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26.11.06

E ora, che ne sarà di vibrisse?

di giuliomozzi

AlfabetoPenso che sia utile una discussione tra i collaboratori e i lettori di vibrisse. Che cosa vogliamo che sia, questa "cosa" che abbiamo? Va bene così com'è? La vogliamo diversa? Che cosa vogliamo? Che cosa desideriamo? Siamo contenti? Non lo siamo? Si tratta di fare dei cambiamenti? Si tratta di interrompere e rifondare? Quali sono le domande giuste? E' il momento di farsi delle domande? Quali sono le condizioni migliori per farsi delle domande?

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 26.11.06 12:34

Interventi

Accidenti, Giulio, fai queste domande proprio nel momento in cui io ho deciso di diradare la mia presenza sul web, per cominciare un'altra "sezione" della mia vita (dedicata ancora di più al privato familiare). Mi fai sentire un po' colpevole. Proprio stamani scrivevo a Maria Strofa, sul suo blog, che mi dispiaceva che fosse ricomparsa in rete proprio quando io (non da ora, devo dire, ma da qualche mese) ho programmato il mio diradamento. Le dicevo anche che, mentre avrò difficoltà a seguire i blog di quelli che ritengo ormai i miei cari amici della rete, non lascerò mai del tutto vibrissebollettino, in cui vorrei comparire ogni tanto, come ricordo e riconoscenza per la rivista che mi ha ospitato e per te che non mi hai mai negato l'ospitalità.

Credo che non sia ancora il momento di far sparire vibrisse. La decisione di rallentare la mia presenza è tutta personale e non ha niente a che vedere con un mio giudizio implicito (anche a it.cultura.libri annunciai la mia sparizione - lì davvero senza più ricomparire - per il passaggio ad altre cose). vibrisse è molto letto, ed è un punto di riferimento per la varietà delle opinioni che vi sono espresse. Ha una impostazione aperta e consente anche la formazione di molti suoi lettori e collaboratori. Certo, migliorare si può sempre, e hai fatto bene a fare domande in questo senso. Ma chiudere vibrisse, almeno per il momento, mi sembra un errore. Molti, ritengo, ne sentirebbero la mancanza.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 26.11.06 14:05

Sono trascorsi appena 10 giorni dalla nascita di vibrisselibri...è ancora troppo presto per farsi delle domande!!! Il progetto è valido...Attendiamo!!!

Pubblicato da: Samara - 26.11.06 14:05

Non ho mica proposto di chiudere vibrisse.

Pubblicato da: giuliomozzi - 26.11.06 14:28

Ero rimasto colpito da quanto scritto nell'altro post: "In questo preciso momento, per dire, ho la sensazione che vibrisse sia del tutto inutile (mentre, sempre per dire, nella primavera-estate del 2005 mi sembrava utilissimo) e che un cambio di ciclo sia imminente, o forse già in atto." Sono stato indotto a dare un'interpretazione pessimistica a tutta la faccenda.

Ma se vibrisse rimane aperto, beh tutto si può discutere. Per me, importante è che la sua natura resti letteraria, poi può essere benissimo affiancata da altri segmenti. Potrebbero essere chiamati a collaborarvi nuove persone, che rimpiazzino quelli che non compaiono più da tempo. Io sarei contento se Damiano Zerneri, Luca Tassinari, Kalle Blonquist, ad esempio, scrivessero le loro cose ogni tanto direttamente qui su vibrisse. Si tratta spesso di primizie, le loro.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 26.11.06 14:45

Proposta: prima un progetto, poi le persone. (E' una proposta sensata?).

Pubblicato da: giuliomozzi - 26.11.06 14:50

non so:spesso sono le persone che fanno il progetto

Pubblicato da: Rosanna Rota - 26.11.06 14:57

1) Non più di un post alla settimana per tutti i partecipanti e non meno di uno al mese.
2) Post a tema: per ogni mese. Un tema o anche una rosa di temi.
3) Più rubriche come Come si leggono i libri e Il giro d'Italia di Vibrisse.
4) Il curatore di vibrisse non segue queste regole: lui è l'eccezione.
5) Si possono stabilire altre eccezioni.
6) Indire concorsi letterari.
7) Aprire oltre a una Bottega di lettura una Bottega di Scrittura - dove si postano racconti.
8) Usare Vibrisse per promuovere Vibrisselibri facendo un luogo dove si discutono i libri e si raccolgono il materiale critico (recensioni e cose simili).
9) Coordinarsi e leggere insieme un libro: un grande classico ad esempio e scrivere tutti di un libro soltanto.
10) Più cene sociali per tutti.

Pubblicato da: Marco - 26.11.06 15:29

D'accordo sul punto 10.

Pubblicato da: giuliomozzi - 26.11.06 15:40

Perchè non iniziare con "la galleria delle sproporzioni"? Ossia includere gli oggetti non bene identificati, ossia iniziare a pensare oltre che ritenere di pensare? Punto primo (così pare che si fà) perchè non iniziare a comprendere cosa significhi (domanda interna)pensiero istintivo, o perchè si ha paura e si teme l'incertezza e la si cura con il pensiero istintivo? Perchè (è tutta mia l'impressione) si ritiene "molla" quello che in realtà è solo fermo immagine? Un progetto quindi non come molla, ma come analisi delle analisi fin qui. Ad esempio, vibrisselibri, perchè non far apparire tutto il materiale (se tecnicamente possibile) e alla luce far lavorare il gruppo di lettura?

Pubblicato da: michele - 26.11.06 15:44

Giulio, butti in mezzo al tavolo un macigno e, come spesso accade, il macigno corre il rischio di spezzare il tavolo.
Però la sfida è intrigante e divertente.

Certo, non è facile trovare nuove vie e qualificarsi in modo diverso, ma l'impressione che ho avuto, a fronte anche della nascita di VibrisseLibri (pura sensazione) è che, prima o poi, Vibrisse sarebbe cambiato.

Del Vibrisse attuale ho apprezzato molte cose (alcune meno, ma è normale) e, dovessi pensare a un cambiamento, proverei ad immaginare gli attuali componenti (quelli che scrivono su Vibrisse per capirci) impegnati non solo sul fronte letterario, ma nel tentativo di legare letteratura e società.
Vedrei Vibrisse come un contenitore che, continuando a mantenere il taglio letterario, inizi anche a sondare problematiche sociali. Non una replica delle notizie (spesso balzane) pubblicate dai giornali, ma uno sguardo diverso della realtà elaborato e filtrato da occhi 'intellettuali'. Occhi che riescano a vedere e a dare il giusto risalto a notizie che, spesso, sono trascurate e/o trattate in modo superficiale.

Ribadisco: non un approccio giornalistico, ma 'intellettuale': non filtrato da interessi economici.

Ok, è un'esposizione balzana e incompleta. CI penserò meglio e proverò a puntualizzare meglio.

Buona domenica. Trespolo.

Lo so, sono impreciso e dovrei elaborare meglio l'idea. Ci penserò

Pubblicato da: Trespolo - 26.11.06 15:48

Fatta salva la proposta n° 10 di Marco, che voto anch'io, aggiungo una domanda che, nell'elenco delle tue, manca.
Perché esiste Vibrisse?
Poi, a cascata, aggiungerei: che cosa voleva essere? Che cosa è?
Le altre domande, forse, sono conseguenze di queste.

Pubblicato da: Mauro - 26.11.06 15:50

Per Michele. 1. Non ho capito. 2. Circa vibrisselibri: chiunque è in grado di autopubblicarsi in rete. Il lavoro di un editore è appunto: fare selezione.

Pubblicato da: giuliomozzi - 26.11.06 15:52

quoto marco su tutti i punti!

