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16.01.07
Come si fa informazione ("Indecenza allo stato brado")
di giuliomozzi
Se vi càpita di leggere questo articolo di Magdi Allam nel Corriere della sera di oggi, vi prego di prendere nota della dichiarazione (di mezz'ora fa, nel suo blog) dell'interessata: "Io non ho mai avuto nessun tipo di contatto con Magdi Allam in vita mia. Né verbale, né epistolare, né in qualsiasi altra forma. Mai". La dichiarazione è intitolata: "Indecenza allo stato brado".
[articolo successivo sullo stesso argomento, in vibrisse]
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 16.01.07 16:37
Interventi
A proposito di quanto ho già detto, forse troppo... Funziona cosi', e Magdi Allam é diventato "firma" solo perché parla arabo essendo di famiglia egiziana. E di sciocchezze sul mondo islamico ne dice parecchie! Dunque un incontrollabile che a sua volta non controlla, anzi non alza neanche il telefono.
La verifica, le cinque W? Roba vecchia.....
Pubblicato da: stefania - 16.01.07 17:23
È una porcata grande come una casa.
Credo che bisognerà fare qualcosa. Come ho già scritto su Haramlik, sono a disposizione con il mio blog per qualsiasi iniziativa.
Pubblicato da: millepiani - 16.01.07 17:25
Valerio Evangelisti aveva già contribuito a mostrare il vero volto di questo Pinocchio d'Egitto (ad esempio qui), quando ancora scriveva su Repubblica. Che un "giornalista" scoperto a scopiazzare un libro non venga radiato, ed anzi passi ad un altro giornale (il Coriere, mica l'Eco del Pollaio) diventandone vice-direttore dimostra che il livello della stampa italiana è tarato sui valori di Aldo Biscardi e Gaetano Mosca.
Pubblicato da: girolamo - 16.01.07 17:45
sorry, il link al pezzi di Evangelisti è qui:
http://www.carmillaonline.com/archives/2003/04/000175.html#000175
Pubblicato da: girolamo - 16.01.07 17:47
Anche peggio.
parola di giornalista
Pubblicato da: stefania - 16.01.07 17:47
sì, anche peggio. Parola di giornalista. Ma facciamo qualcosa.
Pubblicato da: millepiani - 16.01.07 17:51
Disponibile a fare. Ma tieni conto che i giornali non li fanno più editori, ma commercianti. Sapessi caro millepiani quanti tentativi! La stampaitaliana non ha dignità. Basta seguirne le vicende sindacali.
Oggi ci si pone il problema dei precari etc. Manon vedi che si fa sciopero alternato?
Se non ci sono i giornali c'é la televisione!
Ecco dimmi tu se il braccio di ferro con gli editori si fa cosi'! E di Magdi Allam ne é piena l'Italia.
Sai quanti giornalisti ci sono in Rai? Un migliaio.
E quando hai visto un tiggi' al mattino é uguale fino a sera. A meno che non subentri la notizia di una tragedia, si va con stesse interviste, stessi fatti, l'Ansa, come se nel mondo non succedesse nulla.
Facciamo.
Ma é la società civile che deve riconquistarsi il diritto all'informazione di qualità. Perché la non correttezza professionale va pari passo con il concetto di censura. Ma almeno quella rientra in una strategia, pure se non ci piace, la scorrettezza professionale é nelle mani dei singoli che navigano in questa specie di carrozzone, dove ci sono padroni di giornali che non essendo editori, li usano solo per i loro affari. E i risultati si vedono nel calo delle vendite.
Pubblicato da: stefania - 16.01.07 18:04
ma non è una situazione limitata solo ad Allam...
diciamo che la categoria è da diversi decenni che non brilla di luce propria, spenta se consideriamo gli ultimi cinque sei-anni, con il capopelato che continua a parlare di autonomia(!), di democrazia e bla-bla-bla a seconda di chi governa in italia.parola di giornalista(pubblicista)
Pubblicato da: angelo - 16.01.07 18:06
Scusate, non ho capito. E' tutto inventato? Allam si è virgolettato tutto ad uso e consumo dell'articolo che aveva in testa?
Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 16.01.07 18:10
Ricapitolando.
Nel suo blog Lia racconta della sua sfortunata unione (questo è quanto si deduce dall'articolo).
Magdi Allam intercetta (lo dice nell'articolo, ma non spiega come) una mail diretta all'ex marito e pubblica il nome di costui e i contenuti della mail.
Ne approfitta per fare, tra le righe, un po' di campagna contro l'Ucoii.
Lia definisce la notizia: "Indecenza allo stato brado", ma non smentisce né il nome né il contenuto della mail. Dice solo di non avere avuto alcun tipo di contatto con Allam. Il che non è smentire, semmai indignarsi per come le informazioni sono state carpite.
Ora, se la mail è falsa, il signor Allam farebbe bene a pubblicare subito un articolo di scuse.
Ma se non lo è (attendiamo nuove), quello di intercettare confidenze, corrispondenze e documenti riservati è uno dei metodi del giornalismo d'inchiesta. Basti pensare alla Gola Profonda del Watergate.
Scorrettissima l'idea di sciorinare in pubblico i panni sporchi altrui, ma qui si parla del segretario dell'ucoii (come poteva Allam farsi scappare l'occasione?), del quale si è voluta dare la peggiore immagine possibile sfruttando, peraltro, le parole (che, ribadisco, potrebbero essere smentitedi) di un'italiana convertita all'Islam.
La domanda che mi pongo è: la notizia sarebbe stata sfruttata da un altro giornalista meno "ideologizzato"?
Se sì, direi, perché Piccardo è un personaggio pubblico, e i vizi privati dei personaggi pubblici fanno comunque notizia.
E se no, perché?
Comunque, un colpo basso (o, se arriveranno smentite, una menzogna grande come una casa).
Pubblicato da: mauro - 16.01.07 18:25
Tutto vero. Tranne il fatto che per il Watergate si trattava di documenti attestanti azioni svolte all'interno di una 'sfera pubblica' - anche se illegali -, qui si tratta di parole e azioni che rientrano nella 'sfera privata', che possono essere divulgate solo da chi ne è 'titolare' - da chi le scrive e le pronunzia, nemmeno da chi le riceve - e non da un pennivendolo qualsiasi, fosse pure Barzini in persona. (Parole che, ribadisco anch'io, potrebbero essere smentite).
La scicallata è l'utilizzazione di 'parole e scritti altrui' che non costituiscono IN NESSUN SENSO ATTI ILLEGALI, ai soli fini di una campagna denigratoria (giusta o sbagliata che sia).
Questa è la porcata.
Se poi vogliamo chiamare 'giornalismo d'inchiesta' il pubblicare la corrispondenza di X perchè la si è ricevuta da y che l'ha ricevuta da Z, etc, etc, significa che ci prestiamo al massacro, al giudizio etico invece che politico, alla gogna del privato invece che alla polemica pubblica e allo scontro politico.
Pubblicato da: millepiani - 16.01.07 18:35
Un po' di copia incolla.... tanto ci sono le virgolette, e se la donna si incazza e lo querela non credo che la spunti. Lui cita, nel caso di querela, la fonte, magari é un'agenzia, un giornale, una rivista.
Comunque lei dovrebbe a sua volte smentire la fonte.
La protagonista puo' avvalersi di un solo diritto: essere a conoscenzadi un virgolettato, dunque di una sua dichiarazione,prima della pubblicazione. Solo il testo chela riguarda. Ma anche qui la palla ripassa al vero autore di quel virgolettato,cioé alla fonte usata dal Magdi. Dunque la signora pone un problema etico, di professionalità. Una di quelle cose che si dice (diceva?) ai praticanti: "se si fa un pezzo su tizio, va sentito. Si verifica." Tra l'altro é facile che dalla conversazione esca una notizia in più.
Pubblicato da: stefania - 16.01.07 18:35
La fonte é il blog. Lui lo dice. Dunque legalmente Magdi Allam é a posto.
Come professionista deontologicamente non lo é.
