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09.08.07

Citazione e domandine

di Howard S. Becker

Vai alla pagina personale di Howard S. BeckerGli artisti producono ciò di cui il sistema di distribuzione può farsi carico. Ciò non significa che non possa essere prodotto nient'altro. Altri artisti, disposti a fare a meno delle possibilità di supporto e promozione proprie di un determinato "mondo dell'arte" (Art world), producono opere diverse. Ma, normalmente, il sistema non distribuirà quelle opere, e quegli artisti saranno dei falliti, resteranno sconosciuti, oppure daranno vita al nucleo di un nuovo mondo dell'arte che si svilupperà attorno a ciò che è stato rifiutato dal sistema tradizionale. Lo sviluppo di nuovi mondi dell'arte spesso s'incentra proprio sulla creazione di organizzazioni e metodi nuovi per la distribuzione delle opere.
Certe opere vanno bene per tutti i sistemi, e qualsiasi opera potrebbe andar bene per qualche sistema, sebbene forse per nessuno di quelli esistenti. [...] Dunque la questione non è che l'opera non può essere distribuita ma che le istituzioni esistenti non possono o non vogliono distribuire una certa opera, e che esercitano pertanto, come ogni altra componente istituzionale di un mondo dell'arte, un influsso conservatore, inducendo gli artisti a produrre quelle opere che esse sono in grado di mettere in circolazione, ottenendone i relativi vantaggi.
Il mutamento ha luogo [...] sia perché gli artisti la cui opera non è adeguata, e che quindi restano fuori dai sistemi esistenti, cercano di fondarne di nuovi, sia perché gli artisti affermati esercitano il loro ascendente sul sistema spingendolo ad accettare anche le opere non adeguate da loro proposte. [...] (Howard S. Becker, I mondi dell'arte, il Mulino 2004, pp. 147 sg.; l'edizione originale è del 1982).

La domandine sono:

- secondo voi, si può leggere ciò che è avvenuto in rete negli ultimi dieci anni come una serie di tentativi di fondare dei nuovi "mondi dell'arte"?

- si può leggere in questo modo anche un'iniziativa come vibrisselibri?

- la creazione di nuovi mondi dell'arte è necessariamente in conflitto con la permanenza dei mondi dell'arte già esistenti? O può esistere una lieta e tranquilla pluralità di mondi? Se è così, che tipo di relazione c'è tra i vari mondi?

- le ragioni per le quali un mondo dell'arte rifiuta certe opere non sono solo economiche o legate alla "pericolosità" di un testo (si vedano alcuni celebri rifiuti editoriali: Einaudi che rifiuta Se questo è un uomo di Levi, praticamente tutti che rifiutano Il Gattopardo di Tomasi da Lampedusa; ma anche Mondadori che rifiuta L'elenco telefonico di Atlantide di Avoledo, ecc.). Quindi: per quali ragioni un mondo dell'arte può rifiutare una certa opera?

* * *

Il concetto di "mondo dell'arte" mi sembra intuitivo. Per praticità, riporto qui la definizione che ne dà Becker:

[...] I mondi dell'arte sono costituiti dall'insieme dei soggetti la cui attività è necessaria alla produzione di determinate opere che in quel mondo, e forse anche in altri, vengono definite "arte". I membri dei mondi dell'arte coordinano la loro attività facendo riferimento a un insieme di nozioni convenzionali incorporate nella prassi comune e negli oggetti usati di solito. Spesso le medesime persone collaborano più volte, o anche abitualmente, negli sessi modi e per produrre opere dello stesso tipo; quindi possiamo pensare a un mondo dell'arte come a una rete consolidata di catene di cooperazione tra soggetti. [...] Le convenzioni rendono l'attività collettiva più semplice e meno costosa in termini di tempo, energie e altre risorse; non escludono il lavoro non convenzionale, solo lo rendono più costoso e difficile da realizzare. Il cambiamento può verificarsi e si verifica effettivamente ogni volta che qualcuno escogita un modo per raccogliere le maggiori risorse necessarie o ripensa il lavoro in modo che esso possa fare a meno di ciò che non è disponibile. [...] (Howard S. Becker, I mondi dell'arte, il Mulino 2004, pp. 50 sg.).

