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04.12.06
Idee sparse, poche e ben confuse sul futuro di vibrisse
di giuliomozzi
Vorrei che vibrisse diventasse sempre più una via di accesso ad altre pubblicazioni in rete. Attraverso link, segnalazioni, mappature, citazioni, o quant'altro si voglia. Un sito che si proponga come porto per altri lidi, come crocicchio.
Tutta l'attività "recensoria" potrebbe spostarsi nella Bottega di lettura (che vive molto della sua lista di discussione interna). La cosa sembra sensata? (in particolare, lo sembra a Bottegaie e Bottegai?).
Non ho voglia di pubblicare racconti. Ho voglia di pubblicare poesia (e scritti sulla poesia). Ci sono persone che si offrono per lavorare a questo?
Mi piacerebbe se si aprissero nel condominio vibrisse nuove stanze per progetti speciali. Un po' come Televisione e Sotto i cieli d'Italia. Vabbè: non se li fila nessuno, quei due fotoblog lì. (E non sto dicendo che vorrei dei fotoblog). Un po' come è stato il blog di Davide Bregola, che ha accompagnato la stesura finale del suo romanzo con un'inchiesta. Progetti, dicamo così, più "artistici" che "informativi" o "culturali". Progetti che valgano per la loro esemplarità più che per la loro sensatezza immediata (e l'audience, sia chiaro, non ha nessuna importanza). Qualcuno ha idee?
Vorrei sempre più articoli sul "sistema culturale". Ma non geremiadi su quanto questo sistema sia sempre più preda dell'industria: vorrei descrizioni accurate di come l'industria ha fatto, fa, tenta di fare di questo sistema una sua preda; e descrizioni di come è fatto, questo benedetto sistema.
Vorrei articoli sull'imprenditoria culturale indipendente.
Vorrei articoli che leggano l'attualità con gli strumenti della retorica e della letteratura.
Vorrei articoli che indaghino quello che succede alla persona che legge.
Vorrei articoli che descrivano l'attuale campo letterario.
E altro.
Le ragionevoli proposte di strutturazione di vibrisse in "rubriche" mi sembrano ragionevoli.
Sarò contrario all'apertura di una "Bottega di scrittura" o "Bottega del racconto" fino al momento in cui non riuscirò a capire come tale cosa potrebbe funzionare (e chi potrebbe farla funzionare). Da quel momento in poi, sarò d'accordo.
Queste le prime idee: sparse, poche e ben confuse.
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 04.12.06 15:27
Interventi
scusate a proposito
come funziona la bottega di lettura al momento?
Pubblicato da: ilse - 04.12.06 16:45
come fai a sapere che non se li fila nessuno, quei due fotoblog lì? (perché nessuno lascia commenti, o hai il numero degli accessi?)
Pubblicato da: monica - 04.12.06 16:59
Le proposte di Giulio Mozzi mi sembrano tutte belle, interessanti, stuzzicanti ed anche ambiziose.
Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 04.12.06 17:09
Per il momento solo due notazioni sparse, poi produrrò qualche pensiero più articolato.
"Ho voglia di pubblicare poesia (e scritti sulla poesia)": sì, sì, sì. Grazie!
"Vorrei articoli sull'imprenditoria culturale indipendente.
Vorrei articoli che leggano l'attualità con gli strumenti della retorica e della letteratura.
Vorrei articoli che indaghino quello che succede alla persona che legge.
Vorrei articoli che descrivano l'attuale campo letterario."
Sì a tutto questo. Sono pronta a darmi da fare.
Sulla poesia, però, il sì è triplo ed entusiasta. Proprio perché la poesia trova, in genere, pochissimo spazio. Quindi SI'. Con me sfondi una porta spalancata. Baci.
