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16.02.07
una semplice domanda
[sto scrivendo e ri-scrivendo una *cosa* che alla fine contiene questa domanda. Nella cosa che ho scritto non segue nessuna risposta e al protagonista va bene così. Io invece vorrei provare a sentire qualche risposta. E quindi la metto qui. dp]
Io mi chiedo: voi volete liberare i poveri, ma Gesù ha detto Beati i poveri perché di essi è il regno dei cieli. Se voi togliete i poveri il regno dei cieli non verrà. Se i poveri diventano ricchi, beh diventano qualcosa di peggio, perché il loro guadagno è già in questo mondo. Il Male è necessario perché avvenga la redenzione. Se voi lo togliete che serve dio? Bisogna che il Male rimanga tale, che non venga modificato; bisogna che la gente soffra, s’ammali, muoia, uccida e venga uccisa, proprio perché così è possibile che alla fine dei tempi dio si mostri.
Un esempio: un bambino nasce e sembra normale, poi si scopre che ha una malformazione: è giusto che l’abbia, è normale che l’abbia, perché è segno che questa vita, la mia la sua quella di questo ipotetico bambino, non è per niente salva. Come possiamo amare qualcosa che è già salvo? Come possiamo amare qualcosa che non sia imperfetto, fragile e perduto? Si ama solo ciò che è male, solo ciò che è toccato dal male, nella speranza che quell’amore redima e tolga. E’ una speranza ed è vana, perché ci costringe ad amare qualcosa in continua agonia. Voi invece, ritornando all’esempio, desiderate guarire effettivamente il bambino della sua deformità. Ma se il bambino è sano, è inutile amarlo.
Pubblicato da Demetrio Paolin, il giorno e l'ora: 16.02.07 17:12
Interventi
l'imperfetto è male? il fragile è male? il perduto è male? quindi, dio è male? se si può amare solo ciò che è male. e se invece si amasse ciò che c'è di bene? ciò che è bene nell'imperfetto, nel fragile, nel perduto? sul bambino e la deformità, forse dovremmo guarire i nostri occhi. ma non è inutile amare un bambino sano. e se si amasse qualcosa che è già salvo...perché noi non lo siamo, salvi?
siamo forse salvi? siamo perfetti? e forti? e se amassimo solo perché siamo imperfetti? e se dio, che a quanto si dice, ama più di tutti, amasse perché è sommamente imperfetto? perché le sue imperfezioni sono più grandi, più fragili e perdute delle nostre? e se fossero i grandi errori a fare grandi le persone? ma anche, d., siamo sicuri che i poveri di cui parla Gesù Cristo sono gli stessi che intendiamo noi? e non diceva forse "beati i poveri in spirito"? d., o come mai hai tolto le ultime due parole? e d., ma l'amore, cos'è?
Pubblicato da: andrea branco - 16.02.07 18:09
Sofistico. Quaternio terminorum.
Si usa il termine amore in due sensi differenti senza dirlo e sovrapponendo l'uno all'altro: amore di ammirazione e amore di benevolenza
Nel primo caso si ama ciò che è imperfetto e sofferente non perchè è imperfetto e sofferente, ma perchè c'è qualcosa di amabile, bello e nobile in lui, che va oltre il suo male, per esempio la sua dignità spirituale. Nel secondo si ama di più chi più soffre, non perchè la sofferenza può redimere (qusto è un concetto cristiano, non da tutti condiviso), ma perchè l'amore può lenire le sue sofferenze.
In nessun caso si ama il male, nemmeno strumentalmente, perchè il male in sè non può essere oggetto d'amore.
Pubblicato da: Valter Binaghi - 16.02.07 18:37
Gesù Cristo è una favola. E alla gente piace credere alle favole per farsi e fare del male.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 16.02.07 19:34
Caro Giuseppe Iannozzi, Gesù Cristo è Verità. Sabrina Greco
Pubblicato da: Sabrina - 16.02.07 20:38
Il male, come lo si metta, è in Dio. E' parte della sua supposta perfezione e onnipotenza. Può essere perfetta una mente che suppone il male come strumento di purificazione e di perfezione? Purificazione da cosa? Dall'esser nati per altrui volere?
Dio, il Maligno, Manitù, Giove et similia sono le costruzioni per giustificare, anche presso i poveri di spirito, il nostro esistere, la nostra "verissima pazzia", il lampo nel nulla.
Pubblicato da: Enrico Cerquiglini - 16.02.07 21:10
Giuseppe Iannozzi l'é cornuto. Parola mia.