Pubblicato da: Moai - 26.11.06 16:49

C'è solo da continuare, magari allargare ad altre esperienze e collaboratori, ma solo se si ha la voglia.

Una cosa sola, un appunto, mi permetto: Vibrissebollettino.net fosse mio, lo utilizzerei sì per promuovere Vibrisselibri, ma non lo sommergerei di pubblicizzazione a Vibrisselibri. Terrei i due progetti separati. Fratelli sì, ma separati.

Se manca la voglia, se manca il tempo per qualsiasi ragione o altro progetto, meglio appendere le scarpe al chiodo.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 26.11.06 18:06

Io aumenterei gli interventi riguardanti la relazione letteratura/società e la teoria letteraria/artistica, in termini sia di proposta sia di analisi critica; delle proposte di Marco mi sembrano buone la 3 (Più rubriche come "Come si leggono i libri" e "Il giro d'Italia con Vibrisse") e la 7 (Aprire oltre a una Bottega di Lettura una Bottega di Scrittura - dove si postano racconti).

Pubblicato da: Giorgio Morale - 26.11.06 18:13

Io vorrei leggere, su vibrisse, anche di musica per esempio; o di cinema, che sono argomenti quasi del tutto assenti. Avrei voglia di serietà, di professionalità, ma anche di leggerezza e di ironia. E' certamente questione di progetto, ma anche di collaboratori. Se c'è chi scrive bene, chi mi incuriosisce, chi mi stupisce, provo gratitudine. Purtroppo alcuni giornalisti che stimo, e qualche scrittore, che cerco di convincere a collaborare, hanno poco tempo. Si scrive per lavoro, per soldi, anche pochi, anche cifre poco più che simboliche, ma è dura trovare qualcuno che abbia voglia di scrivere per fare ricerca, per proprio gusto, per una scommessa, o anche solo per divertimento. Ho addirittura il sospetto che vi sia una sorta di resistenza morale all'idea di scrivere gratis. Non so se questa sia una sensazione giusta. Però ricordo i tempi di Frigidaire, c'erano scrittori, giornalisti, critici d'arte, disegnatori che si offrivano con entusiasmo per scrivere (anzi, correggo: che accettavano con entusiasmo a una proposta di collaborazione); anche al primo manifesto (il quotidiano) tutti collaboravano gratis. C'era l'idea di fare qualcosa di utile, di interessante, perché quei siti (di carta) erano considerati interessanti, laboratori di ricerca e di sperimentazione. Ora, non so se oggi sia più possibile e/o accettabile una simile sinergia; mi sembra che la mercificazione renda, come dire, inapplicabile quel concetto di "castità mentale" di cui ha parlato il papa (proprio lui), cioè la mente che tira dritto con coraggio verso la verità e non si prostituisce continuamente al mercato e alla moda del momento.

Per il resto, in caso di rifondazione, forse tornerà fuori l'ipotesi di Giulio di vibrisse coi commenti chiusi, più rivista on line che blog; io ero fieramente contrario, oggi lo sono di meno. Vedo troppi pezzi interessanti cadere nel vuoto (anche su nazione indiana) e altri invece che fanno salire la pressione a quelli che Giulio chiama gli scassacazzi di professione e parlano e parlano di se stessi e si fanno dei pipponi. Cosa che sta iniziando a scassare il cazzo fortemente anche al sottoscritto.

Pubblicato da: mauro baldrati - 26.11.06 19:23

Poi, sui post, è eccessivo quello che propone marco, cioè un post a settimana per collaboratore ecc., però un'attenzione sugli aggiornamenti la porrei: per esempio ci sono giorni in cui vi sono anche sei-sette post uno dietro l'altro, altri in cui tutto tace. Io pregherei i collaboratori di guardare il trend e non superare i quattro aggiornamenti quotidiani.

Pubblicato da: mauro baldrati - 26.11.06 19:32

Il commento di Mauro, mi ha fatto venire in mente una cosa che annotai qualche tempo fa. A volte succede che dopo un post, nel giro di una mezz'ora (e anche meno) ne arriva un altro, e questo ha una lunga prima pagina che addirittura va a coprire il post precedente.

Può essere vero che chi apre la home non si fermi solo al primo titolo e scorra anche gli altri, però a me piacerebbe che si vedesse, aprendo vibrisse, anche almeno una parte del secondo articolo.

Per cui:

1 - inviterei i collaboratori a far trascorrere un certo lasso di tempo (1,5/2 ore?) prima di postare il proprio articolo;

2 - mettere nella home una piccola parte dell'articolo, quella sufficiente a pareggiare la foto a sinistra. La quale dovrebbe essere pubblicata in dimensioni che non superino mai (in lunghezza e in larghezza: l'altro lato viene in proporzione) i 200 pixel;

Inoltre:

3 - chi, con i suoi articoli, voglia seguire un certo percorso, dovrebbe assegnarsi un giorno fisso per pubblicare (ad esempio: il giovedì di ogni settimana o di ogni quindicina, o di ogni mese. Io per le mie letture, come avrete notato, mi sono assegnato il giovedì). Ciò permette di avere una specie di sicuro appuntamento con i propri lettori;

4 - come ha già scritto qualcuno (rosanna, mi pare) la scelta dei collaboratori segna già di per sé il programma. Se, ad esempio, uno sceglie me, sa che mi occuperò di letture di romanzi in un certo modo, e soprattutto di romanzi di cui ormai si parla poco, con qualche eccezione. Giulio conosce molti autori, e di ciascuno sa le caratteristiche e i temi che gli sono cari;

5 - Potrebbe andar bene aggiungere qualche articolo sul cinema, ma sempre - a mio avviso - con un raffronto letterario (stile, narratività, descrizioni, struttura, ritmo, novità, e così via);

6 - si potrebbe anche aprire uno spazio (come è successo per la Bottega) per il racconto e un altro - ben distinto - per la poesia). Però c'è il rischio di raccogliere spazzatura, se si dà un libero accesso. Non sono sicuro, è un mio timore, sul quale si potrebbe discutere;

7 - sono d'accordo sull'apririci di più ai fenomeni sociali, per i quali abbiamo già due collaboratori validi in Angela Scarparo e in Mauro Baldrati. C'era anche qualcun altro, prima, che però non si è più visto;

8 - io sono, però, per lasciare i commenti, che sono il sale e possono contribuire alla crescita dei postatori e dei lettori.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 26.11.06 20:12

Io sono stata, ad esempio, felicissima che Tonino Pintacuda abbia pubblicato venerdì scorso il magnifico post sulla traduzione dei "Sonetti" di Shakespeare fatta da Gino Tasca. Ecco, seguendo un po' la falsariga di Mauro Baldrati, vorrei dire che su Vibrisse mi piacerebbe leggere di traduzione letteraria. Forse perché è questa la mia professione, o forse perché se ne parla sin troppo poco, o magari anche perché è un argomento che, al di là dell'interesse professionale, mi affascina e non smette di incuriosirmi. Considerando che circa l'ottanta per cento (da quel che risulta alla lista di discussione dei traduttori letterari cui appartengo) dei libri pubblicati in Italia è una traduzione da lingue straniere, sarebbe interessante parlarne di più e in modo approfondito. In effetti, confesso che avevo pensato di proporre a Giulio una rubrica sulla traduzione, ma poi altri impegni e altre priorità mi hanno allontanata da questa idea (su cui avevo già ricamato sopra, pensando, soprattutto a come realizzarla e al taglio da darle). A ogni modo, non posso lasciarmi sfuggire l'occasione per concordare entusiaticamente con il punto 10 proposto da Marco. Dalle cene sociali, per me, nascono le idee più belle e più stimolanti (non fosse altro perché si ride e si sta in compagnia, cosa che mi piace da matti!):-) Un abbraccio a tutti.

