", dico, sorridendo anch'io.
"Da un magnate", dice il Grande Artista Sconosciuto. "Da qualcuno che decida di investire nella mia arte. Da un Mecenate. Oppure dal Papa".
"Addirittura il Papa!", mi scappa.
In quel momento mi accorgo: è la mano, della Madonna con ramarro, che è cambiata. E' diventata più mano. Ha preso corpo. Il colore è meno uniforme, più, appunto, carnale. E la stigmata ha un rosso diverso.
"Sì", dice. "Il Papa. Che cosa faccio io, se non arte sacra?".
"E' vero", ammetto, "ma...".
"E allora", dice serissimo il Grande Artista Sconosciuto, "se io non faccio che arte sacra, voglio essere giudicato in quanto artista di arte sacra. Che cosa vuoi che me ne freghi, a me, di tutti questi galleristi, questi critici d'arte, che capiscono solo i quattrini, e poi non sanno neanche distinguere una tempera da un olio?".
"Be'", azzardo, "non è detto che il Papa sia anche un esperto d'arte".
"Certo", dice lui. "Ma il Papa, che non sarà stato eletto Papa per caso, è un esperto di spiritualità. E chi ha una grande esperienza di spiritualità, non ha bisogno di conoscere la tecnica della pittura per riconoscere un bel quadro. La pittura è una cosa per grandi anime", ha concluso.
Ieri sera ho portato T* a guardare il quadro che i Francescani hanno accettato nella loro chiesa. Era tardi, la chiesa stava chiudendo, anche noi dovevamo passare in libreria: abbiamo data solo un'occhiata. "Bello", ha detto T*. "Molto bello".
"E come ci arriviamo?, al Papa", dico.
"Questo non lo so", dice il Grande Artista Sconociuto. "Però so che è lì che devo andare".
"In somma", dico, "tu vorresti stare a pensione in qualche casa o convitto dei preti, tre pasti al giorno e cambio di biancheria, non avere nessun pensiero, e dipingere".
"Sì", dice.
"Un po' come facevano i grandi Papi del Cinque e dei Seicento", dico, "che si prendevano gli artisti alla corte e li facevano lavorare in relativa libertà".
"Sì", dice il Grande Artista Sconosciuto. "E in particolare, mi piacerebbe avere uno studio in Vaticano".
A questo punto, non so che dire. Il mio amico non è pazzo. Dice quello che dice sapendo benissimo che cosa dice. Il mio amico è un pittore. Non conosco molti pittori, ma non ho visto mai nessuno più pittore di lui. E quando mi dice queste cose - anche giocando con la sua stessa grandiosità - mi convinco ogni volta che ha ragione.
E' vero. Quest'uomo dovrebbe dipingere e basta. Possibilmente, per il Papa.

[tutto il Grande Artista Sconosciuto] [l'articolo originale] [la foto dell'autoritratto del Grande Artista Sconosciuto è di Kimota]

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 31.08.07 07:56

Interventi

Non commenta nessuno. Commentiamo allora. Lo vedo così, ci sono quadri 'dipinti' e quadri che sono 'opere', non perché non siano dipinti, ma perché qualcosa 'fa' il quadro sommandosi alla pittura. Questo qualcosa penso si dovrebbe chiamare 'affetto'. Anche nei quadri di Van Gogh ci sono gli affetti e molto potenti, ma sono fatti di pittura, sono tutti dentro l'immagine. Qui invece c'è un'immagine su due gradi: un uomo, che non vediamo, ha dipinto il quadro; a noi resta soltanto quello, ma come indizio della vera immagine: il pittore e il suo affetto, cioè l'affetto che può muovere un uomo, gli uomini. Se il pittore non si trovasse in una certa situazione esistenziale, dentro quell'affetto - così lontano dagli affetti comuni, così vicino alla vita come sgorga - il quadro non riuscirebbe. E' una qualità esistenziale non tecnica, anche se c'è un gran dispiegamento di colore e correzioni. Anzi, proprio le correzioni ci dicono che l'immagine di primo grado è soltanto indizio e riportano nell'immagine il pittore. Funziona così l'art brut che è quasi tutta dipinta, e anche le installazioni, che utilizzano le cose senza mediazioni. Ma utilizzando le cose è più facile mentire.

Pubblicato da: andrea barbieri - 31.08.07 11:30

c'è qualcosa, mi chiedo giulio, tra questa tua affermazione "E' vero. Quest'uomo dovrebbe dipingere e basta" e il discorso di Croce e le riflessioni, penso soprattutto a quelle di Marco, nate in calce al post?

perché il grande artista sconosciuto (la madonna con ramarro è toccante) dovrebbe solo dipingere e quindi fare il pittore a tempo pieno, mentre uno che scrive può anche non fare soltanto lo scrittore (ma il fattorino etc etc)?

c'è una differenza tra lo "scrittore" e il "pittore"?

d.

Pubblicato da: demetrio - 31.08.07 11:47

Urca!!
Urca. Mi ha preso un benessere tale, che mi sento di buon umore nonostante abbia appena controllato le scadenze di agosto e di metà settembre (ero nerissimo).

Pubblicato da: pulce - 31.08.07 12:17

L'idea del papa in quanto esperto di spiritualità è una cosa fantastica. Specie quando i cattolici praticanti sono i primi a sapere che la cosa non sta proprio in questi termini...
Un saluto al grande artista sconosciuto.

Pubblicato da: robertasg - 01.09.07 19:15

Pubblica un intervento




Vuoi che mi ricordi di te?