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04.04.07
Legittima difesa
di Ernesto Milanesi
[Questo articolo di Ernesto Milanesi è apparso il 28 febbraio 2007 nel quotidiano Il manifesto. gm]
Anche il Body Building è uno sport. Concepito a fine ‘800 a Londra, nella palestra di Eugene Sandow. Sviluppato ben oltre il sollevamento pesi, fino a diventare il culto estremo del corpo muscoloso. Spiega Arnold Schwarzenegger, icona della disciplina nel suo manuale «il body builder è una macchina da corsa. Possiamo paragonarlo a una formula Uno, mentre l’uomo medio è un'utilitaria. Chi possiede una Ferrari sa che deve averne molta cura: deve essere portata a correre ad alte velocità.
Dunque sport al limite. Fisicamente, sulla soglia della prestazione davvero straordinaria. Un’ora di gara in cui si concentra lo sforzo di mesi in palestra. E inevitabilmente l’immagine del corpo “scolpito" in passerella rinvia all’idea di muscoli “gonfiati". Magari, anche grazie al doping, come, per altro avviene negli altri sport.
Una piccola e giovane casa editrice di Pavia ha appena pubblicato nella collana “Legittima Difesa" la storia di un campione di Body Bulding. Federico Focherini, modenese è il primo italiano a conquistare il titolo di mister universo assoluto, professionista ancora in attività, nella quarta di copertina si mostra come una sorta di Bruce Willis, anatomicamente martellato dalla potenza. Nel libro “El bonito crimen de los carabineros" (Eumeswil Edizioni, pp. 144 € 12,89) racconta la sua storia di inquisito.
Comincia all’alba dell'8 Marzo 2004: Claudia Bianchi, 36 ann,i Campionessa Italiana, Europea e Mondiale di Body Bulding, muore nell’appartemento romano in cui vive coi genitori. La prima diagnosi indica come causa un aneurisma celebrale. Claudia è la fidanzata di Federico, su cui si concentrano le indagini della procura affidate all’Arma. Il 3 Ottobre 2005 scattano le manette. Focherini finisce in carcere nell’ambito di una operazione anti-doping, denominata Asgard, con l’accusa di aver somministrato delle sostanze proibite a Claudia Bianchi.
Il libro, dalla prima all’ultima riga, è un memoriale teso a smontare fin nel minuscolo supporto il teorema accusatorio, insieme alle prove raccolte dai Carabinieri (in particolare con l’interpretazione delle intercettazioni telefoniche). Legittima Difesa. Perché, come ricorda Giulio Mozzi nella prefazione, “possiamo avere fiducia nelle giustizia solo se gli errori, i traviamenti, le perversioni dell’amministrazione della giustizia, vengono resi noti, raccontati, illustrati fin nei minimi dettagli".
L’accusa si basa su alcuni scritti rinvenuti tra i documenti della ragazza che, a detta degli inquirenti, apparterrebbero a Focherini. Documenti che però, a seguito di una perizia calligrafica, risultano essere stati scritti da altri. Dunque, Focherini spiega come un uomo dichiaratamente di destra, che collezionava i calendari dell’Arma e si fida va ciecamente dei carabinieri possa venir triturato dall’inquisizione e passare 77 giorni in carcere a meditare sulla giustizia. “La verità? Mi sono sentito un coglione. Perché è così che ti senti quando vieni ingannato, quando tutto ciò che ti appare in realtà è pura finzione, un Thruman Show interpretato interpretato da autori non professionisti".