Pubblicato da: Gaja - 26.11.06 20:29

Scrivere di cinema, per esempio, vuol dire non solo pubblicare un lungo pezzo sulla simbologia di "Luci della città" (cioè, sarebbe il benvenuto, ma cerco anche altro), ma anche una recensione che mi dica che "I figli degli uomini", che è fuori adesso, è un film bellissimo, così posso andarci sereno e fiducioso, mentre le cosiddette recensioni dei giornali, a parte qualche caso speciale come Lietta Tornabuoni, sembrano quei testi sugli opuscoli che distribuiscono fuori dai cinema, inutili e superficiali. In questo modo, per le mie esigenze, vibrisse oltre a offrirmi un testo di qualità, sarebbe anche utile.

Pubblicato da: mauro baldrati - 26.11.06 21:11

Che Vibrisse sia stato fondamentale per chi lo ha letto fin dall'inizio o quais direi sia innegabile. Che sia importante cambiare anche. Dove si debba andare questo è più difficile dirlo, anche perchè non vorrei che ognuno dicesse la sua e poi chi decide? Anche perchè forse Vibrisse già ora è quello che ognuno di noi ci vede e quindi la proposta di Giulio ci costringe anche ad andare oltre noi stessi e i nostri desideri-bisogni-piaceri. Ceryo vorrei che continuasse a parlare di letteratura, certo che mi piacerebbe fosse ancora più attento a chi legge e non solo a ciò che si legge, ergo desse più spazio ai non addetti ai lavori in carne e ossa, e desse invece meno spazio al blog, o almeno ritagliasse per il blog uno spazio più ridotto, altrimenti ci si perde dentro e si perde la sostanza di quello che si sta leggendo. E poi più discussioni sui libri, sulla lettura, sulla cultura. Ma discussioni serie.

Pubblicato da: pessimesempio - 26.11.06 21:57

Pure a me piacerebbe che si parlasse anche di traduzione letteraria e di cinema.
Ma anche di novità dalle case editrici, con le uscite imminenti (che valgano di essere segnalate, s'intende).
E anche di argomenti storici, nei loro legami con la creazione letteraria. Dedicherei anche uno spazio alla tradizione del feuilleton (che è alla base dell'attuale narrativa popolare).

Pubblicato da: paolo ferrucci - 26.11.06 21:59

A me piacerebbe che in vibrisselibri si parlasse di lettura (che, bada ben, non vuol dire solo "letture" o "recensioni"). Anzi, oso dire che a me piacerebbe che in vibrisselibri si parlasse *solo* di lettura.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 26.11.06 22:13

Una buona condizone per farsi delle domanda è avere un bisogno/desiderio (li metto insieme anche se insieme forse non stanno). A me Vibrissebollettino piace così, francamente non saprei cosa desiderare di altro. Mi viene da chiederti giulio, quale desiderio hai per vibrisse. Partire da lì. Magari i vari post qualche indizio lo danno. Ma visto che sei tu ad avere gettato il masso...prova a vedere di cosa è fatto.
Si sta modificando la tua relazione con la comunità d lettori -autori che fa esistere vibrisse? La nascita di vibrisselibri ha modificato qualche cosa? E se si cosa?
Il solo fatto che ti/ci chiedi se bisogna modificare qualche cosa, mi fa pensare che tu abbia il desiderio di farlo, un desiderio non ancora definito, magari altri lo hanno un desiderio simile.
Un saluto

emanuele gandolfo

Pubblicato da: emanuele - 26.11.06 22:14

Visto che lo hai nominato, Mauro, ne approfitto per segnalare che "I figli degli uomini" è tratto dall'ominimo romanzo (a mio avviso, splendido) di P.D. James (titolo originale: "The Children of Men"), pubblicato in Italia da Mondadori, se non vado errata. Lo consiglio! Un abbraccio

Pubblicato da: Gaja - 26.11.06 22:35

...tradotto da Annamaria Biavasco e Valentina Guani (non sia mai detto che sorvoli sui traduttori... :-)) Bacio.

Pubblicato da: Gaja - 26.11.06 22:45

No, per favore, niente cinema né musica su "Vibrisse, bollettino di letture e scritture". La specificità letteraria di Vibrisse ha secondo me una sua ragion d'essere, che naturalmente non vuole escludere la possibilità di parlare di musica e cinema in relazione alla scrittura.

Ma se vogliamo parlare di cinema, musica, (o pittura, o equitazione, o aeromodellismo) in quanto tali, o comunque fare delle recensioni di uscite cinematografiche o discografiche, dei blog dedicati, magari anche ospitati nel dominio di vibrisse, hanno a mio modo di vedere più senso.

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 26.11.06 23:02

Oè, ma quanta gente che c'è in rete a quest'ora...
Musica? Cinema? E perché non la Televisione? Una rubrica di Cucina, che cosa ne dite? Anche un po' di Sport non guasterebbe, ma poco, giusto il lunedì dopo le partite di campionato e il giovedì dopo quelle di coppa.

Pubblicato da: lino - 26.11.06 23:15

Tanto per dire…C'è una relazione fra il post precedente e questo ?
Ancora: esiste un modo per stimolare "le corrispondenze private" in commenti ?
Perché i post di poesia (ad esempio di Alessio Brandolini) non se li fila nessuno,
Cosi come certi della Scarparo ? e alcuni, rari, di Bartolomeo ?
E ancora, ha detto bene qualcuno, prima di me, vibrisse ognuno lo vive come vuole.
Potrei anch'io scriverti in privato e suggerirti di brevettare il nome "vibrisse".
E' un contenitore, ha un progetto ? E se si, quale ?
I commenti, per me, vanno tassativamente lasciati aperti (sono il "sale" di un luogo come questo),
a prova di scassacazzi, tanto siamo tutti adulti e vaccinati. Parlare di più di società, di film, di musica.
Banalizzo, "ma che è 'na rivista, questa ?". No, però credo che ne abbia qualche attinenza.
Ha delle rubriche (E anche le riviste, a volte, ce l'hanno). Ha dei commentatori fissi (anche le migliori testate giornalistiche hanno degli editorialisti "fissi" e altri "a gettone"). Ecco, magari sarebbe simpatico averne di più "a gettone" anche qui. Insomma, cos'è ? Un sito che viene consultato, con frequenza variabile, da uno "zoccolo" duro, e da una "maggioranza silenziosa", quando non "occasionale", come quella che di ritorno, può esser stata stimolata dal clamore mediatico intorno a vibrisselibri.
Io, in modo zen, attenderei pazientemente l'evolversi degli eventi. (e' una tautologia, mi rendo conto).
Ma voglio dire, cosi come per la "bottegadilettura", ste robe, alla fine, finoscono con l'assumere un carattere, vogliamo chiamarlo "stile" ? Dove la pluralità di voci, e l'orbitare dei post, intorno a quell'oggetto oscuro della lettura-scrittura, "sono" lo stile. Uno spazio aperto, che stimola. Cambiare tutto per non cambiare niente.
Bisognerebbe puntare di più al concetto di "servizio", che poi era l'idea di partenza già della mailing-list.
Segnalazioni, recensioni, polemiche, stroncature, pubblici elogi. Ci sono autori che ho conosciuto leggendone qui per la prima volta. Chi frequenta queste pagine ha in essere un flirt con i libri. Vuoi perché li legge (i più), vuoi perché li scrive (o aspira a farlo, magari a breve), vuoi perché ha semplicemente un cazzo di meglio da fare, e viene qui, si siede, legge, commenta se vuole, come potrebbe farlo in un locale. Inserirei recensioni su mostre di pittura, non so. Darei vita a delle rubriche al vetriolo sui peggiori vezzi e tic di certa editoria (sia quotidiana, che periodica). Vibrisse è una bella roba, e convieni, Giulio, senza di lei, cose come vibrisselibri, non sarebbero mai nate. Insomma, ci sarebbe tanto da fare…perché non cominciamo ?

