« Dopo Carosello – Narrazione, pubblicità e un triste pensiero alla politica italiana. | Main | Bottega di lettura »

28.01.07

La Repubblica Marinara di Montagna di Frigolandia

di Vincenzo Sparagna

entrata_cancello_lq.jpgIn un recente biglietto scherzoso, in cui mi annunciava la sua venuta a Frigolandia, l’amico Gianmarco Serra, cui ho affidato il difficile doppio ruolo di caporedattore di Frigidaire e ministro degli esteri della nostra microrepubblica, mi ha scritto, a mo’ di conclusione, la seguente frase: “Il mondo va a rotoli, dobbiamo intervenire". E’ un’espressione che trovo azzeccata e che mi sembra attualissima.
Essa supera in avanti la celebre frase di nonno Karl Marx: “I filosofi si sono limitati a spiegare il mondo, si tratta invece di trasformarlo". Nelle parole di Gianmarco la filosofia è scomparsa insieme a tutti gli orpelli idealisti che si trascina con sé. Quello che resta in primo piano è il mondo che va a rotoli e la necessità di un intervento. Ma ancora più significativa mi pare l’evocazione del noi, poiché chi altri dovrebbe farlo se non noi: io, tu noiappunto?

Noi, piccoli e deboli, “dobbiamo intervenire", non altri, non le “forze oggettive" delle versioni più deterministiche della rivoluzione; non il cosiddetto “ceto politico", impegnato in una sterile quanto feroce lotta di potere. E neppure, il faut le dire, il tradizionale proletariato che, nell’hegelismo capovolto (sui piedi?) di Karl Marx, dovrebbe negarsi come classe per raggiungere la libertà. No, semplicemente noi, tutti e ciascuno, nella nostra infinitesimale debolezza umana.

Vi è in questa espressione – così leggera e paradossale – un’assunzione di responsabilità, il rifiuto di qualsiasi comoda (o difficile) fuga, poiché non vi è un altro mondo in cui fuggire, ed è proprio questo mondo che va a rotoli.

Questa assunzione di responsabilità ispira tutta l’iniziativa di Frigolandia, la nostra Repubblica dell’Arte e della Fantasia, la nostra piccola comunità di artisti, di nomadi dell'immaginario, di liberi pensatori, consapevoli che neppure l’arte o la fantasia sono vie di fuga credibili, se non tengono conto del mondo che va a rotoli.

E’ passato il tempo in cui l’artista poteva, eremita e/o filosofo, osservare il mondo da lontano e creare, magari, opere per i posteri. La nostra epoca non ha posteri, o meglio non ne avrà se noi non interveniamo. Per questo non può bastare la sola ricerca di un’estetica, di uno stile. Quello che dobbiamo fare è diffondere la coscienza del disastro planetario in atto (ambientale, sociale, etico, estetico) e contemporaneamente provare a cambiare le cose secondo un principio di bellezza e di equilibrio.

Certo, so bene che queste frasi già rivelano nel loro carattere “universale e paradossale" la vera radice dell’angoscia contemporanea: la nostra radicale inadeguatezza. Il mondo si presenta ai nostri occhi come un gigante di cui non riusciamo neppure a scorgere le caviglie. E’ così enorme e complesso che da qualsiasi lato lo si affronti sembra un muro altissimo e invalicabile. La società multipla e globale ci ha scaraventato nella condizione di spettatori impotenti o di consumatori deboli, tutti (tecnicamente parlando) proletari dominati da un Capitale mondiale senza testa, ma pieno di artigli.

E allora? Dobbiamo ri/partire proprio da qui, da questa nostra abissale debolezza e inventare una via per tradurla in forza di cambiamento. In questo primo anno di vita la neonata Repubblica di Frigolandia ha scelto, con allegra e spensierata modestia, e ancora più spensierata ambizione, questa via. Vogliamo cambiare il mondo senza fingere di essere diversi da quello che siamo: un ancor piccolo, ma sempre più numeroso e compatto, nucleo di artisti, inventori, nomadi della rivoluzione. Non ci interessa trovare un rifugio, ma un luogo d’osservazione e intervento indipendente. Per questo abbiamo fondato una Repubblica e non un Club.

