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08.05.07

La mania per l'alfabeto è nelle librerie

La mania per l'alfabeto.jpgIl 3 Maggio scrivevo: Oggi è il giorno d'uscita nelle librerie di La mania per l'alfabeto Sironi Editore. Ecco, lo vorrei segnalare qui su Vibrisse, e per l'occasione riproporre di seguito il saggio interessante che Angela Spadafora ha scritto prendendo come pretesto il romanzo. Segnalo, senza nascondere un po' di soddisfazione, anche questo.
Oggi, che è l'8 Maggio, posso dire che effettivamente il romanzo si trova nelle librerie: di Milano, di Roma, di Torino, di Pavia, eccetera; nelle Mondadori, nelle Feltrinelli, nelle Rizzoli, nelle Fnac, eccetera. Oppure è ordinabile, e i database delle librerie, adesso, lo segnalano. Ecco fatto, ho scritto. Segnalo questo, e ripropongo ancora una volta il saggio di Angela Spadafora. Aggiungo: farò una presentazione del romanzo al Centro Commerciale Oasi di Tortona, e dopo aver chiesto a Tiziano Scarpa, che sta a Venezia, e non può, a Matteo B. Bianchi, che, in quei giorni, è a Berlino, e non può, ho chiesto a Alessandro Cattelan, il vj di Mtv, e inviato delle Iene, e lui, ha detto, verrà. La presentazione si terrà sabato 19 Maggio alle ore 18.00 al Centro Commerciale Oasi di Tortona. Seguirà rinfresco.

di Angela Spadafora

Potrebbe risultare interessante cercare di rileggere LA MANIA PER L’ALFABETO di Marco Candida con l’intento di individuare in Michele Astrini, sulla base delle affermazioni fatte dal personaggio, delle informazioni personali ricavabili dai suoi racconti e delle informazioni biografiche sullo stesso fornite dall’autore, la presenza o meno di uno qualsiasi di quei specifici disturbi mentali che prenderemo in considerazione.
Per far ciò, utilizzeremo non già il metodo deduttivo-verificativo, bensi il metodo induttivo-falsificativo. Andremo quindi a formulare, in seguito alla lettura del testo, una serie di ipotesi di disturbo mentale e poi, attraverso le informazioni ricavabili, andremo, se possibile, a confutarle.
La lettura del testo ci porta a formulare le seguenti ipotesi di disturbo mentale:
Psicosi;
• Disturbo bipolare;
• Disturbo ossessivo-compulsivo;
• Disturbo nas di personalità.

