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26.11.06

Perché sono uscito da Nazione indiana

di giuliomozzi

Punto di domandaCome si può leggere in questo articolo pubblicato in Nazione indiana il 20 novembre scorso, ho deciso di uscire dal gruppo di Nazione indiana. Avevo comunicata la cosa al gruppo il 14 novembre precedente, attraverso la lista di discussione interna, senza fornire alcuna motivazione della mia decisione e resistendo alla richiesta di fornirne. Mi rendo conto che questo comportamento può essere risultato sgradevole. La mia opinione è che quando si prendono decisioni di questo tipo (stare dentro / stare fuori) bisogna fare in modo che siano indiscutibili e irrevocabili. Poi, dopo che le decisioni sono diventate realtà, possono essere discusse (e magari revocate).

Nei giorni successivi ho scritto privatamente ad alcune persone di NI spiegando in questo modo la mia dimissione:

A un certo punto ho cominciato a percepire NI come un'attività senza progetto. Non intendo dire che sia così. Intendo dire che a un certo punto ho cominciato a percepire la cosa in questo modo. Posso sbagliarmi.

A un certo punto ho cominciato a percepire NI come nient'altro che una pubblicazione. Non intendo dire che sia così. Intendo dire che a un certo punto ho cominciato a percepire la cosa in questo modo. Posso sbagliarmi.

A un certo punto mi sono reso conto che continuavo a percepire NI come un oggetto privo di relazioni con gli altri oggetti similari di cui è pieno il mondo. Non intendo dire che sia così. Intendo dire che a un certo punto mi sono reso conto che continuavo a percepire la cosa in questo modo. Posso sbagliarmi.

Spiegavo poi che il "certo punto" poteva essere identificato all'incirca con una lunghissima discussione, svoltasi qualche mese fa nella lista di discussione interna di NI, attorno al modo di gestire i commenti. Agli amici di Ni non ho spiegata nel dettaglio la cosa. Qui ci provo. Non è che per me sia un problema se in una pubblicazione in rete si discute se moderare o non moderare i commenti, se imporre procedure d'accesso, eccetera. Il fatto è che discutere della gestione dei commenti significa anche discutere, sia pure attraverso un caso particolare, della relazione con i lettori.

Ora: l'insieme dei lettori di una pubblicazione in rete non coincide con l'insieme dei commentatori. I commentatori sono generalmente un piccolo gruppo. Questo piccolo gruppo non può in nessun modo essere considerato rappresentativo dell'insieme dei lettori. Tra i commentatori si trovano persone d'ogni specie: dagli interlocutori più istruttivi agli spaccacazzi più micidiali. Dagli scambi di corrispondenza che ho con lettori di vibrisse che non commentano pubblicamente (la mia maggiore esperienza è questa; quindi da qui attingo) ma preferiscono discutere in forma privata, mi sono fatto l'idea che la grande maggioranza dei lettori delle pubblicazioni in rete appartenga alla specie dei potenziali "interlocutori più istruttivi": mentre gli spaccacazzi sono pochissimi. Naturalmente, poiché l'insieme dei lettori di vibrisse non coincide nemmeno con l'insieme di coloro che avviano una discussione in forma privata, questa idea che mi son fatto è una semplice ipotesi. Poiché non saprei come verificarla o falsificarla (qualcuno ha proposte?), me la tengo.

Questo per dire che discutere della gestione dei commenti, come si è fatto lungamente nella lista di discussione interna di NI, è cosa possibile solo nel quadro di un'idea, di un progetto di relazione con i lettori: con tutti i lettori. Invece in NI si discuteva, sostanzialmente, di come difendersi (e, senz'altro, di come difendere i lettori di buon senso) dagli spaccacazzi. E, confesso, se ne discuteva a volte con una punta di isteria. Come se questi benedetti spaccacazzi fossero così importanti. Come se le persone che dall'anonimato lanciano insulti e sberleffi fossero da prendere in considerazione. Come se questi interventi così noiosi e ripetitivi (perché gli spaccacazzi dicono sempre le stesse cose: siete una combriccola, ve la fate e ve la contate, vi circondate di leccaculi, vi tenete il bordone a vicenda, e cosè via) fossero davvero da prendere in considerazione. Per carità, ci si può giocare ogni tanto. Li si può mandare a quel paese, se càpita. Ma perché dedicarci più di cinque minuti al mese?

(Mi sono permesso qui di riferire qui il mio vissuto di una discussione interna. Ho due ragioni: la prima, che senza riferire di questo non saprei come fare a spiegarmi; la seconda, che la faccenda dei commenti è apparsa più volte anche pubblicamente in Ni: vedi il caso più recente. Sia chiaro che qui riferisco il mio vissuto di una discussione interna. Posso anche non averci capito nulla, e sbagliarmi di brutto).

Allora: quando all'interno di un gruppo diventa così importante l'autodifesa, e per di più l'autodifesa da persone dalle quali non c'è nessun bisogno di difendersi, vuol dire che qualcosa non va. Vuol dire, in genere, che la sussistenza del gruppo in quanto tale sta diventando importante, molto importante. Un gruppo non esiste per sussistere in quanto tale, ma per fare delle cose.

Questo, ripeto e ribadisco, è il mio vissuto della cosa.

La distanza di tempo tra il "certo punto" nel quale cominciai a pensare che sarei potuto uscire da NI e il momento effettivo della dimissione è dovuta unicamente alla prudenza. Un giorno decisi tra me e me che, visto che mi sembrava sensato dimettermi, non l'avrei fatto prima del centesimo giorno successivo. Mi davo cento giorni per pensarci su. E il centunesimo giorno successivo, poiché mi sentivo ancora dello stesso avviso, ho inviata alla lista di discussione interna di NI un'email intitolata "Un indiano di meno", nella quale dicevo semplicemente: "Vi saluto". Alle richieste di spiegazione, agli inviti a restare ho risposto chiedendo di essere escluso dalla lista.

Mi si può certamente dire: "Se NI ti pareva un'attività senza progetto, esistente nient'altro che come una pubblicazione, priva di relazioni con gli oggetti similari, perché non ti sei sbattuto lì dentro per costruire o ricostruire un progetto, per fare qualcosa d'altro che uno stimatissimo blog, per instaurare relazioni con altri soggetti?". Rispondo: perché avevo la sensazione che non ci fosse spazio, non ci fosse luogo per una ridiscussione di tutto questo. Posso sbagliarmi, e la mia difficoltà a spiegare e illustrare questa sensazione non depone a mio favore. Quella terribile discussione sulla faccenda dei commenti (nella quale sono intervenuto più volte per scrivendo: "Possiamo smettere di parlarne?") mi ha data la sensazione di un accantonamento definitivo della progettualità. La connessione tra le due cose potrà apparire bizzarra, e anche questo non depone a mio favore.

Credo che tutte le imprese abbiano il loro ciclo, e che passare da un ciclo a un altro non sia semplice. Anche un'impresa come vibrisse, per dire, ha avuti i suoi cicli, legati non solo al cambiamento di mezzo (prima bollettino inviato via email, poi blog) ma anche, e soprattutto, a dinamiche interne che, lo confesso, mi risultano spesso misteriose. In questo preciso momento, per dire, ho la sensazione che vibrisse sia del tutto inutile (mentre, sempre per dire, nella primavera-estate del 2005 mi sembrava utilissimo) e che un cambio di ciclo sia imminente, o forse già in atto. L'avvio di vibrisselibri non è strettamente correlato con questa sensazione.

La mia sensazione (continuo a usare questa parola: ma non ho niente di più che sensazioni) è che forse oggi per NI è giunto il momento di interrompere la pubblicazione in rete. Non perché la pubblicazione in rete sottragga energie che potrebbero essere meglio impiegate altrove (questo è un mero problema organizzativo, personale e del gruppo). Ma per creare un vuoto, e in quel vuoto ricominciare a progettare. Un'interruzione positiva, fiduciosa e speranzosa, nel corso della quale accogliere anche il contributo di proposta dei lettori, dei promotori e curatori di altre iniziative (non solo di altri lit-blog, eh!), eccetera. Un lavoro di progettazione che definisca pochi, dichiarati, raggiungibili obiettivi.

Mi si può dire: "Non è elegante, che tu aspetti di essere fuori per dire queste cose". Sono d'accordo. Ma, come ho già detto, da "dentro", queste cose non riuscivo a dirle. Nemmeno questo depone a mio favore.

Agli amici e alle amiche di Nazione indiana, tutta la mia gratitudine.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 26.11.06 12:30

Interventi

Be' non so che tipo di commentatore sono, spero di rientrare tra gli spaccacazzi.
Mesi fa dicevo su NI versione 2.0 - da solo, tra i commenti - che non avevano nessun progetto. Ok, adesso siamo in due e uno dei due è anche uno serio - mentre l'altro resta spaccacazzi.
Per me NI versione 2.0 è una comunità in cui la somma fa decisamente meno delle singole persone. Per questo forse hanno la possibilità ripensandoci davvero di fare qualcosa.

Pubblicato da: a.b. - 26.11.06 23:52

"pochi, dichiarati, raggiungibili obiettivi."
Hanno bisogno di un respiro, di un vuoto, mi sembra che le questioni di netiquette o di opportunità, di dentro o fuori passino in secondo piano rispetto a questi, la chiarezza per restare chiara ha bisogno di scrolloni.
"Bisogna uccidere i propri cari"
Hemingway citato da King.

Per quanto valga e per quanto io sia ignorante delle dinamiche specifiche, sottoscrivo.

Pubblicato da: rififi - 26.11.06 23:54

Mi spiace, Andrea, ma non rientri - a mio giudizio - tra gli spaccacazzi. (E sta' attento: la prossima volta che mi dài del Serio, io ti do del Mincio!).

Pubblicato da: giuliomozzi - 27.11.06 10:58

Nazione Indiana l'ho seguita con molta attenzione, conoscendo persone stupende come Roquentin, però qualcosa è cambiato e ancora cerco il perché...

Comunque lo seguo ancora... così come Vibrisse. Indipendentemente da scontri (leciti e sani per il confronto) sono due belle piattaforme.


ciao ciao


Fabrizio

Pubblicato da: Fabrizio Corselli - 27.11.06 11:27

è un peccato che un pezzo interessante come questo resti senza commenti, a parte pochi (ah, per quel che vale, da semplice lettore, ho avuto la stessa sensazione di mozzi -mancanza di progetto), e neppure viene ripreso da nazione indiana.
oh certo, magari ne stanno discutendo "internamente", però...
chi tace acconsente?

Pubblicato da: Perplesso - 27.11.06 19:03

Caro Mozzi, io so con umana certezza che l'affaruccio del Pattorotto che mi ha visto "protagonista" è stato al massimo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma guardando al vaso: non ti sembra logico che sulla questione dei nick la redazione in toto avrebbe dovuto tenere fede alla regola suprema che nessun redattore può far uso di nick pena il pervertimento totale del dibattito? Mi sono infatti pian piano accorto di un uso machiavellico dei nick da parte di almeno un paio di redattori (Krauspenhaar e Biondillo) – e dico machiavellico in quanto riferito a persone che detengono il potere (di controllare la provenienza di altri nick senza essere a loro volta controllati, di cancellare commenti, di orientare subdolamente il dibattito ecc.). Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi, ma al contempo penso che avrai molti motivi per non rispondere (primo fra tutti Vibrisselibri, progetto importante per la riuscita del quale ti faccio i miei auguri).

db

Pubblicato da: Dario Borso - 28.11.06 09:03

Dario Borso, tu sei per caso il più geniale assistente universitario (ai miei tempi) di Filosofia alla Statale di Milano, che incomprensibilmente non mi diede la lode dopo una mia prolusione in senso benjaminiano dei MANOSCRITTI di Marx, e autore di un folgorante quanto ormai introvabile pamphlet contro Cacciari? Se la risposta è positiva, tutta la stima che uno studente di 20 anni non poteva profondere nel 1990, la profonde 17 anni dopo!
g.g.

Pubblicato da: Giuseppe Genna - 28.11.06 11:49

Per me NI è stata e rimane un'ottima palestra, che lascia fare un po' di sparring-partnering anche a dei semplici amatori che vengono lì per "tenersi in forma", e dunque, dal mio punto di vista, la redazione fa benissimo ad ignorare questo tuo invito al "cupio dissolvi". Quanto a DB, ha dimostrato tanto la sua genialità quanto la sua incontinenza antiecologica: poteva facilissimamente trovare un compromesso ma ha preferito la sua particolare via al superomismo. Devo dire che non mi manca più di tanto.

