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28.02.07
Il Roxy Bar a Cuba
Il 18 gennaio il quotidiano "Il Giornale" pubblicava in prima pagina un mio articolo dal titolo Cuba senza libre, in cui, tra le altre cose, ricordavo come nell'isola caraibica la musica dei Beatles fosse proibita fino al 1978. Cinque giorni dopo, Red Ronnie ha replicato dalle colonne di quello stesso giornale, confutando alcune mie asserzioni. Io ho a mia volta controreplicato e poi la discussione si prolungata sul sito di Red Ronnie. Riporto qui tutti gli articoli - miei e di Red Ronnie - più una conclusione (mia) inedita.
Pubblicato da Leonardo Colombati, il giorno e l'ora: 28.02.07 10:08
Interventi
Tralasciando Cuba in quanto Cuba (se qualcuno mi viene a dire che il marxismo fa parte dell'ex Unione Sovietica, o della Cina o di Cuba mi metto a ridere), il tutto lo trovo abbastanza ridicolo.
Già che siamo in periodo sanremese, perché allora non ricordiamo che il testo originale di "Ciao amore ciao" (1967) di Tenco era un testo antimilitarista sulla spigolatrice di Sapri (roba risorgimentale, perbacco) e fu bocciato dalla censura? E che Tenco riscrisse il testo e comunque fu eliminato perché parlava di emigrazione, cioè di impegno sociale?
O che Guccini & C. non comparvero in tivù fino alla fine degli anni settnta, con articoli dell'Avvenire sulle canzoni di Guccini che facevano morire dal ridere?
Crediamo di essere stati liberi in Italia fino alla fine delle Brigate Rosse (facciamo 1983-84)?
Ma per favore.
Che Domenico Modugno doveva cambiare il titolo e i versi relativi di "Un uomo in frack" con "Veccho frack", perché si poteva parlare solo del suicidio in quanto immagine prospettica e non in quanto uomo concreto che si toglie la vita.
Pubblicato da: Roberto Tossani - 28.02.07 10:45
(commento un po' lungo)
Si estremizza. E la cosa mi rattrista, perché quando si estremizza si fa propaganda, e la verità, ammesso che esista, passa in secondo piano. Anche perché non vi è una VERITA' assoluta, ma molte concause, molte variabili. Io non credo, anzi, ne sono sicuro, che i firmatari degli appelli, Claudio Abbado ecc., considerino Cuba "un paradiso" come scrivi, Leonardo. Questo è estremizzare. Io credo che abbiano presente i problemi, la censura, la pena di morte ecc. e non li scusino; però c'è la tendenza a individuare nell'avversario il diavolo, il Male Assoluto; tu stesso hai fatto dei riferimenti storici; quindi non possiamo non ricordare che la rivoluzione di Castro-Guevara non fu di tipo sovietico, ma nacque all'insegna di un socialismo libertario che avrebbe potuto rappresentare una novità assoluta nella storia dell'umanità. Questo elemento era guardato con grande sospetto dall'URSS e con orrore dall'America, visto che, come tu stesso hai scritto, Cuba era il paradiso fiscale e il bordello privato degli americani, che persero i casinò (di proprietà dei mafiosi italoamericani) e i numerosi investimenti che avevano sull'isola. E iniziò un attacco forsennato, che tu certamente conosci, per riappropriarsi di Cuba, che culminò con lo sbarco alla Baia dei Porci; in "American Tabloid" di Ellroy vi è una ricostruzione estremamente realistica, perché non è solo romanzesca, dell'incredibile intreccio tra CIA e criminalità mafiosa per organizzare lo sbarco. Cuba fu costretta, e sottolineo costretta, a chiedere aiuto e protezione all'URSS, per evitare la distruzione. Ovviamente l'aiuto sovietico comportò un alto costo in termini di democrazia, armamenti ecc. Di fatto Cuba divenne ANCHE una base sovietica. Ma non solo. Si cercò di costruire uno dei migliori sistemi sanitari del mondo (che non funziona per via dell'embargo americano, non vi sono medicine), di alfabetizzare la popolazione. Con svariate involuzioni, e sbandamenti verso la dittatura. Tuttavia è estremizzare questo continuo ripetere che Cuba è il Male, che è SOLO dittatura, perché non è vero. I Beatles, il 1978? Non ho difficoltà a crederlo, ma i tempi sono passati, molto cambia, altro resta uguale; però Cuba è una terra piena di musica, e il film-disco di Wenders, prodotto da un americano, "Buena Vista Social Club", lo dimostra. Ed è anche una terra povera, sotto perenne minaccia; i contras, foraggiati dall'America, sono uno straordinario intreccio di fascismo, speculazione, criminalità, non sono dei libertari o dei democratici; e quando vi è povertà, e paura, e aggressione, il male prospera.
Poi si riportano continuamente dati, cifre, che dimostrano che Cuba è il Male Assoluto. E chi smentisce tutte queste cifre? E chi dice che è un "paradiso"? Però vorrei fare presente che quando noi famigerati ecologisti, non più di un decennio fa, gridavamo che il clima nel pianeta stava cambiando a causa dell'inquinamento e di uno sviluppo economico dissennato, si levarono voci indignate: "eccoli, i disfattisti! I catastrofisti!" e uscirono allo scoperto dei megaprofessoroni universitari che scrissero articoli e libri, pieni di cifre, dati e calcoli, che confutavano queste tesi. E chi li confutava questi dati? Bene, ora anche la NASA dichiara che il clima cambia causa l'inquinamento, e si è scoperto che i megaprofessoroni erano pagati dalle multinazionali del petrolio per scrivere i loro libri e gli articoli (si conoscono anche i compensi: mi sembra 2000 dollari per un articolo).