Pubblicato da: Maria Iannozzi - 16.02.07 22:44
“Come possiamo amare qualcosa che è già salvo? “
forse sarebbe meglio dire qualcuno e non qualcosa.
scusa Demetrio, ma queste righe sono, come dire, bizantine. Non sei sul ciglio del baratro.
Non sono credente, meno che mai un ateo. Situazione scomoda la mia. Per questo, prima di affrontare un tale labirinto, ti consiglierei, per esempio, la lettura di "confessione" di Tolstoj. Lì sì che si guarda nell'abisso e, soprattutto, il problema è affrontato con lucidità e forza.
A Giuseppe, con tutta la mia simpatia, ma il tuo è un commento da “ateo bigotto”. :-)
Pubblicato da: francesco sasso - 16.02.07 22:56
ma perchè tutti parlano a vanvera di cose di cui sanno poco o nulla? avete così tanto tempo da perdere? c'è davvero poca roba in questo post, e tra i commenti i soliti triti e ritriti luoghi comuni. voglio più ciccia, più roba, se no vado al bar a parlare di quanto è grasso ronaldo e sono sullo stesso livello. anzi no, almeno le chiacchiere da bar mi danno una certa soddisfazione morale. 'notte a tutti.
Pubblicato da: giacomo - 17.02.07 00:04
Demetrio, hai letto "Amami" di Tiziano Scarpa?:- )
Pubblicato da: Lucio Angelini - 17.02.07 07:01
Il Male è Lucifero, e Lucifero è creatura di Dio. Quindi il Male è creatura di Dio, tanto che si riesce a percepire Dio attraverso il Male. Curioso che sia più difficile percepirlo attraverso l'amore, puro, semplice, incondizionato. L'amore è amore, né utile né inutile, chè se, in amore, si ragionasse sulle sue convenienze, allora sarebbe altro.
[quanto al bambino sano, nutrire amore nei suoi confronti è "utile" e doveroso. Un bambino cresciuto senza amore s'ammala nell'anima]
Pubblicato da: mauro - 17.02.07 08:12
Demetrio è pregevole questo pezzo, nel senso che è altamente rivelatore del nuovo corso di vibrisse: girare intorno alle parole come antichi sofisti fino a ingarbugliare tutto, e dato che un garbuglio ha un po' la forma di una rete, forse beccare qualcuno estasiato dalla scrittura a vuoto.
Pubblicato da: a.b. - 17.02.07 11:19
Da oggi la battezzo "corrente letteraria del paralogismo".
E i protagonisti, i "neosofisti".
Pubblicato da: a.b. - 17.02.07 11:23
@ mauro: il male non è creatura di Dio. Dio è il creatore, è vero, ma in quanto creatore ci ha lasciati liberi di scegliere, sia noi che gli angeli: lucifero era un angelo.
Se noi non fossimo liberi di scegliere (tra il male e il bene, ad esempio), beh saremmo come dei computer capaci di fare solo quello che ci viene detto di fare, capaci solo di fare quello per cui siamo programmati: il bene ad esempio. Ma non saremmo liberi.
Che tu poi riesca a percepire Dio attraverso il male è una tua peculiarità. Io ad esempio lo percepisco attraverso il bene e l'Amore e come me molti altri, ti assicuro... Ma ognuno lo percepisce - o crede di percepirlo - come meglio crede.
Buona Vita.
Pubblicato da: Nevio - 17.02.07 14:16
@ Nevio - ho condotto un pensiero a ruota libera prendendo spunto dal post di Demetrio (che infatti scrive: "Il Male è necessario perché avvenga la redenzione. Se voi lo togliete che serve dio?"). L'affermazione che ti ha turbato è un'applicazione della proprietà transitiva. Peraltro, se tutto è in Dio, e Dio è tutto, come può il Male non derivare da lui? Oppure esiste qualcosa che non nasce da Dio creatore di tutte le cose visibili e invisibili (no, non tutte, a quento pare, il male no)?
(oppure, Dio è solo un vecchio con la barba bianca, lui, la sua barba e il resto era vuoto?)
Infine, Nevio, che mi rassicuri a fare? Ma davvero pensi sia possibile rassicurare uno che percepisce Dio attraverso il male?
Pubblicato da: mauro - 17.02.07 17:26
I due commenti sopra sono un raro e prezioso caso di auto editing online (invito a leggere il secondo, un tantinello più meditato).
Quello che non capisco è come hanno fatto a finire lì entrambi.