Pubblicato da: elio-c - 28.11.06 14:11

Genna
[...] quanto ormai introvabile pamphlet contro Cacciari.

georgia
Boh, chissà perchè mai introvabile, è adirittura scaricabile in rete.
O forse pensate che essere scaricabili in rete equivalga ad essere introvabili ;-)?
geo

Pubblicato da: georgia - 28.11.06 16:01

L'altro giorno ho chiesto su NI informazioni bibliografiche sul mondo nuragico, e mi sono arrivate in due ore tre o quattro cose utilissime, già selezionate, che ci avrei messo ore a trovare facendo ricerche per conto mio. Che sia questa la vera funzione di un blog, cioè fare domande anzichè postare giudizi o materiali?
Dico questo perchè frequento quel blog e questo da qualche mese da puro neofita (non ne avevo mai frequentati prima) e a volte ho avuto l'impressione del blog come di un talk show in sedicesimo, dove più che la conoscenza funziona l'esibizione di sè e la conferma in termini di alleanze. Come provocazione, vi giro questa citazione da "Letteratura dell'inesperienza" di Scurati, premesso che non la condivido interamente. Ma serve per discutere.
"Oggi, la retorica delle comunità di rac¬conto, di una supposta nuova tradizione orale — retorica che fiorisce soprattutto in internet per bocca dei supposti nuovi aedi di una supposta nuova narrazione collettiva è, nella migliore delle ipotesi, espressione di un bisogno, il bisogno di comunità. Ma il bisogno indica una mancanza. In questo ca¬so, la mancanza è talmente radicale da non trovare nemmeno la forza di simbolizzare, di costituirsi in desiderio. Il bisogno crudel¬mente insoddisfatto preferisce, allòra, fin¬gere la propria soddisfazione. Ma tutto si esaurisce nel beneficio del locutore. In que¬sto tipo di perversione, a godere è soltanto chi proclama da internet l’esistenza in inter¬~, net di nuove comunità, poiché assurge im¬mediatamente al prestigio del guru facendo leva sulla mentalità magica, sulla supersti¬zione arcaica di una parola-amuleto, una parola performativa, uno scongiuro che per il solo fatto di essere pronunciato fa acca¬dere ciò che enuncia: ti dico che non sarai più un individuo isolato, te lo dico e non lo sei più. Ora sei il membro di una comunità virtuale, una comunità che non c’è. La co¬munità virtuale, come già si disse della psicoanalisi, è la malattia che pretende di cu¬rar se stessa".

Pubblicato da: Valter Binaghi - 28.11.06 20:13

la sensazione che ho di recente quando frequento N I è di vago smarrimento. certi post mi piacciono molto, li trovo intelligenti e stimolanti: quello che cerco, in un posto come quello.
ma la sensazione rimane di incomprensione, di distanza; e se devo commentare - non che debba; se mi sento di farlo - ci penso su molto, talvolta fino a perdere la voglia di farlo.
mi sembra tutto complesso, o meglio, macchinoso. percepisco tensione, che mi rende refrattario alla partecipazione.
è evidente che tutto ciò è quel che sento io. ed è evidente che quel che percepisco io, è mio e basta.
ma è altresì evidente che mi piacerebbe questo fosse in qualche misura considerato: non perchè mi appartiene - ho il senso della misura - ma perchè farebbe bene guardarsi dentro.
non so se questo si avvicina a quel che giulio tenta di dire. di fatto, però, l'ho scritto qui.

Pubblicato da: cristiano prakash dorigo - 28.11.06 20:43

Io trovo che NI vada benissimo così com'è. Anzi è un vero dono che ci dà la rete italiana. Interessante, intelligente, varia e stimolante.
Non è la perfezione? Ok sono d'accordo, ma ... e meno male :-) dico io, chè la perfezione, come dicono i musulmani, è solo di dio e infatti nei loro splendidi tappeti facevano sempre un nodino sbagliato per ... non far concorrenza a dio;-)
La rete del resto è grande e offre di tutto, perchè mai accanirsi con qualcosa che funziona benissimo e che offre uno spazio incoparabile a noi naviganti?
Non mi risulta che in rete ci siano molti blog della stessa ricchezza di NI.
Ok, a giulio non piaceva più e se ne è andato, benissimo, forse dispiace, ma non è certo una tragedia: Giulio ha un blog altrettanto interessante e piacevole da frequentare.
Lunga vita ad ambedue i blog, io non li vorrei cambiare per nulla al mondo :-)
georgia

Pubblicato da: georgia - 28.11.06 21:37

non so se GG mi prende in ggiro, ma di sicuro mi ha lasciato il rimorsetto di non avergli dato la lode, di non avere cioè intuito per intero le sue capacità. Del resto, in università ho notato (e non con sconforto: sono da sempre per l'abolizione del valore legale della laurea) che ormai i più intelligenti fanno il triennio e poi se la squagliano per altri lidi. Piuttosto, sulla mia presenza (ex-) in NI svelerò un piccolo segreto: moltissimi dei miei mini-interventi erano citazioni acefale e solo qualche volta leggerissimamente variate di grandi autori, tutte rigorosamente IT. Mi divertivo un sacco l'ultimo mese, quando hanno cominciato a censurarle. E già che ci sono, svelo un segretone: per motivi così casuali che nemmeno li ricordo, per qualche anno fornivo gratis al Corriere le citazioni della finestrella sulla pagina della cultura. Dopo tre o quattro normali, ho cominciato a inventarmele io MA: assegnandole poi all'autore cui più secondo me corrispondevano. La più bella, secondo me almeno, era "di" Gio Ponti: "Delle volte mi sembra di parlare ai muri" – la più bella perché poi comparve erroneamente come scelta da Ceronetti, il quale poi mai smentì (io feci finta di fare l'offeso, garantendomi così via libera nella finestrella fin che fu chiusa per tutti). La vita è bella perché è avariata, dicono al paese mio, e per questo val la pena, qualche volta almeno, ec-citarsi.

db

Pubblicato da: Dario Borso - 28.11.06 22:36

PS. per non dare un'impressione sbagliata:
1- le citazioni criptiche su NI le ho sempre solo postate in quanto le condividevo, esprimevano cioè il mio pensiero, ma meglio di me;
2- il divertirmi un sacco è la metà emergente di un sacco di amarezza (ed. tascabile del philosophus ridens/lagrimans).

db

Pubblicato da: Dario Borso - 28.11.06 23:25

Vedi DB, quando vuoi essere persona sei bello, quando vuoi essere "legione" sei brutto.

Pubblicato da: elio-c - 29.11.06 11:47

ora dario non fare il grosso:-)
Dici con aria da cospiratore, abbassando la e-voce: "svelerò un piccolo segreto ...", ma dai ... ma se da fin dall'inizio, io in testa, ti abbiamo accusato di usare soprattutto (soprattutto non solo) copia incolla di citazioni :-). Nulla di male intendiamoci, anche grandi scrittori lo hanno fatto (basta non eccedere per pigrizia, mancanza di fantasia e assenza di capacità scrittorie), però ora non stare a far il commissario cipulla che sussurra un segreto nell'orecchio della cia;-)
Nessun segreto, tutto alla luce del giorno e talvolta anche apprezzato da me, ma anche da molti di NI.
geo
A chi interessasse oggi sul corriere c'è un interessante aqrticolo su VALERIO EVANGELISTI, lo trovate linkato nel mio blog

Pubblicato da: georgia - 29.11.06 11:58

Finalmente, mi sembra di avere colto la differenza fra l'avere o meno "un progetto" su Internet.

- HA UN PROGETTO chi non limita la sua attenzione agli interlocutori che gli si manifestano, quelli cioé che danno prova diretta della loro esistenza (feconda o molesta che sia) ma punta ad "intercettare" un insieme più ampio [rilevato dai contatori] con il quale si vuol FARE QUALCOSA DI DIVERSO dall'interazione diretta. Costringere questo insieme più ampio ad entrare nella classe dei "commentatori" causerebbe infatti soltanto un'esplosione combinatoria, del tutto ingestibile.

- invece NON HA UN PROGETTO chi si limita a rendere pubblici i propri contenuti e, a partire da essi, ad interagire senza presupporre nulla, affidandosi alle pure opportunità del caso.

L'interazione diretta, terribilmente dissipante, va dunque in qualche modo limitata. Tranne qualche fortunata eccezione, essa dovrà arrestarsi ad uno "scambio" di alto livello: saluti, congratulazioni, descrizioni, qualche arguzia, qualche stoccata, qualche polemica propizia. L'investimento legato ad un reale approfondimento impone invece, per lo meno, la garanzia di un rapporto diretto, cioé di un corpo, di uno sguardo, attraverso i quali si può ben più difficilmente mentire.

Un problema sta nel fatto è che l'interazione "indiretta" non è altro che la vecchia comunicazione unidirezionale, 1 a molti: che sarà "divulgazione" se non vi sono interessi economici rilevanti (aldilà di un'onesta retribuzione dello sforzo stesso) oppure "propaganda" quando l'interesse a piazzare l'opera influenza il giudizio critico, specie in assenza di un sistema di sanzioni della disonestà intellettuale.

In quest'ottica, e considerato che anche i membri di N.I. sono collateramente impegnati in iniziative "concrete", che in parte si giovano del supporto offerto da Internet, direi che la differenza principale tra Vibrisse e Nazione Indiana si configura nel modello di leadership: Vibrisse ha un capo - per quanto illuminato - e Nazione Indiana no. Sopra entrambe non nutro biasimo alcuno.

Pubblicato da: elio-c - 29.11.06 18:16

prima uno slogan gratis per GG: *carta, genna e calamaio*, e poi sul serio:

quello che scrive Mozzi di NI da dentro, lo vede chiunque da fuori.

che manchi un progetto e la cosa si riduca a una vetrin(ett)a, non dispiace ai vari redattori: non è impegnativo ecc.

quello che a un visitatore occasionale può sembrare squallido (complimenti, chattate, appuntamenti ecc.), a uno del giro può risultare "intimo".

sul tema dei nick non c'è chiarezza – fuorché per alcuni almeno dei redattori, che sanno benissimo distinguere tra nick e nick, tra personalità multiple e personalità multiple. e sapendo distinguere, impongono de facto la legge dell'arbitrio: fuori gli scomodi, dentro i comodi.

da fuori non è certo un bel vedere, e tornano fatalmente in mente compagni di merende, furbetti del quartierino, ma più generalmente: una gestione omertosetta, a suon di emoticon.

nei mesi in cui ho frequentato NI almeno, tutta la gestione dell'affare-nick (cesoie comprese) è stata delegata al gruppetto milanese (Biondillo, Krauspenhaar, Reister, Garufi), quasi un corpo separato (o un servizio d'ordine, stante le ascendenze ml)

in questa situazione, fatale che l'unione ormai perduta sul progetto rivivesse difronte al "nemico" (Bion tornerebbe buono qui), come unione isterica con codazzo di cacce/cacciate ecc.

il momento clou, per quanto mi riguarda (e lo considero un esperimento riuscito, in quanto interessante) è quando mi ritirai in bacheca. Essa bacheca per tutto il 2006 era andata quasi deserta (40 commenti al mese, se si esclude settembre, quando dei beoni la usarono per chattare). Piazzatomi lì io, i commentatori accorsero per tutto novembre in massa, lasciando praticamente vuoti tutti gli altri post (che prevedessi qualcosa, si evince dal mio annuncio di autosospensione: si apra pure la caccia al bisonte in bacheca)

che fare? giusto quello che ha detto Mozzi.

db

Pubblicato da: Dario Borso - 29.11.06 19:28

Scrive Mozzi nel post: "...gli spaccacazzi dicono sempre le stesse cose: siete una combriccola, ve la fate e ve la contate, vi circondate di leccaculi, vi tenete il bordone a vicenda...".

Scrive Dario Borso nel commento qui sopra: "...tornano fatalmente in mente compagni di merende, furbetti del quartierino...".

Pubblicato da: giuliomozzi - 29.11.06 19:44

E come mai non fai degli "esperimenti interessanti" anche qui?

Pubblicato da: elio-c - 29.11.06 19:49

io so, e ho le prove*

db

*ma faccio qualche lapsus, tipo: "i commentatori
accorsero per tutto novembre" – leggi "ottobre"**

**a differenza di Mozzi, che usa talvolta parole più grosse di lui,
tipo "isteria" (corretta maldestramente con "punta di" ... pepe?)***

***mentre al mio vecchio scolaro GG, di cui ho guardato il sito,
potrei fornire in una riga l'equazione del suo rapporto con FK.

Pubblicato da: Dario Borso - 29.11.06 20:03

se vogliamo ragionare:

Mozzi: *interventi così noiosi e ripetitivi (perché gli spaccacazzi dicono sempre le stesse cose: siete una combriccola* ecc.

ecco, io in migliaia di commenti postati una cosa così non l'ho mai detta; mentre qui, a giochi fatti a e mie spese, dico che *tornano fatalmente in mente compagni di merende*

i compagni di merende mi sono tornati fatalmente in mente scorrendo da fuori il thread su Vibrisselibri in NI, dove Mozzi e Angelini venivano soffocati da un multitroll omertosamente protetto dai katanga della censura.

db

(l'ipotetico "se vogliamo ragionare" si motiva dal fatto che nell'homo nevroticus la ragione è un optional)

Pubblicato da: qp - 29.11.06 21:33

Giulio perdona l'OT, eviterò di replicare nel caso.

a db.
Curiosità: quando avrei usato un nick, io?

E se siamo una combriccola fatta di compagni di merende, come mai ad ogni pie' sospinto chiedi di tornare a interloquire con noi e, ad ogni doppio pie' sospinto, ti proponi come autore di rubriche in NI (senza mai averci regalato uno straccio di pezzo che sia uno, da me a te richiesto fin da subito)?

Al Giugenna: sì è lui. E l'ho detto e ripetuto fino alla nausea: Dario è persona geniale e simpatica. Ma ciò non basta nel vivere civile.