Questo significa che i dati sulla pena di morte a Cuba sono falsi? NO, è solo una dimostrazione di cosa sia la propaganda.
Pubblicato da: mauro baldrati - 28.02.07 11:18
scrivere sul Giornale che non c'è libertà a Cuba ha la stessa forza polemica e valore letterario di scrivere brochure per Ikea, 3M o GE.
Pubblicato da: ditnu - 28.02.07 13:57
Cito dal commento di Baldrati: però Cuba è una terra piena di musica, e il film-disco di Wenders, prodotto da un americano, "Buena Vista Social Club", lo dimostra.
Vi prego, ditemi che sto sognando, e che il verbo "dimostrare" non è stata usato, qui, così insensatamente come sembra. Che se basta un film, a "dimostrare" cosa succede in un tal posto, e come ci si vive, cuò significa che "Era così bello a Therensienstadt" dimostra che gli ebrei nel '42-'45, a Theresienstadt, stavano proprio bene.
Pubblicato da: davide l. malesi - 28.02.07 14:36
Sul sito del Cai www.abbadiani.it è stato riportato il link all'intervista di Red Ronnie a Claudio Abbado (estratta dal dvd cui fa riferimento il giornalista bolognese), dedicata al suo rapporto con il Venezuela e con Cuba. Ebbene, e questo lo dico all'amico Leonardo, proprio lo stesso Abbado specifica che la sua posizione riguardante Cuba non si riferisce a Fidel Castro o al potere locale esistente, ma alla comunità, ai cittadini. Il suo impegno sociale che svolge tra gennaio e febbraio, ogni anno, a Caracas con i giovani della Joven Orquestra National de la Juventud Venezolana “Simón Bolívar" deriva dall'appoggio incondizionato, non al governo Chavez, bensì ad un progetto culturale ben più ampio, quello varato da José Antonio Abreu, finalizzato a salvare i ragazzi dalle favelas e ad avviarli alla musica, a fare musica insieme, a creare orchestre. A fare cultura. Claudio Abbado non ha fatto altro che impegnarsi sullo stesso percorso già intrapreso dal compianto Giuseppe Sinopoli negli ultimi anni di vita, proprio con la Bolivar! Ma con una differenza: ciclonico e casinista com'è, Abbado ha letteralmente travolto il mondo musicale, discografico e manageriale con risultati evidenti. Cito due esempi recentissimi: Edicson Ruiz, proveniente dal sistema Abreu, nonostante la giovanissima età (19 anni), è attualmente primo contrabbasso dei Berliner Philharmoniker; Gustavo Dudamel, formatosi anche lui nel sistema, a soli 25 anni è già direttore titolare dell'Orchestra Sinfonica di Goteborg, ha diretto i Berliner, la Filarmonica di Israele (anche nel concerto inaugurale del Festival di Spoleto 2006), la Filarmonica della Scala con la Terza e la Quinta sinfonia di Mahler, l'Orchestra e il coro del Teatro alla Scala con i quali ha allestito una versione da cardiopalma del Don Giovanni di Mozart, ha firmato un contratto esclusivo con la Deutsche Grammophon!
E si noti che il sistema Abreu esisteva da parecchi anni prima dell'avvento di Chavez. Eppure, nonostante i cambi di governo in Venezuela, ci si è resi conto del valore sociale di rilevanza mondiale del sistema Abreu, che non è stato smantellato, ma è rimasto ad operare in virtù del valore sociale riconosciuto anche da parte dell'Unesco. Maggiori e più dettagliate informazioni sono reperibili sul libro di Helmuth Failoni "L'altra faccia della musica" (Il Saggiatore), comprendente peraltro un bellissimo dvd documentario dedicato a questa incredibile realtà. Ho sentito i ragazzi della Joven Orquestra, sono incredibili. Tra l'altro, ad agosto uscirà per la Deutsche Grammophon il cd della Quinta di Mahler con la Joven Orquestra diretta da Dudamel dal vivo all'Auditorium di Roma.
Purtroppo rilevo come si faccia alla svelta a mescolare aspetti politici e culturali, e non si considerino, non si pensi a poderare con discernimento, tutte le sfaccettature della questione, rischiando piuttosto di cadere nella più bieca strumentalizzazione (e mi riferisco, in particolar modo, all'articolo "La disfida di bacchetta" di Massimo Balducci (Giudizio universale, febbraio 2007, pp. 20-21), se non addirittura allo stravolgimento dei fatti reali (anzi, Balducci cita il libro di Failoni ma non dimostra affatto di averne colto lo spirito e i contenuti che lo animano). Insomma, è inutile continuare a giudicare il presente, ricollegandosi agli anni Settanta, ai budget esagerati degli allestimenti alla Scala della gestione Grassi, durante il periodo Aghina, ed attaccandosi solo agli elementi negativi, giusto per fare solo notizia (qui mi riferisco proprio al pezzo di Balducci, curiosamente coincidente sul piano temporale con quello di Colombati).
Ripeto: le mie valutazioni non sono di natura politica, ma derivano da una pacata analisi esclusivamente culturale e contestualizzata, derivante da una situazione, quella dell'Italia scolastica di adesso, che per colpa delle riforme Berlinguer, Moratti et similia, ha letteralmente messo ai margini l'educazione musicale, rispetto a quella degli Stati latino-americani nei quali invece (e mi riferisco al Venezuela), grazie all'impegno di José Antonio Abreu, la musica sta salvando dalla strada, dalle devianze, dalla delinquenza urbana, migliaia e migliaia di giovani. L'Italia deve imparare il messaggio dell'America Latina che dimostra, sotto questo profilo, di saperci dare una lezione davvero incredibile.
