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07.04.07
"Duemila padri suicidi perché lontani dai figli"
di giuliomozzi
[Questo articolo è privo di link e di di indicazioni delle fonti in omaggio alle consuetudini di Repubblica.it. gm]
Repubblica.it, oggi. Notizia in prima pagina: Figli contesi, protesta shock a Roma. Manifestazione dei genitori separati in piazza di Spagna: corteo con una bara vera. "Solo nel 2006, duemila suicidi".
Cliccando appare una serie di immagini. La didascalia dice: Una bara vera con sopra, in varie lingue, la scritta "papà c'era" è stata portata in spalla, da associati a 'L'armata dei padri', che riunisce varie organizzazioni di padri separati che, per ragioni diverse, non riescono ad incontrare i rispettivi figli. La manifestazione si è svolta in piazza di Spagna, a Roma in occasione della Giornata della memoria dei padri in riferimento ad un uomo che ad Aosta nel 1996 si diede fuoco davanti al Tribunale Civile che non gli aveva consentito di vedere la figlia. Secondo i dati diffusi dall'Armata dei padri, solo nel 2006 sono 2 mila i padri che si sono suicidati perché lontani dai figli.
La domanda è: questi "dati", cioè i "2 mila i padri che si sono suicidati perché lontani dai figli", sono dati veri? Repubblica.it sembra non porsi il problema.
Ora, non ho pubblicazioni specializzate sottomano. Ma, diciamo così, faccio conto di essere un lettore lievemente interessato. Mi faccio un giro in Google dandomi un termine di tempo: mezz'ora.
Non trovo una statistica completa. Trovo un articolo dall'aria seria, (l'aria seria è data dal fatto che [a] dichiara le fonti dei dati che pubblica, [b] spiega quali sono i limiti dei dati che pubblica e delle stime che ne ricava) che stima i suicidi in Italia, in questi anni, in 4.500 annui circa; di cui 3.300 maschi. Trovo un altro articolo, anch'esso dall'aria seria (per le stesse ragioni) secondo il quale il suicidio sarebbe tra le prime cause di morte dei maschi sotto i 25 anni: circa 300-400 casi annui. Poiché in Italia ormai si tende a diventare padri dopo i 25 anni, mi restano circa 3.000 suicidi annui di italiani maschi.
Quindi, due maschi su tre sopra i 25 anni che si suicidano in Italia, si suicidano - sostiene l'Armata dei padri - "perché lontani dai figli". Ci si può credere?
Il fondatore dell'Armata dei padri scriveva, in un "appello ai genitori" lanciato il 2 luglio 2004 (il tutto maiuscolo è un'idea sua):
GENTILI SIGNORI/E,COME OGNI ANNO, IN PROSSIMITA' DEL PERIODO ESTIVO, SCRIVO QUESTE DUE BREVI RIGHE PER SENSIBILIZZARE TUTTI I MASSMEDIA A DIFFONDERE UN APPELLO A TUTTI I GENITORI AFFIDATARI DEI FIGLI (87% LE MAMME). QUESTO APPELLO, NON SECONDARIO RISPETTO A QUELLO TANTO RECLAMIZZATO SULL'ABBANDONO DI CANI E GATTI, E' NECESSARIO PERCHE' IN ITALIA DI SEPARAZIONE SI MUORE. IN QUESTO PERIODO E IN QUELLO NATALIZIO LE MORTI ANNUNCIATE ARRIVANO CON DRAMMATICA PUNTUALITA'. LA STATISTICA AGGHIACCIANTE DI 100 MORTI ALL'ANNO (DA DIECI ANNI) NON RIESCE A FAR APPROVARE UNO STRACCIO DI RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA, VECCHIO DI 30 ANNI. ANCHE QUEST'ANNO AVREMO LE STRAGI FAMILIARI NELL'INDIFFERENZA PONZIOPILATESCA DI TUTTI. [...]
Dove non è chiarissimo se si parli di 100 morti (suicidi?) ogni Natale o ogni anno.
[a] Mettiamo che si tratti di 100 suicidi natalizi ogni anno. Se i suicidi annui sono 2.000, allora sono 166 ogni mese. Se considero "natalizio" un suicidio che avvenga entro una settimana prima o una settimana dopo il Natale, cioè nell'arco di 15 giorni, ne viene che in quei 15 giorni si suicidano per le dette ragioni 100 padri anziché 83: un po' di più, va bene, ma non tanti di più da giustificare tanta enfasi. Se mi muoiono 41-42 padri alla settimana, questa è la notizia; e non il fatto che nella settimana natalizia ne muoiano 50.
[b] Se il dato è stabile "da dieci anni", cioè dal 1994, va ricordato che dal 1994 al 2004, data dell'appello, i suicidi sono aumentati complessivamente (sostiene un articolo dall'aria seria che ho trovato grazie a Google) del 30% circa (il che significa che i suicidi natalizi di padri separati - se è di questo che parla l'appello - sono stabili in numero assoluto da dieci anni, e da dieci anni in diminuzione rispetto al totale dei suicidi).