Pubblicato da: gianni biondillo - 29.11.06 22:35

ricambio la simpatia a Biondillo, ma ciò non basta nella rete, dove a circolare sono idee e figure, e tutt'al più supposte persone. a me viene naturale dividere rete da vita, poiché di persona in rete non conosco praticamente nessuno (il praticamente l'ho messo perché ho incontrato 2 volte la Fuschini e 1 volta Biondillo e Marotta). anzi penso che la conoscenza personale inquini la comunicazione in rete: considerate ad es. a un lettore che si affaccia su un blog e vede tutto un traffico cifrato di ammicchi, critiche sottintese perché tanto poi ce se le dice in faccia ecc. : un disastro! Questo non vuol certo dire limitare i contatti personali, ma fare uno sforzo sì (e salutare intellettualmente) di bloggare come se non ci si conoscesse: invece...

sull'uso biondillesco di nick non è qui la sede, e rimando a ubicue. sul mio approccio a NI (per me è mutatis mutandis come S.Siro: se è aperto al pubblico, preferisco far due tiri lì che non sul campetto sotto casa), dirò che è stato critico, ma non critico-distruttivo (se non a partire dal momento in cui ho subito censure), anzi proprio al momento di entrare ho ammonito che secondo me la struttura di NI portava più alla distruzione che alla costruzione.
ma faccio un esempio, purtroppo autocelebrativo. quando la Janecek postò all'inizio di settembre Salmo di Celan, mi ci buttai a capofitto imparando moltissimo (nel thread più volte ho ringraziato Helena). al punto che alla ripresa scolastica è successo questo: avevo già ufficializzato che il laboratorio sarebbe stato su "filosofi italiani tra le due guerre", ma proprio prima d'iniziare, si suicidò una laureanda (ne parlo apertamente avendolo già fatto su ubicue) che conoscevo appena (ma l'aiutavo a fare una tesi su Klee e Goethe che aveva già concordato con un collega). bene, diverse sue compagne erano iscritte al laboratorio, e quando il primo giorno una di loro riferì davanti a tutti quello che Giulia diceva in giro di me, mi è venuta di colpo l'idea: volete che lo facciamo su Celan? però dovevano essere d'accordo tutti e 40, poiché l'avviso parlava di filosofi italiani ecc. Insomma, stiamo facendolo su Celan e Heidegger, e la prima cosa che ho detto è stato: segnatevi NI, poiché potrete iintervenire lì sotto il post-Psalm. Insomma, NI ha acquistato 40 testoline pensanti. dal 1 novembre, grazie alla Nuova Netiquette (un monstrum giuridico), siamo trasmigrati a ubicue, inaugurando un piccolo ma significativo esperimento di educazione permanente (ma permanente veramente, ché ad es. la studentessa che a notte fonda va a fare la pipì e in quel momento le scappa un'idea su C, la butta giù sul blog). E a NI resta qualcosa di tutto ciò? Sì: ad es. che il post-Salmo, coi suoi 749 commenti ha cancellato il record-onta di 469 del post-Etica del pompino (e che ci hanno bloccati già quasi un mese fa, se no a quest'ora si sarebbe stati sopra i 1000).

Credo di non essere andato OT neanche questa volta.

db

Pubblicato da: ddb - 30.11.06 00:34

> Questo non vuol certo dire limitare i contatti personali, ma fare uno sforzo sì (e salutare intellettualmente) di bloggare come se non ci si conoscesse.

Questo lo sottoscrivo. Tuttavia noto anche una differenza di registro fra il rigoroso canone (coerenza logica, chiarezza dei contesti, trasparenza degli scopi, indipendenza dagli affetti) che pretendi dagli altri, e la flessibile indulgenza "ubuesca" che riservi a te stesso. Del tuo operare su N.I., a parte qualche folgorante immagine, si coglieva soprattutto l'impossibilità che comportava di seguire ordinatamente che cosa dicevano gli altri, ovvero i nick non demenziali (o demenziali in senso più profondo, se vuoi) nascosti e confusi dalla tua "simpatica" legione.

Pubblicato da: elio-c - 30.11.06 09:30

db,
contraddicendomi (perché avevo promesso di non replicare):
1) tu su Ubique (dove? io mi ci perdo in quel posto) dici che darai risposta sull'uso dei nick da parte mia. Ma è qui che hai insinuato, non lì. E' questa la tua strategia: confondere le acque, aggiungere rumore, far serpeggiare la malizia. Te lo richiedo: dove avrei usato un nick, io?
2) se le 40 testoline sono pensanti ci penseranno da sole a frequentare o meno NI. Se la discussione su Celan è buona, è buona anche da te. O loro dovrebbero "usare" NI solo come pezza d'appoggio per il tuo corso (senza, perciò frequentare gli altri thread)?
3) Hai una visione muscolare, numerica, del successo di un post. Il numero dei commenti non fa, da sé, la qualità o il successo di un pezzo. Esistono post di Roberto Saviano che hanno avuto pochissimi commenti e sono stati fra i più letti di NI. Uno dei miei più letti è rimasto deserto di commenti. Ci sono pezzi con una fila infinita di inutilità, altri che hanno un ragionevole seguito di commenti, coerenti col pezzo, altri ancora assolutamente OT. insomma: il numero in sé (40 testoline pensanti!, 749 commenti! Cancellato il record precendente!) cosa dice? E' un indicatore fra i tanti.
Anche se mi rendo conto che il tuo blog vive di commenti, essento assente di articoli.
Forse pensi che tutti debbano trasformarsi in un ubique universale. Boh.

Pubblicato da: gianni biondillo - 30.11.06 10:56

@gb
evidentemente siamo fatti per non capirci (eufemismo, perché io presumo di capire te): io non ho scritto e men che meno pensato che le 40 testoline non frequenteranno più NI (assurdo, perché si dovrebbe ipotizzare che pensino quello che assurdamente avrei imposto loro), anzi penso al contrario. Invece è certo che le 40 per discutere di Celan si sono trasferite a ubicue.
E' vero: su NI indiana post bellissimi vanno a volte disertati: non so cosa ne pensi tu, ma a me piange il cuore a vederlo, poiché significa che i lettori non hanno fatto il salto, speso qualche energia per commentare. Il post disertato più bello di quest'anno per me è quello di Sparzani con brano in francese di Mallarmé, che toccava nodi fondamentali dell'estetica (a differenza di Fofi ad es.). Bene, lì Sparzani chiedeva espressamente ai redattori francesisti di NI di tradurlo, così che anche il lettore digiuno di francese potesse accedere. Nessuna risposta – sicché lo tradussi io in bacheca, e siccome avevo °*"promesso"*° di non intervenire più con commenti miei sui post salvo postare testi altrui, lo tradussi/traslai dalla bacheca al post. Quando si dice distruttivo/costruttivo...
Sullla faccenda dei tuoi nick, mi sembra qui di invadere uno spazio altrui, e siccome già ieri sono stato censurato qui, per un commento IT che riportava un dato di fatto noto a tutti ma evidentemente non al censore...

db

PS il post-Salmo combinava qualità e quantità: ma siccome poi le statistiche le fanno sulla quantità, immaginati tra qualche anno il libro di uno storico dal titolo: "La rivoluzione dei blog" Ufo ed. 2068, il cui cap. IV, "I lit-blog", cominciasse così:
*Per numero di visite, il lit-blog più frequentato in Italia agli albori del millennio fu NI, che affrontava i temi più vari con un taglio culturale destando spesso accesi dibattiti (cfr. ad es. L'Etica del Pompino, con il record di commenti: 469).*

Pubblicato da: db - 30.11.06 11:55

I "miei" nick? Ah, allora ne avrei più di uno... interessante... E di grazia: quali?

Pubblicato da: gianni biondillo - 30.11.06 13:12

Se sei stato censurato qui, hai vinto un record, non era mai successo a nessuno.
A parte che non ci credo (ma se lo hanno fatto hanno fatto B.E.N.I.S.S.I.M.O), ma se è vero, sarebbe la riprova (se ce ne fosse bisogno) che c'è sempre un'eccezione che conferma la regola e che tu faresti saltare i nervi anche a colui che è tollerante al 99,9%.
Biondillo nick? Non credo proprio!
Neppure io, che sono il sopetto fatto nick, l'ho mai neppure pensato.
Ad ogni modo dario non è sotto critica per aver usato nick ma solo per essere uno stratosferico scassablog, un e-tartufo che meriterebbe di trovare il suo moliere..
Se i blog non gli piacciono perchè mai li frequenta?
geo

Pubblicato da: georgia - 30.11.06 13:28

santiddd i o! come ve lo devo spiegare che sono LO specialista italiano del recordman mondiale di pseudonimia! (avete idea ei che vor di' trovare 36 dico trentasei varianti su un manoscritto unico, su cancellature dunque, da compulsare solo con guanti speciali alla biblioteca reale? be' andate al vol. IV dei Sæmt. Wærke e guardate all'indice dei nomi db!) Georgia, invece di chiedere, dovrebbe impegnarsi come ha fatto in bacheca di NI, dove ha brillantemente scoperto Angelini sotto Andreina Barbieri.
Quanto alla censura, ovviamente ho salvato il commento, e mica mi offendo (come non è vero che non mi piaccia il blog: lo considero anzi uno strumento eccezionale, come ho ripetutamente sottolineato nel mio e-carteggio con gb).

db

NB. non sono ahimè infallibile.

Pubblicato da: db - 30.11.06 13:44

Insisto: quali sono i miei nick?

Pubblicato da: gianni biondillo - 30.11.06 13:57

Ora pur di attirare l'attenzione inviti anche gli altri a studiarti. Bleah.
Bel divertimento, non c'è che dire. A me sinceramente mi annoi a morte ormai (ad essere sincera, non è che tu mi abbia mai divertito molto, neppure quando eri al meglio, troppo petulante andante)
geo

Pubblicato da: georgia - 30.11.06 14:36

il guaio di geo, il geoaio è appunto di essere "il sospetto fatto nick". Qui una pecca grande di NI, una dimostrazione ulteriore del suo essere non-redazione, è il mancato utilizzo di Sparzani, mero fiore all'occhiello quando aveva le competenze per chiarire. purtroppo si è fermato all'inerzia, quando doveva affrontare invece il moto, ossia lo spazio/tempo. ad es. il principio d'indeterminazione vale a maggior ragione per i nick, per la loro rizomaticità (parolona rimasta nel programma di NI e usata poi a mo' di clava da redattori in realtà trogloditi). ma: per parlare di indeterminazione bisogna essere determinati, per osservare il movimento bisogna stare un attimino (=determinazione minima di tempo) fermi. e così formulerei la legge: per rincorrere un nick, il segugio NON può essere egli/ella stesso/a un nick. poniamo la contraria: S scappella N, il quale nell'istante stesso scappella S incappellandosi di S, all'infinito. Perciò qui ad es., a cacciare nick può essere un Mozzi, che ha dato generalità e recapito, o un gb, MA non georgia (a meno che non esibisca pur essa i dati). quanto a me, sono "il sospetto fatto persona".

db

quanto all'isteria, evidente-antonomastica nell'acting out censorio, non vorrei si scordasse che è l'ultima manifestazione in ordine di tempo della sindrome borderline, preceduta com'è da un'escalation sadico-anale di chiara marca ossessiva che si incentra sul significante "feci": "strisciata di sterco" fk, "schizzate di merda" gb, "imbrattatore" geo...
(nessuno ricorda qualcosa, magari via dizionario, alla voce "untore"?)

Pubblicato da: Dario Borso - 30.11.06 16:23

Dario Borso non è stato censurato qui. Se è sparito un suo commento, sarà stato - i lettori abituali lo sanno - un errore compiuto da me nel corso dell'abituale cancellazione di spam porno. Del che mi scuso, e allargo le braccia: cancellare i commenti spam uno per uno è l'unico modo che ho, al momento, per contenere l'invasione (certe notti ne arrivano centinaia).

Pubblicato da: giuliomozzi - 30.11.06 17:28

Tralasciando per un momento la litania di recriminazioni qui sopra, vorrei ritornare invece al punto saliente della tua spiegazione, Giulio -- non avere un progetto -- e cercare di capire meglio che cosa ciò voglia dire.

Nel mio ambiente di lavoro, un progetto indica un insieme di attività finalizzate alla realizzazione di un obiettivo in un lasso di tempo finito (solitamente prestabilito) rispettando dei vincoli sulle risorse disponibili.

Giusto per fare un esempio, la durata nel tempo, che per me è fondamentale nella definizione di progetto, mi sembra che manchi completamente nella tua idea di progetto.

Perciò ti chiedo, che cosa vuol dire "avere un progetto" in questo contesto?

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 30.11.06 17:33

Dario, la domanda è semplicissima e chiede una risposta semplicissima:

Quali sono i miei nick?

Com'è che continui a NON rispondere e confondi le acque con tutto il tuo sparlare a sproposito? E' proprio questa tua modalità comunicativa che nel tempo inizio a credere niente affatto rizomatica e fantasiosamente genialoide ma estremamente maliziosa: soffi il venticello del dubbio, della maldicenza, del detto/non detto, tiri fuori dal cilindro nomi, cognomi, spesso a sproposito, o a propositissimo ma leggermente fuori fase, fai una battuta, citi un grande del passato, ma poi, alle strette, dai e dai, non rispondi mai in modo diretto e preciso.

Ripeto: QUALI SONO I NICK CHE IO AVREI USATO?

E dato che il sospetto sei tu che l'hai diffuso tocca a te l'onere della prova.

Pubblicato da: gianni biondillo - 30.11.06 18:34

dario borso, credo che seguirò il tuo consiglio. Meglio non incontrare persone come te, ma lasciarle nelle proprie reti (di supponenza).
Mi dispiace per L'etica del pompino, che tu non abbia battuto il record evidentemente studiato a tavolino da me,record reso possibile grazie a commenti bellissimi e molti OT.
effeffe

Pubblicato da: effeffe - 30.11.06 18:35

è così a vanvera il mio argomentare, che con tutto il suo supporto di dati e riscontri è depositato sotto il post ITALIAINFUMO (i.e. sotto il terzocchio di mia cugina) in Ubicue. Lì si mostra e dimostra la falsità di tutto quell'ammasso nevrotico di imputazioni che è il post-Pattorotto, scritto da gb allorché "perse ogni freno", come ammise in rete il giorno dopo. "imbrattare", termine comparso appunto lì e subito sostantivato da georgia, è il meno (si dice infatti spesso – ma mai io su NI – "cagate" per "stupidaggini*); perché lì, in un blog fierissimo delle sue 40.000 visite mensili, sono stato accusato senza possibilità di replica:

a) di non avere rispettato un patto stilato tra me e gb via e-mail secondo cui io avrei rinunciato a commentare – MA le e-mail che ho conservato non sfiorano nemmeno l'argomento
b) di avere insinuato in un commento nickato un passato da nazista di fk, quando il commento da me conservato dice tutt'altro e solo post factum può essere visto come occasione di equivoco a una lettura allucinata di 2 persone (gb e fk) in preda a qualche sindrome.

