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28.09.06
Come ci avviamo ad abitare di merda a Roma e come stiamo cercando di svoltare
400.000 persone in stato di disagio abitativo ci sono a Roma. Significa che 400.000 persone vivono: in troppi sul divano letto, in troppi con sorelle e fratelli, in troppi in convivenze forzate. Nel Comitato di Lotta per la casa del Centro Storico cui appartengo ci riuniamo per capire che fare. I picchetti per (con cui non sempre si riescono ad evitare) gli sfratti. Un confronto fra di noi giusto per non sentirsi dei disgraziati soli. A volte litighiamo.Qualcuno piange. Qualcuno ride. Altre volte ci picchiamo, e anche, altre volte, tentiamo di leggere le leggi che ci governano. In una questione come quella della casa (come tutte le questioni che vedano il corpo protagonista, vedi aborto), non ci si può limitare alla mera riflessione social-sociologica: devo sapere che cosa dire all'ufficiale giudiziario quando mi intima di uscire; che cosa rivendicare col proprietario di casa; che cosa rispondere all'assessore arrogante che mi dica, "C'è una delibera! Aspettate che venga approvata!" O "Che venga applicata!". Mi devo sbattere. Quindi.
Nel 2005 a Roma è stata approvata una delibera sulla casa. Questa delibera non è una delibera rivoluzionaria. Prevede infatti il libero mercato come la norma. Prevede cioè che i proprietari possano stabilire su criteri più o meno arbitrari a quanto dare in affitto i propri appartamenti.
Questa delibera non è per niente rivoluzionaria, dicevo.
Perché non lo è? Perché prevede il libero mercato - ognuno può affittare l'appartmento a quanto gli pare - come la norma. Non solo, ma assieme al libero mercato prevede anche il mercato dell'emergenza, questa delibera.
Che cosa è il mercato dell'emergenza? Sono i poveri. Non ci si riflette mai abbastanza ma i poveri sono una delle fonti di ricchezza e di reddito più alte in questa citta (in questa nazione, e nel mondo in generale pure). I poveri nel caso di questa delibera, sono le persone che non hanno accesso al libero mercato. Per questi poveri, per venire loro incontro, per tenerli sempre di più nella povertà, è previsto però un canone sociale. Il canone sociale è quello che l'autorità (il comune) stabilisce sulla base di quanto il povero guadagna. Di solito è il 10/20 % per suo reddito. Bene. Esiste il povero, che deve continuare ad esistere ma il comune, buono, lo aiuta.
Ci sono poi anche cose meno malvagie in questa delibera, e scusate se corro un po' nello spiegarla. Per esempio: è stata realizzata con la partecipazione di associazioni, parti del movimento, comitati di lotta, etc. E ancora: prevede che il Comune si debba sbattere per indurre i proprietari ad affittare le loro case; prevede un'Agenzia per gli affitti; prevede l'autorecupero. Cosette in altri anni considerate impensabili.
La cosa più divertente però in questo contesto, è che a fronte della mitezza di cui questa delibera dà prova - poichè come abbiamo già detto non sovverte nulla - non sia mai stata applicata.
Cioè: il Comune non si è mai sbattutto per indurre i proprietari ad affittare; l'Agenzia degli affitti non è mai stata fatta; l'Autorecupero non è mai stato permesso o realizzato. Una barzelletta.
L'amministrazione Veltroni quindi, rispetto a questa legge ci ha dimostratro qualche cosa. E cioè: di voler fare del mercato libero in questa città una delle sue regole; di voler fare del mercato dell'emergenza un'altra delle sue regole. Ma soprattutto ci dimostra di quanto se ne impipi degli impegni che prende. Di quanto sia capace di prenderci per il culo.
Niente paura però, noi da fessi quali siamo, ci stiamo attrezzando.
Continueremo con le occupazioni. Continueremo a non uscire dalle case, se non trascinati per i capelli (ulteriore conferma che un po' fessi siamo).
Ma adesso non voglio parlare d quello che faremo, solo di normative. Normative la cui lettura non mi stanca mai, e costituisce per me fonte di vero e proprio quanto perverso piacere. Quindi tranquilli. Allora. Ora, col decreto Ferrero (che è emanazione del governo centrale), la palla che il comune di Roma ha in mano per quanto riguarda l'emergenza (!) casa, in mano gli resta.