Pubblicato da: Gaja - 04.12.06 17:10
a me piace l'idea di articoli che descrivano l'attuale campo letterario.
sarebbe da definire bene, per iniziare, i termini
*attuale*, *campo*, *letterario*.
io, poi, rilancio l'idea dellla traduzione, che avevo proposto nel post precedente.
io sono d'accordo di sponsare le attività *recensorie* in bottega (per ilse che chiedeva come funziona bottega: funziona così: se vuoi partecipare saltuariamente poi mandare una mail, a bottegadilettura[at]gmail.com, con allegata una tua lettura; se invece vuoi diventare una bottegaia, mandi una mail allo stesso indirizzo, con un pezzo sempre, ma specificando che voi diventare membro attivo. Poi aspetti una risposta. Più o meno funziona così).
sui racconti rimango dubbioso.
ciao
d.
Pubblicato da: demetrio - 04.12.06 17:22
Giulio, quella della poesia è anche per me una proposta entusiasmante e coraggiosa. Entusiasmante, perché la rete è piena di siti di poesia, ma vale per loro il ragionamento che abbiamo fatto con vibrisselibri: ci sono selezioni scarse o nulle e c'è poca riflessione "intorno" alla poesia. Coraggiosa, perché la poesia non "tira" quanto la prosa e scivola facilmente verso l'appannaggio elitario e autorefenziale.
Aggiungo che l'idea di "articoli che leggano l'attualità con gli strumenti della retorica e della letteratura", per me, è più che un invito a nozze. Saluti cari.
Pubblicato da: Manuela - 04.12.06 17:26
Per Monica. Cliccando sull'iconina di ShinyStat, in entrambi i fotoblog, puoi vedere il numero degli accessi. Non saranno misurazioni precisissime, ma ci si fa un'idea della cosa.
Per Ilse. La Bottega di lettura funziona così. Le persone che l'hanno costituita all'inizio si conoscevano già per passate esperienze internettiane e no. C'è una lista di discussione interna nella quale ci si scambiano pareri (sui testi, sugli articoli), proposte e progetti di lettura, battutacce e altro. Non credo che il gruppo della Bottega possa essere espanso indefinitamente. Soprattutto, è un gruppo che decide autonomamente se e quando gli va di accogliere nuove persone.
Per Demetrio. "Campo" nel senso che alla parola dà Bourdieu (o: che alla parola si dà, in sociologia, da Bourdieu in qua). Una spiegazione divulgativa ma precisa del concetto di campo la dà Marco D'Eramo in una prefazione a un volumetto di Bourdieu che è pure disponibile (la prefa, non il libro) in rete, qui:
http://www.manifestolibri.it/vedi_brano.php?id=48
Pubblicato da: giuliomozzi - 04.12.06 17:39
Non sono d'accordo che nei siti di poesia c'è poca riflessione intorno alla poesia e selezioni scarse o nulle.
Io ho contribuito con un paio di voci alla mappa di Vibrisse, ma ci sono anche altri lavori di mappatura, specifici della blogosfera poetica: Stefano Guglielmin su TELLUSfolio sta pian pianino descrivendo i vari blog poetici, per esempio (mentre Liberinversi sta facendo un buon lavoro sui testi da un bel po' di tempo).
Ciò non toglie che far entrare la poesia in Vibrisse, finora immune, può essere una buona idea.
Io ho in funzione da un po' un aggregatore che raduna una ventina di blog ("selezionati", tendenzialmente orientati al dialogo più che all'autopubblicazione). Se non all'aggregatore, un'occhiata reale ai blog/siti/riviste aggregati probabilmente potrebbe essere utile, per avere un'idea più precisa di cosa succede fuori vibrisse.
http://www.poecast.it .
Pubblicato da: Vincenzo - 04.12.06 17:41
A me piace l'idea di descrivere la realtà attraverso la letteratura. (Non so se ho capito. Ma mi pare che ci posso provare).
Pubblicato da: angela scarparo - 04.12.06 17:52
Sì, anche io ho capito la stessa cosa che ha scritto Angela. E anche io sono molto attratta da questa eventualità: mi pare rientri nelle mie corde. Almeno ci posso provare (mi accodo a quello che ha detto la Zapatera).
