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11.04.07

Dopo Carosello – Saper leggere

di Mauro Mongarli

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"Non mi rendo ancora conto di cio' che ho fatto: lo capiro' quando leggero' i titoli dei giornali".

Alessandro Ballan, dopo aver vinto il Giro delle Fiandre, gara classica del ciclismo internazionale che vale una carriera.

Pubblicato da Mauro Mongarli, il giorno e l'ora: 11.04.07 12:15

Interventi

Mauro, probabilmente mi sono perduto qualche puntata di "Carosello"...

Che c'azzecca Ballan?

E' consuetudine che i ciclisti non si rendano conto delle proprie vittorie, sarebbe però interessare sapere perché.
Troppo sforzo?

Sostanze iniettate che incidono sulle capacità cognitive del cervello? Che altro?

Per il resto, il ciclismo mi rimane ancora un mistero pur avendo scritto due libri sull'argomento.

Saluti, bello sarebbe, ma forse un po' scontato, tornare sull'argomento in occasione del Giro d'Italia

Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 11.04.07 18:40

Angelo, Dopo Carosello si occupa di linguaggio pubblicitario ma allarga spesso il suo occhio "tennico" alla comunicazione tutta. La frase di Ballan mi ha colpito perché mi sembra un passo indietro, dopo tanti anni, rispetto allo stereotipo (il mio utensile di lavoro) di "ciao mama, ho contento di avere arrivato uno", che identifica tutt'oggi il ciclista-tipo in molti. Vista la disperazione in cui versa il ciclismo professionistico oggi, mi pareva una sottolineatura da fare. Nulla contro Ballan (anzi, complimenti).
Il ciclismo come mistero? Io in bici ci vado, parecchio, ma come triatleta, quindi per me il mistero è ancor più grande... Quanto alle "sostanze iniettate" e al Giro, se io te e Mozzi non siamo i soli ad aver (avuto) a che fare con bici dal manubrio ratatera (piccolo quiz lingusitico) io sarò ben lieto di tornarci su. Nel frattempo, consiglio a tutti, suiver delle due route e non, la lettura di "Battista al giro d'Italia", romanzo scritto da Achille Campanile stando al seguito del Giro del 1931. Raccomando lui, perché delle splendide cronache ciclistiche di Buzzati se ne è molto parlato ultimamente, e se ne possono leggere anche qui: http://quasirete.gazzetta.it/tag/letteratura?from=20.
Ma leggete anche il tennis di Gianni Clerici su Repubblica, finché non si stufa.

Pubblicato da: Mauro Mongarli - 11.04.07 19:27

Sempre nel filone "sport e letteratura", sono incuriosito da un oscar "Fuori area" (che ancora per pochi giorni viene offerto col 30% di sconto, ma che, a giudicare dalle critiche, non sembra sia un granchè, sul calcio. A titolo personale, ho molto apprezzato, divorandoli nel corso dell'estate di un paio d'anni fa, i racconti dai quali il buon Clint Eastwood ha tirato fuori quel gioiellino di Million dollar baby, che ho scoperto essere stati scritti, in modo impeccabile, da tal F.X. Toole, in una raccolta chiamata Lo sfidante, ed ultimamente, ho visto in libreria, rieditata anche in economica. Pochi giorni fa, mi sembra a firma Colombati, è apparso qui in Vibrisse, un link ad un sito con una mappa ragionata al connubio calcio e letteratura. Poi, chiaro, ognuno predilige lo sport che crede. Ho da finire un testo di Pironti (Tullio) Libri e cazzotti. Ultima, ma non ultima, Carol Oates con un'agile biografia di Mike Tyson, mentre ho trovato un po scialba la biografia di Sonny Liston (titolo esatto: Il diavolo e Sonny Liston). Chiudo questo commento fiume, con un'ultima segnalazione, proprio prendendo spunto da quest'ultimo grande della boxe, per citare anche "Sonny Liston was friend of mine", di uno stratosferico Thom Jones (edito da Minimumfax).
E' tutto, scusate la lunghezza.

Pubblicato da: cletus - 11.04.07 22:35

Aggiungo "La solitudine del maratoneta", di Alan Sillitoe, libro che manca in traduzione italiana da troppi anni. Più notizie qui: http://gruppodilettura.wordpress.com/2006/11/18/perche-non-ripubblicate-the-lonliness-of-the-long-distance-runner/

Il senso della ribellione vera.

Pubblicato da: Mauro Mongarli - 12.04.07 08:25

Mauro, grazie per il chiarimento.
Io ti segnalo l'antologia spensierata, ma precisa, di Alberto Brambilla, pubblicata da Ediciclo, che parla di come alcuni scrittori hanno trattato l'argomento "ciclismo/bicicletta" (Buzzati, Campanile, Ortese, Testori, eccetera). Sul mio blog sportivo qualche cenno, http://www.sportsette.blogspot.com/ (Scusate l'autocitazione.

Su Buzzati, concordo: splendido.
Se qualcuno ha voglia di scrivere di ciclismo, io son qui. A leggere e a aggiungere del mio, come posso.

(E lunga vita ai triatleti ma anche
a chi va solo in Graziella).

Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 12.04.07 09:24

Non per rompere le uova nel paniere, ma solo per riportare un'esperienza personale: Battista al giro d'Italia mi è parso la cosa più noiosa di Achille Campanile. Pubblicato a puntate, poteva funzionare; raccolto in libro è ripetitivo assai. Leggerlo mi ha convinto che il meglio di Campanile sono le "Tragedie in due battute". Opinione personale, naturalmente.

Pubblicato da: riccardo ferrazzi - 12.04.07 10:31

Riccardo, inquadrata la questione come fa Brambilla nel suo saggio intitolato La coda del drago (Ediciclo) sembrerebbe che Campanile sia stato un innovatore della prosa giornalistica/letteraria, specialmente per una serie di invenzioni. Mi sembra, fra l'altro, che la copertina riporta proprio un disegno che raffigura Campanile in bicicletta mentre prende appunti sul Giro che sta seguendo.

Certo come dici tu, probabilmente non è il miglior Campanile in assoluto e il fatto di pubblicare a puntate, piuttosto che in un volume di raccolte, conta parecchio. Quindi non hai rotto le uova nel paniere, anche se con la Pasqua alle spalle ci sono rimaste solo briciole, ormai.

La classifica di Brambilla indica Buzzati primo assoluto: come darli torto?

Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 12.04.07 11:03

Dimenticavo: nella classifica dei migliori giornalisti/scrittori oltre a Buzzati, figura Testori. Ma sembra che egli appartenga alla categoria degli scrittori e basta, senza alcuna commistione con i doveri servili del giornalista. Di Testori, Brambilla cita e parla diffusamente del racconto "il Dio di Roserio", naturalmente.

Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 12.04.07 11:08

Premesso che per me Sommo e Vate sono titoli che si riferiscono non ai soliti noti ma al grande Achille, convengo che Battista al Giro d'Italia abbia dato il massimo durante il Giro stesso (non credo potesse essere diversamente). Le Tragedie in due battute sono eccezionali, consiglio vivamente i loro allestimenti teatrali della compagnia di Eros Pagni, se vi capita. Il piccolo microbo: "Papà, quando sarò grande mi regalerai un orologio?" Il padre: "Sciocchino, tu non sarai mai grande." (sipario e fischi)

Pubblicato da: Mauro Mongarli - 12.04.07 11:26

Valter Binaghi è finito all'Inferno. :-)

http://www.intercom-sf.com/modules.php?name=News&file=article&sid=371

Salvatelo quel povero ragazzo. :-)

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 12.04.07 18:24

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