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30.01.07

Tasti

tasti.jpgFantastico Tiziano,
che cosa dire allora della tastierizzazione dell’esistenza?

Guardati intorno. Man mano che la tecnologia avanza e ci migliora la vita dispiega davanti alle nostre dita chilometri di tasti da premere. Ti par che esagero? E allora con che cosa sto scrivendo queste parole se non con una tastiera? Ci sono più di cento tasti da battere e ribattere su una tastiera e le miei dita saltellano da un tasto all’altro per minuti, mezz’ore, ore... Quanti chilometri faranno le mie dita al giorno soltanto su una tastiera?

E i telecomandi? A casa mia abbiamo installato Sky. E Sky si tira dietro un nuovo telecomando. E con il telecomando di Sky adesso abbiamo 8 telecomandi. Il telecomando del televisore che ha uno, due, tre, quattro, cinque, sei… trentotto tasti! Il telecomando del secondo televisore in cucina che ha tasti per tutti i gusti (sono di gomma, piacevolissimi al polpastrello) e ci sono tasti che sotto hanno scritte come TV1, TV2, TV3, Sat1, Sat2, VCR1, VCR2, AUX, e questi sono tutti tasti che ogni volta che li schiaccio non succede molto, anzi non succede niente, ma io certe sere sto lì a schiacciarli perché penso (piuttosto autisticamente, vabbè) che se quei tasti ci sono a qualcosa pure dovranno servire e io schiacciando schiacciando prima o dopo lo scoprirò! C’è il telecomando del televisore in camera mia (io non lo volevo, il televisore in camera mia, ma mio padre mi ha minacciato di diseredarmi se non l’avessi inserito tra il resto del mobilio della mia stanza), e, adesso non sono sicuro, ma credo che questo telecomando abbia un tasto che permette di trasformare il telecomando del televisore della mia camera nel telecomando del televisore della cucina o di quello della sala. C’è poi il telecomando del video–registratore WHS e il telecomando del lettore DvD che ha anche dei tasti centrali verdi, gialli e arancione – sembra un giocattolo, e sempre più di frequente mi scopro ad osservarlo. E poi ci sono i telecomandi dell’hi fi nella mia stanza e dell’hi fi nella stanza di mio fratello.

Ci sono poi gli interruttori della luce, gli interruttori del computer e delle televisioni e, come non ricordarlo?, i tasti dei quattro o cinque telefonini – Aladino compreso – che abbiamo in famiglia.

Quanti chilometri percorrono le mie dita al giorno? Fanno più chilometri le mie dita o le mie gambe?

La tastierizzazione dell’esistenza sembra non essere ancora stata sostituita dalla vocalizzazione dell’esistenza. Voglio dire che l’idea di entrare in sala e dire “Televisione", e la televisione si accende, oppure “Tostapane", e le fette di pancarré nelle griglie del tostapane cominciano magicamente ad abbrustolirsi, sembra ancora un’idea incorporata a un visione fantascientifica dell’esistenza quotidiana. E poi, immaginarsi il casino che potrebbe venire fuori con la vocalizzazione dell’esistenza! Io dico “Tostapane" e per un qualche guasto mi si scongela la carne nel congelatore oppure dico “Italia Uno Le Iene" e scatta l’allarme antincendio con docce d’acqua fredda che si aprono per tutta la casa.

Insomma, Tiziano, fantastico Tiziano, che migliori ogni anno di più, quel che voglio dire quando parlo di tastierizzazione dell’esistenza è che per svuotarti il cranio e tirarti scemo e manovrarti meglio i piani alti non escogitano soltanto di controllarti la mente inserendo un televisore nel frigorifero, ma lo fanno anche solo attraverso il supporto che veicola le scemenze televisive. Si potrebbe dire: a contenuti scemi supporti scemi. Pensa anche soltanto ai nuovi frigoriferi con tutti quei tasti e quelle spie! E quante cose sceme contengono i frigoriferi? Quante scemenze che non desideriamo?

Adesso, vado a schiacciare tutto quello che trovo per casa.

Ciao!

Pubblicato da Marco Candida, il giorno e l'ora: 30.01.07 19:34

Interventi

Scusa, Candida, ma sono un po' tardo di comprendonio: a che Tiziano ti riferisci? Forse mi manca l'antefatto...

Pubblicato da: Lucio Angelini - 31.01.07 09:41

Ah, ecco, bastava tastierare il titolo... come non averci pensato? Ritiro tutto.