Grazie al decreto Ferrero, la giunta Veltroni ha tre mesi di tempo per fare un piano. In questo piano deve descrivere cosa voglia fare. Un piano abitativo. Glielo chiede lo stato. Deve dire di quanti soldi ha bisogno. Quante case ha. Quanti poveri ha. Dove li vuole sbattere sti poveri. Che farà l'amministrazione del Magnifico Veltroni? (In coincidenza col piano abitativo) applicherà la Delibera 110? Farà un Nuovo (Magnifico come tutto quello che lui fa!) Piano Abitativo isolato, come ispirazione giuridica, dalla delibera?
Noi, come Comitato di Lotta ci siamo messi assieme ad altri e altre (Action, Coordinamento di Lotta per la casa, pezzi di Rifondazione, pezzi di università, etc.) per raccogliere firme. Vogliamo stare più comodi nelle nostre case. Vogliamo avere delle case. Non vogliamo che il diritto di proprietà (concettualmente abbastanza merdoso come diritto) sia usato ancora e ancora per affermare continui e continuati abusi di potere ( affitti che sono mensili succhiate di sangue vivo, non meri scambi economici!).
Stiamo dicevo, raccogliendo firme. Ce ne servono 100.000. Vogliamo proporre una legge di iniziativa popolare per il diritto all'abitare. Forse non se ne farà nulla. Forse non arriveremo alle firme. Forse non arrivereremo alla fine del mese. Ma almeno ci avermo provato, e non avremo svenduto come tanti, questa Roma come la migliore delle Rome possibili.
Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 28.09.06 09:24
Interventi
Veltroni è impegnato a scrivere libri...
Bentornata, Angela.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 28.09.06 11:26
Grande Angela!
Pubblicato da: scarparolibera - 28.09.06 11:53
Ciao Bart grazie del buon ritorno :)
Scarparolibera: da quale buon retiro? Un invito alla libertà è comunque, sempre un buon invito. Grazie anche a te.
Pubblicato da: angela scarparo - 28.09.06 14:07
Ehilà Angela, bentornata. Pure io manco da parecchio tempo (trasloco, visto che si parla di case, e nuova società da far partire).
Per ora solo un saluto veloce (non ridere, sono in trasferta a Roma) e sul tema casa... mi trovi destramente d'accordo; anche se forse percorrerei anche altre vie.
Buona serata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 28.09.06 16:23
Dimmi Tresp, le altre vie! La terza soprattutto!
Pubblicato da: angela scarparo - 28.09.06 16:49
Come dice bene Bart, Veltroni scrive libri. Aggiungo io: librettini. :-(((
Hai ragione. Ma: è che si è in troppi, non solo a Roma. Troppe genti di troppi paesi, che non si può tutti ospitare, case non ce ne sono, risorse neanche, soltanto spiagge. Però la delinquenza che già è in Italia subito si integra con quella che extra, che viene da fuori. Lo spazio vivibile non esiste più. Il governo attuale ha fallito su tutti i punti... Non volevo dirlo eppure devo ammettere che si stava d'un pelino meglio quanso si stava peggio.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 28.09.06 19:18
Betornata Angela, sentivo la tua mancanza, spero che riuscirete a trovare tutte quelle firme. Ciao Lucia
Pubblicato da: Lucia - 28.09.06 19:21
Ciao Lucia, felice di ritrovarti. E grazie per l'augurio. :)
Pubblicato da: angela scarparo - 28.09.06 20:19
Angela, la campagna mi interessa, cosa devo fare per raccogliere le firme?
besos
Pubblicato da: spettatrice - 28.09.06 21:45
Spett, quando ho pronto il testo te lo faccio avere. Grazie. Ci sentiamo in pvt e mi aggiorni? Baci.
Pubblicato da: angela scarparo - 28.09.06 21:57
Ciao bella,torno a ripetere : per avere veri
alloggi per chi non può comprare o affittare
agli attuali prezzi esosi e ad arte gonfiati il
Comune deve tornare a costruire case pubbliche.
I soldi ci sono. Pensa solo alle cosidette grandi
opere : corridoio tirrenico, complanari ecc.fatte
per Caltagirone e la Lega delle Coperative.
Mirella
Pubblicato da: mirella - 28.09.06 23:01
Angela, ok, fammi sapè.