I 2 punti configurano cioè una plateale diffamazione, mentre la risposta di fk "ti gonfio" è una palese minaccia fisica. Se i due verranno a Ubicue a discuterne pacatamente, ci si potrà chiarire (i.e. potranno schiarirsi le idee), ed è la soluzione che mi auguro; se invece non si presentano, e limitano come qui il dialogo alla questione assolutamente secondaria dei nick di gb, ristabilirò per altre vie il mio onore affidandomi a chi ne sa più di me.
gb è disarmante nella sua fanciullesca voglia di sapere quali nick. gli risponderò da adulto, e da studioso: l'attribuzione di un nick a una persona reale può seguire due sole vie:

a) l'esterna e breve, per una soffiata dalla vita (un amico comune che confida che x si fa passare per y), e non è la mia
a) l'interna e lunga, per un'analisi testuale dei vari commenti nickati via riscontri, deduzioni ecc. Allo stato attuale, ho raccolto tutto il materiale individuando dei filoni precisi: appena avrò il tempo di organizzarli in una perizia, li posterò su ubicue. ma dire qui; "gb era ginger becker" per sentirmi dire in ogni caso "noooo!!!"...
Innanzitutto dunque finirò la ricostruzione della fatidica serata in cui avrei insinuato il pass. naz. di fk (sono arrivato a spiegare che ero a cena dalla collega De Pace con tra gli altri Pietro Spica e)

db

*dirà gb che pure codeste sono schizzate di m, ma non mi cale, se son dette da uno che quand'era stanco apriva il "chi siamo" di NI e immancabilmente alla voce Ozzy Osborne si metteva a ridere.

Pubblicato da: Dario Borso - 30.11.06 19:29

Caro Borso,
non intervengo per polemizzare con te. Alcune persone che conosco, e delle quali mi fido, mi dicono che tu, al di fuori del web, seipersona simpatica e piacevolissima. Ci credo, anche perchè sei capace di essere persona piacevolissima anche sul web.
Chiudiamo la querelle; io ho fatto un solo errore (reagire con violenza a un anonimo, non certo a te, poiché eri "sotto nick", e dunque io rispondevo violentemente a quel nick dietro il quale tu ti nascondevi, non a te). Qualche ora dopo, ho cancellato il tuo commento (che io non sapevo fosse tuo) e il mio, molto brutto. Tutto qui. La mia "carriera" di censore è fatta di quest'episodio e di un altro, dell'anno scorso, quando censurai un disturbatore compulsivo sul mio blog Uffenwanken, da parecchi mesi chiuso.
Ora, io credo, molto fermamente, che dovrei essere io quello che pretende delle scuse. E tu sai perchè.
Ma non sono un illuso; ho la forte sensazione che tu, quelle scuse, non me le farai mai. A maggior ragione io non ti farò mai delle scuse. Nemmeno sotto tortura.
Chiudiamola qui. Se continuerai nella tua opera di "taglia e incolla", di "montaggio eisensteiniano" delle mie parole, sarà affar tuo, più precisamente della tua coscienza.

Pubblicato da: Franz Krauspenhaar - 30.11.06 20:09

*L'arma della critica non può certo sostituire la critica delle armi.*
K. Marx, Per la critica della filosofia hegeliana del diritto, 1844

*L'etica del pompino non può certo sostituire i pompini dell'etica.*
F. Forlani, Manifesto del party colamunista dandy, 2006

Pubblicato da: C. Pompidou - 30.11.06 20:14

ecco, questo qui sopra è un mio classico intervento "imbrattante" da NI (dove il nick è coerente al testo, mentre io sono recuperabile cliccando su Pompidou)
NB. su NI io ho "imbrattato" quello che non mi sembrava di valore, e onorato con impegno qello che invece sì. Interventi così possono far "cagare"? certo, dipende molto dallo stato intestinale del singolo lettore. quello che posso dire da parte mia, è che per bloggare uso il pc sempre in posizione composta: prima ci studio un po' (copincollare è un'arte, come la sartoria, e richiede impegno: trovare, tagliare, confezionare ecc.), poi studio l'effetto che può avere, trasferisco dai documenti alla finestrella dei Comments ecc. Invece (ed è una cosa che se non erro notava Celati) c'è gente che usa il pc come un water: butta giù e tira la catena facendo click su "Post".

A una come georgia fo l'effetto seguente: *A me sinceramente mi annoi a morte ormai (ad essere sincera, non è che tu mi abbia mai divertito molto, neppure quando eri al meglio, troppo petulante andante)*... ma , gente di Vibrisse, sospendete il giudizio e immaginate che a censora unica e onnipotente del gusto in una nazione sia la suddetta georgia (già ora di professione PM): ebbene, cosa sarebbe mai al confronto The Big Sister di George Georwell?

db

Pubblicato da: Dario Borso - 30.11.06 20:36

sono contento che abbia scritto fk. anch'io ho riscrontri positivi sulla sua persona/lità fuori rete, e questa è una base/ipotesi buona per cominciare a dialogare. ma adesso, veramente, devo andare ai martiriditurro per rifinire lo statuto dell'Arci-premio Baghetta (stanotte risponderò nel merito).
buona serata

db

Pubblicato da: Dario Borso - 30.11.06 21:07

Ok, io ci ho provato a riportare la discussione sul tema, ma vedo che non ho avuto molto successo.

Per cercare di capire un po' di che cosa state parlando sono andata a vedere nei link sparsi in giro qui sopra. E uno di questi link in particolare mi ha fatto venire in mente un film.

Ora, non so se qualcuno qui ha presente “A Beatiful Mind”, la biografia di John Nash interpretata da Russell Crowe. Ad un certo punto della storia viene mostrato l'interno della baracca in cui lui aveva stabilito il suo "ufficio". Avete presente l'aspetto di questo ufficio? Ecco, questa è esattamente l'immagine che mi viene in mente.

Mi rendo conto che chi non ha visto il film troverà questo commento piuttosto critico. Se però l'avete visto, che dite, la mia è un impressione sbagliata?

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 30.11.06 21:55

Vuoi dire la stanza con tutte quelle formule disseminate dappertutto pareti e vetri delle finestre compresi? Gran bel film.

Qui, invece: gb, db, fk?:-)

Io resto ancor più convinto, leggendo di questa vicenda che coinvolge tre persone che considero brave e intelligenti, che si debba addebitare all'uso dei nick certe eccessive "stravaganze", che altrimenti si manterrebbero entro limiti accettabili e comunque di rispetto nei confronti dell'interlocutore.

Come mi piacerebbe sperimentare per un certo periodo (un mese?) l'abolizione dei nick e l'uso del nome e cognome anagrafici! Malintesi e litigiosità si ridurrebbero, ne sono convinto.

(E' un mio pallino:-))

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 01.12.06 00:18

db scrive:
"Se i due verranno a Ubicue a discuterne pacatamente, ci si potrà chiarire"

facendomi sembrare un altezzoso che commenta qui ma non lì. E non è vero. Io su Ubicue l'ho fatto (e lo faccio) per centinaia di commenti, perché far credere qui (dicendo/non dicendo) il contrario?

Pubblicato da: gianni biondillo - 01.12.06 01:15

E poi, ma dobbiamo ricominciare?
Dici: "di non avere rispettato un patto stilato tra me e gb via e-mail secondo cui io avrei rinunciato a commentare – MA le e-mail che ho conservato non sfiorano nemmeno l'argomento"

Non ho mai negato che m'ero confuso, che tu quel patto l'avevi fatto NON nelle email. Però, l'avevi fatto, pubblicamente. Ha perciò meno valore? E' come se io ti dicessi: "m'hai preso a schiaffi con i guanti gialli". E tu: "no! Erano verdi!" Be', sempre schiaffi sono!
Questo spostare l'attenzione al perticolare è strategico nel tuo approccio dialettico proprio per occultare il macroscopico.

E su Ubicue tutto ciò è stato detto e stradetto da me.

Pubblicato da: gianni biondillo - 01.12.06 01:21

Anch'io sono d'accordo con Bartolomeo Di Monaco. E se non si muovono loro, staniamoli. In rete ad esempio ho trovato:

db Dario Pasquale Costante Borso, nato a Cartigliano (VI) l'8-12-1959, residente in via Fria Porà 4 Milano, c.d'i. AZ152754721, pass Y3404388, ric.un. 08308, tel. 022618024, cell. 3335802007, cell. amant. 3493911990, tess. san. non pervenuta, bibl. crescenz. 34096

gb dott. GiBaud

fk Franz Kafka

sempre in rete ho trovato www.movantiz.com (movimento anti-iniziali), e www.nickonoklast.dn (movimento naziskin danese che lotta per l'abolizione delle opere pseudonimiche di SAK e la ristampa a spese dello stato dei soli Discorsi Edificanti)

B. Ardimo

Pubblicato da: BdM - 01.12.06 01:22

infine: "di avere insinuato in un commento nickato un passato da nazista di fk, quando il commento da me conservato dice tutt'altro"

Be', ma mettilo in circolo 'sto benedetto commento. Perché continui a tenertelo conservato come una reliquia? Non ti basterebbe farlo leggere per dimostrare che, coms scrivi, sono in preda a qualche sindrome?
Quante volte ti ho chiesto di pubblicarlo, perché non lo fai?
Cosa aspetti? Che ce lo dimentichiamo così ce lo riproponi fra 3 anni edulcorato e taroccato?

Pubblicato da: gianni biondillo - 01.12.06 01:25

bart, ma gb db fk non sono altro che le iniziali di nomi e cognomi veri :-).
Il tuo è un falso problema.
L'ho già detto in NI il problema non è dei nick o dell'anonimato che è, nei limiti, un diritto inalienabile della rete (se non serve per fare maldicenza o usare il nome di altri per fargli dire cose ridicole o infamanti e così sputtanarlo). Il problema è l'eccesso di narcisimo. Chi fa confusione di solito è uno presentissimo con nome e cognome vero che si inventa altre personalità (però facilmente riconducibili a lui e se non lo sono sarà lui stesso a segnalarlo prima o poi) con cui dialogare per levare spazio agli altri e silenziare ogni discussione che non riguardi lui stesso. Questo è un fenomeno compulsivo da eccesso di rete abbastanza diffuso, soprattutto fra i neofiti o fra chi sta troppo in rete e si sente onnipotente, potrei portarti dei casi ormai famosi (che forse già conosci)e tutti erano presenti con nome e cognome vero, è un fenomeno che a poco a che fare con l'uso vero del nick, uso che spesso serve a chi non ha interessi di autopromozione, o a chi magari è già abbastanza famoso e avrebbe vita difficile, o a chi lo fa per motivi di sicurezza o anche solo a chi vuole godersi la libertà della rete.
Io i veri grandi litigi in espansione li ho visti quasi sempre fra persone presenti, troppo presenti, con nome e cognome :-). E le offese le ho ricevute solo da persone con nome e cognome, quasi mai dai nick (se non chiaramente riconducili a persone già presenti con nome e cognome). Poi è vero ci sono dei provocatori che girano sotto nick, sono un po' fastidiosi, ma sono del tutto innocui, spesso sono solo persone giovanissime.
Poi c'è chi ha un progetto e un fine preciso, ma a quelli nessuno impedisce di crearsi un nome e cognome falsi che sembrino veri, a meno che tu non voglia imporre fotocopia della carta di identità e dell'impronta digitale :-), ma ... distruggeresti la libertà della rete e basta.
geo

Pubblicato da: georgia - 01.12.06 01:36

il commento contro fk di db (sotto pseudonimo ma da lui stesso confessato) lo abbiamo letto tutti quindi non può,per ora, cambiarlo e quindi non può postarlo :-)
geo

Pubblicato da: georgia - 01.12.06 01:40

Prima sono crollato, ma ora è ancora buio, e quindi…
(mi ha fregato il ponce, un intruglio infernale che Micaela Nomenomen Mezzabotta, l’arcigestora, mi ha prima centellinato poi propinato e infine profuso nel corso della serata. Tornato non esattamente per la via più breve, ho scritto appunto il commento qui sopra in cui ho dato i miei estremi – come al solito in posizione composta, ma con un lapsus: *cell. amant.*. (per me sarebbe un po’ compromettent.: se Mozzi potesse cancellarlo, e poi promettermi di non usarlo…)
a differenza di fk che non ci è mai entrato, gb ha frequentato Ubicue in passato, ma non si fa vivo da 2 settimane (poi ha un modo tutto suo di dialogare: nel nostro e-scambio ad es., conveniva sul fatto di pubblicare un post su NI su “Cos’è che non va?” giusto del tipo di questo qui sopra del Mozzi: ma chi l’ha visto?)

La legge del nick da me formulata vale anche per georgia: un nick che parli del problema dei nick è come se parlasse al vento, e si contraddice da sé: quindi, georgia, se vuoi affrontare il tema, presentati come tanti altri: nome, cognome ecc.

