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01.12.06
Giulio, ti prendo alla lettera
di Mauro Baldrati
Giulio ha invitato le collaboratrici e i collaboratori a pubblicare articoli che rispondano alle due domande.
Prendo alla lettera la sua esortazione e parlo di vibrisse, di cosa è, o cosa dovrebbe essere, l’occhio sul mondo. Perché questo è per me. Vibrisse non è l’unico occhio puntato sulla vita. Altri siti seguono questo percorso, con risultati diversi. E proprio nel suo essere percorso si differenzia da un magazine, che è invece un contenitore di prodotti, confezionati secondo le regole del marketing, del packaging ecc. Vibrisse è invece uno strumento di ricognizione che si muove col ritmo e la tecnica del reportage di scrittura letteraria. E’un un passo avanti rispetto al reportage giornalistico-fotografico, anche se la partenza è simile. La fotografia, ha scritto Susan Sontag, è un campionamento della realtà che ha lo scopo di perpetuarne l’esistenza. Nel fermare la realtà, quindi, vi è il codice della continuità. Il reportage di scrittura letteraria ha in più anche il codice del divenire e della trasformazione, perché indaga, racconta, e riscrive.
Per questo vibrisse per me è un sito letterario con un taglio più generalista che specialistico. Carlo Freccero, che studia dall’interno i meccanismi della comunicazione di massa, ha detto che la televisione generalista, contrariamente a quanto si sbandierava, non è stata affatto soppiantata dalle televisioni specializzate (tutte news, tutto sport, film, cartoni ecc.); è invece più viva che mai, perché è uno sguardo curioso sul mondo. Ora, la televisione italiana è un campionario di trasmissioni-horror, ma questa è un’altra storia. E’ la procedura che è interessante, è il viaggio. Parlare di cinema o di musica non è creare un magazine, con le paginette delle ricette, lo psicologo che risponde ai lettori ecc: è un aggirarsi nel mondo con la scrittura come navigatore, che è anche un grande mazzo di chiavi che apre molte porte. Le può aprire tutte, ha scritto – in un pezzo citatissimo – Umberto Eco: chi viene dalla letteratura ha una marcia in più in tutte le discipline, perché insegna a capire, attraverso l’indagine del sé e del suo rapporto col mondo.
La letteratura campiona di continuo, come l’hip hop che campiona e rielabora ritmi e melodie diverse tra loro. Alcuni libri contengono dei campionamenti - di stili, di conflitti - anche se spesso non ce ne accorgiamo. Così è il sito letterario deterritorializzato, che campiona la vita e la rielabora, la scrive e la riscrive.
Quando sento parlare soprattutto di cosa NON deve essere vibrisse, vedo lo spettro della visione negazionista che sta alla base dei fondamentalismi, che costituiscono una delle grandi minacce planetarie dei nostri tempi. L’integralismo è vendetta contro la libertà, la risata, l’ironia, la curiosità. Il sito letterario deterritorializzato è anti-integralista, perché è mobile, e curioso.
E qui c’è anche la mia risposta alla prima domanda, cosa sono io per vibrisse. Molto semplicemente, sono un bluesman che ha attraversato vari territori ed è scampato a molti pericoli. Voglio attraversarne altri, più esperto, più attento, e tornare con reportages di scrittura blues.
Pubblicato da Mauro Baldrati, il giorno e l'ora: 01.12.06 18:31
Interventi
<Vibrisse non è l’unico occhio puntato sulla vita.
ma va? davvero?
Pubblicato da: coiffeur retroimpegnato - 01.12.06 18:49
coiffeur, davvero. Ce n'è qualcuno a te particolarmente caro per caso?
Pubblicato da: mauro baldrati - 01.12.06 18:56
Mauro, complimenti per il pezzo. Mi piace il tuo impegno disimpegnato. All'orizzonte già si affacciava l'ombra di Vibrisse Edizioni.
Pubblicato da: Paolo C. - 01.12.06 19:36
"sono un bluesman che ha attraversato vari territori ed è scampato a molti pericoli. Voglio attraversarne altri, più esperto, più attento, e tornare con reportages di scrittura blues."
potrebbe anche essere la definizione di scrittore!
Pubblicato da: Moai - 02.12.06 09:39
Ho l'impressione che questo occhio perda colpi. Lo dico da tempo e lo ripeto, con tutto il bene possibile. Non so individuare i motivi della decandenza, la avverto e basta, come se la cosa avesse esaurito il suo ciclo e non riuscisse più a esprimere ciò che prima (di quando?) esprimeva. C'è intorno al malato un certo accanimento terapeutico, per tenerlo ancora in vita, ancora un po', perchè forse ci sembra di rimanere orfani tutti quanti. Ma non eravamo forse favorevoli all'eutanasia?
Pubblicato da: pessimesempio - 02.12.06 14:30
Nel caso decidiate per la chiusura, temporanea o definitiva, vi pregherei di non cancellare il sito e tutto il suo archivio; magari riorganizzare la home page sotto forma di elenco di tutti gli articoli. Grazie.
Pubblicato da: GiusCo - 02.12.06 15:56
non fa sempre male cambiare.
Pubblicato da: andrea branco - 02.12.06 16:41
ma oggi è il due di dicembre o di novembre ?
Pubblicato da: cletus - 02.12.06 18:49
oggi è il tre.
Pubblicato da: andrea branco - 03.12.06 13:10
dicembre
Pubblicato da: hag reijk - 03.12.06 13:22
o cletus, ti serve un calendario? Me ne sono arrivati due di frate Indovino, che tra l'altro ci becca con le previsioni del tempo.
Pubblicato da: mauro baldrus - 04.12.06 09:37




