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21.09.06

Cronache pechinesi

di giuliomozzi

Sono nel Tempio del Cielo, un grande parco a sud di Piazza Tiananmen. Tutto il parco e' il Tempio. Trovo una panchina. Mi siedo. Sono tre ore che cammino. Il parco e' immenso, la sua estensione e' il doppio della Citta' Proibita, la dimora dell'imperatore. Nel parco non c'e' quasi niente, alberi ed erba, erba e alberi, e qualche edificio qua e la'. Una specie di grande ponte lo taglia da sud a nord, e su di esso giacciono gli edifici piu' importanti: l'Altare del Cielo e il Tempio delle Preghiere per il Raccolto. L'Altare del Cielo e' costituito da tre terrazze circolari concentriche (e' difficile, salendo da una terrazza all'altra, non pensare alle piramidi azteche); al centro della terrazza piu' alta c'e' una piastra di marmo circolare, bombata, una specie di bottone di circa sessanta centimetri di diametro.

Questo, pensavo prima mentre stavo sulla terrazza e guardavo il panorama attorno (gli alberi del parco, e in lontananza i grattacieli della nuova Pechino), e' il bottone che unisce la terra al cielo. La terra e' un gran corpaccione, e il cielo e' il suo elegante vestito. Qui, avevo letto nella guida, ogni anno l'imperatore (il Figlio del Cielo) celebrava un rito propiziatorio. A Venezia si celebrava un tempo, ogni anno (si fa ancora, ma per parata), il rinnovamento dello sposalizio tra la citta' e il mare. Mi tolgo le scarpe. Questo settembre pechinese e' caldissimo. Mi ci sono volute tre ore di marcia su e giu' per il parco-tempio, prima di capire che le cose da vedere (noi turisti, cerchiamo sempre le cose da vedere) qui non sono gli edifici, ma la disposizione del tutto. Sulla terrazza piu' alta dell'Altare del Cielo, i turisti cinesi facevano la coda per farsi fotografare in piedi sulla piastra centrale. La fotoricordo sul bottone che unisce terra e cielo. Sul centro del cosmo. Nel Tempio del Cielo, fino al crollo dell'impero, potevano entrare solo i monaci taoisti, che ci abitavano, e nelle occasioni religiose l'imperatore con pochissimi suoi dignitari. Quando l'imperatore si trasferiva dalla sua citta' proibita al parco-tempio, gli abitanti di Pechino dovevano chiudersi in casa e stare in meditazione. Non potevano vedere l'imperatore, non potevano assistere ai riti che egli officiava: potevano solo immaginare. Oggi, qui, penso seduto sulla panchina, non si puo' immaginare piu' niente. Qualunque cittadino puo' farsi la fotoricordo con i piedi sulla piastra che tiene uniti terra e cielo, che tiene insieme il cosmo. E, mentre si fa fare la foto, al cittadino non passa neanche per l'anticamera del cervello, mi immagino, di riflettere su che cosa possa significare il suo gesto. "Sono in piedi sul centro del cosmo! Dov'e' il centro del cosmo? E' dove sono io. Sono io". O qualcosa del genere. Devo starmene fermo una mezz'oretta, almeno finche' non mi passa il male ai piedi. Allora tiro fuori il libro dallo zaino (nello zaino c'e' sempre un libro). E' Mente locale. Per un'antropologia dell'abitare, di Franco La Cecla (Eleuthera, 1999). Lo apro a pagina 34, dove ho lasciato il segno, ieri sera, piegando l'angolo in alto della pagina. Leggo:

...Insediarsi vuol dire ritagliare un posto tra la genericita' dei luoghi, porre un confine tra l'abitato ed il non abitato. Questo gesto e' un gesto di fondazione, e ogni fondazione implica un orientamento. Questo luogo, adesso abitato, e' in relazione con cio' che gli sta intorno secondo delle direttrici orientate. Ogni insediamento viene cosi' incardinato non solo da un circoscrivere, ma anche da un legare al cosmo intero. La casa o il villaggio, i particolari degli oggetti d'uso come l'intera citta' diventano il rovescio del cosmo, un cosmo riflesso, o cosmo parallelo. ... Tutto riflette e racconta come il mondo si e' creato e continua ad essere. L'insediamento e' una cosmografia, una cosmologia, ma non come puo' esserlo un modello statico. Il sistema villaggio, pur essendo il riassunto del cosmo, e' esso stesso il cosmo, cioe' un sistema compiuto che si autoregola e autoproduce. Infatti e' soprattutto un "centro" del mondo. Solo da un centro si possono lanciare le direzioni dell'orientamento.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 21.09.06 11:34

Interventi

Hai trovato una tastiera idonea questa volta. Ricordati di fotagrafare il cielo cinese:-)

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 21.09.06 12:50

E 'sti gran cazzi non ce li metti?

Pubblicato da: Nomignolo - 21.09.06 23:59

Una persona che conosco si è trasferita a Pechino per un tempo indeterminato per lavoro (non avrebbe voluto ma ha dovuto). Quando l'ho incontrata (era tornata per qualche giorno) le ho chiesto come si trovava. Ha messo su una faccia serissima e m'ha risposto: è scritto tutto in cinese! Poi ha cambiato
discorso.

Pubblicato da: alice - 23.09.06 22:03

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Pubblicato da: owqunzkusj - 18.06.08 22:19