Pubblicato da: stefania - 16.01.07 18:51
Emilio, proponi
Pubblicato da: Ivan - 16.01.07 18:54
Dall'articolo del Corriere "In una email indirizzata a Piccardo, datata 7 ottobre 2006 e che pubblichiamo per la prima volta...". La fonte non è il blog. È una mail.
Pubblicato da: millepiani - 16.01.07 18:54
E comunque la fonte ce l'ha.
E puo' non svelare chi glel'ha data.
Segreto professionale.
Cosi'di fronte a un giudice avrebbe ragione lui. Tantopiù che la signora ha un suo blog, dunque pubblica suoi pensieri e opinioni....
La questione resta professionale.
Pubblicato da: stefania - 16.01.07 19:05
anche a dicembre (il 2, mi pare) sul blog era comparso il nome magdi allam. sempre su questa questione. anche allora un articolo di allam faceva il racconto del blog. allam non è proprio simpatico alla curatrice del blog. e a lui piace tanto la tv.
Pubblicato da: andrea branco - 16.01.07 21:16
Concordo con le posizioni di Stefania. Al riassunto fatto da Mauro invece aggiungerei una questione o due.
La prima è che siamo stati abituati nel nostro paese a non discutere della questione nel merito, ma solo del fatto che i giornalisti hanno fatto una bastardata - nel watergate di cui si riempiono la bocca tutti e che ha cambiato i destini del mondo di bastardata si trattò le tanto vituperate intercettazioni, furti con scasso ecc.
Il giornalismo non è più in grado di decidere autonomamente un'operazione alla watergate. punto.l'unica cosa che possiamo fare è smettere di parlare del dito e parlare della luna.ovunque e dove si può.
dovremmo impiegare le energie per discutere di matrimoni misti, poligamia, donne islamiche ecc e non di Magdi Allam.
la seconda è che qui non si tratta solo delle vicende private di un personaggio pubblico (tipo Prodi o Celentano hanno un'amante; non mi interessa se Prodi ha l'amante e nemmeno se ce l'ha Celentano. IO giudico cosa fanno nel governare o nel cantare. POi posso pensare o meno che avere un'amante faccia governare male o cantare male, ma non è direttamente in questione la vicenda).
QUi invece si tratta di un comportamento della sfera privata che riguarda però il diritto islamico (nel quale il privato è pubblico spesso), diritto non riconosciuto in Italia e per il quale si reclama riconoscimento, e l'invocazione è reclamata da personaggi come Piccardo i quali per primi non la rispettano, come si capisce da questa storia. E siccome è questione delicata, siccome c'è una legge che vieta la poligamia e dunque la legge islamica contrasterebbe con la legge italiana, lo smascheramento anche del personale io direi che ci sta, ci sta tutto. Nel raccontare la vicenda Lia ha posto sopratutto una questione sociale e politica, pur partendo da una vicenda personale. Che ormai la sfera personale, anxi il corpo stesso delle persone sia una questione politica dovrebbe essere chiaro, dalla salute ai comportamenti. E 'una questione molto simile alla discussione dei matrimoni gay. Si mescolano modelli culturali e ragioni amministrative, religione e pratiche sessuali, ecc.
In ogni caso, domani mattina Lia farà un intervento nella trasmissione di Platinette a Radio Deejay, alle 7.45. Non parlerà di Allam, ma della poligamia in Italia, della sua storia.sarebbe stato più facile - e "conveniente" - invitare il collega e potente vicedirettore del Corriere MAgdi. Ma se attorno a noi c'è L'Inferno -specie intorno a noi giornalisti - io seguo per l'inferno quel che scriveva Italo Calvino: abbiamo due possibilità: (..) la prima è accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. LA seconda è rischiosa ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".
Poco, 6 minuti, ma si fa quel che si può.
