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11.05.07

I fatti di Rignano Flaminio / Un intervento di Guglielmo Gulotta

di Guglielmo Gulotta

[altri articoli in vibrisse sullo stesso argomento]

Guglielmo Gulotta[Guglielmo Gulotta è avvocato, psicologo, psicoterapeuta, professore ordinario di Psicologia Giuridica presso l’Università degli Studi di Torino, presidente dell'Associazione italiana di psicologia giuridica (Aipg), direttore della rivista in rete Psicologia e giustizia]

In relazione ai molteplici dibattiti e discussioni radiotelevisivi suscitati dall'interesse esploso intorno alla vicenda di Rignano Flaminio, con la quasi totale assenza di accademici esperti della materia nonché dei firmatari della Carta di Noto - riconosciuta come il documento guida nei casi di sospetto abuso sessuale - esprimo alcune considerazioni, innanzitutto nella mia veste di psicologo, psicoterapeuta e Professore ordinario di Psicologia Giuridica - unica cattedra del Paese - e di avvocato che si è occupato, in qualità di difensore, di ben quattro casi di pretesi asili a luci rosse; due di questi si sono conclusi con l'assoluzione di tutti gli imputati, uno è ancora in fase di indagine e il quarto, per cui siamo inattesa della Cassazione, con l'assoluzione di 4 imputati e la condanna di un bidello. Oggi apprendiamo che a Rignano Flaminio il Tribunale del Riesame ha annullato le ordinanze di custodia cautelare in carcere di 5 indagati rimettendoli in libertà. Ritengo doveroso mettere al corrente il pubblico del come e del perché, nonostante i media diano ampio rilievo a dichiarazioni dei bambini e delle madri che di per sé sono inconciliabili con l'assoluzione degli imputati e con la loro scarcerazione, praticamente la totalità di questi processi si concludano con l'accertamento da parte della magistratura dell'innocenza degli stessi e con una conseguente sentenza assolutoria. [...]

Leggi tutto l'intervento di Guglielmo Gulotta nel sito Falsi abusi sui minori.

[Per approfondire il punto di vista di Gulotta, può servire ascoltare la sua lezione sul tema La diagnosi abusante. Le domande che non sono domande]

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 11.05.07 09:01

Interventi

Link non funzionante, ach!

Pubblicato da: segnalazione - 11.05.07 10:54

Veramente, mi par che funzioni tutto.

Pubblicato da: giuliomozzi - 12.05.07 07:59

A me pare che la vera trappola cognitiva sia la tendenza (italiana?) a far parlare esperti e paraesperti su cose di cui non hanno una conoscenza specifica, e partire subito con un bel dibattito che prende le trippe. Per i fatti di rignano flaminio bastava aspettare la decisione del Tribunale della libertà che dice - anzi dirà, perché la motivazione sarà depositata tra un mesetto - quali sono i buchi dell'istruttoria.

Pubblicato da: andrea barbieri - 12.05.07 18:32

Qui, come da altri parti, c'è solo una gran voglia di sdoganare l'argomento e levarselo dai piedi.
Attendiamo le motivazioni del Giudice del Riesame e lasciamo gli esperti, espertini ed espertucoli, veri o presunti che siano, a godersi i loro 15 minuti di popolarità.

Blackjack

Pubblicato da: Blackjack - 12.05.07 19:53

Alla persona che si firma "Blackjack".

Classifichi Guglielmo Gulotta tra gli "esperti veri", gli "espertini veri", gli "espertucoli veri", gli "esperti presunti", gli "espertini presunti" o gli "espertucoli presunti"? Perché, da quello che scrivi, non è chiaro.
Poi: che cosa vuol dire "sdoganare l'argomento"? Perché a me pare che queste parole non vogliano dir nulla.
Poi: chi è che, a tuo giudizio, vorrebbe "sdoganare l'argomento"? Perché tu non lo dici.
Poi: chi è, a tuo giudizio, che vuole "levarsi dai piedi l'argomento"? Perché tu non lo dici.
Una volta tanto, abbi il coraggio di dire qualcosa.
Tra l'altro: aspetto sempre di sapere se mi hai denunciato per i reati che, a tuo giudizio, ho commesso.
E sono ansioso di sapere se hai il coraggio di dire chi sei, o se continui a cagarti sotto dalla paura di prenderti la responsabilità di ciò che scrivi.

Per Andrea Barbieri.

Allo stesso modo è futile leggere nel giornale le previsioni del tempo. Basta aspettare, e si saprà se pioverà o no.