E’indispensabile fornire, di volta in volta, una breve definizione e dei criteri diagnostici dei disturbi che si andrà a considerare. Nel far ciò si farà, il più delle volte, riferimento al DSM IV-TR.
La psicosiè un disturbo mentale caratterizzato da una frattura (più o meno pronunciata) con la realtà. Quando si parla di psicosi si fa riferimento ad una grossa categoria nosografica, al cui interno sono contenute diverse forme del disturbo. Le principali sono tre: 1) schizofrenia (nei suoi diversi tipi) ; 2) disturbo delirante (meglio noto con il termine paranoia); 3) psicosi tossiche (dette anche psicosi esotossiche, cioè provocate dall’assunzione di tossici esterni).
I sintomi patognomonici delle psicosi sono:
• Deliri. Per delirio s’intende un costrutto mentale, che non recede a critica, sganciato dalla realtà. E’ da tener presente che, mentre, nel caso della schizofrenia, si possono rilevare nel soggetto anche una molteplicità di deliri, i quali sono quasi sempre bizzarri (cioè, concernono situazioni che non ricorrono nella vita reale, come la trasmissione del pensiero o essere controllati da una forza esterna), nel disturbo delirante, invece, il delirio è monotematico ed è sempre non bizzarro (cioè, concerne situazioni che ricorrono nella vita reale, come essere inseguito, avvelenato, infettato, amato a distanza, tradito dal coniuge o dall’amante, o di avere una malattia).
• Allucinazioni. Per allucinazione s’intende una percezione sensoriale erronea in assenza d’oggetto. Cioè, l’allucinazione è un fenomeno, uno stato psichico per cui si percepisce come reale ciò che, invece, è immaginario. Le allucinazioni possono essere di diverso tipo: noi prenderemo in considerazione solo quelle visive e quelle acustiche. Nelle allucinazioni visive (da non confondere con le illusioni, che nulla hanno a che fare con le psicosi) il soggetto vede qualcosa che nella realtà non c’è. Rientrano nelle allucinazioni visive, per esempio, la macrozoopsia (che consiste nel vedere grossi animali: es. tigri, cammelli, rinoceronti), la microzoopsia (che consiste nel vedere piccoli animali: es. ragni, scorpioni, vespe) e le allucinazioni a carattere mistico. Le allucinazioni visive sono correlate prevalentemente a psicosi tossiche, a disturbi istrionici (vecchia isteria) o a stati crepuscolari. Nelle allucinazioni acustiche il soggetto sente dei suoni che nella realtà non ci sono.Le allucinazioni acustiche sono correlate prevalentemente alla schizofrenia. Sono le c.d. voci, spesso a carattere intrusivo ed imperativo (es.: fai questo!) o gravemente criticante (es. : sei uno stupido!).
• Comportamento grossolanamente disorganizzato. Per comportamento grossolanamente disorganizzato s’intende un comportamento talmente incoerente da essere disorganizzato. Esso non è presente nel disturbo delirante. E’, invece, presente nelle psicosi tossiche, in altri tipi di psicosi e soprattutto nella schizofreniaLa mania per l'alfabeto.jpg (non a caso, chiamata all’inizio del secolo dementia precox: il comportamento dello schizofrenico, infatti, è talmente grossolanamente incoerente da simulare il comportamento di un demente). Es. di comportamento disorganizzato: voglio fare lo scrittore, ma, non solo non scrivo, neppure mi metto le scarpe, e, scalzo, vado a cena in un ristorante, ordino e vado via senza aver atteso le portate e senza pagare.
Per aversi psicosi è sufficiente la sussistenza di uno solo di questi sintomi (infatti per es. nel disturbo delirante l’unico sintomo presente è il delirio). Stabilito cosa s’intende, in generale, per psicosi, dobbiamo andare a vedere se sia possibile o meno confutare quest’ipotesi generale nel caso di Michele Astrini, ed in caso negativo formulare delle ipotesi specifiche di psicosi. Innanzitutto, bisogna chiedersi: è possibile rintracciare nel pensiero e nel comportamento del personaggio la presenza di sintomi psicotici? Cioè, vi sono deliri? allucinazioni? comportamento disorganizzato?
A prima vista, l’esperienza di Michele Astrini è un fiorire di deliri, allucinazioni visive ed acustiche, comportamento disorganizzato. Ma bisogna fare attenzione a non formulare giudizi affrettati e superficiali. Circa i deliri, il narratore e Savemi ci fanno sapere che “dalla bocca" e “dalle tasche" di Michele non fanno che uscire pezzetti di mondi…"; Michele parla, infatti, a Savemi del mondo di Eleonora Costantini, che indossa sempre una camicetta bianca con i primi tre bottoni slacciati, del mondo di Pigi che si è mangiato il suo amico e che si è poi trasformato in lui, e del mondo macabro in cui si sono ritrovati Nella, Enrico, Riccardo, Valentina e Manuela, dopo aver deciso di fare un picnic al cimitero, e Savemi raccoglie “il racconto dei foglietti gialli", “Un cronometraggio". Ma, come si evince dalle stesse parole di Michele, egli sa benissimo che si tratta di cose “inventate", di “cose non accadute", di “carabattole". Quanto alle allucinazioni visive, noi sappiamo, dal narratore, da Savemi e da Michele stesso che egli “vede" uscire dalla bocca delle persone oggetti o lettere colorate. Tuttavia Michele