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16.02.07

Auguri

di Mauro Baldrati

creative.jpgAUGURI ai manifestanti che sfileranno a Vicenza contro l’ampliamento della base militare, dalla quale partiranno le truppe speciali per le nuove operazioni di guerra di Bush;
a tutti – tutti coloro che saranno presenti ricordiamo le parole: “abbiamo anche bisogno di pacifisti alla Gandhi. Abbiamo bisogno di spazi per la comprensione, per la fede, per un atteggiamento che dice: ‘le mie mani porteranno soccorso e non guerra’. Abbiamo bisogno di coloro che rifiutano di impegnarsi nella violenza perché non vogliono vivere in un mondo violento" (Starhawk – Io sono un black bloc, Derive Approdi 2002);
che sia una manifestazione enorme, creativa, pacifica, che faccia venire il crepacuore a chi sogna lo scontro, le cariche, l’isterismo sui mass media, per vedere riflessa in uno specchio nero l’immagine della propria violenza interiore.

Pubblicato da Mauro Baldrati, il giorno e l'ora: 16.02.07 18:36

Interventi

...ma non avevamo già dato ?!

Baldrati, facciamo gli auguri anche a chi, trova davvero pesante appropriarsi di uno spazio di letteratura per propagandare fatti di nessuna attinenza, se non la trita e ritrita retorica anti americana ?

Pubblicato da: cletus - 16.02.07 22:43

Bravo Cletus! Auguri!

Pubblicato da: Obama - 16.02.07 23:03

Condivido il pensiero di Cletus. Augurare il crepacuore, poi? La consueta violenza del pacifista da salotto.

Pubblicato da: Emanuele Pettener - 17.02.07 00:15

Magari Baldrati si è espresso con un po' di enfasi retorica. Ma credere davvero che la letteratura in questa giornata non abbia nulla da dire, da dare e da ricevere, mi sembra davvero triste.
La manifestazione contro l'ampliamento della base militare di Vicenza ha numerose ragioni (politiche, sociali, ambientali, culturali) che inducono un vasto e differenziato arco di forze, alla contrarietà e a manifestarla pacificamente, civilmente e chiaramente. La sicurezza degli abitanti dei paesi più ricchi e fortunati, e l'Italia è tra questi, non è affidata alla diffusione e all'ampliamento delle basi militari; anche negli USA se ne diffonde e manifesta la consapevolezza. La sicurezza, in un mondo di fortissima e crescente interdipendenza, riguarda tutti e può essere perseguita solo allargando la reciproca conoscenza, convivenza, eguaglianza e libertà delle popolazioni.
Occuparsi di questo, scriverne, occupare (in forme rigorosamente nonviolente) i pensieri degli interlocutori oggi con riflessioni su questo evento è offrire ad essi la possibilità di riflettere a loro volta e scriverne. E' dare e chiedere conto di un imperativo a cui come cittadini non possiamo sfuggire.
Vogliamo parlare di questo, invece che lanciare sterili strali?


Pubblicato da: flavio marcolini - 17.02.07 07:29

Nessuno può esimersi dall'osservare che la cosa ridicola di questa manifestazione (che altrimenti avrebbe potuto avere un connotato diverso e accettabile come espressione pacifica di un dissenso rispetto alle decisioni del governo) è che tanto la stragrande maggioranza dei comuni cittadini che i rappresentanti della maggioranza politica che vi partecipano (fisicamente o con adesioni verbali) appartengono all'aerea di governo, sicché se ne deduce, ancora una volta, la grave degenerazione in cui è precipitata la politica in Italia. E devo aggiungere che nemmeno il centrodestra - pur in presenza di alcune scivolate più o meno gravi - era mai arrivata a tanto. Ossia, c'è una parte della maggioranza che, pur di mantenere la poltrona e ottenere il diritto alla pensione, che si acquisisce - se non sbaglio - dopo tre anni di mandato, non ha il coraggio di abbandonare il governo. Tutte le volte si maschera un'intesa di chiacchiere, che poi viene smentita dai fatti, e quando questi fatti accadono - come accade oggi con la manifestazione - si ha la sfrontatezza di minimizzare e di affermare che nel governo c'è unità e che questi dissensi attengono ad un libero dibattito democratico. Io mi domando quanti di coloro che hanno votato il centrosinistra riescono a tacere su queste alchimie che disonorano la politica e allontanano sempre di più da essa i cittadini.
Quello che stiamo vivendo con il governo Prodi è il sostenere quotidianamente il tutto e il contrario di tutto, senza che più nessuno nella maggioranza ne veda la differenza.
Che è uno dei peggiori danni (l'incoerenza e la cecità voluta) che la ricerca spasmodica e interessata del potere causa alla politica.

Quello che esprimo prescinde dalla mia scelta politica, e dovrebbe essere constatato obiettivamente da tutti.

Lo spettacolo che il governo sta dando in questi mesi è davvero deprimente. Vergognoso.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 17.02.07 10:02

Scrivo per la terza volta il mio commento, perché non l'ha preso (e sono in un I.P. senza word).

Cletus, Obama e Emanuele, si è discusso più e più volte se per letteratura si debba considerare unicamente la scienza del libro scritto e pubblicato, o anche "altro", cioè una concezione della vita, dei sentimenti, della socialità. In un sito aperto come questo infatti si parla di molto altro, il lavoro, la scuola, l'occupazione delle case sfitte; allora perché non dire le cose come stanno, senza giri di parole? La manifestazione di Vicenza disturba. Punto. Non facciamo della retorica finta. La manifestazione invece non è solo strettamente politica, ma riguarda proprio una concezione della vita, della pace, del vivere una città (come ha scritto Flavio). Perciò, caro Cletus, di "trito americanismo" vai a parlarne con quei settori (larghi) della popolazione vicentina che si oppongono all'ampliamento. Poi, caro Emanuele, non vi è violenza nell'augurare un po' di crepacuore (cioè depressione) a chi spera nel disastro, per specularci su a freddo; inoltre io non frequento "salotti", ma chi ti ha datto questa informazione?

Bart, Bart! Ma perché non rinunci alla violenza verbale, per una volta? Questo "scandalo vergognoso" di cui ti indigni non èffatto tale. Non vi è nulla di scandaloso (come invece scrivono i bollettini della destra) in una dinamica interna a una compagine di governo, anzi, è positiva, è vitale, perché dalla conflittualità nascono la vera arte e le opere. E' tutta retorica e malafede, come al solito.

Pubblicato da: mauro baldrati - 17.02.07 10:14

Baldrati, domani accedendo alle pagine di Vibrisse, troverai un appello compiacente all'adesione ad una manifestazione di negazionisti. Che fai ? Ti incazzi ? No, perchè in punta di principio il tuo teorema circa l'attinenza "letteraria" del tuo intervento poggia sull'attenta osservazione di fatti sociali.
Ora che siano quattro gatti o cinquantamila persone, la questione è pressapoco la stessa. Allora, ancora una volta, per favore basta con l'uso di queste pagine per scodellare una minestra che non scalda più. Quanto all'antiamericanismo, che la base in parola sarà "punto di partenza per le nuove operazioni di guerra di Bush" l'affermi tu e non pincopallo. Ancora: mi rattrista vedere come la retorica di questa faccenda dimostri tutto il bagaglio retrò di una sinistra che si indigna a gettone (qualcuno ha visto piazze riempite per la spedizione in Libano ? o per la pena di morte in Cina ?). Perchè non si consente, non ad una "larga" parte, ma a "tutta" la popolazione residente (e solo a quella) di esprimersi con un referendum ? Sarei curioso di vedere i risultati e, quali che siano, allora si, mi inchinerei alla volontà popolare.

Pubblicato da: cletus - 17.02.07 10:32

Baldrati si è augurato che oggi non avvengano scontri. Non capisco cosa abbiano da ridire Cletus, Obama e Pettener. Forse loro si augurano che oggi avvengano scontri? Boh.

Pubblicato da: dubbioso - 17.02.07 12:19

Io invece, che alla manifestazione ci sarei pur andato, mi auguro che i pacifisti di professione capiscano quanto la loro posizione è assurda. Proprio perchè non voglio un governo (e un'Europa) aggregata al carro dell'imperialismo americano, io chiedo un esercito e una politica estera europei che siano degni di questo nome. Altrimenti l'uomo della strada (che sa benissimo che nessuna comunità può sopravvivere senza difesa) tra la NATO e le mutande arcobaleno sceglierà la prima, e sarà difficile dargli torto.

Pubblicato da: Valter Binaghi - 17.02.07 12:44

Mauro, Mauro! Parli di violenza verbale... Mah.

Se tu parlassi di indignazione, allora sarei d'accordo con te. Ma davvero non ti rendi conto di quanto ridicolo sia il comportamento dei membri della maggioranza? Davvero, come avevo anticipato,
tu sei tra quelli che queste contraddizioni le chiamano libera e sana dialettica politica? C'è nella maggioranza chi da una parte sente il bisogno di approvare le decisioni del governo e dall'altra di contestarle? Come le chiami tu queste persone?
Una volta per molto meno, Bertinotti faceva cadere il governo!

Ma la poltrona è una droga irresistibile...

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 17.02.07 13:57

Però, Bart, quello che dici è più un argomento contro il bipolarismo che contro la politica estera di Bertinotti. Dall'altra parte non era molto diverso: credi che Bossi abbia avallato la politica filo-americana di Berlusconi per identità di vedute o, come credo io, per ottenere in cambio il suo sospirato federalismo?

Pubblicato da: Valter Binaghi - 17.02.07 14:59

Se mi parli di Bossi, Valter, mi fai venire la pelle d'oca e ricordare a malincuore quel pessinmo Scalfaro che, poiché gli faceva comodo per sostenere il governo Dini, lo ha fatto crescere e non ha mai preso una decisione contro il Parlamento di Mantova.

A quei tempi io ce l'avevo con Bossi, con Dini e con Scalfaro.

In ogni caso, ho difficoltà a prendere in considerazione Bossi nel parlare di politica, mentre ho sempre avuto stima, non per Diliberto (che lasciò Rifondazionem, per dare sostegno determinante al governo Dini, come fece anche Garavini), ma per Bertinotti sì, per la sua coerenza, e qualche volta ho anche condiviso le sue posizioni. Rifondazione comunista mi pare che stia imparando, pur di detenere il potere, le peggiori abitudini della nostra politica.

Non ti pare che avrebbe dovuto votare contro la decisione di Prodi?
Perché non lo ha fatto? Per paura di far cadere il governo e lasciare spazio al centrodestra?
Ma se è così, dovrà vendere ancora molti dei suoi motivi ispiratori e ridursi ad una delle solite masse grigie che non hanno né capo né coda, e fanno politica solo per i soldi e sanno dire appena bla bla bla.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 17.02.07 15:14

Cletus, una sola domanda: secondo te Jean-Claude Izzo ci sarebbe andato, alla manifestazione di Vicenza?

(PS: che succede qui sopra, con i post? Cos'è questa sfilza di url?)

Pubblicato da: girolamo - 17.02.07 16:30

Non credo, ne avrebbe ascoltati gli echi, passeggiando fra i vicoli battuti dal vento, della sua Marsiglia, forse convinto in se che la presenza fisica non omologa un bel niente.

Pubblicato da: cletus - 17.02.07 16:35

quanto a quello che succede qui sopra, niente paura: il solito attacco mediatico degli imperialisti americani volto ad incasinare i commenti di questo civile dibattito...

Pubblicato da: cletus - 17.02.07 16:45

Ma di cosa si parla quando si parla di letteratura?
E soprattutto di "spazio di letteratura"?
Io penso che dovrebbe essere il più ampio possibile, perché chiunque ne tragga gli stimoli che preferisce, anche polemici.

Pubblicato da: Alcor - 17.02.07 16:48

@ Cletus

Forse di Izzo dovresti leggere qualcosa di più che una recensione o una controcopertina. Poi, non è detto che si debba seguire l'esempio dei propri autori: ma è una riflessione che ha a che fare con i rapporti fra letteratura e pratica di vita, e la letteratura di Izzo non è propriamente un invito a isolarsi e passeggiare solirari ascoltando voci lontane. Pensaci, stasera, mentre lo leggi.

