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17.05.07
Sabato 19 Maggio 0re 18.00 presentazione ufficiale di La mania per l'alfabeto al Centro Commerciale Oasi di Tortona
Sabato 19 Maggio alle ore 18.00 al Centro Commerciale Oasi di Tortona si terrà la presentazione ufficiale di La mania per l'alfabeto, e dopo aver chiesto a Tiziano Scarpa, che sta a Venezia, e non può, a Matteo B. Bianchi, che, in quei giorni, è a Berlino, e non può, a Alessandro Cattelan, il vj di Mtv, e inviato delle Iene, e lui, ha detto, è in Sicilia con Total Request Live, e non può, dopo aver chiesto a Giulio Mozzi, che sta a Belluno, e non può, dopo aver chiesto a Franz Krauspenhaar, che non può, sta scrivendo un romanzo, dopo aver chiesto a Gianni Biondillo, che non può, perché in quel momento sta in Puglia - peccato, ma: Biondillo ancora non sa che verso la fine di La mania per l'alfabeto si fa riferimento a un suo scritto, e nemmeno Paolo Papotti lo sa -, dopo aver chiesto a Francesca Genti, che, sostiene, deve fare una lettura, e non può, e dopo aver chiesto [...] [continua]
[...] al Papa, alla Madonna e a tutti Gli Angeli In Colonna, e dopo aver chiesto a Maurizio Torchio, a Davide Bregola, a Marco Peano, a Demetrio Paolin, e dopo aver chiesto a mio cugino Alberto, mi son fatto forza e mi son detto: "Ma, diamine, Marco, fai come hai fatto sempre! Chi fa da sé fa per tre!", e allora salirà sul gran palco nella piazzetta del Centro Commerciale (a destra il Ristò, a sinistra il Punto Pizza) qualche buona persona che mi vuol bene, Emma Locatelli, Giacomo Prati, Suor Valentina, Monica Winters, e saremo in questo Centro Commerciale, che è una cosa proprio sproporzionata (acc!, non ho chiesto ad Antonio Moresco; magari lui può), quelli del Centro Commerciale han fatto delle cose che imbarazzerebbero Totti o Vergassola, ci son questi cartelloni (-oni -oni) con il mio nome grosso (-osso -osso), e la faccia, e il libro, inficcati dentro a degli espositori che pendono dal soffitto, ma son proprio grossi (roba che va bene per Tullio Avoledo, e non per uno scrittoretto appena sfasciato come il sottoscritto), e... ma io non so cosa è venuto alla mente del direttore del centro commerciale!, e però, bene, cosa devo fare? far togliere tutto? fossi fesso! c'è il nome SIRONI che brilla e risplende per tutto il centro commerciale, e in particolare nella libreria Giunti al punto che ha fatto una piramide di libri miei (e non ha venduta una copia una, però), e insomma, io volevo fare una cosa tranquilla nelle librerie tranquille sotto la tranquilla casa mia, e mi ritrovo proiettato in questo mondo-giocattolo a luci stroboscopiche che è il Centro Commerciale Oasi, una cosa che Aldo Nove (potrei provare a chiamarlo) ci farebbe otto trasmissioni per Funari, Pippo Baudo, Pippo Caruso, Pippo, Pluto e Clarabella, e se venisse Andrea Barbieri, se Andrew Barbers rintignasse un alluce nel Centro Commerciale, e vedesse quel po' po' di effettacci speciali, correrebbe al primo punto Internet, per rincagnare al mondo che ai tempi suoi sì che c'erano i poeti, e gli scrittori, e queste baracconate, sì, lui di queste baracconate, uno si sarebbe rifiutato, e allora, io penso, faccio questa mossa: state a casa, dico, non ci venite, dico, alla mia presentazione, dico, perché è roba da impallidire, e da star male, da affermare: "Ma non c'è più una religione!", e io voglio piacere, non voglio essere inviso all'establishment , io voglio piacere all'establishment e vola basso ché se voli alto quelli dell'establishment poi li senti, sì, ma io che colpa ci ho, se quelli del Centro Commerciale, sapendo che son di Tortona, han preparato una cosa improntata al gigantismo?, e lo devo nascondere?, e non lo devo dire?, e si sappia, comunque, che ho trovato il modo di avviare un ciclo di presentazioni al Centro Commerciale, che comincia già, magari, dal mese prossimo, una volta al mese. Dopo la presentazione seguirà rinfresco.