chiarisce che “non sono allucinazioni, ma solo fantasticherie", funzionali alla sua particolare concezione della forza e della consistenza delle parole (le parole parlate per Michele sono oggetti!). Insomma, Michele usa delle immagini mentali per rappresentarsi determinate concezioni delle cose. Quanto alle allucinazioni uditive si deve tener presente che la parola scritta “arriva a Michele attraverso il solo suono", quindi non deve stupirci quando egli scrive di aver sentito delle voci, provenire dalla torretta del computer, che ripetevano parole (//diplomatica//, //fritillaria//, //stupa//), scritte su alcuni foglietti appiccicati da qualche parte nella sua stanza e contenute in carabattole salvate sul computer: è solo un modo per dirci di aver avuto un’ intuizione! E’ evidente che Michele è in grado di operare una distinzione tra realtà ed immaginazione. Quindi, tutto ciò che egli scrive è un prodotto dell’immaginazione e le esperienze narrate nell’epilogo del computer vanno lette alla luce delle parole scritte da Michele nel proemio nel computer : “se scrivi il libro, tutte le ore che hai perso per scriverlo, tutte le amicizie che hai interrotte per scriverlo, tutte le stranezze e le manie che ti sei fatto venire per scriverlo, tutti i treni che hai perso o che hai preso, se scrivi il libro acquistano senso". Quanto al comportamento disorganizzato, di esso non c’è traccia: quello di Michele è un comportamento strano, ma non disorganizzato. L’assenza di deliri, allucinazioni e comportamento disorganizzato ci porta a scartare l’ipotesi della psicosi, e quindi della schizofrenia e della paranoia. E scartando la paranoia, viene cosi ad essere scartata, ovviamente, l’ipotesi della grafomania, alla quale avrebbe potuto condurci il titolo dell’opera, “La Mania per l’alfabeto". La grafomania rientra, infatti, tra le forme di paranoia, e, di conseguenza, richiede la sussistenza di un delirio monotematico non bizzarro che presenti elementi di grandiosità o di sospettosità. Sono per es. grafomani coloro che scrivono continuamente lettere ai direttori dei giornali per lamentarsi di un qualche torto che ritengono di aver subito. I testi di Michele Astrini, di sicuro, non hanno carattere rivendicativo.
Il disturbo bipolare (o maniaco-depressivo) è un disturbo dell’umore. I disturbi dell’umore sono dei disturbi che riguardano lo stato d’animo. In assenza di disturbi dell’umore si ha una situazione di eutimia, cioè una situazione di equilibrio tra sentimenti di tristezza e sentimenti di felicità. Nel disturbo bipolare (maniaco-depressivo), si alternano episodi depressivi ed episodi maniacali. Per depressione s’intende un abbassamento del tono dell’umore. I sintomi depressivi sono: tristezza, abulia, apatia, anedonia, rallentamento psicomotorio, iposonnia o più frequentemente ipersonnia (i depressi preferiscono dormire per sentire meno il dolore), iporessia (fino all’anoressia) o iperfagia. La mania presenta sintomi diametralmente opposti a quelli della depressione. Per mania s’intende, dunque, un innalzamento del tono dell’umore. I sintomi maniacali sono: euforia o irritabilità, autostima ipertrofica o grandiosità, maggiore loquacità del solito (oppure spinta continua a parlare), aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale) oppure agitazione psicomotoria, iposonnia. La forma lieve di mania è detta ipomania. Esistono diversi tipi di disturbo bipolare, i quali differiscono sia in relazione all’intensità e gravità dei sintomi maniaco-depressivi, sia in relazione alla prevalenza dei sintomi maniacali su quelli depressivi, e viceversa. Il disturbo ciclotimico è la forma più lieve di disturbo bipolare: in esso gli episodi depressivi e maniacali sono lievi o moderati. In relazione al caso Michele Astrini si avrà riguardo alla forma più lieve di disturbo bipolare. Stabilito cosa s’intende per disturbo bipolare, dobbiamo andare a vedere se sia possibile, analizzando il pensiero ed il comportamento di Michele Astrini, confutare l’ipotesi formulata. E’sicuramente possibile individuare episodi depressivi nella vita del personaggio. Depressione, che trova giustificazione nella situazione di incertezza lavorativa (Michele è un lavoratore precario, il cui contratto a termine sta per scadere), nella difficoltà di inserimento in un contesto che richiede competenze di cui Michele era inizialmente sfornito (il mondo dei geometri, ingegneri ed architetti non era quello in cui Michele era abituato a muoversi), nelle pesanti pratiche di mobbing poste in essere nei suoi confronti dalla Ditta (i demansionamenti; le allusioni tutt’altro che velate, “Rick!Rick!Rick!", alla sua presunta omosessualità ed, in un secondo tempo, le battutacce, sulle sue, sempre, presunte grandi capacità amatorie; i cenni di molestia sessuale da parte di Piragna), nelle incomprensioni con la ragazza e la famiglia (probabilmente delusa dall’abbandono degli studi universitari da parte sua), e nel blocco creativo. E’sicuramente possibile individuare nella vita del personaggio anche episodi ipomaniacali. Si pensi per es. all’aumento dell’attività