@ Mauro Baldrati

Ore 17.30, manifestazione finita: enorme, creativa, pacifica. Nei commenti avversi si comincia a sentire fiato pesante e affanno, sintomi, se non di "crepaquore", quantomeno di un certo irato fastidio. Non so se eleggerti a oracolo (ti avanzano 4 numeri al lotto sulla ruota di Venezia, nel caso?) o portafortuna, fai tu :-)

Pubblicato da: girolamo - 17.02.07 17:40

@ Alcor (e Cletus, e tutti gli altri)

vedi se questo passo può andar bene, come definizione di "spazio letterario":

«Questo è un romanzo. Niente di quello che leggerete è esistito. Ma dato che mi è impossibile restare indifferente alla lettura quotidiana dei giornali, la mia storia prende spunto dalla realtà. Perché è proprio lì che si gioca tutto, nella realtà. E l'orrore, nella realtà, supera di gran lunga ogni possibile finzione. Per quanto riguarda Marsiglia, la mia città, sempre a mezza strada tra la tragedia e la luce, si trasforma, per forza, nell'eco di ciò che ci minaccia»
Jean-Claude Izzo, avvertnza a "Solea" (1998)

Pubblicato da: girolamo - 17.02.07 17:44

Il problema, girolamo, non è se è stata pacifica o meno (che fosse pacifica era pressoché scontato, con tutte le pressioni messe in atto perché non offrisse il fianco alle critiche del campo avverso), ma il problena sta nella coerenza di taluni rappresentanti politici, che non trovano la forza di contrastare il governo.

Domanda, la manifestazione c'è stata: che cosa faremmo i rappresentanti della maggioranza che hano aderito alla manifestazione, perché il governo revochi l'autorizzazione all'ampliamento della base?

Probabilmente non farannio nulla, e il governo procederà anche con il loro beneplacito.

Ti sembra coerente e incisivo un tale comportamento?

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 17.02.07 17:49

@ Bartolomeo Di Monaco

perché fai a me questa domanda? Io sarei andato, se non fossi stato male, alla manifestazione condividendola senza se e senza ma (invece mi tocca stare a casa, e non ho neanche il salotto...). Rispondo della mia coerenza. Se i deputati di maggioranza compiono atti incoerenti (o comunque contrari al mio sentire), come proseguire le politiche bellicistiche dei precedenti governi (prego notare il plurale) o farsi dire da Oltretevere quello che pensano, li critico senza peli sulla lingua (vedi l'appello contro le guerre su Carmilla). E faccio quel che posso per fargli cambiare idea: per me la politica non è la conta dei voti o il gioco delle correnti e delle fazioni da spostare e assommare, ma una pratica dal basso. Magari posso poco e sposto poco, ma almeno non ho firmato contratti. E non ho tessere di partito in tasca.

Pubblicato da: girolamo - 17.02.07 18:02

ci sono capitato per caso qui... bah...
e ci sono capitato per caso su uno svarione "storiografico" di Walter Binaghi circa la scissione di Diliberto da Rifondazione per sostenere il governo Dini.
Dini un piffero... era il 98... il governo D'Alema era...
Oh, legittimo simpatizzare per il narciso Bertinotti tanto ma tanto stimato "per la sua coerenza" anche da Berlusconi e legittimo pure antipatizzare per Diliberto...
Tutto questo , come diceva quel tale, per la precisione...
insomma...
vabbè

Pubblicato da: oximor - 17.02.07 18:39

Girolamo,
a)stasera non sono in casa, spiacente.
b)Izzo l'ho già finito.
c) Credo che più dal basso di un referendum ci sia ben poco.

Ognuno sposa le chiese e le fedi che crede. Cercare di non imporle agli altri è indice di grande intelligenza, oltrechè di tolleranza.
Il resto sono chiacchiere da bar.

Pubblicato da: cletus - 17.02.07 18:42

chiedo venia
ho attribuito a Walter Binaghi lo svarione che ora, solo ora, mi accorgo essere stato commesso da Bartolomeo di Monaco.
uffa!

Pubblicato da: oximor - 17.02.07 18:42

@ Bart
La politica estera è o no un motivo sufficente per far cadere un governo? Si, lo è, ma consegnerebbe in questo momento il paese a un centrismo trasversale che ci sta svendendo anche politicamente (oltre che economicamente alla Goldman Sachs, e qui il gran merito va a Prodi). Io non me lo auguro.

Pubblicato da: Valter Binaghi - 17.02.07 19:02

@girolamo
Andavo di fretta, scusa. Comunque ciò che scrivi (anche se la pensiamo diversamente in politica, suppongo)lo condivido, perché bisogna essere indipendebti, liberi di giudicare la politica, se è buona o cattiva, a prescindere dalla simpatia che possiamo avere per questo o quel partito. Così credo di fare anch'io nei confronti dei partito che di volta in volta voto.

@oximor.

Può darsi che sbagli. Sicuramente Garavini fece la scissione insieme con Famiano Crucialli per sostenere Dini. Ricordo che fu ricevuto da Scalfaro e si disse che fu quest'ultimo a suggerire la scissione.

Sono andato a rivedere i miei appunti e trovo questo che mi indurrebbe a confermare il mio convincimento sulla scissione di Cossutta e Diliberto per sostenere Dini:

"Un altro grave episodio accade nel corso delle consultazioni per formare il nuovo governo, dopo la caduta di Prodi, sfiduciato alla Camera dei deputati il 9 ottobre 1998. In un discorso tenuto alla Camera del lavoro di Milano il 17 ottobre successivo da Armando Cossutta, leader del nuovo partito dei comunisti italiani, nato dalla scissione di Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti," eccetera

Ciò significherebbe che prima che andasse al governo D'Alema, il nuovo partito esistesse già, ed esso molto probabilmente (dovrei continuare le ricerche, ma non ho tempo), nacque prima delle elezioni politiche che portarono alla vittoria di Prodi su Berlusconi. Quindi la scissione avvenne nel corso del governo Dini, e, mi pare di ricordare, proprio per sostenerlo.

Comunque Diliberto è il politico che, sempre guardando ai miei appunti:

"Un fatto analogo accadrà nell'estate del 1999, questa volta nei confronti del ministro della giustizia Oliviero Diliberto (del Partito dei comunisti italiani di Armando Cossutta), che viene scoperto da un imprenditore emiliano in vacanza alle Seychelles occupato, sotto gli occhi vigili di due uomini della scorta, al tavolo della roulette: "Diliberto mi sembrava perfettamente a suo agio nel distribuire le puntate alla roulette", precisa l'imprenditore, che così continua: "Quando sono uscito era ancora lì. E i due uomini della scorta erano sempre con lui, non lo perdevano di vista mai un attimo. Giusto, altrimenti che scorta sarebbe stata? Ma mi domando che bisogno c'è di garantire un servizio del genere, a spese dello Stato anche quando un ministro è in ferie sull'Oceano Indiano." (La Nazione del 5 settembre 1999, pagine 1 e 16, sotto il titolo:"Diliberto alle Seychelles. Con scorta a nostre spese", a firma di Alessandro Antico)."

Infine: la manifestazione mi pare riuscita. Ora stiamo a vedere come i partiti della maggioranza che l'hanno sostenuta si comporteranno in parlamento.
Se saranno coerenti, avranno il mio plauso. Altrimenti sono dei fasulli.

Riguardo comunque all'ampliamento sì o no della base americana (qwualcuno qui lo ha già scritto, mi pare) una sana democrazia avrebbe visto interpellate con un referendum le comunità interessate e decidere, quindim, in base alla loro scelta. Invece...

Comunque, dopo la manifestazione, i partiti che l'hanno sostenuta non potranno più nascondersi. Qui ci si gioca, oltre che la coerenza, la faccia.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 17.02.07 20:04

@Valter

Per paura di consegnare l'Italia a questo o a quello, si rischia di rimanere fritti in padella.
Se su cose importanti io, componente della maggioranza, la penso diversamente, non posso votare a favore di una decisione del governo che va in senso contrario.

Se no, la poltica è davvero l'arte dell'imbroglio, in cui gli imbrogliati sono i cittadini che hanno votato quel partito voltagabbana.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 17.02.07 20:55

@ girolamo

La mia era una domanda retorica, più che altro un modo per ricordarlo con una certa pacatezza a Cletus, perchè mi pare che la sua idea di letteratura sia un po' asfittica.
Non prenderei Izzo come una stella guida, francamente, ma non ho nulla contro chi lo prende, purchè non si chiudano le porte e si respiri aria.
Ma se non si respira aria mi va bene ugualmente, cambio stanza:–)

Pubblicato da: Alcor - 17.02.07 21:55

Tanti argomenti in campo, meno quelli di Bart, che sono sempre gli stessi (Bart, giri, giri sempre in tondo). Lo "scandalo" è una delle prediche degli esponenti della destra, l'allegra brigata, che fingono l'unanimismo, loro, che hanno un'armata barbarica fatta degli ex fascisti meridionalisti e i leghisti dei danér e dei terùn. Ovvio che li unisce unicamente l'appetito insaziabile, il mangia-mangia. Invece è una forma alta di democrazia la conflittualità aperta, evidente, anche all'interno della stessa compagine. Senza scherzi, e non per cercare difese, ma davvero considero POSITIVO il fatto che settori della maggioranza esprimano il loro dissenso, anche radicale, senza ipocrisie. Quindi, Bart, abbiamo idee totalmente opposte.

Poi, altre cose. Mi interesserebbe sapere cosa è un post "negazionista" (Cletus). Un post a favore della base militare? Ma: da lì partiranno truppe per operazioni di guerra. Non l'ho detto io, ma Bush (a primavera sono previste nuove massicce operazioni in Alganistan, e Bush, da padrone, ha già detto all'Italia: ohéi, guaglioni, mandate delle truppe, eh? Tanto che persino un amerikano come d'Alema ha dovuto mettere le mani avanti). I Tg (ricordo certamente TG1 e TG3, gli altri non li ho visti) hanno detto che le truppe partiranno da Vicenza (ricordo che la base ha proprio la funzione di movimento truppe). Poi, non l'hanno più detto (evidentemente per non scaldare gli animi con la manifestazione alle porte); questo è il primo argomento; il secondo è il mostruoso aumento di carico urbanistico che comporta la base, e che la maggioranza della popolazione non vuole (la maggioranza, sì, dobbiamo anche fidarci degli osservatori attendibili, o no?). Un referendum sarebbe senza ombra di dubbio vinto (ovvio che una parte di popolazione a favore c'è sempre, per i soldi - però non bisogna dimenticare che lo Stato italiano versa agli USA, per l'ampliamento, alcuni milioni dollari), ma importa a qualcuno del referendum? Forse che una simile decisione viene presa in base alle esigenze della popolazione? Sono decisioni prese dall'alto, dai governi, indipendentemente dal colore politico.

E' stata una manifestazione per la pace, una manifestazione variegata, dinamica, perfettamente riuscita, e sono molto contento.

Poi, en passant: l'intervento in Libano può essere discutibile però è avvenuto sotto l'ombrello dell'ONU, c'è una bella differenza con Berlusconi che fa l'attendente del cow boy Bush in una guerra (fallita, per ammissione degli stessi americani) unilaterale.

Mi scuso per il commento che forse è un po' sconclusionato, ma sono stanchissimo.

Buona notte a tutti.

Pubblicato da: mauro baldrati - 17.02.07 22:43

@ bartolomeo e Oximor

Nel 1995 Garavini, assieme a Lucio Magri e Crucianelli, si scisse dal PRC per sostenere il governo-Dini. Alle successive elezioni si presentò assieme al PDS. Il suo movimento si chiamava "Comunisti Italiani". Diliberto e Cossutta rimasero nel PRC, dal quale si scissero nel 1998 per appoggiare il governo-D'Alema, fondando il PdCI. La scarsa fantasia nella scelta dei nomi (e una certa coazione a ripetere nella prassi) somo probabilmente all'origine della piccola confusione.

Pubblicato da: girolamo - 17.02.07 23:38

Quando domattina ti sveglierai, mauro, spero che tu abbia le idee un po' più chiare. Se io giro sempre lì, è perché tu non vedi dove sta il problema. E mi dispiace che io continuii a mettertelo sotto gli occhi in tutte le salse, ma tu nicse, vai per la tua strada, che è tutta uno sfascio. E sai perché? Perché tu cerchi di accomodare le cose secondo come ti garba, senza riflettere quel tanto che serve.

A differenza di altri che qui sono intervenuti con una certa logica, tu non ne segui una, vai a zigzag e giustifichi ogni cosa purché serva a difendere la tua posizione preconcetta. Tu al di là di ciò che piace a te (ma non capisco davvero quale sia la tua rotta) hai dei pregiudizi e batti su quelli, in particolare su Berlusconi. E il fatto che hai nella mente sempre lui, ti annebbia un po'. Perché non guardi alle cose senza pensare a lui? Io che lo votai anni fa, mica ci penso a Berlusconi: guardo la politica (quando la guardo, perché mi fa specie oggi) badando a ciò che si riflette su di noi.