Pubblicato da Marco Candida, il giorno e l'ora: 17.05.07 06:52
Interventi
Marco, ma gli "autori" che citi non sono venuti a Tortona a fare delle presentazioni dei loro "volumi"? E ti hanno detto di no? Non hai proprio trovato nessuno?
Pubblicato da: Un di loro - 17.05.07 07:42
Marco, non riesco a smettere di ridere. Questo pezzo è "stroboscopico". :-))
Pubblicato da: Gaja - 17.05.07 08:07
Oggi vibrisse chiude (Giulio dice: temporaneamente) e il tuo bel pezzo, simpatico e frizzante, ne lascerà un gioioso ricordo.
Riguardo alle defezioni, lascia perdere. Eppoi, c'hai la Emma Locatelli, che vale per tutti. Ti prego di salutarmela.
Ricordati che un libro, se ha sostanza, cammina da sé, con le proprie gambe. E' ciò che ti auguro.
Fra qualche giorno avrò anch'io in mano il tuo La mania per l'alfabeto e lo leggerò, dopo aver finito la lettura in corso, rimandando ad altri tempi la richiesta che volevo fare a Lucio di inviarmi un nuovo manoscritto di vibrisselibri.
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 17.05.07 08:22
Grazie, Bart.
Pubblicato da: Marco - 17.05.07 08:31
Scrittoretto o no (ancora non ho letto il tuo libro, sigh, ma provvederò), sai quanti vorrebbero essere al tuo posto sabato? Goditi il momento, dai, e lascia perdere ciò che può pensare l'estabilishment (marò, che parolona!). Con simpatia, Mary :-)
Pubblicato da: Mary - 17.05.07 08:37
Dato che Andrea non è ancora passato di qua, dico qualcosa io:
"Non c'è più religione, una volta sì che i poeti e gli scrittori erano poeti e scrittori e mica si montavano la testa e facevano gli inchini all'establishment, ma anzi andavano contro e si mettevano nei bar brutti e pieni di fumo a un tavolino e non li cagava nessuno e stavano ore e ore nelle piccole librerie a odorare la carta e insomma, Candida, chi cazzo credi di essere che non hai nemmeno comprato il mio libro?"
Ciao Marco ;-)
Pubblicato da: Roberto Tossani - 17.05.07 09:24
Marco, vedo che mi prendi in giro in modo simpatico. In parte hai ragione, ho sicuramente qualcosa del patacca che va contro i mulini a vento. Ma se guardi bene c'è qualche verità intorno ai mulini a vento. Ai tempi miei, come li chiami tu, cioè nel 2001 quando ho cominciato a leggere, in libreria (quelle di mattoni e cemento) potevo trovare molti libri di Giulio Mozzi. Ora non li trovo più, trovo al massimo l'ultimo se è uscito nell'anno in corso. Quindi non si può "incontrare" Mozzi in libreria, bisogna "cercarlo" in rete, ma per cercarlo lo devi conoscere già. E' solo un piccolissimo esempio per dimostrare che c'è della verità in quello che dico. Cioè, usando le tue parole: ai tempi miei sì che c'erano i poeti.
