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12.02.07

Il glorioso passato della Scuola Italiana di Montevideo

di Tonino Pintacuda

Il 17 settembre di centoventuno anni fa nasceva a Montevideo la “Scuola Italiana delle Società Riunite" su iniziativa di tre benemerite associazioni. “La Lega Lombarda", la “Società Aspirazioni drammatiche" e la società “Circolo Napolitano". Presto si unì anche la “Mutuo Soccorso fra gli Operai Italiani".
Per la Lega Lombarda firmarono il Dott. Leone Maria Morelli, il Prof. Pietro Ricaldoni, il Dott. Eugenio Cassanello e il Sig. Giovanni Restelli. Per la “Società Aspirazioni Drammatiche" furono il Cav. Luigi Colombo e il Prof. Albino Benedetti a siglare l’accordo. A rappresentare il “Circolo Napolitano" furono il Dott. Vincenzo Stajano e il Sig. Antonio Tommaselli.

Il sogno dei fondatori si concretizzò presto e con successo:

la prima sede in via Colonia divenne da subito una piccola città della cultura. E più cresceva il prestigio della scuola più le aule si rivelavano insufficienti a contenere i numerosi alunni.
Fu così che si cerca di realizzare dal nulla un “edificio moderno". Nasce così la storica sede di via Uruguay. Progettata dall’ingegnere Luigi Andreoni, divenne presto un centro importante di italianità. Le cronache del tempo parlano senza mezzi termini della storica sede come “orgoglio di tutta la collettività italiana".
Ma in capo a pochi anni e anche la sede di via Uruguay diventa insufficiente a contenere tutti coloro che vogliono studiare la nostra cultura e la nostra lingua. Nascono le prime succursali: in via Garibaldi e in via 8 de Octubre.

Sino al punto di svolta: la bellissima sede in cui ancora oggi la Scuola opera, la prestigiosa sede che fu della Scuola del Sacro Cuore, a Carrasco.
Da qui la Scuola continua a offrire corsi d’ottimo livello per non far perdere alle nuove generazioni il solido legame con l’Italia, primo fra tutte quello con la bella lingua di Dante e di Petrarca.
E sono finiti anche i problemi di spazio: il complesso di Carrasco, secondo quanto dichiararono in occasione del centenario nel 1986, “è in condizione di ospitare qualsiasi piano di sviluppo".

Leggendo le emozionate cronache del centenario scopriamo come la Scuola fosse già all’avanguardia venti anni fa. Proprio quest’anno si festeggia il centenario del metodo Montessori che qui portò alla nascita della “Casa dei bambini". Il bambino deve essere misura di tutte le cose del suo ambiente per crescere sano e attivo. La crescita dei bambini continua con la scuola elementare. Cinque classi più una sesta per completare il ciclo primario uruguaiano.
Nelle foto ingiallite dello speciale che il mensile A.N.C.R.I. dedicò al centenario intravediamo perfino un laboratorio di informatica e un laboratorio di Scienze pieno di provette.
Tutto era “a formazione dell’educando": educazione alla conoscenza, all’amicizia, alle relazioni, alla vita di comunità. Non manca l’attenzione fondamentale alla crescita del corpo con giornate sportive. A naturale completamento corona tutta l’opera svolta nei precedenti settori la Scuola Secondaria, ricca anche di attività complementari e orientative.

La Scuola Italiana è stata nei suoi primi cento anni una grande oasi felice oltre che una struttura all’avanguardia.
Nei prossimi giorni vi racconteremo cosa è cambiato nel corso di questi ultimi anni.
Il sito internet della scuola (http://www.scuolaitaliana.edu.uy/) è un ottimo portale: sembra proprio che l’eredità dei fondatori non sia andata perduta.
Come sempre: hasta luego.

(c) La Gente d'Italia

Pubblicato da Tonino Pintacuda, il giorno e l'ora: 12.02.07 17:12

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