Dunque, per non seguirti nella confusione dei concetti che ti sta un po' disorientando, veniamo alla manifestazione di oggi, e mi tocca ripetermi, perché, sebbene siamo su posizioni opposte, io credo di essere stato fin troppo chiaro. Ma mi ripeto volentieri per l'ultima volta, sperando che qualche santo in paradiso mi aiuti ad essere chiaro anche con te.

La manifestazione in primo luogo è stata per fortuna disciplinata ed ha espresso nettamente il suo dissenso nei confronti della decisione del governo Prodi.
Io non so se i centomila (duecentomila, settantamila) rappresentano la maggioranza delle comunità interessate. Solo un regolare referendum (sei d'accordo con me? Mi pare che qui, ancora una volta, non sei chiaro) può realmente stabilire che cosa vogliano quelle popolazioni. Ma in attesa del referendum, prendiamo intanto la manifestazione. Dunque: dissenso contro il governo Prodi. E allora, che ne consegue, secondo te? Cerca di non farti prendere dai tuoi pregiudizi e usa la logica. Poiché la manifestazione era appoggiata da alcuni partiti del governo, la logica vorrebbe che, visto l'esito positivo della manifestazione, questi partiti rispondessero per primi alle richieste dei manifestanti. I manifestanti, infatti, si aspettano che quei partiti facciano opposizione alle decisioni assunte dal governo Prodi (il quale ha dichiarato di non modificare la sua linea). Non credi anche tu che ci debba essere un'aspettativa dei manifestanti nei cionfronti dei partiti che hanno appoggiato la manifestazione? Io penso di sì, e siccome due più due fa quattro, quando si arriverà a votare, non credi tu che i manifestanti si aspettino che i deputati e i senatori di quei partiti votino contro la proposta del governo di ampliare la base Usa? Oppure, secondo quanto mi pare di capire, tu ritieni che ragioni superiori (la paura del ritorno di Berlusconi, se il governo Prodi cade) consiglino in questo momento di tradire i manifestanti e votare a favore dell'ampliamento della base Usa?

Come fai a non renderti conto che in questo caso si manderebbe il cervello all'ammasso. Ossia: ci si calerebbe le brache per paura di Berlusconi. Ma vi fa così tanta paura, Berlusconi, da calare le brache e sacrificare la rappresentatività?

Se si ha paura che il governo cade, non significa allora dar ragione a Berlusconi che l'attuale maggioranza è minoranza nel Paese e teme le elezioni?

Non ti sembra grave temere le elezioni?
E se non si è più maggioranza, ti sembra legittimo continuare a legiferare in spregio alla vera maggioranza?

Io giro intorno a questi temi perché sono fondamentali in una democrazia, e tu sembri ignorarli, oppure (e di ciò sono più che convinto), hai paura ad affrontarli perché smonterebbero tanti tuoi pregiudizi (che poi, per scaramanzia, li appioppi a me, secondo come canta il gallo la mattina).

Prima o poi, mauro, dovrai farci i conti con la democrazia, non quella fasulla (che si piega alle convenienze e non esita a vendere arzigogoli e menzogne), ma quella in cui il cittadino è libero da condizionamenti e dice pane al pane e vino al vino anche contro il proprio partito, quando sbaglia. E reclama dal proprio partito la rappresentatività e la coerenza.

Nel frattempo, mentre spero che il mio ragionamento non faccia una grinza (e se la fa, dimmi dove), spero anche che tu abbia aperto gli occhi e ti sia accorto che, come avevo previsto prima delle elezioni, Prodi si è dimostrato capace solo di mettere tasse. Non puoi negare che oggi se ne sono accorti anche i lavoratori che lo hanno continuamente contestato, salvo tu, che continui a considerarlo la panacea dei nostri mali. Apri gli occhi, o ti ritroverai, anche tu, come tanti di noi (lavoratori compresi: stasera mia moglie mi ha fatto vedere qualche scena del programma E io pago) in mutande senza sapere come sia potuto accadere.

Buon risveglio, ma non solo per domani.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 18.02.07 00:22

@ girolamo

Grazie.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 18.02.07 00:23

O Bart, le tue previsioni lasciano il tempo che trovano. Avevi dichiarato solennemente in più commenti che il governo Prodi sarebbe caduto dopo la finanziaria e invece è ancora lì. Nessuno di noi è l'oracolo, dai.

Premesso che io non sono un sostenitore a priori di questo governo, ma molto semplicemente lo considero il male minore rispetto a Berlusconi;

la mia sarà una posizione confusa (ma per me è chiara), in realtà è solo diversa dalla tua. Puoi prevedere una simile eventualità? Berlinguer coniò il famoso slogan "partito di lotta e di governo", che sintetzza bene una concezione della politica che prevede, anzi coltiva la conflittualità. Si sta dentro una compagine in maniera critica, senza i falsi unanimismi per esempio dell'altra (che erano divisi su tutto); si sceglie di tenere in piedi un governo, una maggioranza, perché ha come sovrastruttura alcuni aspetti positivi, e permette, questa sovrastruttura, di contenere il degrado; però non si rinuncia alle proprie idee, e si dice apertamente quali idee dominanti sono sbagliate, e si manifesta il proprio dissenso, sulle idee, sulle azioni, sui fatti, non sull'intera sovrastruttura. Io da quando questo avviene guardo alla sinistra di governo con più simpatia, perché non ha paura delle proprie dinamiche interne. Per te sarà arrampicarsi sugli specchi o confusione, per te sarà uno scandalo e una vergogna (ma perché usate sempre queste parole così estreme?) per me è un'alta forma di democrazia.

Pubblicato da: mauro baldrati - 18.02.07 07:01

Caro Bart,
a me sembra che il governo Berlusconi perse tutti gli appuntamenti elettorali dall'indomani della sua elezione, europee, comunali, provinciali, regionali, aveva la certezza di non essere più maggioranza del Paese eppure tirò avanti fino a fine legislatura.
Le elezioni si fanno, poi qualcuno vince e governa per cinque anni, non è previsto che per quei cinque anni si resti in campagna elettorale perenne, se così fosse tutti i governi dovrebbero perennemente fondare il loro programma sulla demagogia e sulla comunicazione più che sulle leggi necessarie.
Se Prodi oggi è minoranza non credo sia un problema, staremo a vedere dopo cinque anni di PIL in crescita, di lotta all'evasione, riforme tv ed elettorali, lotta alla precarietà. Se alla fine sarà ancora in minoranza allora la palla passerà all'opposizione.
In ogni caso l'amico Bush è in superminoranza ma non ci pensa neanche a mollare la presa.

Saluti

Pubblicato da: Pirofila - 18.02.07 10:52

@ mauro

Quella che tu chiami dialettica, io la chiamo confusione e rinuncia. Questa fase ti sarà più chiara fra poco, proprio grazie alla manifestazione di Vicenza, quando ci sarà da votare. Se non ti ci arrampichi tu sugli specchi, vedrai come ci si arrampicheranno quelli che hanno aderito alla manifestazione.

Il governo non è ancora caduto (io credo che cadrà per le sue difficoltà intrinseche, ma io vorrei che tutti i governi durassero per l'intero mandato. L'ho detto tanate volte: Questo qui, se durerà farà purtroppo una strage di idee, di coscienze e di tasse. Mi sbaglierò, ma non credo), dunque: non è ancora caduto, perché è apparso all'orizzone un fatto imprevisto, ossia che le idee, portate avanti in passato dalla sinistra estrema con forza e convincione, sono state massacrate dal desiderio di restare sulla poltrona. Mi ricordo quando Scalfaro cercava continuamente di procrastinare il governo Dini onde evitare le elezioni (pensava le dovesse vincere Berlusconi, e invece le vinse Prodi), e allora fu Bertinotti a porre l'aut-aut: o le elezioni o il ritrio dell'appoggio al governo. Così si andò alle elezioni. Sembrano tempi recenti, eppure sono già così lontani. Quei partiti stanno cambiando volto ed imparano a barcamenarsi pur di mantenere la poltrona.

Vergognoso non è una parola pesante, almeno messa a confronto con quelle che usa Diliberto.

@Pirofila

Io non chiedo mica le elezioni. Queste, caso mai, potranno essere una conseguenza di ciò che invece chiedo, ossia la coerenza alle proprie idee, e la correttezza nei confronti dei propri elettori.

Ora, queste qualità richiedono che in politica estera (base di Vicenza, Iraq, Afganistan),alcuni partiti della maggioranza debbano pretendere dal governo un cambiamento di rotta. Prodi ha già risposto di no. Fassino apre con molta cautela, ma non a sufficienza. Se Prodi insisterà, ti sembra coerente e rispettoso della volontà dei manifestanti consentire a Prodi di mandare avanti il suo disegno?
Sono sicuro che la Rifondazione di qualche anno fa, non sarebbe scesa a nessun compromesso, e se Prodi voleva andare per la sua strada, ce lo avrebbe mandato da solo, senza il suo appoggio.

La caduta di Prodi è, dunque, una logica conseguenza di un atteggiamento corretto e coerente con i propri ideali. Ti sembra poco? Ti sembra che questi ideali, per i quali una parte di elettorato ha votato, possanno essere contrabbandati con la poltrona e il potere? Io non credo: ecco perché non riesco a capire certe posizioni, per esempio quella di mauro.

Quando Zapatero vinse le elezioni, non esitò a far ritirare gli spagnoli dall'Iraq, nonostante gli impegni internazionali del precedente governo. Io non fui d'accordo, perché sono su di un'altra posizione, ma Zapatero, al contrario di quanto va masticando Prodi (che cerca, come Fassino, di scaricare la faccenda sul governo precedente di Berlusconi), non esitò a rivedere la posizione di Aznar, e non è scoppiata nessuna guerra mondiale.
Perché allora Prodi insiste, pur avendo davanti l'esempio di Zapatero, ossia che un governo può anche rivedere gli impegni assunti da un governo precedente, e non tiene conto della manifestazione di Vicenza. Oppure perché non indice un referendum?

Perché semplicemente la pensa all'opposto. Ti pare che possa andare avanti ed essere credibile un governo che all'interno ha due anime così contrapposte? E come può la parte perdente accettare la sconfitta su temi così rilevanti, senza prendere le distanze?

Allora devi concludere come concludo io: che la poltrona la vince sui principi, sulle ideologie, sugli impegni verso i propri elettori. Dunque: la politica è malata, non da oggi, ma con questo governo la malattia è destinata ad aggravrsi e dare dei cattivissimi esempi ai giovani.

Avrete capito, sia tu che mauro - spero - che queste cose, che sono di principio, le avrei dette anche se fossero accadute all'interno della mia parte politica.

Un partito deve essere quello che i suoi elettori si aspettano che sia. Appoggiare un governo che amplia la base Usa, che manda a far la guerra in Afganistan, eccetera eccetera, facendo tutto il contrario di quello che gli elettori di quel partito vogliono, non può essere appoggiato. Ditemi dove sbaglio.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 18.02.07 12:34

LA MANIFESTAZIONE é stata magnifica, Strepitosa...

yankee go home,


b!

Nunzio Festa

Pubblicato da: Nunzio Festa - 18.02.07 15:15

Proprio stamattina Furio Colombo scrive su L'Unità:

"L'argomento (cioè quello ripetuto qui da Bart e altrove fino allo sfinimento dagli agit-prop della destra, cioè la 'vergogna' della sinistra che marcia contro se stessa ecc. ndr) è stato liquidato sia dalla pace della manifestazione sia dalla tradizione democratica europea e americana. Forse qualcuno ha dimenticato che Robert Kennedy, leader delle manifestazioni di pace contro la guerra in Vietnam, era l'eponente più autorevole dello stesso partito e dello stesso governo che avevano iniziato e stavano continuando quella guerra? Forse qualcuno gli ha dato dello stupido e del traditore?"