Pubblicato da: mariodesantis - 16.01.07 21:36
cazzo (scusate), allora, se va da platinette...
in realtà le cose sono così semplici. basta andare da platinette.
saluti
Pubblicato da: Lu - 17.01.07 00:24
Preciso, a proposito dell'intervento di Lu: a questo punto, a me interessano due cose: 1) querelare Magdi Allam e capire da dove ha tirato fuori la sua robaccia; 2) fare il poco che posso per riportare la questione da me sollevata sul mio blog nella sua collocazione, che è sempre stata sociale e politica. Ci ho lavorato per mesi, affinché non se ne facesse carne di porco. Quello che è successo distrugge tutto ciò che ho cercato di fare.
Ho chiesto a Mario de Santis, che non conoscevo e che mi ha chiamato, se mi avrebbe lasciato dire questo, e lui ha detto di sì. Quindi ho accettato.
Non avendo il Corriere, per dire ciò che penso, provo a dirlo a chi mi pare corretto.
Non saprei proprio che altro fare, al momento, e non credo sia possibile fare altro. Adesso.
Pubblicato da: lia - 17.01.07 02:03
A parte un post, personalmente ho usato il Mail Center del Corriere.it per offrire direttamente il mio sdegno alla redazione del Corriere della Sera.it. E ho impiegato meno di un minuto a farlo.
Pubblicato da: gattostanco - 17.01.07 03:33
Avevo messo un link (andato perduto) nel commento precedente. Non è che sono così ripetitivo.
Pubblicato da: gattostanco - 17.01.07 03:35
Lu
non è che basti andare da platinette. Ci lavoro (in quanto dipendente del Gruppo Espresso non come suo autore) e ne conosco i limiti. Tuttavia in questa storia vedevo da una parte il Corriere della Sera e un noto giornalista spesso ospite in YV. Dall'altra parte un blog che per quanto conosciuto e apprezzato è pur sempre un blog. Siccome chi ha vissuto la storia in prima persona si sente danneggiato da chi questa storia ha solo raccontato e siccome questo per caso era l'argomento scelto dalla trasmissione (la poligamia) e siccome da come l'ho capita io, Lia mi sembra avere ragione, mi è sembrato giusto offrire alla persona che ha vissuto davvero la storia offrire uno spazio (seppur non tutta la trasmissione, non è in mio potere) e far dire dalla sua viva voce come stanno le cose. Non per farla parlare con Platinette, ma per farla esporre a quei 2 milioni di ascoltatori la sua versione, tanto per controbilanciare il milione di lettori che ha il Corriere.E poi come ha giustamente ribadito lei - e come mi sembra importante - l'attenzione era per la poligamia e per i matrimoni misti, non per la deontologia di Allam, di cui non ci importa e che pure è spesso ospite della trasmissione. Ma non è poligamo, quindi per il momento la sua posizione è meno interessante.
Visto che in qualche intervento sopra - millepiani - si parlava di che cosa si possa fare, chiedo allora a Lu: tu cosa faresti e cosa avresti fatto? cosa si potrebbe e dovrebbe fare? visto che fare un intervento a Radio Deejay ti sembra così incomprensibile? attendo suggerimenti deontologici.
Pubblicato da: mariodesantis - 17.01.07 06:41
Personalmente credo che - sia chiaro, *NON* tutti - i giornalisti italiani abbiano ultimamente toccato il fondo. C'è troppo lassismo, troppa indulgenza verso i propri errori (di qualsiasi tipo, persino ortografico... si leggono dei veri e proprio obbrobri sui giornali! Sarò forse *troppo schizzinosa* ma non riesco a far finta di niente: io traduco libri dall'inglese e se faccio qualche errore marchiano, mi tolgono il lavoro, ovvero: non mi danno più libri da tradurre. Questi signori, invce, rimangono bellamente al loro posto. Per non parlare di *altri* tipi di ignoranza, quella sulla letteratura, ad esempio. Anche qui, sarò troppo troppo tranchant, ma da persone che di letteratura dovrebbero occuparsi ho letto e sentito cose assurde). In questo caso mi pare che Allam non abbia fatto altro che affossare ulteriormente la condizione già non rosea in cui versa il giornalismo italiano. Un saluto a tutti.
Pubblicato da: Gaja - 17.01.07 08:19
per anni ho comprato ogni giorno il Corriere. Dalla scorsa primavera, dopo l'infelice outing di Paolo Mieli, ho deciso che, con la stessa spesa, un caffè in più non avrebbe minato le mie finanze.
