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06.08.06

La scomparsa del mocio vileda e la pigra malinconia degli elfi e dei siciliani

di Tonino Pintacuda

mocio_vileda.jpg«C'è oggi nel mondo, non solo in Italia, una disperazione di vivere che sembra togliere, proprio ai più giovani, ogni possibilità, anche semplicemente storica, di lottare. Durante il fascismo c'era almeno risentimento, negli scrittori che la mostravano. Oggi ci sono occhi che nemmeno guardano, tanto li offusca stanchezza o pianto. Ma sono occhi, sono uomini. Sono una realtà con la quale dobbiamo pur fare i conti.» (Elio Vittorini, Il Politecnico, n. 29 - maggio 1946).

Ecco, quello che avevo da dire l'ha già scritto Vittorini più di sessant'anni fa, quindi potete fermarvi anche qui, se invece volte sapere della scomparsa del mocio vileda e della pigra malinconia degli elfi e dei siciliani, continuate pure a leggere.

Scrivevo qualche mese fa:

E' un dato di fatto: scrivo di meno. Molti si chiedono perché sto dedicando tutte queste energie a Kukuzze, a BombaSicilia e alla Federazione BombaCarta.

Ve lo dico subito: tutto questo attivismo serve principalmente per sfuggire alla pigra malinconia dei siciliani. Qui con 1072 euro di pensione di mio padre e i 1300 euro dello stipendio di mia madre è sufficiente una spesa fuori dall'ordinario per arrivare alla fine del mese col contagocce sul portafogli. Metteteci la benzina necessaria per giungere da chi mi ha riavvicinato alle stelle.
Ora pure la SSIS di mia sorella (1228 euro l'anno oltre i soldi per vivere e abitare a Catania)...

Finalmente m'hanno preso al Servizio Civile Nazionale e questo significa tanto perché, come diceva il saggio, il bisogno di filosofare sorge solo quando tacciono tutti gli altri bisogni.

Ergo, fate due più due. E' una verità universalmente riconosciuta, a 23 anni chiedere ai genitori dieci euro in più per la benzina che galoppa inesorabile verso le stelle è un'azione da meditare.
Adesso mi conoscete un po' meglio, capite che non c'è nessuna voglia di fama nelle mie azioni.
Qualcuno magari sta pensando: "che patetico vittimismo ha intossicato la tastiera di Tonino!".

Ho fatto l’aiuto fabbro a dodici anni (ventimila lire al giorno), il muratore tutte le estati della mia vita (dalle trentamila lire alle mitiche cinquantamila lire), poi il pittore di cancelli, il babysitter, il cameriere in pizzeria, ho battuto preventivi e tesi e fatto l’uomo-fotocopia, l’uomo di fiducia nel cantiere sino a quando non mi stavano scannando perché non avevo capito che erano quelli del pizzo, pure la raccolta differenziata della carta (portavano giornali e riviste davanti alla canonica e noi li selezionavamo nei sacchi di juta del caffé – avete idea di quanto puzzi un sacco di juta? Immaginatemi chiuso in una stanza coll’odore delle vecchie statue di legno di Sant’Ignazio e l’olezzo tipico dei vecchi preti coperto dall’acqua di colonia scadente) con Padre Barbosio (quello trasfigurato nella MELA BUCATA) per pagare a me e agli altri il viaggio dell’oratorio, ho fatto un corso di cura redazionale sino al pomeriggio prima della laurea e ho girato tutti i free-press e le case editrici, tutte: dalla Sellerio alla più sfigata della Sicilia.
Prima mi chiedevano la laurea per qualcosa di più concreto, ora la laurea c’è e chiedono – come minimo - il master (quelli buoni sono almeno 6000 euro).
Ho fatto di tutto ma mai la vittima, credetemi.
Permettetemi pure di fare mie le parole di quel grand'uomo che è stato Pippo Fava, barbaramente cancellato dal mondo e dalla vita nel 1984:

"Voglio fare un discorso corretto e sereno sui siciliani, premettendo naturalmente che io sono perfettamente siciliano. Un discorso sulla stupidità dei siciliani. Noi affermiamo spesso di essere straordinariamente intelligenti, quanto meno di avere più fantasia e piacere di vivere, rispetto a qualsiasi altro popolo della terra. Non è vero! La storia è là a dimostrarlo. Da migliaia di anni siamo semplicemente terra di conquista, gli altri arrivano, saccheggiano, stuprano, costruiscono qualche monumento, ci insegnano qualcosa, e se ne vanno. Noi ci appropriamo di una parte di quella civiltà, a volte diventiamo anche i custodi del tempio, in attesa che arrivi un'altra ondata saccheggiatrice. Siamo quasi sempre colonia per incapacità di essere veramente popolo. Presi i siciliani ad uno ad uno, può anche accadere che taluno riesca ad esprimere (nella poesia, nel delitto, nella finanza, nell'arte) attimi di ineguagliabile talento. Sono quelli che ci fottono, che ci danno l'impressione, spesso la certezza, di essere i migliori. Nella realtà, presi tutti insieme, siamo quasi sempre un popolo imbecille."

E' vero: siamo un popolo imbecille e quello che ci fotte è quella particolare disposizione d'animo che ci avvicina agli Elfi di Tolkien.

"La loro tentazione è diversa: una pigra malinconia, appesantita dalla memoria, che li conduce a tentare di fermare il tempo".
(leggete questo bel saggio di Andrea Monda su Tolkien)

Malinconici e impigriti, quelli di noi che vogliono schivare questa atavica apatia hanno due strade: o fuggono o si impegnano con virulenta ostinazione.
Con testa di cucuzza e cuore d'aquilone noi abbiamo deciso di fondare Kukuzze, un laboratorio permanente di resistenza e volontariato culturale.
Capite bene che comunque, per quel poco che significa, sono felice del Servizio Civile. Fermo non ci sono ai stato ma prima vivevamo dignitosamente con la pensione e lo stipendio di mia madre, con quello che hanno fatto approfittando dell'arrivo dell'EURO, ci arriviamo a fatica. Come tutti.

Lo sapete quando l’ho capito che le cose vanno veramente male? Da quando anche mia madre compra le cose all’Eurospin, lei che prima rimproverava mio padre quando si faceva ammaliare dalle sirene del primo prezzo. Il segnale più chiaro? Dai moci vileda siamo passati a stracci che perdono i capelli già la seconda volta che li usi.
Ecco, prima o poi Charlie Brown ce la farà a far volare l'aquilone senza temere che qualche albero se lo mangi, e torneranno le lucciole di cui scriveva Calvino e Pasolini e torneranno anche i moci vileda.

Onestamente vostro,
Tonino

Aggiungo che oggi aspetto ancora il ritorno dell'acquisto a cuor leggero del mocio Vileda e dei formaggi con stampigliato lo stemma araldico sulla crosta, qui al terzo settore del Comune vedo quotidianamente gente incatenarsi perché vuole solo un lavoro e nient'altro, nessuna buona novella, nessuna parola amica, vuole solo la possibilità di arrivare a vivere con dignità.

Ho pure impartito lezioni private di italiano, storia, filosofia, storia dell'arte, matematica, fisica, chimica nel primo pomeriggio al figlio di un direttore di banca che m'ha lasciato pure un tappo. Hanno semplicemente deciso volontariamente di concedersi un bello sconto finale, evitando di portarmi gli ultimi 90 euro con cui avrei pagato la benzina di un mese.

Chiudo anch'io questo mio messaggio atipico e congestionato con quello che potrebbe essere benissimo l'inno di questi anni di non speranza:

Dov'è che siam rimasti a terra Nutless Vinicio Capossela, Ovunque proteggi, 2006

Dov'è che siam rimasti a terra Nutless
dov'è lo sparo
il botto
dov'è la strada
dove noi
e la sera arriva presto troppo presto per potere andar
dov'è che siam rimasti

dov'è che siam restati soli Nutless
dov'è che i muri si sono chiusi addosso
muri che avevamo costruito
nella sabbia e per la sabbia
forse per avere ancora a tiro l'onda

tutta questa clandestinità dov'è che nata
questo andare a letto presto
quando è iniziata?
che potevamo andarcene a ragazze
o giù al Lido
affanculo questa serietà
questa lealtà
tutta questa impresa
poi il sabato all'iper a far la spesa


buttarci a piedi pari
nella vasca del campari
abbattere la notte
a raffiche di Gordon Rouge

....chabidubidù!