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 09.08.07 08:49

Interventi

Come si fa, Giulio, a starti dietro? Sei un vulcano. Hai preso ora un dirizzone che mi coinvolge in qualche modo, perché si proietta nel futuro. Anche questi temi sono interessanti, perciò, ma io stamani mi sono proposto di cominciare "Nel bosco" di Thomas Hardy e non mi farò tentare ora di risponderti, ma tornerò più tardi quando mi prenderò una pausa:-)

Ma tu dormi mai? Ti siedi mai su una panchina in mezzo ad un parco a guardare i bambini che giocano con le barchette sul piccolo lago?:-)

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 09.08.07 09:56

- A mio avviso, si può leggere come un tentativo di produrre "organizzazioni e metodi nuovi per la distribuzione delle opere". Questo tentativo non mi sembra aver rivoluzionato né gli aspetti formali né quelli contenutistici delle opere, se non marginalmente. Le opere del presente (dove per "presente" s'intende qui "gli ultimi dieci anni"), anche se distribuite con sistemi diversi, non mi sembrano così diverse da quelle del passato (dove per "passato" s'intende qui "lo scenario dell'arte prima degli ultimi dieci anni"). Più che dei tentativi di fondare dei "nuovi mondi dell'arte", mi sembrano dunque in atto tentativi di consentire l'accesso ai mondi dell'arte ad opere che, senza nuovi e diversi metodi di organizzazione e distribuzione, ne sarebbero state escluse non per questioni di forma e/o contenuto, bensì per la tendenza al conservatorismo dei sistemi di organizzazione e distribuzione preesistenti (che vogliono tendenzialmente profitti "garantiti", che investono soprattutto su nomi "sicuri", etc.: pur con tutte le eccezioni del caso).

- Secondo me, di conseguenza, si può leggere "vibrisselibri" come un tentativo di produrre "organizzazioni e metodi nuovi per la distribuzione delle opere", al fine di consentire l'accesso ai mondi dell'arte ad opere che, senza nuovi e diversi metodi di organizzazione e distribuzione, ne sarebbero state escluse.

- La domanda è di una complessità enorme. Sintetizzando fino alla brutalità, si può dire che esiste una tendenza intrinseca dei "nuovi mondi dell'arte" a crescere in contrapposizione ai valori acquisiti (ad es.: la Secessione viennese in contrapposizione all'accademismo-storicismo), ma che al contempo mondi dell'arte diversi possano convivere, magari pressoché ignorandosi a vicenda, con scarsa influenza reciproca (ad es., in pittura, i fiamminghi e i toscani nel Quattro-Cinquecento), oppure stabilendo un qualche rapporto dialettico, anche di scontro.

- Le ragioni per cui un'opera va incontro a una serie di rifiuti da parte di un "mondo dell'arte" sono sempre specifiche, anche se talora esistono delle tendenze. Anche solo il lavoro di identificazione di queste tendenze attraverso un lasso di tempo qual è un decennio mi sembra un lavoro enorme che non posso certamente svolgere nello spazio di questo commento.

Pubblicato da: davide l. malesi - 09.08.07 10:59

So, caro Davide, che queste sono domande "di complessità enorme" (per questo da un paio d'anni sto studiando tutto quello che mi capita a tiro su questi argomenti). Tento di formularle perché in questi ultimi dieci anni mi pare che si diano spesso per scontate le risposte. Ad esempio, è ormai diventato un luogo comune affermare che il web ha creato luoghi (anche di edizione) alternativi all'editoria, e che questo ha liberato immense energie creative, eccetera; e sono diventati luoghi comuni certi discorsi sulla rete come luogo di un "contropotere" (che fa controinformazione, controeditoria, ecc.).
A me pare che le cose siano più complicate (e differenti) da come questi luoghi comuni le ritraggono. Per questo, appunto, vado in cerca di domande.

Pubblicato da: giuliomozzi - 09.08.07 12:15

Giulio, ho difficoltà a dare una definizione di mondo dell'arte, soprattutto se mi rivolgo al futuro. Anche per il passato ho la medesima difficoltà.
Ci sono opere che vengono alternativamente osannate e denigrate, la cui stabilizzazione, se appartengono ai nostri tempi, avverrà chi sa quando.

