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02.12.06

Contro le mafie la satira punta la matita

MAFIACARTOON. Un catalogo che raccoglie i più grandi nomi del disegno satirico italiano e straniero

Francesca Ferrara intervista Pat Carra, Mauro Biani, Paolo Del Vaglio, Valeria Fici e Marisa Paolucci, curatrice di MAFIACARTOON, edito da Egalibri.

[Da qualche settimana seguo il lavoro di Francesca Ferrara, una freelance che vive a Napoli, e che sta svolgendo una indagine puntigliosa sulla criminalità, in modo particolare a Napoli. La precedente intervista - qui - era indirizzata a tre scrittori. Questa volta un libro, MAFIACARTOON, ha dato l'occasione all'intervistatrice di raccogliere sulla criminalità, non solo di Napoli, il parere di alcuni vignettisti satirici. L'intera intervista, con le relative vignette, si può leggere qui. Credo che quanto risulta possa suscitare una interessante discussione, come l'ha suscitata la precedente che ha avuto ben 84 commenti di vario segno. bdm]

MafieSudIntroduzione ed intervista di Francesca Ferrara

A Roma, il 17, 18 e il 19 Novembre 2006 si sono tenuti GLI STATI GENERALI DELL’ANTIMAFIA: “tre giorni di incontri, di confronti, di elaborazioni e di proposte per fare il punto sullo stato della lotta alle mafie nel nostro paese, in un momento in cui la minaccia rappresentata dal potere illegale e violento di queste organizzazioni criminali è particolarmente insidiosa e pone nuove interrogativi" cita il testo scritto sul sito dell’Associazione promotrice, LIBERA, co-editrice del volume: “MAFIACARTOON, matite ribelli – mosaico di denuncia. I più grandi vignettisti italiani e i più grandi autori satirici internazionali in un brillante libro-denuncia contro le mafie". MAFIACARTOON, oltre ad essere una raccolta del valido ed illuminato talento artistico e spirito d’osservazione di una satira d’assalto, sia nazionale che internazionale, è soprattutto un manifesto di denuncia che grida ad alta voce:"MAFIE, Io non ci sto!".

Quando si parla di Mafia si pensa solo ed erroneamente alla Sicilia, che si tratti di un contesto di criminalità locale ed invece è una questione socio-politico-organizzativa di stampo sia nazionale che intercontinentale. Non a caso, sia il convegno che il libro parlano al plurale: …mafie… perché per Mafie s’intende ogni forma socio-organizzata criminale al di là dei nomi specifici: Sacra Corona Unita, Mafia, Camorra, 'Ndrangheta.
Ancora una volta la necessità di dar voce ai protagonisti è promotrice di un confronto a più voci, in questo caso accompagnate caldamente dalle loro matite pungenti dal tratto sottile e graffiante, che strappa un sorriso sul volto del lettore e stimola la riflessione, utilizzando la chiave di lettura dell’humour, spesso e volentieri molto più efficace di tante parole. In rappresentanza delle tre marco-aree italiane, un autore del Nord, uno del Centro e uno del Sud rispondono a domande specifiche. Dato il momento di grande esposizione ai mass-media della città di Napoli, grazie sia ai disservizi istituzionali che alle piaghe sociali permanenti e cicliche, non poteva mancare il contributo di Paolo Del Vaglio, unico autore napoletano presente nel catalogo.

“Il feedback – racconta Marisa Paolucci, curatrice di MafiaCartoon, è stato estremamente positivo perché essendo una mostra che comprende disegnatori sia italiani che stranieri ha abbracciato varie fasce di età e quindi vi è stata una partecipazione eterogenea e sicuramente molta curiosità. Torino è stata una prova del nove, con il pubblico abbiamo potuto testare l’interesse di una mostra così ‘sui generis’ rispetto al contesto di gioco che rappresentava.
Del resto, Mafiacartoon è un percorso educativo – diretto a tutti ma, in particolare, ai giovani – di disegni, vignette e fumetti che mostrano le mafie e le conseguenze, spesso troppo brutte, del sistema mafioso globale. Ma, soprattutto, è un percorso di antimafia, un percorso di speranza e di idee, per incoraggiarci tutti a seguire nuove strade di legalità e giustizia.