Vivo bene lo stesso. Nel merito, per dirla come Guccini...ma che piccola storia ignobile...
Pubblicato da: cletus - 17.01.07 08:43
E dov'è che Magdi dice di averla incontrata? O di averci parlato assieme? A me pare una presa di distanza 'per paura'.
Sè è giusto svergognare (e ci mancherebbe altro che no!) il policlinico di Roma carpendo immagini e informazioni con ogni mezzo, perchè non il capo dell'UNICOI? O ci sono zone franche?
Pubblicato da: marcosalvador - 17.01.07 09:55
scusate, io sarà mezzo tonto, ma non riesco a capire una cosa: Lia ha parlato di robaccia, ma mi sembra di aver capito che lei vuole querelare Magdi Allam per capire "da dove l'ha tirata fuori". A questo punto non capisco se la presunta mail di cui si parla, e di cui Allam non dichiara la fonte (cosa abbastanza abituale per un giornalista), esiste oppure no. Non mi sembra che Allam abbia dichiarato di aver avuto alcun contatto con Lia, che nel suo blog avrebbe dovuto dire "quello scritto da Magi Allam è falso" e non "non ho avuto nessun tipo di contatti ecc ecc". Insomma qualcuno mi vuole spiegare di cosa stiamo parlando?
Pubblicato da: giacomo - 17.01.07 11:11
Costituzione italiana, Art. 15.
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
Codice Penale, Art. 616 - Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza
Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non
diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere o di farne da altri prendere
cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o
in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da
altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire
sessantamila a un milione.
Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della
corrispondenza, è punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non
costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a tre anni.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa.
Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per «corrispondenza» si intende
quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata
con ogni altra forma di comunicazione a distanza.
Pubblicato da: a. b. - 17.01.07 12:00
Scusate gli a capo un po' strani, sono venuti da soli.
Pubblicato da: a. b. - 17.01.07 12:02
Ma noi giornalisti abbiamo il segreto professionale!
Io credo, e lo ribadisco, la questione é deontologica, insomma professionale, morale.
Appellarsi ai principi della legge non serve a cambiare il codice morale della gente, o la deontologia di n giornalista.
Se vogliamo aiutare Lia perché riteniamo sia vittima di un'ingiustizia, nviamo mail al Corriere, prendiamo spunto da questa cosa per mettere insieme un "libro bianco" sul giornalismo. Perché accadono fatti ben più gravi. E quando accadono alla gente comune, che non conosce che significa un blog o un comunicato, ne viene stritolata.
Questo é il tema centrale.
E personalmente credo pesi molto di più un'opinione pubblica che si ribella a un giudice che condanni Allam (ammesso che sia cosi'). Tanto a Magdi Allam che gli frega: paga il giornale,mica lui!
Scusate il pragmatismo
Pubblicato da: stefania - 17.01.07 12:25
Ti sbagli, la questione è anche penale, bisognerà accertare che la divulgazione sia avvenuta per giusta causa.
Pubblicato da: a. b. - 17.01.07 13:23
Andrea, riusciresti a darci un'idea di che cosa può essere "giusta causa"?
Pubblicato da: giuliomozzi - 17.01.07 13:54
Dichiarazione di Hamza Piccardo all'Adn Kronos, ieri: "Pochi minuti fa ho dato mandato ai miei legali di procedere con una querela nei confronti del giornalista e vicedirettore del 'Corriere della Sera' Magdi Allam per l'articolo pubblicato oggi sulla poligamia. Si tratta di una gravissima violazione della mia persona dal punto di vista personale. Anche se lui avesse prove sul fatto che sono io la persona di cui parla Lia del blog Haramlik (che a sua volta è solo un nickname) sul suo sito Internet, non ha alcun diritto di fare quello che ha fatto. Ha tentato prima di accusarmi di complicità con il terrorismo e ora cerca di descrivermi come Barbablù. Comunque in questo caso di poligamia non si può parlare perché non c'è rilevanza civile così come non ho contratto alcun matrimonio alla moschea di Verona".