- In ogni caso, la mia risposta alla prima domanda è sì, sia pure osservando che tutto ciò è avvenuto e sta avvenendo in modo caotico, e soprattuto senza una precisa direzione. E forse è meglio così, al momento. La rete, infatti, è un'avventura che può appassionare quanto la leggendaria ricerca delle sorgenti del Nilo (dove le sorgenti del Nilo *tanno per tutte le potenzialità non ancora esplose della rete). Non si tornerà indietro. Io credo che si sia ancora - eppure sono passati già degli anni - nella prima fase, ossia appena più avanti di quella embrionale. Ma la rete è come il pozzo di san Patrizio, chi saprà intervenirci tecnologiamente, perfezionandola sempre di più, potrà offrire agli artisti strumenti nuovi (penso anche al disegno, alla pittura, ai cortometraggi) non solo per sviluppare le forme d'arte già conosciute, ma anche per andare oltre.
Sembra strano (ma non lo è affatto), non ci saranno, secondo me, grandi cambiamenti nella scrittura che vadano oltre quelli avuti sin qui. Per cui l'espressione artistica in questo settore resterà quella che conosciamo. Caso mai la scrittura usufruirà della tecnologia per una maggiore diffusione e visibilità (e qui mi riallaccio ai tuoi post precedenti e alla discussione che abbiamo avuto).

- vibrisselibri è una iniziativa meritoria perché offre nuove possibilità a coloro che, per la natura artistica speciale dei loro lavori, sono tagliati fuori dalla produzione decisa dalle maggiori case editrici, e quasi sempre seguita, con poche eccezioni, dagli editori minori Tuttavia, l'essere riusciti a pervenire alla pubblicazizone cartacea di due libri di vibrisselibri, ha scoperto un punto debole nella trattativa con gli editori cartacei. Ovviamente se la mia impressione è corretta. Ossia, l'edizione che resta nel sito, in tutte e due i casi, non è la stessa che va sul cartaceo. L'edizione nel sito diviene la prima stesura, invecchiata immediatamente una volta che esca il cartaceo. Si è raggiunto il 90%, perciò, dell'obiettivo innovativo, ma non il 100%, ciò che sarebbe se ci fosse una esatta coincidenza tra il testo digitale presente nel sito e il testo cartaceo. Solo in quest'ultimo caso si potrebbe concretamente parlare di un ulteriore passo in avanti nei rapporti tra rete e editoria tradizionale.

- Credo che sussistano sempre una relazione e una continuità tra le varie espressioni artistiche, sia tra quelle vecchie che tra quelle nuove e tra quelle vecchie e quelle nuove; e tutte appartengano ad un solo mondo.

- Dell'inadeguatezza a riconoscere un'opera d'arte rispondono gli usufruitori. Nel caso della letteratura rispondono gli editori che ne impediscono la conoscenza. Sono convinto che ci sono opere d'arte (forse addirittura dei capolavori) che non hanno mai visto la luce e sono rimasti sconosciuti. Affinché in futuro ciò accada sempre meno, la rete potrà dare un grosso contributo.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 09.08.07 15:14

Ciò che di realmente rivoluzionario ha portato la rete è il potenziale di aggregazione tra persone fisicamente distanti ma con i medesimi interessi/orizzonti e che ora si possono ""frequentare"" (la doppia virgoletta è di rigore): vedi gruppi, community varie o blog.
Per quanto riguarda il discorso dei nuovi canali di distribuzione, in letteratura, le opportunità sono di nuovo enormi e pongono chi scrive di fronte a scelte di non poco conto: litblog+creative commons sono senza dubbio il modo più immediato per chiunque di interfacciarsi con un pubblico, anche minimo: da un certo punto di vista potremmo dire che chi scrive, ora, non ha più scuse. La qualità degli scritti, invece, rete o non rete, blog, edicola o libreria, è comunque sempre la qualità: se manca non c'è rete che tenga, mi pare ovvio.
Dal punto di vista personale, per quanto riguarda quello che scrivo, non sento in alcun modo bisogno dei meccanismi tradizionali di una casa editrice e del ruolo che essi svolge per diffondere e/o promuovere il mio materiale. Iniziative come quella di vibrisselibri non li fanno di certo rimpiangere. Complimenti davvero, Giulio, per tutto il lavoro che stai svolgendo...

