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25.03.07

Il mistero s'infittisce (2)

di Tonino Pintacuda

[il primo indizio]

misteri (c) Grenar A voler credere alle etimologie che tanto piacevano al filosofo Heidegger e al suo codazzo di lettori e annacquati imitatori, mistero deriva dal latino “mysterium", ma anche dal greco “Mystes" (cioè iniziato). “Mystes" deriva dal verbo “myo", che sta per “stringo", mi chiudo, da cui anche miope.

Mysticos, mistico, propriamente significa misterioso, riguardante i misteri.

Questa è l'etimologia, una linea che conduce all'origine, sulla scia di quanto Consolo pone a suggello del proemio al suo splendido “Spasimo di Palermo",

lì dove proprio storia, mito, verità e dolore si incagliano: “Ora la calma t'aiuti a ritrovare il nome tuo d'un tempo, il punto di partenza".
Torniamo all'origine, alle pendici dell'Elicona dove tutto ebbe inizio, con Esiodo e le sue Muse che si riferiscono proprio a noi, uomini d'oggi, ridotti a mero istinto, istinto che coincide con i nostri ventri, con quella pancia che solo saziata ci consente di metterci in cammino verso la soluzione di queste nostra nostra incursione che per forza di cose infittisce quello che vorrebbe svelare:

O pastori, cui la campagna è casa, mala genia, solo ventre, noi sappiamo dire molte menzogne simili al vero, ma sappiamo anche, quando vogliamo, il vero cantare

tratto da Quello che la letteratura ditta dentro. Scrivere con lo scolapasta

[La foto è di Grenar, qui l'originale]

Pubblicato da Tonino Pintacuda, il giorno e l'ora: 25.03.07 17:39

Interventi

Ogni libro ha un mistero.

Pubblicato da: c.r. - 26.03.07 17:22

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