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14.08.07
il ritorno del Grande Artista Sconosciuto, 3
di giuliomozzi
Oggi*, alle 17.50, in Feltrinelli, incrocio il Grande Artista Sconosciuto. Io sono in compagnia di Stefano Brugnolo. Stiamo cercando il Prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli (Laterza).
Il Grande Artista Sconosciuto mi fissa attraverso gli occhiali scuri e mi dice: "E allora, quando ci vediamo?".
"Non so", dico io.
"Ti ho telefonato due volte, oggi", dice il Grande Artista Sconosciuto.
"Non potevo rispondere", dico.
"Ah", dice il Grande Artista Sconosciuto.
Potrei dirgli:
- che mentre lui mi cercava al telefono portatile, stamattina, io ero convinto (per quegli equivoci che talvolta accadono) che mio padre fosse finito all'ospedale, e lo stavo cercando all'ospedale appunto, dove si sconsiglia di usare il telefono portatile;
- che io tenevo acceso il telefono portatile, pur essendo in ospedale, nell'eventualità che mio padre chiamasse, ed ero pure un tantino preoccupato, perché sapevo che doveva andare all'ospedale per un controllo, e non immaginavo che si trattasse di cosa grave;
- che pertanto, nella situazione, non rispondevo alle chiamate, e avrei risposto solo se avesse telefonato mio padre o qualche altro familiare;
- che successivamente, chiarito l'equivoco, scoperto che mio padre non era stato trattenuto in ospedale, avendo io perdute due ore per questa faccenda, e avendo diverse cose (come tutti) da fare, e avendo poi questo appuntamento pomeridiano con Stefano Brugnolo (appuntamento di lavoro, anche se Stefano è un vecchio amico), mi è mancato il tempo materiale per richiamarlo.
Non gli dico niente di tutto questo.
"Ci sentiamo domattina", gli dico.
"A che ora?", dice il Grande Artista Sconosciuto.
Il Grande Artista Sconosciuto è un uomo preciso. Gli avevo detto, il giorno di Ferragosto, che sarei stato in viaggio e ci saremmo sentiti oggi; e lui infatti mi ha chiamato oggi. Se gli dico un'ora, per domani, mi chiamerà a quell'ora esatta. Lui è fatto così. Che appuntamenti ho, domani? Alle 9, al telefono, con A.; alle 11.32 con un treno; nel primo pomeriggio con un progetto da scrivere per la Biblioteca Civica di Mestre (Ve); alle 21 sarò a Verona, all'Arena, per la Carmen. Dunque?
"Alle dieci", dico.
"Va bene", dice il Grande Artista Sconosciuto.
Io so com'è la storia: adesso che si è messo a lavorare seriamente al Cristo con due teste (e gli angeli mongoloidi), vorrà vedermi un giorno sì e uno no. Un giorno sì e uno no mi chiamerà e mi dirà: "E allora, quando ci vediamo?". Io andrò lì, non tutte le volte, comunque parecchie volte, perché sennò s'inquieta, e dovrò osservare i lenti, lentissimi progressi del suo Cristo con due teste (e gli angeli mongoloidi). A che cosa gli servano, queste mie contemplazioni, non mi è chiaro. Io non so mai dirgli niente. Della sua immaginazione, l'ho già detto, non comprendo nulla. Tutto quello che faccio è guardare.
In realtà, ogni volta che sono lì, dopo mezz'ora di alta filosofia della pittura si finisce a parlare di donne. E allora son dolori.
* La data di prima pubblicazione di questo pezzo è il 21 agosto 2003.
[tutto il Grande Artista Sconosciuto] [l'articolo originale] [la foto dell'autoritratto del Grande Artista Sconosciuto è di Kimota]
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 14.08.07 01:40