finalizzata, cioè all’esigenza di Michele di “aver sempre qualcosa da fare", e all’agitata rapidità (che lo porta poi a sbagliare) con cui porta a termine i compiti che gli vengono assegnati (“Michele cercava di rendersi utile sbrigando compiti che nessuno gli richiedeva: li richiedeva lui – alla Responsabile della Segreteria oppure al Centralino: qualunque cosa pur di fare- e qualche volta li sbagliava anche i compiti o li consegnava incompleti" /"Se doveva compilare un registro di carico/scarico dei rifiuti doveva farlo, anche se nessuno glielo chiedeva nel giro di uno o due giorni"), alla loquacità con cui, a volte, intrattiene Savemi, riportando racconti su racconti. Ed è sempre l’ipomania che lo porta a scrivere fogli su fogli (o meglio post-it su post-it).
Tutto ciò non ci consente di scartare l’ipotesi del disturbo bipolare.
Il disturbo ossessivo-compulsivorientra tra i disturbi d’ansia. Questi sono un gruppo di disturbi accomunati dal sintomo ansia. L’ansia è patologica quando oltrepassa il livello di quella che viene definita “ansia fisiologica", la quale può sussistere in relazione a particolari esperienza di vita e che è del tutto giustificabile (si pensi all’ansia che può cogliere il soggetto prima di sostenere un esame). L’ansia patologica crea disagio e notevoli difficoltà funzionali al soggetto che ne è portatore. Il disturbo ossessivo-compulsivo, in particolare, è caratterizzato da ossessioni (che causano ansia o disagio marcati) e/o compulsioni (che servono a neutralizzare l’ansia). Le ossessioni sono idee, pensieri, impulsi o immagini persistenti, vissute dal soggetto (che è capace di riconoscere che si tratta solo di un prodotto della sua mente) come intrusive e inappropriate, e che causano ansia o disagio marcati. Le ossessioni più frequenti sono: i dubbi ripetitivi (per es., chiedersi se si è lasciata la porta aperta o se ci si è comportati in modo tale da causare delle lesioni a qualcuno guidando), la necessità di avere le cose in un certo ordine (per es., disagio intenso quando gli oggetti sono in disordine), gli impulsi aggressivi o terrifici (per es., timore di aggredire qualcuno o di bestemmiare in chiesa) e i pensieri di contaminazione (per es., essere contaminati quando si tocca qualcosa). Il soggetto con ossessioni di solito cerca di ignorare o sopprimere tali pensieri o impulsi o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni (cioè, una compulsione). Ad esempio, un individuo afflitto dal dubbio di non aver chiuso una porta cerca di neutralizzarlo controllando ripetutamente per assicurarsi di averla chiusa. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi (cioè lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (per es., pregare, contare, ripetere mentalmente delle parole) il cui obbiettivo è quello di prevenire o ridurre l’ansia e non quello di procurare piacere. Di solito, la persona si sente spinta a mettere in atto la compulsione per ridurre il disagio che accompagna un’ossessione o per prevenire qualche evento o situazione temuti. Ad esempio, chi è tormentato dall’ossessione di avere lasciato una porta aperta può essere spinto a controllare la porta ripetutamente, chi è tormentato dall’ossessione di essersi sporcato le mani può ridurre il proprio disagio mentale lavandosi le mani. Le compulsioni sono sempre eccessive e non connesse in un modo realistico con ciò che sono designate a neutralizzare o prevenire. Le compulsioni più comuni sono: lavarsi e pulire, ripetere azioni e mettere in ordine, controllare, contare, richiedere rassicurazioni. Stabilito cosa s’intende per disturbo ossessivo-compulsivo, dobbiamo andare a vedere se sia possibile, analizzando il pensiero ed comportamento di Michele Astrini, confutare l’ipotesi formulata. Dobbiamo chiederci: è possibile rilevare nel suo pensiero e nel suo comportamento la presenza di ossessioni e/o di compulsioni? Cioè, l’idea persistente di scrivere Il Libro è considerata da Michele Astrini come intrusiva ed inappropriata? L’atto di scrivere è da lui percepito come una costrizione irrazionale? La risposta ad entrambe le domande è “no": Michele ha sviluppato l’amore per la lettura fin dalla più tenera età, scrive dall’età di 12 anni , e ciò, nonostante la fatica e la sofferenza che comporta, gli procura gratificazione: non è perciò irrazionale la sua idea di dare concretizzazione a questa sua passione con la realizzazione di un “libro" , rappresentativo del suo peculiare modo di concepire la scrittura. L’ipotesi del disturbo ossessivo-compulsivo è perciò da scartare.
Il Disturbo di Personalità Non Altrimenti Specificato ( disturbo NASdi personalità), è una categoria particolare dei disturbi di personalità. Innanzitutto, si deve precisare cosa s’intende per disturbo di personalità. Si parla di disturbo di personalità quando si riscontra nel soggetto un modello, stabile, pervasivo e inflessibile, di esperienza interiore e di comportamento, che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo. Esso esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta, e determina compromissione sociale significativa o sofferenza soggettiva.