Pubblicato da: giuliomozzi - 12.05.07 20:44

Giulio, non credo che tu non sappia che le previsioni del tempo sono scienza, un meteorologo possiede un quadro dei fatti che elabora con modelli matematici. Infatti le previsioni sono indispensabili per tante attività umane.
Se le previsioni del tempo fossero l'esito di un talk show, con ospiti che non sanno nulla dei fatti ma ne parlano in base al sentito dire e alle proprie immaginazioni, le previsioni del tempo sarebbero perfettamente inutili: tanto varrebbe aspettare il giorno dopo.

Pubblicato da: andrea barbieri - 12.05.07 22:31

E i magistrati? Loro quando pagheranno per i loro errori? Anche in questo caso si sono dimostrati incompetenti, superficiali, impreparati e chi più ne ha più ne metta. E i famosi RIS? Abbiamo visto quanti e quali guai combina qul trombone che li guida: vedi Cogne, Cesaroni, Olgiata, ecc.

Pubblicato da: indignato - 12.05.07 23:25

Alla persona che si firma "indignato".

Scrivi delle scemenze. Qual è il magistrato che si sarebbe dimostrato "incompetente"? Quello che ha disposto gli arresti, o quello che ha deciso che gli arresti non sono necessari? Non ti rendi conto che l'accertamento della verità è un lavoro difficile? Io mi sono permesso di esprimere un dubbio; ma tu sembri non avere dubbi: il che è proprio dei cretini.

Per Andrea: anche la psicologia giuridica è una scienza; e il signor Guglielmo Gulotta è uno stimato esponente di questa scienza (forse il più stimato in Italia: visto che è il presidente dell'associazione dei cultori di tale scienza ecc., come si può vedere dai link). Peraltro il signor Guglielmo Gulotta non fa altro, anche lui, che esprimere dei dubbi.
Se si ammette (e mi pare che sia difficile non ammetterlo) che la pressione dei media e dell'opinione pubblica possa influenzare in una qualche misura le decisioni della magistratura (la legge stessa lo ammette, visto che prevede i casi di incompatibilità ambientale ecc.) non vedo perché, nel momento in cui i media esercitano delle pressioni e l'opinione pubblica viene agitata, si dovrebbe stare zitti e muti.

Pubblicato da: giuliomozzi - 13.05.07 01:10

Questa cosa che bisognerebbe stare zitti in attesa che la magistratura compia il proprio lavoro è una novità degli ultimi anni. Presuppone una fiducia totale e metafisica nella magistratura tutta, singolo esponente per singolo esponente, come se fosse un'istituzione infallibile e sovrumana. E non tiene conto del fatto che le inchieste sono atti pubblici sui quali il cittadino ha il diritto di avere informazione e anche di esprimere opinioni, dubbi etc. Campagne di informazione e/o di solidarietà agli imputati sono sempre esistite, secondo questa logica dello "stare zitti" perché tanto ci pensa la magistratura non avremmo avuto il "J'accuse" di Zola, non avremmo avuto la controinchiesta su Piazza Fontana (e Valpreda sarebbe ancora "il mostro") etc.

Pubblicato da: Mario Fontana - 13.05.07 10:13

Gulotta è un esperto vero, lo ammetto; talmente vero che ha esordito a Matrix sostenendo che 'poiché il caso di Rignano è simile al caso di Brescia e lì, a Brescia, sono stati tutti assolti, (almeno per ora e con l'esclusione del bidello della materna Abba) anche a Rignano dovranno essere assolti tutti'.
Salvo poi precisare che lui il caso di Rignano non lo conosce e non l'ha studiato. Quindi stava parlando a vanvera? oppure sparava sentenze per illuminazione divina? oppure è sufficiente essere Prof. per padroneggiare la sfera di cristallo?

Non fosse un esperto vero e non ci fosse stato Mentana, c'era da pensare a una puntata del Bagaglino e ad una imitazione ben fatta.

Per quanto riguarda la querela, Signor Mozzi, è lei che ha prospettato l'idea di querelarmi. Non cambi idea post sì e post no. Attendo fiducioso. Per quanto riguarda le deiezioni corporali, solitamente e invece di cagarmi sotto, preferisco un comodo bagno e della carta igienica.
Oddio, mi è capitato, l'estate scorsa e dopo una cena con abbondanti libagioni, di correre qualche rischio scambiando un peto per un cagata. Salvo per un pelo.

Per chiudere: l'unico dato di fatto è che il Tribunale del Riesame ha deciso di rimettere in libertà i 6 indagati e nessuno ancora conosce le motivazioni della sentenza. Attendiamo pazienti.