A legare tutto questo c’è il sottile filo dell’ironia, che è il metodo migliore per far crollare i tabù. L’ironia ti permette di affrontare in maniera diversa tematiche spinose e delicate, ed è un modo diretto di guardare in faccia la realtà, anche quando è molto, molto dura. Ecco che, allora, un disegno o una vignetta diventa uno strumento che parla molto più efficacemente delle stesse parole. E una mostra sulla mafia può essere un segno di speranza che un mondo più giusto è possibile. Il progetto è nato a TorinoComics 2005 da una chiacchierata con Don Ciotti in occasione di un’altra mostra AFRICARTOON, meravigliandosi dell’esistenza di una realtà africana che normalmente non emerge al di fuori dei suoi confini. “Pensa che bello se si potesse fare un lavoro simile di denuncia in Italia" gli dissi… E così è partito il progetto.

A Roma è andata benissimo perché all’interno di CONTROMAFIE il pubblico era contestualmente più sensibile. CONTROMAFIE ha visto la partecipazione live di 11 disegnatori che sono intervenuti ad incontrare il pubblico, a realizzare delle vignette in loco e a firmare il catalogo. Il mio obiettivo consisteva soprattutto nel seminare curiosità laddove c’è il ‘buio’ e far conoscere l’impegno di LIBERA e della società civile attiva e sensibile. E’ stata una bellissima avventura, molto emozionante e toccante per la risposta degli autori. Ho avuto il privilegio di coinvolgere 57 artisti, l’idea di Mafia Cartoon è quella di “relativizzare", se non altro, è uno stimolo per parlarne perché normalmente parliamo di cose difficili che coinvolgono la vita reale delle persone e quindi il silenzio è l’unica protezione, e fa da padrone. In questa maniera, MafiaCartoon è uno stimolo per discuterne e 57 autori hanno avuto il coraggio di parteciparvi, in un unico grido di ribellione collettiva. Mi domanda se i ‘mafiosi’ compreranno il libro…? Se compreranno il catalogo dipenderà da quanta ironia sono dotati…Mafiacartoon cover

PAT CARRA (Milano)

D. Il tratto di una matita vale più di tante parole… Rimane nella memoria dei lettori maggiormente scolpito una vignetta che racchiuda il senso di tanto disquisire. È così? In base alla sua esperienza, quanto il disegno ha contribuito al lancio dei messaggi contro la criminalità e si presta ad una funzione educativa e di impegno sociale? Il suo tratto è portavoce del punto di vista femminile, ma si rivolge a tutti… MafiaCartoon raccoglie la satira verso un sentire comune: lotta contro la criminalità…

R. Vivo nella capitale moderna della mafia, Milano. Le mie vignette partono da qui, da esperienze e osservazioni quotidiane. Non lancio messaggi contro la criminalità, contro quella che avviene nei luoghi pubblici o contro quella, terribile, che si consuma tra le mura domestiche.
Per una fumettista sarebbe un’impresa titanica e fallimentare.
Piuttosto cerco un contatto con chi ne soffre, con chi non vuole stare al gioco della patologia mafiosa in famiglia, in politica, sul lavoro, nei rapporti sociali e tra i sessi.
Con le vignette cerco il respiro di una risata, il coraggio di un sorriso. Questa è la mia lotta.


MAURO BIANI (Roma)

D. Oltre ad essere un noto vignettista ed illustratore, Mauro Biani è soprattutto un educatore. In che modo si può usare il disegno per educare alla legalità le generazioni future? Tanti i nomi che firmano MafiaCartoon, si può parlare di un’antologia letteraria del fumetto?