Pubblicato da: Gaja - 04.12.06 18:18
Mi par proprio di sì: non se li fila nessuno Tv e Sotto i cieli.
L'attività recensoria tutta su Bottega di Lettura? Mah. Ho i miei dubbi. 'Faccino'. Ma la Bottega funziona se gli articoli vengono segnalati su Vibrisse. Mi sembra un'idea un po'... un po' traballante.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 04.12.06 18:19
No, Giuseppe, non credo che la Bottega funzioni solo se richiamata dalla casa madre. Secondo me già ora (che non è proprio vispa), ma soprattutto nel caso di una sua evoluzione nel senso indicato da Giulio.
Da bottegaio posso dire che mi piace l'idea. trovo che arricchisca la Bottega. Penso anche che determinate recensioni, con un respiro più ampio, che cioè parlino in qualche modo del sistema letteratura e non di un libro in quanto tale, potranno tranquillamente essere pubblicate qui.
ciao,
ezio
Pubblicato da: ezio - 04.12.06 18:41
@ giuseppe.
secondo me va bene che gli articoli di recensione vengano segnalati su *vibrissebolettino* e poi ognuno vada e se li legga in bottega. Si potrebbe utilizzare una specie di *strillo*; oppure per alcune, come ad esempio ho fatto io per il romanzo di Gino, si può citare un passo della lettura e poi rimandare alla Bottega.
Uno deve solo prendere una abitudine nuova.
@ giulio
bene, penso di aver capito cosa intedevi per *campo* ora. C'è un libro molto interessante in questo senso che si intitola *Dante Deutsch* del tedesco T.Taterka (http://www.nostreradici.it/Tomas_Taterka.htm) nel quale si elabora un'idea di *campo letterario* molto interessante. Ovviamente è un libro difficilissimo da trovare. Io lo sentiì parlare perché ervamo relatori insieme ad un covegno su Levi. Ma penso che possa essere utile.
d.
Pubblicato da: demetrio - 04.12.06 18:46
E se nel condominio vibrisse si aprisse una nuova stanza dedicata a video-intervista un pò speciali (ovviamente, aperti a commenti)? Autori (scrittori/poeti) dietro una fotocamera che ci mostrano, dalla propria prospettiva visuale, uno scorcio di un altro autore! Un'incursione pacifica nella vita e nei pensieri di autori viventi da parte di altri autori viventi. Potrebbe venirne fuori qualcosa di interessante!
Pubblicato da: un provocatore - 04.12.06 18:50
Giulio, mi piace l'impostazione che tratteggi e mi incuriosisce assai.
Buona serata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 04.12.06 19:09
Propongo l'Ed Wood della letteratura italiana, Giuseppe Iannozzi.
Pubblicato da: Falcone - 04.12.06 20:13
Continuo a non vedere progetti. Non capisco quali siano gli obiettivi. Ancor di più mi sfugge il motivo di tanto attivismo.
E io che pensavo che il Creatore guidasse il suo popolo verso la Terra Promessa!
P.S.:
c'è cospicua differenza tra l'agire fine a se stesso e l'agire in base a un'IDEA. Si veda, ad es., il punto n.3 del Manifesto del Futurismo.
Pubblicato da: lino - 04.12.06 20:20
disponibilissimo sono per quanto riguarda la poesia.
per esempio "Se fossi già nella bottega di lettura molto rec. mie sarebbero Poetiche", di poesie.
dimmi, se lo sai, caro Giulio, cosa intendi nel dire che: vuoi poesia.
ci sto
b!
Nunzio Festa
Pubblicato da: Nunzio Festa - 04.12.06 20:32
poesia. la parola è magica. solletica l'ego di molti che hanno voglia di essere poesia nella poesia. di averci a che fare. di starci. io sono fra questi.
a fare cosa? tu hai le idee confuse, io di più.
però ci sono e mi piace che ci possa essere qualcosa che fa muovere queste corde e ne produca suoni. tentare qualcosa che sia 'diverso', che non abbia ancora una sua chiara definizione, un tracciato, una forma nota da percorrere, non è cosa da poco. ma è interessante anche solo pensare di provarci.
quindi poesia che ticchetta oltre il bordo. che scantina, si gonfia, diventa. perchè no.
