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10.09.06
Ufficio scrittori
In questi giorni di lavoro intenso mi rendo conto che il sospetto se uno scrittore lavori oppure no, che cosa faccia uno scrittore tutto il giorno, che cosa combini, come viva, cosa significhi l'affermazione: "ho scritto questo romanzo in due anni", che cosa significhi l'affermazione: "Io non sforno un romanzo all'anno" (e allora: che cosa fai? non "come campi?", non "come te la sfanghi?", ma proprio: "che cosa fai tutto il giorno?"), potrebbe venir meno se si decidesse di istituire un Ufficio Scrittori.
Tra le tante cose che farei se aprissi una casa editrice c'è anche questa: affittare un appartamento, fare di questo appartamento un open-space o un loft, e metterlo a disposizione di tutti i miei scrittori sotto contratto. L'orario di lavoro sarebbe dalle 8.00 alle 18.00 con la pausa del pranzo, la pausa del caffé (metterei le macchinette, magari un cucinino). Ci sarebbe anche il tempo per qualche straordinario, nel caso qualche scrittore sia preso da qualche diavolo proprio nell'orario di chiusura. Trattandosi di un Ufficio Scrittori, credo che la flessibilità sarebbe il primo e più sensato tra i comandamenti.
Leggi il séguito di "Ufficio scrittori" nel blog di Marco Candida.
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 10.09.06 10:24




