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14.01.07
Il fantasma di Mary Begum e di suo figlio di anni dieci
Chissà se si potrà riflettere un po'. Dopo che Mary Begum è morta, con suo figlio di dieci anni. Mary è morta per essersi lanciata da una finestra, per sfuggire alle fiamme di un appartamento in piazza Vittorio, a Roma, in cui vivevano in quattordici. Dove vivevano con un impianto elettrico decisamente messo male. Così pare.
Chissà se adesso il suo fantasma, il fantasma di Mary Begum e quello di suo figlio, renderanno il sonno di qualche romano più agitato. Chissà se da morta, Mary sarà capace di istillare nel cervello di qualche amministratore capitolino una gocca di saggezza. Quella che sicuramente in vita aveva. Ce l'aveva sì, se ha preferito portarlo con sè, suo figlio, invece che lasciarlo in questa Roma così come è. Chissà se convincerà qualcuno, Mary Begun, nel sonno, e durante un sogno, a fare un censimento delle case, a Roma. Chissà se al pari di altri fantasmi romani, riuscirà a convincere a fare quello che noi, da vivi, (vivi? si fa per dire!) non siamo ancora riusciti a fare. Convincere questa nostra giunta, a considerare seriamente quante sono le case a Roma, a chi appartengono, chi le abita. Riuscirà Mery con lo spavento che incutono i morti? Vorremmo sapere quante sono le case vuote. Quante ce ne sono abitate, e da chi. Come.
Chissà se a partire da oggi, si potrà considerare il centro di Roma non più come una somma di belle vetrine messe affianco a scintillanti alberghi. Chissà se adesso, come è per certi presepi napoletani, si potrà guardare anche dentro le case. Vedere come le donne e gli uomini che stanno a Roma, vivono. Come abitano. A chi scrive, che è persona decisamente curiosa, piacerebbe sapere addirittura che cosa c'è sui comodini delle persone, nelle loro case. In che modo le tavole sono apprecchiate. Che tipo di arredamento c'è dentro. Ma queste sono curiosità eccessive, frutto certo della lettura di troppi romanzi.
Invece. Ci andrà Mary, e se ci andrà sarà sicuramente con suo figlio, come il fantasma del papà di Amleto, mano nella mano, allegri a questo punto spero, a ricordare ogni tanto, a chi amministra questa città, che non solo il PIL è importante. A sussurrarglielo mentre dormono. Visto che da vivi non ci sentono. Che non c'è solo l'economia. Che non è solo con questa e con la produzione del reddito che bisogna fare i conti.
Verranno Mary e suo figlio, a ricordare a noi che la abitiamo, a noi che ci passeggiamo, che ci corriamo, che la attraversiamo in lungo e in largo, o in corto e in stretto, a seconda della vita che facciamo, che saliamo e scendiamo dai mezzi, tristi o felici, asciutti o bagnati, che per questa città, molto possiamo fare anche noi? Che il modo in cui è gestita dipende anche da noi? Ce lo suggerirà, sempre in sogno, eh, il fatto di sentirci, di poterci sentire, tutti più consapevoli? I proprietari di appartamenti affittati a stranieri stipati, ma anche i proprietari e le proprietarie di case trasformate in bed&breakfast spero, saranno anche loro visitati da Mary? Ci andrà il suo lucido e scuro fantasma a sedersi anche sui loro di comodini? Ci andrà a sussurrare nelle loro orecchie, "Non puoi, non puoi in nome dei soldi, (che come dovresti sapere se avessi letto solo due libri di favole non ti assicurano la felicità), sfuttare noi, i nostri di sogni, i nostri di desideri, tu non puoi?" Spero di sì. Spero che da fantasma suo figlio se la rida, sfrgandosi le mani ancora piccole, da decenne, per la gioia di aver messo spavento a qualche uomo o donna bianca, occidentali. Se Mary e suo figlio hanno bisogno di una mano, almeno questa volta, visto che non ci siamo riusciti prima, noi siamo qui.
(DOMANI, 15 gennaio, ho sentito, dovrebbe esserci alle 17 una manifestazione a Piazza Vittorio. Se ci riuscite, venite. )
Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 14.01.07 21:04
Interventi
Intervistato l'altro giorno, in tivù, il responsabile della Caritas romana, ripeteva (credo più che altro a se stesso) come in una vecchia litania..."gli immigrati non sono un problema, sono una risorsa".
Testuale. Per chi ? Per chi affitta (in nero ? perdona lo squallido gioco di parole sotteso), a cifre da grand-hotel a dozzine di persone un inadeguato bilocale ?
Non so se serva, ma la prima cosa da fare sarebbe rendere deducibile l'affitto dall'irpef degli inquilini. Verrebbe alla luce il patrimonio (e i profitti generati all'insaputa del fisco), degli italiani brava-gente che gliel'hanno affittati.
Pubblicato da: cletus - 15.01.07 11:40
Angie.