Blackjack

Pubblicato da: Blackjack - 13.05.07 11:37

Pedofilia. A differenza degli episodi di Brescia, Bergamo e altri, bellamente ignorati dalla maggior parte del sistema comunicativo nazionale e locale, il caso di Rignano Flaminio è esploso sui media in tutte le sue forme.
Le testate, tutte, si sono scatenate e ad ogni articolo migliaia di copie in più vendute.
L'evoluzione delle tesi esposte e il livello di suggestionabilità dei nostri giornalisti sarebbe da studiare. Attentamente. Prima tutti colpevolisti, con l'eccezione di Bonini su Repubblica, poi attendisti, poi garantisti.
Unico obiettivo evidente: cavalcare l'opinione pubblica e vendere copie.
Non ho molta considerazione degli italici giornalisti; i professionisti seri che non imbevono i loro articoli solo di convinzioni personali, sono rarissimi. Le poche (non sufficienti per costituire un caso e lo ammetto) conoscenze personali di giornalisti professionisti hanno, purtroppo, confermato questa mia idea.

Torno al tema pedofilia. Mi sta scandalizzando, di tutta questa storia, come è presentata e gestita sul fronte mediatico, il muro che è stato eretto a difesa degli indagati. Solo a difesa degli indagati e, tranne rare eccezioni, senza proporre, all'occhio del pubblico, nessuna delle argomentazioni a favore dei bambini e delle loro famiglie; che pure esistono.

La sentenza di Brescia relativa alle vicende della materna Sorelli è un esempio. Nonostante gli atti, confermati oltre che dai periti dell'accusa anche da tre dei sei periti di parte e senza una negazione certa da parte degli altri tre, confermassero la presenza di lesioni fisiche fotografate e periziate, ebbene: nonostante questo elemento gli indagati sono stati tutti assolti in primo grado.
E' bastata, per smontare il parere dei sei periti italiani, tutti professori di chiara fama e specialisti in materia, la perizia parziale, effettuata solo su sette bambini, della dottoressa Addams; nota esperta americana.
Peccato che la perizia non sia stata effettuata, ad esempio, su tutti i bambini e il caso di una bambina, incontestabilmente risultata deflorata, sia stato ignorato e ritenuto non importante; almeno in primo grado. E' stata una delle strategie adottate dalla difesa e che ha prodotto il risultato per cui la difesa lavora: far assolvere il proprio assistito.

Ma questo primo risultato non cancella l'anomala presenza, documentata e riconosciuta dai periti del tribunale e di parte, di ragadi anali in alta percentuale nei bambini/e coinvolti nell'orrida storia e di una bimba di meno di quattro anni incontestabilmente deflorata.

Nessun organo di informazione, se non dopo il caso di Rignano, ha nemmeno lontanamente pensato di prendere in mano le carte di Brescia e valutarle; analizzarle come un giornalista dovrebbe fare, proporre gli elementi trovati e alla fine, dopo una chiara esposizione degli elementi, sposare una delle due tesi.
Nulla di simile. Ignorando i dati di fatto molti giornalisti, opinionisti, esperti, utilizzano le sentenze precedenti, completamente slegate dai fatti di Rignano e senza alcun nesso fra di loro, per arrivare a un'unica conclusione: è una finta, tutta una finta e non è possibile che le maestre e persone normali compiano questi atti.

I bambini, tutti e sempre, raccontano perché suggestionati da genitori paranoici: genitori che pretendono che i loro figli siano stati violentati.

Fosse vero questo teorema pochissimi dei processi di mafia sarebbero arrivati a buon fine: la stragrande maggioranza dei processi di primo grado aveva prodotto, tranne casi rari, solo assoluzioni. Riina e tutti gli altri erano degli stinchi di santo e, per evitare che fossero liberati, il Parlamento Italiano si inventò una legge ad hoc per tenerli in galera, senza che nessuno degli attuali garantisti avesse nulla da ridire. Strana logica, non vi pare?

Gli imputati in processi mafiosi sono sempre considerati, dalla pubblica opinione e dagli organi di informazione, colpevoli. Piccolo saltello e cosa succede? Gli indagati per reati di pedofilia sono sempre considerati innocenti, e la schiera dei garantisti cresce a dismisura: sarà colpevole solo dopo il terzo grado di giudizio.

Brandisce le argomentazioni migliori, questa schiera: esperti, studi, dati, legami logici fra sentenze, psicosi collettive, bambini suggestionabili, bambini che mentono.