Pubblicato da: iole - 04.12.06 21:34
Per la poesia (scritta, commentata, reinterpretata, glossata) io mi offro volontario. decisamente.
altre proposte:
farei di vibrisse una sorta di otto e 1/2 degli altri siti proposti in vibrisse
cioè un metasito che parla del making degli altri siti e vi rimanda
(a questo proposito a me piaciono molto e sembrano pubblicabili tante delle discussioni che leggo e si fanno nella mailing list di vibrisselibri)
poi mi incuriosirebbe fare e leggere un commento ad un opera a più mani: del tipo "commentiamo ariosto", uno parte dal primo canto dell'Orlando Furioso commenta i primi cento versi a suo modo, col suo stile, coi suoi rimandi letterari e poi li pubblica su vibrisse e li lascia lì, qualcun'altro li vede e riprende il commento dal verso centouno e così via
magari bisognerebbe mettersi d'accordo sugli autori
l'idea è una sorta di maratona
o tante maratone
come primo libro proporrei I quattro libri di lettura di Tolstoj
sempre su questo modello si potrebbero scrivere biografie a più mani 8magari in più lingue, magari, come in un vecchio progetto di Faulkner, con cinque colori diversi di scrittura ognuno per un senso)
e così anche vite parallele al modello di Plutarco
fra queste ultime io inizierei a proporre queste: William Butler Yeats - Bob Dylan
Lucrezio - Lucio Battisti
a livello personale vorrei proporre dei commentari per bambini
una serie di articoli sul lavoro di maestro alle scuole elementari (in un progetto riguardante l'odissea)
altre idee sono
un sillabario (ogni articolo una parola)(per collegari, come dice Giulio, attualità e letteratura)
recensioni di libri inesistenti (per descrivere l'attuale campo letterario)
Nico
P.S. Oggi su Repubblica c'era un'intervista ad Elena Ferrante molto interessante. Secondo me lì dentro c'è lo spunto per qualcosa. Non so cosa ma credo che ci sia.
Pubblicato da: nicola manuppelli - 04.12.06 21:43
"Ho voglia di pubblicare poesia (e scritti sulla poesia)."
Anche a me piace quest'idea.
Pubblicato da: Maura - 04.12.06 22:06
Tanta voglia di poesia è cosa buona e giusta, dice il saggio. Ma come si concilia, questa pur legittima, e auspicabile, volontà, col fatto che un post come quello della Gualtieri, e non è l'unico, passi, se non inosservato, quantomeno "incommentato"?
Alla coppia Lucrezio/Battisti l'ardua risposta? Mi auguro proprio di no. E comunque, qualora la cosa andasse in porto, avete già trovato un lettore. Pronto, oltretutto, a profetizzare anche il nome del primo ospite della construenda rubrica.
Vostradamus
Pubblicato da: Vostradamus - 05.12.06 00:12
Caro Vostradamus (geniale il tuo nick!:-)), la domanda che ti fai riguardo agli articoli sulla poesia me la sono posta anche io. Non so perché ciò succeda. Forse perché la poesia si legge, si medita, si assapora. Forse perché l'assimilazione della poesia è una faccenda intima, personale. Per questo, forse, nel momento in cui la si legge e la si apprezza c'è una certa reticenza a parlarne o a scriverne. Non so se sia una spiegazione plausibile, ho premesso il "forse" più di una volta: però è una spiegazione che mi piace. Soprattutto, è una spiegazione che, riconoscendo implicitamente la grandezza della poesia, in qualche modo non ne sminuisce la portata. (Mi permetto di aggiungere che io, tra l'altro penso - e spero - anche, ricollegandomi a ciò che dicevo poc'anzi, che la "bellezza" e l'interesse suscitato da un qualsiasi post non sia - e non debba essere - direttamente proporzionale ai commenti che riceve). Comunque, Vostradamus, grazie per aver fatto cenno al bellissimo articolo di Stefano Mazzoni su Mariangela Gualtieri. Spero di poterne pubblicare altri di questo tenore. Di libri di poesie pubblicati da case editrici di nicchia, strozzate dal mercato editoriale, ce ne sono moltissimi. Mi auguro di aver la possibilità di farne conoscere un po', sia direttamente che indirettamente, grazie - ad esempio - a interventi come quello di Mazzoni. Un abbraccio.