Molto sinteticamente, ricordiamo che i Disturbi di Personalità sono raggruppati, in relazione alle analogie descrittive, in 3 cluster:
Cluster A . Comprende disturbi i cui portatori presentano un comportamento strano, bizzarro, eccentrico. Rientrano in questo cluster: 1) Il Disturbo Paranoide di Personalità: è un quadro caratterizzato da sfiducia e sospettosità, per cui le motivazioni degli altri vengono interpretate come malevole. 2) Il Disturbo Schizoide di Personalità: è un quadro caratterizzato da distacco dalle relazioni sociali e da una gamma ristretta di espressività emotiva. 3) Il Disturbo Schizotipico di Personalità: è un quadro caratterizzato da disagio acuto nelle relazioni strette, distorsioni cognitive o percettive, ed eccentricità nel comportamento.
Cluster B. Comprende disturbi i cui portatori appaiono amplificativi, emotivi o imprevedibili. Rientrano in questo cluster: 1) Il Disturbo Antisociale di Personalità: è un quadro caratterizzato da inosservanza e violazione dei diritti degli altri. 2) Il Disturbo Borderline di Personalità: è un quadro caratterizzato da instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e degli affetti, e da marcata impulsività. 3) Il Disturbo Istrionico di Personalità: è un quadro caratterizzato da emotività eccessiva e da ricerca di attenzione. 4) Il Disturbo Narcisistico di Personalità: è un quadro caratterizzato da grandiosità, necessità di ammirazione, e mancanza di empatia.
Cluster C. Comprende disturbi i cui portatori appaiono ansiosi o paurosi. Rientrano in questo cluster: 1) Il Disturbo Evitante di Personalità: è un quadro caratterizzato da inibizione, sentimenti di inadeguatezza, e ipersensibilità ai giudizi negativi. 2) Il Disturbo Dipendente di Personalità: è un quadro caratterizzato da comportamento sottomesso e adesivo legato ad un eccessivo bisogno di essere accuditi. 3) Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità: è un quadro caratterizzato da preoccupazione per l’ordine, perfezionismo ed esigenze di controllo.
Il disturbo NAS di personalità, è una categoria a disposizione per due situazioni: 1) il quadro personologico dell’individuo soddisfa i criteri generali per un Disturbo di Personalità, e sono presenti tratti di Disturbi di Personalità diversi, ma non risultano soddisfatti i criteri per nessuno specifico Disturbo di Personalità; oppure 2) il quadro personologico dell’individuo soddisfa i criteri generali per un Disturbo di Personalità, ma l’individuo viene considerato affetto da un Disturbo di Personalità non incluso nella Classificazione (per es., disturbo passivo-aggressivo di personalità).
Stabilito cosa s’intende per disturbo nas di personalità, dobbiamo stabilire se, esaminando la personalità di Michele Astrini, è possibile confutare la nostra ipotesi. Dobbiamo quindi rispondere alle seguenti domande: 1) il quadro personologico dell’individuo soddisfa i criteri generali per un Disturbo di Personalità? 2) sono presenti tratti di vari Disturbi di Personalità? 3) risultano soddisfatti i criteri per un qualche specifico Disturbo di Personalità?
E’ evidente, dalla lettura del testo, che la personalità di Michele Astrini presenta stabilmente dei tratti rigidi e non adattativi, che determinano una compromissione sociale significativa ed una marcata sofferenza soggettiva. E’, dunque, sicuramente presente un disturbo della personalità. Sono presenti tratti di vari disturbi della personalità. Sono presenti tratti del disturbo schizotipico (pensiero e linguaggio strani: sono metaforici -il “Fantasma" ed il “Demone" sono certo metafore, ma si pensi anche ai termini da lui usati per far riferimento alle amiche di Savemi- ed iperelaborati; sospettosità o ideazione paranoide; comportamento strano, eccentrico e peculiare: riempire le tasche di foglietti di carta e disseminarli ovunque non è certo usuale), del disturbo narcisistico (crede di essere speciale, e di dover frequentare e poter essere capito solo da altre persone speciali: gli “scrittori"), del disturbo ossessivo-compulsivo (attenzione per i dettagli, le regole, le liste, l’ordine, l’organizzazione o gli schemi, al punto che va perduto lo scopo principale dell’attività; eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività -nel suo caso si fa riferimento alla scrittura-, fino all’esclusione delle attività di svago e delle amicizie), ma non sono sufficienti per poter diagnosticare nessun disturbo specifico. L’ipotesi di disturbo nas di personalità non può perciò essere scartata.
In conclusione, a seguito della nostra breve analisi, possiamo affermare di aver rilevato, in Michele Astrini, un disturbo nas di personalità correlato ad un disturbo bipolare moderato. Michele non è, dunque, uno psicotico, ma un sognatore che, concentrando su di un unico obbiettivo le proprie energie mentali, inizia a dar forma al proprio fantasma. LA MANIA PER L’ALFABETO può, dunque, essere letto come il “Romanzo sul processo creativo". Le singolari vicende interiori di Michele sono parte del lungo e dolorosissimo travaglio che precede la nascita di un’opera.