Fa paura la pedofilia. Spaventa. Smuove le coscienze e mette in piazza i mostri che tutti ci portiamo dentro. E che nessuno vuole vedere. Quasi una psicosi collettiva al contrario: non possiamo ammettere e non vogliamo ammettere che i nostri figli, i nostri nipoti, i nostri bambini possano diventare le prede di pedofili, di predatori che lavorano all'interno delle strutture che li dovrebbero proteggere. Le strutture nelle quali noi li mandiamo e che noi abbiamo scelto per loro.

Molto più semplice mettere tutto in discussione, raccogliere gli elementi che avvalorano le nostre certezze e cancellano le nostre paure. Sono l'ancora di salvezza della nostra mente, la porta blindata dietro la quale richiudere le nostre paure. Non hanno trovato nulla, non ci sono prove, non ho fatto niente; queste le affermazioni, in sequenza, di una delle indagate di Rignano Flaminio rimessa in libertà dal Tribunale del Riesame.

Non hanno trovato nulla.
Non ci sono prove.
Non ho fatto niente.

Motivazioni razionali. Troppo razionali. Un semplice 'non ho fatto niente' mi avrebbe lasciato, irrazionalmente, molto più tranquillo.

Blackjack

Pubblicato da: Blackjack - 13.05.07 12:54

Tante righe per dire un semplice: "Nel dubbio, tutti in galera!"
Complimenti per la verbosità.

Pubblicato da: x Blackjack - 13.05.07 15:23

Su Repubblica, intervista a Gianfranco Scancarello:
http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/cronaca/pedofilia-due/inte-scancarello/inte-scancarello.html

Pubblicato da: Mario Fontana - 13.05.07 15:49

Alla persona che si firma giuliomozzi: di solito chi dà del cretino a un'altro, specie se non ha capito nulla di quello che l'altro voleva dire, è un cretino alla terza potenza. Certo che l'impreparazione, ecc. si riferiva a PM e GIP che hanno messo alla gogna delle persone senza che i giudici del iesame trovassero indizi sufficienti a loro carico per tenerle in galera. Tu fai il Ponzio Pilato con "esprimo dei dubbi", io non ho "verità", ma ragiono sui fatti, che - al momento - sono con le persone indagate mandate a casa! Poichè analoghi casi (vedi Brescia, ecc.) hanno fatto la stessa fine, mi pare che alcuni magistrati (non tutti, per carità! Solo quelli che sbagliano clamorosamente) dovrebbero rispondere in qualche modo dei loro errori, come i geometri, i medici, gli ingegneri ecc. ecc. Non credi?

Pubblicato da: indignato - 14.05.07 01:22

lla persona che si firma giuliomozzi: di solito chi dà del cretino a un altro, specie se non ha capito nulla di quello che l'altro voleva dire, è un cretino alla terza potenza. Certo che l'impreparazione, ecc. si riferiva a PM e GIP che hanno messo alla gogna delle persone senza che i giudici del Riesame trovassero indizi sufficienti a loro carico per tenerle in galera. Tu fai il Ponzio Pilato con "esprimo dei dubbi", io non ho "verità", ma ragiono sui fatti, che - al momento - sono con le persone indagate mandate a casa! Poichè analoghi casi (vedi Brescia, ecc.) hanno fatto la stessa fine, mi pare che alcuni magistrati (non tutti, per carità! Solo quelli che sbagliano clamorosamente) dovrebbero rispondere in qualche modo dei loro errori, come i geometri, i medici, gli ingegneri ecc. ecc. Non credi?

Pubblicato da: indignato - 14.05.07 01:24

Alla persona che si firma "indignato".

Hai scritto: "E i magistrati? Loro quando pagheranno per i loro errori? Anche in questo caso si sono dimostrati incompetenti, superficiali, impreparati e chi più ne ha più ne metta". Adesso specifichi che parli di Pm e Gip e non del magistrato del Tribunale delle libertù (e quindi si può capire finalmente che cosa stai dicendo).
Io sospetto che Pm e Gip abbiano commesso degli errori; e lo sospetto, come ho detto e ripetuto, perché questo caso mi sembra simile ad altri casi nei quali eccetera eccetera.
Tu invece affermi, come se fosse cosa ormai assodata, che Pm e Gip abbiano commesso degli errori, e che per questi errori debbano "pagare". Io questa certezza non ce l'ho: ho dubbi e sospetti, come ho detto e ridetto.
Quanto al principio che chi sbaglia deve pagare, mi pare ovvio. Ti pare che io abbia sostenuto il contrario? Se sì, dì dove e come.