Dunque è proprio dalla grande tradizione democratica americana che possiamo imparare a non avere paura della libera espressione della libertà di pensiero e di critica. Ma a questi dettagli non sono certo interessati gli agit prop della destra; a loro interessa unicamente soffiare sul fuoco delle emozioni, per esasperare gli animi, e stupire e spaventare. I "triti antiamericani" sono prorio loro, che hanno deciso unilateralmente di ampliare una base militare già enorme (ricordo, caso mai ce ne fosse bisogno, che il progetto è stato approvato dal governo Berlusconi, e ovviamente reiterato da Prodi) senza curarsi di consultare i cittadini, tutto il contrario quindi del concetto di federalismo americano (chissà dov'erano i cosiddetti federalisti della Lega), basato sull'autoderminazione degli stati (e delle comunità).

Pubblicato da: mauro baldrati - 18.02.07 17:18

Scusa, mauro, ma mi cascano le braccia. Non so più cosa dire. E' già successo con te altre volte. Tu non riesci a capire ciò che dico (dovresti prendere l'abitudine di rileggermi con più attenzione) ed ora mi riporti le scontate parole di Furio Colombo (che è bilioso forse più di te) il quale fa proprio l'arrampicata sugli specchi che avevo prevista più sopra, e che fai anche tu nel commento alla sua nota, riportando già ciò che davo per scontato per quelli che ragionano alla tua maniera, e paiono imboccati dalla propaganda, ossia, che tutta la colpa è sempre di Berlusconi. Eppure ho riportato l'esempio di Zapatero, proprio per evitare che tu rispondessi a quel modo. E invece... Sembri uno indottrinato nella cellula del partito, ahimè.

Mi fai sorridere quando scrivi: "dagli agit-prop della destra", che è la formula che è stata coniata dalla sinistra e che, pari pari, la fai tua, da buon praticante: anzi: da primo della classe, perché cocciuti contro ogni logica come te, se ne trovano pochi.

Ci tengo a dirti che, al contrario di te, io ragiono unicamente con la mia testa, e non sono agitatore di niente, né di destra né di sinistra, ma un libero pensatore, che fa semplicemente un'operazione che dovrebbe fare ogni cittadino, e tu per primo se ci tieni ad una sinistra coerente e credibile: mettere a nudo le meschinità di alcuni partiti (oggi sono quelli della sinistra al governo) che oggi si stanno snaturando e vendendo.

Vedi, (forse non te accorgi: è la sola attenuante che posso darti) tu hai sempre in bocca Berlusconi. Condiziona il tuo pensiero, intorbida a mio avviso la tua lucidità.

Tu, come i partiti della sinistra - secondo me - siete coloro che hanno creato e stanno creando il mito Berlusconi. Tu stesso, ripeto, ne sei artefice. Condiziona le tue notti e le tue giornate.

Siete voi, con la paura ossessiva di Berlusconi, che ne decretate il successo, chiamandolo sempre in causa. Per paura di lui, rinunciate ad essere partiti di sinistra.

Ecco, per spiegarmi meglio - spero - una mia ipotesi di come potrebbero andare le cose in casa della maggioranza. Tu dimmi solo se una conversazione di questo tipo ti piacerebbe:


- Giordano e Diliberto a Prodi: "Ora dovrai tenere conto della manifestazione. La base Usa non può essere ampliata."

- "No, io tengo fede agli impegni assunti dal precedente governo. Non mi sposto di una virgola."

- Fassino: "Si può tentare di contrattare le condizioni di questo ampliamento."

- Prodi: "Purché non si snaturi l'impegno assunto."

- Diliberto e Giordano: "La nostra posizione resta quella espressa dalla manifestazione, alla quale abbiamo dato il nostro consenso. Anzi, rivedremo anche la posizione per l'Afganistan, e diciamo no alla volontà americana di accrescervi l'impegno della coalizione."

- Bonelli, dei Verdi: "E non dimentichiamoci la TAV, che non sa da fare."

- Fassino: "Non rimettiamo in discussione ogni cosa."

- Prodi: "Tutto questo è stato sottoscritto nel programma presentato agli elettori."

- Diliberto, Bonelli e Giordano: "Questo lo dici tu. Non c'è scritto un cavolo di niente. E poi i nostri elettori a Vicenza hanno parlato chiaro. Non possiamo tradirli."

- Prodi: Sapete quello che mi state chiedendo?"

- Diliberto e Giordano: "Certo, negare l'ampliamento della base Usa e ridurre gradualmente l'impegno in Afganistan."

- Bonelli: "E no alla TAV, s'intende."

- Prodi: "No. Voi state chiedendo le mie dimissioni, perché io non modificherò le decisioni che abbiamo assunto collegialmente."

- Diliberto, Giordano e Bonelli: "Collegialmente?!"

- Fassino. "Sì, collegialmente. E se Prodi si dimette, lo sapete a che cosa andiamo incontro? Andiamo incontro ad una disfatta, e rimetteremo in gioco Berlusconi. Se cade il governo, lo capite o no?, apriamo la strada alla destra dispotica e cialtrona. Volete questo?"

- Giordano, Diliberto e Bonelli: "No certamente."

- Fassino: "E allora c'è solo una cosa da fare. Consideriamo la manifestazione come una eccellente espressione dialettica e democratica di una parte del nostro elettorato, di cui terremo conto in avvenire, ma ammettiamo tutti insieme che oggi non ci sono le condizioni per modificare di una virgola le decisionid del governo. Volete favorire, forse, Berlusconi?"

- Diliberto, Giordano e Bonelli: "Che dici! Piuttosto morire!"

- Fassino: "E allora andiamo avanti così."

Diliberto, Bonelli e Giordano in silenzio chinano la testa.

- Prodi: "Avete finalmente capito che cosa ci stiamo giocando? Ci stiamo giocando il ritorno di Berlusconi al governo! Dunque, mi fa piacere che abbiate compreso che il momento è difficile. Vi ringrazio e ringrazio i vostri elettori che si apprestano a fare un tale sacrificio. Ma lo faranno per il bene dell'Italia."

Qui suonano le trombe.

Hai capito ora, mauro? Siete soprattutto voi, con comportamenti simili, che alimentate il mito di Berlusconi. Anche quando non ha il potere, condiziona il potere con il solo suo nome. Non ti pare che certi partiti ci facciano una figura meschina?

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 18.02.07 20:57

Bart, io non mi vergogno affatto di affermare che la prima ragione che riunisce l'attuale formazione di governo è la paura di un ritorno di Berlusconi. Io ce l'ho, altri cinque anni di Berlusconi, con Calderoli, Giovanardi, Storace, Tremonti e Gasparri ministri non li potrei sopportare.
Mi auguro che Prodi riesca a tenerli in piedi, con le magie o i ricatti se necessario, ma l'unica certezza che ho oggi è che tra cinque anni Berlusconi avrà 75 anni, un po' vecchio anche per l'Italia per fare il premier, mi auguro.
Forse allora, senza Berlusconi si potranno vedere due schieramenti omogenei, uno socialdemocratico l'altro cattolico liberale (o chiamalo come vuoi tu), Mastella ed altri potranno finalmente varcare il confine del centrosinistra, forse gli estremi a sinistra senza un nemico tanto definito perderanno la loro stessa ragione di essere e personaggi come Diliberto dovranno inventarsi qualcos'altro per attirare l'attenzione. Dall'altra parte senza Berlusconi la Lega non so che fine farà, credo che acquisirebbero molta più forza le compagini più "politiche", cioè forse quelle che hanno più cose da dire, Forza Italia manterrà Berlusconi come punto di riferimento, ma sarà costretta a cercarsi un suo profilo che non si confonda necessariamente col suo leader.
In poche parole forse riusciremmo a divenire un Paese normale.

Mi sembra quasi un sogno, o forse la trama di un romanzo fantascientifico.

Saluti

Pubblicato da: Pirofila - 19.02.07 00:10

@ Pirofila

"Bart, io non mi vergogno affatto di affermare che la prima ragione che riunisce l'attuale formazione di governo è la paura di un ritorno di Berlusconi."

Questo è parlar chiaro! Il tuo non è un arrampicarsi sugli specchi, e la tua posizione può avere un senso. E' chiara, prima di tutto, e la chiarezza è una splendida qualità. Inoltre consente un confronto senza equivoci. Ti ringrazio.

Detto questo, è proprio una posizione come la tua che io non posso condividere. Penso di poter dire: per ragioni di principio.

La scenetta che ho dipinto sopra per dare più chiarezza al mio discorso, mostra che la paura di Berlusconi produce conseguenze inaccettabili proprio sul piano dei principi. Possibile che gli si voglia dare tanto potere (anche quando è all'opposizione!) al punto di rinunciare ai propri conclamati principi?

Che poi significherebbe trascinare una tale rinuncia per tutto il tempo del mandato, che dura vari anni, come sai, durante i quali potrebbero nascere altri problemi che richiederebbero rinunce dello stesso tipo. Iniziando così una sequenza pericolosa e forse irreversibile.

Queste rinunce, bada, significano a breve: che la base americana è stata allargata; che la TAV si è realizzata; che l'incremento della nostra presenza in Afganistan è andato ad effetto. Tutte decisioni dalle quali resterà difficile tornare indietro, e che, comunque, avranno dispiegato abbondantemente i loro effetti.

Ti sembra accettabile un tale sacrificio per il semplice fatto che si ha paura che Berlusconi torni al governo?
Io dico di no. E penso che dovresti dirlo anche tu. Inoltre: individuo questo sacrificio, non solo come una rinuncia ai propri principi, ma come un cattivo esempio che i partiti danno ai propri elettori, e soprattutto ai giovani. E' importante, non credi?, una corretta educazione all'esercizio della politica.

Ti sarai accorta (non ricordo se sei maschio o femmina) che mi dilungo molto: lo faccio perché considero questi ragionamenti importanti per cercare di fare chiarezza. Potrei anche sbagliarmi, ma nessuno per il momento ha puntato il dito sul punto ove il mio ragionamento è errato.
Continuo, dunque, a credere che il mio sia un ragionamento ineccepibile.

Torniamo all'attualità: non credo ci possano essere altre alternative all'infuori di queste due, molto nette.

Prima alternativa: Si rinuncia ai propri principi e ci si assoggetta, pur a denti stretti, alla politica di Prodi, con le nefaste conseguenze cui accennavo.

Seconda alternativa: Non si avallano le decisioni di Prodi e sui singoli provvedimenti si vota contro.

Io, come capirai, sono per questo seconda alternativa, ma non perché così aprirei la strada (come il cavallo di troia) al governo di centrodestra, ma perché così devono comportarsi i partiti, che esistono ed hanno ottenuto voti per portare avanti i loro principi. Solo in questo modo potranno mantenere la credibilità presso il proprio elettorato, ed educare i giovani ad una politica certa e coerente.

Una mediazione su questi temi è infatti IMPOSSIBILE. Una mediazione è possibile, ad esempio, quando si deve decidere sulla modifica di un'aliquota irpef, ma sui principi no. Sopratutto quando il non difenderli consente di realizzare decisioni che stanno all'opposto.

Comunque, fra pochi giorni si saprà la verità. Vedremo se vincerà la coerenza oppure la paura di Berlusconi.

Mi auguro la coerenza, per il bene della democrazia. Perché anche di questo si tratta. E non solo di bene, ma anche di rispetto per la democrazia.

Saluti anche a te.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 19.02.07 09:07

Bart, sei commovente quando e dici che fai "ragionamenti ineccepibili", che nessuno ha trovato il punto in cui il tuo "ragionamento è errato".
Grazie per le tue ineccepibili argomentazioni, soprattutto quando chiaricsi così bene la questione centrale del discorso, ovvero il punto sui principi.
E poi le tue previsioni, sempre azzeccate e lungimiranti: invidio la tua capacità di vedere lontano, la tua certezza di sapere quello che succedderà.
Ancora, la tua magnanimità nel donare a chi non capisce risvegli illuminati e consapevoli.

"Quello che esprimo prescinde dalla mia scelta politica, e dovrebbe essere constatato obiettivamente da tutti".

Grazie

Pubblicato da: vella - 19.02.07 10:36

Vella, se ti ho fatto piangere (non so se la tua sia una presa in giro, francamente), mi dispiace. Non era mia intenzione:-)

"Quello che esprimo prescinde dalla mia scelta politica, e dovrebbe essere constatato obiettivamente da tutti."

Ne sono convinto, perchè è il mio modo di sempre di pormi davanti ai problemi, non solo politici. Se ci riesco o no, questo è un altro discorso. Se tu hai trovato che non lo sono stato, prendi penna e calamaio e segnalami le mie incongruenze e faziosità. Posto, s'intende, che tu mi stia prendendo in giro.

