« Magliani, quel «noir» di confine | Main | Dopo Carosello - La propaganda non ha religione »

27.08.06

L'origine dei romanzi [18]

di Pierre-Daniel Huet

[puntata precedente] [tutte le puntate] [scarica il testo completo]


[La precedente puntata dell'Origine dei romanzi è uscita molti mesi fa. Chiedo scusa per l'interruzione, dovuta alla più banale delle cause: avevo smarrito il libro. Alla conclusione, ormai, non manca molto. gm]

Leggi tutte le puntate di L'origine dei romanziEssi non muovono le nostre passioni, che per quietarle: essi non eccitano i nostri timori o la nostra compassione, che per farci vedere fuor dal pericolo o dalla miseria quelli per cui noi temiamo, o compassioniamo: essi non toccano la nostra tenerezza, che per farci vedere felici quelli che noi amiamo: essi non ci danno dell'odio, che per farci veder miserabili quelli che noi odiamo: finalmente, tutte le nostre passioni vi si truovano piacevolmente eccitate e calmate. Quindi ne avviene, che coloro che operano più per passione che per ragione, e che faticano più coll'immaginazione che coll'intelletto, vi sono più sensibili, benché gli ultimi ancor vi sieno, ma d'un'altra maniera. Essi sono toccati dalla bellezza dell'arte, e da quel che proviene dall'intelletto; ma i primi, come i Fanciulli e i semplici, lo sono solamente di quel che sorprende la loro immaginazione, e agita le loro passioni; e amano le finzioni in sé medesime, senz'andar più lontano.

Ora, le finzioni non essendo che narrazioni vere in apparenza, e false in effetto, gli spiriti de' semplici, che non veggono se non la scorza, si contentano di questa apparenza di verità, e vi si dilettano; ma coloro che penetrano più al fondo, e vanno al sodo, si annojano facilmente di questa falsità. Di maniera che, i primi amano la falsità per cagion della verità apparente che la nasconde; e gli ultimi si annojano di quella immagine di verità per cagion della falsità effettiva ch'ella nasconde, se questa falsità non è per altro ingegnosa, misteriosa, e istruttiva, e non si sostiene per l'eccellenza dell'invenzione e dell'arte. E Sant'Agostino dice in un certo luogo, che queste falsità che sono significative, e racchiudono un senso nascosto, non sono menzogne, ma figure della verità, di cui i più dotti e i più Santi personaggi, e nostro Signor medesimo si son serviti.

Essendo, adunque, vero che l'ignoranza e la rozzezza sono le grandi sorgenti della menzogna, e quella irruzione di Barbari, che uscirono dal Settentrione, inondò tutta l'Europa, e la immerse in una sì cupa ignoranza, che non ne uscì se non dopo due secoli in circa, non è egli verisimile, che questa ignoranza produsse nell'Europa medesima effetti ch'ella ha prodotti per tutto altrove? e non è egli cosa inutile di cercare nel caso quel che noi troviam nella natura? Non vi è motivo, adunque, di contraddire, che i Romanzi Francesi, Alemanni, Inglesi, e tutte le favole del Nord, sono del Paese, nati in que' luoghi, e non sono stati portati d'altronde: che non hanno altra origine, che le Istorie piene di falsità, che furono composte in tempi tenebrosi, pieni d'ignoranza, in cui mancava l'industria e la curiosità per iscoprire la verità delle cose, e l'arte per iscriverle: che queste Istorie mescolate di vero e di falso, essendo state ben ricevute da' popoli mezzo barbari, gl'Istorici ebbero l'ardire di comporre puramente supposte, che sono i Romanzi. E' ancora opinione ben ricevuta, che 'l nome di Romanzo si dava in altri tempi alle Istorie e che dopo si applicò alle finzioni: lo che è una opinione incontrastabile, ch quegli son venuti da queste. Romanzi, dice il Pigna, secondo la comune opinione, in Francia detti erano già gli annali; e per ciò le guerre di parte in parte notate sotto questo ome uscivano. Poscia alcuni dalla verità partendosi, quantunque favoleggiassero, così appunto chiamarono gli scritti loro. Strabone in un passo da me allegato, dice, che le Istorie de' Persiani, de' Medi, e de' Siri, non hanno meritata troppa credenza; perché coloro i quali le hanno scritte, veggendo che i Novellatori erano in stima, credettero altresì di mettersi a scrivere favole in forma d'Istorie, cioè a dire, Romanzi. Donde puossi conchidere, che i Romanzi, secondo tutte le apparenze, hanno avuti tra noi la medesima origine, che hanno avuti in altri tempi tra que' Popoli.

[continua]

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 27.08.06 10:09

Interventi

woodman wrestler suboccipital craterless epidemicity doll polymorph exhibit
oucdrbc qmmv
http://zhraglhai.com
napaep irpcji
http://nfgrvszzu.com
xqesct ivclbur
http://bkoodautv.com
drllsr lzdk
http://qrqisp.com

Pubblicato da: Broderick David - 23.09.08 19:10

Pubblica un intervento




Vuoi che mi ricordi di te?