« Il fantasma di Mary Begum e di suo figlio di anni dieci | Main | Come si leggono i libri: Scrittori si nasce, ma lettori… »

15.01.07

L'élite

qualche riga di Guido Mazzoni scelta da giuliomozzi

Clicca qui per ingrandire l'immagine[...] Fin quando i gruppi ristretti che decidono del patrimonio culturale mantengono la propria posizione egemone, un'arte può conservare il suo prestigio anche se esprime la visione del mondo di una minoranza esigua, come dimostra il fatto che, negli ultimi centocinquant'anni, gli artisti maledetti e antiborghesi, o semplicemente incomprensibili ai più, sono regolarmente entrati a far parte dei musei statali, o dei programmi scolastici destinati ai figli di coloro che quegli stessi artisti avevano insultato o disprezzato. Del resto, l'élite che finora ha fissato i canoni ufficiali dei paesi democratici non ha quasi mai ricevuto un'esplicita investitura democratica. [...]

Da: Guido Mazzoni, Sulla poesia moderna, il Mulino 2005, p. 227.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 15.01.07 14:56

Interventi

L'élite de che?

Pubblicato da: michele - 15.01.07 15:33

"un'arte può conservare il suo prestigio anche se esprime la visione del mondo di una minoranza esigua"

siamo ancora a questi lamenti sudaticci?

artisti "maledetti" - "antiborghesi"? eh???

la parola "artista" non deriva da artee cioè andare, muoversi verso qualcosa, addirittura "condotta a perfezione"...
non siamo tutti coinvolti in questo andare?
anche se non sono ancora convinta cosa sia la "perfezione" che andiamo cercando in questo nostro muoverci d'imperfezioni e certo articoli come questo non aiutano.
un saluto
paola


Pubblicato da: cara polvere - 15.01.07 16:15

Fuori nomi e cognomi. Quali sono i gruppi ristretti che mantengono la propria posizione culturale? Una cosa simile l'ho sentita da Luca Doninelli quando dice che la cultura in Italia non ha più un legame con il popolo. Forse ho travisato il discorso a cui si vuole accennare?

Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 15.01.07 16:59

correzione: la parola "artista" non deriva da arte e cioè andare, muoversi verso qualcosa, addirittura "condotta a perfezione"...?


Pubblicato da: cara polvere - 15.01.07 17:28

il discorso di mazzoni è, semplicemente, impeccabile.

Pubblicato da: Boe Szyslak - 15.01.07 17:29

per Paola: scusa, ma nelle righe che ho estratte dal libro di Mazzoni non c'è alcun lamento. Se tu ce lo vedi, è nella tua testa.

Per Angelo De Lorenzi. I nomi sono nel libro di mazzoni, da pagina 227 in poi fino a pagina 248. Nell'ordine: Benjamin, Proust, Baudelaire, Bergson, Tondelli, Rimbaud, Red Hot Chili Peppers, Seamus Heaney, John Lennon, Paul McCartney, Withman, Wordsworth, Coleridge, Leopardi, Mallarmé, Bachtin, Brecht, Freedman, Szondi, Flaubert, Defoe, Richardson, Thomas Mann, G. W. F. Hegel, Bion, Goffman.
Peraltro, in questo caso, non mi pare che "i nomi" siano importanti. Mazzoni descrive qui un meccanismo in atto nell'età moderna (dai tempi di Leopardi in poi, più o meno).

Pubblicato da: giuliomozzi - 16.01.07 10:46

E' l'inizio di una declinazione, non di un declinare. La conclusione del magnifico testo di mazzoni è pessimistica, e io non concordo: o, meglio, concordo per quanto concerne la catalogazione storica della poesia, la quale non è in atto; non concordo se il discorso è metonimico e si allarga a tutta la letteratura. La mutazione è sotto gli occhi di tutti e non si sa se e come verrà storicizzata la letteratura contemporanea. Non riesco a figurarmi una storia della letteratura museale, una galleria come quella che finora è trapassata in noi quale tradizione. E ciò non perché io adotti un atteggiamento apocalittico o esalti l'unicità del nostro presente rispetto a tutti i tempi precedenti. E' pura immaginazione, quella che mi spinge: ammesso che la specie risolva variabili problematiche ben superiori alla storicizzazione della sua letteratura, nel futuro mi immagino arcipelaghi, testi nascosti che vengono scoperti a catena da gruppi di lettori o lettori singoli molto interessati alla letteratura. Il problema è il memorabile: il tempo dell'alienazione non si interessa alla memorabilità; il tempo del rischio invece produce automaticamente memorabilità. Noi viviamo in un tempo dell'alienazione e del rischio.