Pubblicato da: Achille Maccapani - 28.02.07 14:56
Caro Ditnu, tu non sai la gioia che mi danno i commenti come i tuoi. All'inizio della mia collaborazione con il Giornale, gli insulti che ricevevo mi facevano arrabbiare. Ma adesso non più. Mi diverto come un matto, come quando leggo che denunciare le limitazioni della libertà individuale a Cuba sarebbe una "estremizzazione": propaganda, addirittura. O come quando mi tocca constatare che per qualcuno la mia suddetta denuncia sarebbe ridicola e che a Cuba si sta come qui da noi si stava fino all'inizio degli anni Ottanta.
Mi dispiace per lorsignori, ma qui non siamo a Cuba, e io posso scrivere sul giornale che mi pare quello che mi pare.
Ripeto, trovo tutto grottescamente - sinistramente - divertente: la difesa dell'indifendibile per mezzo dell'insulto che sposta la questione, la rimuove. Quando uscì il mio artciolo,fui intervistato dalla radio svizzera. La prima domanda che mi posero fu: "Scusi, ma lei è mai stato a Cuba?". Dissi di no. "E allora", replicò la mia interlocutrice, "come fa a parlare?". Un po' come se non avere un numero tatuato sul polso mi impedisse di denunciare gli orrori dei lager nazisti.
La verità è che nel 2007, in Italia, se dico che gli Stati Uniti sono l'Inferno nessuno si scandalizza; anzi, i più fanno sì con le testoline pensose e indignate. Ma se mi permetto di sostenere che un cubano è - come dire - un po' limitato nella sua libertà e non può nemmeno accedere privatamente in internet... ah, no, questo no, non va bene, le testoline non fanno più su e giù e compiaciute; iniziano i distinguo, controllano il pulpito da cui certe vergognose azioni di propaganda vengono lanciate, fanno il ruttino dicendo "cui prodest?", e si sentono a posto con la coscienza: sempre dalla parte giusta, e mai un dubbio che gli agiti il sonno...
Che paese di merda, il nostro.
Pubblicato da: Leonardo Colombati - 28.02.07 14:58
In effetti l'Italia è un paese di merda.
Un esempio: esiste un quotidiano che si chiama Il Giornale e chi ci scrive vorrebbe anche non essere preso per uno che scrive su Il Giornale.
Se uno di sinistra mi dice che a Cuba non c'è libertà gli dico di sì (anche perché ne sono convinto), così come se uno di destra mi dice che negli Stati Uniti la democrazia è un po' moscia.
Ma se uno di destra mi parla male di Cuba e uno di sinistra mi parla male degli Stati Uniti, mi girano le balle.
Se tu scrivi su Il Giornale e non su La Repubblica ci sarà un motivo.
E quindi traggo le conseguenze di ciò che dici e pur in parte approvandole ti rendo noto che la censura esisteva anche in un paese democraticissimo come l'Italia ancora negli anni 70.
Se le stesse cose che hai scritto tu me le avesse dette Minà, gli avrei dato ragione senza dire una parola (anche perché sarei svenuto per la sorpresa, suppongo).
Pubblicato da: Roberto Tossani - 28.02.07 16:09
Caro Roberto Tossani, ti sbagli: io VOGLIO essere preso per uno che scrive per il Giornale. E' un fatto che io ci scriva. Come è un fatto che lo zucchero è dolce, sia che me lo dica tu sia che me lo dica il droghiere.
Pubblicato da: Leonardo Colombati - 28.02.07 17:00
Dai, Leonardo, non è da te: non dirmi che i fatti sono fatti, punto e basta.
I fatti sono ciò che è l'infinita serie della loro interpretazione.
Un fatto di per sé non è niente senza quelli che lo vivono, lo raccontano, non lo vivono ma se lo sentono raccontare eccetera eccetera eccetera.
Chi ha scritto Perceber lo sa benissimo, non farmi scrivere cose inutili.
(e comunque Cuba è dolce, amara, nauseante ed eccitante - come l'Italia, anche se a Cuba non c'è democrazia e qui sì, lo so)
Pubblicato da: Roberto Tossani - 28.02.07 17:20
"Ma se uno di destra mi parla male di Cuba e uno di sinistra mi parla male degli Stati Uniti, mi girano le balle."
Ohibò, quindi io che sono il Grande Centro non posso parlare male di nessuno, nè della destra nè della sinistra.
Al massimo posso cantare del nostro guizzante piedino, pronto a scivolare in quante più scarpe...
Pubblicato da: Il Grande Centro - 28.02.07 18:02
Davide Malesi, fai un po' meno sarcasmo da Bar Sport e rifletti meglio sulla questione che hai sollevato: il Buena Vista è un film-reportage su un gruppo di anziani musicisti cubani (con un disco) che apre scenari sull'ambiente musicale cubano. La musica cubana è un classico come il jazz, è popolare, alla moda, è "glam", è "trendy", come dire? Potrebbe esserlo se Cuba non fosse una terra piena di musica? Il Buena Vista lo dimostra perché lo ha trasposto in immagini e in un disco (uno dei tanti peraltro).
Leonardo, estremizzi quando dici che estremizzo dicendo che tu estremizzi denunciando la mancanza di libertà a Cuba, perché non ho scritto così, ma che la tua estremizzazione deriva dal fatto di dipingere, mostrare Cuba come una trasfigurazione del Male Assoluto, mentre dici che i firmatari dell'appello la considerano un paradiso. Se ho sbagliato, come si suol dire, dimostrami come e dove.