Pubblicato da: Lucio Angelini - 31.01.07 09:42

A proposito di "tastiere", ecco che cosa scrive Tiziano Scarpa a pagina 14 di Kamikaze d'Occidente:

Prima di andare a dormire scrivo l'inizio del mio nuovo romanzo

Ho steso una tastiera sottilissima su tutta la città. Ho tappezzato i tetti, ho foderato le strade con centomila miliardi di pulsanti. Le suole dei passanti premono premono le lettere dell'alfabeto. Ogni pulsante è sensibile a una pressione di pochi milligrammi, ma può sopportare un carico di cento tonnellate per centimetro quadrato: perciç è anche in grado di riportare i pensieri.
Sulla mia tastiera, le foglie atterrano prendendo la mira, per centrare una parola delicata come la morte. Mi piace leggere tutto quello che battono a macchina gli artigli dei passetti zampettando sui cornicioni, i grumi di sillabe che scaturiscono quando le loro cacche precipitano a terra dal settimo piano e si spiaccicano sull'asfalto.
E' il crepuscolo, sto passeggiando verso casa. Una donna cammina davanti a me, semina punteggiatura con i suoi tacchi aguzzi, inchioda i puntini sulle i. Ha finito di fumare una sigaretta, butta per terra il mozzicone. Un filo di vento lo fa rotolare sul marciapiede. L'aria ossigena il rimasuglio di combustione attaccato al filtro, fa palpitare la brace di luce arancione. Il bulbo incandescente si sfarina, le faville si sbriciolano spruzzando una cometa rasoterra. La città pesa, accade in quantità enormi. Quando è pesante una città come questa?
Quelle che preferisco sono le pagine digitate dalle pioggia. Stanotte la tempesta scroscerà fitta. Mentre io me ne starò disteso dentro un sogno sconclusionato, le gocce di pioggia fartanno precipitare raffiche di polpastrelli sulla mia tastiera invisibile. I chicchi di grandine devasteranno frasi, sciuperanno carrozzerie. Io mi sveglierò per qualche minuto. Sentirò le urla dell'aria, penserò di essere ancora addormentato dentro un sogno più potente di qualsiasi pensiero. Il vento svellerà gli alberi.
Domattina mi alzerò presto. Prima ancora di lavarmi la faccia correrò a leggere che cos'ha scritto questa notte la tempesta.

********

Se dovessimo leggere questo testo come una 'patografia', allora eviceremmo che la personalità di Tiziano Scarpa è profondamente... tastierizzata!

Pubblicato da: Marco - 31.01.07 11:04

un po' moscia come satira. eh, secondo me!

Pubblicato da: imho - 31.01.07 19:17

Be' Imho (o dovrei dire 'Editrore senza qualità'?), grazie lo stesso per il commento. :-)

Pubblicato da: Marco - 01.02.07 10:37

Più che una parodia mi pare una fotografia della nostra quotidianità domestica. Tra decoder satellitare, decoder del digitale terrestre, videoregistratore, lettore dvd, masterizzatore dvd, impianto hi-fi collegato al lettore dvd, i telecomandi sono sei o addirittura sette (se consideriamo l'amplificatore per il volume). Aggiungiamoci il condizionatore a muro. E poi i nuovi video-computer, i Media Center su licenza Microsoft, con i quali si possono vedere le partite di calcio o altri programmi tv o i film in versione pay-per-view direttamente dal cavo telefonico. Questo è solo l'inizio!

Pubblicato da: Achille Maccapani - 01.02.07 10:52

In effetti imho tanto torto non ha: pezzo lento e noioso. Potresti fare di meglio. Ciao

Pubblicato da: diego - 01.02.07 11:29

Diego, e come dimostriamo che tu non sei Imho se ti firmi nell'e-mail mondobuuuu?
:-)

Pubblicato da: Eli - 01.02.07 19:23

E' vero, potrei fare di meglio.

Pubblicato da: Marco - 01.02.07 19:33

Ciao Marco,
scusa se non ho commentato questo pezzo, ma sono stato via per una settimana. La frammentazione del flusso linguistico, lo sbriciolamento delle parole in elementi primari separati e infinitamente componibili mi ha sempre affascinato. Tra l'altro, se ci pensi la "tastierizzazione" del linguaggio è all'origine di molte fantasticherie teologiche bellissime come quelle di Borges. E poi penso a quello che diceva Savinio sui refusi. Una cosa di cui tener conto, e che mi ha dato sempre molto da pensare, è che le tastiere (almeno quelle alfabetiche) che noi usiamo oggi non sono affatto neutre, ma progettate secondo criteri di efficienza rispetto alla lingua inglese: noi scriviamo su tastiere ereditate dalle macchine da scrivere, dove era importante fare in modo che i martelletti si incrociassero il più raramente possibile, per abbassare il rischio di inceppamento, e quindi di rallentamento del lavoro dei dattilografi. Così le lettere sono sparse sulla tastiera secondo criteri di ricorsività delle lettere nella lingua inglese. Ciò ha conseguenze molto interessanti. Quando ci scappa un refuso, come dice Savinio, davvero è "la mia macchina [che] ha scritto questo", ovvero la nostra tastiera, e non più il nostro inconscio come nel lapsus psicoanalitico puro. Scusami se ho divagato. Ciao e grazie della lettura. Tiziano.

Pubblicato da: Tiziano Scarpa - 06.02.07 19:26

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