Pubblicato da: giuseppe genna - 16.01.07 11:18

Esistono tempi o sono esistiti tempi non rischiosi e alienanti? Se si quali? I morti mantengono la propria posizione culturale, e come fanno? Storicizzare la letteratura come si fà? La si storicizza con i bei testi scolastici? quella è la cultura? Gli arcipelaghi da scoprire o che scopriremo hanno a che fare con la vita o con il diporto? Di quale memoria si sta parlando? Poi "l'arte" la "poesia" esprime o può esprimere (anche) "la visione di una minoranza esigua"? E come fa? L'arte è un "prodotto da costruire"? La si deve confezionare?

Pubblicato da: michele - 16.01.07 13:36

IO sono d'accordo con Mazzoni. Sta emergendo un movimento orizzontale qualcosa che crea una crepa nella piramide verticale tradizioneale del rapporto tra Base ed Elite - e il qualcosa è la nuova forma della comunicazione che tutti qui stiamo usando - ma siamo ancora in una situazione confusa...

da un lato le elite hanno potere, dall'altra in nome di un'abolizione delle elite, si rischia di precipitare, altro che declinare. non mi soffermo sui molti esempi, le elite possono essere aggregazioni di ogni tipo (mafiose,sociali,di simpatia ecc) e impongono dai monumenti nelle piazze ai manoscritti nelle case edtrici ai programmi tv ecc (anzi: non impongono,danno l'aiutino: non c'è più nessun Potere che impone e forse nemmeno un'elite, ma che l'arte tra XX sec e XXI sia figlia di un'ottimo lavoro di "pierre" è un fatto..)

eppure le elite sarebbero necessarie, magari ribatteziamole comunità di esperti, di competenti

un caso recente tra tutti segnalerei come distorsione: la discussione sull'esclusione di Sanguineti/Hack/Montalcini da Sanremo. In questo caso assistiamo ad una delle tante declinazioni possibile del reciproco sostentamento e divisione dei posti tra Elite e Popolo.

Sanguineti Elite e Sanremo Popolo? a parte l'antichità di questa rappresentazione - chi decide è sempre l'elite, il riferimento è sempre l'audience: Sanguineti e Montalcini sono Intellettuali conosciuti alla platea. Se tra gli autori dei testi bocciati ci fosse stato un De Angelis Milo o un Viviani Cesare, niente sarebbe accaduto.

MA per dimostrare meglio quello che vorrei dire forse ci vorrebbe un libro che leggerebbero solo le elite - e se lo scrivo qui, sarebbe un commento così lungo da essere a) scorretto per la netiquette - b)solo un'elite di lettori forti resisterebbe, perchè ci sono delle leggi fisiche dell'attenzione e della percezione che investono tutti per cui all'interno della ristretta elite che scrive e legge i blog c'è una ristrettissima elite che legge tutto e legge a lungo.

E si ricomincia.

Pubblicato da: mario de santis - 16.01.07 16:14

@ mozzi.

"per Paola: scusa, ma nelle righe che ho estratte dal libro di Mazzoni non c'è alcun lamento. Se tu ce lo vedi, è nella tua testa."

scusi, sarebbe più di suo gradimento l'espressione: tono cordoglioso?

genna la chiama "conclusione pessimistica"

insomma mi pare non ci sia da ridere.

(e si risposi un po' che mi pare nervoso)
un saluto
paola

Pubblicato da: cara polvere - 16.01.07 22:13

Uff: immagine di Anselm Kiefer, "Your Golden Hair, Margarete", 1981.

Pubblicato da: a. b. - 17.01.07 11:07

Paola, non trovo alcun "tono cordoglioso" in questo testo descrittivo di Guido Mazzoni. (Ciò che scrive Genna è riferito, mi pare, alla "conclusione" del libro, non strettamente a questo breve estratto).
Eventualmente, indica che cosa è, nell'estratto che qui ho proposto, che produce il "tono cordoglioso" (quali parole, quali giri di frase ecc.).

Pubblicato da: giuliomozzi - 17.01.07 14:01

Non so quanto corrisponda a realtà, ma davvero convincente, questo breve pezzo.

Pubblicato da: Marco - 18.01.07 17:58

@
Mozzi

rileggendolo, si.
hai perfettamente ragione.
i lamenti erano solo nella mia testa.
un saluto
paola

Pubblicato da: cara polvere - 19.01.07 00:53

Pubblica un intervento




Vuoi che mi ricordi di te?