« Le biblioteche degli italiani, 8 | Main | Il giovane scrittore italiano (del 1909) »
25.08.07
Il ritorno del Grande Artista Sconosciuto, 7
di giuliomozzi
Il grande artista sconosciuto, dopo aver lette le pagine che lo riguardano in questo diario, mi manda due sms. Il primo dice: "Mi spiego: la bamb. gonf. e la gioconda sono i rappresentanti iconografici di 2 modi di rappresentare la donna. La Arcuri può essere ricondotta alla prima....". E il secondo continua: "Quindi la b. gonf. è il solo prototipo iconografico della donna dei massmedia cui però manca un pezzo: il feto".
Davanti a un piatto di bigoli in salsa, alla trattoria Sette Teste, discutiamo a lungo.
"Dimmi", dice il Grande Artista Sconosciuto, "perché la Arcuri piace a tanti?".
"Noh sho", dico con la bocca piena.
"Perché evidentemente possiede una animalità", dice il Grande Artista Sconosciuto.
"Mhah", dico io. Inghiotto. "A me, più che un effetto di animalità, la Arcuri fa un effetto di industria. Non nel senso che la sua immagine è commercializzata eccetera. Del resto, la Gioconda è commercializzata ancora di più. Ma nel senso che percepisco la Arcuri come un prodotto industriale: una cosa in somma fredda, non calda".
"Certo", dice il Grande Artista Sconosciuto. "E che cosa vuol dire il fatto che la donna più castamente dipinta e quella più animalescamente ritratta, siano entrambe commercializzate?".
Ho una fame terribile. Sto mangiando come una bestia. Non rispondo.
"Vuol dire, appunto", prosegue il Grande Artista Sconosciuto, "che entrambe sono dei prototipi..."...
"Degli archetipi", suggerisco.
"...dei prototipi, che rimandano a degli archetipi, del potenziale femminile", conclude il Grande Artista Sconosciuto.
"Sì", dico, dopo avere ingollato, "ma, visto quello che mi dicevi negli sms, neanche nella Gioconda c'è il feto".
"Dici?", dice il Grande Artista Sconosciuto, sorridendo.
"Eh!", dico, arrotolandomi una forchettata.
"Ma hai guardata la sua carne?", dice il Grande Artista Sconosciuto. "Hai visto come la sua carne è emaciata, quasi cedevole?".
"Sì", dico, la forchetta sospesa davanti alla bocca, "non si può dire che scoppi di ciccia e di salute".
"Ecco!", dice trionfante il Grande Artista Sconosciuto. "Quella carne emaciata, ottenuta da Leonardo per velature e velature, è la traccia del parto. E' la carne di una donna che è partorita".
"Che è partorita?", domando.
"No, sì", si corregge il Grande Artista Sconosciuto. "Che ha partorito. Ma anche che è stata partorita. Invece, la perfetta lucidità e rotondità delle forme della Arcuri, è la negazione completa del feto. Lei non è mica stata partorita. E' industriale, come dici tu".
Tra me e me, masticando, maledico di avergli tirata fuori la Arcuri mentre guardavamo una riproduzione della Gioconda, qualche giorno fa. Devo ricordarmi: ogni cosa che dico, il Grande Artista Sconosciuto la prende sbalorditivamente sul serio.
"Hai capito?", dice il Grande Artista Sconosciuto con il più riposato e riposante dei sorrisi.
"Sì", dico. "Guarda che ti si freddano i bigoli".
[tutto il Grande Artista Sconosciuto] [l'articolo originale] [la foto dell'autoritratto del Grande Artista Sconosciuto è di Kimota]
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 25.08.07 09:47