L’invito a quanti vogliono partecipare a questo progetto (che forse è un sogno, ma, diceva Calderon, la vida es sueno...) è di raggiungerci qui sui Monti Martani, o unirsi a noi idealmente e praticamente da lontano per attivare insieme reti di comunicazione ed azione, confrontare le teste e le mani, gli stili e le speranze. Bisogna addentrarsi nei sentieri segreti che uniscono idealmente il nostro bosco a tutti gli altri boschi, la nostra matita a tute le altre matite, il nostre computer a una rete comune.

Spendo di essere tutti abitanti delle periferie selvagge, metropolitani nostro malgrado, anche in campagna; tutti vittime dei fondamentalismi che corrodono; tutti specie in via di estinzione per l’avvelenamento della terra, dell’acqua, dell’aria che respiriamo.

Dobbiamo guardare oltre il giardino di casa, chiamati alla sfida più difficile, ma anche più esaltante: vivere e arte per re/inventare in futuro.

La felicità è un capolavoro.

frigolandia_logo.jpg
Scheda di Frigolandia. La Repubblica dell’arte e della fantasia con sede a Giano dell’Umbria (Perugia), nasce il 25 aprile 2006 con tanto di inno, bandiera, costituzione, passaporto e, soprattutto, molti cittadini/nomadi, provenienti dalle più diverse regioni italiane ed europee. Alla fondazione ufficiale hanno partecipato, oltre che autorità locali come Paolo Morbidoni e Francesco Venturi (sindaci di Giano e di Castel Ritaldi), anche personalità della cultura e dell’arte, tra i quali Enrico Ghezzi, lo scrittore Aldo Ricci, gli artisti Giuseppe Palumbo, Filippo Scòzzari, Mario Pischedda, i cineasti Giacomo Cesari, Anthony Ettorre e Luca Franco, editori “alternativi" come Angelo Quattrocchi ecc.

Frigolandia è ospitata presso una ex colonia di collina, divenuta poi asilo, quindi centro trekking. Negli ultimi anni però era divenuta un luogo semi-abbandonato. Oggi invece, grazie agli interventi di ristrutturazione e alle decorazioni di numerosi artisti, le tre strutture che costituiscono Frigolandia (in tutto circa 400 metri quadrati di edifici residenziali con oltre due ettari di bosco, soprattutto di pini, ma dove non mancano querce, tigli ed altre piante), sono ritornate a nuova vita.

L’edificio principale ospita, oltre la redazione di Frigidaire, anche una galleria permanente di opere maiviste di disegnatori ed artisti. Tra i moltissimi nomi: Andrea Pazienza, Filippo Scòzzari, Giuseppe Palumbo, Tanino Liberatore, Vincino, Massimo Mattioli, Franz Ecke, Diamantis Aidinis, Roland Topor, Pablo Echaurren, Mario Pischedda, Ugo Delucchi, Giorgio Carpinteri, Marcello Jori ecc.. Un edificio è invece arredato per l’accoglienza degli artisti e dei collaboratori ospiti. Il parco attrezzato, che resta aperto al pubblico dall’alba al tramonto, è stato risistemato con nuovi tavoli, giochi e balaustre in pino.
Frigolandia organizza anche iniziative culturali di vario genere.
Tra le iniziative 2006 ricordiamo:

- il Festival del Cinema "Fuori Fuoco", curato da Enrico Ghezzi, che ha stabilito il nuovo record di ore consecutive di proiezioni fuori fuoco, superando di un’ora le ventiquattro di Andy Wharol tenute al Greenwich Village di New York, nel 1967);