Ricordo anche, ai sensibili al problema e non, che la notte del 17 ottobre è la notte dei senza fissa dimora,
http://www.terre.it/giornale/articoli/604.html
organizzata da terre di mezzo e da altre assocazioni in alcune città italiane (se volete provvedere nei vostri centri potete contattarli).
Sarebbe utile inviare la petizione per il diritto alla casa a terre di mezzo per fare in modo che in quel giorno/notte si possa raccogliere le firme.
besos
Pubblicato da: spettatrice - 29.09.06 00:00
Comitato di Lotta per la casa del Centro Storico? Cioè fammi capire, abiti nel centro storico di Roma e ti lamenti dell'affitto troppo alto?
sono d'accordo sul diritto alla casa, ci mancherebbe, io faccio anche parte a pieno titolo della categoria "poveri" (disperati, aggiungo io) ma ci sono diverse alternative, naturalmente mooolto faticose, all'occupare case in centro. Per esempio, andare ad abitare fuori città, dove gli affitti sono più bassi e le case più ampie, facendo la vita da coglione pendolare che faccio io e qualche altro milione di italiani. Vita faticosa ma dignitosa. Sempre meglio che aspettare aiuti dall'alto.
Pubblicato da: gsx - 29.09.06 12:57
Ciao Mirella. Costruire ancora? Parli di sovvenzionata vero? Non è il caso di smetterla con l'emergenza sociale, e costruire un diverso contratto sociale piuttosto? Non so. C'è davvero bisogno di altre case? Costruire dove? Parliamone. Che stai facendo? Ci sentiamo in pvt? Baci.
Pubblicato da: angela scarparo - 29.09.06 14:25
Angela, non esiste *una* terza via, esistono molte terze vie alternative, ma per percorrerle servono COERENZA fra le parole (chiacchiere politiche) e i fatti e CORAGGIO politico.
I fatti, purtroppo, stanno andando nella direzione diversa (vedi aumento degli estimi catastali dell'ultima finanziaria) e porteranno, nel brevissimo periodo, a un ulteriore aumento degli affitti.
La COERENZA avrebbe voluto che, per esempio, si legiferasse per consentire la DETRAZIONE (parziale) del canone di affitto: porterebbe, nel giro di pochissimo tempo, a far emergere chi affitta in nero e/o costringerebbe (chi affitta in nero) ad abbattere il prezzo d'affitto di una quota pari almeno alla detrazione fiscale (studi serissimi in circolazione da ANNI stimano come possibile una detrazione fra il 30% e il 35% del canone d'affitto). Tra l'altro una simile normativa non causerebbe alcuna perdita, sul fronte delle entrate fiscali, poiché il minor gettito a fronte della detrazione sarebbe ABBONDANTEMENTE compensato dall'emersione degli affitti in nero.
La COERENZA imporrebbe ai Sindaci, ed è nella loro facoltà legislativa, l'emanazione di una normativa per la ristrutturazine OBBLIGATORIA dei fabbricati fatiscenti (e pericolosi) da parte dei proprietari. In caso contrario, come già avvenuto in altre città, il Comune potrebbe procedere in proprio alla ristrutturazione e ottenere *l'usufrutto* dell'abitazione per 50 anni o un periodo congruo per l'ammortamento dell'investimento. In questo modo si potrebbero sbloccare le situazioni abitative, spesso tragiche, dei centri storici e fornire al mercato, senza ulteriori edificazioni, abitazioni a prezzo *umano* (almeno si spera che i Comuni abbiano voglia di applicare prezzi *umani*).
La COERENZA imporrebbe ai Comuni la vendita, a prezzi calmierati, dei patrimoni immobiliari che possiedono e che sono spessissimo maltenuti e infruttiferi.
La COERENZA potrebbe continuare con altri mille e mille esempi; purtroppo molti Sindaci, e Veltroni ne è un esempio lapalissiano, preferiscono gigioneggiare con i loro insulsi libelli e con festival del cinema dei quali nessuno sentiva la mancanza se non il loro esagerato e *sinistro* ego.
Insomma, più che Sindaci li definirei dei moderni buffoni e, con simili Sindaci, c'è poco da stare allegri sul tema casa. Da gente simile il massimo che ti puoi attendere è un importante investimento per il recupero dei Cinema storici (?) nel centro storico di Roma: sarebbe ripreso da tutte le principali testate e ne godrebbe, il Sindaco, lustro e prestigio per la prossima arrampicata politica. Buffone! :-)
Buona serata e buon fine settimana. Trespolo.