Pubblicato da: mauro baldrati - 01.03.07 09:32
sono stato a Cuba nell'estate del 2004. ho scelto di stare a La Habana, cercando di mimetizzarmi tra le gente, per quanto il mio status di turista fosse quasi impossibile da nascondere.
l'impressione è che a Cuba la gente non ce la faccia più, che non veda l'ora che le cose cambino, che è stufa di dover vivere di prostituzione ed elemosina.
l'impressione è che tutti questi "vip" (li chiamo così con un leggero tono di presa per il culo, concedetemelo...) non si rendano conto di cos'è Cuba. credo che tutto sia dovuto proprio al loro essere ospiti illustri nell'isola, a cui è impedito di vedere la realtà, come capita in tutte le dittature che si rispettino.
il discorso è molto complesso, e credo in tutta onesta che a Red Ronnie manchi lecapacità e l'onestà intellettuale per affrontarlo, e questo lo dico senza voler offendere nessuno.
chiudo con una piccola parentesi su Guantanamo: Guantanamo esiste perchè Castro l'ha ceduta agli Stati Uniti. il patto è semplice: voi a Guantanamo potete fare tutte le porcherie che volete e io non vi dico nulla, però io in casa mia posso fare tutte le porcherie che voglio e voi non ci mettete il naso, così siamo tutti d'accordo. dire che Castro non ha responsabilità su Guantanamo è insostenibile.
ci sarebbero altre mille cose da dire, ma sarà per un'altra volta.
non mi ero accorto di tutti i commenti e avevo commentato dall'altra parte. ho dato un'occhiata veloce, e l'impressione è che ci siano troppe chiacchiere "a priori" e poca voglia di affrontare i problemi. siamo in Italia, la cosa non mi stupisce più di tanto.
Pubblicato da: giacomo - 01.03.07 10:25
Caro Mauro Baldrati,
non estremizzo affatto quando dico che molta gente intellettualmente disonesta (tra cui molti dei firmatari dell'appello pro-Castro del 2005) dipinge Cuba come un paradiso.
Due esempi.
Ecco cosa pensa Red Ronnie di Cuba. Rispondendo ad una commentatrice del suo blog che scriveva che “in quei pochi giorni vissuti all'Avana mi sono resa conto che il leader maximo non è altro che un dittatore che ha voltato le spalle alla gloriosa storia di Cuba”, l’uomo del Roxy Bar commentava: “Io guardo ai fatti. Paragona Cuba a Santo Domingo o Haiti, le due nazioni che ha accanto. Dove si sta meglio? Paragona la felicità che comunque la gente ha a Cuba con quella della gente di Milano e di New York. Hai mai visto bambini giocare in mezzo alla strada in queste due metropoli con le auto che aspettano che finiscano? Io a L’Avana li ho visti”.
Ed ecco cosa ne pensa Claudio Abbado: “Conosco Cuba, ci sono stato più volte e ci tornerò. Perché, mi chiedo, non vengono rese note le cose positive di una cultura come quella cubana? Proviamo a mettere da parte, almeno per una volta, la strumentalizzazione politica che si tende a fare di ogni cosa e proviamo a riportare semplicemente dei fatti. Stranamente delle cose più valide che ci sono a Cuba non si parla mai. Cominciamo dalla ricerca medica, che a Cuba è all’avanguardia. C’è un dottore, Gregorio Martinez Sanchez, che sta lavorando alla ricerca per debellare il cancro e che ha 'scoperto' una nuova e, a quanto pare, importante cura. (…) Ma la ricerca medica all’avanguardia non è l'unico aspetto fortemente positivo di quest’isola. A Cuba, forse i potenti se lo dimenticano, non esiste l’analfabetismo, che è invece assai diffuso in molte altri parti del mondo. A Cuba con un po’ di terra libera, non ci si mette a speculare: loro preferiscono fare degli orti enormi, che serviranno poi a tutti (esempio che è stato ripreso poi da altre nazioni). Sono tornato recentemente all’Avana e ho visto che in cinque anni ci sono stati miglioramenti dal punto di vista del restauro per case e piazze. A dicembre ho portato la Mahler Chamber Orchestra per dei concerti, a gennaio l’Orchestra Giovanile Simon Bolivar, di cui facevano parte anche 44 cubani. C’è uno scambio bello e proficuo fra il Venezuela e Cuba. Uno scambio legato alla musica e al balletto. Il Venezuela è più avanti dal punto di vista della formazione musicale, grazie al sistema di Antonio Abreu che coinvolge 240.000 (duecentoquarantamila!) giovani salvati dalla strada e Cuba invece è più avanti dal punto di vista del balletto: il loro è uno scambio culturale per imparare a vicenda, per crescere, come dicevo prima. Il fatto poi che ho portato quei 44 musicisti cubani a Caracas e che l'anno prossimo li porterò con tutta l'orchestra in Europa, smentisce che i cubani non possono uscire. Cinque anni fa sono stato a Cuba con la Mahler Jugend Orchester e abbiamo portato materiale, corde e strumenti musicali, che lì mancano, perché, non dimentichiamolo, è un paese povero e in quanto povero andrebbe aiutato, non attaccato. C'è poi un gruppo di bravissimi musicisti cubani, 'Ars Longa', che ho voluto sostenere e che vengono regolarmente invitati al Festival Gesualdo in Basilicata. Li abbiamo fatti conoscere l'anno scorso attraverso una tournée che ha toccato anche Bari, Matera, Roma e Bologna.
Insomma Cuba è anche questo, non è solo Guantanamo, che è invece una prigione americana".
Tu sai benissimo che con le citazioni potrei esaurire la banda di Vibrisse. Ma mi fermo qui e mi chiedo: com'è possibile che certi signori si sentano giustificati a dire certe cazzate su Cuba? Perchè se uno salta su e dice che in Cile quando c'era Pinochet al ristorante però si mangiava benissimo viene giustamente preso per scemo, mentre se Abbado mi parla dei balletti cubani non posso dire che è quantomeno in malafede?