Sarò bel lieto di correggermi, quando sbaglio, e che qualcuno me lo dica apertamente, senza però arrampicarsi sugli specchi. La mia insistenza (come altrove sulla famiglia) si deve al fatto che ritengo taluni argomenti e comportamenti di fondamentale importanza.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 19.02.07 11:01

Bilioso sarai tu, Bartolomeo. E se ti faccio ridere o altro, ridi pure, purché la smetti di riversarmi addosso aggressività repressa. Io non sono interessato a fare da cuscino all'aggressività altrui, tanto meno la tua, che ti lasci andare a reazioni scomposte ogni volta che ti si presenta l'occasione di sfogare il tuo odio per tutto ciò che ti ricorda la sinistra.

Datti una calmata e decidi se sei in grado di discutere civilmente con chi la pensa diversamente da te. Se sì, bene, io ci sono, se no, se vuoi sfogarti con insulti vari ("ci tengo a dirti che, al contrario di te, io ragiono con la mia testa..."), ti lascerò gridare nel vento, e ti dirò di andartene altrove. Fai meno prediche sulla Famiglia e i Valori e cerca di essere più rispettoso col tuo prossimo.

Poi sempre questa storia se ti leggo, se ti leggo. Bart, ma chi credi di essere? Se anche ti leggo ripeti sempre gli stessi concetti. Non c'è nulla di male, per carità, però datti una calmata anche qui. Io ho cercato di sviluppare una riflessione sulla democrazia, sui dissensi, sulla conflittualità. Per te sono arrampicate sugli specchi, comprese le riflessioni di Furio Colombo, che tra l'altro non è affatto bilioso, ma è una delle migliori penne di questo paese e conosce l'America meglio dell'Italia. Tu non fai che ripetermi le tue considerazioni di tattica, rifondazione dice questo, i ds dicono quello, e Diliberto e Giordano ecc. Bene, io sono poco interessato a tutto questo. A me interessano più le idee, e cerco di occuparmi di quelle. Per te evidentemente le idee sono aria fritta, bene, sono problemi tuoi.

Poi se ti fa incazzare al limite della crisi il fatto che abbia ricordato che l'accordo sulla base è stato preso da Berlusconi, prenditela con lui. I fatti stanno così, punto e basta. L'ha sottoscritto Berlusconi, e Prodi l'ha reiterato, o non contraddetto. Scrivigli una mail, vai ad Arcore.

Io non ho l'ossessione di Berlusconi, o come hai detto, solo paura: paura che torni a occupare tutti gli spazi di potere, a raccontare le sue atroci berzellette sui sieropositivi, paura della masnada che si tira dietro. Prodi e i suoi sono il male minore, l'ho scritto prima. Mi interessano poco sia Berlusconi sia Prodi, mi interessa invece l'ambiente, la pace e il rispetto per il mondo e gli altri. Questa manifestazione ha spazzato via molte beghe e miserie varie, quelle che invece ossessionano te.

A te la scelta quindi, o discuti normalmente, oppure va' a consumarti di livore da un'altra parte, perché io la smetterò di confrontarmi con te.

Pubblicato da: mauro baldrati - 19.02.07 17:07

Mauro, poiché io discutevo con te, la frase che hai scritto, molto biliosa, non poteva che riferirsi anche a me:

"Ma a questi dettagli non sono certo interessati gli agit prop della destra; a loro interessa unicamente soffiare sul fuoco delle emozioni, per esasperare gli animi, e stupire e spaventare."

Se questo non è un insulto belle e buono, tu non ti rendi conto nemmeno di ciò che scrivi. E se io ho insistito nei concetti l'ho fatto perché il tuo modo di ragionare mi ricorda (non ci si può far niente: è così) le discussioni che avevo nel sindacato quando mi incontravo - giovane - con certi esponenti della CGIL, che arrivavano molto indottrinati. Tu mi ricordi quelli. Ripeterò, come dici tu, le stesse cose, perché tu continui a non capire e non mi sai rispondere. Prima rispondi e poi possiamo andare avanti. Ho dovuto addirittura trasformare il tutto in una scenetta, sperando di metterti davanti la situazione concreta e farti capire che cosa ha significato nella concretezza la manifestazione di Vicenza.

Tu dici che io non mi confronto; a me pare che sia tu a sfuggire il confronto. Ed è inutile che ti spieghi perché. Tu vai per slogan, non c'è un filo di ragionamento. Porti l'esempio di Furio Colombo, che io conosco da quando scriveva su Quindici. Da vecchio è ancora peggio; se lo hai visto qualche volta in tv, ti sarai accorto (spero) che è fazioso, mentre io non lo sono, né sono livoroso. Dimostrami che lo sono, al di là delle ciance che vai facendo.

Quello che tu mi vuoi scaricare addosso, altro non è che la trave che sta nel tuo occhio.

Se tu continuerai a provocare con i tuoi pezzi (perché le tue sono provocazioni: rileggiti. Tu non esponi, tu provochi) io continuerò a ritenerti fazioso e bilioso nei confronti di chi la pensa diversamente da te. Sai bene che in vibrisse coesistono persone di fede e di educazione diverse dalla tua. Sei tu che, quando scrivi pezzi provocatori, manchi loro di rispetto. Non risponderti è accettare il tuo metodo irriguardoso: ma che significa mai, se non un donchisciottesco vaneggiamento questa tua frase: "che sia una manifestazione enorme, creativa, pacifica, che faccia venire il crepacuore a chi sogna lo scontro, le cariche, l’isterismo sui mass media, per vedere riflessa in uno specchio nero l’immagine della propria violenza interiore."? Da dove ti nasce tanto livore? Chi non la pensa come te lo consideri un abietto, un cane rognoso? Non ti rendi conto di quello che scrivi? Per questo continuo ad insistere che non solo devi rileggere me più di una volta, ma prima di pubblicare devi rileggerti almeno 10 volte e far leggere ad una terza persona quello che scrivi in modo che te ne spieghi le conseguenze, visto che da solo non te ne accorgi.

Oggi su La Stampa Luca Ricolfi così concludeva il suo articolo "L'Italia dei faziosi" sul terrorismo e sulle ideologie:

"In Italia no, il nostro credere in una causa ci rende impermeabili ai fatti che la indeboliscono e ciechi di fronte alle aberrazioni cui la causa conduce. Chi prova a vedere quei fatti diventa per ciò stesso un traditore della causa, un nemico, una persona da squalificare, denigrare, vituperare. Per questo i fatti ci fanno paura, per questo diventiamo faziosi, per questo non siamo capaci di guardare negli occhi i nostri avversari."

Pare proprio attagliarsi al tuo caso.

Se vuoi confrontarti con me, devi non solo ragionare, ma controbattere punto per punto i miei ragionamenti. Le ciance generalizzate contano come un fico secco. Quelli che si comportano come te, rifuggendo il confronto attraverso la ragione e preferiscono al contrario gli slogans (e chiamare gli altri "gli agit prop della destra") li considero dei facinorosi che vanno in cerca di zizzania, come chi cerca deliberatamente la rissa.

Mi troverai sempre contro, quando ti comporterai così, perché non ho mai accettato chi fa delle sue idee l'occasione per denigrare ed irridere quelle degli altri. Fascismo e comunismo si legano qui.

Concludo: non accetto le tue provocazioni e ti prego per il futuro, quando scrivi qui, di tenere conto che chi la pensa diversamente da te non è un "agit-prop della destra" né uno che vede "riflessa in uno specchio nero l’immagine della propria violenza interiore." Che diamine! Sei tu che devi domandarti chi credi di essere.

Per me il confronto può finire qui. Ma se continuerai a provocare, ti risponderò prima coi ragionamenti, poi, se li rifiuterai, come adesso, ti risponderò per le rime. Perché sei pericoloso per la democrazia.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 19.02.07 19:28

Caro Bart, innanzitutto sono maschio, secondo poi non credo che Berlusconi ed il suo potere siano un'invenzione della sinistra, non credo che altri Paesi occidentali vedano come capo dell'opposizione l'uomo più ricco del Paese, con posizioni dominanti su diversi mercati ed un monopolio su alcuni dei mercati più importanti per la politica : l'informazione e la pubblicità.
Un leader populista, con un grande carisma ed un grande seguito, non è facile per una coalizione politica far fronte a tutto ciò. Ma ciò che dovrebbe invece preoccupare la destra è la cancellazione di ogni suo profilo politico, è difficile dire oggi cosa voglia dire essere di AN, dopo le riforme della giustizia e le alleanze con la Lega, una Lega oggi celtica antiromana, domani papista estremista, una UDC che per quattro anni di governo è stata invisibile. Berlusconi si professa liberista, io non sono un economista ma credo che monopolio e libero mercato non vadano un granchè d'accordo, e quei pochi imprenditori che ho conosciuto io vedevano come il fumo agli occhi la concorrenza, la vecchia balla che l'imprenditore ama il libero mercato credo sia un ossimoro, l'imprenditore lavora per abbattere la concorrenza, mettere le regole del mercato nelle mani di un imprenditore è come mettere le pecore in mano al lupo.
Oggi la destra è tutta appiattita su Berlusconi, con qualche timido tentativo di smarcamento di Casini, tanto che senza il leader sarebbe difficile individuare cosa aggrega le varie compagini.
Ciò che auspico per il futuro è di poter andare alle elezioni rilassato, consapevole che se vincerà la mia parte ci sarà una idea di governo, se vinceranno gli altri un'altra idea di governo. Ma ciò non potrà avvenire finché ci sarà un ricco populista, proprietario di media schierato in una delle compagini, lo stesso identico ragionamento lo farei se tale rischio lo percepissi nello schieramento di sinistra : in questo caso è ovvio che voterei a destra.

Saluti

Pubblicato da: Pirofila - 19.02.07 20:49

Vuoi sapere che cosa penso del centrodestra, Pirofila?
Se può interessare.

Che non ho mai avuto simpatia per la Lega.
Che Casini cerca di fare un'operazione orribile, nel tentativo di mettere il bastone tra le ruote al bipolarismo (ancora imperfetto).
Berlusconi lo tollero. Dice spesso grosse fesserie, ma lo considero migliore di Prodi. Quanto alla sua ricchezza tieni presente che i presidenti americani sono tutti ricchissimi, forse taluni del passato anche più di lui (i Kennedy: padroni un po' di tutto), per non parlare dei Bush. Non ho mai avvertito odore di regime quando ha governato Berlusconi, come attualmente non sento odore di regime con il governo Prodi. Credo che un regime in Italia non sia facile per nessuno imporlo, dopo l'esperienza del fascismo.

Sotto il Compromesso storico di Berlinguer, sotto Scalfaro, sotto Berlusconi, sotto Prodi, ho sempre potuto dire e scrivere quel che mi è parso. E' vero che non sono nessuno, ma questa è la sola misura concreta con la quale posso confrontare il rapporto tra me e l'eventuale regime.

Nella sinistra ci sono stati e ci sono uomini che stimo: Berlinguer, Ingrao, Iotti, Napolitano, Salvi, Bertinotti. Ne dimentico senz'altro qualcuno.

Seppure abbia votato per il centrodestra, non mi sento affatto uomo di destra, come non mi sento uomo di sinistra. Sono abituato (da una certa età in poi), come diceva girolamo, a non sposare nessun partito, e soprattutto a non sposarlo per sempre. Mi considero libero di criticare chi si comporta male secondo questi miei canoni: fedeltà agli impegni assunti, chiarezza dei comportamenti, onestà personale: materiale e intellettuale, assunzione di responsabilità non come espressione di potere ma di servizio. Non posso soffrire coloro che, votati in un partito, passano ad un altro. Dovrebbero sentire il dovere morale di rassegnare il mandato. Detesto chi sacrifica gli ideali e gli impegni verso i propri elettori per il potere e la poltrona, la quale dispensa, come una macchinetta, fior di milioni.

Giudico i governi, di destra come di sinistra, non dalle parole, ma dai fatti. Auspico che ogni governo duri per l'intero mandato e detesto chi (come oggi il centrosinistra) mette insieme una compagine rissosa e eterogenea che in realtà paralizza l'operato del governo e mette a rischio il proseguimento del mandato. Come ho già detto altre volte, questo governo è difficle che duri per l'intero mandato, ed io ne darò la colpa a chi ha messo insieme tante diversità sapendo che sarebbe stato difficile dare alla politica una linea chiara e coerente. Come, infatti, sta accadendo. Se il governo cadrà, non potremo perdonare nulla a chi si è battuto per una coalizione che ci avrà fatto perdere solo tempo.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 19.02.07 21:37

Ma, uno che mi scrive "sei pericoloso per la democrazia", a parte il ridicolo, credo che, al di là di ogni dubbio, sia in una deriva di follia assoluta.

