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25.09.06

Sui corsi di scrittura

di Fabio Fracas

Qualche tempo fa, in questo intervento datato 3 settembre 2005, riflettevo sul concetto di "scrittura creativa" e sui significati che gli venivano - e gli vengono - associati. Il tentativo che stavo attuando era quello di porre dei distinguo efficaci tra la realtà di un'attività - come quella della scrittura - e l'aspettativa generalizzata che in molti quella stessa attività suscitava. E suscita.

Da quella riflessione e da una serie di successive rielaborazioni, nacque la scelta di eliminare la definizione "Scrittura Creativa" dal nome di MacAdemia.

Oggi, MacAdam - MacAdemia di Scritture e Letture ha una propria specifica identità: è un "luogo" della letteratura. Un luogo fisico, certo, ma non solo: un luogo ideale dove le persone che amano la letteratura possono incontrarsi e confrontarsi per affinare il piacere della lettura e migliorare le tecniche di scrittura. Ecco, questo è per me - e spero anche per chi la frequenta - MacAdemia.

Eppure, quando organizzo corsi, realizzo incontri o tengo seminari, mi rendo conto che tutte le riflessioni e i distinguo che vi ho appena esposto vengono vanificati da una semplice e diretta domanda: a cosa servono i corsi di scrittura?

In questi giorni, in particolare, quella che vi ho riportata è una domanda che mi sento rivolgere molto spesso e che, sinceramente, mi mette in imbarazzo. Non perché non sappia cosa rispondere - o forse, anche sì - quanto perché, secondo me, si tratta di una formulazione che contiene una serie di premesse che mi spingono a delle riflessioni ulteriori.

La prima e forse la più importante, è legata al verbo "servire". Una cosa "serve" quando è utile a uno scopo preciso: una forchetta serve per infilzare il cibo, una sedia serve per sedersi e così via. Un corso di scrittura, nella mia personalissima idea, non "serve" solo per scrivere. La sua utilità - perché di questo, per me, si tratta - spazia dal consentire una maggiore padronanza del linguaggio al permettere lo scambio e la condivisione di sentimenti ed emozioni. Dal formare un approccio strutturato al testo - sia in scrittura sia in lettura - all'ampliare l'orizzonte del proprio 'sapere'. E molto altro ancora.

Servire deriva dal latino servus, cioè 'schiavo'; meglio allora chiedere: per cosa è utile un corso di scrittura? Lasciando così in evidenza l'aspetto di libertà che la conoscenza presuppone e teoricamente, permette.

Un'altra premessa implicita della domanda originaria - dal mio punto di vista - è questa: se si vuol sapere per cosa è utile un corso di scrittura, forse, è perché non se ne sente, effettiva, un'utilità. Quando ho cominciato a occuparmi 'professionalmente' di scritture e letture, nell'ormai lontano 1988, ho iniziato dal basso. Il mio rapporto con il testo era conflittuale e brutale: dovevo correggere bozze e curare l'editing di testi dei quali spesso non capivo i contenuti. Il primo bisogno che ho avvertito è stato quello di documentarmi sul contenuto dei brani che avrei dovuto correggere. Poi, un po' alla volta, ho sentito forte la necessità di imparare anche termini specifici, di studiare discipline che mai e poi mai avrei affrontato altrimenti, di documentarmi per capire se quello che stavo leggendo - a parte l'italiano e la forma - fosse effettivamente corretto. Se a quell'epoca ci fossero stati dei corsi di scrittura capaci di aiutarmi a superare le mie difficoltà li avrei frequentati. Di certo io ne sentivo il bisogno.

Credo che chi desidera approcciare un corso di scrittura sappia già - almeno in embrione - qual'è la motivazione della propria scelta. Non penso, ma potrei sbagliarmi, che si decida di andare a un corso di scrittura piuttosto che a delle lezioni di aerobica come se si trattasse dello stesso tipo di attività.

Frequentare un corso di scrittura, dal mio punto di vista, può - e dovrebbe - rappresentare anche il proseguo o il compimento di un proprio percorso culturale o letterario. Spesso, più semplicemente, può essere un'ottima occasione di confronto e di crescita.

Ecco, in definitiva e molto semplicemente, a cosa sono anche utili i corsi di scrittura.

Pubblicato da Fabio Fracas, il giorno e l'ora: 25.09.06 17:34

Interventi

C'è un'altra domanda sui corsi di scrittura, in particolare su quelli di MacAdemia, che, almeno per me, non ha ancora trovato risposta.
Quanto costano?
Non credo siano gratuiti, ma se così fosse varrebbe la pena di sottolinearlo.
Qualche tempo fa ho provato, con particolare cocciutaggine, a girovagare per il sito di MacAdemia cercando di capire quale fosse il costo di partecipazione alle varie iniziative elencate, ma non sono riuscito a trovare alcuna informazione in tal senso.
Perchè?
Sono davvero così incapace nel consultare i siti web?
E per quale motivo, comunque, l'informazione sul costo ecomomico di una iniziativa "culturale" conviene sia poco accessibile, anzichè essere evidenziata da subito?
Chiedo scusa per l'intervento abbastanza "off-topic", ma si tratta di una curiosità che permane e che mi piacerebbe fosse soddisfatta.

Pubblicato da: latrippa - 25.09.06 19:07

Caro latrippa, hai perfettamente ragione: non ho inserito i costi dei corsi nel sito MacAdemia. L'ho fatto per un semplice motivo che - su tua giusta richiesta - ti espongo. MacAdam - MacAdemia di Scritture e Letture, è un'associazione culturale. In Italia, la normativa vigente in relazione ai contenuti che è possibile inserire all'interno dei siti con dominio ".it" è molto chiara e pone dei precisi vincoli. Se vi scrivessi dei prezzi, anche nel caso di costi associativi o di contributi spese, potrebbe essere configurata un'attività commerciale. Cosa che di fatto non è.
All'interno del sito, per ciascuna attività, ho inserto la possibilità di richiedere informazioni più dettagliate. Fra queste, naturalmente, c'è anche il costo. Un caro saluto,

Pubblicato da: Fabio Fracas - 25.09.06 20:52

Ciao Carissimo Fabio,

quest'anno ho deciso di partecipare nuovamente al concorso Labyrinth; ho partecipato soltanto all'edizione del 1995 arrivando in finale.

Toglimi una curiosità; se non ho letto male, il tema per la prossima edizione sarà proprio la guerra?

Un abbraccio

Fabrizio

Pubblicato da: Fabrizio Corselli - 26.09.06 10:23

Caro Federico, hai letto bene. Il tema per l'anno 2007 del concorso Labyrinth è proprio "La guerra". Naturalmente, viene inteso il concetto ampio che sottende al termine. Mi fa molto piacere che tu abbia deciso di partecipare nuovamente - all'edizione del 1995 non ero fra i giurati - e mi auguro che, oltre al tuo, ci siano moltissimi altri lavori da esaminare. Un caro saluto,

Pubblicato da: Fabio Fracas - 26.09.06 14:32

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