Come sa chiunque abbia seguito anche saltuariamente l’affaire, io il giorno stesso del post-Pattorotto ho redarguito gb per non aver pubblicato il commento incriminato, al che mi fu risposto che fk non l’aveva conservato. Io invece sì: e con ciò? Io so che quello che dicono del documento è frutto di un colossale equivoco (eufemismo pe:r ottusità di origine nevrotica – la stessa che domina tuttora gb, il quale sostiene che io in pubblico i.e. in bacheca NI avrei fatto un patto… con chi? col diavolo? I testi lì almeno sono pubblici, e chi vorrà vedrà), ma se l’avessi pubblicato in quel contesto loro per negare la loro ottusità avrebbero detto: non è vero! c’era scritto colà! Per me è un vero guaio che loro non ce l’abbiano: l’avessero pubblicato loro, avrei spiegato l’equivoco facilmente, anzi l’equivoco si sarebbe spiegato da sé al lettore normotipo, e invece…

Io sinora ho ragionato su due opzioni:
pubblicare il commento-Zafròn su Ubicue
esibirlo in sede legale qualora ve ne fosse bisogno (della sede, non dell'esibizione)
ovviamente la seconda non esclude la prima, e la scelta la farò domani (stanotte sarò a VR al concerto dei Vanilla Sky, domani al paese mio, dove vedrò mia cugina). Ma la disponibilità a un qualche dialogo dimostrata qui da fk me ne configura una terza:

pubblicare il commento-Zafròn in un post su NI scritto ovviamente da me, che non superi per quantità di righe il post: "Dario: hai rotto il patto!" di gb. Che non sia una forma di rivincita (o legge del taglietto) lo si evince dal fatto che permetterei a gb di intervenire nei commenti (mentre a me fu vietato), dove io iinterverrei in qualità di postante.

db

PS. ai maligni: avrei già in mente un titolo, che NON sarà comunque: *Gianni: hai rotto il cazzo!*

Pubblicato da: Dario Borso - 01.12.06 08:05

Cara P.O., quando penso alla definizione di "pochi, dichiarati, raggiungibili obiettivi", nella parola "raggiungibili" mi pare implicita l'idea di un termine di tempo. E' davvero raggiungibile solo un obiettivo che si vuol raggiungere in un certo tempo. Questo intendevo, e se non era chiaro me ne scuso. Ho risposto all'osservazione?
Ad esempio, credo che non sarebbe male se i gruppi che si costituiscono si dessero un termine di tempo anche per la propria esistenza come gruppi (nel gruppo di vibrisselibri, ad esempio, ci siamo domandati più volte: "Funzionerà questa cosa? Non funzionerà?", e ci siamo risposti: "Lo sapremo tra un anno". Benché non formalizzata, la scadenza "tra un anno" è ben presente. Se tra un anno la cosa non funziona, vuol dire che non funziona; e ci si ferma lì, o si cambia tutto).

Pubblicato da: giuliomozzi - 01.12.06 08:42

carissimo dario borso a me non fanno paura (e tristezza) gli scemi che vogliono passare a tutti i costi per intelligenti ma gli intelligenti (come te) che vogliono a tutti i costi fare gli scemi. L'ironia poi è un'arte mica te la insegnano all'università...
effeffe
ps
il tuo situazionismo di provincia sinceramente mi fa ridere e anche un pò pena (pene se preferisci) comunque tolgo ildisturbo da qui e soprattutto non chiamarmi più,per dirmi cazzate,

Pubblicato da: effeffe - 01.12.06 08:47

@ff

non "un pò", ma *un po'*

db

PS. tu mi dirai: succhiaminchia cagacazzi (à la fk), ma considera che, siccome lo scrivi sempre così, d'ora in poi lo scriverai ortograficamente corretto (trattasi infatti di elisione ≠ accento), e magari alla fine, tra te e te, mi ringrazierai.

Pubblicato da: Dario Borso - 01.12.06 09:30

vedi un pò tu
comunque mi fà piacere che mi leggi (che leggi tutto di mè) si vede che non ci hai altro da fare.
effeffe
ps
e intanto mi dico:
1) probabilmente Giulio avrebbe meritato altri commenti a questo post
2) come al solito (troppo anema e core, direbbe qualcuno) sono caduto nella trappola un pò oscena tesa da dario borso (che si mette con la matita rossa- l'unica cosa rossa che gli sia rimasta- e mette voti con la stessa disinvoltura di un ricercatore universitario un pò (giusto un pò) frustrato.
3) credo che dovrrò fare mio l'importantissimo consiglio che mi diede Giulio alla fiera del libro di torino quando a proposito dello scoramento che mi prendeva di fronte a certi commentatori lui disse: Fregatene!
4)l'unica cosa che ho imparato da te caro dario è che per nulla al mondo mi farei una seconda volta dei chilometri sotto la pioggia per un caffè da te
effeffe

Pubblicato da: effeffe - 01.12.06 10:08

la notte stessa del Pattorotto (il post in cui gb aveva pubblicato, recuperandolo dal *retrobottega* un mio commento censurato riferentesi al commento-Zafròn di 2 giorni prima), sotto il post-gabbietta di Ubicue:

8 nov. h 05:16, db:*mentre dal retrobottega tirano fuori un commento censurato, ne tengono ben celato un altro, di Zafròn, perché sanno che se lo tirassero fuori la loro posizione diverrebbe insostenibile.*

8 nov. h 09:11, gb: *Il commento di Zafron non l'ho cancellato io e non è più, purtroppo, reperibile. Se tu fossi onesto come dici (dato che dici di averlo conservato) lo dovresti riprodurre per intero.*

per quanto mi riguarda, dal mio commento si evince che:
1- do per certo che gb e fk abbiano conservato il commento-Zafròn, stante che hanno conservato l'altro;
2- non ho paura che lo esibiscano, anzi li esorto a farlo, certissimo che così si svelerà l'equivoco in cui sono caduti.

per quanto riguarda il resto...

db

(l'ultimo commento di gb su Ubicue risale al 14 nov. h 22.15, sempre nel post-gabbietta)

Pubblicato da: Dario Borso - 01.12.06 10:15

@ff

*fà* senza accento

resonsabile della pioggia fu G.P. e non io, che responsabile fui solo del caffè

db

Pubblicato da: Dario Borso - 01.12.06 10:23

@ff
1)scrivili tu i commenti che il tuo Giulio avrebbe meritato.
2) lo scoramento è reciproco.

3) Tutti buffoni.

Pubblicato da: elio-c - 01.12.06 10:26

Chiarissimo, Giulio. Io avevo interpretato il tuo raggiungibili più nel senso di concreti, e me ne era sfuggita la dimensione temporale, che, come invece mi fai giustamente notare, è ben presente.

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 01.12.06 11:31

Bart, mi riferivo proprio a quello.

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 01.12.06 11:34

Dario, alla biblioteca reale danese di collezioni delle opere di Kierkegaard ce ne sono varie. A quale edizione appartiene il vol.IV cui fai riferimento nel tuo commento delle 13:44 del 30.11.06?

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 01.12.06 11:50

Pensiero Ozioso,
la tua domanda è malpostissima, per cui cercherò di sciogliertela. Francamente non so se alla biblioteca reale abbiano tutte e quattro le edizioni delle Opere Complete di SAK (non sono nient'affatto tempestivi nelle acquisizioni). Fino a un lustro fa, le edizioni erano tre, e gli studiosi in genere (me compreso) si basavano sulla seconda, più affidabile, degli anni '20. La quarta è appunto in via di pubblicazione (se non vado errato, alla fine saranno una quarantina di volumi, dove la novità maggiore è/sarà la collazione in ordine rigorosamente cronologico dei Papirer), e il quarto volume è apparso appunto tre anni fa. Le varianti le avevo individuate già prima che partisse il progetto, pubblicate in coda a "La ripetizione", Guerini e Ass. 1991 (ora Bur Rizzoli), poi riassunte in lingua inglese in un numero di Kierkegaardiana, e infine rifluite appunto nel vol. IV.

db

Alla biblioteca reale ci si va per consultare i manoscritti (con guanto), mica gli editi (senza guanto). E comunque, malpostissima non significa OT, in quanto per vie apparentemente insondabili il vol. IV si collega eccome al post di Mozzi, i.e. ai destini di NI.

Pubblicato da: Dario Borso - 01.12.06 12:37

... e fu allora che, alzando gli occhi al cielo, verso la costellazione di Vibrisse, ET esclamò commosso: "CASA!!!"

... passò meno di mese, e già aveva in mano le chiavi dell'appartamento: un confortevole monolocale a forma di rubrichetta settimanale...

... dicono che qualche inquilino del palazzo facesse un po' di resistenza all'arrivo del nuovo condomino, ma durò poco: i buoni uffici del padrone di casa sistemarono tutto...

Vostradamus

Pubblicato da: Vostradamus - 01.12.06 13:05

dario io mi chiamo gEorgia il cognome se permetti me lo tengo per me.
geo

Pubblicato da: georgia - 01.12.06 13:12

db, io ci vengo tutti i giorni nel tuo blog. Ma da circa 2 settimana non ci capisco più niente e non so più dove e cosa commentare.
Sicuramente è perché io sono tonto, ovvio. Non ho la tua cultura dialettica. Tu ti muovi sempre con Schopenhauer sotto i braccio e i suoi stratagemmi. Sai come "ottenere ragione", io sono un tipo più terra terra, te l'ho detto e ridetto.
A questo punto ti dichiaro vincitore per mancanza di avversario sul ring. Mi ritiro in lacrime nelle mie stanze.
Ma prima: hai ragione tu. Proprio tu. Sei tu quello che ha ragione. Hai proprio ragione. Dio come hai ragione. Come ho fatto a non capirlo prima? Hai ragionissima!
Contento?
"Fregatene" ha detto Giulio a Francesco. E a questo punto, davvero, me ne frego pure io.
Ciaociao, G.

Pubblicato da: gianni biondillo - 01.12.06 13:23

anch'io ci vado a leggere ubique e anch'io non ci capisco nulla :-), anch'io sono tera tera anche se in verità mi manca la terra sotto i bit.
geo

Pubblicato da: georgia - 01.12.06 13:34

@gb

forse su Ubicue entri nel post sbagliato (che so, Arcipremiobaghetta o Salmo). Invece devi aprire ITALIAINFUMO (nella ricostruzione sono arrivato giusto al momento topico in cui lessi accanto a Spica il post ANED di fk).

db

Pubblicato da: Dario Borso - 01.12.06 13:42

Quindi, Dario, il volume IV, è quello più recente, bene.

Così, giusto per curiosità, come mai fai riferimento a questo volume come “vol. IV dei Sæmt. Wærke”?

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 01.12.06 13:44

Scusa georgia, hai tutto il diritto di affrontare la questione dei nick, in quanto sulla rete sei sovraesposta ed è facilissimo risalire agli estremi della tua identità reale. Mi sorprende, ma fino a un certo punto, che la tua professione sia di “dialogista”; non invece che abbia adattato tu in italiano i dialoghi di La strana coppia 2 (The Odd Couple II) di Howard Deutch
Usa,1998. Ora mi è tutto più chiaro, rispetto ai commenti di gb & fk.

Quanto alla domanda qui sopra, c’è un limite: la prima infatti era malposta, questa ha la risposta dietro, o sopra, nella risposta che diedi alla prima: rileggi!
(più in generale, qua filosofo, ai cazzeggi letterari preferisco i pensieri oziosi, ai pensieri oziosi i laboriosi, ai laboriosi gli stupendi, ma il primo e ultimo amore mio va ai: pensieri)

www.geocities.com/televisioncity/set/2723

Pubblicato da: Dario Borso - 01.12.06 15:54

No vedi, è che a quanto ne so io in danese si dice “Samlede Værker” e non riesco a capire da dove venga l'espressione “Sæmt. Wærke” che adoperi tu. Suona quasi più tedesca che danese, se non fosse che comunque in tedesco sarebbe comunque “Sämtliche Werke”.

Come vedi si tratta di una curiosità legittima.

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 01.12.06 16:06

ah ah ah ah ah
dario sei troppo divertente
ah ah ah ah ah
geo

Pubblicato da: georgia - 01.12.06 16:37

per me la curiosità è sempre legittima, a cominciare dalla prima, quella che si soddisfa dal buco della serratura spiando i genitori. la tua è, al confronto, molto più facile da soddisfare (a meno che tu non sia ozioso non solo nel pensiero, ma pure negli arti): vai nella libreria più vicina, sfila dallo scaffale dei Bur Rizzoli La ripetizione (se non la trovi, di SAK van pure bene Prefazioni e Sul concetto di irinia, NB sempre dallo scaffale Bur Rizzoli, mi raccomando, non confonderti!), controlla e poi esci senza pagare (e senza libro infilato lì). Ce la farai? Manderai qualcun altro? e se, stando che il simile sta col simile, quest'altro è ozioso come te?

db

@crassa gorgia: chi è il Davide che ti ha fatto le foto? marito o fratello?

Pubblicato da: Dario Borso - 01.12.06 17:05

... la seconda parte della mia visione/profezia di mezzogiorno è annullata. probabilmente mi si era offuscata la palla, quindi rettifico:

... è già entrato...

Vostradamus

Pubblicato da: Vostradamus - 01.12.06 17:24

Be' Dario stai facendo un po' troppe assunzioni (sbagliate) sul mio conto. Una di queste è che io viva in un paese in cui i BUR si trovino così facilmente in libreria (risposta: no).

Ti sarei perciò grata se tu volessi spiegarmi da dove viene l'espressione “Sæmt. Wærke” da te adoperata. Non è danese, non è tedesco. Che cos'è?