Peraltro, in quello che sembra essere il sito ufficiale dell'Armata dei padri (ed è una sezione del sito di un'associazione di padri separati), non c'è traccia di notizie o articoli sui "2 mila" padri suicidatisi "perché lontani dai figli". Evidentemente, o hanno appena scoperta questa cosa e non hanno ancora fatto in tempo a scriverla nel sito, o ci sono delle altre ragioni.
Opinione personale: sospetto che il dato fornito dall'Armata dei padri circa i 2 mila padri suicidi nel 2006 perché lontani dai figli, sia un dato inventato di sana pianta. E posso capire questa organizzazione: si inventa un dato di sana pianta per confortare le proprie ragioni.
Ma Repubblica.it, che non mettendone minimamente in dubbio la validità di fatto lo accredita, in nome di quali ragioni agisce così?
Mi rispondo da solo: perché lo scopo di Repubblica.it non è fare informazione.
(Ah: secondo Repubblica.it, l'Armata dei padri "riunisce varie organizzazioni di padri separati". Stando a Google, forse ne riunisce due. Nel sito c'è una sezione intitolata "Link" - dove immaginavo di trovare linkate le associazioni aderenti all'Armata - che non contiene alcun link).
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 07.04.07 16:24
Interventi
Quanta matematica per dire che semmai sono 2000 i padri separati che non se ne fregano niente della loro prima prole e danno pochi spiccioli per alimenti. Non so se sono duemila, ma penso siano in gran numero. Sono andata a vedere i siti dei poveri padri separati bistrattati, poverini, quanta pena: invece di scagliarsi contro le ex terribili consorti perchè non si occupano di sensibilizzare la grande fetta dei padri separati che sono ben felici di disinteressarsi dei figli di primo letto? E sì che sono d'accordo che lo scopo della Repubblica.it non è di fare informazione: l'informazione vera sarebbe i tentati suicidi delle mogli separate che fanno salti mortali. Perdonate tanta foga ma la cosa mi ha interessato molto da vicino. Ciao a tutti.
Pubblicato da: Roberta - 07.04.07 20:02
Ogni volta che in un qualsiasi articolo di giornale o in un qualsiasi servizio giornalistico televisivo o radiofonico e' presentato un qualche numero, quel numero deve essere inteso con una approssimazione di almeno tre ordini di grandezza (e cioe' entro limiti pari al numero moltiplicato o diviso almeno per mille).
Questa e' una delle mie convinzioni piu' ferme e piu' spesso verificate.
Pubblicato da: latrippa - 07.04.07 20:50
Sembra una palla anche a me. Ma che i padri separati che non possono più condividere una quotidianità anche minima con i figli soffrano, non è una palla e ho sempre preso questa sofferenza sul serio.
Ci sono gli stronzi, è vero, anche tra le madri, ci sono anche quelli abituati a tirar giù delle saracinesche di piombo spesse venti centimetri tra loro e il dolore, è anche vero che per le donne è più facile comunicare l'emotività a e i sentimenti, però non è un probpema da poco, e se non vi importa dei padri, dovrebbe importarvi dei figli.
Se però il post era su Repubblica, sono d'accordo, se Repubblica uscisse dicendo che è scoppiata la terza guerra mondiale cercherei conferme altrove.
Pubblicato da: Alcor - 07.04.07 22:34
Un fatto è certo: chi normalmente in una separazione è allontanato dalla prole è il padre, non la madre, e quindi è normale che in questo la sofferenza maschile sia maggiore. Al suicidio poi si può arrivare anche per altre vie: per esempio per le parcelle degli avvocati.
Pubblicato da: valter binaghi - 08.04.07 00:19
@ Roberta
Non posso che darti ragione. Le solite "notizie" volte ad alterare il senso della realtà che è, assolutamente, 999 volte su mille, quel che tu individui e non quel che dice "la Repubblica".
Posso però affermare che, in un certo senso, il fatto che il padre sia il padre e la madre la madre lo voglia in realtà la natura.
Che è matrigna, diceva Leopradi. Che ci circonda, dice dj bonobo. :)
Dopo quest'orgia di relative passo e chiudo.
Pubblicato da: Lufock Holmes - 08.04.07 18:52
@ Valter Binaghi. Non ricordarmi la parcella chiestami dall'avvocato per la mia recente separazione. Potrei suicidarmi adesso, se non l'ho fatto appena letto l'importo... (22 mila euro)
Pubblicato da: Lucio Angelini - 09.04.07 20:44
forse era una notizia ansa.
http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=38296
le notizie prese dalle agenzie raramente vengono citate.
costituiscono più del 50 per cento di ciò che leggiamo su tutti le testate nazionali, carta od on line fa niente.
a volte si prendono troppo per buone.
ma quasi nessuno va a verificare ciò che sostiene un'agenzia.