Pubblicato da: mauro baldrati - 20.02.07 09:28

Bartolomeo,
non sei arrivato a farmi piangere, ovviamente: mi hanno toccato comunque i tuoi pensieri "obiettivi" e "ineccepibili".
La tua indignazione rispetto all'espressione "...agit-prop della destra..." è sacrosanta: quando uno si sente chiamato in causa personalmente in questo modo, è giusto che reagisca!
Mi sento di citarti ancora, se permetti: anch'io ho tra i miei canoni di giudizio l'ONESTA' PERSONALE. Grazie di averlo ribadito anche qui.
Poi mi sono commosso ancora quando ho riletto nel tuo post che "Berlusconi lo tollero" (argutamente sottolinei che tanto anche Bush è ricco).

Buona giornata
Vella

Pubblicato da: vella - 20.02.07 09:29

Grazie, Vella. Mi fa piacere la tua obiettività in questo dibattito che è stato, verso la sua conclusione, necessariamente duro.

Mauro, il tuo modo di propagandare le idee è "mostruoso" e arrogante. Spero che prima o poi te ne accorgerai. E' un augurio, visto che mi pare di ricordare che hai circa 40 anni.

Se pur lo scontro è stato durissimo, ha riguardato - per quanto è possibile e almeno per me - le idee e non le persone. Solo con riferimento alle idee ritengo che il tuo modo di dialogare sia molto ma molto pericoloso per la democrazia, nel senso che rifiuti un "argomentato" confronto con chi la pensa diversamente da te (io in questa circostanza) e non nascondi con ostentata superiorità il tuo disprezzo.

Abbiti una buona giornata.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 20.02.07 09:55

Caro Bart,
io non ritengo un problema il fatto che Berlusconi sia ricco, e non ho nulla contro la ricchezza, anche se non credo che potrei mai diventare così ricco, conoscendomi, una volta raggiunto quanto basta per far vivere nel benessere me e la mia famiglia mi impigrirei e camperei di rendita, ho un carattere godereccio che ci vuoi fare ?
Tornando al Berl, nulla in contrario al fatto che sia ricco, ma non credo sia paragonabile con i Kennedy, credo che il paragone potrebbe porsi se mai Bill Gates dovesse candidarsi presidente negli USA, vale a dire se un uomo titolare di un mercato e di alcune delle aziende più influenti degli States si candidasse presidente, se un uomo con un ampio controllo sui media si opponesse ad un altro candidato allora si potremmo fare il parallelo. In quanto a Bush, è senz'altro vero, lui e i suoi uomini avevano troppi interessi concorrenziali con gli interessi del Paese, ed infatti si è visto ampiamente cosa ne è venuto fuori ma ,in proporzione alle dimensioni di Italia e USA, Bush è una caccola al confonto di Berlusconi. Non c'è un omologo di Berlusconi negli States, e non c'è in nessun altro Paese occidentale, gli altri Paesi hanno già previsto gli anticorpi necessari perché ciò accada.
A questa domanda riesco a fatica a farmi rispondere dagli ammiratori di Berl : perché un "Berlusconi" negli altri Paesi occidentali non c'è ? Un Murdoch, un Gates, che aspiri a diventare premier in giro nel "civile" occidente non c'è.

Saluti

Pubblicato da: Pirofila - 20.02.07 22:02

@Pirofila,
sono fermamente convinto - come ho già scritto in uno dei commenti più sopra - che la presenza di Berlusconi ha stordito molti italiani, facendone un mito. Una cosa mi pare fuor di dubbio, nonostante ciò che sostengono gli avversari: ossia che non è assolutamente vero che, grazie alle sue reti televisive, abbia addomesticato o plagiato le menti degli italiani, se è vero che ogni tanto perde le elezioni nazionali, e perde sempre quelle amministrative.

Dico questo perché la paura che si ha di lui è ingiustificata, a mio avviso, e genera mostruosità politiche, come quelle grazie alle quali si rinuncia a difendere i propri principi e e gli interessi dei propri elettori.

Come succede nella vita in tutti i casi in cui si ha paura, ossia, si perde lucidità e ci si fa prendere dalla tremarella, così è accaduto nel centrosinistra in particolare. Non è forse vero che in questo modo si è finito per fare di Berlusconi un "gigante" della politica? E' sempre al centro della scena, perfino suo malgrado. Egli - è la prima volta che succede in Italia - riesce a tenere unito il centrodestra, il suo schieramento, e nello stesso tempo, riesce a tenere unito il centrosinistra. Nel primo caso, perché viene riconosciuto come leader dello schieramento; nel secondo caso perché viene considerato l'avversario da abbattere. Mentre nel primo caso non abbiamo conseguenze particolari (si tratta di un leader che porta il suo schieramento a realizzare dei programmi politici, condivisibili o meno), nel secondo caso la particolarità dannosa e sorprendente è che egli riesce a mettere in stato confusionale gli avversari che, anziché portare avanti le aspettative dei propri elettori, rinnegano o dimenticano ogni impegno pur di tenere lontano dal potere Berlusconi.

Tornando alla manifestazione di Vicenza, voglio augurarmi che nessuno dei politici che l'hanno appoggiata e condivisa, tradisca i manifestanti, che - immagino - si aspettano di trovare in loro dei sostenitori. A parole? Non credo proprio. Sostenitori in parlamento, nel momento delle decisioni! Sarebbe assurdo, non trovi, vedere Diliberto, Giordano, Bonelli e così via votare a favore dell'ampliamento della base Usa, del rafforzamento del contingente italiano in Afganistan e della realizzazione della Tav.

Ti sembrerebbe sufficiente e corretto propinare ai manifestanti che questo voto, che va contro la loro volontà, si rende necessario per impedire a Berlusconi di tornare al governo? Credo proprio di no, e credo anzi che ci troveremmo sprofondati in piena ipocrisa e nel completo stravolgimento del significato della politica e della rappresentanza parlamentare.

Spero che ciò non accada, per non assistere ad un ulteriore degrado della nostra classe politica.

Tuttavia, l'ipotesi di una conferenza di pace che va già delineandosi all'orizzonte, potrebbe essere presa al volo come furbesco escamotage per giustificare un voto favorevole a Prodi. Ossia: intanto votiamo come vuole Prodi, poi ne riparleremo nella conferenza di pace. La quale conferenza, ovviamente - come tutte le conferenze bla bla bla - non approderà a un bel niente. Ma sarà stata utile a far passare del tempo, a calmare le acque e a far dimenticare.

Comunque: domani la palla passa al parlamento. Staremo a vedere.

I Kennedy - a quel che so - in realtà dominavano ogni branca del paese. Non ricordo se possedessero direttamente giornali e televisioni, ma non ti sarà difficile suppore che - in forza del loro strapotere economico - bastasse a loro molto poco per correggere o intervenire su di essi. Il padre dei Kennedy era tra i padroni degli States che si contano sulle dita di una mano, già prima che i figli diventassero dei dominatori in politica. I Kennedy senza i media potevano assai di più di Berlusconi con tutti i media possibili ed immaginabili a disposizione. Il ritorno di Mediaset per Berlusconi non è in attivo quanto si vuol far credere.
Tra i Kennedy e Berlusconi non sono possibili paragoni, tanto il potere detenuto ai loro tempi dai primi eclissa quello del secondo. Ricordati come sono stati in grado di ridurre la povera Marilyn e di nascondere tutto.

Citi Murdoch, citi Bill Gates e ti domandi perché non si sono messi in politica. Ho l'impressione che se volessero farlo, troverebbero il modo, tanto sono potenti. E troverebbero perfino un facile ed esteso consenso. Ma non ci tengono. La politica riescono ad imbastirla meglio dietro le quinte. Sono più furbi (intelligenti?) di Berlusconi, non ti pare?

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 21.02.07 00:02

?

Pubblicato da: vella - 21.02.07 10:11

Dilaga, sotto forma di predica, la ricerca ossessiva di una malafede altrui nel torrente in piena di Bartolomeo di Monaco. E' uno spettacolo sempre disdicevole l'esibizione del livore, perché esclude la dialettica, la riflessione e il rispetto per gli altri. Ma che fare. Di fronte a questi spettacoli tristi mi torna in mente il dibattito sui commenti sì commenti no. Sono sempre stato per il sì, ma ultimamente sto riconsiderando la mia opinione.

Pubblicato da: mauro baldrati - 21.02.07 10:26

Pirofila: l'anomalia di un proprietario di televisioni e giornali che diventa capo del governo è tutta italiana. Questo perché non si è mai davvero voluto studiare e approvare una legge seria sul conflitto d'interessi. Oggi sembrerebbe che qualcosa si stia muovendo.

Pubblicato da: mauro baldrati - 21.02.07 11:07

Sto seguendo il dibattito al Senato. Ho già sentito gli interventi di Giannini, Gagliardi e di Grassi di Rifondazione. Hanno attaccato duramente il governo, ma hanno concluso che non negheranno il sostegno, Giannini affermando che altrimenti tornerebbe al governo Berlusconi, Grassi perché, pur sostenendo il governo, continuerà a battersi per i temi reclamati dalla manifestazione di Vicenza, Gagliardi perché confida in D'Alema.

Un po' di coerenza l'ho trovata, per ora, solo in Bulgarelli dei Verdi - Comunisti italiani che ha detto che vota sì oggi, ma fra quindici giorni voterà no sull'Afganistan, non importandogli nulla se a causa del suo voto cadrà il governo. Intanto si "autosospende dal partito". Avverte le sue contraddizioni, insomma. Mentre queste contraddizioni, non tu non riesci proprio a vederle!

Mi pare che le mie previsioni, caro fazioso (sì tu) mauro, si stiano realizzando, e se io dilago, le mie ciance colgono nel segno. Altro che livore, a me pare realismo.

L'ammonimento di D'Alema di ieri:"O c'è la maggioranza o tutti a casa" ha ricordato, dunque, ai dissidenti che votare contro avrebbe significato lasciare la poltrona e il potere. E' fin troppo lampante. Solo tu non riesci a vedere e a capire, nonostante io ti abbia disegnato, qualche commento fa, quella scenetta che si rivela esatta e profetica (facilmente profetica).

Che ti illumini, per quel poco che può, Bulgarelli, non riuscendoci io!


@ Vella
Cos'è che non hai capito? Segnalalo e chiarirò.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 21.02.07 12:01

Esprimete le vostre opinioni. Ma in silenzio.

Questo è il succo della nostra moderna democrazia.

Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 21.02.07 12:21

Si stanno svolgendo le dichiarazioni di voto. Franca Rame ha dichiarato che è contraria per il 90% alla relazione di D'Alema, ma l'approva per evitare che torni il governo Berlusconi. "Posso io assumermi una tale responsabilità?" ha detto.

Cossutta dei Verdi-Comunisti italiani, si auspica lo sganciamento dall'Afganistan. Per la base USA Prodi ha sbagliato, ha affermato, poteva tornare indietro. Però vota a favore per disciplina, onde evitare sbocchi pericolosi.

Dunque, è, ancora una volta, Berlusconi, la paura di lui, accidentaccio, che tiene in piedi, per il momento la maggioranza!

Se ne ascoltano delle belle, alla faccia del rispetto delle proprie idee e della democrazia.

Le dichiarazioni di voto continuano. Ormai tutto è chiaro, come chiare erano le previsioni della vigilia. La democrazia riceve un altro ceffone. Si continuerà così?

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 21.02.07 13:41

Bart, come minimo dovresti chiedere scusa. La patente della coerenza non la danno solo a destra. Dopodichè, insieme a tutti noi, dovresti chiederti se quello che è successo è per il bene del paese o per una sterile testimonianza (o ricerca di visibilità). In politica accade a volte che il più schietto sia anche il più coglione. E non solo per Maciavelli, anche per Gesù, che apprezzava la prudenza dei serpenti oltre alla semplicità delle colombe.
Non so cosa pensi della politica estera del governo Berlusconi, ma ammetterai che preferire la fedeltà agli USA in un'impresa così evidentemente strumentale come la guerra in Iraq è stata una scelta letale per la cioesione europea e assolutamente non approvata dalla maggioranza degli italiani. Il governo Prodi (che non mi vede tra i suoi sostenitori) stava provando a dimostrare maggiore autonomia senza rinnegare l'alleanza e gli impegni presi. In questo era più coerente con la tradizionale politica estera italiana e l'orientamento maggioritario nella pubblica opinione. Un ritorno di Berlusconi, americanista e sionista sarebbe da questo punto di vista una sciagura per chi ha capito che gli interessi dell'Europa e dell'Italia ma soprattutto la verità storica sono lontani dallo scontro di civiltà predicato dall'amministrazione Bush.
Ma forse hai nostalgia del Diluvio.