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 01.12.06 17:36

pensa te se io ho tempo da perdere con chi si fissa odiosamente su un tasto sbagliato! vai alla toletta, va', angioletta, che hai tempo da perdere!

piuttosto, una svolta: il terzo ubicuo, da cui sono appena stato, è originario di... Quarto Oggiaro! e per interposta persona (io cioè) chiede a gb: andavi mai alla cremeria? e conoscevi cocò? il mondo è piccolo, picocò, ubicò.

db

oPS! ho sbagliato tasto di nuovo: invece di "odiosamente" leggi "oliosamente" i.e. untuosamente, con quel sentore di ocanonica... e di sale d'attesa greca... e di appuntamenti lunghi dalla sindaca...

Pubblicato da: qp - 01.12.06 20:11

ho guardato su google "Pensieri Oziosi": la romana non è male, quindi torniamo IT, sul destino di NI. Avevo stamane azzardato :*per vie apparentemente insondabili il vol. IV [La ripetizione di SAK] si collega eccome al post di Mozzi, i.e. ai destini di NI*. Giusto per curiosità ho sfilato il tomo dalla libreria, e letto l'incipit che fa:

*Visto che gli Eleati negavano il movimento, intervenne Diogene nel ruolo di oppositore – intervenne davvero, in quanto come noto non disse una parola, ma camminò semplicemente avanti e indietro due tre volte, col che stimò di averli refutati a sufficienza. Visto che m'ero occupato a lungo, perlomeno occasionalmente, del problema della ripetizione (è possibile? quale significato ha? una cosa guadagna o perde a essere ripetuta?), un bel momento ho pensato: "perché non fai Nazione Indiana 0.2? L'hai già fatta una volta, così potrai verificare possibilità e significato di una ripetizione".*

Constantin Constantius

Pubblicato da: Dario Borso - 01.12.06 21:32

sbalorditivo addirittura il seguito:

*Tra le mie quattro mura ero giunto a un punto morto.*

qui infatti, già ovvero all'incipit, trovai la prima, emozionante variante, ché cancellato stava:

*Nel quadrato della vita ero finito all'angolo.*

Ed ecco, trovata la prima, fu un giochetto comprendere la cancellatura in testa, allo pseudonimo *Constantin Constantius*. Già la II edizione dei Sambadi Works riportava un secondo nome intermedio, poi cancellato ma con tratto unico di penna i.e. leggibile: *Constantin Cassius Constantius*. Ma ora, individuata la variante dell'incipit, potevo ragionevolmente ipotizzare il secondo cognome, invece totalmente cancellato:

CONSTANTIN CASSIUS CONSTANTIUS CLAY

variante prontamente accolta dalla SAK, oltre che dalla WBA.

Pubblicato da: C.C.C.C. - 02.12.06 17:23

E' curioso notare come Dario si affretti a correggere Francesco Forlani per un un "pò", mentre se io provo a far notare le ben più serie incongruità linguistiche di Dario io venga definita una fissata. Se uno si mette ad adoperare la matita rossa da maestrina come ha fatto Dario, il meno che si possa aspettare è che qualcuno faccia notare a lui i suo di limiti linguistici. Curioso, davvero.

Curioso anche perché di sicuro l'espressione “Sæmt. Wærke” usata da Dario non è semplicemente un tasto sbagliato, è molto di più. Io ho cercato di fargli notare due volte l'incongruità dell'espressione, riportandogliela anche nella speranza che la potesse vedere. La totale incongruità dell'espressione è completamente passata inosservata, e il povero Dario si è limitato a sostenere una volta che la mia domanda era mal posta e successivamente che la mia domanda era priva di senso, o qualcosa di simile. Quando si parla di travi e pagliuzze...

Comunque, Dario, capisco che il mio stile può sembrare "olioso" oppure "odioso". In realtà esiste un termine tecnico ben preciso per descriverlo. Naturalmente se te lo dicessi io, la sua efficacia verrebbe meno. Però sono sicura che se ti impegni tu ci possa arrivare.

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 02.12.06 20:04

Son giunto or ora da Cartigliano, e vedo che la Pensiera ha oziato ancora. Ma ho notato che qui nel thread aveva scritto: “nel mio ambiente di lavoro il progetto…” – ergo è una lavoratrice, per quanto oziosa, e in più una collega-traduttrice, seppure in rete (la sua trad. istant. del magnifico e-vettore su NI mi è parsa buona). Merita dunque una risposta (all’inizio dicevo "malposta" la domanda sua poiché denotava ignoranza dell’abc filologico).
In genere, ma soprattutto qui in rete vale la differenza tra lapsus e vizio:

lapsus = caduta
vizio = ricaduta

Mi sembra di capire che P.O. (senza accento) non mi perdona il lapsus. Io mi regolo diversamente, in rete e nella vita: se uno cade, gli abbono volentieri il lapsus, se invece uno cade ripetutamente sullo spesso punto, mi preoccupo, e glielo faccio notare (gentilmente se il rapporto è buono, piccatamente se no), certo comunque che ciò gioverà al ricadente. ff scrive sempre un po’ con l’accento (un minuto fa l' ho visto nell'ultimo post suo su NI ripetutamente scrivere è con l'accento acuto), Kraspenhauer sempre sì senza, e NB non nella foga attenuante dei commenti, ma nei post stessi: poniamo che mandino a un editore un file così conciato – magari s’infastidisce e salta un contratto (poi sono entrambi redattori di NI, e un ravvedimento ortografico darà maggior smalto al lit-blog stesso).

Forse lo scopo ultimo del rilievo di P.O. è approfondire le mie competenze linguistiche: ecco, "La ripetizione" ad es. può trovarla su E-bay, e le arriverà a casa senza dover raggiungere librerie lontane. Ma se non vuole spendere, scriva a Joakim Garff del S. K. Forskningscenter jg@sk.ku.dk o al prof. di Lingue e letterature nordiche massimo.ciaravolo@unifi.it. Ma mi raccomando, non me li saluti (a quello ci penso io).

db

PS generale, @ chi volesse prendere in ortografica castagna un avversario:
1- di fronte a un lapsus suo, pazientare.
2- dopo che sia ricaduto, pazientare ancora.
3- quando infine ricadrà come Jesus la terza volta: colpire senza pietà.
Tempistica insomma, altro che ozio!

Pubblicato da: Dario Borso - 03.12.06 09:28

*Mi dispiace per L'etica del pompino, che tu non abbia battuto il record evidentemente studiato a tavolino da me,record reso possibile grazie a commenti bellissimi e molti OT.* Pubblicato qui da: effeffe - 30.11.06 18:35

- Non capisco: IO battere il record?!? Il POST Psalm di Celan (non certo io, che vi ho partecipato) detiene il record di commenti su NI con 739 commenti (bloccati dalla Nuova Netiquette il 2 novembre, e proseguenti tuttora su Ubicue)!
- Non capisco: che lo pseudorecord di Etica del pompino sia stato “reso possibile grazie a molti OT” è un vanto?!
- Non capisco: tra i “commenti bellissimi” rientra il seguente scambio?

– Gemma Gaetani: January 2nd at 18:07 Magda, ‘fa’ senza accentooooooooooooooo!!!!!!!!!!! Ci va l’apostrofo per indicare l’elisione della ‘i’ nel caso della seconda persona presente dell’imperativo (”fa’ questa telefonata”)… Ma nella seconda persona del presente indicativo no!!!!!!!!!!!!!
– francesco forlani: January 2nd at 18:15 e scusate un pò ma come aver dimenticato i Kraftwerk, Talkin Heads, Noir Desir, white stripes, Sofia Loren (soldi soldi soldi) Bregovic (money, money, money) Van Morrison, e Billie Hollyday, Elvis Costello e l’intramontabile Paul Weller…
– Gemma Gaetani: January 2nd at 18:25 Effeffe, ‘po'’ e non ‘pò’ (oo stesso discorso fatto pe’ Magda, qui me stai usando aa forma contratta de ‘poco’!)…

Pubblicato da: db - 03.12.06 12:29

*Il commento contro fk di db (sotto pseudonimo ma da lui stesso confessato) lo abbiamo letto tutti quindi non può,per ora, cambiarlo e quindi non può postarlo* Pubblicato in Vibrisse da: georgia - 01.12.06 01:40

il commento qui sopra mi era sfuggito. "tutti" è così vago che assomiglia a "nessuno". Diciamo piuttosto che, oltre a fk e gb, il commento-Zafròn l'ha letto Georgia. Ora, siccome gb di esso ha dichiarato in Ubicue del 10 novembre: "non ricordo le parole esatte", perché georgia non lo aiuta qui a ricordare?

Pubblicato da: Dario Borso - 03.12.06 13:44

e io intanto telefonavo a dario borso. gli ho telefonato perchè avevo biogno di capire. Continuo a non capire. Dipenderà dai tempi che corrono. Non entro nel merito di questa replica che non aveo letto. Anzi non entro, esco, à l'anglaise, da qui, per un pò
effeffe

Pubblicato da: furlen - 03.12.06 13:49

Vedi, Dario, per la tua stessa definizione se fosse stato un lapsus avresti avuto modo di correggerlo quando te l'ho riportato. E questo dopo che ti avevo già invitato a rileggere il tuo commento incriminato. Invece non hai battuto ciglio, e in seguito hai anche costruito tutta quella scenetta dell'andare a vedere in libreria. Soltanto al quarto scambio hai finalmente ammesso che sì, forse non aveva molto senso quello che avevi scritto, reagendo oltretutto con scarsa eleganza. Quindi, visto che ti ho dato due possibilità di autocorreggerti, perché non lo hai fatto?

D'altro canto non si tratta di un semplice errore di ortografia. Si tratta di una confusione linguistica che non è riconducibile ad un errore di battitura, visto che nasce dal volere citare un'opera con titolo danese in uno pseudo-tedesco con l'utilizzo di una legatura spuria ed una vocale fonologicamente fuori luogo.

Inoltre stiamo parlando di un qualche cosa che dovrebbe essere il tuo pane quotidiano. L'opera omnia di Kierkegaard dovrebbe essere una cosa che tu dovresti essere in grado di citare correttamente ad occhi chiusi. Cos'è successo, dunque? Qual è il meccanismo che ha portato lo specialista italiano per antonomasia (secondo sua stessa definizione) di SAK a sbagliare così grossolanamente?

A proposito, Dario, ho visto che hai adoperato qui più volte le sigle IT e OT. Sono leggermente incerta sul loro significato: vorresti essere così gentile da spiegarmi che cosa vogliono dire?

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 03.12.06 14:36

Getto la spugna, e temo che questa seconda gogna mi sarà fatale. Ho sbagliato tutto, prima a concentrarmi sulle stramberie filologiche di PO', poi a non trovare subito una scusa per il lapsus (e sì che ce l'avevo: un barattolone di crauti freddi), e infine a dare come ultima spiaggia due e-mail raccattate in rete di due esimi studiosi. Tengo famiglia, e temo di fare la fine del finto dottore. Dico l'ultima parola qui non per controbattere, e neanche per scusarmi, ma solo per confessare. La mia rovina cominciò il 25 febbraio 2000 al gabinetto di Palazzo Strozzi, nella seduta pomeridiana dell’Assemblea Fondativa della SISK, che aveva la mattina eletto Ettore Rocca (presidente) e Simonella Davini (tesoriere). Ivan Z. Sørensen doveva presentare la mia traduzione di S.K., “Dalle carte di uno ancora in vita”, Morcelliana 1999. Doveva, ché in effetti la massacrò per poi infine chiamarmi al tavolo e comprovare a tutti con un minitest la mia totale ignoranza del danese (svelò pure la tresca con la neotesoriera, che mi passava le traduzioni per anore). Ma qui ora è peggio: lo sa|pra|nno tutti gli utenti della rete, che scrivendo a Garff, a Ceravolo e a Rocca per sbeffeggiarmi gireranno il coltello nella piaga all'infinito. Ecco, la mia ultima volontà: tenete fuori Simonella (tiene famiglia pure lei e ha diritto a una vita "tranquilla").

Sulla prima gogna: qui sopra fk *ho cancellato il tuo commento (che io non sapevo fosse tuo) e il mio, molto brutto. Tutto qui. La mia "carriera" di censore è fatta di quest'episodio e di un altro, dell'anno scorso, quando censurai un disturbatore compulsivo*. Ecco, se può valer qualcosa: l’anno scorso fk censurò un disturbatore, quest’anno invece ha cancellato il suo commento perché ha capito che era compromettente, e solo di conseguenza quello del “disturbatore”, cioè io (difatti pochi giorni dopo lascerà ben in vista un commento che gli dà del marchettaro, dicendo a chiare lettere e più riprese che denuncerà per diffamazione il commentante).

Sulla telefonata di ff: lunghissima, non ci ho capito niente, se non che dopo la gogna in pubblico si sarebbe disposti al patteggiamento in privato.

Pubblicato da: Dario Borso - 03.12.06 16:21

Quindi, Dario, la domanda rimane: che meccanismo si è messo in moto nella tua testa che non ti ha permesso quella che sarebbe stata la reazione più semplice ed ovvia, quella cioè di autocorreggerti?

Vorrei ricordarti che la tua reazione è stata di criticare la mia domanda per altri motivi, ignorando l'ovvio, dirmi di andare a procurarmi dei libri, ed infine che sono una fissata. E da quanto mi sembra di intuire dal tuo ultimo commento, pensi che il mio scopo qui sia di metterti alla gogna. Sarei curiosa di sapere che cosa nei miei interventi ti faccia pensare questo.

Ti pregherei anche di rispondere all'altra mia domanda, è importante: che cosa vogliono dire le sigle IT e OT che adoperi?

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 03.12.06 17:02

Scusa PO', ma quando dici "Dario," mi dai un pò fastidio: capisco, sono problemi miei, ma quando fai così, se non fossi donna, ti prenderei per un prete.

db

IT non saprei di preciso (prova a chiedere al postante), ma OT sicuramente sta per "ottativo", quello unto che usi tu.

