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05.01.07
Tutt'altra musica / Feltrinelli chiude il negozio Ricordi di Verona
[Traggo questo articolo dal blog Effelunga gestito dai lavoratori delle Librerie Feltrinelli.] [Chi è Gian Paolo Dal Dosso] [Il sito allestito dai lavoratori del negozio Ricordi di Verona] [Il comunicato sindacale e la risposta dell'azienda] [Altri articoli sui lavoratori delle Librerie Feltrinelli]
Domenica 31 dicembre 2006, ore 17. E' calato definitivamente il sipario sulla storia trentennale del negozio Ricordi di Verona che ha rappresentato per ogni generazione un punto di riferimento musicale. Io stesso durante i miei studi al Conservatorio venivo qui a cercare le pubblicazioni necessarie. Fino a quando nel 1990 fui assunto come responsabile del reparto Edizioni Musicali che rappresentava la parte più antica della G. Ricordi & C con tutto il fascino che portava l'immenso mondo dell'editoria ed il suo enorme patrimonio storico e culturale. Il trovarmi a lavorare quotidianamente con gli spartiti delle opere, le partiture d'orchestra e le riproduzioni dei bozzetti di scena del Teatro alla Scala nonché delle copie dei carteggi autografi di Verdi e Puccini con Tito e Giulio Ricordi mi ha sempre riempito di orgoglio. In tutti questi anni ho conosciuto personalità del calibro di Giuseppe Sinopoli, Nello Santi, Nunzio Todisco, Neil Shicoff, Leo Nucci, Alexander Lonquich, Vittorio Bresciani, André Previn, Neeme Jarvi ma anche Francesco Renga, Samuele Bersani, Biagio Antonacci e Renato Zero.
Poi gli avvicendamenti societari, l'incorporazione da parte della BMG, la forte preoccupazione per le sorti dell'Archivio Storico di Casa Ricordi che sembrava in procinto di lasciare l'Italia ed infine l'acquisizione della catena di negozi da parte delle Librerie Feltrinelli hanno segnato la mia attività fino alla decisione nel 2000 di lasciare per dedicarmi totalmente alla musica. Di tanto in tanto tornavo per brevi collaborazioni e sempre con immenso piacere perchè lavorare con questi colleghi era davvero bello. Un destino amaro mi ha riservato l'ingrato compito di abbassare per sempre la serranda su miliardi di note udite da queste mura in trent'anni di esercizio commerciale; un sipario che cala su una grande opera. Un'immensa perdita culturale per la città di Verona e per moltissime persone che hanno perso il loro punto di riferimento e, perché no? Di incontro per fare quattro chiacchiere sulla musica.
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 05.01.07 18:26