Pubblicato da: Stefano - 09.08.07 15:51

Caro Giulio, capisco il tuo tentativo e l'apprezzo. Le mie chiose volevano semplicemente testimoniare la mia difficoltà nel dare una risposta alle tue "domandine". In soldoni: alla prima e alla seconda domanda mi è riuscito di dare risposta, ma mi sono sentito in obbligo di adoprare una certa cautela (e, infatti, mi pare di aver dato risposte prudenti). Alla terza domanda sono riuscito a rispondere solo operando una sintesi che mi è sembrata brutale. Alla quarta domanda sono del tutto incapace di rispondere.

Avendo riscontrato siffatte difficoltà nel rispondere alle tue "domandine", ho la sensazione che tali "domandine" siano in realtà delle "domandone".

Pubblicato da: davide l. malesi - 09.08.07 17:26

Direttamente dal manageriale calcistico online piu' famoso del mondo, con quasi un milione di iscritti e chiamato hattrick, la frase fatta che va per la maggiore e sottolinea l'impossibilita' di venire a capo di situazioni e questioni enormi (o irriducibili, in genere su come funziona il motore di gioco) come quelle qui proposte su arte e mondi dell'arte:

!!! MORIREMO TUTTI !!! (cit.)*

* nello slang, (cit.) sta per citazione, omaggio all'Utente Ignoto che per primo spalanco' tale abisso di consapevolezza ultima di fronte ad uno stallo, stallo poi spesse volte addebitato al volubile sghignazzo di un fantomatico Dio Random.

Pubblicato da: GiusCo - 10.08.07 02:00

Bart, scrivi: "Io credo che si sia ancora - eppure sono passati già degli anni - nella prima fase, ossia appena più avanti di quella embrionale". E direi che dici una cosa sacrosanta.

Circa il "punto debole nella trattativa con gli editori cartacei" di vibrisselibri, t'inganni. E' stata una nostra scelta (ne abbiamo parlato nella lista di discussione interna), e non una costrizione da parte degli editori, quella di conservare in rete l'edizione originale (che diventa così una "prima edizione", e non una "copia dell'edizione cartacea"). Inoltre, in rete non ci sarà "di meno" che in carta, bensì "qualcosa di diverso". Ad esempio: il saggio di Demetrio Paolin "Una tragedia negata" conterrà, nell'edizione su carta, un capitolo ricavato dalle interviste agli scrittori che Paolin ha realizzate in questi mesi; ma in rete ci saranno le interviste integrali.
Tutto questo è spiegato nell'articolo con il quale, in vibrisselibri.net, abbiamo annunciato il "passaggio alla carta" dei due libri:
http://www.vibrisselibri.net/?p=204

Caro GiusCo, è vero che moriremo tutti. Tuttavia, l'homo sapiens è una specie che trasmette conoscenze di generazione in generazione non solo per via genetica, ma anche per via culturale.

Caro Davide: domandine, domandone. Certe domande sono tali, che le si nomina con un diminutivo per non farsi prendere dallo spavento...

Pubblicato da: giuliomozzi - 10.08.07 08:44

Giulio, quando comincio a leggere: "Bart, scrivi: eccetera" mi vengono i brividi:-)

Sì, qualcosa avevo letto, ed è una graande ricchezza conservare tutte le tracce dell'evoluzione di un libro, a partire dal testo originale messo su vibrisselibri.

Ma io mi riferivo ad una battaglia che ancora non è vinta (mi pare) e che si dovrebbe vincere (io la considero importante) per fare un passo in più verso quella usufruizione diffusa dell'arte che ha trovato in internet il suo veicolo straordinario.

Si tratta (come mi pare fanno i Wu Ming) di convincere gli editori che la presenza in rete (quindi anche in vibrisselibri) del testo definitivo da essi pubblicato, non nuoce affatto al mercato, anzi - per chi ama tenere il libro cartaceo in casa - la presenza in rete e una rapida sfogliata, possono stimolare l'acquisto cartaceo.