Alla persona che si firma "blackjack": leggi quello che scrivo, per piacere. Ho scritto che intendo difendermi, eventualmente anche per le vie legali. Se intendo difendermi, è perché spero che tu, avendomi qui anonimamente e fifonescamente accusato di cose che sono reati, trovi almeno il coraggio di sporgere denuncia: così potrò difendermi adeguatamente (solo un magistrato, infatti, può stabilire se effettivamente io ho commessi i reati di cui tu mi accusi). E ti ho chiesto ripetutamente di esporti con nome e cognome e indirizzo perché, prevedendo che tu non avresti avuto il coraggio di farlo, volevo far capire a chi legge queste nostre conversazioni che differenza c'è tra chi si assume la responsabilità di ciò che dice e chi non se la assume.

Tu (come pure colui che si firma "indignato") non te la assumi. Mi permetto dunque di pensare che sei, e non trovo parola più adatta, un vero cagasotto.

Pubblicato da: giuliomozzi - 14.05.07 10:02

Giulio, sinceramente, a me pare che tu mi stia prendendo per il culo.
Io ho detto che bisogna parlare avendo una conoscenza specifica dei fatti, questo vale anche per gli "esperti".
Tu rispondi con una battuta infelice che allora le previsioni del tempo non servono, tanto vale aspettare il giorno dopo.
Io ribatto che il meteorologo fa calcoli avendo un quadro dei fatti, cosa che nel caso dei fatti di RF non è data né a te, né agli esperti o paraesperti non coinvolti nel processo. Quindi dico: aspettiamo almeno la decisione del tribunale della libertà che ci darà qualche lume.
Tu rispondi che anche la psicologia è una scienza e l’esperto in questione è uno stimato esperto.
E qui, o non hai letto quello che ho scritto o mi prendi per il culo (propendo per la seconda).
IO NON METTO IN DUBBIO CHE ESISTANO ESPERTI SERI, METTO IN DUBBIO CHE QUESTI ESPERTI POSSANO PARLARE DI CASI DI CUI NON HANNO CONOSCENZA APPROFONDITA MA SOLO UN “SENTITO DIRE TELEVISIVO-GIORNALISTICO”.

Ma la vera motivazione del tuo “bavarder” sul caso la esponi schiettamente, è quella di partecipare alla pressione sui giudici che con una capriola linguistica ritieni “ammessa dalla legge”, mentre “ammetterla” in questo caso significherebbe considerarla “legittima”, quando la legge, al contrario, tutela l’indipendenza del giudice.

Il problema è che tu partecipi alla “pressione” senza sapere una beata mazza e dunque quello che dici è una puntata sul bianco o sul nero.
Infatti i tuoi pezzi, come quelli di Lipperini, hanno creato un allarmismo che è stato smentito dalla decisione del Tribunale della libertà, allarmismo che si risolve nello screditare il lavoro della magistratura.
Fortunatamente la magistratura ha smentito entrambi.

Pubblicato da: andrea barbieri - 14.05.07 10:07

Signor Mozzi, le sue arrampicate sui vetri sono memorabili. Io non l'ho mai accusata di nulla; è lei che, per motivi che non comprendo, ha minacciato di querelarmi per il semplice motivo che NON SONO d'accordo sulla sua presentazione a senso unico dei fatti di Rignano Flaminio.

Io mi sono limitato ad esprimere il mio dissenso a fronte di una posizione, la sua, che dal mio punto di vista non serve ad altro che, a fronte della visibilità del suo blog (non del mio che non ne ho), ad esercitare pressione nei confronti dei suoi lettori e quindi, indirettamente, nei confronti della Magistratura. Come scrive giustamente il Signor Barbieri.

Chiunque, rileggendo la sequenza degli interventi suoi e miei, può comprendere che è lei che, da cagasotto, prima minaccia di querelarmi, poi paventa visite alla Polizia Postale e quindi, da cagasotto, cerca di ribaltare la questione cercando di convincermi a regalarle, con una querela, una immeritata pubblicità e visibilità.

E' un assoluto incompetente in materia, come me, ma con un'unica grande differenza: lei Signor Mozzi è molto letto, io sono un signor nessuno.
E sta utilizzando a senso unico la sua visibilità per raccontare giudizi personali, non avvalorati da alcun tipo di conoscenza né sulla questione in oggetto, né sulla materia in quanto tale. Un atteggiamento pericoloso il suo: finge un approccio obiettivo nella descrizione dei fatti, ma non possedendo alcun titolo e alcuna capacità tecnica né in tema di giornalismo (non mi risulta che lei sia un giornalista), né in tema di psicologia/psichiatria legata all'abuso (non mi risulta che lei sia psicologo o psichiatra), il risultato finale è che ciò che passa ai suoi lettori, sono solo le sue personali opinioni.
Opinioni, non fatti. Opinioni che lei cerca in tutti i modi di avvalorare citando i pareri di esperti che NON CONOSCONO, per loro diretta ammissione, i fatti di Rignano Flaminio e quindi, come lei, muovono solo l'aria con le loro parole.