PS: non preoccuparti per l'epiteto buffone indirizzato a Veltroni, esiste una sentenza della Cassazione che ha stabilito che i cittadini possono rifilare del BUFFONE ai politici senza correre il rischio di essere querelati e quindi: BUFFONE!
PPS: ovviamente il BUFFONE è indirizzato anche a tutti gli altri Sindaci e politici in genere, che si comportano come il nostro Walterino nazionale.
Pubblicato da: Trespolo - 30.09.06 17:42
Scusa, Trespolo, non ho capito bene il meccanismo della detrazione del canone d'affitto.
Esempio. Io pago 1000 euro in nero. Si fa una legge che mi permette di detrarre dalle imposte il 30% di questi 1000 euro (la detrazione è quella dalle imposte, la deduzione quella dall'imponibile: giusto?). Se passassi dal nero al bianco, mi troverei di fatto a pagare 700 euro al mese.
La convenienza del passaggio è quindi, per me, evidente. Ed è evidente che chi fosse disponibile ad affittare in bianco (diciamo così) sarebbe molto più competitivo, nel mercato, di chi si ostinasse ad affittare in nero.
Però: quale convenienza ha, il tipo che mi affitta in nero, a passare al bianco? Nessuna, mi pare. E: se gli affitti sono così alti è anche perché l'offerta è scarsa, quindi il vantaggio concorrenziale di cui sopra non sarebbe molto rilevante.
Inoltre: se io pago quei 1000 euro in nero e dico al proprietario che voglio passare al bianco per detrarre il 30%, che cosa mi dice il proprietario? Mi dice: "Va bene. Facciamo che ti metto in bianco per 1000 euro, e di quei 300 euro che ti vengono restituiti su ogni mese me ne dai 150 a me, a compensazione delle tasse in più che mi trovo a pagare".
Per carità, pagare 850 è sempre meglio che pagare 1000...
Oppure non ho capito niente del meccanismo?
Pubblicato da: giuliomozzi - 01.10.06 12:57
Giulio, scusa per il ritardo nella risposta, ma qui si sono messi a farmi lavorare sul serio (e non ridere...).
Vengo al dunque. Ovvio che, come sostieni, non è possibile (non lo è mai) sanare tutte le situazioni di evasione; ciò non toglie che la possibilità di detrarre una parte del canone dalle tasse metterebbe in movimento chi paga l'affitto, generando un tornaconto, mentre ora (chi paga l'affitto) non ha alcun interesse.
Questo *mettere in movimento* promuoverebbe il cittadino al ruolo di *controllore*: ci deve essere il contratto e deve essere registrato affinché sia possibile detrarre l'importo dalla dichiarazione dei redditi.
Se a questo meccanismo aggiungi l'abbattimento del canone d'affitto ad opera della detrazione, ci si trova di fronte a una situazione *virtuosa* che si autocontrolla e, una volta stipulato il contratto (chi affitta in nero non lo fa mai o lo fa parzialmente).
Al momento l'unica via percorribile per controllare chi affitta in nero sono le analisi incrociate sui conti bancari da parte della Finanza. Sarebbe un bel salto di qualità e, ribadisco, senza alcuna perdita sul fronte delle entrate fiscali.
Assomiglia, come operazione, ad altre simili attuate, per esempio, per il rientro dei capitali all'estero; pareva impossibile eppure è bastato restituire un vantaggio agli attori (chi aveva capitali all'estero) per mettere le banche del canton ticino, per la prima volta nella loro storia, di trovarsi nella situazione di dover gestire flussi negativi...
Buona giornata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 03.10.06 10:26
Grazie. Tutto chiaro.
Resta il problema di inventarsi un modo per rendere la "sbiancatura" degli affitti in qualche modo conveniente per i proprietari... (ma forse è impossibile).
Ci vorrebbe anche forse una sorta di sanatoria. Cioè bisognerebbe garantire al proprietario che la registrazione del contratto non sarà un'autodenuncia... (perché l'evasione fiscale degli anni precedenti rimane).
Pubblicato da: giuliomozzi - 03.10.06 15:55




