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19.12.06

Come si leggono i libri: Come si leggono i libri? In divieto di sosta ovviamente

di Vincenzo Trespolo

[Poichè l'inconveniente che ha colpito vibrisse non sarà risolto prima del 10 gennaio, pubblicherò ugualmente, per non caricarmi di fastidioso arretrato, gli articoli programmati, pregando i lettori di astenersi dal commentare. Mi scuso con gli autori, ai quali prometto, una volta risolti i problemi, di richiamare con un link per ciascuno gli articoli da me pubblicati durante questo periodo particolare. bdm]

[Dopo la pubblicazione del 22 dicembre, ci sarà una interruzione e si riprenderà il 9 gennaio 2007. "Come si leggono i libri" diventerà un pdf scaricabile. bdm]

Clicca qui per leggere tutti gli articoli della serie Come si leggono i libriLeggere. Leggere. Ancora leggere. Imparai a leggere prima ancora di iniziare la scuola elementare; non chiedetemi come, successe e basta. Libera, la maestra della prima elementare, ne fu stupita. Che sapessi leggere intendo. Il mio stupore invece, non è più passato e da allora ho divorato quintalate di libri di ogni genere.
Divorati, ma con molto, moltissimo rispetto. Non ho mai sopportato i libri scarabocchiati, segnati, sottolineati, orecchiati, spiegazzati, stufati, aromatizzati, etc… etc…
Il libro è un oggetto sacro e non ho mai capito come sia possibile maltrattarlo e seviziarlo. Beh, ognuno è libero di fare quel che vuole, ovviamente, ma ciò non toglie che alcune delle mie peggiori incazzature nacquero da casi di maltrattamenti ripetuti a libri che avevo prestato. Fossero anche i libri di scuola.

Ricordo, al liceo, una lite furibonda con un professore che, dopo essersi fatto prestare il MIO libro per leggere e commentare un passaggio, aveva osato sottolinearlo. Lo presi a male parole, gli strappai il libro dalle mani fiondandomi sulla cattedra e, come al solito, mi ritrovai dal Preside. Incomprensibile: quel pirla del professore aveva maltrattato il MIO libro e il Preside faceva la paternale a me. A me capite? A me che avevo difeso quel povero libro.

Un’altra accesa discussione seguì la restituzione di Dialoghi con Leucò, di Pavese. L’incauto, al quale prestai il libro, ne aveva strappate alcune pagine nel tentativo di tenerle distese sotto il peso di una delle peggiori torture che possano toccare a qualunque libro: la fotocopiatrice!
Anche in questo caso l’arrabbiato avrei dovuto essere io, era MIO il libro torturato, e invece no: mi toccò anche quella volta la parte dello stronzo e non mi rimase altra via, per difendere l’onore perduto, che rifilargli due sani cazzotti. Insomma, ci stavano.
Inutile dire che non mi chiese mai più libri in prestito…

Non preoccupatevi troppo però. Accantonai rapidamente l’animo del gentile che presta libri, il motivo mi pare lapalissiano, e ripresi a leggere, come sempre, e a qualunque ora.
Leggere immergendomi completamente e navigando assieme alle parole. Ricordo un giorno, avevo circa una decina d’anni, e leggevo le “Tigri della Malesia" di Salgari in macchina accompagnando mia Madre. Guidava una vecchia FIAT 1100 bianca. Giunti a Brescia lei, la Madre, scese per i suoi giri raccomandandomi, nel caso in cui fosse arrivato il Vigile, di dirgli che sarebbe tornata subito.
Il seguito già lo immaginate. Il Vigile arrivò, gironzolò intorno alla macchina, mi osservò mentre leggevo, estrasse il blocchetto delle multe, scrisse. Stava infilando la multa sotto il tergicristallo quando comparve mia Madre.
Che dire, lei pagò la multa, io mi giocai la paghetta settimanale per non ricordo quanti mesi.Libri

Anche ora, superati abbondantemente i quaranta, continua a succedere. No, non quello che state pensando, ma cosa avete capito? Non è che la mia passione sia quella di prendere multe dai Vigili mentre leggo in macchina in divieto di sosta; ci mancherebbe, multe riesco a prenderne anche senza leggere in macchina. Dicevo, continua a succedere, quando mi trovo di fronte un libro ben scritto e inizio a leggere, che il mondo intorno scompaia.

Puffffffffffffffff.

Una nuvoletta di polvere e rimaniamo io, il libro e quegli strani segni neri. Mi capita con i libri di Brodskij, con alcuni del Chuck, con Flaiano, con Prevert, con Pavese, con Berto, anche con Busi, non sempre però, e con tanti altri che sarebbero troppi da citare. Però…
Però mi capita sempre meno frequentemente. Cosa? Dai che l’avete capito; non fate finta per non pagare dazio. Va bene, lo dico: mi capita sempre meno frequentemente di incocciare qualche libro da multa in divieto di sosta. L’ultimo è stato Parenti Lontani di Gaetano Cappelli, lo conoscete? Se no, ve lo consiglio. Insomma, torno alla chiosa finale e al mio dubbio: ho disimparato io a leggere da divieto di sosta, oppure c’è in giro meno gente che sa scrivere, da divieto di sosta?

Come sempre Buona giornata. Trespolo.

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 19.12.06 11:03

Interventi

ehi ma...funziona?

Pubblicato da: andrea branco - 22.12.06 21:12

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