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18.03.07
Cleo, un racconto di Federico
Mentre il cervello di mia nonna regrediva lentamente, vittima di una demenza senile precoce, il suo corpo l’avvolgeva come un sarcofago plastificato.
C’era un solo modo per accorgersi di quanti anni avesse realmente: guardarle i piedi. Aveva le dita deformate dall’artrosi ed alcune si accavallavano persino.
Mia sorella aveva pensato di sfruttare la sua vanità patologica. Le fece credere di essere un’ alchimista di pozioni anti-invecchiamento.
Quando una domenica venne a trovarci, le si sedette accanto e cominciò ad adularla: “Che bella pelle che hai! Conosco una crema che fa per te… Una crema personalizzata…"
“Sì? Come si chiama?"
“Se vuoi te la rimedio io… Però è un po’ costosa… Non so se…"
“Non è un problema. Non diciamolo a tuo padre, però", suggerì mia nonna, che non gestiva più i suoi soldi da tempo.
Nella settimana che seguì, io e mia sorella ci chiudemmo in bagno, indossammo le cuffiette rosa per i capelli di mia madre e dei guanti, di pizzo trasparente per lei e da sci – dell’Invicta – per me.
“Vediamo come fregare la strega", mi disse Silvia, prima di togliere i tappi a tutti i cosmetici di cui disponevamo. [continua a leggere]
Pubblicato da Marco Candida, il giorno e l'ora: 18.03.07 09:20