Un comportamento da buffone.

Blackjack.

Pubblicato da: Blackjack - 14.05.07 10:35

"hanno creato un allarmismo"

Non credo sia un allarmismo, è un allarme reale e concreto. Certamente è importante che chi viene coinvolto ingiustamente in casi di questo genere venga assolto, scagionato e restituito alla propria libertà e dignità. Ma sappiamo bene che questo non è possibile al 100%, dato che solitamente si viene criminalizzati a caratteri cubitali e poi "riabilitati" in un trafiletto a pag. 30, e intanto si è stati messi alla gogna come "mostri".
Quindi, è importante essere assolti, ma E' ANCORA PIU' IMPORTANTE NON RIMANERE COINVOLTI, è importante educare, informare, fare presenti a chi non li conosce casi precedenti in cui la testimonianza infantile raccolta in modo non neutro né professionale ha ingenerato psicosi, e suicidi di imputati. Sì, SUICIDI DI IMPUTATI in seguito assolti con formula piena.
Perché certe riabilitazioni arrivano quando ormai è troppo tardi. E spesso non ci si può permettere il lusso di limitarsi ad "attendere che la magistratura svolga il proprio compito".
Inoltre, sono due piani diversi: uno è quello del caso specifico, l'altro è quello della tendenza riscontrata nella società.
E' assurdo dire che si fa "allarmismo" se si ricordano casi come il Caso D'Outreau in Francia o il caso McMartin in America o le decine di inchieste degli ultimi anni in Italia, conclusesi sì quasi tutte con proscioglimenti e assoluzioni, ma dopo mesi o anni di calvario vissuto da chi era stato coinvolto per niente e massacrato dai media.
Andatelo a dire a queste persone che hanno vissuto l'incubo sulla propria pelle che Giulio Mozzi fa male a informare su quel che è successo loro, perché simili esperienze non abbiano a ripetersi.

Pubblicato da: Mario Fontana - 14.05.07 12:38

Mozzi non informa di un bel nulla, perché sui fatti NON SA NULLA. Ha scritto un articolo in base al sentito dire giornalistico basato a sua volta sul nulla.
Poteva venir fuori di tutto, per esempio che c'erano riscontri oggettivi ai racconti dei bambini: a quel punto come l'avrebbe messa?
Il risultato è che ci siamo trovati a saperne meno di prima sui fatti, ma piombati in un clima di paura infondata sulle conseguenze (smentite pochi giorni dopo dal Tribunale della libertà).
Se si è preoccupati sulle conseguenze di un procedimento di cui non si sa nulla sullo stato dell'indagine, come avevo già detto
- si segnalano gli aspetti abnormi;
- si segnala la violazione di regole,
punto e basta, non si delegittima la magistratura a priori.
Questo se volete fare informazione. Se volete fare la versione addirittura peggiorata di Matrix, be' allora accomodatevi pure...

Pubblicato da: andrea barbieri - 14.05.07 14:01

"- si segnalano gli aspetti abnormi;
- si segnala la violazione di regole,
punto e basta, non si delegittima la magistratura a priori."

Gli aspetti abnormi di molte inchieste, nelle ultime due settimane sono stati più volte segnalati, con dovizia di riferimenti e documenti. Idem per la violazione di regole, poiché esiste molto materiale scientifico su quale sia la corretta procedura per raccogliere la testimonianza di un minore, esiste un codice di comportamento per psicologi e inquirenti che si chiama "Carta di Noto", che in quest'ultimo caso di Rignano è stato completamente disatteso e non lo dico io, lo ha detto Ernesto Caffo del Telefono Azzurro e lo ha detto addirittura don Fortunato Di Noto, il "cacciatore di pedofili" n.1.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=176310
L'operato della magistratura è soggetto alla critica e al pubblico dibattito come qualunque altra istituzione dello Stato. Lo scrutinio delle azioni dei funzionari dello stato da parte di una collettività attenta e informata è il sale della democrazia. Negare questo e spacciare la nozione - del tutto anomala - di una magistratura intoccabile del cui lavoro non si dovrebbe parlare significa essere neofiti o turisti della democrazia.
Sorge il sospetto che in questa discussione non si critichi Mozzi per quel che ha scritto, ma si critichi quel che ha scritto soltanto perché lo ha scritto lui, e stessa cosa per Lipperini. Qui si fanno i giochini sulla vita delle persone, perché non sfogate i vostri rancori su tematiche meno PESANTI? Queste potrebbero cadervi sui piedi.