Pubblicato da: Gaja - 05.12.06 08:47
Riguardo la poesia, una cosa che forse in rete manca è l'equivalente di ciò che fa qua Del Monaco: cioè meno attenzione per il presente stretto, più per libri stagionati, o comunque senza troppi vincoli temporali.
Pubblicato da: Vincenzo - 05.12.06 09:19
Per Lino: no, non sono il Creatore; e non ho notizia di Terre Promesse.
Questo è male?
Credo che io fuggirei da un luogo dove qualcuno si comporta come un Creatore e tenta di guidare il popolo verso la Terra Promessa.
In questo momento stiamo cominciando una discussione. I vari interventi contribuiscono a mettere a fuoco la questione. Ad esempio, ormai è chiaro che non si tratta di proporre attività, di fare aggiunte, di tecnologizzarsi ulteriormente, eccetera.
Per colui che si ritiene un provocatore: lo spazio sul server è quello che è. Per fare delle videointerviste ci vogliono mezzi eccetera, che non mi risulta siano disponibili. (E poi mi pare che le interviste scritte siano sempre più comprensibili...).
Pubblicato da: giuliomozzi - 05.12.06 09:34
Personalmente credo che, nel caso della poesia, sia il presente che il passato vadano discussi, presentati, diffusi, approfonditi. Non so, di certo è una *mia* impressione, senza pretese di universalità, ovviamente, ma mi pare che anche i poeti contemporanei non siano molto conosciuti (al di fuori di chi è realmente interessato) ai più, e che di loro non si parli granché. Che ne pensate?
Pubblicato da: Gaja - 05.12.06 09:36
Vedo, caro Giulio, che sfoggi modestia fingendo di non capire l'ironia della metafora Creatore/Popolo Eletto. So che tu sai che io so che non ti va di guidare chicchessia in alcun luogo della Letteratura, reale o utopico che sia.
La cosa peraltro mi spiace -la tua ignavia, dico- giacché tu potresti... no, dovresti assumerti Alte Responsabilità. Perché se non lo fai tu, che la sai lunga, lunghissima, chilometrica (zitto, non ti schermire), chi cazzo... pardon, chi caspita lo farà?
Dici: "ormai è chiaro che non si tratta di proporre attività". Sarà chiaro a te, ma non agli altri bloggatori (blogghisti?), che si stanno scatenando in un'orgia di ipotesi di lavoro. Facciamo questo, facciamo quell'altro, io ci sto, io pure...
Insomma, Giulio, qual è l'obiettivo? Perché fare questa cosa o quell'altra? A che scopo?
E non fare finta di non saperlo, perché tu un'idea ce l'hai.
Pubblicato da: lino - 05.12.06 11:03
Stamattina mi sono svegliato con questo pensiero conficcato in testa. Ma come campa Giuseppe Iannozzi?
Pubblicato da: pirelli - 05.12.06 13:47
Grazie Gaia, il tuo lavoro, e le tue intenzioni, in questo senso, sono encomiabili. Voglio solo chiarire che, quando alludevo ai commenti, non pensavo assolutamente al profluvio di "bravo, ma che bello, ma come hai fatto, come te non c'è nessuno": situazioni del genere, non infrequenti, purtroppo, sono la quintessenza dell'imbecillità che cerca di surrogare un discorso critico, anche ai minimi livelli, assolutamente carente (o, al contrario, ultraspecialistico: e non serve nemmeno quello, perché il "testo" finisce per ridursi a mera astrazione). Immaginavo piuttosto, e credo sia anche una tua idea, una sorta di galleria di scritture significative, la (possibile) emersione di quelle voci in ombra, di nicchia come dici tu, che meritano non un qualsivoglia "riconoscimento" (?), ma la possibilità di poter essere meglio conosciute. Un po' quello che qui si fa con le scritture narrative, alcune di primissimo ordine davvero, soffocate dalle mille e mille puttanate imposte dal mercato.