dov'è che abbiam ceduto il capo al sonno
al vapore alla cucina al caldo al televisore
tu in un letto e lei in un altro
dove quei bagliori visti da lontano
fuori in punta di pennello
tutto Napoleone
dipinto in un bottone

cara cosa hai fatto oggi e cosa hai fatto tu
cara cosa hai fatto finché non si è fatto
BOOM
BOOM
BOOM
BOOM

lo vedi adesso che cos'è successo Nutless?
abbiam dovuto richiamare in campo i veterani
quelli che la battaglia grossa
credevano di averla fatta
e invece eccoci tutti
...in groppa alla lealtà!

le fontane di berlucchi
le cascate di garofani
...i love you

e quando ce ne andremo tutti Nutless
sarà quando l'aria è più vicina al cielo
veglierò per sempre
per vedere il bagliore da vicino

finché prenderemo d'anticipo il mattino.

non è più tardi
e non sarà tardi più
non è più tardi ora
non sarà tardi più


Pubblicato da Tonino Pintacuda, il giorno e l'ora: 06.08.06 22:17

Interventi

Sei molto in gamba, Tonino. Non ti scoraggiare. Anche qui in Toscana non è facile trovare lavoro. Tutto molto diverso da quando ero giovane io (anni '60), che bastava avere buoni voti a scuola e venivano a cercarti. La mia generazione è stata fortunata. Oggi, invece, se si eccettua il Nord, il resto del nostro Paese vive con angoscia la propria esistenza, soprattutto i giovani. Dovrebbero essere i nostri governanti a dare priorità al lavoro per i giovani. Ma lo fanno solo a parole. Colpa del progresso? Credo di sì. Non c'è più il turn over. Quando un anziano lascia il lavoro non viene più sostituito, perché la tecnologia consente di utilizzare meno mano d'opera. Un ginepraio. Nemmeno una rivoluzione può risolvere il problema. Il solo modo forse è gridare tutti: Fermiamo il progresso! E' un paradosso? E' il grido dei folli? Non lo so, ma è già da qualche anno che penso a questa soluzione. Il progresso (se si fa eccezione per la medicina) è una piovra gigantesca che ci ha avviluppato nei suoi tentacoli e non ci lascia più. Ci stordisce e ci soffoca.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 06.08.06 23:48

Grazie per l'incoraggiamento, Bart. Invece di parlare in generale, per una volta ho preferito parlare in forma individuale scansando le solite generalizzazioni. Il luddismo e le sue deviazioni mi hanno sempre terrorizzato, leggendo l'ultimo di Eco c'è un'interessante digressione sulla connessione tra vecchio e nuovo, proprio nell'introduzione...

Tonino

Pubblicato da: Tonino Pintacuda - 07.08.06 10:42

E' emblematica la frase di Vittorini che Tonino utilizza in apertura: 1946 eppure pare tagliata per oggi.
Non so se le generazioni precedenti siano state più o meno fortunate.
Non so se fermare il progresso possa essere una soluzione.
Non ho nemmeno una grandissima conoscenza della Sicilia ma, nel breve periodo in cui mi ha ospitato per lavoro (ero a Palermo) ho avuto, netta, l'impressione che Tonino riporta: la Sicilia non riesce a liberarsi dal 'peso' della sua storia.
Netta quanto la può avere uno che è nato e vissuto nel profondo Nord e, quando non era nel profondo nord era oltre oceano.

Che dirti Tonino; io rimango fermamente convinto che le nuove generazioni siano sempre meglio delle precedenti e quindi, da ottimista inguaribile, sono anche convinto che una soluzione c'è e si troverà. E' solo un problema di tempo: è il tempo che non basta mai.

Buona giornata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 07.08.06 12:00

Già, Trespolo, è l'irredimibile immobilismo. Come si dice: facciamo un passo avanti e due indietro.

Pubblicato da: Tonino Pintacuda - 07.08.06 12:07

@ Bart

anche al nord, anche al nord...

Pubblicato da: marco v - 07.08.06 13:49

già, questa situazione non fa molta distinzione tra punti cardinali. C'è da sentirsi scorati, di più... scoDati e Marco "visto cogli occhi" capirà al volo. Ecco, quest'Italia scodata vorrebbe toglierci il sorriso, e io vado a fare una mostra in mezzo alle provole, l'attivismo raggiunge vette imperscrutabili: http://toninopintacuda.splinder.com/post/8892099/Tra+una+provola+e+l%27altra+ci+sono+pure+io

Pubblicato da: tonino pintacuda - 07.08.06 15:47