Il signor Abbado sa benissimo che - come ho evidenziato nel mio post - per un cubano è praticamente impossibile uscire dall'isola; e sa benissimo che se la sua orchestra cubana fa il giro del mondo è perchè a Castro conviene così.
Pubblicato da: Leonardo Colombati - 01.03.07 11:45
vedi caro ditnu
lo scandalo non è trovare quelle analisi di Colombati sul Giornale (lo so che i democratici e comunisti italiani vorrebbero imporre il contrario) quanto il fatto che sui giornali di centro sinistra in Italia che pontificano sulla democrazia dalla mattina alla sera, quei fatti non li trovi se non con qualche riga nascosta tra la pubblicità. Di ieri la notizia di altre espulsioni di giornalisti stranieri come anche la dichiarazione di Turigliatto ad agenzie e giornali che diceva che prodi e similia stanno uccidendo la democrazia in Italia! Oppure i regimi nelle regioni rosse denuncia che ogni tanto vien fuori,quando qualcuno si ribella al meccanismo oliato per cinquantanni.
E a me non scandalizza che il regime ha impedito il diffondersi della musica dei beatles come sosteneva Colombati nell'articolo su cui concordo totalmente, perchè nei regimi comunisti ma anche in altri totalitari ogni cosa che nuoce al regime la si distrugge e gli autori quando possono si incarcerano come avviene oggi a Cuba o li si ammazza. E non è più questione degli americani come sostiene il turista-compagno Minà o tutte le anime belle italiane.
Ben vengano quelle iniziative umanitarie ma al regime purtroppo fanno comodo tant'è che a tanti intellettuali di casa nostra fanno dire che Cuba
è l' alma della libertà ! In italia questo è un argomento tabù e il taglio culturale di tante trasmissioni televisive per esempio non prende mai di mira tematiche contro il passato o il presente di tanti comunisti.E' un fatto non una opinione generica.La denuncia verso un regime brutale come quello di Castro non è un estremizzare niente. Il canto di un uccello è sempre bello, ma un conto è farlo in una gabbia un conto è farlo standosene comodamente su un ramo d'albero e per padrone un bel cielo azzurro.
Pubblicato da: angelo - 01.03.07 12:18
Caro Leonardo,
forse sarebbe stato giusto specificare che l'estratto, da te riportato tra virgolette, deriva da un articolo non recente di Claudio Abbado (pubblicato sul Corriere della Sera del 18 marzo 2005) che ha poi causato il dibattito e le polemiche note ai più. La nuova intervista riportata sul dvd Roxy Bar 20, e visibile anche su You Tube (il link è reperibile nel sito degli Abbadiani), parla in prevalenza di altro, e cioè del sistema Abreu. Non si sofferma di quanto riportato, che peraltro era di dominio pubblico da parecchio tempo, e che aveva suscitato un dibattito tra noi appassionati che seguono l'Abbado artista, uomo di cultura, e scindendo questo aspetto da quello ideologico.
Pubblicato da: Achille Maccapani - 01.03.07 14:47
Leonardo, trovo conferma che il tuo modo di affrontare la questione corrisponde a una identificazione di Cuba col Male Assoluto, il ricettacolo di tutti i regimi, punto e basta. Cioè una visione esclusivamente al negativo. L’Inferno sulla terra. La città dei Maya di “Apocalypto”. Poi dici, gli altri invece, quelli dell’appello, ci vedono il paradiso. Ma come si fa a non definire questo un’estremizzazione? Tu hai preso la citazione di Abbado da questo testo, che invito a leggere con attenzione, limitando le estrapolazioni:
http://www.abbadiani.it/italiano/dossiers/SudAmerica/CorriereCubaAbbado.html
Può darsi che vi sia dell’emotività in quello che dice, come, probabilmente, vi è dell’emotività nella tua visione all’opposto (come è ultraemotivo il commento di Angelo); però Abbado dice chiaro qual è il suo metodo: lui cerca il positivo nelle cose, nei luoghi e nelle persone. E non parla solo “di balletti” (e poi, dai: il balletto va in giro perché a Castro conviene così. Allora anche i Buena Vista. Insomma, il Regime-Demone è davvero onnipotente!). Ridiamo, ridiamo pure di questi approcci, noi italiani che ormai non concepiamo altro che il cinismo. Come ho scritto, credo che vi sia una verità più complessa, con contraddizioni, le privazioni della libertà, le sfaccettature di un regime non democratico, la pena di morte (ma è pretestuoso ricordare che esiste anche in USA?); ma anche delle concause per spiegare queste contraddizioni e queste brutture. E che a Cuba, oltre ai problemi, vi sia anche del positivo. A questo proposito prendiamo un altro dei firmatari, il più sbeffeggiato, Gianni Minà:
“c'è qualcuno a sinistra che almeno si vuol far carico, per etica, dell'esigenza di giudicare Cuba con lo stesso metro usato per tutte quelle nazioni che definiamo “democratiche” solo perché sono convenienti ai nostri interessi economici o politici?”
Togliamo la parola “sinistra”, e cerchiamo di rispondere a questa domanda. Minà poi illustra la lunga serie di concause che hanno determinato l’involuzione (e la miseria nera) di Cuba, qui:
http://www.elgranma.altervista.org/articles.php?lng=it&pg=172
Se non ricordo male questo articolo è stato pubblicato sul manifesto. Spero anche che si accetti di dare una risposta a questa domanda: ha senso un embargo feroce, cattivo, che ha ridotto un popolo alla fame? C’è davvero ancora qualcuno che crede che Cuba sia un pericolo comunista mortale per il mondo intero?