Quindi: nessun danno economico per gli editori. Maggiore diffusione dell'arte, a vantaggio di chi non può spendere, e così via.

Vorrei che vibrisselibri desse una mano anche in questa direzione.

La considero una battaglia di grande portata, inimmaginabile prima di internet. Per me un sogno, come quello di cui ti ho già parlato, che nutrivo da ragazzo: di avere cioè il cinema in casa.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 10.08.07 10:33

Bartolomeo, io ti prego semplicemente di non diffondere sul conto di vibrisselibri - associazione della quale fai parte - informazioni non corrispondenti al vero. Se tu scrivi che ti pare auspicabile per varie ragioni l'esatta coincidenza tra il testo pubblicato in rete e quello pubblicato in carta, esprimi una tua opinione.

Quando invece parli di "punto debole nella trattativa con gli editori cartacei", fai intendere una cosa non vera: perché vibrisselibri dagli editori cartacei ha ottenuto esattamente ciò che voleva, ossia la non esatta coincidenza tra il testo pubblicato in rete e quello pubblicato in carta. Se tu non sei d'accordo su questo obiettivo, se pensi che vibrisselibri potrebbe darsi un obiettivo diverso, ovviamente possiamo parlarne (magari nella lista di discussione di vibrisselibri, no?).

Pubblicato da: giuliomozzi - 10.08.07 10:52

bart
provo a spiegare una cosa. Un saggio non è un romanzo. di più: un saggio come il mio è molto legato al presente, e subisce fortissime "tensioni" dalla cronaca e dalle pubblicazioni che si susseguono.

nel giro di due anni, per dire, sono usciti una serie di libri che hanno cambiato certe prospettive. La tesi del saggio rimane immutata, ma credo sia giusto dare spazio e riflettere partendo da queste nuove pubblicazioni.

Questo atteggiamento nel mondo scientifico e accademico è abbastanza normale.
Ripeto per i romanzi è diverso. non è un caso che il libro di Monica non dovrebbe subire cambiamenti sostianziali.

d

Pubblicato da: demetrio - 10.08.07 11:01

Poiché Giulio mi aveva scritto in privato la stessa cosa che ha messo qui (e gli ho risposto poco fa), rispondo sia a lui che a demetrio questa volta in sintesi.

Si tratta semplicemente di questo. Io non diffondo affatto notizie false. Bisogna essere capaci di leggere ciò che è molto ma molto chiaro. Ossia, vibrisselibri, per incidere nel mondo dell'arte, deve fare un passo in più rispetto all'obiettivo ristretto che si è posto, ossia di limitarsi ad avere nel sito il testo originale e le tracce della sua evoluzione (quindi, sono contento di quanto appare riguardo, per esempio, al saggio di demetrio), ma non, invece, il testo definitivo. L'obiettivo più alto, infatti, quello che può portare un contributo al mutamento (per la sua parte) del mondo dell'arte, è quello di tenere in rete anche il testo definitivo, lo stesso pubblicato dall'editore. Ciò che stanno facendo (e ottendendo) i Wu Ming è azione di grande valore (secondo me) che dovrebbe essere affiancata e perseguita da altri, come ad esempio vibrisselibri.

L'obiettivo da raggiungere dovrà essere per tutti quello di far viaggiare un libro sia nell'edizione cartacea che nell'edizione digitale.

Se l'edizione cartacea nasce a seguito della pubblicazione dell'edizione digitale (come accade nella politica di vibrisselibri, per il quale l'edizione digitale è consultabile gratuitamente), occorrerà in più ottenere dall'editore che anche l'edizione definitiva sia acquisita dal sito di origine e fatta circolare gratuitamente.

Per quanto riguarda te, demetrio, io non metto minimamnete in discussione il fatto che tu, preparandoti all'edizione definitiva, abbia fatto delle aggiunte (come pure se sarà così per il testo di Monica: ci mancherebbe!). Quello che invece auspico è che in vibrisselibri, insieme con il testo originale, i percorsi di approfondimento e mutazione, eccetera, sia inserito anche il testo definitivo tanto del tuo romanzo come di quello di Monica e degli altri che seguiranno, così che il lettore, non solo sia messo nella condizione di seguire in rete il percorso del libro fino al suo esito finale, ma possa continuare a leggerselo gratuitamente, come gli era successo di fare con il testo originario e con i percorsi di mutamento. Non sembra logico offrire ai lettori di vibrisselibri l'intero percorso, così da rendersi utili anche per una loro riflessione (e anche maturazione)?