Pubblicato da: cletus - 26.11.06 23:17

Secondo me farebbe bene a vibrisse parlare anche di cinema, arte, musica, anche tv, perchè no? avere uno sguardo culturale sulla realtà. Sono d'accordo anche con chi vorrebbe più analisi critica e più teoria, più pensiero. Forse andrebbe bene anche un angolo del racconto e della poesia, ma senza raccogliere spazzatura. Vorrei che ci fossepiù ricerca e meno aria casalinga. Ecco, mi sembra abbastanza per oggi.

Pubblicato da: vecchiofiuto - 26.11.06 23:49

mi sembra che il discorso di gaja sulla traduzione sia interessante, come anche le proposte di marco. C'è da dire che alcune cose, tipo la lettura dei classici, è già fatta in bottega, se ne sta studiando una nuova nuova, per quanto riguarda l'apertura della bottega di scrittura: il rischio è di venire subissati da racconti; bisognerebbe quindi 'pensarla' bene.

d.

Pubblicato da: demetrio - 27.11.06 08:49

Dunque, dando un'occhiata alle statistiche più recenti, da 500 a 1500 visitatori, mediamente, passano ogni giorno da vibrisse. Lo so che sono dati da prendere così, ma almeno un'idea la danno. Secondo me queste persone apprezzano il bollettino per com'è fatto, altrimenti non ci passerebbero o non ci ritornerebbero. Ma la crisi del settimo anno e l'evolversi delle altre cose intorno potrebbero indurre a una volontà di cambiamento. E allora modifiche potrebbero starci, ma non penso che debbano essere profonde. Mi sembra buona l'idea di coinvolgere il pubblico con iniziative come quelle citate da Marco (come si leggono i romanzi e giro d'Italia, iniziative cioè a tema), dove ognuno possa sbizzarrirsi con un piccolo contributo che fa sentire un po' più partecipe alla redazione del bollettino. Mentre aprire ai racconti in generale sarebbe carino, ma potrebbe voler dire una massa di lavoro ingestibile. E non toglierei i commenti, assolutamente no!
Insomma, io non cambierei molto, e mi occuperei esclusivamente di letteratura, dando spazio anche, che so, alla cronaca dei grandi premi letterari, dei nobel e intavolando discussioni su questi. So che c'è una scarsa considerazione dei premi letterari, però sono una realtà e discuterne sarebbe interessante.
Non mi viene in mente nulla che non sia stato già detto. Solo una preghiera: che vibrisse continui a esistere!!

Pubblicato da: ramona - 27.11.06 09:55

Questo è un esempio d'aria casalinga, il post di Marco Candida sui libri di Giulio Mozzi!!

Pubblicato da: vecchiofiuto - 27.11.06 10:02

Giulio, entro questa sera mi spremo per dire qualcosa di costruttivo su Vibrisse, o almeno tento.
Intanto grazie per quello che stai facendo, è sicuramente anche un buon esempio.

Pubblicato da: a. b. - 27.11.06 10:13

Siaaaamooo maaaassssaaaa! Oltre alle lettere c'è di più! Massa Massa! E poi sei massa pure tu-iuh-iuh!

Pubblicato da: Marianna - 27.11.06 10:19

questo posto per me è fondamentale
ha valore sociale, oltre che culturale

grazie

Pubblicato da: ilse - 27.11.06 10:30

Grazie.
Dico due cose di corsa, ché oggi è una giornata di lavoro terribile.
Le proposte di *allargare*, cioè dedicare in vibrisse spazi a musica o cinema o teatro eccetera, mi lasciano perplesso. Non per la quantità di lavoro. Ma perché bisogna, prima, credo, rispondere a una domanda:
- qual è lo specifico di questa cosa che si chiama vibrisse?
Nel momento in cui è identificato questo specifico (presente, o progettato), allora si può agire anche in diversi campi. Sennò, fare duplicati di altre pubblicazioni non serve.

Un servizio di segnalazione delle novità letterarie è una cosa improponibile: ci vuole un sacco di lavoro.

Una domanda è: "Tu, che cosa vorresti *fare* in vibrisse?".

D'accordo con quanto dice Iannozzi circa la separazione tra vibrissebollettino e vibrisselibri. Ci si conceda un po' di grancassa in fase inziale...

g.

Pubblicato da: giuliomozzi - 27.11.06 10:53

C'è poi un'altra possibilità:

rimettere la password nelle mani di Giulio e ritornare a essere semplici frequentatori di Vibrisse.

Perché non contempplare anche questa possibilità? Tanto più che Giulio ha sempre segnalato articoli su altri blog?

Quanto alla determinazione dei ruoli, proposta da Giulio: si trattarebbe di dire: "Ti dò le chiavi e tu in Vibrisse ti occupi di questo". E' così? "Bart scrivi solo recensioni; Scarparo scrivi solo provocazioni; Brandolini scrivi solo di poesia; eccetera. E poi ruoli speciali, compiti più specifici... Figure jolly".

Alla domanda tu che cosa vorresti fare in vibrisse, rispondo: "O quella rubrica che proposi a Giulio privatamente per vibrisserivista - perché è un argomento che sento particolarmente, e perché mi sembra che quel trattamento manchi e sia piuttosto originale; attualmente su vibrisse faccio solo segnalazioni di altre cose..."

Pubblicato da: Marco - 27.11.06 11:30

Io preferirei che vibrisse non diventasse sito generalista. In fondo ci sono altri spazi anche per musica e cinema, ed ognuno può farsi il suo metablog aggregando contenuti provenienti da dove vuole. Già così per me c'è fin troppo.
Regolamentare gli aggiornamenti è altra cosa forse utile, quantomeno per dare ad ogni post le stesse probabilità di lettura. Di solito il software permette anche la pubblicazione programmata, per cui non è necessario che uno vada a scrivere nel momento in cui deve pubblicare, ma può preparare il post e fare sì che venga pubblicato in un momento preciso.

Pubblicato da: Vincenzo - 27.11.06 11:42

Secondo me vibrisse dovrebbe occuparsi specificamente di letteratura, però di tutti i suoi aspetti (produzione, distribuzione, fruizione, critica, traduzione).

Pubblicato da: Maura - 27.11.06 11:56

Inizierei col chiedermi "Cosa è necessario?"

Pubblicato da: Ilaria L. Silvuni - 27.11.06 12:07

Letture e scritture: di questo e non d'altro si dovrebbe qui discutere. E sottolineo DISCUTERE, che è cosa assai diversa dal recensire o dal segnalare. Ce ne sono già troppe di pagine web che recensiscono o segnalano libri: che bisogno c'è di farlo anche qui?
Come dite? Qui lo si fa meglio e in modo più approfondito? Sciocchezze. La qualità non fa la differenza. Qui sta il problema: nella differenza. O nello specifico, come dice il buon Mozzi. Senza un suo specifico Vibrisse non ha ragione d'esistere se non come duplicato, triplicato, centuplicato di qualcosa che già c'è in rete.