Pubblicato da Marco Candida, il giorno e l'ora: 08.05.07 16:46

Interventi

Interessantissimo!

Pubblicato da: Felipe - 27.04.07 07:45

Grazie Felipe! Ci tengo, però, a fare una precisazione! Il lavoro in questione non è una "perizia di psichiatria forense", non essendo Michele Astrini un autore di reato e non avendo come scopo quello di accertare la sussistenza o meno nel soggetto di disturbi mentali di rilevanza giuridica (incidenti, cioè, sull'imputabilità), bensi un esperimento: si è usato il metodo e le conoscenze proprie di una peculiare disciplina scientifica, la psichiatria forense appunto, per analizzare il caso di un personaggio letterario non autore di reato per scopi letterari!

Pubblicato da: angela - 27.04.07 10:07

Ah, il protagonista del romanzo non aveva abbastanza spazio e allora è stata aggiunta questa noticina a margine. Ma io volevo sapere qualcosa di più sugli altri personaggi, porelli, che sono stati offuscati dal pro-ta-go-ni-sta. Eh.

Pubblicato da: Carl Napoleon de' Rosental I - 28.04.07 13:25

Caro Carl Napoleon de' Rosental I, in effetti il mio scritto, non a caso presentato in questi termini: "Esperimento: analisi del caso Michele Astrini", è interamente centrato su un'unica figura e ciò perché, a mio avviso, quando si ha a che fare con un pro-ta-go-ni-sta cosi interessante come Michele, gli altri personaggi, che comunque ricalcano, nel bene e nel male, modelli comportamentali comuni, passano automaticamente in secondo piano! Del resto, ciò che è nella norma non è oggetto diretto dei miei studi. Ciao, :)