Ma c'è un altro obiettivo di ampia portata suscettibile di provocare mutazioni nel mondo dell'arte. Ed è quello di convincere gli editori (come cercano di fare i Wu Ming) che non subiranno alcun danno economico (anzi, sarà il contrario) se insieme con il testo cartaceo viaggerà in rete (e nel nostro caso: gratuitamente) anche il testo digitale.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 10.08.07 15:01

Bart, ora scrivi: "vibrisselibri, per incidere nel mondo dell'arte, deve fare un passo in più rispetto all'obiettivo ristretto che si è posto, ossia di limitarsi ad avere nel sito il testo originale e le tracce della sua evoluzione". Che è qualcosa di assai diverso da ciò che hai scritto prima.

Ora: se abbiamo scelto di mantenere nel sito vibrisselibri.net le "prime edizioni" dei libri, è perché le consideriamo delle "prime edizioni". Non delle "prime stesure", non dei testi provvisori in attesa di sistemazione definitiva. Ma dei libri fatti e finiti. (Che, in successive edizioni, possono anche avere rimaneggiamenti e aggiunte, così come tanti altri libri stampati - a partire dai "Promessi sposi" nelle due edizioni del 1827 e del 1840 - hanno avuto rimaneggiamenti e aggiunte: ma questo è un altro discorso).

Mi pare, in somma, caro Bart, che dopo tanti discorsi che ci siamo fatti sulla necessità di presentare i libri di vibrisselibri come "veri libri" (ai quali manca soltanto la carta), ora tu vieni a dire che, essendo diverse le edizioni in rete e in carta, questo diventa un "obiettivo ristretto". (Obiettivo peraltro, e ci tengo a dirlo, deliberatamente perseguito, e non esito di una nostra "debolezza" durante la trattativa con gli editori cartacei).

Se questa è la tua opinione, ti invito a porre la questione nel luogo secondo me più adatto: ossia la lista di discussione interna di vibrisselibri.

Pubblicato da: giuliomozzi - 10.08.07 15:37

Tu, Giulio, mi tieni impegnato su due fronti: quello della corrispondenza privata e quello su vibrissebollettino. E' un tentativo di sfibrarmi?:-)

Ti ho di nuovo risposto poco fa, poi vengo qui e trovo il tuo commento.

Sto leggendo Thomas Hardy: "Nel bosco" e mi fa fatica interrompere per dissertare con te su queste faccende che ci vedono divisi e per le quali ho nette convinzioni.

Ti ho scritto anche nella risposta privata che puoi aprire tu una discusssione interna a vibrisselibri richiamandoti a quanto ho detto sin qui. Ne ho già abbastanza. In lista mi limiterei ad amopliare, se richiesto, il mio punto di vista.

Intanto qui ti dico che l'esempio del Manzoni sarebbe valido se - come è avvenuto per lui nel cartaceo - anche nel digitale fossero presenti le evoluzioni del libro: prima stesura, addirittura i lavori in corso, e poi l'edizione definitiva.

La presenza in rete del solo testo che tu chiami prima edizione, diventa fuorviante per il lettore del futuro il cui interesse per il testo in rete (difforme da quello definitivo) potrà sussistere solo nel caso che, per studi od altro, voglia fare un raffronto. Allora dovrà avere in mano il testo cartaceo e poi venirsi a prendere in rete tutti i suoi precedenti, a partire da quella che tu chiami la prima edizione.

Io non ho niente in contrario ad accettare la definizione di "libri veri" per i libri che appaiono in vibrisselibri, ma devi ammettere che noi abbiamo il dovere di non fuorviare il lettore e di presentargli, dunque, sempre in rete, il testo definitivo. Altrimenti la nostra dipendenza dall'edizione cartacea resterebbe ben marcata, a scapito della nostra affermazione che i nostri sono "libri veri".