Pubblicato da: Mario Fontana - 14.05.07 16:39

Infatti, ho segnalata la violazione di alcune regole, citando la Carta di Noto e la Carta di Treviso.

Dopo aver lette le pagine e pagine di quotidiani nelle quali si parlava tranquillamente degli arrestati come di pedofili accertati, si usava la parola "mostri", si dava a intendere che esistessero e fossero nelle mani dei magistrati fotografie e filmati comprovanti gli abusi (tanto che il pm ha dovuto precisare e smentire), eccetera: a quel punto, Andrea, mi è sembrato sensato dire quel che ho detto.
Certo: di questi fatti, so ciò che ne dicono i giornali. E ho cominciato il mio intervento dicendo: di questi fatti so ciò che ne dicono i giornali, cioè nulla. In realtà ne so qualcosa di più: conosco non superficialmente un paio di casi che presentano con questo evidenti somiglianze.

Ho preteso di fare informazione? Non mi pare. Ho voluto esprimere un dubbio, nei giorni in cui nei grandi media furoreggiava la retorica dei "mostri".

Pubblicato da: giuliomozzi - 14.05.07 16:53

Alla persona che si firma "blackjack" e gode dell'anonimato.

Scrivi: "Prima minaccia di querelarmi, poi paventa visite alla Polizia Postale". Entrambe le cose non sono vere. Ho dichiarato - visto che mi accusavi di cose che sono reati - di volermi difendere. Ho scritto di essere stato, qualche giorno fa, presso la Polizia postale. Hai provato a chiederti perché ci sono stato?

Quanto alla mia competenza sulla materia, faccio notare che non ho fatto nulla per spacciarmi per più competente di quel che sono.

Pubblicato da: giuliomozzi - 14.05.07 16:59

Signor Mozzi, per ottenere informazioni dalla Polizia Postale non basta una visita e nemmeno essere titolari di un blog.
E' necessario presentare una regolare querela e quindi, sempre che la querela sia verificata e gli elementi presentati a sostegno della querela ritenuti sufficienti, il Magistrato (non la Polizia Postale autonomamente) può richiedere alla Polizia Postale di procedere all'accertamento dell'identità del querelato richiedendo i tabulati delle connessioni IP ai vari provider al fine di inoltrare la querela.

Nel caso in cui la Polizia Postale dovesse procedere ad accertamenti e/o divulgare notizie legate a indirizzi IP senza l'autorizzazione preventiva di un Magistrato si tratterebbe, senza alcun dubbio, della violazione di uno o più reati e, conoscendo sia come opera la Polizia Postale, sia la loro serietà, ho qualche dubbio che basti una sua visita (per motivi che solo lei può conoscere) per fare alcunché.

Come al solito si arrampica sui vetri, anche in questo caso, così come continua ad arrampicarsi sui vetri circa le mie presunte accuse.

L'unica accusa che le ho mosso è quella di incompetenza e faziosità, relativamente al tema in questione, e la riconfermo: è un incompetente fazioso.

Blackjack

Pubblicato da: Blackjack - 14.05.07 17:17

Ma il sedicente Blackjack, che fazioso evidentemente non si ritiene, cosa ha da dire sui vari casi riportati qui?
http://www.falsiabusi.it
E su questo? http://fr.wikipedia.org/wiki/Affaire_d%27Outreau
E su questi?
http://www.carmillaonline.com/archives/2007/04/002219.html

Pubblicato da: Mario Fontana - 14.05.07 17:51

Se si vuole davvero ragionare sulle cose, direi che è meglio lasciar perdere le cose del collettivo bolognese perché non c'è nessun rigore in quello che scrivono.
Poi sono convinto che le regole del processo vanno osservate e che se si vuole agire, si agisce DENTRO quelle regole, che oggi poi sono ampiamente garantiste. Se si ritiene che i FATTI siano stati ricostruiti arbitrariamente, quindi che il PM non abbia fatto il suo dovere /dovrebbe per legge infatti raccogliere anche prove a favore dell'indagato) non resta che la strada della CONTRO INCHIESTA che può dare ottimi frutti. Anche la mobilitazione va bene, abbiamo visto che nel caso Adrovandi quanto è stata importante, ma non deve essere mai una DELEGITTIMAZIONE della magistratura. Anzi, nel caso Aldrovandi è stato proprio il contrario, si cercavano prove e si invocava un giudizio. Però appunto, la madre del ragazzo era DENTRO le regole del processo.

