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05.09.06
Lucca e la quercia di Pinocchio
Pinocchio partì: e appena entrato nel bosco, cominciò a correre come un capriolo. Ma quando fu arrivato a un certo punto, quasi in faccia alla Quercia grande, si fermò, perché gli parve di aver sentito gente fra mezzo alle frasche. Difatti vide apparire sulla strada, indovinate chi?... la Volpe e il Gatto, ossia i due compagni di viaggio, coi quali aveva cenato all'osteria del Gambero Rosso.
Alle 2 di oggi pomeriggio, mi telefona mio fratello Mario: “Che fai?" mi domanda. “Sono in giardino che finisco di mangiare."
“Hai voglia di venire con me, che ti porto a vedere la quercia di Pinocchio? Ti faccio fare anche la strada del vino."
Mi rivolgo a mia moglie: “C’è Mario al telefono; chiede se vogliamo andare con lui a vedere la quercia di Pinocchio."
Domando a Mario: “A che ora?"
“Appena hai finito di mangiare. Porta anche Raffaella."
“Figurati se Raffaella si fa lasciare a casa. Dàlle da girare, a quella!"
“Vengo anch’io", dice mio figlio Stefano, mentre rosica un cosciotto di coniglio.
Finiamo di mangiare. Mio fratello è già arrivato. Chiudiamo la casa, mettiamo l’allarme e si parte. Per arrivare alla quercia di Pinocchio si prende la via Pesciatina, quella davanti a Porta Elisa, che conduce prima a Collodi (il paese da cui prese lo pseudonimo Carlo Lorenzini), poi a Pescia, la cittadina dei fiori, e infine a Pistoia; si va sempre a diritto, si supera la località di Zone e si prosegue finché si incontra sulla destra, per chi provenga da Lucca, il ristorante La legge. A fianco del ristorante c’è una strada asfaltata in salita che espone l’indicazione di Montecarlo, la celebre località che produce l’ottimo vino bianco. Si comincia a salire finché si trova proprio davanti a noi la chiesa di San Martino in Colle. Poco prima però c’è una stradina in discesa, ancora asfaltata, che gira a sinistra.
La prendiano finché non ci troviamo ad un bivio; giriamo a sinistra e la strada diventa sterrata. Si scende finché non si vede una casa agricola: siamo arrivati: dietro appare gigantesca la quercia di Pinocchio. Vederla è una meraviglia. Anni fa ebbi il piacere di ammirare nella foresta di Sherwood, nei pressi di Nottingham, la big oak, la quercia secolare sotto le cui fronde la leggenda vuole si radunasse Robin Hood coi suoi compagni. Ebbene, la quercia di Pinocchio è molto più grande e più bella. Ha suppergiù la stessa età di quella inglese: 600 anni.
Ora si dice che sia malata e molte personalità, tra cui il regista e attore Roberto Benigni, in questi mesi hanno rivolto un appello per salvarla. Sarebbe davvero un peccato farla morire, perderla per sempre.

Dopo siamo andati a percorrere la strada del vino. Ritornando al ristorante La legge, si attraversa la strada e quella che ci troviamo davanti è una delle ramificazione della strada del vino che si insinua all’interno di dolci colline ricche di vigneti e di oliveti di suprema bellezza e qualità.
Come vedete, ho messo anche la foto del maestoso platano che sorge davanti alle mura di Lucca, di cui parlai in un commento al mio post intitolato Murabilia a Lucca.
Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 05.09.06 20:45
Interventi
E' una quercia bellissima! Speriamo che riescano a salvarla! Ciao Bart, è sempre un piacere leggerti. Lucia
Pubblicato da: lucia - 05.09.06 23:48
Grazie, Lucia. Il 10 prossimo partirà un'altra iniziativa di vibrisse, tipo il Giro d'Italia. Spero di vederti tra i partecipanti.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 06.09.06 14:50
Sarò contenta di partecipare, buona serata. Ciao Lucia
Pubblicato da: lucia - 06.09.06 19:04