Pubblicato da: lino - 27.11.06 12:14

Mi piacerebbe comunicare qualche impressione, come lettore di Vibrisse.
Frequento da poco questo spazio e quindi ho gli occhi del neofita che non sa bene la storia e non conosce le ragioni per cui è nata questa realtà. Però devo dirvi che ci sono parecchie cose interessanti e che mi piacciono.
1) Un certo senso di familiarità, anche se non ci conosciamo. Diciamo, un clima che favorisce la partecipazione mediante i post.
2) Mi piace che ci siano iniziative a tema (il Giro d'Italia, le letture, eccetera).
3) Mi piace che ci sia una certa libertà (mi sembra) a commentare gli interventi.
4) Mi piace che ci sia una persona autorevole, un moderatore con carisma (Giulio Mozzi, credo) che incanala la discussione e lanci sassi, e provochi, e si arrabbi, eccetera, eccetera. Trovo stimolante. E in ogni caso su Vibrisse ho trovato molti suggerimenti "pratici" su come guardare, affrontare, eccetera, il cosidetto "mondo delle lettere".
5) Ci sono anche interventi per me un po' a sorpresa, lontani dai miei interessi più immediati na non per questo meno intriganti. Anzi!

Capisco, peraltro, che dopo un po' ci si stufi anche delle cose che si mettono in piedi. Si ha voglia di cambiare un poco l'aria. Si è "inquieti". Quindi, giusto, farsi delle domande.
Che cosa mi piacerebbe fare per Vibrisse? Per esempio segnalare ogni tanto iniziative nel campo editoriale che, per varie ragioni, hanno scarso eco sulla stampa tradizionale. Collaborando da anni per quotidiani e settimanali ed altre riviste cartacee (ma non mi occupo comunque di letteratura, niente paura...) penso di sapere il significato di ciò che sto dicendo.
E in ogni caso anche quando certe iniziative sono segnalate, troverei interessante provare a fare qualche approfondimento. Faccio un esempio: la scorsa settimana Joseph Pearce, un giovane professore, biografo di G.K Chesterton, è stato invitato per una conferenza a parlare del suo scrittore preferito a Milano dal Centro Culturale di Milano. Ma risulta, da quanto detto durante la conferenza, che in Italia si parli ormai poco o nulla ormai di Chesterton, quello dei racconti di Padre Brown, per intenderci. E invece nei Paesi anglosassoni è diverso, tanto che si sta assistendo ad una riscoperta dell'opera di questo scrittore, con tanto di club, associazioni e convegni annuali, eccetera.

Ecco, questa è una delle cose che mi piacerebbe trovare su Vibrisse. Un po' di Chesterton, magari...

Con stima per il vostro lavoro

(Angelo De Lorenzi)

Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 27.11.06 12:15

Io vorrei che Vibrisse parlasse di libri. Ogni tanto ho come l'impressione che si parli di tutto tranne che di libri.
Alla "Bottega di Lettura", cui è consentita la libertà espressiva dell'esperienza di lettura, non si affiancano (fatta eccezione delle letture di Bart e sporadiche altre) interventi più ortodossi nella forma.
Non mi piace neanche l'autopromozione che i vari collaboratori fanno sul sito, riportando estratti di ciò che fanno altrove.
Sono contrario all'ipotesi di aprire alle altre arti. Di tuttologi ne è già pieno il mondo :)
Mi piacerebbe che Vibrisse producesse inchieste originali, interviste esclusive, mi piacerebbe che Vibrisse desse voce alle figure più marginali del mondo letterario. Mi piacerebbe che si aprisse una finestra sul mondo dei giovani. Penso ad esempio a recensioni di studenti del liceo, o cose simili.
Vibrisse dà, talvolta, l'impressione di essere un po' "disunito". E' fisiologico forse quando ognuno pubblica ciò che vuole e nel momento che vuole. C'è il rischio che sembri, però, una semplice vetrina espositiva, così. In questo senso aiutano gli appuntamenti fissi (come quelli pensati dal buon Bart).
Un'altra cosa che manca è il graffio. Ho nostalgia della rubrica "Puro veleno". Creare una valvola di sfogo al veleno sarebbe importante: forse si eviterebbe di inquinare i commenti o far degenerare discussioni costruttive.

Pubblicato da: Federico - 27.11.06 12:16

@ De Lorenzi

Hai detto bene: Chesterton. L'ho programmato, ma, ahimé, fatico a tenere il ritmo. Chi sa quando accadrà che potrò postare qualcosa qui.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 27.11.06 13:12

I gatti non vivono senza Vibrisse!
Lo specifico di Vibrisse lo definireri "letteratura e società", declinate in svariati modi un po' più indiretti (riflessi, mediati o meditati) rispetto a come avviene nei vari blog di scrittori o di comunità di scrittori.
Trovo sensato che i "mastri di chiave" abbiano indicazioni un po' più strette di Giulio (padrone di casa/abitanti del condominio - anche in amicizia, i ruoli sono diversi) e che ci siano dei comodi vincoli che non sfavoriscano i post di nessuno.
Buona l'idea delle rubriche, ma senza chiudere troppi spazi, ottima la tipologia molto varia dei collaboratori.

Pubblicato da: Paolo S - 27.11.06 13:15

Sarebbe interessante, anche per attirare un "pubblico" diverso, introdurre un podcast di discussioni letterarie. Discorsi tra scrittori e lettori, o tra chi volete voi, con argomenti fissi o improvvisati... insomma RadioVibrisse, non sarebbe male. D'altronde il caffè letterario del XXI secolo è internet, non ci sono storie!

Pubblicato da: Winston Leonard Spencer-Churchill - 27.11.06 13:24

Quando si guarda un film, si legge il film. Quando si va a teatro, si legge lo spettacolo. Quando si va ad un incontro con uno scrittore, si legge quello che avviene. Quando passeggiamo, a modo nostro leggiamo la realtà. Con "letture", per me si intende tutto questo. Per vibrisse, cosa diventerà?
Ci potrebbe essere il "vibrissescritture" dedicato a racconti e alle letture di questi. Il "vibrissecinema". il "vibrissemusica". il "vibrisseattualità". il "vibrisseteatro". e così via. Ad ogni giorno della settimana il suo vibrisse. Certo, così bisognerebbe avere diversi collaboratori per i vari campi, delle persone che assicurino almeno un post la settimana per argomento.
In questo modo, se uno si connette il mercoledì sa che ci trova qualcosa riguardante, che so, il cinema. e così via.
una cosa del genere. ciao!

Pubblicato da: andrea branco - 27.11.06 14:48

Fare, fare, fare. Facciamo questo, facciamo quell'altro, parliamo del più ma anche del meno, allarghiamo di qui, stringiamo di là... Questo dibattito sta partorendo un mostro senza testa, con decine di braccia, mani, piedi e attributi sessuali. Scusate, cari, ma qui non è questione di che cosa fare. Il problema di Vibrisse, per me che osservo il blog da pochi giorni, è la sua staticità. Fare (recensioni, segnalazioni, dibattiti, analisi, pippe) è bello ma dopo un po' stanca. Come tutti i bei giochi, non va tirato per le lunghe.
Ora, Vibrisse finirà (tutte le cose finiscono). Meglio sarebbe che i suoi creatori decidessero di che morte farlo morire. Un possibile caso di decesso è quello attualmente in corso: esaurimento da routine. Un altro, molto più interessante, direi eroico, è quello del compimento della missione. Missione?
Ehm, perdonatemi se chiudo qui il mio intervento ma, primo, detesto gli sproloqui e, secondo, dubito che qualcuno sia disposto a seguirmi in questo ragionamento, vista la smania di fare, fare, fare.

