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04.08.06
Luoghi comuni / Solo perché sei tu
di giuliomozzi
A: "Guarda, lo faccio solo perché sei tu".
B: "No, grazie. Vorrei che tu facessi, nei miei confronti e in questa circostanza, ciò che faresti, ed effettivamente farai d'ora in poi, nei confronti di chiunque. Se pensi anche tu, come me, che sia bene agire in ogni singola circostanza secondo un principio che accetteresti come regola generale del comportamento tuo verso gli altri e degli altri verso di te, la tua decisione di agire verso di me, in questa circostanza, secondo un principio che accetti solo per me e per questa specifica circostanza è devastante. Non stai facendo un'eccezione alla regola: stai abolendo la regola, e con essa tutte le regole - se non addirittura la stessa possibilità che regole generali del comportamento esistano".
A: "Suvvia, non esageriamo".
B: "Stai esagerando tu".
A: "Le regole possono cambiare. Si fanno e si disfano".
B: "Se fai un'eccezione, la regola non viene cambiata: viene abolita, e con essa ogni possibilità di regole".
A: "E che cosa faresti, dimmi, se ogni possibilità di regole venisse abolita?".
B: "Boh, non so. Magari ti uccido".
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 04.08.06 01:23
Interventi
come vorrei riuscire a scrivere dialoghi... per ora so solo parlare... un abbraccio a giulio... Ilaria L Silvuni
Pubblicato da: Ilaria - 04.08.06 08:12
come vorrei riuscire a scrivere dialoghi... per ora so solo parlare... un abbraccio a giulio... Ilaria L Silvuni
Pubblicato da: Ilaria - 04.08.06 08:12
Ma, secondo me il presupposto di questo dialogo è sbagliato. La possibilità che esistano regole non può essere revocata dall'infrazione di una o più regole. E' nella natura dei segni tendere a formare regole (abitudini)
Pubblicato da: csp - 04.08.06 11:06
A: Scopo della vita è la morte.
B: Cinico che sei!
A: Realista semmai. Nasciamo non per nostra colpa, viviamo macchiandoci di colpe finché morte non sopraggiunge. E' nel ciclo.
B: Quale ciclo, dell'umanità forse?
A: Del riciclo dell'umanità: dopo di noi ci saranno altri uguali migliori e peggiori, fino all'estinzione della razza.
B: Vuoi forse dire che il desiderio dell'uomo è quello di dare la morte ai suoi simili?
A: In maniera semplicista si potrebbe riassumere come tu hai detto. Guardati attorno: dacché l'uomo ha preso coscienza di sé non ha fatto altro che ammazzare per dar corpo a una religione, a una politica.
B: L’uomo ha inventato lo spirito di Dio…
A: …e di conseguenza ha inventato, o meglio ha portato la morte con la promessa dell’immortalità, di un paradiso. Sono gli uomini ad aver bisogno di Dio e non viceversa.
B: Mi stai dicendo che noi si ha bisogno della morte. E’ inaccettabile!
A: Non le ho fatte io le regole, mi sono state imposte alla nascita da chi prima di me. Così è stato per te e per tutti. E così sarà per i frutti dei nostri lombi.
B: Hai una sigaretta?
A: Ne ho due: una a testa. E’ la sola cosa da farsi.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 04.08.06 11:20
A: Non posso farlo solo perchè sei tu.
B: Io _voglio_ che tu lo faccia _proprio perchè_ sono io.
A: Ma se non mi comporto con te come mi comporto con tutti, e come con tutti mi comporterò in futuro come con te adesso...
B: umh?
A: Niente, lascia stare.
B: Comunque... ti dicevo, non m'importa: io voglio che tu lo faccia perchè sono io e non un altra, chessò tipo C, che tanto ho visto come la guardi.
A: Che c'entra C adesso? Perchè devi sempre mettere in mezzo C?
B: Non la metto in mezzo io C, ci mancherebbe.
A: Ecco, allora lasciamo stare C e torniamo a noi. Ti ripeto, non pos..
B: ...sono tutte quelle occhiate che le tiri a metterla in mezzo. Povera stella lei, la piccola santa C che non ha mai fatto niente che non farebbe con tutti...
A: Senti, sono stanco, non ce la faccio più giuro: il tuo sarcasmo è l'ultimo dei miei problemi.
B: Ma quale sarcasmo. Dai, allora: lo farai?
A: Te l'ho detto e te lo ripeto: non posso farlo solo perchè sei tu.
B: Perchè no?
A: Se pensi anche tu, come me, che sia bene agire in ogni singola circostanza secondo un principio che accetteresti come regola generale del comportamento tuo verso gli altri e degli altri verso di te, capisci bene che se agissi con te in maniera diversa da come agisco con chiunque...
B: Da quanto sei diventato così noioso?
A: ...dicevo... se agissi in maniera diversa da come agisco con chiunque, secondo un principio che ritengo valido solo per te, non sarebbe una semplice eccezione alla regola ma la totale devastazione della regola stessa.
B: E come mai non me ne sono accorta prima?
A: Il tuo umorismo mi rimbalza, bella.
B: Va bene. Sarò seria. Quello che non capisci...
A: Cosa?
B: Quello che non capisci è che la regola vuole che tu lo faccia per me, perchè così fai, e farai, per tutti.
A: Cioè?
B: A ognuno lo farai solo perchè è lui, e non qualcun altro. E' un principio che accetterei come regola generale del mio comportamento verso gli altri (e di quello degli altri verso il mio? boh, diciamo che ci spero. Che mi aspetto certi standards, ecco. Ma di più, francamente, non mi sento di pensare al posto degli altri). Questa è la regola che non ammette eccezioni tranne che farlo perchè così fai per tutti.
A: Non credo di seguirti. Ma di certo non è così che giochiamo qui.
B: Lo so.
Pubblicato da: "Aldo Biscardi" - 04.08.06 16:12
ma l'eccezione conferma la regola.
Pubblicato da: Lu - 04.08.06 18:57
proprio oggi, a tavola, si discuteva del Lo faccio solo perché è lei- come fondamento originario d'ogni atteggiamento mafioso...
Pubblicato da: coca - 04.08.06 22:04
Alla persona che si firma csp. Il mio dialoghetto non parla di infrazione di regole; semmai del dichiarare di infrangerle.
Pubblicato da: giuliomozzi - 05.08.06 06:45