Pubblicato da: db - 03.12.06 17:53

Se vai a rileggere i tuoi interventi, Dario, troverai che anche senza essere esplicitamente offensivo ti sei ripetutamente rivolto a me con scarso rispetto. Alla luce delle libertà che ti sei preso, trovo curioso il tuo fastidio nel mio modo di chiamare Dario una persona che effettivamente si chiama Dario.

Comunque, non posso fare a meno di registrare i tuoi tentativi di evadere le mie due semplici domande:

1. Perché non ti sei corretto da solo quando ne hai avuto la possibilità?

2. Che cosa vogliono dire le sigle IT ed OT che hai adoperato?

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 03.12.06 18:34


Perché non intendere Saemt. Werke come "something works" pronunciato alla tedesca?

Pubblicato da: ed - 03.12.06 19:56

scusa pensieri oziosi, ma a questo punto non capisco più nulla io, e devo chiederti spiegazioni:
Perchè gli chiedi così insistentemente (direi quasi troppo) cosa voglia dire IT e OT?
Non puoi pensare che dario non lo sappia, o forse invece sì, davvero non lo sa, ma ... forse allora neppure io lo so.
Perchè per esperienza ho imparato che tutto quello che sembra facile e banale poi non lo è mai :-).
E la tua insistenza sembra far balenare qualche grossa e seria complicazione di comprensione dietro i due semplici acronimi:-)
Lo è in questo caso facile, oppure no?
OT vuol dire, come io credo, Off Topic, fuori argomento, fuori tema, o no?
E di conseguenza IT vuol dire In Topic ecc. ecc.?
Ma, se così fosse, anche dario lo saprebbe e se non lo avesse saputo ... bastava digitare OT per saperlo e ... un copiaincollatore folle come lui ... beh, fino a lì ci arrivava;-).
Quindi penso che sotto ci sia dell'altro, mi spieghi, per piacere, pensieri oziosi cosa vuol dire IT e OT?
georgia

Pubblicato da: georgia - 03.12.06 20:11

Prevedo, anche senza palla, che al ritorno del capo sarà buttato fuori. O, almeno, gli faranno restituire le chiavi del monolocale.

Vostradamus

Pubblicato da: Vostradamus - 03.12.06 20:25

Pensieri oziosi, e aggiungerei sinuosi, se per arrivare al lapsus comincia da qui:

*Dario, alla biblioteca reale danese di collezioni delle opere di Kierkegaard ce ne sono varie. A quale edizione appartiene il vol.IV cui fai riferimento nel tuo commento delle 13:44 del 30.11.06? Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 01.12.06 11:50*

Come vedete, lettori di Vibrisse, del lapsus nel primo commento di PO'non c’è traccia, mentre ahimè c’è un farfuglio filologico: “collezioni”?!

Purtroppo temo che quelle sigle infernali siano in inglese, per il quale a differenza del danese sono negato. Però intuisco che OT sia qualcosa fuori di posto (come l’ottativo di PO’, che mi dà l’idea di manina morta autoallungantesi), mentre IT vuol dire secondo me star composti, tipo a militare: ATTENT’IT! Così farò del mio meglio (tanto, parlare con PO è come essere a Porta a Porta prima che arrivi l’ospite da 90, che qui è fk + la strafaiga georgia): crisi di NI dunque, e per quel che mi compete affaire Pattorotto.

Il commento-Zafròn, prima di essere cancellato, stava lì ad aprire il thread (ora azzerato) di "No!" di M. Pavia, posted on Nov. 3rd, 2006 by f. krauspenhaar, il cui succo è:

*Può bastare il ricordo della deportazione, dell’annientamento e dello sterminio da oltre mezzo secolo portata ai giovani e ai non più tali? Sento che oggi, e sarebbe umanamente comprensibile, noi ci si sia un poco adagiati sull’impegno della testimonianza, quasi questa fosse fine a se stessa.
Centri di permanenza temporanea. Letta così questa sigla e queste parole sembrano gentili, tranquillizzanti, pienamente accettabili. Ma, e anche per questo serve la memoria, i nazisti non chiamavano Wohnungsbezirk (distretto abitativo, tranquilla e tranquillizzante definizione amministrativa ) i ghetti, della cui infamia non si perderà mai il ricordo e la conoscenza?*

L’articolo di Pavia era comparso sul n. di Ottobre 2006 di "Triangolo Rosso", Periodico dell’Associazione nazionale
ex deportati politici nei campi nazisti (Via Bagutta 12 MI), direttore G. Maris (difensore di Marino al processo Sofri), ed era già stato copincollato da M. Rovelli il 23 ottobre su www.lageritaliani.splinder.com

Pubblicato da: Dario Borso - 03.12.06 20:34

Che qualcosa funzioni in questo mare di nomi multipli, accuse e sospetti, che ha raggiunto un livello di acidità sbalorditivo. Siccome non vi ho partecipato, lo leggo in un modo molto distaccato. Secondo me il lato più interessante della questione è la distanza tra conversazione e progetto, la prima anarchica, una specie di gomitolo di fili invisibili o di nervi delicati da toccare etc., il secondo limitato nel tempo e programmaticamente serio, in qualche modo, evidente o meno, gerarchicamente ordinato. Però è possibile anche il contrario, e cioè che la conversazione (anche infinita, anche degenerante, entropica, come volete) riesca a dire di più del progetto, a meno che il progetto non comprenda in se le possibilità infinite della conversazione, che però, come qui adombrato, una volta "degenerata" finisce nel silenzio. Boh? Di solito converso con me stesso in modo programmatico.

Pubblicato da: ed - 03.12.06 20:54

georgia giunge a fagjuolo!

*Il commento contro fk di db (sotto pseudonimo ma da lui stesso confessato) lo abbiamo letto tutti quindi non può,per ora, cambiarlo e quindi non può postarlo* Pubblicato in Vibrisse da: georgia - 01.12.06 01:40

invece gb , prima l’8 nov. in e-mail e poi il 10 su Ubicue: *quello che davvero mi ha fatto montare la rabbia è stato proprio quel commento (che io DAVVERO non sapevo fosse tuo, perché non era a te riconducibile) che dava un (ora non ricordo le parole esatte) trascorso, un passato da nazista a Franz.*

Quindi georgia può aiutare gb a ricordare le parole esatte di Zafròn. Anzi, un aiutino addirittura lo do io a georgia, anche se verosimilmente non ne ha bisogno, trascrivendo buona parte del mio commento prima cancellato e poi incriminato:

*fk, indegno nick delle tue iniziali, • • • • e smettila di censurare!*

Pubblicato da: Dario Borso - 03.12.06 20:59

E quindi, continuando col filo della mia conversazione interna: OT (off topic) è conversazione, perché se fosse sempre IT non potrebbe svilupparsi, mentre il progetto ha da essere IT. Chi conduce la conversazione? E' semplice Giorgia: il mago di OT, che è decentralizzato e invisibile, se no che mago sarebbe? DB aspira sicuramente ad esserlo ma non ce la fa, che si attira biasimo a ondate.
Questo il mio contributo, in attesa che SW (qualcosa funzioni).

Pubblicato da: ed - 03.12.06 22:11

volevo dire georgia

Pubblicato da: ed - 03.12.06 22:16

Quest'uomo è malato, ve ne rendete conto?

Pubblicato da: un pò stupefatto - 03.12.06 22:27

Il secondo commento invece, da sinuoso si fa biforcuto: *Quindi, Dario, il volume IV, è quello più recente, bene. Così, giusto per curiosità, come mai fai riferimento a questo volume come “vol. IV dei Sæmt. Wærke”?* Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 01.12.06 13:44

ma Sant'Anguilla da Comacchio, avevo appena scritto che il volume IV era uscito 3 anni fa, e coma fa a essere l’ultimo, se ne sfornano un paio all’anno! Pensavo che legli interessasse illa IV volume, e perciò al fine di venirgli scorrevolmente incontro gli ho fornito gli estremi della trad. it., "La ripetizione", Bur Rizzoli. Ma non si finisce mai d’imparare (Eraclito diceva che il saggio trovo il kosmos perfino in una pattumiera).

quanto a georgia, sono preoccupato. ce l'aveva sulla punta della lingua, si ricordava il commento-Zafròn a menaditino, e ora è da un'ora che sta lì a spremersi le meningi pur aiutata dall'aiutino (al mio paese una signora, spremi spremi, c'è venuta la georgite).

Pubblicato da: db - 03.12.06 22:44

Se seguissi in dettaglio gli stati d'animo del Crespo (non dico d'inserire letterariamente una ressa di robe irrilevanti: sale da giorno e indumenti da dosso, bei paraggi, parenti e amici), codesto resoconto dell'affare potrebbe risultare una novella sesquipedale. Però non mi va. Io mangio sì insalata, ma sempre solo il cuore, a mio avviso le foglie sono per i porci; preferisco con Søren le delizie del combattimento alle doglie dell'Arno.

Constantin Cassius Constantius

Pubblicato da: C.C.C. - 03.12.06 23:47

@ "un pò stupefatto": ma allora non sono l'unico a pensarlo!? il problema è che non è solo!

Pubblicato da: Uno che passava di qua - 04.12.06 00:39

fk commentò a caldo il post-pattorotto di gb così: *non credo che sarà utile a nessuno la rivelazione del fatto che Borso abbia scritto un’idiozia, che io gli abbia risposto, che sempre io abbia eliminato i due commenti per chiudere la faccenda nel miglior modo possibile*

a freddo invece qui sopra, così: *ho cancellato il tuo commento (che io non sapevo fosse tuo) e il mio, molto brutto*

A distanza di 23 gg. dunque il commento-Zafròn ha perso l’idiozia e la risposta di fk guadagnato la bruttezza. Davvero brutta anche perché data da un redattore di NI, non da un semplice commentatore. Del resto, a conferma della “punta di isteria” rilevata da Mozzi, giusto il giorno prima fk aveva aggredito verbalmente carapolvere bollando di “idiozia” quello che era un non-sense della più bell’acqua (e gb aprirà il suo post-Pattorotto con le troppo ottimistiche parole: *io, dopo che la mia deprimente settimana è passata…*)

db


@ Giuseppe Genna, il quale qui sopra parlò di me come *l'assistente universitario di Filosofia alla Statale di Milano, che incomprensibilmente non mi diede la lode*. Sono in grado di svelare il mistero: era (ed è) regola fissa al dip. di fil. che una lode potesse darla solo il titolare della cattedra, non un assistente.


Pubblicato da: Dario Borso - 04.12.06 08:39

La risposta a freddo di fk , se toglie l’idiozia al commento-Zafròn, gli aggiunge però un attributo tra parentesi: *io non sapevo fosse tuo*.

gb invece l’ha dichiarato da subito nel post-pattorotto, e ribadito nell’e-mail del giorno dopo 8 nov: *io DAVVERO non sapevo fosse tuo* (maiuscolatura non petita). gb parla per sé: ma il destinatario del commento-Zafròn sapeva o no che Zafròn ero io?

A stare a georgia qui sopra, parrebbe di sì: *le offese le ho ricevute solo da persone con nome e cognome, quasi mai dai nick (se non chiaramente riconducili a persone già presenti con nome e cognome)* 01.12.06 01:36

Ma c’è di più. Riguardo al nick In-temperanza che gli aveva dato del marchettaro, l’8 nov. pomeriggio fk commenta: *Non è legittimo insultare in modo anonimo, cara Georgia. Nondimeno, come hai potuto vedere, non ho operato all’idiotissimo commento alcuna censura.* (i commenti idioti diventano 3: carapolvere, Zafròn, In-temperanza). E georgia replica: *E’ legittimo franz. L’anonimato in rete è normale, anche quelli con nome e cognome sono anonimi. Hai notato che i personaggi di cui parlavo (gli imbrattatori totalitari) usano SEMPRE nome e cognome VERO a cui aggiungono una schiera di nick con cui dialogare? Anzi direi che il loro scopo è di rendere riconoscibili i propri nick (è una forma di violento narcisismo virtuale) lo scopo infatti non è di nascondersi, anzi*. Al che fk risponde che non può denunciare In-temperanza perché anonimo, ma nulla obietta sulla teoria georgiana dell'imbrattatore totalitario (io) sempre riconoscibile.

georgia invece continua: *puoi mettere come regola che le offese vengono cassate, quella è una vostra scelta, ma prima di tutto obbligherebbe anche voi a non offendere e … siate sinceri, anche alcuni di voi a volte usano dei nick a questo scopo;-) Io credo pure di riconoscervi.* (georgia dunque la pensa come me: certi redattori indiani si nickano. quali? bisognerà indagare tra i pochi che su NI scendono nella mischia, ad es. nella bacheca di ottobre.)