Se la verità fosse sempre e tutta da una parte sarebbe molto più semplice, molto primordiale, e tornerebbero i Crociati per Liberare la Terra Santa dalle mani degli Infedeli, no?
Pubblicato da: mauro baldrati - 01.03.07 14:49
Baldrati,
io ho scritto che a Cuba;
1) esiste, di fatto, il divieto di espatrio;
2) sono stati fucilate circa 50mila persone e messi in carcere 400mila prigionieri politici;
3) secondo Reporters Sans Frontières, «Cuba è il principale carcere per giornalisti del pianeta» e che il rapporto tra il numero delle persone in carcere e la popolazione globale è il più alto al mondo»;
4) molti scrittori sono censurati ed alcuni di loro (Padilla, Arenas, Cabrera Infante) sono stati imprigionati e torturati;
5) non esiste libertà di stampa;
6) coloro che scrivono e/o diffondono scritti e notizie ancorché veritiere ma non autorizzate dalle autorità della dittatura, o in contrasto o opposizione al regime, vengono accusati, arrestati, e giudicati per direttissima ai sensi della nuova legge 88 – detta “legge museruola” (Ley mordaza) – con pene previste da 10 a 30 anni di carcere;
7) non si possono ricevere canali televisivi stranieri e i videoregistratori sono proibiti;
8) l’uso di internet è sostanzialmente proibito e non si può aprire un blog;
9) secondo l’ancora vigente – e applicato – articolo 303 del codice penale cubano, è reato la «pubblica manifestazione dell’omosessualità»;
10) è proibito ai cubani aprire una attività commerciale, una impresa, un negozio; ed è proibito vendere o acquistare una casa (vale solo la permuta);
11) è proibito ai cubani entrare in un hotel o in un ristorante per turisti stranieri…
Insomma io ho scritto tutte queste cose – vere, inoppugnabili, risapute – e tu cavilli sull’interpretazione delle parole di Minà, Red Ronnie e Abbado?
Prima di lasciarti, vorrei farti riflettere soltanto su una cosa. Cosa diresti se in Italia esistesse anche solo una delle undici condizioni che ti ho sopra esposto? Come dovrei chiamare – se non un Inferno – un posto da cui non puoi uscire e la libertà di opinione non esiste? Come mai intere schiere di benpensanti alzano il ditino quando Mirko Tremaglia parla di “culattoni” e al tempo stesso incensano un vecchio farabutto come Castro che mette in galera gli omosessuali? Finché si scherza si scherza, eh. Ma poi basta.
Pubblicato da: Leonardo Colombati - 01.03.07 15:14
Vivo vicino a Miami e ho diversi studenti cubani. Provate a dire a loro che a Cuba i bambini son piu' felici. A una di questi studenti, Castro ha fatto ammazzare il padre. E basta cosi'. A Leonardo Colombati do comunque un suggerimento: impari da Castro almeno un po' di disprezzo per la democrazia, al fine di non impelagarsi piu'in discussioni con Red Ronnie e compagnia bella.
Pubblicato da: Emanuele Pettener - 01.03.07 15:58
Colombati, io non cavillo niente. Ho invitato a leggere per intero gli articoli suddetti, e a evitare estrapolazioni. Non cerco neanche di negare che vi sia un regime, né i tuoi punti 1-11, che immagino tu abbia verificato uno per uno. Ho cercato, inutilmente, di indicare come si sia arrivati a questa involuzione, e potrei scrivere qui una cinquantina di punti, lapidari come i tuoi, che tranciano tutte le aggressioni dell'America a Cuba, che hanno impedito a questo popolo non dico di trovare, ma di cercare la via per la sua autodeterminazione; ma l'ha già scritto Minà nel suo articolo, che tu mi pare non abbia letto. Ho inoltre cercato - di nuovo inutilmente - di sottolineare come accanto alle brutture vi siano anche aspetti positivi, evidenziati dai vari Minà e Abbado, che non mi sembra siano deficienti.
P.S. Pettener, mi sembra che di disprezzo per la democrazia tu ne abbia da vendere, potresti cederne un po'.
Pubblicato da: mauro baldrati - 01.03.07 16:36
Caro Mauro Baldrati, l'ideologia e' ottenebrante. Del mio commentino di 4 righe, t'interessa il mio invito a Colombati ad essere un po' antidemocratico e non che Castro ammazzi chi non e' d'accordo con lui. Ora, se io sono antidemocratico non ammazzo nessuno, quindi non e' qui il problema, non credi?
E certo che ho disprezzo per quella democrazia che mi costringe ad ascoltare o discutere con chi difende, anche in minima parte, Castro. E poi, suvvia, Red Ronnie, Jovanotti, Piero Pelu'... ne convengo, sono antidemocratico.
Pubblicato da: Emanuele Pettener - 01.03.07 17:12
Di altri fatti da aggiungere a quelli di Colombati credo che ce ne sarebbero altri, ma tant'è a quanto pare non è la quantità che distoglie qualcuno dal partito preso pro-Cuba.
La cosa che impressiona è il loro silenzio di fronte a questi fatti tanto forte da coprire e affogare tutti gli sforzi positivi di altre iniziative che purtroppo non sono cose a sè stanti perchè al contrario fanno gola al regime,anzi le sovvenzionano a ripetizione al di là degli intenti originali degli animatori.Sulla propaganda dei regimi le biblioteche affogano di testi. Non c'è francamente bisogno di essere "democratico" per denunciare quel regime autoritario basta essere uno spirito libero, o semplicemente uomini che chiedono il rispetto della loro dignità e soprattutto del diritto a vivere con annessi e connessi.E di fronte a tutto questo qualcuno di voi proprio non riesce ad arrabbiarsi, protestare, rivendicare e combattere anche i filo-regimi tromboni di questo paese che continuano ad ostinarsi ad incolpare l'america.