Pubblicato da: remo - 10.04.07 01:57
Bernalda - Appello disperato di un papà:
«Fatemi rivedere la mia bambina»
È un'attesa che sembra protrarsi all'infinito, sono un papà che non vede da più di 8 mesi la mia bambina di sette anni, questa mia non voluta assenza era già avvenuta in passato, precisamente nel luglio 2004 fino a Luglio 2005. Lo stabile dove risiedevo costruito esclusivamente da me, con i miei sacrifici di una vita, è così composto: al piano terra abitano i miei ex suoceri, al 1° piano la mia ex moglie, al 2° piano l’ex cognato, è proprio questa l’assurdità, pur abitando nello stesso palazzo non sono riuscito a vedere mia figlia per 1 anno intero. Non è bastata la forza pubblica e nemmeno l'intervento degli assistenti sociali, per non parlare del parroco del paese che, pur vedendomi disperato e con le lacrime agli occhi, l’unica parola di conforto che mi ha saputo dire è stata “Purtroppo non posso fare niente, perchè contro il male non ci sono rimedi” questo è tutto quello che mi sono sentito dire di conforto da un rappresentante della chiesa di DIO. La situazione tra me e la mia ex moglie giorno dopo giorno si è fatta sempre più intricata, coinvolgendo anche la scuola, i medici, le rispettive famiglie oltre al tribunale dei minori. «Non so più a che santo rivolgermi sono sconsolato, mia figlia è sottoposta a subire una serie di plagi, causati in primis dalla madre, e poi da tutta la famiglia materna, che non le consentono di riallacciare alcuna relazione affettiva con me. Questo mi preoccupa ancora maggiormente. Ho tutti i diritti di sapere e di poter intervenire per il suo bene». I regali di Natale che mi aveva chiesto mia figlia con la letterina scritta di suo pugno, sono ancora incartati, come tutti i vestiti che le ho comprato, il tempo per me si è fermato al 4 dicembre. Da allora una sensazione di tristezza aleggia tra le vecchie mura della casa della mia anziana madre, dove ora risiedo, un'antica dimora ubicata nel centro storico di un piccolo paese del Salernitano, dopo essere stato letteralmente minacciato, denunciato e calunniato da tutta la famiglia della mia ex moglie, alla fine ho preferito per salvaguardare la salute psichica della bambina, che era costretta a vedere scene di insulti e minacce orribili rivoltemi, di lasciare il lavoro e la mia piccola casa, assegnatami dal giudice. È ora, lancio l'ennesimo appello alla madre: «Chiedo solamente e concludo che si rispetti la decisione del tribunale dei minori di Potenza e che le determinazioni dei giudici vengano accettate con serenità e con distensione. I figli hanno bisogno di entrambi i genitori e i genitori hanno l'obbligo morale, giuridico, civile e non soltanto affettivo di comportarsi nell'interesse esclusivo dei figli, soprattutto quando c'è di mezzo la disgregazione del nucleo familiare». La mia separazione è avvenuta in modo consensuale all’inizio del 2003, trasformandosi in giudiziale poco dopo, ma, affermo, «bisogna voltare pagina e ognuno si prenda le proprie responsabilità e chiudere con i conflitti personali e ricreare per il bene della bambina un clima collaborativo e protetto al fine di ripristinare una corretta relazione educativa».¬
ti sarei grato se potessi divulgare questo mio msg ai tuoi amici, basta anche 1, non sai che aiuto mi potresti dare. Grazie ancora Matteo. M.
La mia rincresciosa e umiliante vicenda a veramente dell’inverosimile, sarei felice di raccontarti una parte della mia storia, ma so che potrei essere noioso, non capisco perché ho deciso di inviare questi msg, all’inizio è stato solo uno sfogo, un piccolo segno di protesta, oggi stò riscontrando un notevole interesse dell’opinione pubblica, ed è proprio quello che mi sono prefisso, non so dove arriverò, posso solo dire che sono pochi giorni che ho divulgato questo msg di dolore e di ingiustizia, e già ci sono centinaia di persone, che vogliono essere messi al corrente degli eventuali sviluppi, molti mi sono vicino, dandomi un significativo sostegno morale,
credo che questa sfida alla fine, forse tra anni, la vincerò, soprattutto per dare un senso a questa mia vita.
Devo vincerla questa sfida, anch’io ho bisogno di trasmettere un pò di amore a mia figlia, anche se ormai sto perdendo tutta la sua adolescenza spero che il tempo mi dia ragione.
Vorrei tanto poter raccontarti la mia storia, sarei molto felice di poter avere un tuo punto di vista, un tuo suggerimento Ma soprattutto sarei felice di gridare il mio dolore a tutti. Spero che questa mia storia possa servire a qualcosa, o forse nn servirà a niente, ma sicuramente potrà far riflettere qualcuno a non commettere gli stessi errori o a subire gli stessi abusi quelli che ho subito io, pur di avere la possibilità di fare il padre.
Il compito che mi sono preposto potrebbe essere banale, ma e quello di entrare nel cuore delle donne, le madri di domani, a non commettere gli stessi errori della maggior parte delle mamme di oggi, che strumentalizzano i propri figli, pur di arrivare ai propri subdoli scopi.
Questo e chiedere soltanto giustizia e uguaglianza.
indirizzo msn mattel62@hotmail.it, qui troverai anche il mio blog
grazie ancora
Matteo
Pubblicato da: mattel - 02.08.07 16:06