Pubblicato da: andrea barbieri - 15.05.07 10:13

"Se si vuole davvero ragionare sulle cose, direi che è meglio lasciar perdere le cose del collettivo bolognese perché non c'è nessun rigore in quello che scrivono."

Intendi i Luther Blisset? Puoi indicarmi quali errori ci sono nel testo che ho segnalato, o la tua è una posizione per partito preso? A quel che mi risulta i Luther Blisset sono stati i primi in Italia a descrivere un fenomeno che in questi giorni è ampiamente dibattuto, e lo hanno fatto una decina d'anni fa, praticamente da soli. Hanno fatto appunto una CONTROINCHIESTA dettagliata su un caso giudiziario che i mass media davano già per concluso e hanno avuto un ruolo importante nel far sorgere dubbi, e infatti ci fu una piena assoluzione degli imputati. Avercene qualcuna di più, di "assenze di rigore" come queste! Tu puoi dire di aver fatto qualcosa del genere??

Comunque tutto il tuo discorso è riduttivo e non sta in piedi perché non tiene conto di un dato fondamentale: questo genere di processi avviene sulle pagine dei giornali e nei servizi dei TG. Sono certi giornalisti i primi a delegittimare una parte (l'imputato), sono loro a non stare dentro le regole del processo. Loro, e i PM che passano loro notizie che in teoria sarebbero sotto segreto istruttorio. Controinchieste e controinformazione servono a compensare questo stato di fatto in cui il garantismo è solo formale e non sostanziale, perché ripeto, l'imputato può essere assolto, alla fine, ma intanto è stato rovinato. Ieri sulla via Flaminia ignoti hanno appeso uno striscione con la scritta: "A MORTE I PEDOFILI DI RIGNANO". C'è insomma una parte di opinione pubblica che ha già fatto il processo ed emesso la sentenza.

Pubblicato da: Mario Fontana - 15.05.07 14:13

Caro Mario Fontana, ti faccio io due domande preliminari per ragionare:
La data di uscita di "Lasciate che i bimbi" - se non sbaglio - è ottobre 1997, tu conosci la data della prima sentenza di assoluzione - con formula piena "perché il fatto non sussiste" - per Marco Dimitri?
Esiste una sentenza di appello del giudizio di primo grado su "Lasciate che i bimbi"?

Pubblicato da: andrea barbieri - 17.05.07 10:23

Rispondo a entrambe le domande perché c'è un libro scaricabile gratuitamente, della giornalista Antonella Beccaria, che racconta tutta la vicenda.
http://antonella.beccaria.org/2006/06/19/in-libreria-e-su-internet-bambini-di-satana/
La sentenza di primo grado è del 1998, e questo dimostra soltanto che i Blisset avevano visto giusto, come il movimento di solidarietà a Valpreda aveva visto giusto con anticipo di anni sul fatto che non c'entrava con la bomba a Piazza Fontana ecc. Se la controinformazione si muovesse a cose fatte, che controinformazione sarebbe??
Sì, esiste una sentenza d'appello del 2000, che conferma in toto quella di primo grado, e il PM rinunciò a ricorrere in Cassazione. I Bambini di Satana poi sono stati risarciti dallo Stato per l'ingiusta detenzione, e quel capitolo è chiuso, gli imputati erano innocenti a dispetto di qualunque insinuazione.

Pubblicato da: Mario Fontana - 17.05.07 10:47

Chiedo scusa, avevo capito la sentenza d'appello per i Bambini di Satana. Che io sappia sul libro "Lasciate che i bimbi" finora c'è stata solo una sentenza civile, ma la condanna per diffamazione non riguardava la verità o falsità di quanto detto nel libro a proposito del processo e dell'innocenza dei Bambini di Satana (che del resto è stato confermato da due sentenze di assoluzione), bensì il "tono incivile" che il PM Musti aveva ravvisato nei passaggi in cui si parlava di lei, tono che riteneva "lesivo della sua identità personale". Anche questo è scritto nel libro di Antonella Beccaria. E c'è anche scritto che l'azione legale fu fatta contro UN SOLO CAPITOLO del libro, capitolo che non è quello che ho linkato io e di cui attendo ancora che tu mi indichi gli errori, come ti avevo invitato a fare diversi commenti fa.

Pubblicato da: Mario Fontana - 17.05.07 10:57

"Chiedo scusa"

Barbieri avrà un orgasmo, ora che finalmente qualcuno gli ha chiesto scusa!

Pubblicato da: accumulatore di orgoni - 17.05.07 11:02