Pubblicato da: lino - 27.11.06 15:22

Al momento Vibrisselibri é una cosa,Vibrissebollettino un'altra. Hanno una matrice comune ma sono due cose diverse. E su questo andrebbe fatta chiarezza. Due strumenti diversi.
Tornando al bollettino diciamo che nella fase di crescita ci si pone pone il problema della maturità.
Il tono, lo stile, mi piace. E mi ci sento bene.Sul discorso dell'attualità, del sociale, farei un po' di ordine. Mi spiego. Il modello non sono affatto i giornali. Semmai gli argomenti, i fatti, che in questo panorama della comunicazione andrebbero trattati e affrontati diversamente. Si potrebbe immaginare uno spazio specifico. Una sorta di "bottega" sull'attualità sociale. E quando dico "bottega" dico un gruppo. Capace di valorizzare un'informazione che oggi é clandestina per il semplice fatto che non passa per l'elettrodomestico. A tratti Vibrissebollettino fa anche questo, diciamo occasionalmente. Forse é il momento di inventare un contenitore. Ma insisto, non come si fa giornalismo oggi.
Sul punto dieci: quando facciamo sta cena?
Ciao

Pubblicato da: stefania nardini - 27.11.06 15:30

Diciamo che l'unica cosa che cambierei di vibrisse è l'accostamento cromatico. Questa è semplice e personalissima idiosincrasia per i toni freddi. Si può scegliere tra milioni di abbinamenti precofenzionati tra colori standard in esadecimale:
http://www.colorschemer.com/

Ancora più personalmente concludo parafrasando il buon vecchio Wittgenstein "Vibrisse è in ordine così come è".

Quoto i seguenti paragrafi delle Ricerche filosofiche, altrimenti il 98simo non significherebbe un bel nulla:
-----8<--------------------
94. Sembra che la proposizione sia il medio tra fatti e segni, l’anello di congiunzione, l’elemento della corrispondenza rappresentativa, il mattone della concezione rappresentativa della realtà. Ciò è sublime concezione, come la logica.

95. Si può pensare ciò che nella realtà non esiste, dunque non c’è un’unica diretta corrispondenza tra linguaggio e mondo.

96. Così ci sembra che pensiero e linguaggio siano correlati del mondo, nel senso che ne sono immagini: noi ci facciamo immagini del mondo.

97. Come se il nesso sia essenzialmente puro, cristallo, anteriore a ogni esperienza: che il linguaggio dica che le cose stanno così e così è il punto archimedeo che spiega il fatto che io ho immagini dei fatti, immagini linguistiche prive di oscurità e anteriori all’esperienza. Ma si tratta di capire che anche questa concezione è terra terra: è anch’essa all’interno del processo di comprensione e azione linguistica e non al suo esterno. La filosofia deve capire questo, e non spiegare il nesso tra immagine e mondo. La filosofia deve capire che questo, il fatto che pensiamo in immagini il mondo, è dentro la nostra stessa esperienza linguistico-esistenziale, e non fuori.

98. Per questo ogni proposizione del nostro linguaggio è in ordine così com’è.

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Pubblicato da: tonino pintacuda - 27.11.06 16:02

Non avevo capito i motivi per cui Mozzi era uscito da NI (ma, confesso, non capivo neanche perché Mozzi restava in NI). La spiegazione di Giulio mi è sembrata coerente, e ancor di più il contenuto di questo post. Sono anch'io del parere che i lit-blog stiano attraversando una crisi. Ormai, molto spesso, sono diventati un parlarsi addosso. Esigono un impegno esagerato (e non retribuito). Impongono di sopportare gli spaccacazzi (e coloro che non meritano neppure di essere qualificati come spaccacazzi).
Non so quanto la stanchezza influisca sul punto di vista di Giulio, ma posso capirlo se ha la sensazione di pestare l'acqua nel mortaio. Per il mio bieco interesse mi auguro che trovi le motivazioni per andare avanti (non intervengo più molto spesso sui blog, ma continuo a leggerli). Se venisse a mancare Vibrisse bollettino sarebbe un peccato. Quanto a proporre un nuovo progetto, non so. Forse il più indicato a vederne uno è Mozzi. Se non lo vede lui, e non lo vediamo noi, può darsi che la colpa non sia nostra ma del momento, e i momenti passano. Magari fra qualche mese il panorama sarà diverso e anche Vibrisse diventerà altro, automaticamente. A volte basta tener duro, e non è necessario essere Cristoforo Colombo. Anzi, di solito è meglio essere Cortés o Pizarro, o qualcuno degli altri venuti dopo.

Pubblicato da: riccardo ferrazzi - 27.11.06 16:44

Be', insomma, Giulio, tutto questo per dire: basta che me lo fai sapere per tempo e io mi fabbrico un blog su Splinder e mi trasferisco lì. :-)

Pubblicato da: Marco - 27.11.06 16:46

Questo accade perché stiamo troppo attaccati alla rete. Anziché mandare tutto allo sfascio o al rinnovo non sarebbe meglio allontanarsi dalla per un po'? Non venire più su vibrisse se ti annoia - questo giulio compreso. E quando ritornerai ti sembrerà di ritrovare vecchi amici che un po' beotamente stan lì a parlar sempre delle stesse zuppe. Che mallec'è in fondo se loro si divertono e stanno bene?

Tra l'altro, non mi ricordo più quando, ma una volta Mozzi disse che Vibrisse doveva diventare un'entità che proseguisse indipendetemente da lui.
Perché non guardare anche questa possibilità?

Pubblicato da: Eli - 27.11.06 17:24

Mi interesserebbe che la discussione vertesse qui sulle forme di Vibrisse con considerazioni sul loro attuale slancio, non per un rinnovamento o manutenzione ma per una metamorfosi laddove si fossero infiacchite diventando semplici modalità, le quali sono, per definizione, sostituibili e in quanto tali approntano appunto la trappola della manutenzione: che non va fatta, la ruggine ha il suo buon senso.
E’ però quello in cui s’incorre ‘aggiungendo’ a una materia non ben chiara, perché Giulio Mozzi non ha chiarificato il suo pensiero sull'attuale inutilità di Vibrisse – da leggersi per me quasi come un arrovellarsi per inventarsi dei problemi che funzionino con Vibrisse più che pretendere che ne abbia. Questo lavoro non è di manutenzione perché interroga le premesse, interessando ovviamente zone vicine tutt’altro che secondarie - nè altri hanno esplicitati analoghi pensieri se non vaghi tali da giustificare tante proposte.

Vibrisse è osservato dalla scrittura di Giulio Mozzi, ne è interrogato profondamente ogni minimo dettaglio. Uno, per esempio, non è libero di dire una cosa in Vibrisse se trascura determinati concetti, oppure può farlo deliberatamente e ottenere così vari effetti o derive: in Vibrisse è innegabile che si dice la propria a qualcuno. Questo qualcuno non è per forza Giulio, tuttavia si risponde a qualcosa che ha detto lui, ci si confronta cioè con possibilità d’opinione che esercitano pressione su quanto si va dicendo, il che si fa, quindi, da un di fuori temporaneo nei riguardi di un gruppo di cui si fa parte.
Ciò produce effetti come il buon livello civico dei commenti, in cui d’altra parte c’è dell’innegabile sofismo, cattivo derivato delle retoriche di Giulio, dovuto alla psicastenia di chi finge di parlare in luogo neutro snobbando le premesse a cui, di conseguenza, soggiace: dire senza rispondergli significa ripetere male quanto lui direbbe o partire da premesse inventate che fanno tanto Giulio Mozzi – questa è un po’ la comicità intrinseca di Vibrisse, che funziona molto bene come caricatura di Giulio a mille e più facce che coincidono tutte con la sua attendibilità -; non manca poi ovviamente l’atteggiamento trasgressivo contrario. Specifico che sto parlando di tendenze presenti quantomeno in nuce in qualunque persona che si metta a scrivere un commento su questo blog, punto di vista che ho scelto per tratteggiare qualcosa di Vibrisse, ma non sto pensando a, né dimenticando…nessuno in particolare.

Giulio Mozzi è dunque la risorsa-limite di Vibrisse, poco importa che ne sia anche il curatore. Forse è questo aspetto che va problematizzato, è su questa linea di fuga che si collocano azioni utili?