Pubblicato da: angela - 02.05.07 15:01

Molto interessante, Angela. Letto con vorace curiosità. Congratulazioni per l'esperimento. Marco, aggiungo anche che ho ricevuto ieri la mia copia della "Mania per l'alfabeto": sto continuando ad accarezzarla e ad annusarla e mi pare proprio un bellissimo "oggetto-libro". Tra poco inizierò a leggerlo (e non dubito che sia notevole anche il contenuto: è da ieri che apro a caso e leggo pagine sparse. Mi sembra un'affascinante spirale coinvolgente). In bocca al lupo, ci vediamo presto a Roma, Giovin Scrittore! ;)

Pubblicato da: Gaja - 03.05.07 09:00

Cara Gaja, sì, ci vediamo a Roma, il 7 Giugno, alle ore 19.00, all'AgaveBookBar, con Colombati. :-)

Pubblicato da: Marco - 03.05.07 09:16

Marco, in bocca al lupo.

Pubblicato da: Roberto Tossani - 03.05.07 09:17

Grandissimo, Marco. Tutto stampato in mente, altro che computer! :-)))

Pubblicato da: Gaja - 03.05.07 09:17

Roberto, crepi il lupo. :-)

Pubblicato da: Marco - 03.05.07 09:19

Auguroni dal decone. Ti prometto che se non mi piacerà non ci cazzeggerò sopra nel mio blog. Bisogna dare fiducia ai giovani:- )

Pubblicato da: Lucio Angelini - 03.05.07 11:19

In bocca al lupo, Marco. Di cuore.

Pubblicato da: ramona - 03.05.07 13:29

Un augurio anche da parte mia, Marco.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 03.05.07 14:27

EbbravoMarco! Complimenti, davvero.

Pubblicato da: Rossella - 03.05.07 15:15

Grazie :-)

Pubblicato da: Marco - 03.05.07 15:32

In bocca al lupo, Marco!

Pubblicato da: Francesco Gallo - 03.05.07 17:49

Oggi ero a Roma e nel pomeriggio sono entrato in un paio di librerie per acquistare questo libro. non pervenuto ancora. Siccome tornerò a Roma non prima di una settimana e nella città dove vivo non arriverà mai, come fo?
Nel caso dove posso ordinarlo? Direttamente a te? me ne spedisci una copia in contrassegno? e con dedica?

Pubblicato da: Gianluca Minotti - 03.05.07 19:57

Grazie per i complimenti, Gaia. Marco, finalmente la lunga attesa è terminata: era ora!!! :)

Pubblicato da: angela - 03.05.07 21:34

@ Gianluca
http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_libro=978-88-518-0086-4
:-)

Pubblicato da: Mary - 03.05.07 21:40

Grazie Mary. Non ci avevo pensato. A volte sono sciocco, però meno male che ci sei tu. Ebbene sì, diciamolo agli amici di vibrisse: Mary è davvero una cara, cara ragazza.

Pubblicato da: Gianluca Minotti - 04.05.07 11:22

Puoi anche recarti in una libreria e se ti dicono che il libro non c'è, chiedere di connettersi a internet e andare sul sito sironi e verificare invece il libro c'è.

Pubblicato da: pino - 04.05.07 13:27

@ pino

sì. in passato ho fatto così molte volte per sferzare librai (?) della mia città (?). che però negano la realtà. cioè, prendono gli ordini. per libri che poi puntualmente non sanno farsi arrivare.
chissà, forse ce l'hanno con me.
bene, una settimana fa, giacché mi piace a volte essere sarcastico, approfittando del fatto che nella vetrina c'era l'educazione sentimentale di flaubert, sono entrato e ho chiesto lumi se fosse una novità editoriale.

Pubblicato da: Gianluca Minotti - 04.05.07 16:04

Minotti, se vuoi, tu puoi.

Pubblicato da: Annalisa Minetti - 04.05.07 16:10

@ Gianluca
:-)

Pubblicato da: Mary - 04.05.07 16:13

Tanto per curiosità:: ma il Centro Commerciale Oasi in quale città è?

Pubblicato da: giuliomozzi - 09.05.07 00:16

Tortona, Giulio.

