« Il glorioso passato della Scuola Italiana di Montevideo | Main | Dico: te lo raccomando (ovvero: se voi foste il giudice) »
12.02.07
La Scuola Italiana di Montevideo: leggere per essere più vicini all’Unione Europea
[le foto della Scuola, le foto del progetto sulla Lettura, sulla questione della lingua italiana in Uruguay e' possibile leggere l'intervista al Presidente della Camera Fausto Bertinotti]
Manteniamo le promesse: come preannunciato qualche puntata fa, abbiamo visitato la Scuola Italiana di Montevideo e ora possiamo affermare, senza temere smentite, che l’eredità dei fondatori non è stata dispersa.
Anzi.
La scuola é molto più bella di quanto potessimo immaginare,davvero una piccola città della cultura con 900 alunni.
Entrano appena svezzati (dai 2 ai 5 anni) nella “Casa dei Bambini" e continuano, anno dopo anno, sino al secondo ciclo della “Scuola Secundaria". Arrivano con un’invidiabile preparazione al conseguimento del titolo di studio legalmente riconosciuto dal Governo Uruguayano. Un ottimo biglietto per l’università.
La direttrice Adriana Testoni ci ha gentilmente mostrato l’intera area, dall’ingresso con la lupa che allatta Romolo e Remo sino alla palestra ricavata nelle navate della vecchia chiesa del Collegio del Sacro Cuore.
Sempre più meravigliati, porta dopo porta, abbiamo discusso con la direttrice di alcuni dei progetti portati avanti dalla scuola lo scorso anno.
Iniziamo dall’encomiabile progetto “AVVICINATI AL LIBRO CON L’UNIONE EUROPEA", la finalità, lasciatemelo dire in prima persona, è il mio sogno di sempre: stringere dei vincoli e condividere esperienze attraverso la Lettura.
Così nell’anno scolastico 2006 La SIM, l’acronimo per la Scuola Italiana di Montevideo, in collaborazione con la Delegazione dell’Unione Europea e le Scuole che rappresentano i diversi paesi membri presenti sul territorio ha portato avanti il progetto. L’azione delle varie classi è stata declinata per promuovere e diffondere il piacere della lettura. Perché qui a Montevideo credono ancora nella forza dell’esperienza della lettura. Da bibliofilo d.o.c. accarezzo una felicità incontrollabile a sentire degli slogan come “stimolare l’amore per la lettura tra i giovani e i bambini" e l’ancor più bello “stringere vincoli di amicizia, all’interno della propria istituzione e con altre istituzioni attraverso la lettura e i libri". Senza per questo perdere di vista la promozione della solidarietà.
Dietro gli slogan e gli obiettivi c’era la solida concretezza di realizzare una grande raccolta di libri da donare alle biblioteche delle Scuole Statali intitolate a paesi membri dell’Ue o ad altre istituzioni comunitarie.
La raccolta dei libri è stata organizzata attraverso“ l’amico lettore" che ha coinvolto tutti, dagli alunni ai dirigenti.
Tutto il personale della SIM ha donato un libro all’“amico lettore" che gli era stato assegnato per sorteggio. Ad una sola condizione: il “lettore" sorteggiato, dopo aver finito di leggere il libro affidatogli, doveva riportarlo alla Scuola e rimetterlo in circolo. Un’idea semplice, limpida e geniale. La vera concretizzazione del senso stesso della lettura.
E poi, finalmente, il primo settembre del 2006 nella bellissima Aula Magna della SIM tutti i partecipanti hanno condiviso le riflessioni e lo scambio di opinioni sui libri letti.
Quei testi sono stati davvero interiorizzati, l’oggetto-libro poteva continuare la virtuosissima staffetta: i volumi sono stati donati alle diverse istituzioni durante l’emozionante cerimonia alla Scuola Spagnola Cervantes.
E quest’anno la Scuola Italiana di Montevideo si sta preparando per celebrare degnamente il cinquantesimo anniversario del Trattato di Roma.
Siamo certi che anche questo progetto entrerà di diritto nella storia di questa preziosa istituzione.
Di sicuro la Lupa dell’ingresso lo sa già e, sorniona, sorride.
Come sempre, hasta luego!
(c) La Gente d'Italia 2007
Pubblicato da Tonino Pintacuda, il giorno e l'ora: 12.02.07 17:15