Poi tu dici sempre che ho scritto cose diverse da quelle che ho scritto prima. Mah. Posso accettare che nello scrivere in fretta pecchi un po' nella chiarezza (non ne sono convinto ma lo accetto a priori), ma non che mi contraddica! Quello che ho in testa è sempre la stessa cosa!

Per concludere: se non ci sono opposizioni da parte degli editori (mi parrebbe di no, se non ho capito male ciò che mi hai scritto), io farei in modo che in vibrisse libri finissero: il testo originale, il percorso aggiuntivo e infine il testo definitivo.

In lista sono pronto a sviluppare qualcosa di più.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 10.08.07 15:58

Bart, scrivi: "Giulio, mi tieni impegnato su due fronti: quello della corrispondenza privata e quello su vibrissebollettino. E' un tentativo di sfibrarmi?".
No. Se tu continui a pubblicare qui cose che necessitano di precisazioni, per forza sono costretto a intervenire qui. Per me, questa discussione (l'ho detto e ridetto) va fatta nella lista di discussione di vibrisselibri.
Precisazione 1: non vedo perché io dovrei aprire in lista di discussione di vibrisselibri una discussione su questo tema, visto che esso è stato già discusso, che abbiamo già una decisione presa, e che questa decisione mi trova d'accordo. Se tu non sei d'accordo, apri una nuova discussione.
Precisazione 2: il lettore non viene fuorviato per niente. Nelle schede di presentazione dei libri (guàrdaci, sono in www.vibrisselibri.net) c'è scritto già ora che uscirà un'edizione cartacea di questi libri eccetera. Quando l'edizione cartacea uscirà, ci sarà ben visibile l'avviso dell'esistenza dell'edizione cartacea.

Pubblicato da: giuliomozzi - 10.08.07 16:08

1 - In privato, poco fa, ti ho scritto:

"Ti ripeto che non ricordo una discussione sul punto specifico in vibrisselibri. Ossia, con questa domanda: Nel caso il testo subisca alcune modificazioni da parte dell'editore e sia possibile acquisire dall'editore stesso il consenso a mettere in rete anche il testo definitivo, lo dobbiamo mettere o ci limitiamo a mettere in rete solo il testo approvato da vibrisselibri?
Ripeto: una domanda o un tema discussi in questi termini precisi non li ricordo. Ma posso sbagliarmi. In ogni caso, ciò non toglie che io possa avanzare qualche suggerimento manifestando su vibrissebollettino che la trattativa limitata a quel solo risultato è debole. Ciò significa, in soldoni, che vibrisselibri *ha realizzato l'obiettivo che si era proposto* (risultato positivo, dunque), ma esso - secondo la mia valutazione - emerge come obiettivo insufficiente, "debole", dovendo integrarsi anche con la pubblicazione nel sito del testo definitivo. E che diavolo! Che avrò detto mai!"

2 - Stenti a capire, Giulio, ovviamente secondo me, la differenza che passa tra la presenza in vibrisselibri anche del testo definitivo e invece la sua assenza, sostituita magari dalla indicazione al lettore di un semplice rimando all'edizione cartacea (magari esaurita!)

La differenza c'è, se non altro per il servizio pieno che diamo al lettore.

3 - Bene, siccome insisti, aprirò la discussione in lista, subito, ma con il semplice rimando con link a quanto abbiamo discusso qui. Mi devi credere, non ho la forza di riscrivere tutto da capo. Il vibrisselibraio, se non ha seguito qui ora, se lo verrà a leggere nei prossimi giorni. Non credo che sia colpa mia, se il problema è nato in questo periodo di ferie. In ogni caso lancio la discussione ora, per accontentare te, ma niente vieta che qualcuno (tu stesso) suggerisca il rimando a dopo le ferie.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 10.08.07 17:48

Correggi: se ha seguito

con: se *non* ha seguito

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 10.08.07 17:59

Certamente arrivo in ritardo e scopro l'acqua calda.
Come lettore, mi basterebbe leggere una trentina di pagine dei romanzi che si mettono in rete per comprenderne la qualità e non danneggiare l'autore e il suo futuro editore.

Pubblicato da: felice muolo - 10.08.07 18:47

Appunto, Bartolomeo. C'è la lista di discussione.

Pubblicato da: giuliomozzi - 11.08.07 15:24

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