Pubblicato da: Marco - 09.05.07 08:40

Il Centro Commerciale Oasi si trova tutt'attorno all'Iper di Tortona che è a Tortona in provincia di Alessandria a metà strada tra Genova e Milano e tra Asti e Piacenza
Il nome, per quanto possa sembrare ispirato da un buon comunicatore marketing, riprende semplicemente quello del quartiere tortonese omonimo (che io sappia, magari è il contrario).
Ci sono tanti Iper, ma un solo centro commerciale Oasi. Prima quell'Iper era un poco più lontano e più piccolo e meno "centro" anche se altrettanto "commerciale". Poi l'hanno fatto nuovo dov'è e come'è ora.
Prima ancora era un Carrefour Carrefur Careffoor ...In somma era di un'altra marca.

Pubblicato da: gattostanco - 09.05.07 10:15

ho iniziato ieri le prime pagine dellibro e devo dire che promette davvero bene...

Pubblicato da: giacomo - 09.05.07 12:14

Auguri Marco! Sono felice per te e curiosa di leggere.
Un bacione

Pubblicato da: stefania - 09.05.07 17:18

Grazie Stefania. :-) Giacomo, grazie per aver acquistato il libro e se puoi mandarmi un'e-mail per farmi sapere se le promesse sono state mantenute, l'indirizzo è marco.candida[chiocciola]libero.it. :-) Caro Gattostanco, sì, in fatti. La specificazione del luogo dell'Oasi richiesta da Giulio, a me è sembrata superflua. L'ho comunque aggiunta. ;-)

Pubblicato da: Marco - 09.05.07 17:45

Be', a me non sembrava superflua. Io non ho mai sentito qualcuno dire "vado al centro commerciale Oasi", ma ho sempre sentito tutti dire "vado all'Iper". Eppoi magari uno che abita in zona, ma che non è solito andare all'Iper/centro commerciale 'Oasi', magari è invogliato a fare un salto ora che trova indicato dov'è ed è sicuro che tu non ti stia riferendo a qualche posto nel milanese o altrove.
Tra l'altro in La mania per l'alfabeto sarebbe stato utile inserire, a mio modesto parere, una cartina sommaria di Tortona con indicato all'incirca l'indirizzo di Michele, di Bertoncelli (o come si chiama, ora non ricordo), la zona (mooolto all'incirca) dov'è la ditta del bitume e Salice Terme e ...a dare un quadro geografico locale a coloro abituati a vivere in una metropoli e poco avvezzi a immaginarsi la provincia.
Boh, era tanto per scherzare :D
...L'ho finito.
Manonl'avreimaidettoprima che mi sarebbe piaciuto davvero molto (pensavo mi sarebbe piaciuto abbastanza 20% o un po' 10% o molto 30% (senza "davvero") o poco 25% o per nulla 25%).
Ovviamente, e dico "ovviamente" apposta anche se è vero che sono solito digitare spessissimo "ovvio" e "ovviamente" ("spessissimo" al confronto è rarissimo), speravo di poter pensare nel mio intimo più profondo e privato (nella piccola parte dedicata ai pensieri meschini e invidiosi) "E bene, ca**o, questo ero capace anch'io di scriverlo". E invece no.
E pensare che l'ho trattato un po' malee non gli ho mai concesso la lettura sul divano. Assicuro però di non averlo mai preso in giro (magari mi verrebbe voglia di prendere in giro te, perché non sempre capisco quel che intendi -tipo la faccenda del dov'è il c.c.Oasi: che io penso sia ovvio che si debba mettere dove diamine è dato che Vibrisse lo leggono ovunque-). L'ho fatto solo con le ultime pagine quando ormai aveva stravinto lui e io meritavo di farmi coccolare dal finale (qualunque fosse).
Ne digiterò in un post. Per il momento, grazie (sai era passato del tempo dall'ultima volta che un libro era riuscito a distrarmi dai brevi momenti di complicità coniugale durante la preparazione di una cena serena e, in prospettiva, gustosa).

Pubblicato da: gattostanco - 09.05.07 19:24

"L'ho fatto solo con le ultime pagine" mi riferisco a alla lettura sul divano e non al prenderlo in giro. Non sono stato chiaro nel commento sopra. Chiedo scusa.

Pubblicato da: gattostanco - 09.05.07 19:30