Il libro ricostruisce gli stessi episodi che fondano l’accusa, puntando però l’indice dell’imputato sulle contraddizioni, gli abbagli e le lacune delle indagini. Focherini descrive come un apparentemente banale controllo sulla tangenziale est di Roma, il 16 Luglio 2004 alle 13,00 si trasforma in un incubo: tre ore in caserma con perquisizioni non solo dell’auto capitolo dopo capitolo, invece Cagna Latrante (così viene chiamata la principale teste d’accusa, assume una fisionomia ben diversa dalla Body Builder pentita nel merito ecco l’informativa del comando provinciale di Roma 4, Luglio 2005) “Si rappresenta che negli USA è libera la vendita degli anabolizzanti". E’ vero che Focherini fa la spola con l’Arizona, ma dal 1970 oltre oceano la legislazione in materia di possesso di sostanze dopanti è dettagliata quanto severissima. Le intercettazioni telefoniche, anche in questo caso, vengono interpretate sempre e comunque. A volte, leggendo il libro di Focherini, anche troppo unilateralmente. E se il diretto interessato non fa fatica ad ammettere il suo personale ricorso al doping prima delle gare, resta pur sempre un bel salto arrivare sino alla morte della fidanzata e allo spaccio delle sostanze a beneficio de media. Focherini replica colpo su colpo, utilizzando i personaggi a fumetti del gruppo TNT per disegnare la sua storia giudiziaria.
Ma questa specie di memoriale in pubblico diventa pur sempre la chiave giusta per aprire dall’interno il mondo del Body Building, scoprendo la mentalità di questi corpi allenati al dolore e un'altra lettura in controluce permette di vivere fra bilanceri, diete farmaci integratori prodotti e tabelle come chi negli States è considerato un campione alla pari dei professionisti del football, del baseball o dell’hockey su ghiaccio.
Sportivamente c’è chi ha messo Focherini alla gogna senza appello. Lui ha incassato tutto senza piegare la testa e si espone in pubblico gonfiando i muscoli della sua verità. Alla fine del libro spunta Marco Pantani, crocifisso nel 1999 al doping. Il sipario scende con una rassegna stampa che costringe inevitabilmente a meditare sui processi mediatici e sulla presunzione d’innocenza. Perfino soprappeso, senza voglia di sudare e al tavolino del bar sport, questa italianissima storia di amore e morte innocenza rivendicata e dolore da superuomini merita quantomeno rispetto attenzione. Lasciando in sospeso i pregiudizi sul Body Building che comunque è uno sport come tutti gli altri.
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 04.04.07 15:27
Interventi
giovedì 5
Pubblicato da: anonimo - 04.04.07 16:52
Dall'articolo, che mi sembra interessante, non si capisce bene l'immagine evocata di Marco Pantani. Forse dovrei leggere il libro...
"Alla fine del libro spunta Marco Pantani, crocifisso nel 1999 al doping". La frase non è mi molto chiara, mentre tutto il resto lo è.
E' da intendere: Pantani è stato crocifisso dal doping? O dai suoi accusatori? O che altro?
Mi viene da pensare che rievocare un personaggio, a suo modo un mito, potrebbe essere utile ai fini di una narrazione.
Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 04.04.07 18:14
un libro che mi incuriosisce molto. se mai troverò tempo (impresa disperata) lo leggerò. intanto lo compro.
Pubblicato da: giacomo - 04.04.07 21:51
Correggo. Grazie per avermi segnalato l'errore.
Pubblicato da: giuliomozzi - 05.04.07 10:14
'Azzo Giulio, era il 28 febbraio la pubblicazione del pezzo. Guarda un po' cosa monta...
Pubblicato da: ernesto - 05.04.07 15:01
Salve a tutti,
sono l'editore del libro. E tra l'altro se lo sono devo ringraziare Giulio Mozzi che qualche tempo fa aveva postato proprio su vibrisse un articolo dal titolo "Chi vuole pubblicare questo libro".
Devo ringraziare anche Costanzo che ha riproposto il caso. E ovviamente ernesto milanesi che ne ha scritto molto bene.
Per chi fosse interessato ad approfondire la storia di Federico segnalo questa lunga intervista di Alessandro Milan nel corso del programma di Radio 24 Reporter 24. Lì si capisce anche Pantani.
http://www.radio24.ilsole24ore.com/Radio24/Assets/ram/reporter24_240307.ram?cmd=art&codid=21.0.2286838857&menu=arch
Pubblicato da: paolo - 06.04.07 12:57
Grazie Paolo, poiché talvolta scrivo anche di ciclismo, la storia su Pantani potrebbe interessarmi
Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 06.04.07 15:38
Ernesto, grazie per aver ricordata la data del pezzo. Confesso che non lo avevo visto (l'ho ricuperato dal sito dell'editore).
Pubblicato da: giuliomozzi - 07.04.07 15:52