Nella mia rabbia non c'è niente di emotivo ma riesco ancora ad emozionarmi se penso a tutti quei cubani che languono in una galera solo perchè hanno una opinione diversa o vogliono uscir fuori da un regime totalitario.Affrontano gli squali pur di fuggire via dall'isola che tanti intellettuali-turisti-spesati spacciano in occidente come paradiso!
Pubblicato da: angelo - 01.03.07 18:21
Leonardo, naturalmente condivido quanto scrivi, e mi piacerebbe che tu facessi altri servizi sui regimi totalitari sparsi nel mondo.
Magari dandocene notizia non solo sul tuo sito, ma anche qui (ormai mi sto limitando a lurkare solo vibrisse).
Un caro saluto.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 01.03.07 19:18
Ah beh certo, vuoi mettere come stiamo meglio noi? Se mi stufo di guardare le tv che predicano il verbo del nano & c. posso uscire e andare a vedere un bel film in una sala del nano, prodotto dal nano, oppure leggere un bel libro pubblicato dal nano, o uno dei bellissimi giornali liberi, Libero Giornale Foglio Avvenire.. che gioia!
Pubblicato da: Onest - 01.03.07 20:10
scusa Onest, ma hai scritto una cazzata: se il nano ti sta nelle palle lo puoi dire, puoi manifestare contro di lui, puoi aprirti un blog per criticarlo, puoi perfino fondare un partito politico contro di lui, puoi fare quello che vuoi. se poi non ce la fai puoi perfino ad andare a vivere a Cuba. Ah no, scusa, quello non lo puoi fare, perchè è impossibile. Come è impossibile per un Cubano fare tutto quello che puoi fare tu qui.
Quello che mi stupisce è che nessuno si renda conto che gli Stati Uniti, hanno una carica negativa enorme, però permettono a tutti di manifestare il loro dissenso. TUTTI i movimenti intellettuali e/o di rivolta degli ultimi 50 anni sono nati lì. TUTTI. Tenetevelo a mente. Perchè il maggio francese è figlio degli Stati Uniti, i No Global sono i figli minori del popolo di Seattle, ecc. ecc.
Non veniamoci a raccontare cazzate, gli USA saranno anche il mostro cattivo, ma non c'è un solo stato al mondo che possa ritenersi eticamente migliore. nessuno, nemmeno lo Stato del Vaticano.
E poi basta con la palla che se parlo male di uno vengo accusato di non parlar male anche di quell'altro... e che cazzo, se sto parlando di Auchwitz non mi devo sentirme moralmente obbligato a citare tutti i casi di campi di concentramente perpetrati da tutti i regimi, mi limito a parlare di Auchwitz. Questo appiattimento culturale mi fa veramente vomitare.
E comunque andate a vivere a La Habana, e vedrete le ragazzine di 12-13 che, dopo aver corso e giocato felicemente per la strada, vanno a prostituirsi per due euro da qualche vecchio bavoso Italiano, francese o inglese.Immagino che siano molto felici di farlo tutti i giorni, dev'essere una sensazione stupenda.
Pubblicato da: giacomo - 02.03.07 00:09
Io non capisco varie cose.
Perché, ad esempio, non si può dire che il regime di Castro è una dittatura che nega la libertà e nello stesso tempo dire che gli Stati Uniti hanno aiutato altre dittature terribili come questa (devo fare l'elenco)?
Perché, ad esempio, non si può dire che l'Italia è un paese democratico, ne sono assolutamente convinto, ma allo stesso tempo dire che restano dei misteri legati alle Brigate Rosse, alle stragi fasciste, alla P2 eccetera eccetera che ci hanno portato ad avere Silvio Berlusconi come leader politico o a dover sopportare l'ingerenza di uno Stato Vaticano che è per lo meno contro ad ogni regola di rapporto tra Stati diversi? (vogliamo metterci anche tutti i risvolti deteriori della sinistra italiana, sono così tanti: mettiamoceli).
Perchè, ad esempio, si pone sullo stesso piano il regime nazista e quello sovietico, gli Stati Uniti e l'Unione Europea, l'estremo oriente e palestinesi-israeliani, Bin Laden e gli interessi petroliferi di Bush e amici neo-com?
Ogni realtà è diversa, non si può fare di tutta l'erba un fascio (è come, vista la frase fatta, mettere sullo stesso piano hascisc e eroina, cocaina e LSD, ecstasy e crack).
Perché non posso dire, ad esempio, tornando a noi, che Cuba ha un regime antidemocratico e dittatoriale, gli Stati Uniti hanno una politica estera scandalosa, l'Italia una situazione politica degenerata? Ovviamente su scale diverse, appunto, ma ciò non toglie che chiunque indichi in Cuba uno stato di merda, dovrebbe almeno avere la pazienza di equipararlo alle altre situazione. Cuba schifo al 90%, Stati Uniti schifo al 40%, Italia schifo al 30%.
Perchè altrimenti non stiamo dialogando. Parliamo per assiomi unici e non correlati (che non vanno bene nella scienza, figuriamoci nel pensiero politico).
Perché altrimenti io potrei dire, e ne sono convinto: "Né stato, né chiesa: libertà". E farei ridere i polli.