Pubblicato da: ioso - 15.01.07 20:10
Angela, la verità é che in Italia si vive da arresi, ma neanche... peggio! Scivola tutto. Guarda in Francia. La questione degli alloggi é esplosa. Si é creato un movimento forte, "I figli di don Chisciotte", nato da un gruppo cattolico senza pregiudizi religiosi e razziali. Conclusione: il governo é stato costretto ad assegnare 27 mila alloggi. Ma in Francia la cultura dei diritti é forte.
Da noi Mary che vola dalla finestra strappa due lacrimoni.A Roma continua quello che Pasolini defini' il "genocidio culturale".E il centro sta diventando di plastica, come una di quelle liftizate che somigliano a Barbie. Io che adoro Roma, da romana, non ci ritrovo piu' neanche le mie radici. Roma riflette questo tempo della "cattiva educazione", di progetti che alla fine non sono poi cosi' lontani dalle logiche delle speculazioni edilizie degli anni passati. Si i risanamenti delle periferie! E il mondo che si apre alle etnie? Ma sai a quali etnie? I giapponesi che depositano soldi per guardare la città come si faceva una volta con gli animali allo zoo. Perché l'ultima sora Iole del mercato di Campo de' Fiori, sopravvive nelle foto. quando il giapponese fa click e la guida gli spiega che quella é la classica popolana romana.
E se Mary é volata é perché le sore Iole non ci sono più.Si sono disgregate. Volate anche loro. Insieme all'umanità che ha sempre caratterizzato la città.
Una città di "incazzati soli". Che se riuscissero a incazzarsi in massa con un obiettivo avrebbero due soldi in meno, ma quanta più dignità e più diritti!
Ciao
Pubblicato da: stefania - 16.01.07 10:46
Angela, la verità é che in Italia si vive da arresi, ma neanche... peggio! Scivola tutto. Guarda in Francia. La questione degli alloggi é esplosa. Si é creato un movimento forte, "I figli di don Chisciotte", nato da un gruppo cattolico senza pregiudizi religiosi e razziali. Conclusione: il governo é stato costretto ad assegnare 27 mila alloggi. Ma in Francia la cultura dei diritti é forte.
Da noi Mary che vola dalla finestra strappa due lacrimoni.A Roma continua quello che Pasolini defini' il "genocidio culturale".E il centro sta diventando di plastica, come una di quelle liftizate che somigliano a Barbie. Io che adoro Roma, da romana, non ci ritrovo piu' neanche le mie radici. Roma riflette questo tempo della "cattiva educazione", di progetti che alla fine non sono poi cosi' lontani dalle logiche delle speculazioni edilizie degli anni passati. Si i risanamenti delle periferie! E il mondo che si apre alle etnie? Ma sai a quali etnie? I giapponesi che depositano soldi per guardare la città come si faceva una volta con gli animali allo zoo. Perché l'ultima sora Iole del mercato di Campo de' Fiori, sopravvive nelle foto. quando il giapponese fa click e la guida gli spiega che quella é la classica popolana romana.
E se Mary é volata é perché le sore Iole non ci sono più.Si sono disgregate. Volate anche loro. Insieme all'umanità che ha sempre caratterizzato la città.
Una città di "incazzati soli". Che se riuscissero a incazzarsi in massa con un obiettivo avrebbero due soldi in meno, ma quanta più dignità e più diritti!
Ciao
Pubblicato da: stefania - 16.01.07 10:49
Anche qui nel ricco Nordest gli appartamenti fruttano dei bei guadagni sommersi sulla pelle degli stranieri...
Ma visto che chi ci amministra è interessato solo all'economia, è su quella che bisogna chiedere di intervenire: rendere deducibili gli affitti degli inquilini (come ha già spiegato Cletus), ma anche tassare di più le case sfitte.
Solo che qui predomina la cultura dell'assistenzialismo, che evita accuratamente di battersi per il rispetto dei diritti fondamentali.
Pubblicato da: Rosanna Rota - 16.01.07 17:47
Molto d'accordo con Rosanna. La cultura dell'assistenzialismo distorce completamente la prospettiva per quel che riguarda i diritti fondamentali. Non sarà anche per la presenza costante e ossessiva di enti religiosi che si occupano dei senza tetto che in Italia una politica abitativa seria, una lotta seria sul diritto all'abitare non si riesce a fare? E ancora: può l'amministrazione comunale derogare spesso ai suoi obblighi - non pronunciarsi mai sul diritto all'abitare come diritto primario, richiamare la pubblica utilità e in nome di questa requisire case sfitte - spostando su enti religiosi, o pagando fuori di quattrini per i residence? Per quantro potrà e dovrà continuare a farlo?
Stafania. Roma (l'amministrazione) ha al centro del suo programma l'idea di diventare città internazionale, fucina di eventi (di merda) pseudoculturali. Nessuno ha ninete contro l'internazionalità. Si può essere internazionali e rispettare i diritti primari delle persone.
Pubblicato da: angela scarparo - 16.01.07 20:09
con la scarparo vai a scatola chiusa. basta la parola. non serve leggere il pezzo.
Pubblicato da: sitting targets - 18.01.07 10:00
minchia sitting. grande.
Pubblicato da: angela scarparo - 18.01.07 16:44