Pubblicato da: mauro - 17.02.07 17:51
@ SABRINA
Cara Sabrina,
dovresti riuscire a dimostrare una cosa tanto facile quanto impossibile: che Gesù Cristo è quel che dicono le Scritture.
Mi puoi dire che è Verità perché tu forte della tua Fede; ma la Fede non è un argomento filosofico né scientifico - per entrare in un campo materialistico.
Può provarmi che Gesù Cristo è conforme alla Realtà, quindi che è Verità?
Se mi dai delle prove che non siano fideistiche, allora tu avrai ragione e io torto.
Ma al momento, ho ragione io quanto tu, perché la mia fede è non averna alcuna, in nessuna religione. E tu non puoi provare che io sono nel torto asserendo che Cristo è una favola.
Baci
Giuseppe
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 17.02.07 19:21
non è possibile liberare i poveri, ne arrivano sempre degli altri. e se togliamo il male, poi che fanno quelli che vogliono essere buoni? dio non verrà, mai, sarà solo invocato.
Pubblicato da: Nina - 17.02.07 20:18
Ianno', pensa che dalle mie parti quelli come te li chiamano "cristoni". Quel "cristone" di Iannozzi, per dire uno che ha sempre il bazooka in mano, anche per andare a caccia di passeri
Pubblicato da: Valter Binaghi - 18.02.07 00:18
@ VALTER
Dalle mie parti quelli come te non li invitano manco a bere un caffè. Non li chiamano proprio.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 18.02.07 07:10
@ andrea braco
C'è la doppia versione. Luca parla di "beati i poveri", Matteo aggiunge "in spirito". Io ho citato Luca.
@ a Francesco
non sono io a porre questa domanda, ma un personaggio: e forse il personaggio che pone la domanda non ha tempo di leggersi Tolstoj (io l'ho letto, ma credo che con la domanda fatta dal personaggio non c'entri.). E soprattutto in non volevo guardare nessun abisso, ma anzi penso che ci sia qualcosa di veramente epidermico, e per questo terribile, in questa domanda. E' questo il motivo per cui l'ho messa qui.
@ a.b.
Quale è il nuovo corso di vibrisse? Mi sono perso delle comunicazioni importanti? Dopo che tu hai scritto il tuo commento sono andato in posta pensando di trovare qualcosa da parte di giulio. Poi mi sono ricordato che vibrisse rimane un luogo *libero*, mi spiego. Io non devo chiedere a giulio il permesso di pubblicare niente, ho le chiavi d'accesso e pubblico.
E non ho capito dove o perché io ho abbia "ingarbugliato tutto". Ripeto è una domanda, quella che fa il personaggio. Può essere una domanda stupida, io ne faccio spesso anche nella vita quotidiana, o sensata. Nessuna intenzione sofistica, veramente.
@ walter
io penso proprio che il mio personaggio confonda, forse perché nella sua esperienza gli è successo così, i due tipi d'amore.
@iannozzi
che ti devo dire. Se parti negando il presuppoti di chi ti pone la domanda, è difficile che tu possa arrivare ad una risposta, posto che tu voglia dare una risposta motivata e non una sentenza, come i tuoi commenti lasciano intravedere.
@ luico
no. mi tengo libero per leggere Nenio. :-)
Pubblicato da: demetrio - 18.02.07 08:05
@ DEMETRIO
Nego i presupposti perché tu hai posto malamente la domanda rivolgendoti a un pubblico esclusivamente pensato credente, lasciando fuori tutti gli altri.
La risposta alla tua domanda è nella stessa domanda che fingi di porre a un pubblico eterogeneo.
Da credente non ti sei posto nemmeno il problema che a questo mondo, che tu lo voglia o no, è per metà di non credenti.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 18.02.07 11:36
sì dem. avevo già visto. ma ormai avevo scritto ;-)
Pubblicato da: andrea branco - 18.02.07 12:55
Demetrio, lo chiamo nuovo corso di Vibrisse ma è da più di un anno che va avanti, comunque lo oppongo ai vecchi tempi in cui Giulio pubblicava cose che andavano alla sostanza, non discussioni che ingarbugliano la forma.
Da lì i vibrissiani (generalizzo, Bartolomeo per esempio non l'ha mai fatto) hanno a tratti seguito questa moda di prendere una parola, un'espressione e girarla e rigirarla all'infinito per tirarne fuori quello che si vuole. E' mi pare una cosa che capita solo qui. Un modo per staccarsi dalla realtà.
Pubblicato da: a.b. - 18.02.07 13:13