Come si fa a non parlare di lui, come se Vibrisse fosse luogo di tutti, "aria casalinga" appunto?

Mi scuso perchè il post è compresso e forse un po' confuso e frettoloso.


Pubblicato da: massimo lippolis - 27.11.06 18:43

Progetti. Vorrei ridere di più. Che poi sia in casa o fuori non importa. L'importante è che qui, come per magia (o, per bizzarra disposizione del destino, come dice il commento che precede), convivono diverse anime, diverse maniere di intendere la letteratura. Penso che sia il punto di forza di vibrisse, da quando ha "aperto" ai commenti, da quando era "solo" un'email che arrivava, con alterne frequenze, nei nostri pc cossigati. Se cambia pelle, è perchè la gente cambia, cambiano gli umori, gli amori. Si avvicina l'inverno, tutti intorno ad un pow-wow letterari. La legna della poesia di Carver, ci vuole qualcuno (anche) che la metta nel camino. Gli altri, approverebbero, in modo più o meno incondizionato.

Pubblicato da: cletus - 27.11.06 22:27

Io preferisco il Giulio Mozzi suburbano di giuliomozzi.com..Rimpiango quei suoi racconti maledettamente reali e quella immediatezza che ha lasciato spazio senza dubbio a milioni di problemi di gestione e di organizzazione sempre più incombenti.
Auspico un aggiornamento di vibrisse inteso come revisione didattica e funzionale.
Boccio in pieno la tematica cinematografica, teatrale e musicale in quanto a mio parere luoghi per condividere certe passioni anche con uno sguardo letterario ci sono e pure in esubero.
Penso si possa fare..e mi associo a coloro che chiedono la diminuzione di post..risulta difficile leggerli tutti al passo e tantomeno difficile commentare, soprattutto per uno come me che si approccia da poco a tale funzione!
Un abbraccio Giulio
Pasquale

Pubblicato da: Paco - 27.11.06 23:47

Sono tornato stanotte alle due. Tra quarantotto minuti ho un treno per Torino. Come potete immaginare, ho solo letto velocemente.
Ringrazio, e invito a ulteriori contributi.

Pubblicato da: giuliomozzi - 28.11.06 07:38

Salve a tutti,
ci sono due cose che io personalmente farei: 1) cestinerei tutti i post di sterile polemica personale, soprattutto quando degenerano in un botta e risposta infantile e autistico. 2)vieterei il ricorso ai nickname.
Sono richieste impopolari, lo so.
Per il resto, nessuna delle proposte finora avanzate mi pare risolutiva. Tranne forse quella relativa alle "cene sociali". Infine, anche a me spiace che si siano perduti per strada i fulminanti racconti di Mozzi.

Pubblicato da: maurizio becker - 28.11.06 10:00

D'accordissimo con il vietare i nickname: li considererei alla stessa stregua dello spam. Che senso ha parlare con i fantasmi?

Pubblicato da: Marco - 28.11.06 10:05

a me piace parlare con i fantasmi. non ha senso? pazienza.

Pubblicato da: iochepassavodiqua - 28.11.06 10:26

Vi segnalo l'articolo uscito oggi sul Corriere della Sera nella rubrica Il Piccolo Fratello, pagina 36, dove si parla dell'iniziativa e, in particolare, del libro La tragedia negata, di Demetrio Paolin.
Merito, credo, anche di questo sito.
L'articolo è interessante, ed ancora più interessante il fatto che sia il Corriere della Sera a parlare dell'iniziativa.
Sembra quasi che dica, guardate che c'è un'altra editoria, degnissima, che sta in rete. E spesso gli editori tradizionali, sono un po' indietro.

Complimenti ancora per l'iniziativa.

Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 28.11.06 10:29

Eiochepassavodiqua, ci credo che ti piace parlare coi fantasmi! Lo sei anche tu! Chi si somiglia si (acca)piglia... ;-)

Pubblicato da: Marco - 28.11.06 10:43

Come cortesia comanda, mi presento. :)
Mi chiamo Enrico e sono stato contagiato dal progetto Vibrisselibri, tanto da entrare a far parte del comitato di lettura.
Non posso definirmi un frequentatore assiduo del bollettino, tantomeno di NazioneIndiana (pur stimando entrambi i blog). Diciamo, semplicemente, che non amo i blog - mi piace non essere alla moda :).

Ho letto gli interventi di tutti. Si parla di tenere distanti i due progetti di Giulio, Vbollettino e Vlibri. Si parla di 'fine inevitabile' del bollettino.

La mia idea è semplice: perché non tornare alle origini (mi sono documentato) quando Vb era una mailinglist? Meglio, perché non tornare *un po'* alle origini?
Mi spiego: io, fossi in voi, aprirei a tutti, ma non indiscriminatamente.
A esempio, si può decidere di pubblicare due, tre racconti al mese; poesie; idee. Inviate da chi non scrive sul Vb e scelte da una redazione. Magari dal comitato di lettura di Vlibri (io non mi tirerei indietro, un racconto si legge in fretta). E la summa di questi racconti, poesie, interventi potrebbe diventare un'antologia pubblicata da Vlibri. Una sorta di Bestoff, per intenderci. E per intenderci ancora meglio il riferimento è al Bestoff 2005. Che potrebbe dare 'lustro' a una piccola casa editrice (insomma, che potrebbe anche diventare - ogni anno - cartacea. O potrebbe restare 'digitale', poco cambia).

In SINTESI (per chi la ama :) ): non sarebbe bello se Vb fosse una palestra per tutti, l'equivalente dei GYM delle periferie di L.A. messi su per togliere dalla strada i ragazzi(-scrittori) a rischio? Se intervistando uno dei grandi autori del futuro, ello dicesse: "be', ho cominciato mandando dei racconti a Vibrissebollettino. Mi hanno sbefeggiato ma detto anche di riprovare e così ho fatto, finché non sono finito sulla loro antologia e sono diventato uno scrittore (edito)"?

Salutoni,
Enrico

Pubblicato da: enrico - 28.11.06 11:46

Per Enrico (e tutti gli altri)
L'idea dei ragazzi-scrittori a rischio raccattati per strada mi piace.

Pubblicato da: Angelo De Lorenzi - 28.11.06 12:03

I fantasmi non piacciono a chi non ama la Verità, a chi è costretto, per i fini più svariati, ad indossare una maschera! Se si sbarrano le porte ai fantasmi si spalancano le porte all'ipocrisia! Meditate genti, meditate!

Pubblicato da: samara - 28.11.06 12:19

Getto queste parole al vento per dire che Vibrisse dovrebbe finire in gloria. Finora questo blog è stato bello ma futile, una variopinta nave dei folli che galleggia nel web in tempesta. La follia di questa, come di tutte le altre pagine letterarie che nascono e muoiono in rete, sta nella mancanza di una meta. Qual è la rotta da seguire? E il porto d'arrivo? Boh. La cosa più folle, però, è starsene a galleggiare mentre il libro affonda. Tutto è già irrimediabilmente mutato, la narrazione scritta si estingue, però noi siamo qui a fare recensioni e a scambiarci consigli di lettura.
Al dunque: serve un obiettivo. Quale migliore e più glorioso obiettivo può esserci che salvare il libro dall'estinzione? Missione impossibile, dirà qualcuno. Sì, ne convengo. Quando si è a bordo del Titanic, però, e si vede l'iceberg profilarsi all'orizzonte, si deve perlomeno tentare di evitare lo scontro.
Che fare? Trasformare Vibrisse in due sessioni di Brain Storming. La prima sessione mira alla ricostruzione del Senso. Che senso possono avere, oggi, la scrittura e la lettura dei libri? Rispondere a questa domanda significherebbe già deviare di un grado la rotta di collisione con l'iceberg. La seconda sessione persegue lo scopo più ambizioso: sperimentare forme di narrazione che traghettino il libro nel mondo dei nuovi media. E' lo stesso che far passare il cammello dalla cruna dell'ago. Vibrisselibri è già un tentativo in questa direzione ma, secondo me, è un po' vago e velleitario.
Scusatemi: ho scritto troppo e me ne dolgo.