- la celebrazione del 123esimo anniversario della nascita di Franz Kafka, in collaborazione con l’ “Akkademia Cafchiana" fondata a Foligno da Luciano Biscarini, con letture, allestimento di spazi kafkiani e proiezioni di film (tra l’altro si è potuta finalmente vedere in Italia l’opera completa del praghese Jan Svankmajer, indiscusso maestro del cinema surrealista e d’animazione);

- la prima “Grande Fiera dei Piccoli" (22 luglio-7 agosto), nella quale piccoli editori, artigiani, scrittori, disegnatori, poeti, scienziati, si sono incontrati ed hanno esposto i loro lavori;

- la mostra dei “Falsi" (i famosi giornali satirici di Vincenzo Sparagna) realizzata in collaborazione con il Micromuseo di Spoleto, diretto da Luca Ricci;

- il concerto dei Broken Harp nella piazza di Giano a Ferragosto.

- il primo concorso internazionale “Ulivolio, visioni maiviste dell’albero di Ulisse", in collaborazione con il Comune di Giano dell’Umbria. Nell’occasione Giuseppe Palumbo (Ramarro, Diabolik ecc.) ha realizzato la nuova etichetta dell’olio extravergine Monocultivar San Felice, prodotto fuori commercio del Comune di Giano.

- 17 dicembre: “Compleanno di Ludwig Van Beethoven" con ascolto di brani, letture e discussioni- simposio sulle emozioni derivate dall’ascolto della musica del Maestro.

- la manifestazione di prosa danzante “Walser und Walzer", dedicata a Robert Walser, morto il il 25 dicembre 1956. L’iniziativa è prevista per il pomeriggio del 25 dicembre. Le lettura dei brani saranno accompagnate dalla musica di Richard Strauss.

- Tra il 26 e il 31 dicembre, le “giornate shakespeareane": proiezioni di film d’autore dedicati alle maggiori opere del grande scrittore, tra cui: “Falstaff" di Orson Welles, “Un Amleto di meno" di Carmelo Bene, “Che cosa sono le nuvole" di Pier Paolo Pasolini…

- “Natale a Spoleto": allestimento e installazioni, nei locali delle Sale Espositive di Palazzo Collicola, a Spoleto, di alcuni artisti di Frigolandia dedicate alla favola di “Biancaneve e i Sette Nani" all’interno dell’iniziativa del Comune di Spoleto “Le Stanze delle Fiabe". Per quest’occasione è stato allestito il primo Museo Storico di Biancaneve con tutti i reperti e i giornali dell’epoca: Il Corriere della Strega, La Casetta dello Soprt, La Repubblica dei Nani, Il Mattino di Biancaneve e Il Messaggero delle Fate.

Tra le iniziative in corso e in preparazione:

- La “VII Festa della Liberazione dei Frigoriferi Intelligenti" del 25 aprile, in occasione del primo anniversario della fondazione della Repubblica di Frigolandia.

- il “Festival Altri Mondi", dedicato al Brasile, in collaborazione con la Scuola Italiana di Florianopolis;

- la realizzazione di un film della regista (e cittadina) Sarah Revoltella su soggetto di Luciano Biscarini, ispirato all’opera di Kafka;

- la realizzazione di un film del regista (e cittadino) Gianmarco Serra dal titolo “Il gelido mostro" ispirato a un aforisma di Friedrich Nietzsche;

Recapiti Frigolandia. Località Colonia/Montecerreto, 0630 Giano dell’Umbria. Tel. 0742 90570 e-mail: frigolandia@gmail.com (il sito è in fase di costruzione).

Pubblicato da Mauro Baldrati, il giorno e l'ora: 28.01.07 17:01

Interventi

Vincenzo ha scritto una pagina emozionante della cultura d'avangurdia italiana. Se in Italia é esistita una rivista laboratorio, é stata proprio Frigidaire.
Un saluto e tutta l'attenzione possibile per la sua repubblica. Che sia la premessa ad una nuova stagione ' di Frigidaire!.

Pubblicato da: pierfrancesco - 07.02.07 18:50

Pubblica un intervento




Vuoi che mi ricordi di te?