Quindi il problema non sono le baracconate, le gigantografie degli autori dietro le casse Feltrinelli, i cartonati, le vetrine tappezzate di un solo titolo che tira, la drastica riduzione dei titoli in libreria, il turnover macellaio, la politica editoriale bestselleristica, la promozione di un esordiente a colpi di pagine intere di Repubblica, le fascette demenziali, le classifiche ovunque, gli strilli pubblicitari, i book-jokey, le recensioni in pillola, le recensioni capolavoristiche reciproche, le stroncature ideologiche e quelle del non-letto. Tutto questo - che ovviamente non riguarda te, che sei una persona davvero appassionata nella tua "scoperta dell'alfabeto" - è qualcosa che "c'è". Per il sottoscritto patacca può benissimo continuare a esserci, e infatti certamente sarà così.
Il mio problema è quello che trova sempre meno spazio, che "non c'è". Quello che manca, sta cominciando a mancarmi, non so se mi spiego.
Pubblicato da: andrea barbieri - 17.05.07 09:49
avevi chiesto anche a ivano, accidenti.
Pubblicato da: ivano - 17.05.07 09:50
Be', a me non l'hai chiesto. Magari se l'avessi fatto entro ieri... Purtroppo oggi non posso più: mi ha chiamato la Legione Straniera per un colloquio di lavoro. Giusto il 19, pensa. Peccato.
Pubblicato da: mauro - 17.05.07 10:01
Ciao, Mary. Ti ringrazio :-) Ciao Roberto. Non crederci pure, ma ho ordinato il tuo libro :-) Ah, già, iva', scusa! ;-) Ciao Mauro, non credo che si terrà nessuna sparatoria nel corso della presentazione - anche se non ci giurerei. :-) Ciao Andrea, i poeti non muoiono mai. Non muoiono quelli morti, figurati quelli vivi!
Pubblicato da: Marco - 17.05.07 10:13
Marco, un tizio che si chiama Roman Jakobson, dopo il suicidio di Majakovskij, scrisse un libro intitolato "Una generazione che ha dissipato i suoi poeti". Allora magari i poeti "non muoiono", ma è possibile per una generazione "dissiparli".
Pubblicato da: andrea barbieri - 17.05.07 10:35
Però Majakovskij, sarà anche stato dissipato, ma converrai con me che è un poeta ancora 'vivo' (nel modo come lo sono i poeti - ecco perché ho usato '). Anche Pasolini, mi pare, sia stato piuttosto dissipato, ma l'ammazzatore di Pasolini è stramorto e stecchito, Pasolini, invece, converrai con me, è ancora 'vivo'. Ribadisco: i poeti non muoiono mai. Non muoiono quelli morti, figurati quelli vivi!
Pubblicato da: Marco - 17.05.07 10:48
marco io ti ho detto di no perché sono *uno* dell'establishment. capisci, marco? noi, quelli dell'establishment, diciamo sempre di no.
d.
ps.
però miseria mi spiace perché ho iniziato a leggerlo e mi sarebbe piaciuto parlarne.
Pubblicato da: demetrio - 17.05.07 11:08
Il problema non è Pasolini, il problema è il destino di tanti bravissimi scrittori italiani meno conosciuti. Tra l'altro nel 2006 Mozzi scrisse un articolo allarmato sulla possibile scomparsa del lavoro di una generazione di scrittori.
A proposito di Mozzi, qualcuno sa se il suo libro per Mondadori è uscito? infatti sul sito Feltrinelli non lo indicano più con "prossimamente".
Pubblicato da: andrea barbieri - 17.05.07 11:15
Addio vibrisse.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 17.05.07 11:32
Ma, Andrea, il fatto è, forse si potrebbe cominciare a insegnarlo nelle scuole che "fortuna" di un autore e "bravura" di un autore spesso, direi quasi sempre - tolto l'uno o il due per cento - non coincidono. :-) Caro Demetrio... :-) Se una generazione è riuscita a vivere senza Cocisse potrà vivere anche senza Vibrisse, Giuseppe.
Pubblicato da: Marco - 17.05.07 11:45