Pubblicato da: lino - 28.11.06 12:46

Ciao a tutti,
non intervengo praticamente mai nelle discussioni che si accendono nei commenti ma questa volta voglio dire anch'io la mia.
Prima delle questioni organizzative ritengo ci sia bisogno di capire quale sia l'obiettivo (o gli obiettivi) da raggiungere con VibrisseBollettino e se esista soprattutto la volontà di raggiungerlo/i. Che funzione deve avere Vibrisse? Forse ce lo spiega il nome stesso: deve essere un meccanismo ricettivo, raccogliere dati dall'ambiente (letterario) circostante ed elaborarli in informazioni utili. Utili a chi? Bé, a chi legge e scrive, non certo a chi mangia e cucina.
Solo raccogliere informazioni o emettere anche dei giudizi critici? Deve limitarsi a essere documento (bollettino) di ciò che accade (in ambito letterario) o deve essere un luogo di dibattito, che indichi direzioni, che disegni prospettive e progetti? Insomma: deve essere una scatola aperta o chiusa? Deve essere un occhio o una macchina fotografica? Sicuramente deve "essere", non "finire".

(mi scuso se ho risposto con domande a domande)

Pubblicato da: al3sim - 28.11.06 14:37

Cosa vuole un lettore da vibrisse? Cosa vuole fare un collaboratore per vibrisse?
Mi sembra evidente che le domande siano queste.
Io vorrei (per rispondere alla prima) che vibrisse fosse un luogo per riflettere sulla letteratura contemporanea.
Perchè vengono scritti certi libri e non altri? Perchè vengono pubblicati certi libri e non altri? "Come dovrebbe essere il romanzo del XXI secolo?" Perchè il sistema editoriale italiano è in un certo modo e non in un altro? Perchè sempre più spesso quello che viene pubblicato in rete arriva sulla carta?
Mi sembra che queste domande siano state poste in passato da alcuni collaboratori, che siano nati dibattiti (mi è piaciuto molto, per esempio, quello sullo "sguardo fresco sulla realtà"). Forse negli ultimi tempi, però, se ne è discusso di meno.

Pubblicato da: Maura - 28.11.06 18:57

Mi pare che Vibrisse esista per gli amanti della scrittura e della letteratura (che non sono la stessa cosa)e costituisca uno spazio sociale di condivisione, proprio perchè non affoga nella pretesa di includere ogni tipo di passione artistica e mediatica. Le recensioni di libri, le poesie, i racconti e le riflessioni sul media in oggetto sono un elemento forte, a cui si aggiunge lo specifico del blog, cioè la possibilità di discuterne. Trovo la paternità di Mozzi in tutto questo innegabile ma anche discreta, presente più nello stile dell'ambiente che in una linea editoriale definita, che risulta piuttosto a posteriori. Cosa vorrei per Vibrisse?
Tutti quelli che passano di qui sono certi in cuor loro che la bellezza salverà il mondo, eppure abbiamo tutti netta la percezione che la proliferazione dell'immaginario mediatico lo stia soffocando nel delirio. Ecco perchè ci preoccupiamo di separare le scritture dell'anima dalla pornografia dominante. Ma forse ci servirebbe pensare a fondo l'essenza dell'immagine, e il carattere salvifico dell'arte. Mi piacerebbe trovare qui una sorta di gruppo di ricerca sul 'mundus imaginalis', quella dimensione mediana che secondo il mistico sufi Ibn Arabi unisce cielo e terra, ma anche li separa.
Per esempio, cosa conosco di un uomo, quando ho letto un suo libro? Questa è una domanda che mi viena da fare proprio qui e non altrove.

Pubblicato da: Valter Binaghi - 28.11.06 21:08

Non so Valter se segui le mie letture. Dico questo perché, entrando nel libro, percorrendo quegli invisibili sentieri che ne ricamano la trama, mi sono posto anch'io la tua domanda: Dov'è nascosto l'uomo che ha scritto questa storia?

Non sono mai riuscito a trovarlo: qualche impronta qua e là, ma l'uomo intero mai. Lungo il percorso non ho mai incontrato lo specchio che lo ritrae, che ritrae anche la sua anima, che gli disegna un volto, una figura, anche diversa da quella che fisicamente ha avuto o ha nella vita. Questo specchio nel libro non riesco a trovarlo. Mi sono dato una risposta: in ogni libro si compie una trasfigurazione del suo autore, meglio ancora una metamorfosi e una parcellizzazione che si distribuiscono dappertutto, nei personaggi, come nelle cose, nell'ambiente, nella scrittura, nel modo in cui viene tessuta la storia. Ossia, le numerose particelle, che portano il dna dell'autore, subiscono una specialissima mutazione che le fa diventare tutto questo.

Ho concluso la mia ricerca dicendomi che sebbene nel libro ci sia tutto l'autore, esso diventa (incolpevolmente) introvabile, perché si è sublimato nella sua creatività. Un po' come accade ai credenti che possono toccare la creazione, ma non riescono a vedere né capire del tutto Dio, il creatore.

E' per questo, anche, che ogni romanzo, pur facendo capo allo stesso autore, diventa un'opera a sé.

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 29.11.06 08:03

salve

Per prima cosa fermarsi, aggiornare il software contro lo spam, organizzare un archivio tale da facilitare la navigazione all’interno di Vibrisse bollettino. Questa è una buona occasione per riorganizzarsi.

Poi.

Parafrasando il film di Bud Spenser e Terence Hill, perché non fare di vibrisse bollettino la mano destra e di vibrisse libri la mano sinistra del diavolo?
Il diavolo è Mozzi.

Il gruppo di Vibrisse libri lavora per poter dare una possibilità ad alcuni libri di esistere- prima in forma elettronica e poi chissà…-, mentre vibrisse bollettino dovrebbe lavorare in gruppo per segnalare quei libri interessanti che purtroppo non hanno la possibilità di emergere in libreria perché di piccoli editori o perché non commerciali. (Se vibrisse libri dà la vita ai libri mostruosi, vibrisse bollettino dovrebbe tentare di aiutare quelli già nati ma in difficoltà). Per fare questo bisognerebbe organizzare una piccola redazione o un osservatorio. Chiedere ad alcune belle menti in rete di segnalare ogni tre/quattro mesi alla redazione i libri che meriterebbero una lettura attenta. Creare una striscia di terra di nessuno in cui scambiarsi informazioni sui libri e vibrisse bollettino farebbe da cassa di risonanza.

Altra cosa è risuscitare l’idea bregoliana dell’inchiesta. (ridateci Davide) sulla letteratura italiana dal 1990 ad oggi. Cercare di individuare quei libri che hanno influenzato o che indirizzato la letteratura di questi anni. Lavorare per creare una mappa della letteratura italiana oggi. Sarebbe bello ritornare a ragionare sui libri pubblicati cinque7dieci anni fa, per esempio.

Sarebbe anche una prova generale per l’eventuale rivista cartacea o pdf da far pubblicare alla mano sinistra del diavolo…

ciao

Pubblicato da: francesco sasso - 29.11.06 14:02

L'intervento di Francesco Sasso profila ipotesi di lavoro che mi sembrano molto interessanti.

Pubblicato da: maurizio becker - 29.11.06 16:56

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