Pubblicato da: giuliomozzi - 17.01.07 14:31
Dubito che l'azione legale di Piccardo gioverà a lui o al suo movimento, poiché l'UCOII non è esattamente una organizzazione popolare nei tribunali di questo Paese.
Pubblicato da: davide l. malesi - 17.01.07 14:46
Scusa a.b. io non voglio impuntarmi, ma é materia che i giornalisti conoscono, e magari solo questa ,e cioé si tratta di "reato a mezzo stampa". Allam si becca la querela da Piccardo, e magari anche una da Lia. Vedi che Piccardo dice "Anche se lui avesse prove sul fatto che sono io la persona di cui parla Lia del blog.... non ha alcun diritto di fare quello che ha fatto". Nessun diritto morale. Se io ho una notizia la pubblico perché ho una prova. Chi me l'ha fornita? Secondo la legge sulla stampa ho il segreto professionale.
Comunque, ribadisco: la questione del come va avanti l'informazione non si risolve con l'eventuale risarcimento del "Corriere". E' che Magdi Allam voleva silurare Piccardo. Non lo ha fatto politicamente, con argomentazioni professionali, ma usando "mezzucci".
Passatemi la volgarità : mancanza di palle!
Toglietegli la maglietta del "Corriere", e vedete se lavorando in un piccolo giornale si consente la stessa cosa! In altri tempi uno cosi' avrebbe preso un cazziatone dal suo direttore che non vi dico. Minimo lo avrebbe "surgelato" per due mesi a casa, magari accreditandogli lo stipendio.
Pubblicato da: stefania - 17.01.07 14:48
Giudicando sulla base di questo thread e dei relativi link restano troppe domande in sospeso per farsi una opinione.
Per esempio, la mail potrebbe averla data lia per far "esplodere" la vicenda, la querela sarebbe solo copertura.
Oppure il contrario. Sarebbe stato Hamza Piccardo a darla Magdi Allam per depotenziare il fatto: così non è più una moglie che accusa un marito di religiosità di comodo, ma un faccenda pubblica, la solita "congiuria".
Preciso: non sto dicendo che le mie ipotesi sono vere, ma solo che sono "non irragionevoli" sulla base dei pochi dati che abbiamo.
Mi sembra che stiamo giudicando con troppa fretta
Pubblicato da: lucis(andrea) - 17.01.07 14:51
@lucis: non vedo come possano essere considerate ragionevoli le tue ipotesi. i dati che abbiamo sono abbastanza completi per farci capire che non poteva esserci interesse da parte di nessuno dei due alla divulgazione della cosa. lia è da mesi che ne parla sul blog, senza mai far trapelare alcuna informazione (meno che mai il nome) sull'identità dell'ex marito. la vicenda è nella fase finale e lei ha, nel complesso, accettato quanto proposto dal marito per il ripudio.
non stiamo parlando di un divorzio legale, si parla di un accordo tra due parti che accettano di seguire i dettami coranici. il valore legale dei loro accordi è paragonabile a quello di un patto tra gentiluomini. di fronte alla legge italiana non sono mai stati sposati tra di loro, non potevano ripudiarsi, non potevano pretendere nulla uno dall'altra, non avevano diritti da far valere se non quelli esistenti tra due normali cittadini.
Pubblicato da: dud - 17.01.07 16:04
1) Le ipotesi sono un esempio: niente di più, niente di meno.
2)L'accordo volontario NON contraddice i due esempi. In una comunità -come credo sia quella musulmana in italia- gli obblighi sociali possono essere molto più stringenti di quelli giuridici. Piccardo è un personaggio pubblico come, mi sembra, lia. c'è troppo di politico nella vicenda per poterla rinchiudere in una sfera privata come fai tu, caro dud.