R. La vignetta, come nel caso dei miei lavori, in fondo è un editoriale, ma per sua natura (immagine e “slogan") possiede molta forza espressiva e di sintesi, quasi uno spot. Penso che possa molto servire ai più giovani come ad es. tanti altri linguaggi (la musica, il teatro, il cinema). Perciò, spero sia veicolo di contenuti educativi che per loro valenza non sono barbosi ma esplosivamente trasgressivi. La trasgressione della legalità, solo apparentemente un paradosso, la trasgressione dell'attenzione all'altro, la trasgressione del rispetto della propria ed altrui libertà, l'emancipazione dal luogo stanco comune grigio e rassegnato. La vignetta così può essere una condivisione di sensazioni, uno spunto di riflessione, di cambio del punto di vista, di ripensamento, perfino nei comportamenti personali.
Certamente, a mafia cartoon hanno partecipato tra i migliori vignettisti italiani e stranieri. Ottima e tutta da scoprire, ad es., la “pattuglia" di vignettisti africani, appassionati “cantori" delle difficoltà di legalità e giustizia nel continente africano.


PAOLO DEL VAGLIO (Napoli)

D. Angeli… anzi no, Angioletti, dai tratti teneri e dolci. Icone diverse e lontane da quelle dei diavoletti o da tante altre che abitano le pagine della stampa. In cosa consiste, ma, soprattutto, come si fa a far fare della satira agli ‘Angeli’? Ha mai ricevuto un dissenso da parte degli ecclesiastici per aver affidato “il graffio della battuta" ai piccoli custodi del cielo?

R. “Questi angioletti (come scriveva il giornalista Antonio Ghirelli, alla loro nascita, negli anni '70), sospesi fra cielo e terra, anzi ad un palmo da terra, che partecipano con una punta di bonaria ironia ai fatti di tutti i giorni, sono dei personaggi disegnati con deliziosa semplicità ma ricchi di buon senso, di umanità ed anche di un profondo, seppure non retorico né pomposo senso morale.
Vivono a contatto dei terrestri, cercano di comprendere le debolezze e, al tempo stesso, sono pronti a sottolinearle con garbo, con dolcezza, con indulgenza".
Vista la dimensione di questi angioletti, difficilmente ho trovato opposizione nel campo ecclesiastico, anzi sono stato accettato e mi è stata data la possibilità di pubblicare i miei piccoli personaggi nelle più diffuse riviste dell’area cattolica.


VALERIA FICI (Palermo)

D. In MafiaCartoon c’è una bellissima pagina nella sezione dedicata alle ‘Scintille di Legalità’ che tratta delle Grandi Opere: il ponte sullo Stretto di Messina. La sua matita ha posato l’attenzione su un ‘quid’ della politica sia della vecchia legislatura che della nuova. Il suo, un manifesto della volontà e dell’incredulità dei Siciliani? Quale il feedback del suo impegno come grafica di satira?

R. Parlerei piuttosto di mancanza di volontà e di abbondanza di credulità. Ogni piccola goccia nell’oceano, come quest’intervista, è già per me un esempio di feedback positivo (intendendo per feedback negativo quello che non c’è!), visto che la richiesta proviene da Napoli e non dalla Svizzera, per una volta. Ogni tanto capita. O è meglio dire che c’è qualcuno che la volontà ce l’ha? L’importante è non fermarla mai questa volontà. Si sa benissimo qual è la situazione, noi cerchiamo di rappresentarla, semplicemente. E’ vero che il messaggio è spesso amaro (perché la realtà è amara), ma la satira cerca sempre di fare spuntare un sorriso nell’amarezza della quotidianità, per ricordare e ricordarci, soprattutto in tempi “oscuri" come questi, che ridere (consapevolmente) è meglio che lamentarsi ‘a mátula’ (espressione sicula per dire ‘a vanvera’, ‘invano’).
Ma lascio subito la parola ai miei conterranei. Loro sanno tutto, e non hanno bisogno di manifesti.
Contromafie

Parole in malafede.

Ciungalunga di Messina, ovvero il Ponte di Gomma (i muri di gomma li conosciamo già).

