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20.10.06

Come si leggono i libri: Viaggiare attraverso la lettura

di Lucia Marchitto

Clicca qui per leggere tutti gli articoli della serie Come si leggono i libriUna volta m'incaponivo a leggere tutto, anche i libri che non mi piacevano, con fatica e con sudore arrivavo sempre all’ultima pagina. Mi sembrava altrimenti di fare un torto all’autore, al tempo che aveva consumato, all’impegno, all’inchiostro versato.
Mi sedevo alla scrivania con la matita in mano e cominciavo a leggere, sottolineavo le frasi che mi colpivano per la loro bellezza e mai per la bruttezza, pensavo che essendo state degne di pubblicazione quelle pagine dovevano per forza essere belle e interessanti.
Sottolineavo e in parte appuntavo le mie impressioni e i sentimenti destatomi dal testo.
Con il passare degli anni e il diminuire del mio tempo libero ho cominciato a selezionare i libri e a scartare quelli che non mi piacciono. Leggo una ventina di pagine e se non mi dicono niente abbandono senza rimorsi la lettura, delusa di aver sprecato i miei soldi e il mio tempo.

Una volta leggevo tutto, il tutto era sempre poco, non mi bastava mai. Avevo pochi soldi, abitavo in un paese in cui era difficile procurarsi i libri mancando una vera e propria libreria, cosicché i libri si compravano quella volta che si andava a Napoli o ad Avellino.
Oggi si trovano dappertutto anche al supermercato. Sono talmente tanti che diventa difficile la scelta. Ci si può perdere. E io mi perdo spesso. Ho accumulato libri che non leggerò forse mai, li ho accumulati per anni, fino a quando mi sono avvicinata agli scaffali per altre vie. Vie intime. Pensieri. Connessioni. Viaggi.
Ho cercato scrittori di Paesi lontani per conoscere la storia e l’anima di un popolo, dal sud al nord, da est a ovest. Ma di tanti Paesi non si trovano tracce. Perlomeno io non ne ho trovate o, forse, non ho saputo cercare abbastanza.
Ultimamente ho fatto un altro tipo di viaggio: quello del dolore provocato dalla guerra.
Al di là del percorso, quando poi ho in mano il libro, aspetto che la casa sia vuota o addormentata, che la radio sia spenta, ogni rumore sopito, mi siedo in cucina d’inverno, e sul poggiolo d’estate, e leggo voracemente infilando pezzetti di carta nelle pagine più intense o significative, o poco chiare, o per la bellezza di una parola. E se il libro mi piace non ci metto più di due giorni a leggerlo tutto. Poi lo chiudo. Ma è come se fosse aperto perché camminando, mangiando, guidando, vivendo la vita che di solito vivo, continuo a pensare a quello che ho letto. .Lucia Marchitto
Dopo qualche giorno riprendo in mano il testo e lo rileggo con calma, fermandomi sulle pause, togliendo e aggiungendo i pezzetti di carta che prima avevo infilato, saltando da un foglio all’altro, seguendo un personaggio alla volta, cercando di capire la struttura su cui è stata costruita la storia, seguo il ritmo, il linguaggio, la punteggiatura (Saramago e i suoi scarsi segni di interpunzione mi attrassero subito per dire, non solo quello chiaramente!).
Quando trovo un libro che non solo mi piace, ma mi fa anche riflettere e mi insegna altre vie di scritture, allora quel libro non finirà nello scaffale dopo averlo letto, sarà in giro per casa, da un tavolo all’altro, dalla poltrona al divano al letto al comodino per un mese, due mesi, per lungo tempo, a volte per anni come Miguilim di Joao Guimaraes Rosa che è sempre in giro per casa.
Ci sono altri che, voracemente consumati anche se riletti con calma, li metto nello scaffale e poi, me li scordo.
Leggo soprattutto romanzi, non perché li preferisca al racconto, ma perché di racconti (di autori contemporanei) se ne trovano pochi e me ne dispiace, qualche volta leggo anche gialli o noir e non disdegno neanche i saggi.
Di libri ogni anno ne leggo tanti, molti buoni, pochi da ricordare.
Con gli anni sono diventata sempre più esigente o, forse, sono semplicemente invecchiata.

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 20.10.06 08:37

Interventi

Vado fuori tema ma il titolo mi ha ricordato i prelibri di munari.
stampati nei due sensi perchè al bambino non si debba dire non si legge così, giralo! e pieni di sorprese sensoriali, perchè il piccolo lettore capisca che ogni libro racchiude una sorpresa.

Pubblicato da: unastranastrega - 21.10.06 21:02

Mah, è cosi' difficile abbandonare un libro, magari rallentare per poi accellerare,ma poi giungere alla meta, forse perchè seleziono solo testi classici, o perchè sono un lettore compulsivo, o perchè qualcosa i libri te lo danno sempre,
abbandonare un libro è una sconfitta,
Saluti.

Pubblicato da: ilduca70 - 24.10.06 01:14