Pubblicato da: Roberto Tossani - 02.03.07 08:51
Sottoscrivo l’ultimo intervento di Roberto Tossani, mi sembra un modo molto più onesto e ragionevole di considerare la situazione, senza i toni da crociata fondamentalista che oggi è tanto di moda. Significa non andare a senso unico, non negare – tacendolo di proposito – che a Cuba vi sono elementi gravi di regime, che derivano da una situazione di guerra fredda, ma che Cuba non è paragonabile alle passate dittature (organizzate e sostenute dall'America, è doveroso ricordarlo) del Cile, o del Paraguay, e chi lo sostiene o è fortemente disinformato o in malafede; si tace sul fatto che Bush ha recentemente tentato di inasprire ulteriormente il vergognoso embargo che affama la popolazione e che non ha senso di esistere, stanziando 53 milioni di dollari per “costruire una opposizione interna alla revolucion cubana”; tentando persino di impedire agli esuli di inviare i soldi ai parenti rimasti nell’isola; che per superare la dittatura bisogna ragionare in termini di aiuto, di allentamento della tensione, invece di inasprirla; ricordo che lo stesso Baccini (UDC) disse in proposito: “non è certo interrompendo i rapporti culturali che si aiuta un paese ad aprirsi verso una democrazia più compiuta”.
Ci sarebbe altro, molto altro, ma ho l’impressione che non interessi granché. La discussione è faticosa, è più semplice estremizzare, creare il mostro.
Pubblicato da: mauro baldrati - 02.03.07 09:23
Leonardo,
"...io VOGLIO essere preso per uno che scrive per il Giornale...2
Prendo atto.
I tuoi articoli comunicano il contenuto di quello che scrivi PIU' il fatto che lo scrivi sul Giornale.
Se sei contentu tu, contenti tutti.
Ma il fatto che tu scriva sul giornale di Forza Italia (per non stare qui a fare giri di parole) viene incorporato nel messaggio. Non se ne esce.
Ancora, contento tu, contenti tutti.
Un saluto
Vella
Pubblicato da: vella - 02.03.07 10:32
Leonardo,
non voglio parlare di Cuba, ma di:
"...io VOGLIO essere preso per uno che scrive per il Giornale...".
Prendo atto.
I tuoi articoli comunicano il contenuto di quello che scrivi PIU' il fatto che lo scrivi sul Giornale.
Se sei contentu tu, contenti tutti.
Ma il fatto che tu scriva sul giornale di Forza Italia (per non stare qui a fare giri di parole) viene incorporato nel messaggio. Non se ne esce.
Ancora, contento tu, contenti tutti.
Un saluto
Vella
Pubblicato da: vella - 02.03.07 10:33
OT - Intanto nella classifica dei Top 100 su Billboard (vendita cd nel mercato USA), per la prima volta è entrato un album di musica classica. E sapete di chi si tratta?
Della versione live di "Die Zauberflote" di Mozart, con la Mahler Chamber Orchestra diretta da... Claudio Abbado (Deutsche Grammophon).
La notizia è stata ripresa con grande evidenza dal GR1 delle ore 8.00 di stamattina.
Pensate, Mozart a fianco di Beyoncé, Red Hot Chili Peppers ed altri.
Pubblicato da: Achille Maccapani - 02.03.07 12:58
Nella maggior parte degli interventi su questo post, mi pare, si avverte una scissione faticosa: da un lato la volontà dichiarata di non affondare nei partiti presi ideologici, negli automatismi manichei, dall'altra il fatto che poi in quegli automatismi, volenti o nolenti, si ricade quasi sempre. Io stesso mi sento in difficoltà. E questa difficoltà la avverto ogni volta che si affrontano alcuni temi sensibili sui quali di solito 'ci si schiera'. Questo è un problema serio, e meriterebbe una discussione a parte. Quasi certo di non evitarlo, provo a dire una piccola semplice cosa.
Fin da piccolo, mi colpivano i discorsi banalissimi, ripetuti all'estenuazione, di certi adulti nostalgici che parlavano di come si stava bene sotto Mussolini, senza delinquenza, treni in orario, paludi bonificate eccetera. E la guerra? -qualcuno obiettava- E il fatto che non c'era libertà? Lo zio di turno glissava. Oppure tirava in mezzo l'unico errore che era l'essersi alleato con Hitler, e che comunque oggi è tutto uno schifo eccetera. Fin da piccolo questi argomenti non mi convincevano. E, cresciuto, da giovane democratico civile e raziocinante e di sinistra, mi sembrava lampante che qualsiasi vantaggio collaterale non togliesse il fatto che quella fosse una dittatura, e che una democrazia è sempre meglio di una dittatura, che una democrazia può concedersi un cambiamento e una dittatura no. Che ci può essere libertà senza giustizia ma non giustizia senza libertà.
Oggi, quando sento parlare qualcuno di Cuba, mi ritornano alla mente quei discorsi. E mi pare che il ragionamento abbia le stesse debolezze di quello dello zio.
Pubblicato da: Marco - 02.03.07 17:14
giacomo, la cazzata l'hai detta tu: ma se c'è gente che per paura di non trovare più un lavoro nel suo campo (informazione, tv, calcio, cinema, tutto quello che il re Mida al contrario ha trasformato in merda) deve leccare il deretano alla cricca del tizio? Ma dove vivi?
Pubblicato da: Onest - 02.03.07 18:52
@ onest
io lavoro proprio nel campo del re Mida, e non ho mai dovuto leccare il culo a nessuno. Idem il 99% dei miei colleghi. quindi fai un po' di autocritica e smettila di parlare per luoghi comuni e con i paraocchi.
la vita è fatta di scelte personali, punto. nessuno ti impedisce di protestare o di dire la tua. punto. però non fare il piagnisteo della dittatura perchè è proprio insopportabile ormai....
per la cronaca vivo in Italia, che sarà anche un paese di merda, ma è sicuramente migliore di tanti altri posti.
Pubblicato da: giacomo - 04.03.07 21:26