Cosa possiamo costruire, noi siciliani, se non un Ponte di Gomma?! A noi ci piace stare nella melma, a lamentarci che tutto non funziona e siamo delle vittime, e nel mentre, pestiamo i piedi al nostro vicino. Soprattutto se è solo un po’ più bravo, dotato o fortunato di noi, perché sappiamo cos’è l’invidia e vorremmo esserci noi al posto di comando. Chi sta su, mangia pane a tradimento, e noi raccattiamo le briciole. Meglio avere amici altolocati, e farsi raccomandare per un posto da nullafacente, così almeno possiamo riempirci la panza, scarrozzare la famiglia e comprarci un altro telefonino! Cerchiamo solo di vivere tranquilli. Vogliono farci un ponte per collegarci con il continente? Bene, che lo facciano! Visto che non ci aggiustano manco la fogna sotto casa, non ci metteranno certamente meno tempo di quanto ne hanno impiegato per costruire la nostra famosa autostrada Palermo-Messina, e allora ci saranno briciole per molti. E se poi il super ponte dovesse crollare come i nostri bei palazzi di sabbia anni ‘70, vuol dire che sarà stato il destino! Tanto, non ci hanno mai chiesto nulla, perché dovrebbero chiederci se a noi il ponte sta bene? I potenti sanno sempre quello che fanno e lo sanno che a noi non ce ne frega poi molto, perché ci fidiamo, e loro si fidano di noi.
Eppure, c’è sempre una spina nel fianco, qualcuno che si oppone, che protesta. Ma dove vuole andare? Parlano, scrivono, si incontrano, discutono, e insistono a restare qui, perché la Sicilia deve cambiare. Ci provano pure coi picciotti che vanno ancora a scuola! Il mondo sempre così ha funzionato, e i nostri figli lo imparano da subito, e chi non capisce cosa conviene fare, scemo è! Quelli che vogliono cambiare le cose non hanno capito niente della vita. E si vedono i risultati! Non l’hanno visto che qui non li caca nessuno, o meglio si cacano solo fra di loro (ah ah!), mentre al nord o all’estero finiscono pure in televisione? Perché non emigrano questi che vogliono le cose che funzionano bene?
Tutto tempo perso è. A noi ci vogliono così. Sono decisioni prese dall’alto, non si possono cambiare. Noi votiamo per soli 100 euro, ci piace stare nel cemento e nella munnizza e fare il bagno in un mare che sembra una fogna, tanto tutta roba nostra è! Costruiamo case abusive per risparmiare, ed è un esempio da seguire, vedete che poi ci sanano tutto? Noi lo sappiamo da quale parte stare e quale parte dobbiamo fare. È così che deve andare. Questi che protestano sono come gli Indiani d’America: lo sanno pure loro che non possono vincere, eppure insistono! A noi, quello che ci preoccupa un pochino, è il fatto che sono tanti, e ci provano sempre. Però noi siamo molti di più, abbiamo dalla nostra tutti i potenti, e pure la stampa: diciamo pure che ci proteggiamo a vicenda. Noi preferiamo morire ammazzati in ospedale, quando ci danno il posto, piuttosto che manifestare senza guadagnarci nulla. E poi, lo vedete come ci stiamo legalizzando? Ora il parcheggio lo paghiamo al comune invece che al posteggiatore abusivo, tanto sempre suolo pubblico è!

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 02.12.06 21:32

Interventi

@ Segnalazione

I link che vi riporto di seguito, sono presi dal blogsite di Mauro Biani, uno degli intervistati.
Si tratta dei post correlati all'intervista, qualche foto ricordo e la diagnosi se la Satira in Italia stia in salute o meno a cura della rivista Pizzino.

1)Sulle Mafie&ControMafie.

http://www.maurobiani.splinder.com/post/9942470/Contromafie+e+oggi+si+apre+Mafia+Cartoon

2) Foto.

http://www.maurobiani.splinder.com/post/9951483/Mafia+Cartoon.+Le+foto

3) La satira è in salute? Pizzino ne fa un pò il bilancio.

http://www.maurobiani.splinder.com/post/9985945/La+satira+%C3%A8+in+salute%3F+La+rivista+Pizzino+tasta+il+polso+a+Roma

Pubblicato da: Frannie- B-inK Lady - 04.12.06 22:29

@ Segnalazione

e ancora...
http://www.maurobiani.splinder.com/post/9829990/Contromafie+e+Mafia+Cartoon+a+Roma.+Incontriamoci

Pubblicato da: Frannie- B-inK Lady - 05.12.06 10:54

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