Pubblicato da: Lucis - 17.01.07 16:49
@lucis: non voglio insistere, e non sono avvocato di nessuno. io ho lurkato da tempo il blog di lia, e, ti assicuro, lei ha affrontato la questione in modo assolutamente privato/sociale. voglio dire, lei prendeva quello che le stava accadendo nel privato come esempio e cercava di portarlo a soluzione per una valenza sociale della cosa. non ha mai pubblicato o reso pubblico nessun accenno all'altra parte, non ha mai detto che fosse un personaggio pubblico. per quel che si capiva poteva essere un qualsiasi mussulmano del negozio di kebab sotto casa.
in questo modo la sua vicenda era affrontata e scritta urbanamente, in modo etico.
la parte avversa, sebbene personaggio pubblico (ma cosa vuol dire esattamente?) non ha mai fatto cenno alla cosa (o almeno non ho trovato io nulla). in questo caso una terza parte sembra si sia divertita a spiattellare il tutto. come se un "divorzio" non fosse gia una cosa abbastanza dolorosa per i due. e inoltre ha utilizzato un mezzo di diffusione pubblica (potendolo fare) e inoltre ha riportato pezzi di una corrispondenza privata (sempre che sia tutto vero e, forse sarebbe ancora peggio, non se lo sia inventato). cavoli, c'è una bella differenza.
prova a immedesimarti nella storia. e forse potrai solo avere un'idea di cosa significa.
tu ti stai separando, con tutto quello che ne consegue (qua romanzo, ma puoi immaginare: senso di inadeguatezza, progetti falliti, tensioni sentimentali, fallimento, problemi pratici, regali da spartire, ricordi da dimenticare, etc, etc,) e arriva uno e pubblica sul corsera delle tue lettere. magari solo per scopi suoi personali. uno che tu non hai mai incontrato e che non conosci. prova a immaginare. e a chiosa parla di storia squallida (giudica), da ad intendere che ci siano questioni di 'prouderie'. per me è vergognoso.
Pubblicato da: dud - 17.01.07 17:46
Lurkare qui, su vibrisse..ma lol, non me lo aspettavo proprio. ^_^
Dud tu sei sicuramente più informato di me e forse mi sto facendo prendere la mano dalla diffidenza, non so. Ma ho delle forti perplessità sulla vicenda, per quel poco che ho letto intendo.
Pubblicato da: Lucis(andrea) - 17.01.07 18:55
Bella tutta questa solidarietà verso Lia e verso il giornalismo etico.
Pubblicato da: mir - 18.01.07 00:10
La diffamazione a mezzo stampa è un comportamento che probabilmente tocca i due protagonisti e tutela l'onorabilità.
Ma qui pare che sia successa anche un'altra cosa: sia stata carpita la corrispondena, la cui segretezza è tutelata penalmente.
Sicuramente una giusta causa è l'obbligo di legge in casi particolari di portare a conoscenza di qualcuno il contenuto della mail.
Poi c'è un'altra cosa. Nella diffamazione a mezzo stampa il giornalista deve preoccuparsi personalmente dell’attendibilità della fonte, non può limitarsi ad attingere da altre fonti informative.
Pubblicato da: a. b. - 18.01.07 10:32
Qualsiasi iniziativa si faccia contro Magdi Allam, vi parteciperò attivamente. Questo pseudo-giornalista ormai ha superato ogni limite
Pubblicato da: Skeight - 18.01.07 12:55
Finora su Allam avevo solo sensazioni, ora finalmente ho un po' più fiducia nel mio istinto.
Certo un giornalista arabo di lingua italiana che parli male dell'Islam di questi tempi è troppo prezioso per lasciarlo senza impiego.
Pubblicato da: Pirofila - 18.01.07 14:38
chi conosce lia non può che essere dalla sua parte. la sua correttezza è fuori da ogni dubbio. una mail privata ad un compagno da cui ci si sta separando, sottratta senza consenso e pubblicata per trarne personale profitto, il tutto è eticamente ingiustificabile, anche se nelle pieghe della legalità se ne trovasse una qualche non punibilità (ormai non mi meraviglierei neppure di questo). Dunque la domanda è: dobbiamo assistere tacendo e così avallare il fatto del "giornalista" Allam? O parlare ed accusarlo di indegnità morale? Io non ho dubbi. Un saluto
Pubblicato da: capsicum - 21.01.07 17:13