Pubblicato da: valter binaghi - 22.02.07 17:54

E' tutta italiana anche l'anomalia di un "socio" di lunga data di un proprietario di quotidiani e settimanali (e che aveva tentato a suo tempo di mettere le mani su Mondadori) che diventa presidente del consiglio.

Quanto alla coerenza, essa è palesemente l'opposto del compromesso. E non vedo come si possa governare, creare delle maggioranze, eccetera, senza compromessi (come hanno fatto a coabitare per 5 anni An e Lega, se non accettando dei compromessi?).

Pubblicato da: giuliomozzi - 23.02.07 10:29

Machiavelli, non Maciavelli. Scusate.

Pubblicato da: valter binaghi - 23.02.07 10:30

Valter, io dovrei chiedere scusa? A chi? Ma non scherziamo! Mi pare di aver previsto abbastanza bene. Rileggimi. La crisi stava nelle cose. Il mio, come scrissi, era solo realismo. Non voglio ripetere quel che ho scritto. Ci sono i fatti a darmi ragione e ci sono le mie previsioni. Tutto ciò taglia la testa al toro. Non ti pare?

A meno che tu non voglia pensare che la crisi sia tutta colpa mia, che ho messo in piedi chi sa quale complotto.

Invece: è Prodi che dovrebbe chiedere scusa agli italiani per aver messo insieme, non una maggioranza politica, ma una maggioranza elettorale. Queste cose apparvero subito evidenti, ancora prima delle elezioni.

Quelli che tu chiami coglioni, suppongo Rossi e Turigliatto, dal mio punto di vista sono stati i più coerenti con la manifestazione di Vicenza e con i principi che da sempre ispirano la sinistra radicale. Non ci possono essere equivoci su questo.

Quelli che tradiscono tali principi sono la Palermi, Giordano, Diliberto, Franca Rame, e gli altri che li hanno seguiti.

La loro non è coerenza, ma voltafaccia e tradimento degli ideali.

E perché tutto questo accade non lo dico io, ma Di Pietro della maggioranza: è inutile mettersi insieme e raccattare una fiducia al solo scopo di impedire ad un altro di governare, quando poi nei prossimi giorni rivedremo riemergere i soliti contrasti.

I 12 punti di Prodi non risolveranno i contrasti, infatti, all'interno della maggioranza, alcuni punti lasciano spazio alle diverse interpretazioni, e i Dico sono un appuntamento, che se non verrà opportunamente rimandato, creerà un altro momento di crisi. Come lìaltro (questo assai vicino) appuntamento per l'Afaganistan.

Ti riporto qui alcuni punti di vista del popolo di sinistra, espressi in mezzo ad altri di senso contrario che preferiscono il sacrificio degli ideali, pur di non far tornare al governo il centrodestra:

C.Sera 23 febbraio

Diavoletto 1968 non è da meno: «Quanta ipocrisia! Adesso vi stracciate le vesti perché vedete in faccia lo spettro di un nuovo quinquennio berlusconiano, ma fino a ieri molti di voi hanno giocato a fare i rivoluzionari della domenica».

Un militante che si firma iscritto stradeluso usa gli stessi accenti: «Ci facciamo accarezzare la testolina dal più "grande ministro" degli esteri della storia repubblicana, ovvero D'Alema, e allarghiamo ai "compagni" Follini o Lombardo o chiunque sia disponibile a governare pur di allontanare lo spettro berlusconi? Cosi si cambia in meglio l'Italia? E' questo il nostro progetto?».

Ventu: «Io credo che il compagno Turigliatto abbia agito, magari inopportunamente, in buona fede anteponendo la coscienza alla ragion di stato».

Repubblica 23 febbraio

"Le manifestazioni che il Paese capisce è di onorare gli impegni assunti con gli elettori. Asini e anlfabeti di politca che usano il voto per capricci personali o per strizzare l'occhio a qualche compagnuccio di merende. Fossero capaci di amministrare un condominio di una stanza, non lo stato! E' questi sarebbero i politici che ci consegnano in mano dritti alle destre? Che ci stanno a fare?! Incapaci e infantili. Con i problemi che abbiamo in casa nostra! Alla larga da questi antagonisti del popolo italiano! Ma dove sono vissuti? Basta, alle elezioni anche se perdenti, ma a casa questi figli... Non ne possiamo più!!!!"

Non sono io a dire queste cose, sottolineo.

Fra l'altro, devo dirti, che a me piace da sempre che i governi eletti durino per l'intera legislatura, così da poterli giudicare.

Invece qui, sin dall'inizio, ancor prima delle elezioni, addirittura, era evidente che si trattava di una coalizione etereogenea e rissosa. Facile prevedere la crisi. Ho sbagliato di poco, la prevedevo per Natale e invece è avvenuta per le Ceneri.

Come è facile prevedere, ahimé, che anche la nuova fiducia che sarà espressa a Prodi, avrà i piedi di argilla. Ti riporto uno stralcio di quanto appare su La Stampa di stamani:
"Quello che doveva finire chissà come e alla fine non è successo niente. Quello con i No-Tav della Val di Susa arrivati in massa con 28 pullman, più altri duemila in treno e non era un caso. Perché c'è un patto che lega «chi lotta per la difesa del proprio territorio contro le grandi opere inutili e contro lo scempio delle risorse ambientali ed economiche». Un «Patto nazionale di solidarietà e mutuo soccorso» firmato nemmeno due mesi fa dai No-Tav della Val di Susa e pure dell'Alto Adige, dai No Mose di Venezia ai No Ponte di Calabria e Sicilia, da chi vuole il ritiro dei Tir dalla Val d'Aosta a chi si batte contro il rigassificatore di Livorno e contro le trivelle che cercano il petrolio nella Val di Noto in Sicilia. E poi dai No Base di Vicenza che non vogliono l'ampliamento della caserma Ederle. «Vicenza ha già dato con gli americani, questa è la città del Palladio patrimonio dell'Unesco», dice d'un fiato Patrizia Balbo. Il no alla base arriva da lontano, con argomentazioni local più che no-global. «Non vogliamo la militarizzazione della città, non vogliamo una nuova base a meno di due chilometri dalla basilica palladiana, non vogliamo un insediamento militare che consumerebbe tanta acqua quanto un piccolo centro abitato da 30 mila cittadini», ripetono sotto questo tendone con la cucina da campo, le damigiane, il tavolo con la rassegna stampa aggiornata, titolo del Giornale di Vicenza: «Il Dal Molin fa cadere il governo Prodi»."

Comunque, ora abbiamo davanti i fatti e li giudicheremo, spero obiettivamente, come sto cercando di fare io, al quale la relazione di D'Alema (ma in politica estera non c'è discontinuità col passato: ha ragione Andreotti) era molto piaciuta, e mi domandavo come potessero accettarla i verdi, i comunisti italiani e Rifondazione. Se fosse passata la politica estera di D'Alema, sarei stato ben contento. Questa politica, nonostante i 12 punti, continuerà a creare problemi e sarà fonte di nuove crisi, ma credo che alla prossima si dovrà andare presto alle elezioni e lasciar decidere liberamente al popolo italiano, che non è affatto composta da una massa di idioti, come si crede.



Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 23.02.07 10:47

Tracima il fiume in piena di Bartolomeo di Monaco. Non ci sono argini che tengano. Travolge con le sue scoperte e le sue previsioni. Ha scoperto che il governo attuale non ha una maggioranza sicura; ha previsto che col voto l'esito sarebbe stato incerto: come dire, c'è un cielo carico di nuvoloni, e le previsoni del tempo non fanno che ripetere che ci saranno temporali, allora arriva lui, alza il dito indice e sentenzia: "io dico che pioverà". Un veggente.

Io qui ho cercato di andare oltre le beghe di tattica interna. Può essere discutibile, ma è quello che mi interessava: forme di democrazia che non escludono affatto la conflittualità, anche tra forze che compongono uno stesso schieramento. Mi sono persino sforzato di portare degli esempi, compresa una situazione analoga che vedeva coma protagonista Robert Kennedy. Macché. La macchina brutale passa sopra tutto: Furio Colombo deve stare zitto perché è un bilioso, e i Kennedy erano dei potenti, il padre era un potente (?). Ci fosse qui Mc Court direbbe: Che paese l'Italia!

Io credo che l'attuale governo, espressione della maggioranza, rappresenti una mediazione tra le istanze più liberiste del capitalismo che - proprio come di Monaco - ha tracimato nel mondo, e una visione invece più moderata, più tecnocratica, più concertativa, che contiene l'attacco dell'Antistato rapprersentato dalla destra liberista. Se continuerà a governare, che governi, io non lo sostengo certo a scatola chiusa; vi sarà comunque un certo contenimento del danno (è curioso, questa era una formula inventata da Amendola negli anni '60); se gli sarà impossibile, cadrà di nuovo, e torneranno gli altri, più aggressivi che mai.

Pubblicato da: mauro baldrati - 23.02.07 12:28

mauro, sei più duro di una pigna. Rinuncio a continuare. I fatti sono lì belli chiari.

Tu con questo post, oltre ad aver scherzato qualche post fa sulle mie previsioni ("Bart, le tue previsioni lasciano il tempo che trovano. Avevi dichiarato solennemente in più commenti che il governo Prodi sarebbe caduto dopo la finanziaria e invece è ancora lì. Nessuno di noi è l'oracolo, dai."), hai portato perfino sfiga a Prodi. I tuoi auguri gli si sono rivoltati contro.

Le spari troppo grosse. Rileggiti la schematica scenetta che feci appositamente per te. Prova a recitarla davanti allo specchio. Dovrebbe insegnarti a usare la logica, e invece parli come un addotrinato dalla solita cellula comunista sotto casa.
Bah.

Dico anche a te, come ho detto a Valetr, ora ci sono i fatti che stanno camminando. Facciamo pausa. Io le cose non solo le ho dette e viste confermate dai fatti accaduti sin qui, ma ho scritto a Valter che la sinistra radicale altroché che coerenza ha mostrato! Si è venduta. Non si tratta neppure di compromesso, perché in piazza a Vicenza è andata a manifestare contro il governo. La coerenza è quella di Rossi (non posso andare contro i miei principi, ha dichiarato) e di Trigliatto. Costoro hanno dato una bella lezione agli altri!

Fossero tutti così!

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 23.02.07 12:56

@ ancora a mauro

Avevo dimenticato di chiosare questo tuo esemplare incipit, con cui ti rimangi tante cose.

"Tracima il fiume in piena di Bartolomeo di Monaco. Non ci sono argini che tengano. Travolge con le sue scoperte e le sue previsioni. Ha scoperto che il governo attuale non ha una maggioranza sicura; ha previsto che col voto l'esito sarebbe stato incerto: come dire, c'è un cielo carico di nuvoloni, e le previsoni del tempo non fanno che ripetere che ci saranno temporali, allora arriva lui, alza il dito indice e sentenzia: "io dico che pioverà". Un veggente."

Tu irridi, ossia, che le mie erano previsioni ovvie. Io l'ho sempre sostenuto che le mie previsioni erano scritte nelle cose. Ovvie e logiche, perciò. Torna a leggermi, prego. Invece non erano così per te, tanto è vero che ho dovuto "dilagare", come ironizzi tu, per fartele comprendere. Ora dichiari che erano lapalissiane anche per te (un po' troppo tardi, ti sembra? dopo aver fatto tante figuracce). Ce n'è voluto, mamma mia, a fartelo ammettere! Come dice il proverbio: Non è mai troppo tardi.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 23.02.07 14:16

Mauro, ho visto che hai una lacuna su chi era Joseph Kennedy, e su chi era sua moglie Rose Fitzgerald: sulla loro potenza economica. Hai messo infatti un punto interrogativo: (il padre era un potente (?).)