Pubblicato da: Dario Borso - 04.12.06 09:55

Ieri Dario mi ha telefonato in ambulatorio. La scusa era il Premio Baghetta (dice che mi vuole far partecipare col “Manuale del diesel rurale” che ho appena finito di scrivere). In realtà voleva farmi dare un’occhiata a Vibrisse. Anzi mi ha obbligato ad intervenire. Come mi obbliga a frequentare Ubicue almeno una volta al mese. Come mi obbligò a difenderlo (a difendere lui non Ubicue) su NI.
In effetti scrissi una lettera al dottor Biondillo ma non ebbi risposta.
Dicevo che ieri Dario, dopo avermi cercato invano nella piccola officina, dove faccio esperimenti abbastanza insoliti con un vecchio motore a nafta (un IVECO a sette cilindri del 1953), mi ha trovato in ambulatorio. Ho subito capito dal tono che la cosa era grave. Lui cercava di mascherare il disagio con una sintassi pacata (pochi incisi e moltissimi punti fermi). Ma io faccio lo psichiatra da oltre trent’anni (e sono anche glottologo dilettante): figuriamoci se mi sfuggiva quel manierismo psicopatologico!
Insomma, alla fine Dario ha ceduto. Ha detto che si sente perseguitato da “pensieri oziosi”. Io naturalmente mi sono messo a sghignazzare (mentre lui piagnucolava). Allora, d’un tratto, ha cominciato a parlare in danese. Ma anche questa è una cosa che fa spesso (ha – lo devo ammettere – delle attitudini pentecostali). Diciamo che abborraccia qualche frasetta incomprensibile in uno pseudosudtirolese che per lui è il danese di Kierkegaard. Naturalmente questa non è una colpa. Faccio così anch’io quando sono nervoso perché in officina gli esperimenti prendono una brutta piega. Mi metto a tradurre Holderlin senza conoscere minimamente il tedesco. Ho fatto così tutta la vita. Da piccolo il parroco mi voleva perfino esorcizzare (con lui adoperavo un latino maccheronico che lo metteva parecchio in difficoltà).
Ma ho divagato...
In effetti non so che cosa potrei dire in difesa del mio paziente. Matto non è (visto che i “pensieri oziosi” esistono veramente). Sano neppure...
Non saprei... Tecnicamente mi verrebbe da dire che è rimasto bloccato alla fase anale, e allora gioca coi blog come con i propri escrementi. Ma io non ci credo affatto alla fase anale. Anzi, già la tendenza che ha lui a “farla fuori dal vasino” dimostra semmai un superamento (o una vera negazione) della fase anale. Credo che nel caso di Dario si possa parlare di una “fase linguale”. La lingua potrebbe essere un succedaneo del pene (espunto dal delirio di castrazione).
Il fatto è che questi pensieri oziosi mi sembrano anche capziosetti. E davvero temo per la salute pericolante del mio paziente.

Nedo Vannini

Pubblicato da: nedo vannini - 04.12.06 10:35

Ho conosciuto un malinconico che attraversava la vita come un ballerino, e ingannava chiunque, me compreso, finché grazie a un barbiere scopersi l'altra faccia. Questo barbiere era un uomo piuttosto anziano, il quale viveva in ristrettezze e badava ai clienti da solo. La compassione per gli stenti del barbiere portò il ballerino a sfogare il suo umor nero. e quel barbiere seppe ciò che altrimenti nessuno sospettava. Ecco, più che dello psicanalista, mi fiderei del barbiere di db.

Pubblicato da: Lino Calvi - 04.12.06 12:49

dov'è finita patti pravo, quella dei pensieri stufendi? e quell'altra che sapeva tutto a memoria? db, carica, spacca e falla finita!
idem per Gianni e Franzotto

Pubblicato da: broker - 04.12.06 16:01

Dopo l’espulsione con gogna e vista parziale sul retrobottega di NI, mi sono concentrato da un lato sulla ricostruzione puntuale dell’affaire, dall’altro sull’analisi delle zone oscure di NI, o se vogliamo sui nodi irrisolti che nelle ultime settimane hanno cominciato preoccupantemente a stringere. E’ di questo secondo lato che vorrei fissare le coordinate.

Dico subito che la mia analisi coincide nel risultato con quella di Mozzi: perdita progressiva di progettualità di NI. Ma osservando io il fenomeno non dal capo redazionale, ma dal ventre dei commenti (volendo, venthread), se molto perdo di visuale stante l’inaccessibilità del vertice e del conseguente colpo d’occhio, altrettanto guadagno sugli umori, sui movimenti intestinali dell’indiana balena, sulla mota di palude. Così, mentre dal lato della ricostruzione dell’affaire son stato cartesiano, qui insomma direi freudiano. E vado subito ai risultati, campionati sull’ombelico stesso di NI, i.e. la bacheca di ottobre:

1- Due redattori, prima uno poi l’altro, nel corso del mese vi si sono innickati seminando scompiglio prima tra i digitors, poi tra i visitors e infine tra loro stessi, tagliandosi a più riprese la via e sfigurandosi a vicenda: sicché giusto all’inizio di novembre (con un appuntamento fatidico come il giorno dei defunti che ha pesato assai sul fragile equilibrio dei due sdoppiati) i due attanti si sono stabilizzati su un profilo maniaco-depressivo l’uno, e sadico-borderline l’altro.
2- Dall’11 settembre (altra data senza bisogno di commenti), sotto un post di Saviano, ha cominciato a prender corpo una figura monstruosa, già subito pentatroll e poi pantatroll, una sorta di idra onnivora che stendeva i suoi tentacoli sul dibattito, indipendentemente se serio o faceto, comico o tragico, lasciando magro spazio a ben misere nicchie di chattaggio. Trattasi dell’unica vera personalità multipla in NI, non individuata dalla redazione prima per pochezza teorica, poi per convenienza, quando essa idra ha cominciato a muoversi di tacito concerto coi due redanicks. La pochezza sta fondamentalmente in questo, nel non aver capito che la soglia di follia, il border viene dato dalla circostanza che a un certo punto le molteplici maschere, da estroverse che erano, s’inclinano tra loro a formare una condensa schizo-paranoica – in una parola, ad autisticamente dialogare tra loro. E mentre si dava la caccia, NNetiquette in mano e retina nell’altra, all’innoquo trickster che ero io, Schreber si shakerava in spire a più non posso.

Mi devo fermare, non senza però accennare almento al terzo punto, che mi ha visto attivo solo per interposta persona, ergo de facto passivo: attendo stasera l’e-mail di mia cugina, che dopo il lungo colloquio di ieri, s'è riservata i ritagli di tempo odierni per pronunciarsi sul caso. Ovviamente ne riferirò appena possibile.

Pubblicato da: db - 04.12.06 18:34

le coincidenze della vita! mi ha appena chiamato Marco Coccioli, che tra le altre cose (mio amico da sempre, mio insegnante di chitarra, fidanzato di mia moglie ecc.), è il detentore dei diritti di Carlo, suo zio. Questo l'ho saputo appunto 5 minuti fa. Al che gli fo: "Ma non è Sironi che lo pubblica? con quel rompicoglioni di Mozzi!", al che lui: "E' simpaticissimo!". Così è la vita, e colà è la rete.
Marco mi permette di tornare IT perché sui fratello Carlo, morto in Brasile, era stato maestro d'italiano a S. Paolo di 2 sorelle che poi ebbi in contemporanea ormai 10 anni fa, la piccina a filo, la grandina al poli - e la piccina è Yara, quella che quando entrai in NI mi offersi di far conoscere a gb previa cena a casa mia. Ebbene, su di me neofita georgia si espresse così, February 16th at 19:06:

*Il problema vero non è che la filosofia faccia male a db, ma che db faccia male alla filosofia. Tra l’altro db oltre ad avervi invitato a cena e offerto uno scritto su Fortini (sob), subito conteso dalla scarparo ;-), sono svariati post che vi chiede disperatamente di tagliargli il cavetto, per poter riprendere fiato. Ora io odio ogni forma di moderazione e di selezione, ma … se è a fin di bene, a fini umanitari, e chiesta con tale disperata insistenza, io posso anche chiudere un occhio e non polemizzare*

Dal che deduco: georgia è rimasta sempre uguale, solo che allora era appena stata espulsa da NI e ora invece è la testa d'ariete (pardon, capra) dell'intera NI. Che bella parabola indiana!

Pubblicato da: Dario Borso - 04.12.06 19:30

le coincidenze della vita! mi ha appena chiamato Marco Coccioli, che tra le altre cose (mio amico da sempre, mio insegnante di chitarra, fidanzato di mia moglie ecc.), è il detentore dei diritti di Carlo, suo zio. Questo l'ho saputo appunto 5 minuti fa. Al che gli fo: "Ma non è Sironi che lo pubblica? con quel rompicoglioni di Mozzi!", al che lui: "E' simpaticissimo!". Così è la vita, e colà è la rete.
Marco mi permette di tornare IT perché sui fratello Carlo, morto in Brasile, era stato maestro d'italiano a S. Paolo di 2 sorelle che poi ebbi in contemporanea ormai 10 anni fa, la piccina a filo, la grandina al poli - e la piccina è Yara, quella che quando entrai in NI mi offersi di far conoscere a gb previa cena a casa mia. Ebbene, su di me neofita georgia si espresse così, February 16th at 19:06:

*Il problema vero non è che la filosofia faccia male a db, ma che db faccia male alla filosofia. Tra l’altro db oltre ad avervi invitato a cena e offerto uno scritto su Fortini (sob), subito conteso dalla scarparo ;-), sono svariati post che vi chiede disperatamente di tagliargli il cavetto, per poter riprendere fiato. Ora io odio ogni forma di moderazione e di selezione, ma … se è a fin di bene, a fini umanitari, e chiesta con tale disperata insistenza, io posso anche chiudere un occhio e non polemizzare*

Dal che deduco: georgia è rimasta sempre uguale, solo che allora era appena stata espulsa da NI e ora invece è la testa d'ariete (pardon, capra) dell'intera NI. Che bella parabola indiana!

Pubblicato da: Dario Borso - 04.12.06 19:40

1- il post-Pattorotto + il post-Uffenwanken, da soli e senza alcuna aggiunta, bastano a configurare l'ipotesi di reato per minacce riguardo a fk, e per diffamazione riguardo a gb.
2- per il commento di Ciarrufoli al post-Pattorotto si configura l'ipotesi di reato per minacce.
3- per il commento di georgia su Georgiamada si configura l'ipotesi di reato per diffamazione
4- le querele vanno inoltrate entro 90 gg. dal fatto incriminato, facendo presente l'aggravante della situazione pubblica in cui il reato è stato pepretrato.

Questo a rigore di legge. Al contempo, l'avv. Federica Borso considera superfluo tutto il mio sbattimento a dimostrare, e mi consiglia di fiatare e far casomai ansimare gli interessati.
Di mio aggiungo che lascerò la porta aperta a Ubique sino a fine gennaio, casomai ci fosse barlume di ravvedimento.
Non mi sento in dovere di ringraziare Mozzi per l'ospitalità, essendomi io mantenuto IT, fuorché per leggere deviazioni attribuibili a fidati troll. Ma lo ringrazio lo stesso, per generica creanza.

Pubblicato da: Dario Borso - 05.12.06 01:10

PS. ironia della sorte, dopo avere per ottenebrazione equivocato su un passaggio del mio commento–Zafròn, gb mi imputa di aver quasi profanato il post di M. Pavia, quando io invece sono intimo del figlio del presidente dell'ANED, avv. Gianluca Maris, che anzi è stato per anni un mio sottomesso, avendo io indossato abitualmente la fascia di capitano della mitica squadra "La creatura", regina dei campetti Enotria.
Amen

Pubblicato da: Dario Borso - 05.12.06 01:25

intervengo per scrupolo di coscienza (e per togliermi di dosso una sottile angoscia). è giorni ormai che P.O. non dà segni, e stante l'animus con cui affrontò la pugna, codesta sua gettata io la posso attribuire a due sole cause, per giunta non alternative:

1- vel telefonò a Garff che la mandò a cagare, e lei sta dunque rannicchiata e muta in posizione fetale-IBM
2- vel oconsultò il vol. IV, e allora sarà perita, ch'esso è spigoloso in maniera speciale, i.e. fatale

prego dunque Mozzi, o chiunque altro del personale, di verificare l'ocondizione di P.O., e d'ocomunocarl oqui, onde rasserenare

Pubblicato da: db - 06.12.06 09:24

Oltre alla tattica del silenzio NI si è servita di un altro genere di polemica, che nella sua diffusa, fatua e solenne loquacità costituisce, per così dire, il complemento attivo a quel passivo e malinconico tacere. NI tace dove si tratta di lotta di princìpi, di lotta per l'essenziale; ma ascolta di nascosto, osserva di lontano, spia l'occasione in cui db trascuri la propria acconciatura, faccia un faux pas nella danza, lasci cadere il fazzoletto, e allora s'impettisce virtuosamente, distoglie il viso, fa suonar alto, con imperturbabile aplomb, il suo sdegno a lungo trattenuto e ben intenzionato, riempie l'aria con tutto il suo corruccio e grida alla Gran Rete: "Ecco, guardate, questo è il carattere, questi i sentimenti, questa la coerenza di db! Lì è l'inferno, notte, zolfo, fuoco, bollore, miasma, corruzione. Via, via, via! OT, OT!".

Pubblicato da: Carlo - 06.12.06 11:07

Accidenti, una sta via per due giorni e subito compaiono una quintalata di interventi.

Allora facciamo un riassunto delle puntate precedenti:

1. Dario si definisce "LO specialista italiano" di SAK, e però sbaglia la citazione dell'opera omnia, chiamandola "Sæmt. Wærke", in una confusione tra danese e tedesco che lascia immaginare una scarsa conoscenza di entrambi. Forse un lapsus?

2. Io ho esplicitamente invitato Dario a rileggersi il commento incriminato ed ho anche riportato l'espressione in questione. Dario non si avvede dell'errore, e preferisce attaccare la formulazione della mia domanda. Quindi se non si è trattato di un lapsus, perché non si è corretto da solo? Perché ha aspettato fino a che non glielo ho fatto notare io, ed anche dopo ha preferito cincischiare?

3. Dario stesso non si esime dalla sindrome della maestrina, sottolineando con la matita rossa gli errori altrui.

4. Da notare che l'argomento non riguardava affatto Kierkegaard. Dario lo ha voluto tirare in ballo per fare lo spaccone. Come tutte le spacconate, la manovra ha sollevato dei dubbi sul quello che si proponeva in realtà di far vedere.

5. Dario adopera ripetutamente le sigle IT ed OT. Su mia richiesta di spiegarne il significato, prima cincisc