Vostradamus
Pubblicato da: Vostradamus - 05.12.06 14:56
Carissim* Vostradamus, hai letto alla perfezione ciò che penso si debba fare. Sono assolutamente d'accordo con te. In tutto e per tutto. Un abbraccio.
Pubblicato da: Gaja - 05.12.06 14:58
Caro Lucio, purtroppo la tua affermazione "E non fare finta di non saperlo, perché tu un'idea ce l'hai" è errata. Un'idea non ce l'ho, e quindi non fingo di non sapere ma - effettivamente - non so.
In altre parole: non è che sto prendendo per il culo tutta questa gente, invitandola a discutere. La discussione è vera.
Che sia difficile passare dal "facciamo questo, no, quest'altro" all'invenzione di una vera e propria idea, questo mi pare evidente.
Un po' di pazienza, eh!
Pubblicato da: giuliomozzi - 05.12.06 16:11
sì, parliamo di poesia, dei poveri poeti che non pubblicano con le grandi case editrici, di quelli bravi che hanno una loro voce, alta, unica, grande, solenne, profonda, densa, ma silenziosa, perchè ahimè non hanno conoscenze nelle alte sfere, di quelli che non fanno parte del convento, di quelli che non vantano parentele e conto in banca, di quelli che il loro manoscritto giacerà in eterno nel magazzino dell'editore famoso perchè non c'è nessuno che lo prenderà e lo metterà nelle mani giuste. di quelli che non sono stati in manicomio e non sono andati da costanzo, di quelli che non sono stati al grande fratello, parliamo di questi poveri poeti sconosciuti. parliamo e pubblichiamo loro in rete degli e-book, ma devo essere i migliori, i migliori in assoluto, quelli che resteranno, affinchè si dica questo poeta è stato pubblicato da vibrisse, quindi è stato scelto e pubblicato perchè è bravo e non perchè è stato personaggio pompato e costruito in laboratorio. poeti che quando li leggiamo ci batte il cuore e ci tremano i polsi, che ci fanno piangere e venire i brividi, che cambiano la nostra vita e il nostro tempo, che cambiano la parola e la fanno ballare e giocare, che la mutano e la scolpiscono, che la fanno scorrere come acqua sorgiva o ne fanno pietra intagliata. di quelli che non sono degli anni settanta, o sessanta, oppure negli anni trenta, che non sono di questo posto o dell’altro posto, ma di quelli che sono nati poeti e basta, che sono nati in un posto qualunque ma che sono poeti. antonella pizzo
Pubblicato da: antonella pizzo - 06.12.06 14:53
Letto, annotato e sottoscritto. Con un grazie.
Credo che la scommessa di Antonella Pizzo vincerà. Se no, che veggente sarei!
Vostradamus
Pubblicato da: Vostradamus - 06.12.06 15:28
L'esclamativo è un interrogativo, certo. Ma, essendo la domanda chiaramente retorica, può anche andare...
Vostradamus
Pubblicato da: Vostradamus - 06.12.06 15:31
mmm... è che la poesia è una strana bestia.
tutti la scrivono, nessuno la legge; difficile da commentare e da 'giudicare'.
difficile che sia di qualità.
difficile essere poeti.
però non sarebbe male proporla.
e.
Pubblicato da: enrico - 06.12.06 16:04
E avresti voglia di pubblicare scritti per il teatro (e scritti sugli scritti per il teatro)?
Pubblicato da: monica - 06.12.06 16:57