Trascrivo per tuo uso e consumo da qui:
http://www.arcobaleno.net/personaggi/cancro/kennedyrosjoseph.htm


"Fu una cerimonia intima, parenti e pochi amici, "perché non volevamo che un fatto privato si trasformasse in un evento mondano", dirà Rose. In realtà, nella Boston che contava quel matrimonio non era importante: Fitzgerald e Kennedy erano considerati nuovi ricchi e nei salotti bene nessuno li invitava. Figuriamoci: emigranti freschi e per di più papisti!
A partire dal 1915 fino al 1932, quando dirà basta, Rose metterà al mondo nove figli: quattro maschi e cinque femmine. Poi, ormai sicura di essere ricchissima, dirà di avere appreso dai giornali che la fortuna del marito era valutata in cento milioni di dollari e di avere ricevuto assicurazione dallo stesso che in realtà il patrimonio era un po' più sostanzioso, si darà alle opere pie, crescerà i figli e sorveglierà il marito. Molto discretamente, facendo persino finta di accettare la rivale, come quella volta che si recò con Gloria Swanson a Parigi e per giorni e giorni si diedero a spese folli pagate da Joe, e facendo intervenire terze persone, come il cardinale di Boston, quando Joe il donnaiolo e il seminatore, voleva che Gloria Swanson entrasse a fare parte della loro famiglia con una veste ufficiale. Già, perché nei tre anni della relazione con Joseph Kennedy l'attrice aveva avuto un figliolo di cui parlò poco, ma si mormorò molto, e la cui paternità divenne ufficiale dopo la morte di Gloria: era un Kennedy. Secondo quanto disse Rose al cardinale, non si poteva rovinare una famiglia "così cattolica".
Joseph detto Joe, la macchina per fabbricare soldi, mentre lavorava e teneva fede al suo motto, quello che inculcherà nei figli: "Sposatevi, fate figli e andate a letto con tutte le bellezze che incontrate", si dava da fare per soddisfare le proprie ambizioni. Sosterrà Roosevelt, pagandogli la campagna elettorale alla presidenza degli Stati Uniti, e ne riceverà in cambio, nel 1938, d'essere nominato ambasciatore americano a Londra. Si distinse per la sua incapacità diplomatica che fece nascere storielle e battute ma, intanto, era ricevuto dalla regina, nei nobili salotti londinesi che erao qualcosa di più degli snob salotti bostoniani.
Lo stesso Rosveelt, si dice avesse un pessimo concetto di Joe: "Quando lo vedo, vedo arrivare la cattiveria e l'arroganza", già, ma i quattrini dell'arrogante carogna non gli avevano fatto schifo al momento del bisogno."


Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 23.02.07 14:37

Se tu Bartolomeo avessi letto "American Tabloid" non avresti bisogno di fare tutta questa filippica su Joseph K. E poi a me che m'
'importa di lui? Io ho citato l'esempio di Robert per tutt'altra questione. Pur di riversare fuori parole e paroloni parli d'altro, e parli a te stesso (si chiama delirio solipsistico).

In quanto agli auguri, sei proprio nel pallone vecchio mio. Io li ho rivolti ai manifestanti, non certo a Prodi. A me di Prodi m'importa più o meno come del vekkio Kennedy.

Pubblicato da: mauro baldrati - 23.02.07 17:12

Vedi, mauro, mi accanisco nei tuoi confronti, perché tu rappresenti il classico fanatico che rifugge la ragione. Dire che mi ci diverto, non è del tutto vero, ma tu mi fai tornare indietro nel tempo quando militavo nella CISL e avevo davanti persone della CGIL che parlavano per slogan e rifiutavano la ragione. Ma quelli erano giovani, mentre tu dovresti esserti fatta una certa esperienza di vita.

Vdiamo ora se dico il vero, affermando che sei ancora una volta tu che non capisci. Infatti, quando ho parlato di Joseph Kennedy (ma che leggerai mai?) avevo scritto, rispondendo a Pirofila il 21 febbraio, 00,02:
"I Kennedy - a quel che so - in realtà dominavano ogni branca del paese. Non ricordo se possedessero direttamente giornali e televisioni, ma non ti sarà difficile suppore che - in forza del loro strapotere economico - bastasse a loro molto poco per correggere o intervenire su di essi. Il padre dei Kennedy era tra i padroni degli States che si contano sulle dita di una mano, già prima che i figli diventassero dei dominatori in politica. I Kennedy senza i media potevano assai di più di Berlusconi con tutti i media possibili ed immaginabili a disposizione. Il ritorno di Mediaset per Berlusconi non è in attivo quanto si vuol far credere.
Tra i Kennedy e Berlusconi non sono possibili paragoni, tanto il potere detenuto ai loro tempi dai primi eclissa quello del secondo. Ricordati come sono stati in grado di ridurre la povera Marilyn e di nascondere tutto."

Il tuo punto interrogativo mostrava una lacuna che didatticamente (ti interessi di scuola tu, mi pare) ho sentito l'obbligo di colmare. Che uno come te che si interessa di scuola, si limitasse a citare John o Robert Kennedy, come gli unici potenti della famiglia, mi pareva che si ponesse al livello degli scolaretti che si affacciano per la prima volta agli studi. Ora, grazie alla mia generosità:-), sai chi era Joseph Kennedy, che io ho fatto in tempo a seguire nell'evoluzione della sua potenza. Ricordati che è a lui, alla sua famiglia, che John Kennedy, e poi gli altri Robert e Edward, devono la elezione.

Tu Robert l'hai portato in campo fuori luogo, perché altro è il dissenso americano e altro è il dissenso espresso all'interno della nostra rissosa maggioranza. Da noi si tratta di vendere i propri principi per detenere il potere. Lo capisci che è cosa diversa dai pricipi che invece Robert ha sempre voluto difendere e non svendere per il potere?

Se non sai fare questa distinzione, devi mettere un freno alle tue velleità.

A proposito: su Furio Colombo affermi che io abbia detto che deve starsene zitto: ho detto tutta un'altra cosa, che è bilioso, forse e più di te. La differenza è enorme e palese, e tu mi vuoi mettere in bocca cose che non ho detto: vuoi cioè falsificare: altra cartteristica dei comunisti di cellula. Avevo scritto, infatti, il 18 febbraio ore 20,57:
"ed ora mi riporti le scontate parole di Furio Colombo (che è bilioso forse più di te) il quale fa proprio l'arrampicata sugli specchi che avevo prevista più sopra"

In quanto agli auguri, tu li hai rivolti ai manifestanti (ho mai detto che li hai rivolti direttamente a Prodi?), ma non riesci a discernere che il successo della manifestazione è ciò che ha causato la caduta del governo Prodi. Turigliatto e Rossi, è proprio grazie alla forza di quella manifestazione (forza che tu hai auspicato) che hanno sentito il dovere di non tradire - secondo coscienza - i manifestanti. Mentre gli altri Rame, Giordano, Parenti, Diliberto, e così via, si sono venduti senza battere ciglio per paura del ritorno di Berlusconi. Che coerenza, neh?, quest'ultimi!

Va a finire, insomma, che nemmeno di rendi conto di quello che scrivi (cosa di cui già da un po' sospetto).

Alla prossima.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 23.02.07 17:49

Ecco perchè Bush sta pensando a un'altra guerra preventiva.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/02_Febbraio/23/scimmie.shtml

Pubblicato da: valter binaghi - 23.02.07 18:05

Kennedy, Berlusconi, ma che vaneggi? E poi non ti leggo, non ti leggo, scusa, ma non potresti essere leggermente più sintetico? Tanto più che ripeti sempre le stesse cose, che sono indottrinato, che ti ricordo quelli della CGIL (ma davvero non ti accorgi di come ripeti le cose?) eccetera, quando calmerai la tua furia? Sei travolto dal bisogno di complimenti, accecato dalla vanità, ti fa strippare se qualcuno ti fa notare le tue miserie.

Bartolomeo di Monaco, ridimensionati!

Pubblicato da: mauro baldrati - 23.02.07 21:03

valter, divertente. Dici che Bush si sta preoccupando?

Pubblicato da: mauro baldrati - 23.02.07 21:07

Franca Rame voterà sì alla fiducia e al rifinanziamento della missione in Afganistan, ma poi darà le dimissioni. Problemi di coscienza, dunque, che tu non hai, e manco ti sfiorano, perché anche tu sei schiavo della paura di Berlusconi.
In tutto ciò che hai scritto non hai saputo svolgere un solo argomento che appoggi la tua posizione oltranzista. Hai solo delirato in bile e livore.

Ora vorrei chiudere. Ho detto abbondantemente ciò che dovevo dire. E' tutto scritto qui e rinfacciabile a me quando vorrai. Non risponderò più.

Ritorneremo sull'argomento fra non molto, credo.

Intanto... vedi di non mandare auguri a nessuno, per carità di Dio! Hai visto che cosa è successo?

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 23.02.07 21:19

Oibò, avevo deciso di chiuderla qui, come è logico, perché come si fa a discutere con un registratore (e poi Di Monaco vuole fare il maschio dominante, che deve sempre depositare per ultimo il suo schizzo di urina, per segnare il territorio)? Ma poi ieri ho sentito mastro Berlusconi che parlava a un'assemblea di FI. Incredibile, mi sono detto, ma è Bartolomeo di Monaco? Stesse parole, identiche, con tanto di scandalo, e vergognoso. Pari pari. Che buffa storia. Ah, com'è che aveva detto in una delle sue prediche? "io ragiono con la mia testa..." con dito indice sollevato, off course.

Pubblicato da: mauro baldrati - 25.02.07 12:53

Mauro, credo che sia il momento che tu provi vergogna per quello che scrivi.

Vota pure per un governo che in politica estera fa le stesse cose del centrodestra. E tu nemmeno te ne accorgi, poveretto.

Chiudila lì, è meglio per te. Non vorrei che tu mi dessi, per il futuro, troppe chances per renderti ridicolo.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 25.02.07 14:00

"Vota pure per un governo che in politica estera fa le stesse cose del centrodestra. E tu nemmeno te ne accorgi, poveretto."

Accetto ogni critica su questa coalizione "macedonia", ma quanto sopra proprio non si può dire, la politica estera berlusconiana è stata una politica estera monarchica, il "re" allora andava nel ranch e nelle residenze estive degli altri imperatori a combinare matrimoni (i ministri degli esteri di Berlusconi non se li ricorda nessuno), si offrì come avvocato di Putin e fece una serenata alla bandiera americana, D'Alema ha fatto tornare l'Italia in Europa, Berl. parlava di bambini bolliti in Cina, Prodi in Cina ci è andato con mille imprenditori, Tremonti parlava di dazi per i prodotti cinesi, Prodi propone partnership con i cinesi.
Tutto si può dire ma non che la politica estera sia la stessa del governo Berlusconi, la politica estera non si esaurisce nella base di Vicenza, ormai lo pensate solo tu e quelli di rifondazione comunista.

Saluti

Pubblicato da: Pirofila - 25.02.07 16:33

Pirofila, non ci rimanere male, ma non ho più voglia di discutere. Devo ripetermi continuamente e mauro poi dice che dilago. Dove trovi scritto che la politica estera del governo Prodi è soltanto la base Usa di Vicenza?

La politica estera significa confermare in primo luogo la scelta Nato, ossia accettare come partner gli Usa e gli altri paesi che ne fanno parte. Non solo questo, ma dare certi indirizzi, favorire alleanze nuove, solidarietà internazionali e così via. Prodi rappresenta (checché ne dica D'Alema) una continuità non solo con i governi precedenti, ma anche con quello di Berlusconi. I tentativi fatti dalla sinistra radicale di spostare l'asse sono stati bacchettati da D'Alema l'altro giorno e nella prossima settimana al momento della fiducia.

La politica estera presentata da D'Alema l'altro giorno va bene anche a me.
Condivido, ovviamente, la tua definizione di coalizione "macedonia". Ancor di più ora che imbarcano anche Follini.

Lasciamo decantare il tutto, ti prego, pirofila, non voglio apparirti maleducato. Tu, anzi, hai dibattutto con me con estrema correttezza, che apprezzo, senza sarcasmo e nel rispetto della diversità di posizioni. Nelle prossime settimane tutto sarà più chiaro a me e a te, e agli altri.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 25.02.07 18:55

Mah, io dal mio piccolo posso dirti che ministri degli esteri come D'Alema negli ultimi anni non me li ricordo, mi ha sorpreso molto e mi è piaciuto molto, che poi non sia piaciuto a qualche sopravvissuto della guerra fredda è un altro conto col quale il centrosinistra deve misurarsi.
In quanto a qualità D'Alema ha uno spessore che i governi precedenti si sognavano, incluso il precedente di Prodi.

Saluti
PS
Comunque credo che sia meglio finirla qui.

Pubblicato da: Pirofila - 25.02.07 22:14

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